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È MORTO ANDREA CAMILLERI

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E’ morto, all’età di 93 anni, lo scrittore Andrea Camilleri. Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali dello scrittore.

Nato a Porto Empedocle, Camilleri non è stato soltanto uno scrittore di grandissimo successo, ma anche un drammaturgo e un autore teatrale e televisivo.
Il suo primo romanzo è stato La forma dell’acqua, pubblicato nel 1994. Il suo personaggio più famoso il commissario Salvo Moltalbano, al quale ha prestato il volto per il piccolo schermo Luca Zingaretti. Montalbano stato tradotto in almeno 120 lingue.

L’ULTIMO SALUTO A CAMILLERI

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C’è il cuscino di rose rosse degli amici di Porto Empedocle, c’è il biglietto della pro-nipote Matilda, c’è la corona di fiori della Presidenza della Repubblica e tanta gente in fila al cimitero Acattolico di Roma per l’ultimo saluto allo scrittore Andrea Camilleri.

I funerali si sono svolti in forma privata. I fan hanno potuto dare l’ultimo saluto al papà di Montalbano, sepolto nel cimitero all’ombra della piramide Cestia conosciuto come il “cimitero degli inglesi”. E’ sepolto lì anche Antonio Gramsci.

In tanti con fiori, bigliettini e libri di Montalbano hanno aspettato di salutare e lasciare un pensiero a Camilleri.

VIA D’AMELIO, PALERMO RICORDA BORSELLINO

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Ricorre oggi il 27esimo anniversario della strage di Via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
 Ricorre oggi il 27esimo anniversario della strage di Via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Numerose le iniziative dedicate alla loro memoria, alle quali sara’ presente il Capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Franco Gabrielli.
Si comincia alle 9 con la deposizione dei fiori, nel luogo della strage, da parte del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Alle 10,30, all’interno del chiostro della Questura, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, si terrà un dibattito. Nel pomeriggio alle 15 è prevista la consueta cerimonia commemorativa, con deposizione di corone di alloro in ricordo dei caduti nell’Ufficio Scorte della Questura, mentre alle 16,30 sarà celebrata una messa in suffragio delle vittime officiata da don Cosimo Scordato nella Chiesa San Francesco Saverio del quartiere Albergheria di Palermo.

Intanto sempre nel primo pomeriggio, sul palco allestito in Via D’Amelio si susseguiranno gli interventi dei familiari delle vittime della strage e delle vittime di mafia. Alle 16,58 verrà rispettato un minuto di silenzio. Alle 18 “Verità di Stato, Verità di tutti?”, incontro con magistrati e presentazione del libro “Paolo Borsellino – Cosa nostra spiegata ai ragazzi” con Salvatore Borsellino e Marco Lillo. In serata alle 20 da piazza Vittorio Veneto muoverà la fiaccolata in memoria delle vittime organizzata dal “Forum 19 Luglio” e “Comunità ’92”.
, alle quali sarà presente il Capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Franco Gabrielli.
Si comincia alle 9 con la deposizione dei fiori, nel luogo della strage, da parte del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Alle 10,30, all’interno del chiostro della Questura, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, si terrà un dibattito. Nel pomeriggio alle 15 è prevista la consueta cerimonia commemorativa, con deposizione di corone di alloro in ricordo dei caduti nell’Ufficio Scorte della Questura, mentre alle 16,30 sarà celebrata una messa in suffragio delle vittime officiata da don Cosimo Scordato nella Chiesa San Francesco Saverio del quartiere Albergheria di Palermo.

 

 

RIFIUTI, DA REGIONE 103 MLN PER NUOVI IMPIANTI

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La giunta regionale presieduta da Nello Musumeci, ha approvato la proposta dell’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, di stanziare 103 milioni per finanziare in Sicilia nuovi impianti pubblici per il trattamento dei rifiuti. Le somme serviranno anche ad aumentare l’incidenza del pubblico nel settore in vista del 2021, quando la raccolta differenziata dovrà raggiungere il 65% e la quantità di organico da trattare, che è la parte più consistente della differenziata, sarà pari a 600 mila tonnellate l’anno. I finanziamenti saranno destinati alle Srr delle zone dove si registra maggiore carenza di impianti pubblici, fermo restando che saranno le stesse Srr e quindi i Comuni a decidere l’esatta localizzazione e la tecnologia da adottare, sempre secondo le indicazioni contenute nel piano rifiuti.
La ripartizione delle somme vedrà il 30% destinato a Catania, 25% a Messina, 30% a Palermo e 15% Siracusa. Oggi gli impianti pubblici esistenti sul territorio sono in grado di trattare 111 mila tonnellate l’anno mentre i privati ne accolgono 233 mila.

Al momento ci sono già tutta una serie di impianti programmanti il cui finanziamento e la realizzazione determinerebbe al 2021 un totale di 321 mila tonnellate da trattare. La quantità però non basterebbe ancora e soprattutto resterebbe un grave deficit nelle province di Catania, Messina, Palermo e Siracusa.
Per definire il quadro, dunque, l’assessorato all’Energia e servizi di pubblica utilità ha proposto di usare 53 milioni di fondi del Fesr 2014/2020 ancora non sfruttati, per destinarli a impianti pubblici di compostaggio. Si attende soltanto che il Comitato di sorveglianza si esprima sulla possibilità che la Regione utilizzi direttamente, quindi con procedura a titolarità, i fondi. Altra fonte finanziaria sarà quella del Patto per lo sviluppo della Sicilia, nel quale ci sono ancora a disposizione 50 milioni di euro a disposizione sempre per impianti di trattamento rifiuti. “Queste somme – scrive nella delibera l’assessore Pierobon – possono essere utilizzate per fronteggiare il gap delle tonnellate di rifiuti intercettate dal sistema pubblico, utilizzando come criterio di riparto la presenza o meno di impianti su base provinciale. Quindi destinando le somme a Catania, Messina, Palermo e Siracusa, fermo restando che saranno le Srr a decidere l’esatta localizzazione e la tecnologia da adottarsi, secondo le indicazioni contenute nel piano rifiuti”. Si determinerebbe così una ulteriore capacità di 145 mila tonnellate annue che porterebbe nel 2021 la capacità pubblica a 466 mila tonnellate.

