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CRESCE FIDUCIA IN MUSUMECI +43%

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Un’indagine condotta dall’Istituto Demopolis sulla percezione dell’azione del Governo regionale e sulle priorità dei siciliani per il 2019 fotografa il contesto sociale in cui si trova ad operare la Giunta Musumeci. Dall’ascolto dei cittadini emerge una radicata insoddisfazione per la qualità dei servizi pubblici sul territorio, bocciati dal 73 per cento degli intervistati. E pesa la crisi che dal 2011 ha investito il Paese e il Mezzogiorno: il 45 per cento riscontra un peggioramento, negli ultimi 5 anni, della propria situazione economica familiare.

“Segni positivi – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – vengono ravvisati oggi nello sviluppo turistico dell’Isola e nel miglioramento della produzione agroalimentare. Negativo, per la maggioranza assoluta dei siciliani, è il bilancio dell’ultimo quinquennio sulle opportunità di lavoro, sullo sviluppo economico, sullo stato della viabilità e dei trasporti nell’Isola”.
Sono dati che confermano la pesante eredità ricevuta dal Governo Musumeci e che hanno intaccato la fiducia dei siciliani nell’istituzione “Regione”, crollata nel 2017 al 12 per cento, il valore più basso di sempre, ampiamente inferiore rispetto alla media nazionale rilevata dal Barometro Politico Demopolis.

Con una inversione del trend, la fiducia nella “Regione” dei siciliani risale oggi al 18 per cento, con una crescita di 6 punti negli ultimi 12 mesi: un segno importante, sia pur in presenza di un valore che rimane ancora molto basso.

Differisce la valutazione dei cittadini sull’operato dell’amministrazione regionale: dopo circa 15 mesi dall’insediamento, le opinioni positive sull’azione complessiva del Governo si attestano al 38 per cento, con quasi un quinto degli intervistati che, per il momento, sospende il giudizio, dichiarando di ritenersi poco informato sull’attività dell’esecutivo regionale. 

Decisamente più alta, al 43 per cento, è la fiducia nei confronti del presidente Musumeci, con una tenuta non scontata dopo oltre un anno di Governo, in un contesto “simbolico” di diffidenza complessiva: quella dichiarata in Nello Musumeci da parte dei siciliani è una fiducia “personale”, radicata ed in lieve aumento rispetto al giorno dell’elezione a Palazzo d’Orleans. Particolarmente apprezzate sono state alcune recenti prese di posizione del presidente della Regione sullo stato delle infrastrutture e della viabilità nell’Isola contro Anas e Rete ferroviaria italiana o la denuncia sul dissesto idrogeologico.

A 15 mesi dalla nascita dell’esecutivo, l’Istituto Demopolis ha misurato un altro dato significativo: la notorietà tra i siciliani dei componenti del Governo regionale, che – con alcune eccezioni – risulta nel complesso piuttosto bassa. Accanto al presidente, risultano conosciuti dalla maggioranza assoluta dei siciliani tre membri della Giunta: Gaetano Armao, Ruggero Razza e Roberto Lagalla. Gli altri assessori risultano più conosciuti nella propria area di appartenenza: Marco Falcone, in provincia di Catania, Toto Cordaro, nel Palermitano, Mimmo Turano, in provincia di Trapani, Bernadette Grasso, nel Messinese, Edy Bandiera, in provincia di Siracusa.

Quarto per notorietà è risultato l’assessore ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, tecnico conosciuto anche per le sue apparizioni da archeologo sulle reti nazionali. Significativi gli incrementi, rispetto all’insediamento, di Sandro Pappalardo (Turismo) e Alberto Pierobon (Energia e rifiuti). La valutazione sulla notorietà del neo assessore Antonio Scavone è anch’essa legata al bacino di provenienza (Catania), ma condizionata dalla sua recente nomina.

Delle attività del Governo regionale i siciliani ricordano spontaneamente alcune “uscite” del presidente Musumeci e apprezzano in particolar modo la scelta di avviare un’azione di rilancio della sanità siciliana e di investire sul sistema di viabilità nell’Isola. Altre importanti decisioni del primo anno di Governo rimangono meno note, anche a causa di una precisa scelta di lavoro silenzioso e di basso profilo nella comunicazione, rivendicata dalla presidenza della Regione.
Nella fase di indagine demoscopica quantitativa, realizzata analizzando l’opinione degli intervistati sulle specifiche scelte di Governo, si rileva un’adesione di massima dell’opinione pubblica – sebbene poco informata – ad alcune iniziative e proposizioni programmatiche della Giunta Musumeci.

