Home Sicilia Pagina 866

Sicilia

MAFIA, CHIESTO PIZZO A DIRETTORE TEATRO

0

In due, a viso scoperto, con un modo di fare arrogante e prepotente di chi pretende qualcosa come “dovuto”, ti dicono che “devi metterti in regola”, che “devi stare attento”. Parole che sanno di minaccia, “accompagnate” da due schiaffetti sul viso. Così “sono venuti a chiedermi il pizzo”. E’ la denuncia fatta dal direttore del Teatro Savio di Palermo, Francesco Giacalone, secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia.

Tentare un’estorsione a Giacalone, direttore del Teatro Savio, significa chiederlo ai salesiani dell’istituto ‘Gesù adolescente’ che gestiscono il teatro di via Evangelista Di Blasi. Il direttore non si è piegato al racket delle estorsioni e ha denunciato il fatto ai carabinieri.

“Direttore ti devi mettere in regola, prepara 1.000 euro e stai attento – racconta Giacalone -. Io sono rimasto attonito, senza parole. Ho sentito subito l’esigenza di chiamare il mio datore di lavoro, don Gianni Lo Grande e assieme abbiamo deciso di rivolgerci ai carabinieri”.

Solidarietà a Giacalone è stata espressa, tra gli altri, dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che si è messo in contatto con l’imprenditore.

“La massima solidarietà e il massimo apprezzamento per una scelta importante, che è segnale di speranza e di fiducia nella legalità e nelle istituzioni – dichiara Orlando -. Nei prossimi giorni incontrerò di persona direttore del Teatro Savio, Francesco Giacalone, per mostrargli la totale condivisione e vicinanza dell’amministrazione comunale. Allo stesso tempo l’auspicio che la professionalità dei Carabinieri porti presto ad individuare gli autori di questa tentata estorsione e li assicuri alla giustizia”.

PD, GENTILONI PRESIDENTE

0

L’assemblea Nazionale del Partito Democratico, riunita all’Ergife di Roma, ha eletto Paolo Gentiloni come nuovo presidente del Partito.

“Serve un campo più largo, un Partito Democratico che si muove. A noi spetta muoverci, prendere l’iniziativa. E per farlo dobbiamo cambiare, occorre un partito più aperto e inclusivo che sia dialogante ed empatico con la societa’”, ha detto Nicola Zingaretti, proclamato, ufficialmente, segretario del Partito Democratico.

Zingaretti, citando uno slogan del presidente francese Emmanuel Macron, ha esordito chiedendo all’assemblea di rimettersi in cammino: “A questo punto dobbiamo muoverci. Insieme dobbiamo metterci di nuovo in cammino”.

 

 

REGIONE, 6 MLN AI COMUNI PER ENERGY MANAGER

0

“I Comuni siciliani aderiscono in massa alla chiamata della Regione per ridurre le emissioni inquinanti e i consumi energetici”. E’ quanto sottolinea una nota, secondo cui “sono 353 gli Enti locali che hanno presentato istanza di contributo per assumere un energy manager, figura che avrà il compito di redigere un piano e guidare le amministrazioni alla riduzione delle emissioni del 40 per cento entro il 2030”.

Il bando del Dipartimento regionale dell’Energia ha stanziato 6 milioni di euro e ha fissato la ripartizione delle somme in base al numero degli abitanti e alla dimensione dei Comuni, con importi che vanno dai 10 mila euro di Roccafiorita a gli 82 mila di Palermo. “Il bando – sottolinea la nota – è stato pubblicato lo scorso ottobre ed è stato prorogato a gennaio con un boom di domande”. Dopo la verifica di ammissibilità, i Comuni potranno iniziare a preparare le manifestazione d’interesse, quindi potranno presentare la richiesta di anticipazione dei fondi dopo aver incaricato il professionista.

“Per i Comuni che non hanno ancora aderito – annuncia il dirigente generale del dipartimento dell’Energia, Tuccio D’Urso – ci sarà una terza chiamata”. Gli Energy manager, che potranno avere anche più di un incarico, potranno iniziare il proprio lavoro una volta conclusa la selezione.

