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MATTARELLA “VIGILI DEL FUOCO E SANITÀ ESEMPI SOLIDARIETÀ”

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“Vigili del fuoco e sanità sono due versanti che si assomigliano, perchè intervengono su stati di necessità di aiuto: la salute e per chi ha problemi di emergenze e calamità. Sono due esempi della capacità della nostra società di organizzare la mutua solidarietà istituzionalmente sostenuta”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Catania, dove ha partecipato, dapprima, alla cerimonia di chiusura delle celebrazioni dell’80^ anniversario della fondazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, al Teatro ‘Vincenzo Bellini’. Il Capo dello Stato si è poi recato nel quartiere Librino per l’inaugurazione dell’ospedale San Marco.

Mattarella, nel capoluogo etneo, ha conferito la medaglia d’oro al Merito civile alla bandiera del corpo nazionale dei vigili del fuoco. La cerimonia si è svolta al teatro ‘Bellini’, alla presenza del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, del capo dipartimento, prefetto Salvatore Mulas, e del capo dei vigili del fuoco, Fabio Dattilo. Nel corso della cerimonia è stato rivolto un pensiero ai pompieri morti ad Alessandria (Antonino, Marco e Matteo) e a tutti coloro che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio dovere.

“Nel corso degli 80 anni di attività il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, con generosa abnegazione e straordinario impegno, ha quotidianamente assicurato le fondamentali missioni del soccorso pubblico e della difesa civile, a salvaguardia della vita umana, dell’incolumità pubblica, dell’integrità dei beni e dell’ambiente, entro i confini nazionali e in territorio estero – si legge nella motivazione -. Il personale tutto con esemplare coraggio ed encomiabile slancio solidaristico, è intervenuto con tempestività ed efficacia, anche con l’ausilio di mezzi e strumenti tecnologici sempre più sofisticati, in tutti gli scenari emergenziali, salvando migliaia di persone, recuperando beni, anche di pregevole valore artistico, e mettendo in sicurezza numerose e importanti strutture”.

“Per la straordinaria vocazione all’altruismo e la naturale prossimità anche alle giovani generazioni, sempre più coinvolte in percorsi educativi sulla prevenzione degli incendi e sulla sicurezza per l’incolumità pubblica – conclude la motivazione – il corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha suscitato l’unanime gratitudine e ammirazione del Paese e della Comunità internazionale, rinsaldando, in ogni occasione, il profondo legame con le popolazioni”.

Il presidente della Repubblica ha poi raggiunto il nuovo ospedale San Marco nel quartiere periferico di Librino. Assieme al capo dello Stato erano presenti, tra gli altri, il governatore siciliano Nello Musumeci e l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

“Vorrei rivolgere un saluto ai medici e a tutto il personale di questo grande ospedale” per “la considerazione che ha nei confronti del paziente” facendo “registrare alcune punte di autentica eccellenza nella ricerca scientifica sanitaria internazionale per i risultati e i successi ottenuti”, ha detto Mattarella, nel corso della cerimonia di inaugurazione.

“È importante l’attività che qui si svolge – ha aggiunto il capo dello Stato – e questo ospedale rappresenta per Catania, la Regione e il nostro Paese uno dei tasselli importanti del sistema sanitario nazionale e della frontiera della cura del paziente da parte della nostra struttura sanitaria. Questo ospedale rinverdisce una lunga tradizione, è del 1336 il primo documento che attesta la storia ospedaliera di Catania. Questo ospedale la traduce nella modernità dei suoi impianti e la proietta nel futuro e la responsabilità è grande e anche il merito è grande”.
(ITALPRESS).