Il massimo dell’apprezzamento lo conseguono, con il 68 per cento, i licenziamenti dei dipendenti pubblici assenteisti e l’incremento degli organici nella Sanità pubblica, indicato dal 63 per cento dei siciliani. 6 cittadini su 10 segnalano gli investimenti di messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico. Superano il 54 per cento di citazioni anche 3 interventi di respiro ambientalista: lo stop alla plastica negli stabilimenti balneari e al bollo per auto elettriche o ibride per tre anni, il nuovo piano rifiuti per l’incremento della differenziata. La maggioranza assoluta segnala positivamente anche l’avvenuta certificazione dei fondi Ue alla fine del 2018.

“Sull’attività di Governo – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – incidono pesanti eredità, nella percezione dei siciliani: le responsabilità di Crocetta e delle precedenti amministrazioni regionali; la consapevolezza di un divario di sviluppo rispetto ad altre aree del Paese, sul quale poco hanno inciso le politiche nazionali e comunitarie. L’85 per cento valuta negativamente le politiche di sviluppo del Sud attuate negli ultimi 10 anni dai Governi nazionali: nelle convinzioni dei cittadini, il divario vero con il centro nord non è nel Pil, ma nella dotazione infrastrutturale della Sicilia e nella qualità dei servizi pubblici”.

Demopolis ha rilevato inoltre l’Agenda dei cittadini sugli interventi prioritari da attuare per il futuro dell’Isola: i siciliani chiedono politiche per l’occupazione, maggiore efficienza nella sanità regionale, investimenti per migliorare per la rete stradale e ferroviaria. La richiesta è che “si faccia qualcosa” per arrestare la fuga dal Mezzogiorno dei più giovani che non trovano spazio nel fragile tessuto produttivo locale. L’urgenza di interventi per l’occupazione e il lavoro, indicata dall’81 per cento, resta in testa alle priorità dei siciliani. Sette cittadini su 10 confermano l’attesa di una sanità pubblica più efficiente; il 67 per cento chiede investimenti per migliorare la rete stradale e ferroviaria. Si dimostra pregnante, per quasi 6 su 10, anche il nodo della gestione dei rifiuti.

“Il 56 per cento dei siciliani – conclude il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – chiede infine al presidente Musumeci una autentica svolta nella capacità di programmazione e gestione dei fondi europei, un segno concreto di innovazione e di cambiamento, rispetto al passato, nelle scelte e nella qualità degli interventi”. 

L’indagine demoscopica è stata condotta dall’Istituto Demopolis dal 18 al 24 febbraio 2019, per la presidenza della Regione Siciliana, su un campione stratificato di 2.008 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione maggiorenne residente in Sicilia. La rilevazione quantitativa è stata preceduta da una fase di ricerca qualitativa di colloqui aperti, finalizzati a una analisi degli orientamenti dell’opinione pubblica sulle tematiche di ricerca.

DISASTRO ETHIOPIAN, INCHIESTA PROCURA ROMA

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte degli otto italiani nel disastro aereo del Boeing 737 della Ethiopian Airlines. Il procedimento è al momento senza indagati e ipotesi di reato.

Nell’incidente, avvenuto poco dopo il decollo dall’aeroporto di Addis Abeba, hanno perso la vita l’archeologo di fama internazionale e assessore regionale in Sicilia, Sebastiano Tusa; il presidente della Ong Link 2002, Paolo Dieci; tre volontari dell’associazione bergamasca Africa Tremila: il presidente Carlo Spini e la moglie Gabriella Viciani, toscani di San Sepolcro, e il tesoriere dell’associazione, il commercialista di Bergamo Matteo Ravasio; e tre donne impegnate in attivita’ legate ad Agenzie Onu: Virginia Chimenti, Rosemary Mumbi e Maria Pilar Buzzetti.

 

DISASTRO ETHIOPIAN, PROCURA DI ROMA APRE INCHIESTA

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La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte degli otto italiani nel disastro aereo del Boeing 737 della Ethiopian Airlines. Il procedimento è al momento senza indagati e ipotesi di reato.

