Home Sicilia Pagina 86

Sicilia

Ateneo Palermo a fianco degli studenti per favorirne stile di vita resiliente

PALERMO (ITALPRESS) – Prevenzione e promozione sono le parole d’ordine per venire incontro agli studenti e favorirne il benessere: la prima riguarda la necessità di allontanarli da ogni forma di dipendenza patologica, la seconda si rivolge a una serie di attività che possano garantire la stabilità psicofisica. Questi gli obiettivi di “Generazione resiliente: stili di vita, abitudini e capacità di adattamento allo stress degli studenti Unipa”, il progetto di ricerca dell’Ateneo presentato a Palazzo Steri, a Palermo. L’iniziativa prende il via da una serie di manifestazioni di disagio della comunità studentesca, manifestate durante e dopo la pandemia da Covid-19: per venire loro incontro sono state attuate una serie di azioni volte a ridurre i livelli di stress e incrementare quelli di benessere.
“La pandemia ha fortemente compromesso le condizioni psicofisiche degli studenti – spiega il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri -. Abbiamo preso molto a cuore questa situazione. Siamo intervenuti nel supporto psicologico, attraverso un apposito centro e figure che operano con interviste al fine di identificare immediatamente eventuali stati di malessere; lavoriamo anche sul benessere fisico dei ragazzi, potenziando i rapporti con il Cus e creando strutture sportive nuove; vogliamo intervenire anche sul benessere lavorativo, con progetti che coinvolgano non solo gli studenti ma anche il personale docenti e quello tecnico-amministrativo”. L’attenzione alla vita delle persone e alla soglia di stress, aggiunge Midiri, è “in primo piano nel nostro modo di intendere l’Università, non solo come centro di erogazione di dati e nozioni ma anche come promotrice di assistenza verso gli studenti”.
Le preoccupazioni che hanno spinto alla redazione del progetto, spiega la responsabile scientifica Carla Cannizzaro, derivano da “alcuni dati relativi alla generazione Z: nel corso degli ultimi anni, probabilmente anche a causa del Covid, si è registrato un incremento del ricorso a psicofarmaci e alcol, soprattutto nella fascia 15-19 anni. I partecipanti al progetto avranno una panoramica chiara sulle prospettive per il proprio benessere”.
Alla presentazione del progetto ha preso parte anche il viceprefetto di Palermo Maria Baratta, la quale evidenzia come “un’iniziativa del genere è fondamentale per garantire il benessere dei nostri ragazzi: tutti siamo stati studenti universitari e sappiamo quanto si possa essere vulnerabili, soprattutto nei primi anni. Ogni progetto finalizzato alla cura dei ragazzi non può che avere ripercussioni positive sull’intera cittadinanza”.
“Tutti noi siamo stati studenti universitari e tutti noi abbiamo vissuto l’ingresso nel mondo universitario con aspettative e tensioni emotive – ricorda Maria Baratta, Viceprefetto di Palermo – Pertanto iniziative rivolte alla cura del benessere dei giovani studenti universitari sono particolarmente importanti per la ricaduta sul benessere della intera comunità. È fondamentale mettere in atto azioni preventive piuttosto che registrare le conseguenze di comportamenti e condotte a rischio”.
“Nell’ambito delle iniziative dedicate alla promozione del benessere degli studenti – sottolinea Ada Maria Florena, Prorettrice alla Vivibilità e al Benessere Lavorativo – Il progetto mira specificamente al loro coinvolgimento, rendendoli, di fatto, parte attiva e consapevole delle scelte da compiere per offrire un percorso universitario in grado di ridurre quanto più possibile il disagio e le ansie legati all’inizio di una nuova fase di vita”.
“Abbiamo verificato una crescente richiesta di aiuto e di sostegno da parte della popolazione studentesca che si rivolge al SIASP – Servizio di supporto psicologico di Ateneo – che mira a fornire soluzioni a valle dei problemi – spiega Beatrice Pasciuta, Prorettrice alla Inclusione, Pari opportunità e Politiche di Genere – Questo progetto si colloca invece ‘a monte’ e rappresenta un tassello importantissimo nella strada della prevenzione dei disagi. Riteniamo che l’analisi precoce delle esigenze e delle possibili fragilità delle e degli studenti, sia fondamentale per un Ateneo come il nostro che ha fatto dell’inclusione e delle pari opportunità uno dei suoi punti di forza”.
“La resilienza allo stress da parte dei nostri studenti appare sensibilmente mutata, e non in termini positivi, in epoca post-pandemica rispetto a prima – commenta Francesco Cappello, Prorettore alla Vita studentesca – Ecco che progetti come questo, che prevedano il monitoraggio di indicatori relativi alle condotte a rischio e alla gestione dello stress da parte dei più giovani, appaiono determinanti anche per indirizzarli meglio nelle scelte più strategiche per il loro futuro”.
“Il progetto di ricerca è volto a coinvolgere gli studenti nel corso di un periodo di tre anni, con modalità di raccolta dati anonimizzata – spiega Carla Cannizzaro – L’iniziativa trae origine da nostre recenti evidenze acquisite tra gli adolescenti del Sud Italia, che hanno evidenziato una rilevante prevalenza di consumo di alcol tra gli studenti delle scuole superiori (84.59%), con una parte considerevole (27.88%) che adotta un comportamento di alcol binge drinking. È interessante notare che elementi quali la gestione dello stress e la ricerca di sensazioni positive rappresentano significativamente dei fattori nell’adesione all’ alcol binge drinking, confermando che il binge drinking e l’uso di sostanze può fungere da risposta a contesti ambientali avvertiti come stressanti. I risultati del progetto Generazione Resiliente permetteranno a noi educatori di evidenziare eventuali isole di malessere, condotte a rischio o disfunzionali, critiche per il benessere degli studenti. I partecipanti alla ricerca potranno acquisire, attraverso la condivisione dei dati, una maggiore consapevolezza dell’importanza di effettuare scelte mirate a favore della propria salute, durante gli anni cruciali per la definizione del proprio percorso personale e professionale”.