UN FLEX ALL’ORIGINE DELLA STRAGE DI BARCELLONA

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“La ditta era incaricata di effettuare dei lavori. Il paradosso è che i lavori dovevano aumentare le condizioni di sicurezza”. Lo ha detto Emanuele Crescenti, procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto, parlando con i giornalisti sul luogo dell’esplosione del deposito di fuochi d’artificio che ha causato ieri la morte di cinque persone.
“L’indagine richiede accertamenti tecnici, verifiche, analisi, non è un’indagine che si fa in brevissimo tempo. La prima ipotesi è che le scintille causate da un flex o da una saldatrice siano andate a finire non sull’esplosivo, ma su un colorante che ha fatto da miccia per l’esplosione. Procediamo per omicidio colposo plurimo e per disastro colposo. Uno dei casotti è completamente distrutto, come colpito da un’atomica. L’onda d’urto ha distrutto anche un altro casotto, dove era presente la prima vittima”.

ESPLODE UN DEPOSITO DI FUOCHI D’ARTIFICIO, CINQUE MORTI

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Cinque morti e due feriti gravi: questo il bilancio della tragedia avvenuta a Barcellona Pozzo di Gotto per l’esplosione della fabbrica pirotecnica “Vito Costa e figli”, ditta nota nel messinese perchè fornisce da circa dieci anni fuochi d’artificio di bassa e media pericolosità in occasione delle feste patronali. Vittima accertata Venera Mazzeo, 71 anni, moglie del titolare. Gravi bruciature per quattro operai presenti nel luogo della tragedia, un vecchio casolare tra le contrade Cavalieri e Femminamorta, aperta campagna non lontana dall’ingresso di Barcellona lungo la strada statale 113. A intervenire, grazie alla segnalazione di alcuni vicini, polizia, carabinieri, numerose ambulanze e, in primis, i vigili del fuoco di tutta la provincia di Messina per mettere in sicurezza l’area ed evitare eventuali nuove deflagrazioni.

I boati sarebbero stati due: uno alle 16.30 e l’altro venti minuti dopo, così forti da essere sentiti dagli abitanti dei comuni limitrofi, Merì, Milazzo e Terme Vigliatore, oltre che dai barcellonesi, seminando paura e creando panico. Un abitante della zona ha detto che sembrava un terremoto: “Tutti scappavano. Tremavano pareti e finestre”.

 

Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione sarebbe partita dal deposito delle polveri da sparo e piriche e poi raggiunto i laboratori dove vengono confezionati i giochi pirotecnici con una spaventosa e letale onda d’urto. La ditta esterna presente stava mettendo a punto dei lavori proprio di messa in sicurezza del capannone, ma durante il posizionamento di cancelli, sono scappate alcune scintille da una saldatura, che hanno colpito scatole con fuochi artificiali.

I feriti, tra cui Antonio Costa, figlio del titolare, sono stati portati con mezzi di fortuna prima all’Ospedale “Cutroni Zodda” di Barcellona, dove sono arrivati parenti e amici della famglia Costa, pronta a festeggiare il prossimo mese i dieci anni di attività. Proprio nei giorni scorsi sul profilo aziendale di Facebook avevano pubblicizzato offerte in occasione dell’importante anniversario. Poi smistati tra il Centro grandi ustionati di Catania, un ospedale di Palermo e quello di Milazzo.

“Tragedia enorme”, sono le parole del sindaco di Barcellona Roberto Materia: “Siamo rammaricati, sono persone che conoscevo e grandi lavoratori. La famiglia Costa diverse volte ha partecipato alla vita cittadina organizzando feste con fuochi d’artificio per il Comune o per le parrocchie. La loro era una fabbrica molto conosciuta in citta”. Cordoglio anche dalla Cisl e dal presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. Indagini sono in corso.
(ITALPRESS).

L’ECONOMIA SICILIANA TRA LUCI E OMBRE

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C’è il boom delle aziende che vendono on line, ‘più che triplicato rispetto a dieci anni fa’; c’è l’impennata del numero dei ristoranti, ‘il 5,9 per cento del totale nazionale’; e c’è la conferma dell’appeal del vino made in Sicily: tra le prime 11 imprese vitivinicole italiane con più di dieci milioni di fatturato, ‘ben quattro sono siciliane’. Ma c’è anche un mercato del lavoro in ‘apnea perenne: meno diecimila occupati il dato calcolato per la fine di quest’anno, meno tremila quello stimato per il 2020’. E c’è un tessuto produttivo che sopravvive ‘in modalità Lilliput: popolato da microimprese per il 92,3 per cento e con una dimensione media, per impresa, di 4,5 addetti’.

