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FIGLIA RIINA APRE RISTORANTE A PARIGI

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Un ristorante a Parigi. Sulla facciata in legno campeggia la scritta “Corleone by Lucia Riina”. Il locale è stato aperto dalla figlia del boss Totò Riina, deceduto nel novembre 2017 in carcere.

Lucia, ultimogenita del capomafia di Corleone, si è trasferita con il marito nella capitale francese, dove coltiva la sua passione per la pittura. Sul suo profilo Facebook ha postato alcune foto.

Il ristorante si trova in Rue Daru, al civico 19, e offre “autentica cucina siciliana-italiana da scoprire in un ambiente elegante e accogliente”. Alle pareti alcuni dei suoi quadri. Lucia Riina qualche anno fa ha anche aperto una galleria virtuale (www.luciariina.com) dove espone e vende le proprie opere.

MICCICHÈ “IL GOVERNO CONTE? È PESSIMO”

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“È proprio un governo pessimo: non mi piace per niente. In tutti i governi che ci sono stati, anche in quelli che non mi appartenevano, ho sempre trovato qualcosa di positivo. E questo accadeva anche in alcuni governi della sinistra, dove c’era sempre un ministro o qualche idea che comunque era stuzzicante”. Lo ha detto il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè, a margine del convegno “Liberi di associarsi”, tenuto dal Grande Oriente d’Italia a Palazzo dei Normanni, a Palermo.

“Questo governo è una tragedia greca”, ha aggiunto Miccichè. 

Al presidente dell’Ars, replicano i Cinquestelle: “Il suo giudizio per noi è una medaglia e il segno inequivocabile che siamo sulla strada giusta”, dice il capogruppo all’Ars, Francesco Cappello. 

“Pensi piuttosto al governo regionale del nulla di cui è socio azionista, la cui inconsistenza è sotto gli occhi di tutti”, aggiunge Cappello, che critica Miccichè anche per il convegno sulla massoneria tenutosi nei saloni dell’Assemblea: “Dopo l’ok a Cuffaro e al docufilm su Mori e De Donno, oggi, con il sì al convegno sulla Massoneria, continua a spostare verso il basso l’asticella della decenza del parlamento siciliano”.

 

 

SALDI, CONFESERCENTI “RIPRESA LONTANA”

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“La ripresa resta lontana”. A una settimana dall’avvio dei saldi in Sicilia, a pensarla così è il 72 per cento dei commercianti dell’Isola. Il dato emerge da uno studio condotto da Confesercenti Sicilia, che ha intervistato un campione di 200 esercenti del settore moda e calzature per fotografare l’andamento dei saldi sui dati reali della prima settimana ma anche gli umori e le aspettative per il futuro. 

“Il quadro che emerge è tutt’altro che roseo”, sottolinea Confesercenti. Per il 59 per cento dei negozianti la situazione è uguale allo scorso anno. E a questa percentuale va ad aggiungersi il giudizio di chi (il 13% degli intervistati) dichiara addirittura “vendite in calo” rispetto allo scorso anno. Solo un 2 per cento considera, invece, l’andamento “molto buono”. “Una voce flebile confinata peraltro solo in due province della Sicilia orientale: Ragusa e Siracusa. Per il resto, il feedback imperante che arriva dai commercianti, è quello di una situazione stagnante, una ripresa lenta, quasi inesistente, anche tra gli esercenti delle province che lo scorso anno avevano espresso toni ottimistici”, sottolinea l’associazione di categoria. 

Ad Agrigento, ad esempio, nel 2018, l’80 per cento degli intervistati aveva segnalato un aumento delle vendite. Quest’anno a vedere positivo è solo il 30 per cento e lo stesso accade anche ad Enna che lo scorso anno aveva “sorriso” in periodo di saldi con un 62,50 per cento di negozianti che dichiarava un aumento delle vendite. A rimanere uguale secondo la categoria è anche il budget di spesa pro capite destinato agli acquisti, che non sarebbe ancora da fine crisi.