– foto xd8 Italpress –
(ITALPRESS).

Incendio nella riserva di “Capo Gallo” a Palermo, un arresto per disastro ambientale

PALERMO (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia San Lorenzo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 26enne che deve rispondere di disastro ambientale colposo e incendio boschivo colposo. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo.
L’indagato, secondo quanto accertato dagli investigatori, sarebbe il responsabile dell’incendio che il 24 luglio 2023 ha distrutto circa 650 ettari (6,5 chilometri quadrati) di vegetazione, di cui quasi 600 rientranti nella Riserva Naturale Orientata di “Capo Gallo”. Si è trattato di uno degli incendi più violenti e distruttivi tra quelli che in quelle giornate hanno attanagliato Palermo, causando anomale concentrazioni in area di diossine e furani. L’indagine ha avuto avvio grazie alla minuziosa attività informativa della Stazione di Partanna Mondello che ha consentito, tra l’altro, di analizzare dei filmati di una telecamera da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo e quindi alla ricostruzione della dinamica degli eventi.
Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, supportate dall’assunzione di dichiarazioni di testimoni e da tradizionali metodi di indagine portati avanti anche grazie al contributo dei militari della Stazione, dalla Sezione Investigazioni Scientifiche e dai colleghi Forestali del Centro Anticrimine Natura, hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza sul 26enne, già peraltro condannato, con sentenza definitiva a seguito di patteggiamento del 2017, per danneggiamento a seguito di incendio, violenza privata e reati in materia di armi ed esplosivi, avendo lanciato, in concorso con altri, bottiglie “molotov” contro un edificio occupato abusivamente.
Determinanti, inoltre, per la ricostruzione della vicenda e quali riscontri alle acquisizioni investigative, sono stati gli accertamenti tecnici effettuati dal Centro Anticrimine Natura e dalla Task Force del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo del Comando per la Tutela Forestale e dei Parchi, che l’Arma dei Carabinieri ha inviato da Roma per la specifica esigenza, grazie a cui è stata individuata la “zona d’inizio incendio” ed evidenziato che le fiamme avevano distrutto la vegetazione presente, costituita principalmente da macchia mediterranea, determinando un’alterazione dell’ecosistema irreversibile – o comunque in parte eliminabile, ma solo in un ciclo temporale lungo e a condizioni onerose – e causato danni ad edifici, costruzioni e specie vegetali protette.
Il 26enne era già in carcere dall’ottobre dello scorso anno in forza di una misura cautelare perchè indagato per maltrattamenti nei confronti della compagna e del figlio di quest’ultima di soli 3 anni.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).

