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EDILI IN PIAZZA “RIAPRIRE CANTIERI”

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Anche in Sicilia gli edili sono scesi in piazza nell’ambito della giornata di protesta nazionale “Noi non ci fermiamo! Rilanciare il settore delle costruzioni per rilanciare il paese”, promossa da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Una manifestazione con assemblea pubblica si è tenuta in piazza Politeama, a Palermo; presidi e volantinaggi sono stati organizzati davanti alle prefetture di Catania, Messina, Trapani, Siracusa, Ragusa ed Enna.

“In Sicilia – scrivono in una nota i segretari siciliani delle tre categorie Mario Ridulfo, Paolo D’Anca, Francesco De Martino – la crisi del settore delle costruzioni ha raggiunto cifre impressionanti, dal 2008 ad oggi si è registrato un calo del 60% degli addetti censiti presso le casse edili e di oltre il 50% degli addetti dell’indotto che ruota intorno al settore delle costruzioni. La polverizzazione dei pochi cantieri rimasti in attività – aggiungono – ha inoltre determinato un calo della qualità del lavoro, con l’aumento degli infortuni sul lavoro, a cominciare da quelli mortali. In Sicilia il lavoro nero nel settore è stimato intorno al 40%, cioè un lavoratore su due”.

Per i sindacati a fronte di questa drammatica situazione “occorre una politica industriale in grado di rilanciare la filiera delle costruzioni. Occorre riaprire i cantieri con politiche e strumenti finanziari mirati e un Fondo nazionale di garanzia, sbloccare le grandi e piccole opere, incentivare le ristrutturazioni, il risparmio energetico”.

Dalla Sicilia, Fillea, Filca e Feneal chiamano in causa anche le istituzioni locali, Governo, Parlamento, la politica tutta, ai quali sollecitano “un cambio di rotta”. Ridulfo, D’Anca e De Martino sottolineano anche che “serve una interlocuzione e un confronto continuo e diretto, tra tutti i soggetti coinvolti: tra le diverse stazioni appaltanti (Stato, Regione, Rfi, Anas, Cas, etcc.), le imprese, i lavoratori e le comunità coinvolte (Città, Comuni, Consorzi di comuni, Città metropolitane).

“In questi ultimi anni – rilevano – si sarebbero dovute progettare e appaltare opere pubbliche per miliardi di euro in grado di produrre un’occupazione aggiuntiva tra diretto e indotto che avrebbe potuto in parte riassorbire le perdite del settore. Questo non è avvenuto con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Oggi un cambio di direzione è non più rinviabile”.
(ITALPRESS).

LA “PALERMO DEL ‘900” VISTA DA CUTINO

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Un tuffo nel passato, a cui ci riporta la mostra “Antonio Cutino e la Palermo del ‘900 – Nel segno della tradizione”: una selezione di circa ottanta lavori, tra opere pittoriche, pastelli e grafiche pubblicitarie, a trentacinque anni dalla scomparsa del Maestro.

L’esposizione sarà presentata il 26 novembre prossimo, alle 11.30, in presenza, tra gli altri, dell’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti, Omar Obeid Al Shamsi, all’interno del Salone della Musica di Villa Malfitano Whitaker, nel capoluogo siciliano, dal presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, ambasciatore di Palermo Culturenel Mondo, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, dal presidente della Fondazione Whitaker, Paolo Matthiae, ed dal direttore, segretario generale della Fondazione Whitaker, Maria Enza Carollo.

La mostra, ideata dal curatore Giacomo Fanale, appositamente per gli spazi espositivi della Fondazione Whitaker, a Villa Malfitano, è stata realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che la promuove. Importante la consulenza di Liliana Cutino, figlia del Maestro, che ha aiutato al reperimento delle opere presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private.

