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RITROVATO SARCOFAGO CON “OBOLO DI CARONTE”

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Eccezionale ritrovamento a Gela nel corso di lavori di scavo per la posa di cavi condotti dall’Enel sotto l’alta sorveglianza dell’assessorato regionale dei Beni culturali. E’ stato portato alla luce un sarcofago in terracotta con coperchio a spioventi, all’interno del quale è stato rinvenuto uno scheletro integro, presumibilmente appartenente a un maschio adulto di circa un metro e sessanta centimetri di altezza. Non sono stati rinvenuti al momento elementi del corredo funerario, poiché lo scavo si trova in una fase iniziale. Dopo la rimozione dello scheletro e i necessari lavori di rilievo, le indagini proseguiranno per accertare la presenza di ulteriori evidenze archeologiche.

Ma l’eccezionalità della scoperta, si legge in una nota della Presidenza della Regione siciliana, consiste nel ritrovamento di una moneta che documenta il rituale funerario del cosiddetto “obolo di Caronte”, cioè il pedaggio simbolico che il defunto avrebbe pagato al traghettatore infernale per il passaggio nell’Ade, l’oltretomba per la mitologia classica. La moneta, non ancora analizzata e quindi datata, è stata rinvenuta all’interno del cranio, probabilmente in seguito al crollo del coperchio del sarcofago, trovato frantumato.

“La città di Gela – dichiara il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – continua a restituire preziose testimonianze della civiltà greca. Gela per il mio governo rappresenta un luogo privilegiato di investimenti nel campo dei beni culturali come modello di sviluppo alternativo e risarcitorio delle ferite che in questi anni il territorio ha subito. Voglio ringraziare il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Sergio Alessandro e la soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo e che si sono prontamente attivati per le immediate azioni di tutela del nuovo ritrovamento. Mi auguro che, insieme alla ‘Nave di Gela’, possa costituire una nuova tessera del progetto di valorizzazione della città e di grande rilevanza per l’intera regione. Sono in continuo contatto con loro – conclude Musumeci – per seguire gli sviluppi dello scavo e dei risultati definitivi che esso potrà fornire”.

Nei giorni scorsi, all’esterno della tomba, prosegue la nota, era stata rinvenuta una mezza coppetta in ceramica verniciata a bande di colore rossiccio, di un tipo comune databile ad età ellenistica (IV secolo avanti Cristo) che rappresenta, al momento, l’unico elemento utile per una datazione orientativa della tomba. La datazione trova conferma anche nel rinvenimento di alcuni unguentari in terracotta, contenitori di profumi tipici dell’età ellenistica, ritrovati in prossimità del sarcofago, e in connessione con un gruppo di ulteriori sepolture presumibilmente appartenenti alla stessa necropoli, e che saranno oggetto di indagini successive.

Già negli anni Sessanta del secolo scorso, il famoso archeologo Piero Orlandini aveva individuato poco lontano, in località Costa Zampogna, una piccola necropoli ellenistica probabilmente connessa all’attuale ritrovamento. Grazie alla collaborazione dei carabinieri della stazione di Gela, durante tutta la durata degli scavi, soprattutto nelle ore notturne, è stata assicurata la sorveglianza al prezioso sito che tanto dirà della storia antica della colonia greca della città di Gela.
(ITALPRESS).

MARATONA PALERMO, APERTA 25^ EDIZIONE

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Nozze d’argento per la Maratona di Palermo. Quella del prossimo 17 novembre, sarà infatti l’edizione numero venticinque di una manifestazione sportiva che negli anni è diventata “evento”. La XXV edizione della Maratona di Palermo, organizzata dall’ASD Media@, è stata presentata nei locali di Unicredit, in via Magliocco, l’istituto di credito che dal 2008 affianca la kermesse. Presenti, tra gli altri, Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia Unicredit; Manlio Messina, assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo; Fabio Giambrone, vice sindaco di Palermo; Vincenzo Alaimo, consulente commerciale della maratona di Palermo; e Salvatore Gebbia, patron dell’evento e vice presidente di Media@.

