“È un grandissimo onore per me essere qui, oggi, in questo meraviglioso Palazzo dove si respira la Storia con la ‘S’ maiuscola e un vero piacere potere omaggiare Lei, caro Presidente, con una delle mie creazioni”. Con queste parole il Maestro Pasticciere Nicola Fiasconaro ha salutato il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, la quale lo ha ricevuto oggi in udienza nel suo studio a Palazzo Madama.
Nel corso del colloquio, il Maestro Fiasconaro ha raccontato alla seconda carica dello Stato la storia della nota azienda siciliana che oggi guida insieme ai fratelli e che ha sede a Castelbuono, nel cuore del Parco delle Madonie a pochi chilometri da Palermo.
La presidente Casellati si è mostrata particolarmente interessata al racconto di come nascono le creazioni di Fiasconaro e del fatto che l’azienda dolciaria – un bell’esempio imprenditoriale della Sicilia che funziona – occupa così tanti giovani siciliani e ha alle spalle una filiera di produzione ‘made in Sicily’.
Alla fine dell’incontro, il presidente del Senato, che si è complimentato per il panettone ‘Dolce Presepe’ portatole in dono da Nicola Fiasconaro, ha voluto a sua volta omaggiare il gradito ospite con un riconoscimento di alto valore simbolico: la campanella ‘simbolo’ del Senato della Repubblica. Un riconoscimento di stima davanti al quale Fiasconaro non ha nascosto la sua emozione: “Nel corso del 2018 abbiamo ricevuto molti riconoscimenti e numerose attestazioni di stima sia in Italia sia all’estero. Ma questa piccola campanella che il presidente Alberti Castellati ci ha consegnato oggi non ha davvero eguali. Ci lusinga e ci riempie d’orgoglio: è un onore riceverla dalle mani di una delle massime autorità dello Stato”.
(ITALPRESS).
A FIASCONARO LA ‘CAMPANELLA’ DEL SENATO
ALBANESE “DL DIGNITA’ AUMENTA TURNOVER GIOVANI”
“Il decreto Dignita’ sta facendo solo un’operazione: aumentare il turnover dei giovani perche’ le imprese, per evitare la conflittualita’, al primo anno cambiano le persone. Il lavoratore e’ un patrimonio dell’impresa, ma quello che non si e’ capito e’ che se non si crea il reddito non si puo’ redistribuire”. A dirlo Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria all’incontro a Palermo su “Come cambia il lavoro col decreto Dignita’”.
“Se l’intento del legislatore col decreto Dignita’ era quello di promuovere la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, in realta’ dalle prime analisi dei dati occupazionali l’effetto e’ stato quello opposto”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
COMUNI, DISSESTO COINVOLGE 1.4 MLN SICILIANI
Un milione e quattrocentomila persone in Sicilia vive con lo spettro di una mannaia che s’allunga sulla testa. A causa del blocco di una serie di servizi tipicamente erogati dai Comuni, dagli asili nido all’assistenza a disabili e anziani. E per il rischio di perdere il posto di lavoro, passando per il tunnel della mobilità. È oltre un quarto della popolazione dell’Isola a risiedere, infatti, nel territorio di enti locali in dissesto o predissesto. In pratica, agonizzanti. O quasi. Sul primo fronte, cittadine come Monreale (39.187 abitanti) o Milazzo (31.882) o la piccola Cassaro, 821 anime nel Siracusano. Sull’altro, città grandi come Catania e Messina. E persino Ustica in provincia di Palermo e Motta Camastra, nel comprensorio di Messina.
In totale, sono 28 i Comuni in dissesto finanziario e 35 quelli in predissesto. Ma ben il 20% dei 390 municipi dell’Isola vive in condizioni di grave sofferenza finanziaria. Il tema è stato al centro stamani di un meeting svoltosi a Palermo per iniziativa della Cisl, che ha colto l’occasione per lanciare a Governo e Parlamento regionali la proposta di una cabina interassessoriale di regia “per l’analisi preventiva, in sede tecnica, dei bilanci degli enti locali”.