Ecco le luci e le ombre dell’economia siciliana: ‘Una tartaruga che si muove con l’incertezza di chi segna un passo avanti e due indietro. Nonostante ben diciassette legislature e 59 governi dell’Autonomia. E a dispetto dei decenni di politiche, interventi, patti e misure più o meno ragionati’. L’immagine che ne viene fuori è quella di un’Isola precariamente appesa a un filo, come titola (Appesi a un filo. Boom virtuali, economia lilliput, lavoro in apnea) il secondo numero di Zoom Sicilia, il report Cisl-Diste di analisi congiunturale e outlook delle tendenze sociali e dell’economia.

Il rapporto, semestrale, ha visto la luce nella scorsa primavera. Nasce dalla partnership tra l’associazione sindacale guidata in Sicilia da Sebastiano Cappuccio e Diste Consulting, l’istituto di studi territoriali presieduto da Alessandro La Monica e diretto da un comitato scientifico che ha al timone l’economista Pietro Busetta.

‘Zoom Sicilia – spiega Cappuccio – vuole essere un contributo di chiarezza in spirito di servizio. Intendiamo offrire, non solo dati, elaborazioni, informazioni. Soprattutto, uno strumento utile a orientare le strategie e le politiche per lo sviluppo sociale e dell’economia’.

Ad illustrare il report, nella sede regionale della Cisl, erano presenti, oltre a Cappuccio, Busetta e La Monica, il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese, e Benedetto Torrisi, statistico economico nell’università di Catania. Collegati, inoltre, in conference call, il vicepresidente della Regione, Gaetano Armao; il direttore di Svimez, Luca Bianchi; Lino Morgante, direttore editoriale dei quotidiani Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia; Marco Romano, vicedirettore responsabile del Giornale di Sicilia; e Antonello Piraneo, direttore responsabile del quotidiano La Sicilia. Ha moderato il dibattito Domenico Cangemi, della Tgr Rai Sicilia. Il meeting è stato trasmesso in diretta su CislSicilia.it.

Il report parla di ‘ristagno produttivo e occupazionale’. Ma non solo. Anche di declino demografico, ‘che non aiuta’. Nel 2019, si legge, ‘per il quinto anno consecutivo la popolazione siciliana riporta il segno meno. Quasi centomila persone, per effetto della scarsa attrazione sugli immigrati. E dell’emigrazione dei residenti, in prevalenza giovani. Di questo passo – spiega – tra vent’anni la popolazione dell’Isola si ridurrà di altre 160 mila unità. Un progressivo impoverimento di capitale umano, che ipoteca le già difficili prospettive di crescita economica e sociale’.

Sul fronte dei macrodati, per la fine di quest’anno il Pil è previsto in flessione dello 0,2% con un meno 13% di gap sul 2007, anno che precede le due lunghe fasi recessive dell’ultimo decennio. E in rosso chiuderà anche l’export, dopo il biennio 2017-2018 con il segno più. Al netto della componente energia, nel primo semestre di quest’anno il flusso delle esportazioni si ridimensionerà a 2024 milioni con una riduzione dell’11,3% (+3,3 il dato nazionale). Più 0,3% il lieve incremento stimato per il 2020, invece, della ricchezza prodotta nel territorio regionale. Idem, riguardo ai consumi delle famiglie, che aumenteranno dello 0,4, all’acquisto di beni strumentali (+0,3), agli investimenti fissi lordi (+1,1) e al mercato delle costruzioni (+1,7%).