Per l’edizione del venticinquennale, non mancano le novità. A cominciare dalla location di partenza e arrivo: dopo sette anni, si lascia lo stadio delle Palme e si torna nel salotto buono della città, via Libertà, nei pressi del Giardino Inglese. “Un ritorno al passato ancora più intriso di tradizione”, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa. Maratona di Palermo sempre vicina all’espetto sociale e aggregativo, tra le conferme infatti c’è “La Camminata del Sorriso”, la passeggiata non competitiva, tre chilometri percorsi con il solo spirito aggregativo, ludico e sociale. In sala anche Giovanni Ruffo dirigente medico dell’unità operativa di ematologia con Talassemia all’ospedale Civico di Palermo.

Percorso nuovo, stesse emozioni e stesso tuffo nell’arte. Gli atleti, che sia maratona o mezza distanza, correranno a fianco del Teatro Massimo, dei Quattro Canti, della Cattedrale; attraverseranno piazza Politeama, il cortile interno del Palazzo dei Normanni, il parco della Favorita (il Central Park in salsa siciliana), la palazzina Cinese, sfioreranno il mare di Mondello, certificando la bellezza di un percorso forse unico al mondo. Start alle ore 9.

Una maratona che anno dopo anno piace sempre più oltre confine, non è un caso, se la pattuglia “estera” cresce di anno in anno. Trentotto sono, al momento, le nazioni straniere rappresentate a Palermo, circa 450 gli stranieri iscritti. La pattuglia più numerosa è quella francese, con 88 atleti al via. Presenti atleti di Germania, Olanda, Austria, Belgio, Polonia, Stati Uniti e Gran Bretagna. Correranno a Palermo anche podisti della Moldavia, del Messico e del Sudafrica.

Buona anche la presenza di atleti che arriveranno da oltre lo Stretto. Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Campania, le regioni con più atleti presenti. Palermo, Trapani e Milano le province più rappresentate.
Numeri in crescita certificati da 1800 presenze tra maratona e mezza maratona.

Per quanto riguarda i top in gara, torna a Palermo Hosea Kimeli Kisorio, il keniano vincitore delle ultime due edizioni e nel suo palmares vanta anche un secondo posto. In questo 2019 dovrà però vedersela con altri due suoi connazionali che in base al loro curriculum vengono dati per favoriti Wilfred Korir e Kenneth Kemboi Rotich.

In campo femminile sfida Kenia-Etiopia con Gladys Chepngetich e Hirut Beyene Guangual. Tra gli italiani in gara, il palermitano Filippo Lo Piccolo (Monti Rossi Nicolosi) che la maratona di Palermo l’ha vinta nel 2015. Per quanto riguarda la mezza “occhio” a Mohamed Idrissi vincitore nel 2015 e nel 2018 e Annalisa Di Carlo.

“UniCredit crede nell’importanza di essere partner di eventi che possono contribuire allo sviluppo e alla crescita del territorio – commenta Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia Unicredit – ed è in questa direzione che va il nostro supporto alla Maratona di Palermo dal momento che riesce a valorizzare il legame tra sport, arte e cultura. Penso che poche maratone al mondo possano vantare un percorso così suggestivo all’interno di uno dei centri storici più affascinanti, consentendo agli atleti di attraversare alcuni siti del percorso Arabo-Normanno della città di Palermo oltre che la borgata marinara di Mondello”.

“Oggi più che mai – aggiunge Manlio Messina, assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della regione siciliana – sono contento di prendere parte alla presentazione della Maratona di Palermo che meglio rappresenta quello che la città può offrire come sport, arte e cultura. Un patrimonio che i turisti continuano sempre più ad apprezzare anche grazie a tutta una serie di iniziative da quelle sportive a quelle prettamente culturali come ‘Le vie dei tesori’, manifestazione itinerante alla scoperta dell’arte, della tradizione e della cultura del capoluogo siciliano”.

“Una promozione del territorio – sottolinea Fabio Giambrone, vice sindaco di Palermo – una vetrina per la città con tanti atleti ma anche turisti che vengono a correre la maratona e al tempo stesso ad ammirare le bellezze della nostra città. Una Palermo sempre più votata allo sport, a novembre riaprirà il Velodromo, mentre terminati i lavori di restauro e del rifacimento della pista, lo stadio delle Palme ‘Vito Schifani’ tornerà ad essere fruibile dalla fine del mese di dicembre”.
(ITALPRESS).