“Una sede di diagnosi e terapia degli assetti finanziari – spiega Mimmo Milazzo, segretario generale regionale Cisl – da istituire con legge della Regione e che, senza entrare nella valutazione delle priorità di bilancio, che spetta alla politica, consenta di liberare il campo, prima del varo dei documenti preventivi, da tutto ciò che rischi di degenerare in stallo e in strozzature”.
“Il tema è caldo. Investe i cittadini. I lavoratori degli enti locali, che nel caso di conclamato disequilibrio vedono tagliate le piante organiche e anche le retribuzioni accessorie. E riguarda pure gli amministratori, che nel caso di giudizio di responsabilità del dissesto, sia pure in primo grado, non possono per dieci anni – ricorda la Cisl -, candidarsi né ricoprire incarichi pubblici”.
L’incontro, aperto da Milazzo e concluso dal segretario confederale nazionale Cisl Ignazio Ganga, ha preso il via con la presentazione del volume edito dal Centro studi enti locali di San Miniato (Pisa), Le fasi della crisi dell’ente locale. A parlarne, gli autori: Riccardo Compagnino, esperto di contabilità pubblica e consulente della Cisl Sicilia per le politiche finanziarie e di bilancio; Andrea Mazzillo, commercialista, docente ed ex assessore al Bilancio della giunta Raggi, a Roma. E Nicola Tonveronachi, ceo del Centro studi toscano. Quest’ultimo ha parlato di “piani di riequilibrio comunale per spalmare i deficit fino a un massimo di vent’anni”.
“È uno strumento istituito nel 2012 dal governo Monti – ha sottolineato – ma finora poco usato. Eppure, i Comuni implodono sotto il peso, in particolare, dei debiti fuori bilancio e dei contenziosi. Né è più tempo di cavalieri bianchi che, con qualche emendamento, ti spediscono a casa un pacchetto di miliardi. Boccate d’ossigeno magari ne arrivano ai Comuni ma non sono le boccate d’ossigeno a risolvere i problemi”.
“Il punto – ha sottolineato Compagnino -, è che i trasferimenti ordinari in conto capitale ai Comuni, negli ultimi decenni si sono ridotti quasi dell’80%. Del 77,94 per la precisione. Questo, ha acceso una sorta di ipoteca sul funzionamento delle amministrazioni. E anche per questo è urgente che la trattativa finanziaria tra Regione e Stato, arrivi a un punto. Perché il rischio è che mentre a Roma si discute, Sagunto finisca espugnata dall’instabilità”. Oltretutto, ha ripetuto Milazzo, a rischiare non sono solo i Comuni: “La vicenda di Siracusa è la plastica testimonianza che i Liberi Consorzi non sono messi meglio”.
“La situazione è molto difficile”, ha fatto eco Mario Emanuele Alvano, segretario generale dell’Anci Sicilia. “Gli indicatori sono preoccupanti sia sulla cassa che sulla liquidità – ha aggiunto -. E questo porta con sé pesanti ricadute sociali. Il fatto è che negli ultimi anni si è passati dalla finanza derivata dallo Stato alla finanza propria, frutto di tributi locali. E questo cambiamento è stato devastante”.
“Servono misure compensative che recuperino lo spirito autentico del federalismo fiscale e facciano leva su un fondo di solidarietà. Poi, c’è bisogno di una riforma della riscossione locale che si regga su una macchina amministrativa più efficiente. Sennò, non se ne esce”. “Ma bisogna anche – ha incalzato Mazzillo – cominciare a ragionare in termini di rete puntando su ambiti territoriali omogenei che consentano di erogare servizi razionalizzando i costi e massimizzando le opportunità per le popolazioni locali”.
Ultimo degli interventi, quello di Ganga. Il segretario confederale Cisl ha ricordato che “sono 400 in Italia gli enti locali in dissesto o predissesto. Il primo fu Alessandria, in Piemonte. Oggi però il tema riguarda specialmente il sud. C’è una responsabilità dello Stato, che negli anni della crisi ha ridotto la spesa pubblica per il Mezzogiorno, del 7%. Quella indirizzata al centro-nord, è invece cresciuta contemporaneamente dello 0,5%”. Ma c’è anche una responsabilità della Regione. Il fondo unico regionale per gli enti locali è infatti passato, nel giro di poche Finanziarie, da 900 a 240 milioni. Così però “i Comuni, al di là delle responsabilità amministrative locali, sono stati abbandonati al loro destino”. Insomma, anche per Ganga “serve una strategia preventiva del dissesto che, mediante monitoraggio e controlli, anticipi le situazioni di sofferenza e cancelli ogni ombra di default”.