“Un’esemplificazione – dichiara il curatore – dei diversi generi che caratterizzarono la sua vasta produzione. Dai paesaggi, che risentono della luminosità degli scenari naturali della campagna siciliana, con evidenti i riferimenti a Francesco Lojacono, in Ulivi del ’70 e in Crepuscolodel ’72. Riferimenti oltremodogià presenti in opere antecedenti, come in Chiesetta a Villa Tasca del ’64 e Primavera a Villa Tasca, anch’essa del ’64. Mentre nei paesaggi Giardino con pergolato del ’63 e La mietitura del ’70, emergono interessanti rielaborazioni cromatiche personali. Nella Veduta di Monte Pellegrino del ’57, Cutino propone una rilettura interpretativa di un soggetto ricorrente sia nella pittura di Lojacono, che in quella di Mario Mirabella,come di altri vedutisti”.

Alcune esemplificazioni del suo interesse professionale per la grafica illustrativa e pubblicitaria ai primi albori in Italia, presenti in mostra, consentono di inquadrarne meglio le sfaccettature della sua complessa personalità. Aspetto cui è stato dedicato uno spazio collaterale alla mostra, eloquente di una parte non marginale della sua attività artistica.

Rosario Lentini nel suo contributo al catalogo, evidenzia la figura dell’artista illustratore pubblicitario inserito nel contesto dell’economia della Palermo del primo Novecento.

Antonio Cutino fu interprete di un modello culturale che si conformò alla nuova elite e classe emergente della Palermo degli anni ‘60, dal suo operare artistico, infatti, emergono riferimenti espressione della cultura prevalente nella Sicilia del dopoguerra.

Aspetti rintracciabili nella tradizione pittorica del tardo Ottocento palermitano, che ancora nei primi anni del Novecento si avvalse di un’ampia schiera di seguaci, che, se subirono l’influenza di un “ritorno alle origini” della pittura italiana d’inizio secolo, rimasero fedeli a canoni rappresentativi della cultura locale, tanto apprezzati dal nuovo ceto di burocrati e funzionari nati nel solco dell’autonomia politica e amministrativa della Regione Siciliana.

La mostra si avvale di un contributo critico in catalogo dello Storico dell’Arte, Gioacchino Barbera, che scrive: “In occasione di questa mostra, nella quale viene presentata una ricca campionatura delle opere di Cutino – ma va ricordato che gli era stata già dedicata nel 2005, per festeggiare i cento anni dalla nascita, una monografica a Palazzo Branciforte – ho preferito indagare meglio due momenti del suo percorso artistico che possono offrire nuovi spunti di riflessione e di approfondimento e nei quali, a mio avviso, vanno rintracciati gliesiti forse più originali della sua ricerca. Mi riferisco alle opere dei primi decenni della sua attività di pittore, dagli esordi alla fine degli anni Quaranta del Novecento, e alla sua prolifica attività di grafico pubblicitario e di illustratore”.

Il presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, sostenendo con determinazione la realizzazione di questa retrospettiva, in uno dei luoghi più prestigiosi della Città di Palermo, ha permesso un riconoscimento postumo al lavoro del maestro Antonio Cutino, “fortemente legato” ai ricordi della sua infanzia.

“Io ho avuto modo di conoscerne la pittura in età infantile – ricorda -, in quanto egli era uno dei vedutisti e ritrattisti del Novecento più amati da mia nonna, che spesso accompagnavo insieme a mia madre nella sua casa. Ho ritenuto pertanto di rendere giustizia al Maestro dedicandogli questa retrospettiva, che consta di circa un’ottantina di opere tra dipinti ad olio e grafiche pubblicitarie, e che mette in luce attraverso la sua arte alcuni aspetti della cultura prevalente nella Sicilia del Dopoguerra, intercettando anche – con l’attività di illustratore e bozzettista per la pubblicità – il periodo della ricostruzione e dell’inizio di sviluppo economico del Paese. Lo scenario unico di Villa Malfitano Whitaker a Palermo, con le sue sale splendidamente decorate che ospitano la ricca collezione di oggetti d’arte di Giuseppe Withaker (tra cui anche diversi dipinti di Francesco Lojacono), mi è parso dunque il luogo ideale per accogliere i dipinti ed i disegni di questo artista così legato alla tradizione pittorica siciliana a cavallo tra i due secoli, tradizione che la Fondazione Terzo Pilastro ha già celebrato nel 2014 con la monumentale mostra ‘Di là del faro. Paesaggi e pittori siciliani dell’Ottocento’ a Villa Zito”.