‘Ma questi segni positivi non si tradurranno in una svolta nel mercato del lavoro, che anzi l’anno prossimo – sottolinea La Monica – subirà la contrazione di tremila posti. Unica consolazione, per così dire, la stabilità del tasso di disoccupazione che anche nel 2020 si attesterà sul 21%. Per la precisione, 20,7 l’anno prossimo, 21,1 quest’anno’.

In tema di disoccupazione il report rileva il gap tra tasso ufficiale dei senza lavoro e tasso reale di cosiddetta mancata partecipazione al mercato del lavoro. Quest’ultimo comprende pure ‘le persone che non cercano attivamente un’occupazione ma sarebbero disponibili a lavorare qualora se ne presentasse l’occasione’. Sommando gli uni e gli altri, segnala Zoom Sicilia, ‘si arriva a oltre 900 mila persone che vivono ai margini del sistema produttivo, con un tasso-monstre del 40,3% di mancata partecipazione. Un dato lontano anni-luce, sia da quello riguardante il centro-nord (11,7%) che da quello che attiene all’area sud-isole (34,5)’.

A proposito di lavoro, il report informa che gli occupati in Sicilia sono in tutto un po’ meno di 1,4 milioni. E che appena un terzo sono donne. ‘La quota di occupazione femminile sul totale – si legge – negli ultimi anni è aumentata fino a toccare il 35,9%. Ma la crescita è lenta e l’Isola resta tra le regioni più in ritardo sul fronte della partecipazione delle donne al mercato del lavoro’.

Ecco perché, puntualizza Cappuccio, ‘alla Regione chiediamo politiche ad hoc per l’occupazione. E misure in grado di attrarre investimenti esterni, che sviluppino l’economia circolare, che consolidino il welfare sociale’.
Un brutto segno, secondo il report, è quello dell’aumento delle chiusure volontarie di imprese. Controbilanciato in qualche modo dal rallentamento dei fallimenti aziendali. Quanto al calo delle saracinesche, ‘è un indizio – rileva il rapporto – del peggioramento della percezione degli imprenditori sulle aspettative future’. Nella prima metà di quest’anno, l’incremento delle chiusure risulta, su base annua, del 6,9% contro il 4,3 nazionale. Riguardo ai fallimenti, il numero delle aziende che nel primo semestre 2019 ha portato i libri in tribunale, ha registrato in Sicilia un calo del 9,3%. Si attesta sul -5% il dato medio nazionale.

Nell’isola la quota di famiglie che accedono a internet da casa mediante banda larga, si legge nel rapporto Cisl-Diste, risulta in crescita. Si attesta sul 64,8%. Un dato positivo ma lontano dal 76,9% del nord-est e dal 76% del nord-ovest. La connessione fissa (Adsl, fibra ottica o altro), è la modalità più diffusa.

Gli internauti che acquistano on line sono il 44,2% a fronte di una media nazionale del 55,9. ‘Il divario digitale – informa l’indagine – è da ricondurre soprattutto a fattori generazionali e culturali. Nel senso che le famiglie più connesse sono quelle con almeno un minore o un laureato. Sono meno connesse quelle con anziani o in cui il livello degli studi non va oltre la licenza media’. ‘La chiusura del digital divide – sottolineano alla Cisl – va assunta come imperativo. Perché rendere più diffuse le opportunità che le moderne tecnologie offrono, aiuta a ridurre gap, diseguaglianze, disparità’.

A proposito di web, constata il report che ‘le aziende siciliane che fanno e-commerce, volano. Ma sullo sfondo di un’economia digitale che resta, in buona parte, uno strano oggetto. Così, ad avere alzato la saracinesca sul mercato virtuale sono quasi 1250 imprese dell’Isola, dato più che triplo rispetto a quello di dieci anni prima ma residuale sul piano nazionale. Rappresenta, infatti, solo il 6,1% dell’e-commerce del Paese. E quanto alle tecnologie digitali, tra le aziende siciliane impegnate a cavalcare la new digital wave, il 73% (60% il dato nazionale) sono ancora ferme ai nastri di partenza. Inoltre, la dimensione aziendale appare come discrimine riguardo all’uso di queste tecnologie. Infatti, sono le imprese più grandi a manifestare ‘una propensione nettamente superiore”.