CISL “ARRESTARE SPOPOLAMENTO ENTROTERRA”

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“È indifferibile valorizzare le risorse delle aree interne per sventare la minaccia del loro declino”. Così la Cisl, che lancia il tema dello spopolamento dell’entroterra siciliano. Una tavola rotonda dal titolo ‘Aree interne: zavorre o risorse? Politiche di sviluppo e infrastrutture sociali’, è stata organizzata dalla Cisl Agrigento-Caltanissetta-Enna all’Istituto Lincoln di Enna.

Il confronto, moderato dal giornalista Paolo Di Marco, ha fatto scaturire l’esigenza di “elaborare un percorso di riscatto con le amministrazioni locali e regionale per il quale la Cisl è pronta a collaborare”. “L’azione deve prevedere – è stato sottolineato – la volontà di favorire e rafforzare le associazioni tra comuni, il potenziamento della progettazione locale, la partecipazione dei cittadini nelle scelte di sviluppo locale, il coinvolgimento del capitale privato, l’insorgenza di forme di cooperazione che agevolino lo scambio di soluzioni progettuali tra i sindaci delle aree interne nonchè l’efficace tempistica nell’attuazione dei progetti dei comuni Snai – Strategia nazionale delle aree interne”.

Il segretario della Cisl Agrigento-Caltanissetta-Enna, Emanuele Gallo, ha aperto i lavori fornendo un quadro esaustivo della marginalità nella quale vivono molte comunità interne. “Per marginalità – ha spiegato Gallo – si intende sia la lontananza dai servizi e funzioni vitali che la carenza di opportunità di lavoro e di vita. Negli ultimi 40 anni la provincia di Enna ha subito il più consistente decremento demografico regionale. Tra il 1971 il 2011 ha perso più del 9% della popolazione”.

Un dato preoccupante, per tutte le implicazioni che comporta, quello dello spopolamento sui cui effetti sono intervenuti alcuni componenti della segreteria Cisl, che hanno individuato nelle politiche turistico-culturali, fondamentali fattori di rilancio e sviluppo in zone nelle quali vanno potenziati i servizi sanitari nonchè quelli della mobilità infrastrutturale. Non è stato tralasciato il tema delle politiche agricole, connesse alla valorizzazione delle risorse esistenti. Il segretario generale Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca, ne ha richiamato i vantaggi illustrando quelli derivanti da forme organizzate di cooperazione tra produzione primaria, trasformazione e commercializzazione per sfruttare i benefici dell’industria agro-alimentare e della filiera corta.

Il segretario generale Cisl Scuola Agrigento-Caltanissetta-Enna, Massimiliano Montalbano, ha invece analizzato i dati delle scuole primarie e secondarie delle 3 province evidenziando l’insopprimibile ruolo civico, formativo e sociale che ricoprono gli istituti delle aree interne della Sicilia: “L’attenzione ai giovani, l’elaborazione di strumenti produttivi da mettere a loro disposizione per contenere lo spopolamento, la creazione di centri civici quali poli attrattivi ma anche politiche incentivanti per gli stessi insegnanti, sono questi i fattori di vantaggio rimarcati da Cisl Scuola”, ha evidenziato.

Della complessita delle ‘aree vaste’ ha parlato il sindaco di Enna, Maurizio Di Pietro, che ha ribadito la necessità che queste abbiano una governance perchè la soppressione delle province le ha di fatto abbandonate al loro destino. Di Pietro ha inoltre evidenziato come ‘Agenda urbana’ abbia, per le sole città di Enna, Caltanissetta e Agrigento circa 60 milioni di euro disponibili. “Ad oggi – ha detto Di Pietro – non è stato speso alcun euro e cosa più allarmante è che non siamo vicini a spenderne”.

Il dirigente dell’Istituto superiore Lincoln di Enna, Angelo Di Dio, ha utilizzato il suo osservatorio per evidenziare come il processo di spopolamento tocchi direttamente il mondo della scuola. “E’ duro constatare come di anno in anno la popolazione scolastica vada diminuendo – ha spiegato -. Parlo dell’esperienza dell’istituto Lincoln che dirigo e sul quale però abbiamo investito. Abbiamo così creato due nuovi indirizzi: il turistico e l’agricolo che stanno riscuotendo grande interesse. Non vogliamo essere solo un ente formativo ma anche una struttura economica che formi gli studenti ai quali assicurare sbocchi occupazionali”.