In occasione della mostra verrà presentato il volume edito da Silvana Editoriale con testi di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, dello storico dell’arte Gioacchino Barbera e del curatore Giacomo Fanale.
(ITALPRESS).

AIOP, IN SICILIA 7 MILA OPERATORI SANITÀ PRIVATA

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Cliniche e ospedali privati associati ad Aiop in Sicilia danno lavoro a 7 mila persone circa ed il totale del valore della produzione sfiora i 629 milioni di euro. Questi i dati salienti del bilancio sociale aggregato presentato dall’Aiop – Associazione italiana ospedalità privata, nella sede di Sicindustria, a Palermo.

“E’ la prima volta che affrontiamo con una metodologia economico-scientifica l’impatto che hanno gli ospedali privati, ma in generale tutto il sistema sanitario, sulla produzione di benessere di una regione”, ha spiegato il presidente regionale di Aiop Sicilia, Marco Ferlazzo.

Le aziende Aiop siciliane erogano annualmente circa 185 mila prestazioni ospedaliere e circa 998 mila prestazioni ambulatoriali: “Nel nostro sistema regionale questo settore – ha sottolineato Ferlazzo – dà un arricchimento al Pil della Sicilia di parecchi punti e quindi è un fatto economico importantissimo per la nostra regione in termini di mercato, non solo sanitario ma anche di merci e di occupazione”.

Eppure il sistema sanitario negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con numerosi tagli imposti dal Governo nazionale: “Nel 2007 ero Presidente regionale dell’Aiop e ci siamo dovuti confrontare con le esigenze del piano di rientro e pur subendolo abbiamo scelto di condividere questo percorso che ha evitato alla nostra Sicilia di essere commissariata e di essere catalogata tra le ‘strutture canaglia’ – ha evidenziato la presidente dell’Aiop nazionale, Barbara Cittadini -. E’ stato fatto un percorso importante di efficientamento della spesa che era inevitabile, vista l’emergenza. Adesso vedo segnali, sia a livello regionale che nazionale, della volontà di volere tornare ad investire perché si è compreso che, razionalizzata la spesa, bisogna efficientare l’offerta perché il piano di rientro quand’è nato era pieno di riqualificazione dell’offerta”.

La presidente Barbara Cittadini si è anche espressa sulle manovre che la Regione sembra intenzionata a fare per intraprendere nuovi investimenti nel settore sanitario: “Se il governo Musumeci sta andando in questa direzione? Non ho un’interlocuzione diretta ma il presidente Ferlazzo mi dice che l’interlocuzione è virtuosa e che, non appena il Governo nazionale metterà quello regionale in condizione di poterlo fare, attueranno una programmazione più coerente con la domanda del territorio”.

Su questo tema si è anche espresso l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, presente alla presentazione del bilancio sociale aggregato di Aiop: “Stiamo lavorando attraverso forme di implementamento delle attività per recuperare chi si vuole curare in Sicilia di poter utilizzare anche e soprattutto le strutture di diritto privato – ha spiegato l’assessore -. Questo c’è stato già riconosciuto dalla Svimez perché non dobbiamo dimenticare che quando si racconta una Sicilia che arretra poi magari arriva un rapporto di Svimez che ricorda che nel mezzogiorno la Sicilia è l’unica regione che ha visto diminuire i viaggi della speranza: attraverso un maggiore investimento, attraverso una maggiore integrazione pubblica e privata. Noi siamo ragionevolmente convinti di essere nel mezzogiorno una regione guida a livello di organizzazione dei servizi sanitari”, ha sottolineato.