IN BARCA CON 11 TONNELLATE HASHISH, 2 ARRESTI
Undici tonnellate di hashish in una barca a vela di oltre 19 metri: è la scoperta della Guardia di finanza di Ragusa, che ha intercettato l’imbarcazione nella notte tra il 26 e il 27 novembre in acque internazionali. Sequestrata la droga e arrestati i due componenti dell’equipaggio, entrambi bulgari.
L’operazione – che si inquadra in una più ampia e strutturata attività di collaborazione internazionale tra le autorità spagnole, la direzione centrale per i Servizi Antidroga italiana e la Guardia di Finanza – è stata eseguita da una task force congiunta delle Fiamme gialle composta da unità Navali del Gruppo Aeronavale di Messina e Sezione Operativa Navale di Pozzallo, del Nucleo P.E.F. – G.I.C.O. di Palermo, del Nucleo polizia economico finanziaria di Ragusa e della Tenenza di Pozzallo, coordinati dal Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata.
Giunta nel porto di Pozzallo, scortata dalle Unità Navali della Guardia di finanza, l’imbarcazione a vela è stata perquisita rinvenendo 407 tipici sacchi di iuta contenenti otto differenti qualità di hashish, di cui alcune contraddistinte da suggestivi loghi o nomi, come “croce verde” o il famoso motore di ricerca “google”, disseminati ovunque.
Le Fiamme Gialle, dopo avere preso contatti con la Procura di Ragusa, hanno sequestrato l’imbarcazione, la sostanza stupefacente trasportata e la strumentazione di bordo utile alla ricostruzione della reale rotta seguita. I membri dell’equipaggio, K.I., di 42 anni, e G.G., di 40 anni, entrambi di nazionalità bulgara sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Ragusa.
Lo sostanza stupefacente sequestrata destinata ai consumatori europei, avrebbe potuto fruttare, al dettaglio, circa 100 milioni di euro.
La “Leucothea” è la terza imbarcazione che viene sequestrata nel Canale di Sicilia da questa estate dopo la “Quest” e la “Remus”, tutte con equipaggi europei.
BAPR, SAVERIO CONTINELLA NUOVO DG
Il Consiglio di Amministrazione della Banca Agricola Popolare di Ragusa, presieduta da Arturo Schininà, ha nominato Saverio Continella nuovo direttore generale dell’Istituto, con votazione unanime.
Nato a Catania nel 1967, dove si è laureato in Economia e Commercio, Continella ha completato la sua formazione con il Master in Direzione bancaria al CEFOR di Milano. Iscritto all’Albo Speciale dei Dottori Commercialisti e all’Albo dei Revisori Contabili, ha maturato la propria esperienza professionale fino a oggi nel Gruppo bancario Credito Valtellinese, sviluppando competenze specifiche nelle aree pianificazione, crediti, commerciale, organizzazione e risorse umane. Dirigente dal 2002, è stato Direttore Generale prima ed Amministratore Delegato poi del Credito Siciliano sino alla recente fusione della banca nella capogruppo Credito Valtellinese. Dal 1° luglio 2016 a oggi ha ricoperto la carica di Vice Direttore Generale del Credito Valtellinese.
“Ringrazio tutti i membri del CdA che hanno fortemente creduto nella mia figura umana e professionale, nominandomi a ricoprire un ruolo così prestigioso – ha dichiarato il nuovo DG Continella -. Il nostro Istituto deve continuare a essere un punto di riferimento per il territorio, per le imprese e per le famiglie che ci vivono e lavorano. Il mio impegno sarà volto alla crescita della Banca, dei suoi dipendenti, dei Soci e dei clienti”.