Su spopolamento e istruzione è intervenuto il Vicario Foraneo di Enna, don Giuseppe Fasciana: “Il problema di andare a vivere fuori regione esiste e lo notiamo quando a 18 anni i giovani conseguono la maturità scolastica ma lasciano la Sicilia iscrivendosi a università di altre regioni. Da tempo aspettiamo una legge del diritto allo studio. Siamo l’unica regione che non ce l’ha. Senza questo fondamentale strumento legislativo tutto è più difficile”.

Per il professore di Economia applicata all’Unikore, Vincenzo Fasone, “l’Università fa la sua parte mettendo in campo molteplici azioni. Però, come evidenzia il recente rapporto Svimez, bisogna avere contezza che qui il divario non è solo tra nord e sud ma tra Italia e nazioni europee. Condivido molte delle riflessioni della tavola rotonda e nel completarne il tono vi sottopongo un dato che deve farci tanto riflettere: entro il 2065 le proiezioni stimano una perdita di 5 milioni di residenti nel mezzogiorno”.

“Di concertazione dal basso”, ha parlato il sindaco di Centuripe, comune inserito nelle zone Snai, Elio Galvagno, che ha definito come “uno straordinario strumento per favorire ogni ipotesi di sviluppo. Solo con il costante confronto tra chi amministra e chi vive le comunità possiamo conoscere i bisgoni dei cittadini. Questo è sicuramente un grande punto di forza che però viene annullato da una regione sempre più simile a un enorme imbuto dentro il quale ogni cosa procede con lentezza esasperante”.

Salvatore Dazzo, sindaco di Lucca Sicula, altro comune Snai, ha evidenziato come il suo centro sia inserito “nell’area dei Monti Sicani che è definita area completa. Per me le zone interne sono una risorsa ma tocca a noi valorizzarle. Dobbiamo essere artefici del nostro destino e nel farlo dobbiamo stare in piena sintonia con altre comunità confinanti. E’ fondamentale unire le forze in campo e avere una visione comune perchè diversamente siamo destinati a un lento decadimento”.

Per il vice presidente dell’AnciSicilia, Paolo Amenta “la nostra regione non deve più sottoscrivere accordi al ribasso. La politica e il governo devono comprendere che ci sono 22 milioni di cittadini di questa nazione che vivono in costante disagio. Ci vuole visione e governance. Se mancano questi fondamentali fattori propulisivi è come avere un corpo al quale si chiede di camminare senza testa”.

Il segretario generale Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio, ha fatto ricorso ai dati per tirare le somme di una tavola rotonda di fatto chiusa dell’ultimo intervento del vice presidente della Regione Sicilia, Gaetano Armao. “Veniamo da un lungo periodo di terribile crisi. Sono ben 12 anni – ha rimarcato Cappuccio – che viviamo in una condizione di emergenza. Come sindacato abbiamo posto questo tema per favorire un patto di rilancio sociale. Non ci sono più le comunità politiche di una volta ma il disorientamento va eliminato con uno sforzo comune del quale ci siamo fatti e continuamo a farci interpreti. I dati sulla popolazione attiva siciliana sono duri. In Sicilia le persone occupate sono 1 milione e 368 mila a fronte di 1 milione e 700 di inoccupati ai quali dobbiamo aggiungere bambini e anziani. Ancor più preoccupante è la tendenza dello spopolamento che, secondo stime accreditate, vedrà la Sicilia perdere altri 420 mila residenti entro il 2030. Allora dico che bisogna riunirsi per ascoltarsi e le istituzioni devono essere pronte a invertire la tendenza perchè la politica del solo uomo al comando non ha dato frutti. Il rapporto Svimez ha fornito un quadro problematico del mezzogiorno e della nostra regione. Anche noi, come Cisl, sosterremo la fase dell’analisi pubblicando, la prossima settimana, un rapporto economico sulla Sicilia”.

Il vice presidente della Regione siciliana, Gaetano Armao, ha concluso il confronto ringraziando dell’occasione che “mi consente di dire che i fondi comunitari non hanno del tutto funzionato anche se hanno agito da paracadute perchè oggi ci saremmo trovati a stare peggio di come stiamo. Negli anni di crisi siamo precipitati a bassi livelli di competitività. E’ arrivato il momento di rimettere in moto la macchina. Concordo con il segretario della Cisl Sebastiano Cappuccio, il dialogo – ha proseguito Armao – è importante e lo abbiamo riaperto con i settori intermedi. Il problema della lentezza della regione è connesso ad una struttura burocratica che a volte scarica le responsablità. Come governo abbiamo varato una legge per semplificare i processi procedurali con l’inntento di accelerarli. Siamo la prima regione in Italia ad aver predisposto lo strumento. Ma tra i problemi c’è anche quello del personale. Abbiamo bisogno di un piano straordinario che preveda il reclutamento di professionalità e competenze nella publica aministrazione. Paralisi o rellanetamenti sono anche la conseguenza di organici che ormai hanno perso persone di esperienza. Serve l’energia di 5.000 giovani”.
(ITALPRESS).