(ITALPRESS).

ECONOMIA PIÙ DEBOLE, IN CALO EXPORT E OCCUPAZIONE

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In Sicilia la congiuntura economica regionale ha fatto registrare un ulteriore indebolimento nei primi mesi del 2019. È quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale “L’Economia della Sicilia” della Banca d’Italia, presentato presso la sede di Palermo e relativo al primo semestre del 2019.

“L’indebolimento è prevalentemente ascrivibile al settore dei servizi – ha spiegato il direttore della Banca d’Italia di Palermo, Pietro Raffa -. Tale comparto sta risentendo della diminuita presenza turistica e del rafforzarsi della situazione di debolezza del settore edile”. Stabili, invece, le vendite del settore manifatturiero. Mentre sono in diminuzione anche gli investimenti industriali, che nell’ultimo biennio avevano fatto registrare un trend positivo.

Per quanto riguarda le esportazioni è stato registrato un calo del 17%. Ad incidere in maniera particolare, secondo il report, è stata la riduzione delle vendite dei prodotti petrolchimici, che rappresentano il 60% dell’export regionale. In lieve aumento, invece, le esportazioni agricole e alimentari. In trend positivo anche le esportazioni relative all’elettronica: “Numeri che sono da ricollegare all’indebolimento del commercio mondiale – ha sottolineato Raffa -, con questa debolezza che si ripercuote anche sull’occupazione”.

In Sicilia i dati relativi all’occupazione evidenziano una diminuzione dell’1,1%, con una riduzione di circa 15.600 unità. Il dato è tra i peggiori in Italia: nel mezzogiorno si registra una media del -0,4%, mentre a livello nazionale si ha un dato positivo dello 0,5%.

Dal rapporto di Bankitalia ermerge anche una riduzione nel numero di lavoratori autonomi, mentre è leggermente in aumento il numero dei dipendenti, con quest’ultimo in aumento nel numero delle posizioni a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione è diminuito, pur restando ugualmente il doppio rispetto a quello medio nazionale.

“La raccolta creditizia continua a crescere – ha sottolineato Giuseppe Ciaccio, che si occupa di Analisi e Ricerca Economica Territoriale per Bankitalia -. Questo è un segnale che ci fa capire che le famiglie sono tornate leggermente a risparmiare e le imprese hanno anche meno interesse ad investire, non sapendo in questo momento di incertezza che tipo di crescita ci potrà essere”.

L’erogazione dei mutui alle famiglie è diminuita del 4,7% rispetto all’anno precedente: “Il numero di compravendite di edilizia residenziale è in aumento. La crescita sta proseguendo, ma i numeri sono leggermente inferiori rispetto a quelli dello scorso anno – ha specificato Ciaccio -. Lo stock di mutui sta continuando a crescere ma le nuove erogazioni hanno registrato un calo”.

(ITALPRESS).

MALTEMPO, SCUOLE CHIUSE E TRASPORTI IN TILT

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Disagi in Sicilia per il maltempo. Scuole chiuse oggi in diversi comuni. Difficoltà nella circolazione dei treni si registrano nelle zone interessate da vento e pioggia. Nel pomeriggio di ieri una tromba d’aria ha investito il comune di Licata, nell’agrigentino. Mentre a Lampedusa diverse barche di migranti in balia delle onde sono affondate all’interno di porto.

Alla luce dell’allerta meteo rossa, proclamata dalla Protezione civile regionale, il sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo, d’intesa con l’assessore alla Protezione civile Francesco Caristia, ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Dal municipio si raccomanda, inoltre, prudenza ai cittadini, e li si invita a limitare allo stretto necessario le uscite fuori dalle abitazioni.