“Siamo molto felici di dare il benvenuto a Saverio Continella in BAPR – ha dichiarato il presidente Schininà -. Con oltre 25 anni di esperienza nel mondo bancario, sia siciliano sia nazionale, porta una profonda conoscenza delle dinamiche del settore, che sarà strategica per proseguire nei progetti di crescita dell’Istituto”.
STORIA MEDICINA, A PALERMO CONVEGNO SULLE FONTI
La Società Italiana di Storia della Medicina, l’Officina di Studi Medievali e la Biblioteca Francescana di Palermo organizzano un Convegno nazionale di Studi, a partecipazione internazionale, su “Fonti per la storia della medicina in Italia (età medievale e moderna)”. L’incontro si svolgerà a Palermo in data 4-6 dicembre.
L’obiettivo, spiegano i promotori, è di “offrire una panoramica delle fonti disponibili per la storia della medicina tra età medievale e moderna e tracciare un quadro quanto più possibile articolato che dia spazio a profili e saperi medici, alla produzione medica manoscritta, al ruolo degli enti assistenziali”. Particolare attenzione sarà rivolta all’Italia meridionale e alla Sicilia.
“Il convegno – sottolineano gli organizzatori – è altresì l’occasione per dare nuovo slancio allo studio di manoscritti medici prodotti o copiati in Sicilia o di autori siciliani, presenti nelle biblioteche palermitane e altrove; e rivisitare l’incidenza della tradizione culturale medica attraverso le traduzioni dal greco, dall’arabo, dall’ebraico, integrando le discipline biomediche e quelle umaniste”.
Il convegno, presieduto dai professori Adelfio Elio Cardinale e Diego Ciccarelli, si svolgerà a Palazzo Comitini. La relazione inaugurale, su “L’origine del paradigma scientifico e i rischi di una possibile rivoluzione antiscientifica”, sarà tenuta dalla psichiatra e senatrice Paola Binetti.
FRANE, LAVORI PER 30 MLN IN 12 COMUNI
La Regione Siciliana ha avviato le procedure per affidare i lavori contro frane ed erosioni in dodici Comuni dell’Isola. Le risorse, pari a oltre trenta milioni di euro, provengono dal Fondo di sviluppo e coesione. L’istruttoria è stata gestita dagli Uffici del commissario di governo contro il dissesto idrogeologico, guidati dal governatore Nello Musumeci.
“Prosegue frenetica – afferma il presidente della Regione – l’attività della nostra struttura coordinata da Maurizio Croce, che nei primi nove mesi di quest’anno ha già mandato in gara progetti per oltre 110 milioni di euro, ai quali si aggiungono questi 30. Oltre a sbloccare opere in alcuni casi vitali per il territorio, da un lato abbiamo evitato che le risorse rimanessero inutilizzate e dall’altro rimesso in moto l’economia a tutto vantaggio di imprese e lavoratori. Di questo voglio ringraziare gli uffici per l’impegno profuso”.
Dei nuovi interventi – per i quali c’è già la progettazione esecutiva – l’opera più importante dal punto di vista economico è a San Piero Patti, nel Messinese, dove con 7,7 milioni si procederà al consolidamento del centro abitato fra le frazioni Torre e Margi. Altri cantieri di notevole impatto finanziario sono previsti a Cammarata, in provincia di Agrigento (3,6 milioni di euro) per la zona Sant’Agostino-Terra Rossa, a Cefalù, nel Palermitano (1,8 milioni di euro), per la mitigazione del rischio idrogeologico della Rocca.
Sempre in provincia di Palermo, ruspe in azione a Collesano (1,3 milioni di euro) per lavori sul costone roccioso di contrada Santa Croce; Mezzojuso (un milione di euro) per interventi nell’area a ridosso del centro abitato in zona Fusci; Petralia Soprana (1,5 milioni di euro) per il consolidamento delle frazioni Madonnuzza, Raffo, Pellizzara, Cipampini, Gulini e Fasanò.