“Dai dati che abbiamo raccolto emerge una prospettiva stagnante, poco ottimistica rispetto al futuro – dice Vittorio Messina, presidente regionale di Confesercenti Sicilia – Ai commercianti abbiamo chiesto di dare un giudizio oltre che sulla chiusura della prima settimana, sull’andamento che immaginano per il proseguo della stagione e solo il 26 per cento crede che la situazione possa migliorare mentre i più, il 74 per cento, considera che rimarrà stabile (51%) o addirittura andrà a peggiorare (23%). Più in generale per il 54% degli intervistati gli spazi per una significativa ripresa del settore moda sono pochi e per l’8% addirittura inesistenti”.

Un aspetto importante del sondaggio è però anche quello che monitora i sentimenti rispetto alle trasformazioni del settore: dalle vendite online agli effetti del Black friday, dall’anticipazione dei saldi alle aperture domenicali e festive.

“Quesiti che ci aiutano a comprendere meglio lo stato di salute e le trasformazioni del settore sull’Isola – dice Michele Sorbera, direttore di Confesercenti Sicilia – Il giudizio positivo sull’anticipo dei saldi che abbiamo raccolto, per esempio, evidenzia quanto i tempi con le politiche delle vendite online e delle fidelity card siano cambiati e quanto il settore abbia bisogno di una riforma generale a garanzia di commercianti e consumatori”.

I dati diventano così una lente di ingrandimento sul settore moda differenziato per zone territoriali e dimensione d’impresa. Le vendite online non spaventano più in province dove in tanti si sono adeguati ai tempi come a Catania. Qui per l’83,33 per cento dei negozianti la crescente diffusione delle vendite online non rappresenta più un problema per l’impresa. E così è, anche se in percentuali più ridotte, a Palermo (40%) e Ragusa (44%). Il processo di adeguamento e innovazione delle imprese resta però complessivamente lento, tanto che la crescente diffusione del commercio online viene considerata “negativa” dal 63 per cento dei negozianti siciliani.

Sicilia a chiazze anche per quanto riguarda le aperture nei festivi e le domeniche, ritenute positive a Caltanissetta (80%) Palermo (70%) e Catania (66,67%), decisamente meno influenti in altre città come Messina dove tutti gli intervistati si sono espressi contro le aperture domenicali e festive giudicandole “poco” (60%) o “per niente incisive” (40%).

Per il 68 per cento dei negozianti intervistati il Black friday ha drenato una parte delle risorse destinate ai saldi, ma a guardare i dati delle singole province si scopre un giudizio variegato e abitudini diverse dei consumatori. Così se a Messina, per esempio, il giudizio in questo senso è unanime (per il 60 per cento dei commercianti il venerdì nero ha drenato “molte” risorse, per il restante 40 “abbastanza”), ad Agrigento il 70% considera che non abbia pesato per nulla sugli effetti benefici dei saldi rispetto agli incassi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Catania (66,67%), mentre Palermo è spaccata a metà.

Rispetto all’avvio anticipato dei saldi solo un 25% degli intervistati lo giudica un errore. Il 49 per cento trova la misura “corretta” mentre il 26 per cento si dichiara “indifferente”.

 

CISL “ORLANDO SI OCCUPI DI PIÙ DELLA CITTÀ DI PALERMO”

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Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, concentri l’attenzione sulla città e sul suo sviluppo complessivo, a partire dalle periferie, “e non soltanto sui temi che finiscono sui giornali”. Lo chiede il segretario generale della Cisl Palermo e Trapani, Leonardo La Piana, nel corso di un forum organizzato dall’agenzia Italpress. 

I sindacati incontreranno il primo cittadino e l’Amministrazione comunale all’inizio di febbraio e chiederanno di ragionare sullo sviluppo del capoluogo siciliano con un maggiore confronto con le parti sociali, al di là di un possibile rimpasto della Giunta cittadina. Già un primo incontro si era tenuto alla fine dell’anno scorso. 