Inoltre, sono state sospese, a titolo precauzionale, tutte le lezioni previste nei dipartimenti dell’Università di Catania, incluse le sedi di Ragusa e Siracusa, e nella Scuola Superiore di Catania.

A Siracusa il vice sindaco Pietro Coppa ha disposto la chiusura di tutti gli impianti sportivi cittadini pubblici e privati, del cimitero cittadino, cimitero degli Inglesi, scuole di ogni ordine e grado, asili nido pubblici e privati, parchi e giardini pubblici, la chiusura del Parco Archeologico della Neapolis e del Castello Eurialo, Castello Maniace, e mercatini rionali.

Scuole chiuse anche in altri comuni del Siracusano come a Noto. Ma anche a Scicli e Pozzallo, nel Ragusano; a Campobello di Mazara, nel Trapanese. Sempre in provincia di Trapani, a Castellammare del Golfo, il sindaco Nicola Rizzo invita la cittadinanza alla prudenza. Stessa cosa a Petrosino. Anche a Canicattì, nell’agrigentino, è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, del cimitero comunale ed è stato sospeso il mercatino della frutta di via Piave.

All’interno del porto di Lampedusa sono invece affondate alcune barche dei migranti in balia delle onde. Il sindaco Totò Martello ha rivolto un appello al Governo nazionale, perchè “intervenga al più presto e disponga la rimozione delle imbarcazioni ‘abbandonate’. Con il maltempo di questi giorni e le pessime condizioni del mare si sono trasformate in un pericolo per la comunità, per le infrastrutture e per l’ambiente. Molte di quelle che erano ormeggiate al Molo Favaloro sono infatti in balia delle onde all’intero del Porto, rischiando oltretutto di danneggiare le altre imbarcazioni ed i nostri pescherecci”.

In seguito alla violenta ondata di maltempo che si è abbattuta sin da ieri mattina nell’Agrigentino, il Settore Infrastrutture Stradali dell’ex Provincia ha temporaneamente chiuso al traffico la Spr – strada ex regionale 24 Agrigento-Cattolica Eraclea, completamente invasa in più punti da considerevoli quantitativi di fango e colate di detriti provenienti dai terreni adiacenti la carreggiata. Cantonieri e mezzi del Libero Consorzio sono già al lavoro per ripristinare la transitabilità.

Ed è stata nuovamente chiusa al traffico la strada provinciale 17-B Siculiana-Raffadali, dopo che la pioggia abbondante ha provocato un nuovo straripamento del vallone sul ponticello all’altezza del km 0+100

Fango e detriti sono segnalati sulla SP 55 in direzione Marina di Palma, mentre il personale dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio è intervenuto ad Agrigento in via Nenni per un allagamento. Disagi per allagamenti anche in altre città.

Intanto, la strada statale 113 “Settentrionale Sicula” è provvisoriamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni dal km 84,500 al km 84,600, all’altezza del comune di Gioiosa Marea, in provincia di Messina, a causa della presenza di massi e detriti sulla carreggiata a causa del maltempo.

Ieri, è stata chiusa temporaneamente anche la strada statale 288 “di Aidone”, in entrambe le direzioni tra il km 4 e il km 8, all’altezza del comune di Ramacca, nel catanese, a causa della presenza di fango e detriti riversatisi sul piano viabile dai terreni circostanti in seguito al forte maltempo che ha interessato l’area.
(ITALPRESS).

QUALITÀ DELL’ARIA, IN ARRIVO 4 MLN

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Un accordo con una serie di misure concrete per il miglioramento della qualità dell’aria, necessarie ad affrontare la crisi ambientale nei maggiori agglomerati urbani della regione Sicilia. È stato sottoscritto, a Catania, dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e dal presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. Erano presenti, tra gli altri, anche gli assessori del Territorio e ambiente, Toto Cordaro, e dell’Energia, Alberto Pierobon. Per sostenere le nuove iniziative anti-inquinamento da traffico nelle città di Palermo, Catania, Messina e Siracusa, il Ministero destinerà all’Isola nuove risorse, fino a un massimo di 4 milioni di euro.