Nel Messinese altri cantieri apriranno a Gualtieri Sicaminò (650 mila euro) per il completamento dei lavori del centro abitato di Soccorso, lungo la via Idria; Librizzi (3,9 milioni di euro) per la riparazione dei cunettoni di raccolta delle acque a difesa del centro abitato; Lipari (3,3 milioni di euro) per il riequilibrio litoraneo e l’adeguamento delle opere di protezione della spiaggia di Canneto; Santa Lucia del Mela (5,9 milioni di euro) per la sistemazione idraulica del torrente Mela.
Vanno in gara anche altri due progetti, il cui inserimento, a seguito di una rimodulazione del Patto per il Sud, era stato deliberato dalla Giunta lo scorso mese di ottobre. In particolare, si tratta di lavori (417 mila euro) da effettuare nel Comune di Realmonte, nell’Agrigentino, per mettere in sicurezza il costone roccioso che sovrasta la famosa spiaggia di Scala dei Turchi, candidata a patrimonio mondiale dell’Unesco e meta ogni anno di decine di migliaia di turisti e del consolidamento del costone roccioso (1,5 milioni di euro), a difesa del centro abitato di piazza De Gasperi nel Comune di Vizzini, in provincia di Catania.
ZAMPARINI CEDE 100% PALERMO CALCIO
Si chiude l’era Zamparini. Il Palermo, infatti, ha reso noto con un comunicato stampa che “nella serata di ieri, 30 novembre 2018, è stato sottoscritto davanti al notaio il passaggio di proprietà del 100% del Palermo Calcio. Nel corso della prossima settimana è previsto l’incontro dei rappresentanti della società londinese, nuova proprietaria, con la squadra e la città”.
Ha riportato il Palermo in Serie A dopo oltre 30 anni di assenza, lo ha fatto sbarcare in Europa, ha lanciato tanti campioni, alcuni diventati anche campioni del mondo e oggi, dopo oltre 16 anni, Maurizio Zamparini lascia. Alle 10.08 di stamane il comunicato del club che annuncia la cessione, circa 20 minuti dopo la lettera d’addio dell’imprenditore friulano che vende e lascia in un momento non facile per lui. “Pensando solo al futuro della società e al tifo palermitano ho, con un nodo in gola, firmato la mia uscita dalla proprietà – scrive Zamparini -.
L’obiettivo raggiunto era da tempo quello di trovare interlocutori che proseguissero con più mezzi economici il mio lavoro, con traguardi importanti che si possono raggiungere solo con investimenti che, anche per le tristi mie ultime vicissitudini giudiziarie palermitane, io non ero più in grado di fare. Oltre al Palermo, ceduto al prezzo simbolico di € 10, è stata ceduta alla nuova proprietà la società Mepal, proprietaria del marchio, con impegno al pagamento a saldo del credito residuo del Palermo di € 22.800.000 che entreranno nelle casse sociali per una garanzia serena di gestione economica”.
“La nuova proprietà londinese metterà in atto, con l’aiuto della associazioni industriali, le attività necessarie per la costruzione dello stadio e del centro sportivo – prosegue Zamparini -. Ho già a suo tempo contattato il sindaco che ha promesso con entusiasmo la sua massima collaborazione al realizzo nei tempi più brevi del progetto. Sono triste per le ultime vicende che mi hanno coinvolto, disegnando sui media quello che io non sono: io sono, e tutta la mia vita trascorsa lo testimonia, una persona estremamente onesta, corretta, attiva socialmente e generosa. Ogni volta che scendo a Palermo sento l’affetto e la riconoscenza della gente palermitana; quando cammino in ogni città europea ricevo la dimostrazione di riconoscenza e affetto di tutti i palermitani che sono emigrati in Europa e nel mondo. Riconoscenza per tutti i risultati sportivi che hanno dato al Palermo dopo il mio arrivo un contributo per una immagine diversa e attinente alla realtà di gente generosa, corretta e con una cultura millenaria. Con la mia gestione ci sono in tutti gli aeroporti del mondo le maglie rosanero e ci saranno sempre anche in futuro. Pur con la diversità di un uomo del nord ho amato e amo la vostra città ed i vostri costumi. Ogni volta che tornerò vorrei essere accolto come uno di voi. Con profonda tristezza e molto affetto vi saluto”.
(ITALPRESS).