MATTARELLA RICORDA BORIS GIULIANO

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“Nel quarantesimo anniversario del barbaro omicidio, la Repubblica si inchina nel ricordo di Boris Giuliano, funzionario della Polizia di straordinarie capacità, servitore dello Stato fino al punto di pagare con la vita il coerente impegno per la legalità e la giustizia”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“In questo giorno di memoria – ha aggiunto – desidero esprimere vicinanza e solidarietà ai familiari, a chi ha potuto conoscerlo e apprezzarlo, ai colleghi che hanno continuato con lo stesso coraggio l’azione di contrasto alla mafia e al crimine organizzato. Boris Giuliano è stato assassinato perché, grazie alle sue qualità investigative e all’efficacia di metodologie innovative, aveva inferto duri colpi a cosa nostra, svelando catene di comando e portando alla luce legami internazionali, che sostenevano il traffico della droga”.

“L’esito dei procedimenti giudiziari e le condanne definitive inflitte all’intero vertice mafioso dimostrano i grandi meriti di Boris Giuliano e il contributo prezioso che da Capo della Squadra Mobile di Palermo ha fornito anche a quanti ne hanno continuato l’impegno contro organizzazione e interessi criminali. Il ricordo di Boris Giuliano rafforza la consapevolezza del valore della legalità come condizione di libertà e di coesione sociale e, con essa, l’impegno responsabile dell’intera comunità nazionale per giungere al definitivo sradicamento del criminale fenomeno mafioso”, ha concluso Mattarella.

FARAONE “EPURATO PERCHÉ NON VOGLIO ACCORDO PD-M5S”

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“Il nostro partito non può fare accordi con chi sostiene che il Pd ruba i bambini, come ha affermato Di Maio. Si stanno epurando i renziani dal partito per dimostrare a Di Maio che c’è la possibilità di accordo. Mi batterò con tutte le mie forze per impedire questo schema. La Sicilia rischia di diventare ‘laboratorio politico’ di questo accordo e Faraone era un problema, per questo si è accelerata la decisione della Commissione di garanzia”. Così Davide Faraone, durante la conferenza stampa a Palermo, a seguito della decisione della Commissione nazionale di garanzia che ha stabilito la fine della sua esperienza come segretario regionale del Partito democratico. 

“Io ho aderito alla mozione di sfiducia a Salvini e successivamente sono stato randellato sui giornali. Sono stato sulla Sea Watch, ho sentito gli insulti dei leghisti e dei grillini, siamo stati minacciati sui social, e mentre ero lì contestualmente era riunita la commissione di garanzia. I dirigenti del Pd mi chiamavano per darmi solidarietà e poi suggerivano ai giornali che Faraone sarebbe stato cacciato. Io sulla Sea Watch ci ho messo la faccia mentre Zingaretti sulla vicenda commissariamento non ci ha messo la faccia. Mi hanno epurato perché qui c’è qualcuno che vuole impedire l’inciucio fra Pd e 5 stelle in Sicilia. Io ho un profilo e una coerenza e nonostante il ruolo che mi hanno offerto a Roma non vendo la mia coerenza”. 

 

ASSE DELLA DROGA TRA PALERMO E NAPOLI, 12 ARRESTI

PALERMO (ITALPRESS) – E’ di dodici arresti (10 in carcere e 2 ai domiciliari) il bilancio dell’operazione “Blanco” del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo. Smantellato l’asse tra il capoluogo siciliano e Napoli. Su delega della Direzione distrettuale antimafia, eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 persone, ritenute a vario titolo responsabili di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolar modo cocaina, a Palermo e nelle province di Agrigento e Caltanissetta. L’indagine, sottolineano gli inquirenti, rappresenta un’ulteriore attività investigativa sviluppata dal reparto operativo-Nucleo investigativo carabinieri di Palermo nei confronti degli esponenti del mandamento mafioso di Porta Nuova.

(ITALPRESS).

DROGA, 12 ARRESTI TRA PALERMO E NAPOLI

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È di dodici arresti (10 in carcere e 2 ai domiciliari) il bilancio dell’operazione “Blanco” del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo. Smantellato l’asse tra il capoluogo siciliano e Napoli. 

Gli indagati sono ritenuti a vario titolo responsabili di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolar modo cocaina, a Palermo e nelle province di Agrigento e Caltanissetta.

L’indagine riguarda il mandamento mafioso di Porta Nuova: “Cosa nostra è tornata a investire sul traffico di droga”, afferma il colonnello Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo. “Negli anni Ottanta – spiega – Cosa nostra faceva affari con gli americani, quando ogni famiglia aveva una propria raffineria con tanto di chimici che si occupavano di trasformare la morfina in eroina. In seguito, è intervenuto l’investimento nel cemento. Oggi il mercato dell’edilizia è al palo; non ci sono più cantieri e gli appalti pubblici, su cui le famiglie prendevano una percentuale, sono difficilmente indirizzabili a società di comodo, anche grazie ai nuovi strumenti legislativi che, in via preventiva, agiscono limitando la capacita’ d’azione dei nuovi boss”.