“Dobbiamo recuperare – ha evidenziato il presidente della Regione Nello Musumeci – il tantissimo tempo perduto in Sicilia sul fronte ambientale e della qualità dell’aria. Su questo tema, il mio governo ha già adottato il Piano regionale e nei prossimi giorni verrà licenziato anche il Piano per l’amianto e finalmente, così, i Comuni potranno essere nelle condizioni di raccoglierlo e conferirlo nei luoghi preposti. Sulla desertificazione – ha aggiunto Musumeci – la Sicilia è l’unica Regione ad avere varato un concreto Piano di azione. Il tema della desertificazione e quello più sottovalutato in una terra, la Sicilia, che è particolarmente esposta. Io credo che con il governo centrale e con il ministro dell’Ambiente si possa e si debba fare un buon lavoro”.

L’Accordo sottoscritto con il ministero – la cui attuazione sarà monitorata costantemente da un gruppo di lavoro composto da tre rappresentanti nominati da ciascuna delle due parti – impegna la Regione a rispettare alcuni tempi d’attuazione. Entro sei mesi, infatti, dovranno essere adottate nuove disposizioni finalizzate al ricambio dell’attuale parco automezzi delle piccole e medie imprese e di quelle artigiane con veicoli a basso impatto ambientale. Le nuove misure riguarderanno, naturalmente, tutti i cittadini. Dovrà essere incentivata, infatti, la rottamazione dei veicoli inquinanti e, in particolare, potrà essere prevista l’esenzione triennale dal pagamento della tassa auto se si procederà alla sostituzione di autoveicoli di classe Euro 0, 1, 2, 3, a benzina o diesel, con quelli, nuovi o usati, di categoria Euro 6 elettrici, ibridi o alimentati a Gpl e metano.

Sempre nell’arco dei prossimi sei mesi, la Regione – in sede di riesame delle Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale – dovrà applicare sul proprio territorio i valori limite per una serie di sostanze inquinanti. Tra le iniziative previste, anche l’istituzione di un biglietto unico da utilizzare sui vari mezzi di trasporto con l’obiettivo dichiarato di disincentivare l’utilizzo di quelli privati e, ancora, la realizzazione nelle aree urbane di infrastrutture riservate alla mobilità ciclo-pedonale, il potenziamento dei controlli sulle auto al fine di verificarne le emissioni, l’elettrificazione delle banchine portuali attraverso sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili.

“L’atto firmato oggi – ha sottolineato il ministro Costa – seppur di natura economica, porta in sè una serie di attività condivise tra ministero, Regione e Comuni. Finalmente si potrà andare a Bruxelles, all’Unione europea, a dimostrare che le infrazioni per le quali stiamo pagando le sanzioni non devono essere più pagate. C’è un impegno formale adesso e come ministero diamo queste risorse alla Regione Siciliana affinché poi con i bandi previsti possa intervenire sulle questioni che riguardano le famiglie. Dalla mobilità alternativa ai contributi nel cambio della vettura, tutto questo fa parte di un grande percorso avviato in Sicilia che è il Piano della qualità dell’aria e dell’Accordo di programma con il ministero”.

Le risorse che arriveranno da Roma potranno essere destinate anche alla sperimentazione di nuove iniziative di contrasto all’inquinamento dell’aria. Gli uffici dell’assessorato del Territorio e ambiente hanno elaborato un progetto innovativo di mobilità sostenibile, denominato “Casa-Lavoro/Scuola”, che prevede servizi di car-sharing con mezzi a basse emissioni destinati ai lavoratori delle pubbliche amministrazioni che debbano effettuare spostamenti per motivi di servizio. L’utilizzo di veicoli elettrici o ibridi darà, inoltre, la possibilità di usufruire di “buoni mobilità”, di agevolazioni tariffarie e di altri incentivi.