ALLA SICILIA 36,5 MLN CON ‘RESTO AL SUD’

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Sono in tutto 570 le operazioni di Resto al Sud approvate in Sicilia per un totale di 36,5 milioni che sono stati finanziati e una occupazione prevista di 2.170 nuove unità di lavoro. Sono i dati presentati nell’aula magna della facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Palermo nel corso di un incontro destinato a fare conoscere la misura che finanzia le nuove imprese a giovani residenti al Sud.

La Sicilia si trova al terzo posto (su sei regioni del Mezzogiorno a cui è destinata la misura) per misure approvate, superata da Campania (2.084 domande finanziate), ed anche dalla Calabria (584 domande). Segno che “c’è ancora strada da fare”, come ha detto l’ad di Invitalia, Domenico Arcuri, nel corso dei lavori. A livello provinciale il podio siciliano è così composto: Palermo (171 domande), Catania (109) e Messina (93).

La Sicilia, invece, è seconda per domande presentate con 1.464 istanze per investimenti da 96,1 milioni e 5.289 nuovi posti di lavoro previsti. In questa classifica è seconda dopo la Campania (tre volte le domande presentate: 4.545) e supera la Calabria che si ferma a 1.445.

Tra le possibili misure per stimolare la domanda di accesso ai finanziamenti il Governo regionale sta studiando anche un sostegno di tipo fiscale ovvero l’esenzione dei tributi spettanti alla regione per gli otto anni di durata di Resto al Sud. “Un progetto dal nome ‘Resto in Sicilia’”, ha spiegato Gaetano Armao, assessore all’Economia e vicepresidente della Regione, “che serva a dare il turbo, ovvero quella spinta e quella opportunità in più ai giovani siciliani che vogliono avviare una impresa”.

“Un buon modo virtuoso di mettere a sistema gli incentivi del Governo con quelli della Regione – ha commentato Arcuri -. E’ una cosa molto apprezzabile che non succede in tutte le regioni del sud dove molto spesso si cerca di imitare le misure del governo e farle a scala regionale”.

Il regional manager di Unicredit e presidente della commissione regionale dell’Abi, Salvatore Malandrino, ha spiegato le misure di accesso e di finanziamento di Resto al Sud, la misura creata dal governo nazionale per incentivare la crescita di imprese nel Mezzogiorno di Italia. Per accedere alla misura, ha sottolineato Malandrino è necessario “essere residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, o che gli interessati vi trasferiscano la residenza entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo dell’istruttoria; non risultino già titolari di attività di impresa; non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento”.

Con i fondi di Resto al Sud è possibile avviare iniziative imprenditoriali per produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo mentre sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio. Tra le spese ammissibili ci sono quelle per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

“Ciascun soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50.000 euro e nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti richiedenti costituiti in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento è pari a 50.000 euro per ciascun soggetto richiedente fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro”, ha ricordato il manager della Banca.

La durata complessiva del finanziamento è di otto anni, comprensiva di un periodo di preammortamento di 2 anni, corrispondente a 4 rate. La prima delle 4 rate potrà avere durata inferiore al semestre. L’agevolazione copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo; un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.
(ITALPRESS).

TASCA D’ALMERITA “CANTINA EUROPEA DELL’ANNO”

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Un traguardo mai raggiunto prima da una cantina siciliana, che rende merito al grande impegno per la crescita qualitativa di un intero “continente enologico”: questa potrebbe essere la sintesi del valore del premio “Cantina Europea dell’Anno”, assegnato a Tasca d’Almerita dalla testata americana, Wine Enthusiast.