In dettaglio, il 21% delle aziende siciliane risulta legato a gestioni di tipo tradizionale; il 52% utilizza strumenti digitali di base; il 21% si avvale in parte di processi digitalizzati. Il 3% applica con successo i principi di Impresa 4.0. Ma solo il 2% mostra di aver conseguito la maturità nell’impiego delle tecnologie emergenti.
Il mondo della ristorazione è quello in cui il made in Sicily indubbiamente brilla. E non solo perché l’Isola vanta 17 ristoranti stellati di cui due (a Licata e Ragusa) con doppia stella. Perché, informa il report, il settore va al galoppo nonostante l’economia arranchi.

‘Negli ultimi otto anni – si legge -, il numero dei ristoranti in Sicilia è cresciuto a un ritmo quasi doppio di quello nazionale collocando l’Isola all’ottavo posto tra le regioni. Si contano 8489 imprese di ristorazione. Ossia, un aumento di 2847 ristoranti pari al +50,5% contro il dato nazionale del +27,4%. Il 27% delle imprese, precisa Zoom Sicilia, è guidato da donne, il 17% da under 35, il 6% da stranieri. Sul piano provinciale, Siracusa è leader indiscussa. Tra il 2011 e il 2019 la crescita, nel territorio aretuseo, è stata del 72%. Seguono Catania, Palermo e Trapani, tutte con un incremento di oltre il 50% in otto anni’.

Attenzione viene rivolta alle Zes per il turismo. ‘Sarebbero una novità, una prima volta nel Paese – sottolinea il report -. Zone economiche speciali per agevolazioni, regime fiscale, capacità d’attrarre investimenti esterni. Con l’obiettivo di far decollare l’industria dei viaggi e dell’ospitalità da anni inchiodata, in Sicilia, allo status quo’. La proposta muove dalla premessa che l’Isola ‘ha una densità turistica inferiore a quasi tutte le regioni del centro-nord. In pratica, poco più di 15 milioni di pernottamenti, al di là del più o del meno degli ultimi mesi, che si stima generino, indotto compreso, appena 82 mila posti di lavoro. Troppo poco. 15 milioni di presenze li incassa da sola la piccola Malta. Le Baleari ne totalizzano 65 milioni, le Canarie 94’.

‘Ma se anche si ipotizzasse – spiega Busetta – il raddoppio nei prossimi anni di flussi e occupati, l’incremento sarebbe comunque insufficiente rispetto al fabbisogno di lavoro della regione. E in ogni caso, impossibile da raggiungere senza investimenti esterni, che vanno attratti. E sostenuti’.

Da qui l’idea che Zoom Sicilia lancia, ‘di prevedere, col concorso di Regione e Stato, Zes specializzate che possano innescare sviluppo’. ‘Un po’ come hanno fatto – rimarca Cappuccio – Cuba con Varadero, il Messico con Cancun o Puerto Escondito, l’Egitto con Sharm El Skeik’.

Secondo il report la crisi dell’ultimo decennio, che su base regionale ha visto svanire qualcosa come 120 mila posti, su scala provinciale è stata un’autentica debacle. A salvarsi, per così dire, solo Siracusa che chiude il periodo con un aumento di cinque-seimila occupati, tutti di genere femminile. Ma il petrolchimico, precisa il report, non c’entra nulla: ‘C’entra semmai la rete dei servizi, quel mondo di servizi a bassa produttività e scarsa remunerazione’. Per il resto, ‘sulle province dell’Isola in questi anni ha regnato la notte in cui tutte le vacche sono nere’.