“Il sindaco – spiega La Piana – ha preso l’impegno di strutturare alcuni tavoli tematici su particolari temi: attività sociali, partecipate e infrastrutture. Rappresentano elementi che sono fondamentali e che dal nostro punto di vista devono essere trattati con un occhio alla realtà locale e vedendo cosa accade a livello nazionale”. 

Si parte dalle partecipate, sulle quali – secondo il segretario della Cisl – esistono due ordini di problemi sui quali i sindacati chiedono maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione: “Il piano di investimenti e il piano strategico per queste realtà ed il contratto di servizio. Sapere cosa queste partecipate vogliono fare o cosa sono chiamate a fare e con quali fondi”. 

Esiste anche un’esigenza di aumentare la forza lavoro: “C’è un impegno che il sindaco aveva preso”, spiega La Piana. “La riorganizzazione complessiva dei servizi è fondamentale – aggiunge – ma visti i pensionamenti e, in linea con le ipotesi di servizio, noi crediamo che siano necessarie nuove figure professionali che possono essere reperite all’interno di altre realtà, delle stesse società partecipate comunali, ma anche regionali. Una distribuzione che possa garantire servizi migliori a tutti”. Quello di febbraio, secondo quanto chiedono i sindacati, sarà un incontro non solo con l’Amministrazione comunale ma anche con gli Amministratori delle Società. 

Da qui l’invito di La Piana a concentrarsi sulle priorità economiche e di sviluppo della città: “Non si tratta di una critica ma di una sensibilizzazione per la nostra Amministrazione comunale – dice il sindacalista -, non bisogna lasciarsi prendere la mano su alcuni temi come quello dei migranti. Giusto ma non ci si può solamente concentrare su questo tema. I due temi devono essere trattati almeno congiuntamente – spiega ancora La Piana -, in questo frangente il Sindaco ha dato ampia rilevanza a Palermo Città della Cultura e meno rilevanza ad altri temi come quello delle periferie di questa città. Palermo è si una città più sicura – aggiunge – ma facendo sindacato e parlando con chi vive nelle periferie c’è una percezione diversa: faremo delle azioni congiunte con le parrocchie e i parroci”.

“L’Amministrazione deve fermarsi e ragionare sulla città – dice La Piana -. Il problema non è il rimpasto in giunta ma che aumenti il dialogo e che ci sia una visione della città. Riteniamo che il sindaco queste potenzialità le abbia tutte ma che debba occuparsi di più della città rispetto a quanto fatto adesso”. 

ESPLOSIONE A PARIGI, TRAPANESE FERITA

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“Mancavano due minuti alle 9, stamattina, quando mi sono svegliata. Il tempo di accendere la luce e ho sentito un boato. Un rumore sordo e poi quello dei vetri infrangersi. Ho pensato fosse esplosa una bomba. Che fossero i gillet gialli….”. È il racconto di Francesca Aglieri Rinella, collaboratrice dell’Agenzia di Stampa ITALPRESS che in vacanza a Parigi, alloggia nell’albergo vicino a Rue de Trevise, nel quartiere Operà, dove una fuga di gas ha fatto saltare in aria una panetteria al civico numero 6.

“Sono scesa in strada con la mia amica – dice la giornalista Catanese – e ho visto la gente correre e urlare, i feriti sporchi di sangue. I soccorsi sono arrivati subito. Pompieri e polizia sono intervenuti mentre una colonna di fiamme e fumo usciva dal palazzo”.

“L’esplosione – aggiunge Francesca Aglieri Rinella – è avvenuta al piano terra del locale che fortunatamente era ancora chiuso. Qui alcuni locali aprono alle 10 al mattino. Ho parlato con la polizia francese: ci sono morti e feriti. L’intero quartiere dell’Operà è transennato e chiuso al traffico e ai pedoni. La polizia è nel nostro albergo. Invita a prestare attenzione, mentre i pompieri stanno eseguendo i rilievi. Mi è andata bene…”.

