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MAFIA, 7 FERMI NELL’AGRIGENTINO

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I carabinieri del Comando provinciale hanno eseguito sette fermi nei confronti di vertici e affiliati delle famiglie mafiose di Cosa nostra di Licata e Campobello di Licata, in provincia di Agrigento. Il blitz, ordinato nella notte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con il nome in codice Assedio, è stato eseguito da oltre 100 militari, supportati da un elicottero e da unità cinofile.

L’operazione ha di fatto disarticolato le famiglie mafiose di Licata e Campobello di Licata. Arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa un consigliere comunale in carica di Licata. Filmati summit ed incontri segreti fra gli elementi di vertice e gli affiliati della cosca mafiosa. Accertata persino un’estorsione per lavori edili realizzati in Germania.

Documentati gli interessi del clan nel settore delle slot machines attraverso una compiacente società di distribuzione di apparati elettronici da gioco.

Tra i fermati, nel blitz antimafia dei carabinieri di Agrigento, c’è anche il boss Angelo Occhipinti, indicato come reggente della cosca di Licata. In manette sono finiti anche un consigliere comunale di Licata, Giuseppe Scozzari, eletto nel giugno dello scorso anno, ed un ex consigliere comunale.
(ITALPRESS).

CAMILLERI È ANCORA GRAVE

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Le condizioni di Andrea Camilleri sono stazionarie. La prognosi resta riservata. A dirlo i medici dell’Ospedale Santo Spirito di Roma, dove lo scrittore siciliano è ricoverato da lunedì dopo un arresto cardio-circolatorio.

“La forte fibra del paziente sta consentendo di proseguire come programmato l’iter diagnostico-terapeutico, con l’intento di supportare e stabilizzare la funzione degli organi vitali. Le condizioni cliniche dello scrittore Andrea Camilleri sono stazionarie ma sempre critiche. La prognosi rimane riservata”, si legge nell’ultimo bollettino dell’ospedale. 

 

A PALERMO UN CENTRO PER FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

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Inaugurato a Palermo un nuovo Centro “Ora di Futuro” per le famiglie in difficoltà che hanno bambini da 0 a 6 anni. “Ora di Futuro” è un progetto educativo che coinvolge insegnanti, scuole, famiglie e reti no profit in tutta Italia promosso da Generali Italia e The Human Safety Net.

Il centro di Palermo supporterà con azioni mirate e percorsi di educazione alla genitorialità 80 famiglie in difficoltà e 160 bambini da 0 a 6 anni in collaborazione con la onlus L’Albero della Vita. Si trova in via Rocky Marciano, allo Zen 2.  

Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza tra gli altri dell’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, Stefano Gentili, direttore Marketing & Distribution Officer di Generali Italia, Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Social Responsability di Generali Italia, Simona Iallonardo, responsabile Raccolta Fondi e Comunicazione dell’Albero della Vita.

L’obiettivo di “Ora di Futuro” è quello di educare i bambini per garantire loro un futuro migliore.

“Il progetto è ampio – dice Stefano Gentili -: si basa su una parte formativa che viene erogata ai ragazzini di terza, quarta e quinta elementare. Poi c’è, come in questo centro, tutta la parte legata all’aiuto alla genitorialità, la possibilità di offrire un’oasi di serenità a famiglie e bambini. Ci troviamo in un quartiere molto delicato e siamo invasi da bambini di tutte le età che sono qua perché finalmente hanno uno spazio in cui crescere insieme”.

Nel primo anno l’iniziativa ha coinvolto 30 mila bambini in undici centri di tutta Italia. I dipendenti di Generali Country Italia contribuiscono al progetto con 10 mila ore di volontariato di impresa.