Mafia delle campagne nell’Agrigentino, perquisiti ovili e aziende agricole

AGRIGENTO (ITALPRESS) – Proseguono le indagini sulla mafia delle campagne, che ha portato ieri all’arresto di cinque persone in provincia di Agrigento. Contestualmente all’esecuzione di una misura cautelare disposta dall’autorita giudiziaria di Palermo, gli agenti della Polizia di Stato hanno proceduto ad una serie di perquisizioni nei confronti di persone ritenute contigue agli arrestati, nonchè a molteplici, mirati controlli di natura veterinaria ed igienico-sanitaria nei confronti di aziende agricole ed allevamenti operanti sul territorio di Santa Margherita del Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia. Gli accertamenti vengono condotti dalla Questura di Agrigento, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, e del Dipartimento Attivita Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico di Palermo, Agrigento e Trapani.
Le verifiche hanno riguardato, in particolare, controlli sanitari in quattro stabilimenti di ovini, due caseifici ed un locale deposito latte nel Comune di Santa Margherita Belice. Al riguardo, i Medici veterinari, supportati costantemente dai poliziotti del Servizio Centrale Operativo, della Sisco di Palermo e delle Squadre Mobili di Agrigento e Palermo, hanno constatato – all’intemo di uno degli ovili monitorati – la non corrispondenza tra la consistenza dei capi registrati nella Banca Dati Nazionale delle Anagrafi Zootecniche, e l’effettivo numero di capi presenti, essendo risultati assenti circa 40 animali adulti e rilevata anche la presenza di circa 100 ovini di eta superiore ai sei mesi non identificati e circa 30 con identificazione incompleta.
Inoltre, all’interno di un altro allevamento di ovini, i veterinari hanno accertato che il sito in cui erano presenti gli animali non risulta essere censito nella Banca Dati Nazionale con regolare numero di registrazione, non avendo la proprietaria dell’allevamento richiesto alcuna registrazione del codice di pascolo al di fuori della sede aziendale. Ancora, sempre nello stesso ovile è stata rilevata la non corretta identificazione di circa un centinaio di capi e pertanto i veterinari hanno disposto l’immediato blocco dei movimenti da o verso l’attività. Analogamente, al termine di un controllo in un’azienda ad Agrigento, il personale veterinario ha riscontrato la presenza di 53 capi di ovini sprovvisti del cosiddetto “documento di accompagnamento” e pertanto ha disposto il blocco immediato dei loro movimenti fino alla risoluzione delle non conformità riscontrate.
Gli accertamenti rientrano in una più ampia azione di contrasto, coordinata dallo SCO dalla Polizia di Stato, contro l’ingerenza criminale nel settore agro-pastorale e nella filiera agro-alimentare, anche a tutela della sanità pubblica.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

Il 28 la 2^ edizione della “Festa del calcio siciliano”

PALERMO (ITALPRESS) – Venerdì 28 giugno alle 17.30, sarà la Sala Rossa della sede del Comitato regionale Sicilia della Lnd a ospitare la 2° edizione della Festa del calcio siciliano. Dopo il grande successo dello scorso anno si replica con la conduzione della giornalista Nadia La Malfa, affiancata dal comico palermitano Sasà Salvaggio che proporrà il meglio del suo vasto repertorio fatto di sketch, barzellette e tante risate.
Nell’occasione, a impreziosire la giornata di festa, ci sarà la presenza del presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete: una figura istituzionale da sempre vicina al mondo calcistico siciliano. La kermesse, ideata e organizzata dal Comitato regionale Sicilia della Lnd presieduto da Sandro Morgana, vedrà protagoniste le squadre vincitrici dei campionati dall’Eccellenza alla Seconda categoria, fino a quelli giovanili, al calcio a 5 e al calcio femminile nella stagione 2023-24 che verranno premiate con la consegna della coppa. Non solo, nell’occasione verranno assegnati anche i premi speciali: Premio “Filippo Lentini” al miglior calciatore; Premio “Bino Abisso” al miglior allenatore; Premio “Angelo Amendolia”, al miglior arbitro; Premio “Gianfranco Provenzano” alla carriera; Premio “Speciale Orazio Siino” e Premio “Franco Zuccalà”, alla stampa sportiva. “Per il secondo anno consecutivo riproponiamo un appuntamento d’intrattenimento, ormai entrato di diritto nell’agenda del nostro Comitato regionale, che ha avuto lo scorso anno un grande successo di pubblico e di partecipazione, a conclusione di una stagione ancora una volta straordinaria – ha tenuto a sottolineare il presidente del CR Sicilia Sandro Morgana -. Sarà una festa del calcio siciliano in grande stile che vedrà protagonisti i premi speciali e tutti i vincitori dei nostri campionati”.
– Foto Ufficio stampa Lnd Sicilia –
(ITALPRESS).