Nella deflagrazione sono morti due vigili del fuoco, come confermato dalla Prefettura della Capitale francese. Inoltre, altre 8 persone sono rimaste ferite in modo grave e 28 in modo lieve. Tra i feriti anche un’italiana. Si chiama Angela Grignano ed è originaria di Trapani. La ragazza lavora come cameriera all’hotel Ibis, proprio accanto al locale esploso, ed è stata ricoverata all’ospedale Lariboisiere.

 

 

MUOS, ‘INAMMISSIBILE’ RICORSO AMBIENTALISTI

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Dichiarati “inammissibili” i tre ricorsi contro il Muos di Niscemi, il sistema di comunicazioni satellitari della Marina militare Usa che sorge nel comune del Nisseno. Lo ha stabilito il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione Sicilia.

Il ricorso era stato presentato da Legambiente, Wwf e dal Comitato No Muos, contro il ministero della Difesa, l’Arpa e l’assessorato all’Ambiente della Regione siciliana.

“Il Cga – sottolinea in una nota Legambiente Sicilia – si è limitato a dichiarare inammissibili i motivi di revocazione sollevati da tutte le parti per profili meramente formali, con un orientamento giurisprudenziale restrittivo sulla conoscibilità della pubblicazione degli atti amministrativi, ma il Cga non è entrato nel merito delle specifiche censure sollevate da Legambiente sulle autorizzazioni al Muos relative alle gravi violazioni di tipo ambientale che permangono tuttora. È incontestabile che il Muos si trovi è in un’area sic di inedificabilità assoluta di particolare pregio naturalistico all’interno della sughereta di Niscemi”.

“La battaglia contro il Muos – dicono gli ambientalisti – prosegue, comunque, davanti ai giudici penali essendo in corso un processo davanti al Tribunale di Caltagirone e uno davanti alla Corte d’Appello di Catania per reati connessi al rilascio delle autorizzazioni”.

“Legambiente si è schierata fin dall’inizio contro la realizzazione del Muos, sia sostenendo ogni iniziativa e manifestazione, sia essendo presente con i propri avvocati del Centro di azione giuridica nei giudizi amministrativi e penali.
Legambiente continuerà, quindi, questa lotta a favore della pace e della tutela dell’ambiente”, sottolineano gli ambientalisti.

TRE MORTI SULLA A18 CATANIA-MESSINA

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Tre persone sono morte in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada A18 Catania-Messina.

L’incidente, fa sapere la Polizia di Stato, si è verificato alle prime luci dell’alba al km 12, nel Messinese. Una pattuglia della Polstrada e un mezzo che la pattuglia stava soccorrendo sarebbero stati travolti da un tir. Un agente è morto e l’altro sarebbe ferito gravemente.  

foto: profilo twitter Polizia di Stato.

 

 

MUSUMECI “IL PONTE SULLO STRETTO? SPERO SI FACCIA”

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Il ponte sullo stretto di Messina “non è un capriccio ma una esigenza infrastrutturale essenziale per completare la rete che dal cuore dell’Europa deve arrivare fino a Palermo”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, a margine della presentazione dell’accordo tra Caronte & Tourist e il fondo Basalt, a Palermo.

“Speriamo che il governo nazionale possa quantomeno assumere una decisione definitiva, chiara e netta – ha aggiunto – invece che balbettare su questo tema. Stiamo al tempo stesso lavorando per rendere più competitiva la rete infrastrutturale dell’Isola – spiega Musumeci -. Noi per la viabilità secondaria ma lo Stato deve pensare alle grandi infrastrutture e soprattutto ai porti che debbono diventare competitivi in un Mediterraneo che torna a essere luogo di transito dei traffici marittimi provenienti dal Canale di Suez”.

Riguardo al ponte sullo Stretto di Messina “la mia opinione è la stessa da sempre”, ha ricordato Musumeci, “da quando ero deputato europeo: il governo della Regione Siciliana è per il Ponte”.