“L’impegno assunto dalla famiglia Tasca d’Almerita per la viticoltura sostenibile in Sicilia ha avuto un’influenza estremamente positiva sul vino, sull’ambiente e sulle altre cantine anche in tutta Italia, migliorando la qualità e diffondendo il messaggio di sostenibilità”. Con questa motivazione Wine Enthusiast, grazie anche alla conoscenza del territorio e al lavoro di ricerca dell’Italian editor Kerin O’Keefe, premia Tasca d’Almerita nella categoria “Cantina europea dell’anno” per il 20^ Annual Wine Star Awards. I vincitori saranno pubblicati nel numero speciale “Best of Year” di Wine Enthusiast di dicembre e premiati alla cena di gala al Palace of Fine Arts di San Francisco, il 27 gennaio 2020.

Dal 1830 la famiglia Tasca d’Almerita si prende cura di una grande “tenuta con vigne” nel cuore della Sicilia, nella Doc Contea di Sclafani. Oggi, 190 anni dopo, quella storia è nelle mani di Alberto Tasca, ottava generazione della famiglia, che dal 2001 ha intrapreso un percorso di valorizzazione dei territori particolarmente vocati alla viticultura. Così alla tenuta madre, Regaleali, negli anni si sono affiancate Capofaro nell’isola di Salina, Tascante sull’Etna, la tenuta Whitaker nell’antica isola di Mozia e Sallier de La Tour nella Doc Monreale.

“La nostra agricoltura si è sempre basata su principi di sostenibilità – spiega Alberto Tasca -. Per noi produttori di vino a livello artigianale e familiare, è molto importante essere attenti e precisi nelle scelte agronomiche che determinano la salute del territorio in cui viviamo e lavoriamo. Così come è necessario misurare l’impatto di ogni azione che compiamo. L’obiettivo non è produrre vini sostenibili, ma produrre vini buoni ed eleganti in modo sostenibile”.

Per questa ragione Tasca d’Almerita sin dal 2010 ha aderito a SOStain, protocollo di sostenibilità per la viticoltura siciliana, certificato da un ente terzo indipendente, basato su dieci requisiti minimi di sostenibilità, misurabili e comparabili.

Essere sostenibili, secondo Alberto Tasca, significa anche essere trasparenti e raccontare la propria storia, basandosi su dati misurabili e assumendosi delle responsabilità anche nei confronti di chi il vino lo berrà. Per questo, Tasca d’Almerita pubblica ogni anno un report di sostenibilità in cui dimostra i risultati delle azioni intraprese e traccia gli impegni futuri.

È la Sicilia l’orgoglio di Tasca d’Almerita, una sfida in continua evoluzione, in una regione che possiede un’enorme ricchezza varietale, preziose risorse genetiche naturali e culturali, condizioni climatiche estremamente favorevoli, tantissime tipologie di suolo che permettono di diversificare le produzioni enologiche. “Praticare un’agricoltura sostenibile ci consente non soltanto di divenire custodi di questo patrimonio – continua Alberto Tasca – ma anche di lavorare costantemente insieme ad altri colleghi produttori, perché è solo attraverso le azioni corali che si generano i veri cambiamenti. Dedico questo premio a tutta la mia famiglia e alle donne e agli uomini che da generazioni collaborano con noi, con sapienza e amore”.
(ITALPRESS).

SICINDUSTRIA CONTRO LA PLASTIC TAX

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“Stop a tasse populiste che non hanno alcuna finalità ambientale, penalizzano i prodotti e non i comportamenti, e rappresentano unicamente un’imposizione diretta a recuperare risorse ponendo ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese”. È un no secco quello di Sicindustria a plastic e sugar tax, previste dal documento programmatico di bilancio 2020. “Si tratta di tasse – afferma Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria – che serviranno solo a fare cassa senza alcun contributo né per l’ambiente né per la salute: nel primo caso, infatti, il problema sta nei comportamenti errati e non nel prodotto; nel secondo la tassa sullo zucchero contenuto in bevande e soft drink colpirà esclusivamente le aziende che, in realtà, utilizzano una parte minoritaria dello zucchero totale aggiunto in moltissimi altri alimenti”.