La performance peggiore, quella del Messinese che dal 2007, anno pre-crisi, perde 38 mila occupati. Altrettanto inquietanti sono i dati delle altre province. Palermo subisce una flessione di 34 mila posti, Trapani vede scomparire 19 mila lavoratori attivi, Agrigento ne vede cancellati 11 mila, Catania chiude il periodo con -10 mila. Enna ne perde 5000. A Ragusa il saldo del decennio risulta negativo per 4000 posti. Caltanissetta, infine, chiude il periodo con 3000 lavoratori in meno. ‘Una debacle, appunto. Una notte nera’, sottolinea il report.

(ITALPRESS).

BANCA SELLA SI RAFFORZA IN SICILIA

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Banca Sella rafforza la sua presenza in Sicilia. In via Villaermosa 36 a Palermo sono state inaugurate la nuova sede di Banca Patrimoni Sella & C. e i nuovi locali di Banca Sella.
Il Gruppo dà vita così a un polo completamente rinnovato nel centro di Palermo in grado di offrire servizi a 360 gradi per tutte le tipologie di clientela. I nuovi locali ospitano sia la sede di Banca Sella, con la Direzione Territoriale, che la sede di Banca Patrimoni Sella & C. due realtà in grado di fornire a tutto il territorio prodotti, servizi e consulenza qualificati per la clientela retail, corporate e private. I nuovi spazi sono caratterizzati da un layout moderno e razionale e mettono a disposizione dei clienti sia sportelli che salotti e aree dedicate alla consulenza.
All’inaugurazione erano presenti per Banca Sella l’amministratore delegato Claudio Musiari, il responsabile della rete Massimo Vigo e il responsabile del Territorio Sud Gennaro Crescenzo; per Banca Patrimoni Sella & C. l’amministratore delegato Federico Sella, il direttore commerciale Paolo Giorsino e il vice Vincenzo De Marco.

“I nuovi locali della succursale di Banca Sella e della direzione territoriale – ha spiegato il responsabile del Territorio Sud di Banca Sella Gennaro Crescenzo – rappresentano un segnale importante di attenzione che il nostro Gruppo vuole dedicare a questo territorio caratterizzato da un tessuto imprenditoriale articolato e da sempre ricco di realtà interessanti. Banca Sella, che nella regione è presente complessivamente con 18 filiali, vuole infatti favorire lo sviluppo e il progresso economico delle famiglie e delle imprese siciliane, fornendo le proprie competenze e professionalità, caratterizzati dai propri fattori distintivi, quali la fiducia, la qualità, il rapporto personale e l’innovazione”.
La direzione territoriale di Banca Sella è composta dal responsabile del distretto Sicilia Antonino Romeo, dal responsabile del team private Mario Ignazzitto e dalla responsabile del team imprese, Ketty Vaccaro.

“La nuova sede di Palermo – afferma Vincenzo De Marco, Vice Direttore Commerciale di Banca Patrimoni Sella & C. – rappresenta un importante tassello nel programma di rafforzamento della nostra presenza nel Sud Italia e in Sicilia in particolare, un’area che riteniamo estremamente importante per le sue risorse, potenzialità e per le realtà imprenditoriali che lacaratterizzano. Banca Patrimoni Sella & C. – prosegue De Marco – si presenta oggi come una realtà consolidata e di riferimento sul territorio per la gestione del patrimonio di privati e aziende, potendo contare su un team di Private Banker di elevata professionalità”.
Il team di Banca Patrimoni Sella & C. operativo in Sicilia è composto da 25 Private Banker guidati dal responsabile dell’Area Giuseppe Baudo, coordinati dal Responsabile del Centro Sud Ignazio Carrassi insieme al Chief Manager Francesco Lio.
(ITALPRESS).