Nell’incidente, avvenuto poco dopo il decollo dall’aeroporto di Addis Abeba, hanno perso la vita l’archeologo di fama internazionale e assessore regionale in Sicilia, Sebastiano Tusa; il presidente della Ong Link 2002, Paolo Dieci; tre volontari dell’associazione bergamasca Africa Tremila: il presidente Carlo Spini e la moglie Gabriella Viciani, toscani di San Sepolcro, e il tesoriere dell’associazione, il commercialista di Bergamo Matteo Ravasio; e tre donne impegnate in attivita’ legate ad Agenzie Onu: Virginia Chimenti, Rosemary Mumbi e Maria Pilar Buzzetti.

 

BLUTEC, ARRESTI DOMICILIARI PER I VERTICI

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Agli arresti domiciliari il presidente e l’amministratore delegato di Blutec, la società che aveva rilevato l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito nei loro confronti un’ordinanza del GIP del Tribunale termitano per il reato di malversazione ai danni dello Stato.

Sequestrato l’intero complesso aziendale e le quote sociali dell’azienda, disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati, per un valore di 16.5 milioni di euro.

 

BLUTEC “A TERMINI INVESTITI 37 MLN”

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“Il dott. Ginatta e Blutec respingono con forza le accuse riprese con grande enfasi dagli organi di informazione, e cioè di aver intrapreso il difficile rilancio del sito di Termini Imerese allo scopo di sottrarre 16 dei 21 milioni di finanziamenti pubblici ricevuti quale quota di un maggiore e più congruo finanziamento necessario sul sito. Roberto Ginatta è alla quarta generazione di una famiglia di industriali. Il Gruppo Blutec paga circa 65 milioni di stipendi l’anno a più di 3000 dipendenti. Nella sola Termini Imerese, dal momento dell’ingresso nel dicembre 2014, il Gruppo ha investito più di 37 milioni di euro, pagando stipendi per un ammontare complessivo di 17,5 milioni con mezzi propri e senza attingere ad alcuna risorsa pubblica, confidando anzi nel supporto doveroso di capitale pubblico per il rilancio del sito secondo i termini e gli strumenti consentiti dalla legge e nell’interesse della collettività”. È quanto si legge in una nota dei legali della Blutec.

“Ciò a dimostrazione del fatto che i profili occupazionali di Termini Imerese sono sempre stati al centro del progetto industriale di Blutec – si legge nella nota dello studio legale Grande Stevens -. Risulta pertanto molto arduo – oltre che smentito dai fatti – immaginare una preordinata macchinazione per sottrarre fondi pubblici nettamente inferiori ai costi già ad oggi sostenuti in proprio da Blutec per la reindustrializzazione del sito e i relativi progetti occupazionali. Il dott. Ginatta confida di poter dimostrare prontamente e in modo oggettivo che tutte le somme ottenute da contributi pubblici sono state impiegate nel progetto Termini Imerese, che per le sue intrinseche difficoltà non può proseguire senza un binomio di un grande gruppo industriale e il sostegno agli investimenti come previsto dalla legge e dall’interesse collettivo – concludono i legali -. La difesa ha già assunto le necessarie iniziative per dimostrare l’oggettiva infondatezza dell’ipotesi di accusa allo stato formulata e mettere nuovamente nelle mani dei legittimi titolari le aziende di famiglia attinte esizialmente dai provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria”.

 

MAFIA, FRANK CALÌ UCCISO A NEW YORK

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L’italo-americano Frank Calì, considerato capo della famiglia mafiosa dei Gambino, è stato ucciso a New York. La notizia è stata riportata dai media americani. 

Secondo la CBS gli investigatori avrebbero riferito che il 53enne, “noto anche come ‘Franky Boy’ Cali'” è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco nella zona esclusiva di Todt Hill, a Staten Island, poco dopo le 21,15 del 13 marzo. Calì è stato portato in ospedale dove però è stato dichiarato morto. La polizia starebbe cercando un pickup blu. 

La vittima, ricorda la CBS, era imparentata anche con il clan mafioso degli Inzerillo.

 

MAURIZIA CACCIATORI A PALERMO IN AUTO GREEN

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Maurizia Cacciatori, grande pallavolista italiana, è oggi a Palermo per la presentazione del suo libro “Senza rete”. A darle il benvenuto per i suoi spostamenti nel capoluogo siciliano un’auto elettrica Sicily by Car, appositamente personalizzata con un motivo floreale in rosa, messa a disposizione dal presidente Tommaso Dragotto.