Mafia delle campagne nell’Agrigentino, cinque misure cautelari

AGRIGENTO (ITALPRESS) – Cinque misure cautelari in carcere ad Agrigento. Uno dei provvedimenti è stato notificato ad un boss di 72 anni, già detenuto e ritenuto un fedelissimo di Matteo Messina Denaro che avrebbe incontrato negli anni scorsi durante la latitanza. Ad eseguirli sono stati gli agenti della Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Gli indagati, due dei quali già condannati in via definitiva per associazione mafiosa, sono accusati di una serie di condotte reiterate di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, reati aggravati dal metodo mafioso, e di avere agevolato l’associazione mafiosa denominata cosa nostra.
In base alle indagini, condotte dallo SCO, dalla SISCO di Palermo e dalle Squadre Mobili di Agrigento e Palermo è stato ipotizzato il “pervasivo controllo e la gestione illecita delle attività agro-pastorali” sul territorio girgentano di Santa Margherita del Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia fino al confine con Contessa Entellina, in provincia di Palermo. Gli indagati, avvalendosi della indiscussa forza intimidatoria derivante dall’essere riconosciuti quali esponenti di vertice del mandamento mafioso di Santa Margherita di Belice, avrebbero attuato un incisivo controllo sull’economica agro-pastorale dell’area e sull’utilizzo dei fondi agricoli dell’entroterra belicino.
In particolare, sono stati registrati diversi episodi in cui gli indagati, avvalendosi del metodo mafioso, avrebbero costretto i proprietari e i gestori dei terreni agricoli a cedere la disponibilità di ampie aree di terreno da adibire al pascolo abusivo del bestiame, imponendo il pagamento di canoni irrisori che, in alcuni casi, non sarebbero stati nemmeno corrisposti.
Il controllo dei terreni agricoli si sarebbe tradotto, in alcuni casi, anche in un divieto di esercitare attività agricole collaterali che alterassero il libero pascolo delle greggi, così imponendo di fatto uno stringente predominio su beni immobili altrui, anche funzionale alla massimizzazione dei profitti derivanti dalla produzione lattiero-casearia.
“In tale ambito – spiegano gli investigatori -, è stata talvolta registrata anche l’assenza di minacce esplicite, potendo gli indagati imporre la propria volontà facendo ricorso ad atteggiamenti intimidatori silenti, ai quali ha fatto eco la capacità di assoggettamento derivante dal loro riconosciuto ruolo criminale nonchè i molteplici episodi di danneggiamento (incendio, taglio delle colture e furti di bestiame) – consumati da ignoti – subiti negli anni proprio dai proprietari che avevano deciso, invece, di adibire i terreni a coltivazioni che avrebbero limitato il pascolo delle greggi”.
Le indagini si sono avvalse anche delle dichiarazioni di alcune vittime che si sono opposte al “sistema di controllo” del settore, facendo emergere anche alcuni episodi in cui, all’esito della trebbiatura operata dai proprietari, le derrate sarebbero state indebitamente acquisite e imballate dagli indagati, senza versare alcun corrispettivo.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