IN ARRIVO 32 MLN PER RIQUALIFICARE 161 TEATRI

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Oltre trentadue milioni di euro dal Governo regionale per la riqualificazione di 161 teatri dell’Isola. Lo ha disposto il governatore Nello Musumeci. E’ quanto si legge in una nota della Presidenza della Regione, secondo cui i fondi – stanziati per interventi di restauro, ripristino, ristrutturazione, messa a norma e innovazione tecnologica – consentiranno la modernizzazione di strutture esistenti e l’apertura sia di nuovi spazi che di sale chiuse da tempo al pubblico. Le risorse saranno erogate dal dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, diretto da Sergio Alessandro, che ha già predisposto la relativa graduatoria.

“Il mio governo – sottolinea il presidente Musumeci – sta dando vita sul territorio a un investimento in cultura senza precedenti. Ricordiamoci che i teatri siciliani pubblici e privati costituiscono una mappa identitaria dell’Isola e sono depositari della memoria e del carattere del territorio. Inoltre, questo Piano per i teatri serve a dare energia e attenzione al ruolo fondamentale che riveste il capitale umano e intellettuale dei luoghi della cultura: registi, attori, musicisti, scrittori, scenografi, costumisti. Una forza lavoro e una memoria collettiva di tecniche e saperi troppo spesso sacrificati da una disattenzione o da una scarsa considerazione che fagocita figure che, invece, meritano di trovare in Sicilia opportunità di lavoro e realizzazione professionale. Per questo ho voluto imprimere una svolta per affermare il principio che ‘con la cultura si mangia’ e che può generare sviluppo”.

L’idea del governo regionale è quella di “mettere in circolo una risorsa importante per rivitalizzare la crescita del territorio e creare opportunità di lavoro per aziende, tecnici, fornitori che saranno impegnati in questi 161 cantieri della cultura che si apriranno con i lavori di ammodernamento delle strutture teatrali”. Nel rispetto delle proporzioni previste dal bando, agli enti pubblici è stato concesso un contributo pari quasi all’ottanta per cento della somma valutata come ammissibile. Per i soggetti privati un finanziamento pari a circa il 62 per cento.

Gli enti beneficiari sono Comuni, enti pubblici, istituti scolastici, parrocchie, enti no-profit (fondazioni, associazioni) e imprese private impegnate nel campo teatrale. In base alle istanze pervenute sono state finanziate, su un importo complessivo di 32,3 milioni di euro, 161 strutture così ripartite tra le province: Agrigento, 18 teatri (3,9 milioni di euro); Caltanissetta, 10 (1,8 milioni di euro); Catania, 34 (6,2 milioni di euro); Enna, 7 (1,5 milioni di euro); Messina, 26 (5,1 milioni di euro); Palermo, 29 (6 milioni di euro); Ragusa, 8 (1,6 milioni di euro); Siracusa, 13 (2,8 milioni di euro); Trapani, 16 (3,4 milioni di euro).
(ITALPRESS).

“OASI” CREDEM PER GIORNATA DEGLI ALBERI A NOTO

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Credem parteciperà giovedì prossimo alla 1^ Giornata nazionale degli Alberi e della macchia mediterranea che si terrà a Noto, nel siracusano, esponendo un’opera effimera davanti alla filiale di Corso Vittorio Emanuele, lungo il quale sfilerà un corteo formato dagli studenti e insegnanti delle scuole cittadine. L’opera, intitolata “Oasi sostenibile” e raffigurante i loghi di Credem e Avvera (nuova società di credito ai privati 100% Credem), sarà realizzata con sale e prato d’erba per ricreare un contesto rurale in pieno centro città.

“Credem ha aderito all’iniziativa in linea con la strategia di attenzione alle generazioni future ed alla salvaguardia dell’ambiente”, fanno sapere dall’Istituto di credito.

La filiale di Noto in Corso Vittorio Emanuele, che ha da poco subito un restyling, durante tutta la manifestazione, compresa la giornata di sabato, aprirà le porte “per offrire a clienti e non clienti la possibilità di conoscere le iniziative che Credem svolge in concreto a sostegno dell’ambiente”.