 

LILIANA SEGRE CITTADINA ONORARIA DI PALERMO

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Alla senatrice a vita Liliana Segre la cittadinanza onoraria di Palermo. A conferirla quest’oggi nel corso di una cerimonia a Palazzo delle Aquile, il sindaco, Leoluca Orlando. “Voglio dedicare questo momento e questa giornata per me molto particolare al nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, grande faro di luce soprattutto in questo momento – ha detto Segre -. Quando ho detto al capo dello Stato che il sindaco Orlando mi avrebbe conferito la cittadinanza onoraria mi ha detto: ‘adesso siamo concittadini'”. Segre ha definito “un onore” la scelta di Palermo, città con cui il rapporto “non è mai stato quello generico di una cittadina italiana verso una terra nota per tradizioni e arte. Ci sono particolari più precisi, qualcosa di strettamente legato alla parte più drammatica della mia vita. Risale all’Italia fascista – ha raccontato la senatrice – quando in base alle leggi razziste del ’38 e anche dopo l’inizio della guerra, era prevista l’espulsione per i cittadini italiani ebrei”.
“Io e mio padre – ha aggiunto – dovevamo fuggire in Svizzera. E per fare questo papà si era procurato documenti falsi, una cosa difficile da accettare per noi, che attestavano che entrambi risultavamo nati a Palermo”. “E’ da giorni che penso a questo momento con un’emozione speciale”, ha concluso Segre tra gli applausi.
Orlando ha confessato “una grande emozione, che non è di rito, ma è veramente un modo per comunicare l’orgoglio di questa città di avere tra i propri cittadini la senatrice Segre. E’ un orgoglio che abbiamo in qualche modo coltivato. Noi vogliamo aver cura e non paura di chi è diverso, di chi è più debole e più povero di noi”.

NEL CASSONETTO 360 MILA TONNELLATE DI CIBO ALL’ANNO

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In Sicilia si stima che ogni anno si sprechino 360 mila tonnellate di alimenti. Uno spreco attribuibile per il 48% alle famiglie e la restante parte agli operatori economici, con l’agricoltura responsabile per il 35%, il 10% a carico della distribuzione, il 5% della ristorazione e il 2% dell’industria. Si produce dunque molto di più di ciò che si consuma, ma solo una piccola parte di questa eccedenza è donata ai bisognosi: meno del 5%. Il resto diventa spreco e rifiuto, una piaga per la comunità e una fonte di costi inutili. 

Nasce per questo il progetto LIFE-Food.Waste.StandUp, coordinato da Federalimentare in partenariato con Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare e Unione Nazionale Consumatori. L’iniziativa e cofinanziata dalla Commissione Europea e consiste in una campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta a tutta la filiera: partendo dall’industria, passando per la distribuzione e arrivando ai consumatori.

Oggi a Catania è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Regione e i partner di LIFE-Food.Waste.Stand.Up, finalizzato a ad aumentare e rendere più agevoli, per le aziende che operano sul territorio, le donazioni di prodotti alimentari alle persone indigenti. L’accordo prevede il coinvolgimento delle Amministrazioni locali.

“Oggi abbiamo voluto proporre un momento di riflessione comune per condividere best practices ed esperienze e avviare iniziative che possano condurre a un effettivo incremento delle donazioni – afferma Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione – La collaborazione tra Regione Siciliana e la ‘filiera della donazione’ unita nel progetto LIFE-Food.Waste.StandUp apre nuove prospettive nella lotta allo spreco, unendo soggetti pubblici e privati in una partnership virtuosa. Ogni anno in Italia buttiamo via oltre 5 milioni di tonnellate di cibo, l’equivalente del 15,4% dei consumi alimentari, una quantità che sarebbe sufficiente a nutrire tutte le famiglie ancora in condizione di povertà nel nostro Paese. Al tempo stesso le donazioni a enti caritativi rappresentano meno del 9% delle eccedenze alimentari che l’intera filiera produce. Incentivare le donazioni, che consentono una riduzione dei rifiuti e dei relativi costi di gestione, anche introducendo un concetto di premialità, come ad esempio una riduzione della tassa sui rifiuti, rappresenterebbe uno stimolo potente per sostenere le donazioni”.

A PALERMO LA CONFERENZA NAZIONALE SULLE PERIFERIE

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Ripartire dalla valorizzazione delle periferie per la rigenerazione delle città metropolitane, periferie che vanno poste al centro del dibattito pubblico. Questo il principale obiettivo con cui si e’ aperta, a Palermo, la seconda Conferenza Nazionale sulle periferie urbane. A organizzatore l’evento la Fondazione Bracco con la partecipazione del Comune di Palermo e la collaborazione della Fondazione Nesta Italia. 