MUSUMECI INCONTRA I SINDACI DELLE ISOLE MINORI

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Individuare un Piano integrato di interventi per il sostegno e lo sviluppo socio-economico delle Isole minori. E’ l’obiettivo di un’apposita giornata di lavoro, organizzata dal governatore Nello Musumeci, che si terrà il 18 novembre nella sede della presidenza della Regione, a Palazzo Orleans. Alla riunione sono stati invitati i sindaci dei Comuni di Ustica, in provincia di Palermo; Lipari, Santa Maria Salina, Malfa e Leni nel Messinese; Pantelleria e Favignana in provincia di Trapani; Lampedusa e Linosa nell’Agrigentino.
L’incontro – al quale saranno presenti anche gli assessori e i dirigenti generali dei dipartimenti regionali – è finalizzato alla verifica delle iniziative già avviate e a quelle ulteriori da programmare nei vari ambiti di intervento: infrastrutture portuali, edilizia scolastica, mobilità interna e accessibilità esterna, approvvigionamento idrico, rete fognaria, beni ambientali e culturali, piani di protezione civile, servizi sanitari, strutture turistico-ricettive.

“Fin dall’insediamento, il mio governo – sottolinea Musumeci – ha prestato grande attenzione alle problematiche delle Isole minori. In più occasioni, siamo intervenuti finanziariamente con l’obiettivo di valorizzarle, ma soprattutto per renderle più confortevoli a chi ci vive dodici mesi l’anno e non solamente nel periodo estivo. Io stesso, in questi primi mesi di mandato, ho già visitato personalmente gran parte di queste realtà e mi sono reso conto che viverci ogni giorno non è facile se mancano infrastrutture e servizi essenziali. Ecco perché abbiamo il dovere di intervenire con un Piano organico che serva, finalmente, a dare ai cittadini delle Isole minori le stesse opportunità di chi abita al centro di Palermo, Catania, Messina o delle altre città. La riunione organizzata a Palazzo Orleans serve proprio a questo: ascoltare dai diretti interessati le loro esigenze e programmare gli interventi, con risorse e tempi certi. Sono convinto che per invertire la tendenza basti veramente poco”.

TURISMO, IN SICILIA +35% EXTRALBERGHIERO

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Vecchi fari e grotte trasformate in case vacanza, dimore di design, case sull’albero, campeggi, agriturismi, castelli, abbazie, case rurali, rifugi, baite e persino barche ormeggiate nella nuova formula “boat and breakfast”. Negli ultimi 5 anni le tipologie dell’extralberghiero in Sicilia si sono moltiplicate in maniera esponenziale, passando da 20 ad 80 e consentendo a chi visita l’Isola di sperimentare soggiorni ed esperienze sempre nuove. Un comparto che conta quasi 6.000 strutture e che nel 2017 ha prodotto 120 milioni di euro. Il quadro emerge dal rapporto Otie – Osservatorio sul turismo delle economie delle Isole, presentato a Bagheria in occasione dell’apertura della IV Bte, la Borsa del Turismo Extralberghiero ideata da Confesercenti Sicilia e co-organizzata dall’Assessorato Regionale del Turismo, Sport e Spettacolo e, quest’anno, anche dal Comune di Bagheria.

Commissionato da Confesercenti Sicilia per monitorare in maniera costante l’andamento del settore e compararne lo sviluppo regionale con quanto accade nelle altre grandi Isole europee, lo studio Otie evidenzia un trend più che positivo: negli ultimi 5 anni sull’Isola il numero di strutture extra alberghiere è cresciuto del 35%, gli arrivi legati all’extralberghiero del 50%, e le presenze, ovvero i pernottamenti, del 30%.

In termini di quantità di strutture extralberghiere la Sicilia è seconda solo alle Isole dell’Egeo Meridionale: 7.370 strutture sparse tra gli arcipelaghi delle Cicladi e del Dodecaneso.