“L’operazione ha anche degli importanti risvolti occupazionali – dice l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon – ogni Comune dovrà incaricare un professionista esperto nel campo del risparmio energetico per cui avremo centinaia di professionisti al lavoro. Queste figure potranno comunque tornare utili anche alle aziende private che vorranno ridurre le spese per i consumi energetici. Siamo certi che questa occasione contribuirà a proiettare la Sicilia nel futuro e a sensibilizzare la popolazione sui temi del risparmio energetico”.

Gli energy manager avranno tre anni per redigere i Paesc, i piani di azione per l’energia sostenibile e il clima attraverso i quali i Comuni dovranno ridurre sensibilmente le emissioni sul proprio territorio. I professionisti, che saranno coordinati dalla Regione, individueranno i consumi e scriveranno le azioni necessarie a contrastarli a cominciare dal settore dei trasporti, che incide per il 50 per cento nelle emissioni totali. Gli esperti potranno anche intercettare le risorse regionali, nazionali e comunitarie disponibili puntando ad esempio sull’acquisto di mezzi elettrici o ibridi.

Per diventare energy manager è necessario possedere esperienza professionale (non è specificato il titolo di laurea), seguire un corso e infine superare un esame finale che consentirà l’accreditamento in un apposito elenco. Gli energy manager che potranno essere selezionati dovranno essere certificati Ege, esperto in gestione dell’energia. Lo scorso anno erano 2.500 in Italia e circa 300 in Sicilia.

Il primo momento dedicato alla formazione e all’informazione degli amministratori e degli energy manager avrà luogo a Catania, alle “Ciminiere”, nei giorni 11 e 12 aprile nell’ambito della manifestazione “Ecomed-progetto comfort”.

PORTI, 100 MLN PER SICILIA OCCIDENTALE

0

Gli interventi di dragaggio del porto di Palermo e del porto di Termini Imerese, i lavori di rifiorimento della mantellata del molo a Termini Imerese e il dragaggio del porto di Trapani (anche se quest’ultimo non subito a convenzione) sono entrati finalmente a pieno titolo nel PON Infrastrutture e Reti 2014/20, riconosciuti dal Tavolo centrale di Coordinamento delle Aree logistiche integrate all’unanimità.

Sotto la guida del presidente Pasqualino Monti, per la prima volta nell’ultimo quinquennio uno scalo siciliano è tornato ad avere accesso ai finanziamenti comunitari con opere prioritarie che hanno ottenuto il via libera nel principale strumento di programmazione infrastrutturale del Paese.

“In tempi record – ha spiegato Monti, presidente dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale che ha presentato gli interventi assieme al viceministro Edoardo Rixi – l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale è stata l’unica ad aver convocato un Tavolo locale e ottenuto prima del tempo il finanziamento del Tavolo centrale, presentando progetti esecutivi e immediatamente appaltabili”.

Questi, nel dettaglio, i progetti: Porto di Palermo, lavori di escavo del Bacino Crispi 3 e rifornimento della mantellata (39,3 milioni di euro); Porto di Termini Imerese, lavori di dragaggio del porto (35 milioni di euro); Porto di Termini Imerese, lavori di completamento del molo foraneo sopraflutto (28 milioni di euro); Porto di Trapani, lavori di dragaggio e rispristino dei fondali (20 milioni di euro).

Inoltre, per la prima volta, nel quinquennio di programmazione in corso, da uno dei porti siciliani è pervenuta alla Commissione Europea DG MOVE una candidatura diretta di un porto singolo a valere sullo strumento finanziario diretto della Commissione CEF (Connecting Europe Facility), Transport Call 2018, che finanzia interventi infrastrutturali sulla Rete TEN-T.