Festa delle Rose alla tenuta Fiasconaro, coinvolti oltre 100 studenti

PALERMO (ITALPRESS) – Si è conclusa alla Tenuta Fiasconaro di contrada Piano Monaci, a Castelbuono, nel Palermitano, la tradizionale Festa delle Rose, “un cammino di innamoramento verso la campagna”, come ama definirla Nicola Fiasconaro, ideatore e regista dell’evento che celebra la cultura, la biodiversità e l’artigianalità che rendono unico il territorio madonita. Un appuntamento che ha coinvolto più di 100 alunni delle Scuole Elementari e dell’Istituto Agrario IIS Luigi Failla Tedaldi di Castelbuono e gli studenti dell’Istituto Artistico IISS Jacopo Del Duca-Diego Bianca Amato di Cefalù, che hanno partecipato a Laboratori Sensoriali e di Educazione Alimentare, ma anche a momenti di gioco e intrattenimento. Una grande sorpresa la presenza dello zio Mariano che all’età di 107 anni ha tagliato il nastro del giardino a lui dedicato, dove qualche anno fa aveva piantato dei cipressi.
“La festa delle rose è un vero percorso di riscoperta e di innamoramento verso la campagna, ma soprattutto, un momento di valorizzazione delle nostre radici profonde e della tradizione di agricoltura e artigianalità che rappresenta la vera eredità per le nuove generazioni”, spiega il Maestro Nicola Fiasconaro. E aggiunge: “Colgo l’occasione per ringraziare il dottore Vincenzo Barreca, agronomo e tecnico della Tenuta, il professore Rosario Di Lorenzo, ordinario di Viticoltura del Dipartimento SAAF-Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo, è stato eletto Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, per il periodo 2023-2026, e il professore Rosario Schicchi, botanico italiano, per la preziosa collaborazione nel selezionare le varietà botaniche oggi protagoniste della nostra festa”.
Oltre cento alunni hanno partecipato ai laboratori didattici, dedicati all’antica arte dell’innesto e del riconoscimento ed identificazione delle piante (tassonomia) dalla rosa per finire alle erbe aromatiche, in collaborazione con il progetto “Aromatiche Madonie”. E sempre ai bambini, che il Maestro Fiasconaro celebra come “il lievito fresco dal quale crescerà la Comunità di domani”, è stata dedicata la lettura di poesie a cura di Annamaria Guzzio con Giuseppe Aiosi alla chitarra. A coronare il momento artistico della giornata l’esibizione dei tre giovani musicisti castelbuonesi di fama, Francesco Prisinzano, Davide Meli e Maurizio Cucco che si sono esibiti con i loro strumenti a cornice di una mattinata artistico-culturale.
Dalla trebbiatura del grano alla macina del frumento
La Festa delle Rose ha offerto la suggestiva cornice per far rivivere i riti della trebbiatura del grano e della macina del frumento, seguendo i gesti di una tradizione centenaria ed emozionante, come commenta Nicola Fiasconaro: “Ogni anno, proprio dove un tempo si separava il grano dalla pula, raduniamo centinaia di bambini per farli innamorare di un mestiere che, oggi più che mai, torna ad avere quella dignità e quella bellezza che nei decenni scorsi, con la fuga dalle campagne, aveva perduto”.
Ampio spazio non solo all’agricoltura, con il giovane Emilio Appiano agricoltore che porta avanti la tradizione della produzione della manna, ma anche all’artigianato, con gli antichi mestieri che diventano mestieri ultramoderni, la ricamatrice Maria Mercanti e la stilista e sarta Giusi Cusimano, ma immancabile la tecnologia e l’innovativa tecnica della stampa 3D con il giovane castelbuonese Vincenzo Sandro Cusenza. A intervenire anche il Museo Arte Contemporanea SottoSale di Petralia Sottana ospitato in una Miniera di Salgemma attiva che ha esposto una scultura di sale dello scultore Gianfranco Macaluso, artista madonita legato ai luoghi e al territorio nei quali e per i quali opera, per esaltare la bellezza.
– foto ufficio stampa Fiasconaro – Action Agency –
(ITALPRESS).