“Il Gruppo Credem, in particolare – si legge in una nota -, rispetto al tema della sostenibilità ambientale ha avviato negli ultimi anni diverse attività, per contribuire al raggiungimento dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile previsti dall’agenda Onu 2030, tra cui l’impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’utilizzo di carta riciclata e il progetto Foresta Credem. Questa iniziativa ha permesso di piantare oltre 550 alberi in diverse province siciliane, consentendo di assorbire oltre 27 mila kg di CO2. L’iniziativa proseguirà nel corso del 2019 con la piantumazione di nuovi alberi con un duplice obiettivo: incentivare la sostituzione da parte della clientela dei dispositivi fisici in plastica per la generazione di password monouso per la conferma delle operazioni bancarie online (Mr Pin) con la versione virtuale su App o tramite sms per recuperare la plastica e favorire la diffusione della firma digitale nelle operazioni bancarie per risparmiare carta”.

I nuovi alberi si aggiungeranno ai 130 già piantati a fine 2018 e permetteranno così alla “foresta” Credem di raggiungere complessivamente oltre 880 alberi.

“Il progetto – conclude la nota – si è concretizzato grazie alla cooperazione con Treedom, organizzazione ambientale che consente di piantare un albero e seguirne la crescita a distanza e con la collaborazione di cooperative specializzate nel sostegno all’occupazione ed alla socializzazione di giovani affetti da autismo attraverso il loro lavoro nella piantumazione della foresta”.
(ITALPRESS).

INIZIATIVE PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI, SICILIA IN TESTA

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Nessuna Regione italiana, durante l’anno che sta per concludersi, ha attivato tante iniziative per promuovere l’educazione ambientale e sensibilizzare i cittadini alla riduzione dei rifiuti attraverso un corretto smaltimento, quanto la Sicilia. Come riportato da Envi.info, la testata on line dell’Associazione internazionale per la comunicazione ambientale, nel corso del 2019 sono stati 672 gli eventi su questo tema promossi nell’Isola da scuole, Comuni, imprese e associazioni di volontariato. Il Piemonte, risultato secondo in questa graduatoria – resa nota durante la presentazione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, che inizierà in tutta Europa oggi per concludersi domenica 24 novembre – ha totalizzato 651 azioni mentre la Lombardia, terza, si è fermata a 536.

“E’ un dato – sottolinea il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci – che ci riempie di orgoglio perché certifica il grande e assiduo sforzo che, anche a livello di comunicazione e di sensibilizzazione sul fronte dello smaltimento dei rifiuti, il mio governo sta portando avanti. Basti pensare che quest’anno sono stati promossi su questo tema, in tutto il nostro territorio, 315 eventi in più rispetto al 2018, quando erano risultati 357. E per questo traguardo sento di rivolgere un ringraziamento al dipartimento Acqua e rifiuti, guidato da Salvo Cocina, che ha svolto egregiamente un ruolo propulsivo, invitando, per esempio, tutti i Comuni e le scuole dell’Isola a partecipare al progetto ‘Differenziamoci a Scuola’ e coinvolgendo anche imprese e pubbliche amministrazioni”.
Tra le città, Catania risulta al primo posto per azioni promosse: ben 161. Segue Palermo con 74, mentre a Messina sono risultate 48. E, ancora, 72 si sono registrate complessivamente nel Calatino, 28 nell’Agrigentino e altrettante nella zona della fascia jonica taorminese.

Tra gli altri grandi organizzatori, spiccano l’assessorato alle politiche scolastiche del Comune di Catania, le Società regolamentazione rifiuti del Calatino e di Messina ma anche le associazioni ambientaliste Legambiente Sicilia, Rifiuti zero Sicilia, Un’altra storia, Economia circolare ed eticologica. Per la prima volta, inoltre, il Comune di Palermo si è reso operativo grazie alla firma di un Protocollo d’intesa, con Rap e dipartimento Acqua e rifiuti, per la diffusione di progetti di educazione ambientale finalizzati all’incremento della raccolta differenziata nelle scuole.
(ITALPRESS).