“Il compito di una città che affronta il tema dei quartieri, delle periferie – ha detto il vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo -, è anche quello di creare una rete che permetta a tutti i soggetti di compartecipare: i soggetti pubblici, quelli privati, i soggetti locali, le associazioni, i cittadini, le scuole. Da questo networking può effettivamente nascere una trasformazione che noi vogliamo che sia dei luoghi ma anche con e delle persone”.

“Come Fondazione Bracco – ha detto il presidente Diana Bracco –  abbiamo dato vita, insieme a tanti partner, a questo ciclo itinerante di Conferenze per valorizzare le periferie urbane, far conoscere i più riusciti interventi nelle città italiane e straniere, consolidare sempre piu’ la collaborazione pubblico-privato”. E ha ricordato il lavoro che la Fondazione sta facendo a Baranzate, nel Milanese: “vi convivono 32 etnie. Stiamo facendo un grosso lavoro con la parrocchia di Sant’Arialdo, una integrazione che si basa su tre direttrici: da un lato il lavoro, abbiamo aperto una sartoria; dall’altro la salute con un presidio medico, perché la Fondazione Bracco col suo centro diagnostico ha messo un punto di riferimento importante per la pediatria, e poi l’aspetto culturale, che è fondamentale”.

 

LA FONDAZIONE DRAGOTTO PREMIA I GIOVANI TALENTI

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Borse di studio per i giovani talenti del Coro di voci bianche, della Cantoria e della Massimo Kids Orchestra. Le ha consegnate la Fondazione Tommaso Dragotto nel corso di una cerimonia si e’ tenuta nel Salotto del Palco Reale del Teatro Massimo.

Costituito da 70 elementi di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, il Coro di voci bianche del Teatro Massimo ha partecipato alle produzioni di opere, concerti e spettacoli. Da poco è stato affiancato dalla Cantoria, che permette a quanti sono troppo grandi per far parte del Coro di voci bianche di proseguire il percorso formativo all’interno del Teatro.

La Massimo Kids Orchestra è composta invece da 120 giovanissimi, bambini che hanno 7 anni, con differenti percorsi di alfabetizzazione musicale alle spalle.

“Questi bambini si divertono, dialogano e si confrontano facendo musica”, ha detto Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo. “Grazie all’imprenditore Tommaso Dragotto – ha aggiunto Giambrone -, daremo loro la possibilita’ di frequentare i corsi di studio”.

“Sono il futuro, perché non incentivarli? – ha detto Dragotto, presidente della Fondazione omonima – Per tale motivo ho finanziato una buona parte dei bambini che vogliono crescere in questo settore. Spero che possano avere successo e, soprattutto, che possano restare in Sicilia”.

Per il presidente della Fondazione Teatro Massimo, Leoluca Orlando, “si conferma oggi quanto la cultura sia diventata pervasiva e sempre più collante della nostra comunità. Una collaborazione importante, quella con la Fondazione Dragotto, che mostra come l’impresa può e deve essere un pilastro della comunità oltre il mero aspetto economico. Ovviamente – ha aggiunto – un grande ringraziamento a Tommaso Dragotto, ma soprattutto tanti complimenti e auguri ai giovani del Coro di voci bianche, della Cantoria e della Kids Orchestra del Teatro Massimo, fucine di talenti e piccoli ‘mattoncini’ della rinascita di Palermo”.

 

A LUGLIO CHIUDE CARA DI MINEO

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Entro metà luglio chiuderà il Cara di Mineo, nel catanese. Ad annunciarlo e’ il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Nel centro attualmente ci sono 152 persone. Il primo giugno 2018, quando Matteo Salvini aveva giurato da ministro dell’Interno, gli immigrati presenti nella struttura erano 2.526. Il picco è stato registrato il 7 luglio 2014 con 4.173 ospiti.

“Dalle parole ai fatti” dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Grazie ai #portichiusi abbiamo svuotato i grandi centri come Cona e Bagnoli in Veneto e Castelnuovo di Porto a Roma. Ora è il turno di Mineo: è una buona notizia per chi, per anni, ha vissuto in zona subendo criminalità e disagi. Un pensiero particolare ai familiari e agli amici di Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, brutalmente uccisi nel 2015 da un delinquente immigrato che viveva nel Cara. Ai loro cari il nostro pensiero e il nostro abbraccio: non ci siamo dimenticati”.