In Sicilia le imprese produttrici di bevande sono una dozzina, fatturano circa il 10% del totale di tutte le aziende italiane del settore beverage che, secondo i dati di Assobibe-Confindustria, ha un peso di 4,9 miliardi di valore aggiunto, di cui 800 milioni generati dalle imprese di produzione, 1,1 miliardi dalle imprese che forniscono materie prime al settore e 3 miliardi dalle fasi di commercializzazioni di prodotti finiti. Per quanto riguarda, invece, il comparto della plastica, la Sicilia conta una ventina di imprese con un fatturato complessivo di circa 700 milioni “Stop a tasse populiste che non hanno alcuna finalità ambientale, penalizzano i prodotti e non i comportamenti, e rappresentano unicamente un’imposizione diretta a recuperare risorse ponendo ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese”. È un no secco quello di Sicindustria a plastic e sugar tax, previste dal documento programmatico di bilancio 2020. “Si tratta di tasse – afferma Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria – che serviranno solo a fare cassa senza alcun contributo né per l’ambiente né per la salute: nel primo caso, infatti, il problema sta nei comportamenti errati e non nel prodotto; nel secondo la tassa sullo zucchero contenuto in bevande e soft drink colpirà esclusivamente le aziende che, in realtà, utilizzano una parte minoritaria dello zucchero totale aggiunto in moltissimi altri alimenti”.

In Sicilia le imprese produttrici di bevande sono una dozzina, fatturano circa il 10% del totale di tutte le aziende italiane del settore beverage che, secondo i dati di Assobibe-Confindustria, ha un peso di 4,9 miliardi di valore aggiunto, di cui 800 milioni generati dalle imprese di produzione, 1,1 miliardi dalle imprese che forniscono materie prime al settore e 3 miliardi dalle fasi di commercializzazioni di prodotti finiti.
Per quanto riguarda, invece, il comparto della plastica, la Sicilia conta una ventina di imprese con un fatturato complessivo di circa 700 milioni e 2.500 dipendenti. Se a questi numeri si aggiunge anche l’indotto, vengono superati abbondantemente il miliardo di euro di fatturato e i 4.000 dipendenti. “Si tratta evidentemente – aggiunge Albanese – di comparti importanti per la nostra economia che verrebbero penalizzati in una fase congiunturale, interna e internazionale, in cui si moltiplicano i segnali di una nuova recessione, che nel Mezzogiorno, purtroppo, è già realtà”.

La tassa sulla plastica utilizzata per gli imballaggi, tra l’altro, produrrebbe un duplice effetto negativo: “Oltre al danno la beffa – commenta Albanese – perché da un lato si assesta un duro colpo alle imprese che producono made in Italy che sarebbero penalizzate in termini di competitività sul mercato nazionale rispetto ai concorrenti esteri e, dall’altro, non si centrerebbe neanche l’obiettivo ambientale visto che le imprese estere potranno continuare a riempire i nostri scaffali di prodotti confezionati e imballati con materiali di plastica”.
Ma non solo. Oggi un chilogrammo di plastica ha un costo medio di 0,90 euro, al quale va aggiunto il valore medio del Contributo ambientale Conai di 0,33 euro al chilo, per un totale di 1,2 euro. A questo andrebbe sommata la plastic tax del valore di un euro al chilo che farebbe lievitare del doppio il costo (2,20 euro), cui aggiungere l’Iva. In altri termini, la tassazione determinerebbe un aumento del 110 per cento del costo per l’intera filiera della plastica.

Le imprese già oggi pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica per un ammontare di 450 milioni di euro all’anno, dei quali 350 vengono versati ai Comuni per garantire la raccolta differenziata. “L’introduzione di una ‘tassa sulla plastica’ equivarrebbe, quindi – continua il vicepresidente vicario di Sicindustria – a una sorta di doppia imposizione con aumenti di costi in tutti i comparti, agroalimentare in testa, che andrebbe a colpire gli operatori a monte (gli agricoltori), con minori margini sulla vendita delle materie prime, e i consumatori che pagherebbero un prezzo più alto per l’acquisto dei prodotti”. Nello specifico, secondo la Federazione gomma plastica di Confindustria, l’impatto sulla spesa delle famiglie è stimabile in circa 109 euro annui gravando in misura maggiore sulle famiglie a più basso reddito che spendono maggiormente in prodotti di prima necessità e, in particolare, di generi alimentari.

ALLARME REGIONE, EMERGENZA NEI COLLEGAMENTI AEREI

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“Dopo l’abbandono da parte della compagnia Vueling delle tratte Palermo-Roma e Catania-Roma, il quadro dei collegamenti aerei fra la Sicilia e il resto d’Italia assume ormai i caratteri di conclamata emergenza. Tariffe insostenibili e frequenti disagi per i passeggeri, come quelli di ieri legati alla cancellazione improvvisa di un volo Ryanair Perugia-Catania, rendono la condizione di insularità della nostra Regione una vera e propria prigione”. A lanciare l’allarme è l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana, Marco Falcone.