La regione, isole minori comprese, conta infatti 5.836 strutture extralberghiere, più che la Sardegna (4.323). Egeo Meridionale, Sicilia e Sardegna, sommano insieme il 60% delle realtà extralberghiere di tutte le isole europee.
In numero assoluto di strutture, l’accoglienza alternativa alla formula dell’hotellerie rappresenta l’82% dell’offerta totale. La percentuale cambia radicalmente però se si guarda al numero di posti letto (10% dell’offerta) per le modeste dimensioni di B&B e delle altre tipologie di accoglienza raggruppate nell’extralberghiero.

Secondo il rapporto Otie, realizzato su dati Eurostat 2018, sono state 3 milioni 174 mila i turisti le notti vendute nell’extralberghiero nel 2017.

Andando nel dettaglio, è Palermo la provincia in cui si concentra il maggior numero di strutture (17%). Seguono Messina e Catania (16%). In fatto di numero di posti letto, lo scettro spetta invece a Messina (21%), seguita da Trapani (17%) e Palermo (15%). Sempre Messina è la provincia che vanta il maggior numero di camping e villaggi turistici (31% delle strutture e 33% dei posti letto esistenti in Sicilia).

Palermo guida la classifica degli alloggi in affitto (20% delle strutture dell’isola), seguita da Messina (19%). In termini di numero di posti letto, è invece Trapani a vantare la concentrazione più alta (21%), seguita da Messina (20%) e Palermo (18%).

La maggiore concentrazione di agriturismi e strutture dedicate al turismo rurale si trova in Sicilia orientale: Siracusa ha il 18% delle strutture e il 19% dei posti letto, mentre Ragusa il 17% delle strutture ed il 21% dei posti letto.

I B&B sono maggiormente concentrati a Catania (19% delle strutture e 18% dei posti letto) ed a Palermo (17% delle strutture e dei posti letto).

“Il raffronto con le altre isole europee mostra chiaramente che la Sicilia ha ancora grandi margini di crescita in termini di notti da vendere – dice il presidente dell’Otie, Giovanni Ruggieri – Al contrario di quanto accade in altre realtà insulari come ad esempio le Canarie, la Sicilia può e deve fare di più sotto il profilo dell’offerta di eventi nel corso dell’anno, così da fare tornare i turisti più di una volta per vivere esperienze diverse”.

“Lo sviluppo dell’extralberghiero – dice Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia e di Assoturismo nazionale – consente di ampliare l’offerta turistica. I numeri ci dicono che hotel e strutture extralberghiere possono convivere e crescere insieme per una migliore qualità dei servizi rispetto a clientele differenti e ad un turismo che oggi chiede di toccare con mano l’identità e la peculiarità di un territorio e non si accontenta più del tour per i monumenti”. “La riqualificazione dell’extra alberghiero – aggiunge Messina – amplia sempre più l’offerta ricettiva anche attraverso la valorizzazione di dimore storiche che meglio rappresentano il patrimonio culturale del territorio”.

“La Bte rappresenta un evento strategico per il turismo siciliano – dice Manlio Messina, assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – che si apre sempre più al comparto extralberghiero come dimostrano i numeri dello studio Otie. Dobbiamo valorizzare tutti i segmenti dell’accoglienza e puntare sulla qualità dell’offerta che proponiamo, sulla promozione e sulla formazione. L’assessorato regionale al Turismo – aggiunge – sostiene con convinzione la Bte perché mettendo di fronte buyers e sellers permette ai piccoli imprenditori di stringere rapporti commerciali internazionali e perché è un’opportunità per promuovere altre realtà che dobbiamo sostenere come i nostri Borghi, con la loro bellezza e unicità, e i Cammini siciliani che ci consentono di stare a contatto con le meraviglie del nostro patrimonio ambientale”.
(ITALPRESS).