L’Autorità di Sistema portuale del Mare Sicilia occidentale, infatti, ha candidato una proposta di cofinanziamento relativa alla progettazione esecutiva di una parte di un’azione infrastrutturale più complessa che riguarda i terminal ro-ro e le connessioni di ultimo miglio per il miglioramento della connessione del porto di Palermo, nodo core della Rete, al resto del Corridoio scandinavo-mediterraneo. Il cofinanziamento copre il 50%, circa 750 mila euro su un totale di un milione e 400 mila.

“Si scrive una pagina importante per la portualità siciliana, e anche per quella nazionale, perché non sono tante le Autorità di Sistema a essere così flessibili e vitali – ha detto Rixi -. E’ bello che la Sicilia, in questo cambio di passo che il Paese sta cercando di fare, sia protagonista e capace di giocare la propria partita. Il network della Sicilia occidentale ha messo in campo investimenti assolutamente importanti che hanno alle spalle una politica di recupero dei traffici per permettere alla regione di diventare competitiva nello scacchiere del Mediterraneo. Qui c’è spazio per il traffico ro-ro e anche per la cantieristica e mi auguro che lo ‘sblocca cantieri’ di cui si discute in questi giorni porti a migliorare la mobilità siciliana. Adesso sappiamo che a Palermo si possono spendere bene i soldi pubblici, si possono recuperare finanziamenti europei con un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni e con una fondamentale visione complessiva. La Sicilia per me è bellissima ed è al centro del mare più bello del mondo”.

Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, ha aggiunto: “Un anno e mezzo di lavoro senza sosta. Circa quaranta cantieri aperti, lavori avviati, molti anche conclusi, progettazione, gare, protocolli, accordi procedimentali, ricerche di fondi, tutto per disegnare i porti non nel futuro ma concretamente nel presente. Il network dei porti occidentali – Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle –  è cresciuto in maniera esponenziale nei numeri, finanziari, di merci e passeggeri. Ogni metro quadrato va messo a reddito e quelli che oggi abbiamo presentato sono tutti cantieri avviati per raccontare fatti e non parole”.

 

MAFIA, DURO COLPO A CLAN SANTAPAOLA ERCOLANO

0

Sono in tutto tredici le persone raggiunte da provvedimento cautelare nell’ambito di un’operazione antimafia della polizia di Stato di Catania, che ha inferto un duro colpo al clan Santapaola – Ercolano. Un quattordicesimo indagato, allo stato irreperibile, è attivamente ricercato.  

L’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere, emessa dal gip del Tribunale etneo, è stata notificata a Maurizio Zuccaro, 58 anni, già detenuto; Rosario Zuccaro, 37 anni; Filippo Zuccaro, 34 anni, detto “Andrea Zeta”; Luigi Gambino, 52 anni, detto “Gino ‘u longu”; Angelo Testa, 50 anni, già sottoposto alla sorveglianza speciale; Carmelo Giuffrida, 51 anni, detto “Melu ‘u pisciaru”, già sottoposto alla sorveglianza speciale; Francesco Ragusa, 50 anni, detto “Francu ‘u sceriffu”; Michele Colajanni, 53 anni; Giuseppe Verderame, 65 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari; Simone Giuseppe Piazza, 33 anni, già detenuto; Giovanni Fabio La Spina, 34 anni. Mentre sono finiti ai domiciliari Graziella Acciarito, 55 anni, moglie di Maurizio Zuccaro; e Michela Gravagno, 35 anni.

Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto illegale di armi e reati in materia di droga, con l’aggravante di avere commesso i fatti per agevolare il clan facente capo a Maurizio Zuccaro, appartenente alla cosca mafiosa Santapaola – Ercolano.

Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti di attività di indagine di tipo tecnico, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania e condotta dalla Squadra Mobile nell’arco temporale giugno 2016 – maggio 2017, che ha consentito di ricostruire la composizione nonché le attività illecite del clan Santapaola – Ercolano – gruppo di “San Cocimo”, articolazione operativa del clan mafioso radicata nella zona cittadina compresa tra piazza Machiavelli ed il “Castello Ursino”, storicamente capeggiata da Maurizio Zuccaro, elemento indicato al vertice del clan Santapaola – Ercolano.