“Ai viaggiatori siciliani, costantemente penalizzati – aggiunge -, vengono chiesti sacrifici intollerabili e ci saremmo aspettati che le società di gestione Gesap e Sac avessero mostrato maggiore autorevolezza, evitando che gli aeroporti di Palermo e Catania fossero ridotti a luoghi di atterraggio stabiliti solo dai desiderata e dalle volontà incontrollate delle compagnie aeree.

Chiediamo che il Governo nazionale intervenga al più presto, recependo il grido d’aiuto dei siciliani, eventualmente convocando un tavolo tecnico per dare risposte immediate e concrete ai siciliani”, conclude l’assessore regionale.
(ITALPRESS).

BIAGIO CONTE A PIEDI DA PALERMO A BRUXELLES

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Il missionario laico palermitano Biagio Conte, dopo giorni di cammino penitenziale, in cui ha percorso 1.500 chilometri a piedi, è giunto a Bruxelles. Ospite di un convento francescano, nei prossimi giorni si recherà al Parlamento Europeo, dove cercherà di incontrare i responsabili e le autorità dell’Unione Europea per consegnare loro una lettera e per parlare di diritti umani.

Biagio Conte è partito l’8 luglio, con il traghetto, dal porto di Palermo rendendosi, come lui stesso ha detto “esule dall’Italia sulle rotte dei migranti”. Dopo essere approdato a Genova, ha poi proseguito per Milano dove ha incontrato rappresentati del Comune e l’arcivescovo Mario Delpini. Poi, sempre rigorosamente a piedi, è andato in Svizzera, a Bellinzona, ha attraversato tutto il Ticino e ha scalato sotto la grandine il Monte San Gottardo. Il 14 agosto ha raggiunto il santuario di Sachseln dove è sepolto e venerato San Nicolao della Flue, patrono della Svizzera. Lì ha pregato per tutto il popolo svizzero. Ha proseguito per la capitale svizzera Berna dove, al Palazzo Federale, ha incontrato dei funzionari del Governo Svizzero. Ha parlato anche con tante persone comuni, sacerdoti e Vescovi, che lo hanno accolto e incoraggiato.

Poi, si è voluto recare a Baden, nel Canton Argovia, un comune della Svizzera di circa 20.000 abitanti, dove ha vissuto per qualche anno da piccolo. Suo padre, non trovando lavoro in Sicilia, si recò in Svizzera, con tutta la famiglia, come migrante. In diverse zone della Svizzera, Fratel Biagio ha trovato ed incontrato tanti migranti italiani provenienti dalla Sicilia, dalla Campania, dalla Calabria, dalla Puglia che lo hanno accolto con grande gioia. Poi, sempre a piedi, è arrivato a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, successivamente si è incamminato verso la sede europea di Lussemburgo ed adesso è giunto a Bruxelles.

“Fratel Biagio è arrivato a Bruxelles nella serata di ieri 1 novembre festività di Tutti i Santi – fanno sapere su Facebook dalla Missione Speranza e Carità -. Cercheremo di condividere con voi i passi dei prossimi giorni in questa città capitale del Belgio e sede del Parlamento Europeo. Grazie a Dio ha ricevuto una bella accoglienza presso il convento dei Francescani della città. Ci ha contattati e ci ha inviato un messaggio dedicato a tutti i defunti di cui oggi 2 novembre si commemorano”.

“Oggi, 2 novembre – scrive Biagio Conte -, ricordiamo tutti i nostri cari defunti, ricordiamo i tanti senzatetto morti nell’indifferenza nelle grandi città, ricordiamo i tanti profughi in mare compresi i bambini, ricordiamo i tanti bambini morti per la fame o per le mancanze di cure, ricordiamo i tanti morti per l’ingiustizia delle guerre, ricordiamo i tanti morti a causa degli incidenti stradali, ricordiamo i tanti morti dovuti alle calamità naturali, ricordiamo i tanti morti a causa delle malattie, ricordiamo i tanti morti a causa dell’ingiustizia, dell’eutanasia, dell’aborto e della pena di morte, ricordiamo i tanti morti dovuti al suicidio, ricordiamo i tanti morti per la solitudine e l’abbandono”.
(ITALPRESS).