Trent’anni fa moriva Massimo Troisi, a Salina un premio in sua memoria

MESSINA (ITALPRESS) – Il 4 giugno 1994 moriva Massimo Troisi: trent’anni dalla sua tragica scomparsa e dall’indimenticabile film “Il Postino”, girato perlopiù a Salina e candidato a 5 premi Oscar di cui uno vinto per la colonna sonora. L’isola dove il poeta Neruda (Philippe Noiret) incontrava il postino Mario Ruoppolo è pronta per celebrarlo come ogni anno col Marefestival Salina Premio Troisi, da venerdì 14 a domenica 16 giugno, il festival organizzato dai giornalisti messinesi Massimiliano Cavaleri e Patrizia Casale. Il parterre di ospiti si arricchisce: Alessio Boni e Francesca Inaudi per la categoria Attori; Corrado Azzollini che verrà premiato come produttore grazie al film “Gli agnelli possono pascolare in pace”, di recente al cinema; Uccio De Santis per la categoria Comici; Mario Incudine, amatissimo cantautore siciliano, per la Musica. Nomi che si aggiungono a quelli già annunciati nelle scorse settimane: Francesco Pannofino, Carla Signoris, Barbara Bouchet, Sergio Friscia e Alberto Urso che, insieme con la madrina Maria Grazia Cucinotta, saranno protagonisti della kermesse per celebrare i 30 anni del film “Il Postino”.
Alessio Boni, dopo una lunga gavetta teatrale al fianco di illustri maestri, viene lanciato dal film di Marco Tullio Giordana “La meglio gioventù” che lo fa conoscere al grande pubblico: da lì un successo dietro l’altro fino al più recente impegno come protagonista nell’Iliade.
Francesca Inaudi comincia al Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler e Luca Ronconi, nel 2004 debutta al cinema e da allora interpreta numerosi film diretti da importanti registi tra cui Cristina Comencini, Paolo Virzì, Mario Martone ed è presente in produzioni internazionali; nel 2023 Liliana Cavani la vuole fra i protagonisti de “L’ordine del tempo”.
Corrado Azzollini è produttore, presidente del gruppo Draka Cinema e Presidente Italia di Confartigianato Cinema e Audiovisivo; scrive tante delle sceneggiature che produce, coniugando al meglio capacità imprenditoriali e creatività; ha prodotto la commedia d’autore “Gli agnelli possono pascolare in pace”, diretta da Beppe Cino, in concorso al Bif&st 2024, di cui Maria Grazia Cucinotta è protagonista.
Uccio De Santis ha origini pugliesi, conosciuto inizialmente grazie al programma di Canale 5 “La Sai l’Ultima?”, il premio “Gino Bramieri” firma l’ascesa nei palcoscenici, tv e teatri d’Italia e apparizioni in film e fiction di noti registi tra cui Carlo Vanzina. Su Rai2 il suo programma “Stasera con Uccio”; sui social vanta oltre 2 milioni di follower.
Mario Incudine è uno dei personaggi più versatili della scena musicale e teatrale italiana: pluripremiato, ha collaborato con personalità come Camilleri, De Gregori, Battiato, Dalla e tanti altri. Si è esibito in Italia, Europa, Africa, Messico collezionando anche 150 concerti in un solo anno; ha duettato con Antonacci e il prossimo 1° luglio uscirà il suo nuovo album.
Il Premio Troisi è organizzato in collaborazione con Francesco Cappello, Giovanni Pontillo e Nadia La Malfa; scenografia e immagine a cura di Tina Berenato; la presenza di De Santis in collaborazione con RiCa Eventi di Enzo Calabrò.
Il Festival, che si svolge nei Comuni di Santa Marina Salina e Malfa, avrà inizio nel porticciolo turistico Marina di Salina, che ospiterà l’Opening Event venerdì 14 giugno ore 18.30, alla presenza dell’amministratore unico del Gruppo Marinedì Renato Marconi e dell’AD Marina di Salina srl Gaspare Castro.

– Foto: Ufficio stampa MareFestival Salina –

(ITALPRESS).

In Sicilia 37 comuni al voto l’8 e 9 giugno per le amministrative

PALERMO (ITALPRESS) – Negli stessi giorni in cui si andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo, 37 comuni siciliani sono chiamati a rinnovare i propri organi amministrativi. In otto centri si voterà con il sistema proporzionale mentre nei restanti 29 il sistema di attribuzione dei seggi è maggioritario. Gli elettori interessati sono 483.901. Le operazioni di voto si svolgeranno sabato 8 giugno 2024, dalle 15 alle 23, e domenica 9 giugno 2024, dalle 7 alle 23.
Per la provincia di Palermo sono interessati al rinnovo di sindaco e consiglio comunale i comuni di: Bagheria, Bompietro, Borgetto, Cinisi, Corleone, Monreale, Palazzo Adriano, Roccamena, San Mauro Castelverde. Per la provincia di Agrigento: Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Campobello di Licata, Naro, Racalmuto, Sant’Elisabetta. Per il Nisseno: Caltanissetta, Gela e Sommatino. Per la provincia di Catania: Aci Castello, Motta Sant’Anastasia, Ragalna, Zafferana Etnea. Per Messina: Brolo, Condrò, Falcone, Forza D’Agrò, Leni, Longi, Mandanici, Oliveri, Rometta, Spadafora. Per la provincia di Siracusa il solo comune di Pachino. Per la provincia di Trapani i comuni di: Castelvetrano, Mazara del Vallo, Salaparuta e Salemi. Nessun comune al voto nelle province di Enna e Ragusa.
L’elettore dovrà recarsi alle urne portando con sè la tessera elettorale e un documento di identità in corso di validità. Si possono esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale; nel caso in cui vengano espresse due preferenze, queste devono riguardare candidati di genere diverso (un uomo e una donna). Se entrambe le preferenze dovessero appartenere allo stesso genere, la seconda verrà annullata. Il voto espresso per una lista si estende al candidato sindaco ad essa collegato, ma non viceversa. Si può esprimere la preferenza per un candidato sindaco e una lista ad esso collegata, ed esprimere anche la scelta di candidati al consiglio comunale; oppure si può esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata, con relative preferenze per i candidati al consiglio comunale.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).