Le indagini hanno preso le mosse dalla denuncia presentata nel mese di giugno 2016 da uno dei titolari della società che gestisce un parcheggio nei pressi dell’aeroporto Fontanarossa “Vincenzo Bellini” di Catania, che ha dichiarato di avere ricevuto una telefonata estorsiva nel corso della quale una voce anonima, in dialetto catanese, gli intimava: “abbessa – prepara, ndr – 100 mila euro, se no facciamo saltare tutto in aria, oppure cercati l’amico!”.

Gli investigatori hanno individuato in Giuseppe Verderame e Simone Giuseppe Piazza gli autori della tentata estorsione. Inoltre, nel corso degli accertamenti, è emerso che tra le fila del clan mafioso figuravano la moglie ed i figli di Maurizio Zuccaro, ovvero Graziella Acciarito, Rosario e Filippo Zuccaro, nonché Luigi Gambino, ai quali è contestato il ruolo di promotori, capi e comunque organizzatori del gruppo di “San Cocimo”, nonché Angelo Testa – cugino Maurizio Zuccaro -, Carmelo Giuffrida, Francesco Ragusa, Michele Colajanni, Giuseppe Verderame, Simone Giuseppe Piazza e Giovanni Fabio La Spina, quali componenti della squadra.

La polizia ha accertato che Maurizio Zuccaro, attraverso i figli Rosario e Filippo e la moglie Graziella, nonostante fosse detenuto avrebbe continuato ad impartire ordini ai propri accoliti, acquisendo anche quote di partecipazione in attività economiche che venivano intestate a prestanome allo scopo di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale.
Ancora, nel corso delle indagini è emerso che Maurizio Zuccaro, il figlio Rosario, Luigi Gambino, Carmelo Giuffrida e Giovanni Fabio La Spina, dietro minacce, avrebbe costretto il gestore e l’amministratore di una nota discoteca catanese ad affidare loro il servizio di sicurezza, assumendo quali addetti loro familiari e altri appartenenti al clan, e a versare la somma di 3 mila euro.

Proprio con riferimento al servizio di sicurezza all’interno del locale notturno, le attività tecniche hanno fatto emergere i preliminari accordi per la spartizione  del servizio di security con esponenti del clan mafioso Cappello – Bonaccorsi, rappresentati dal boss Salvatore Massimiliano Salvo, ed i successivi contrasti per la gestione del servizio.

Dal monitoraggio degli ingenti investimenti di somme di denaro è emerso un episodio di intestazione fittizia di beni effettuata, col benestare del padre Maurizio, da Rosario Zuccaro. Questi, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione, avrebbe acquistato fittiziamente la titolarità delle quote rappresentative del 50% del capitale sociale di una società per azioni, in vista della gestione di un ristorante lungo il litorale Ognina, impartendo costantemente al prestanome, Michela Gravagno, formalmente intestataria delle quote societarie, direttive in merito alla stipula del contratto di acquisto delle quote della società, alla ristrutturazione dei locali di esercizio di attività di ristorazione.

A Rosario Zuccaro sono contestati il reato di usura aggravata, per avere prestato ad un esercente di un negozio di abbigliamento, in due soluzioni, la somma complessiva di 4 mila euro, facendosi promettere, in corrispettivo, il pagamento mensile di interessi usurai determinati nella misura del 10% del capitale prestato, nonché la detenzione ed il porto in luogo pubblico di armi da sparo. 

A Verderame, infine, è contestata la detenzione ai fini di spaccio di marijuana.
Uno dei destinatari del provvedimento restrittivo, allo stato irreperibile, è attivamente ricercato. Tutti gli arrestati sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Catania “Bicocca”.

 

TERNA INVESTE 614 MLN IN SICILIA

0

Nei prossimi cinque anni Terna investirà in Sicilia 614 milioni di euro per interventi di sviluppo, manutenzione e rinnovo delle infrastrutture elettriche regionali. “La Sicilia si afferma come la regione con il maggior numero di investimenti per Terna. Il piano strategico prevede investimenti per 614 milioni di euro per una rete elettrica sempre più sicura, resiliente e sostenibile, in grado di rispondere ai cambiamenti che la transizione elettrica in atto richiede”, ha spiegato Luigi Ferraris, amministratore delegato di Terna in occasione della presentazione a Milano del Piano Strategico.