“Un omaggio al mondo dello sport femminile che vuole promuovere la cultura della sostenibilità ambientale e della difesa della natura grazie ad una mobilità green, a zero emissioni inquinanti”, commenta Dragotto, sottolineando la particolare attenzione che la “principessa del volley” ha verso i temi della difesa dell’ambiente.

“Sono felice di accogliere Maurizia Cacciatori in Sicilia, una donna verso la quale nutro una particolare ammirazione per il suo indiscusso talento sportivo e per i valori umani di cui è concreta testimonianza”. “Ringrazio Maurizia per aver voluto dare, attraverso una nostra auto elettrica, un messaggio a favore della difesa ambientale e della mobilità sostenibile – sottolinea Dragotto -. Oggi dobbiamo tutti guardare ad un futuro più green dove la salvaguardia del pianeta sia la nostra priorità”.

“Anch’io guido ecologico per salvaguardare l’ambiente”, sottolinea Maurizia Cacciatori.

 

PROGETTI RESTAURO CONFARTIGIANATO E ANCOS

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Confartigianato Sicilia e Ancos, Associazione nazionale delle comunità sociali e sportive di Confartigianato, firmano quattro progetti di restauro in Sicilia. Gli interventi, presentati nel corso di una conferenza stampa al teatro Massimo di Palermo, saranno realizzati nel capoluogo siciliano, ad Enna, a Librizzi in provincia di Messina e ad Avola, in provincia di Siracusa.

A Palermo il restauro riguarderà il recupero del portone di accesso al foyer del teatro Massimo, grande 4,95 per 10,6 metri, che sarà portato agli antichi splendori; ad Enna l’intervento riguarderà la pala dell’altare del XV secolo della Chiesa dei Cappuccini; a Librizzi il ciborio ligneo nella Chiesa Madre; e ad Avola i macchinari conservati nel Museo della Mandorla.

Confartigianato da tempo porta avanti con forza la valorizzazione dei Beni culturali e del turismo, un connubio che per noi è vincente, la formula su cui puntare per il futuro dell’Isola”, ha spiegato Filippo Ribisi, vice presidente nazionale di Confartigianato. Si tratta di quattro interventi che sono stati segnalati dal territorio, “un segnale – ha sottolineato – di quanto può essere utile una collaborazione tra pubblico e privato”.

“Grazie al contributo del 2 per mille destinato alle associazioni culturali – ha aggiunto Fabio Menicacci, segretario nazionale Ancos – la nostra associazione ha finanziato in Italia quindici monumenti e ben quattro di questi sono in Sicilia. Una iniziativa che dimostra l’attenzione che l’associazione rivolge alla tutela dei territori”.

“Nel 1997, quando questo teatro era chiuso e grazie all’entusiasmo e alla voglia di partecipare e fare rete, una meravigliosa cordata decise di stare attorno al sindaco Orlando, per riaprire il ‘Massimo’ chiuso da 23 anni, ci fu una volontà politica e si riunirono forze diverse. Oggi, risento questa bella energia di un mondo che si riunisce di nuovo attorno a questo teatro”, ha dichiarato il sovrintendente del teatro Massimo di Palermo, Francesco Giambrone.

“Come presidente dell’Anci noi sindaci aderiamo tutti allo stesso partito che è la città che noi amministriamo. Siamo chiamati a fare precedere il cambio culturale al cambio economico. Se la cultura non produce economia, diventa una cultura debole”, ha commentato il sindaco di Palermo e presidente di AnciSicilia, Leoluca Orlando, che ha ringraziato l’associazione per quanto realizzerà nell’Isola.

In tutto sono stati raccolti 472 mila euro con il 2 per mille per finanziare i lavori in 15 siti d’Italia. “Un modo anche per valorizzare i nostri artigiani”, ha ribadito Menicacci, nel corso del suo intervento alla conferenza stampa. “Palermo – ha aggiunto – è una fucina di idee da questo punto di vista, Palermo è una delle sedi di sperimentazione di percorsi accoglienti con le botteghe che aprono le porte e accolgono i turisti. Presenterermo questo progetto a Pechino a maggio”.

 


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