“Un impegno importante che porteremo avanti proseguendo nel percorso già intrapreso di dialogo e confronto costante con le comunità locali e il territorio”, ha aggiunto. 

Lo stanziamento punta a ridurre le congestioni dovute alla scarsa magliatura della rete e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. È prevista la realizzazione di 104 chilometri di linee di cavo interrato, che consentiranno la demolizione di circa 70 chilometri di vecchie linee. 

Tra i principali interventi, l’elettrodotto Paternò-Priolo, che garantirà maggiore sicurezza della rete elettrica tra Catania e Siracusa; il riassetto di Ragusa, che migliorerà la sicurezza di alimentazione dei carichi nell’area della città; la nuova stazione elettrica di Vizzini, che consentirà di superare le congestioni sulla rete nell’area centro orientale interessata dal trasporto di produzione da fonte rinnovabile; l’elettrodotto “Chiaramonte Gulfi-Ciminna”, che collegherà la Sicilia Orientale alla Sicilia Occidentale e migliorerà la sicurezza e l’efficienza della rete elettrica siciliana e gli interventi sulla rete nell’area di Catania. 

Inoltre 130 milioni verranno destinati a interventi di rinnovo degli asset esistenti. Significativo anche l’impatto sull’indotto: la realizzazione delle infrastrutture impiegherà circa 150 ditte e 650 tra operai e tecnici impegnati in attività di cantiere e lavorazioni in fabbrica; a questi si aggiungeranno circa 75 fra professionisti e studi tecnici. 

MAFIA, BLITZ MORRA A PALERMO

0

Blitz a Palermo del presidente della commissione nazionale antimafia, Nicola Morra, che si è recato inizialmente presso la Caserma ‘Carini’, sede del Comando Provinciale Carabinieri. Poi ha fatto tappa in Prefettura, dove ha incontrato il prefetto Antonella De Miro e i vertici delle forze della ordine, e subito dopo si è spostato in Procura. 

“Sono qui in veste di presidente della commissione antimafia – ha sottolineato Morra -. Oggi sono venuto a rappresentare la volontà dello Stato di arginare e combattere il fenomeno mafioso”.

“Sulla massoneria – ha detto Morra, in riferimento all’operazione condotta ieri dai carabinieri nel Trapanese – bisogna essere particolarmente attenti. Quello che si e’ appreso ieri e’ particolarmente inquietante. Non si puo’ permettere che strutture che si avvalgono della segretezza, possano aggredire la politica locale per gestire gli appalti per conto di Cosa nostra”. “Le infiltrazioni nella politica – ha aggiunto – sono da monitorare e da bonificare”.

Nel corso della visita al Comando provinciale dei carabinieri, il presidente dell’antimafia ha incontrato Giuseppe Piraino, l’imprenditore che ha denunciato i propri estorsori facendoli arrestare. “Un esempio – ha sottolineato Morra – di come un semplice cittadino sia in grado, non solo di denunciare gli estorsori, ma anche di costruire le prove con cui metterli ko. Dobbiamo capire che tutti noi, con prudenza e determinazione, possiamo fare argine per evitare certe schifezze”.

CONFISCATI BENI PER 1,5 MILIONI A EREDI RIINA

0

Beni per circa 1,5 milioni di euro sono stati confiscati agli eredi del boss Totò Riina. Il decreto di confisca è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Prima Penale per le Misure di Prevenzione ed eseguito dai militari del R.O.S. e della Compagnia Carabinieri di Corleone, nei confronti di Antonina Bagarella, Giuseppe Salvatore Riina, Maria Concetta Riina e Giovanni Riina.

Tra i beni confiscati, sottoposti a sequestro già nel luglio 2017, quote di diverse società, 17 rapporti bancari e un immobile a Mazara del Vallo (Trapani).