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CINQUE COMUNI SICILIANI AL BALLOTTAGGIO

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Sono cinque i Comuni siciliani nei quali si tornerà a votare per i ballottaggi il prossimo 12 maggio dopo la tornata di domenica 28 aprile per il rinnovo di 34 amministrazioni locali. Si tratta dI Caltanissetta, Gela, Monreale, Castelvetrano e Mazara del Vallo. In calo l’affluenza che si ferma al 58,42%. 

Questi i sindaci eletti e i ballottaggi:

AGRIGENTO
Alessandria della Rocca: Giovanna Bubello
Caltabellotta: Calogero Cattano
Naro: Maria Grazia Brandara
Racalmuto: Vincenzo Maniglia
Santa Elisabetta: Domenico Gueli

CALTANISSETTA
Caltanissetta: andranno al ballottaggio il candidato del centrodestra Michele Giarratana, e quello del Movimento Cinque Stelle, Roberto Gambino.
Gela: andranno al ballottaggio Lucio Greco e il candidato di Lega e Fratelli d’Italia Giuseppe Spata.
Mazzarino: Vincenzo Marino

CATANIA
Aci Castello: Carmelo Scandurra
Motta Sant’Anastasia: Anastasio Carrà
Ragalna: Salvatore Chisari
Zafferana Etnea: Salvatore Russo

ENNA
Aidone: Nuccio Chiarenza

MESSINA
Brolo: Pippo Laccoto
Condrò: Giuseppe Pietro Catanese
Forza d’Agrò: Bruno Miliadò
Leni: Giacomo Montecristo
Longi: Antonino Fabio
Mandanici: Giuseppe Briguglio
Oliveri: Francesco Iarrera
Rometta: Nicola Merlino
Spadafora: Tania Venuto
Tortorici: Emanuele Galati Sardo

PALERMO
Bagheria: Filippo Tripoli
Bompietro: Pier Calogero D’Anna
Borgetto: Luigi Garofalo
Cinisi: Gian Giacomo Palazzolo
Roccamena: Giuseppe Palmeri
Monreale: andranno al ballottaggio Alberto Arcidiacono appoggiato da liste civiche di destra e Diventera’ Bellissima, e il sindaco uscente Piero Capizzi. 

TRAPANI
Calatafimi-Segesta: Antonino Accardo
Castelvetrano: andranno al ballottaggio Calogero Martire del centrodestra ed Enzo Alfano del Movimento Cinque Stelle. 
Mazara del Vallo: vanno al ballottaggio Salvatore Quinci e il leghista Giorgio Randazzo.
Salaparuta: Vincenzo Drago
Salemi: Domenico Venuti

 

PALERMO CAPITALE DELLA DIETA MEDITERRANEA

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Palermo per tre giorni capitale mondiale della dieta mediterranea. Dal 15 al 17 maggio, in cinque location diverse – il teatro di Santa Cecilia, la Galleria d’Arte Moderna, l’Archivio storico comunale, Palazzo Comitini e Palazzo delle Aquile – il capoluogo siciliano ospiterà la seconda conferenza mondiale sulla rivitalizzazione della Dieta mediterranea. 

Tema dell’appuntamento sarà “Strategie verso sistemi alimentari più sostenibili nella regione mediterranea. La dieta

mediterranea come leva per colmare il consumo e la produzione di cibo in modo sostenibile e sano”. Ad anticiparne i contenuti, in un’intervista all’Agenzia Italpress, è Sandro Dernini, delegato Fao e uno dei coordinatori dell’evento organizzato dal Forum delle Culture del Mediterraneo e dal CIHEAM-à Bari, con la collaborazione di svariati Enti nazionali e internazionali.

“Parliamo di rivitalizzazione perchè la dieta mediterranea è tanto buona ma nessuno la segue – dice Dernini – Si è pensato di sviluppare una strategia mostrando i molteplici benefici, non solo quello più conosciuti sulla salute, ma anche quelli legato alla sostenibilità. Abbiamo iniziato a pensare – prosegue – che oltre ad avere un  beneficio per la salute, e sappiamo molto bene quali siano i costi di malattie come sovrappeso, obesità, mancanza di vitamine e minerali, si possa anche portare un concetto legato al benessere complessivo, economico, sociale e culturale”. 

Diciotto le sessioni tematiche che verranno sviluppate nella tre giorni palermitana: al termine sarà redatto un documento tecnico. “Affronteremo temi che sembrano molto lontani tra di loro – osserva Dernini -. Dalla migrazione alla scarsità idrica, dall’erosione della biodiversità, alla perdità di identità”. 

E ancora: malnutrizione, pesca e agricoltura sostenibile, lezioni e confronti con altri sistemi alimentari. “La nostra ricchezza è la diversità, e il punto di partenza è che il Mediterraneo deve tornare a essere un mare che unisce. Le diversità del Mediterraneo si incontrano e si riconoscono nella dieta mediterranea, che – conclude Dernini – non è semplicemente un brand da vendere”.

“LA TORRE ESEMPIO DI IMPEGNO CIVILE”

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“Nella ricorrenza del 37° anniversario del feroce assassinio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo desidero ricordarne l’esemplare impegno civile a favore della libertà e della democrazia”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Centro Pio La Torre in occasione della manifestazione in ricordo del 37° anniversario dell’uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, promossa dal Centro Studi Pio La Torre questa mattina presso il Cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni a Palermo.

“L’evento di oggi – scrive ancora Mattarella – costituisce una ulteriore, preziosa, opportunità, per mantenere viva la loro testimonianza, e quella di tutte le vittime della mafia, incoraggiando il radicamento della cultura della legalità soprattutto nelle nuove generazioni”.

1133 SAGOME PER RICORDARE LE VITTIME DEL LAVORO

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Millecentotrentatrè sagome di cartone per ricordare chi è morto sul lavoro nel 2018. È l’iniziativa che l’UGL ha organizzato per l’1 maggio a Palermo. Le sagome sono state installate in piazza Politeama, nel centro del capoluogo siciliano: alle 1.029 sagome bianche, che simboleggiano i morti sul lavoro registrati nel 2017, sono state aggiunte 104 sagome rosse, per sottolineare come il fenomeno sia cresciuto del 10% nel 2018.

“Occorre puntare su una maggiore cultura della sicurezza sui posti di lavoro e più formazione per i dipendenti. Con il tour ‘Lavorare per vivere’ l’UGL vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno delle ‘morti bianche’. A tal proposito, stiamo dando il via a una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, affinché si affermi una diffusa e partecipata cultura della sicurezza sul lavoro nei confronti dei giovani che rappresentano i futuri lavoratori e imprenditori del nostro Paese. Basta morire di lavoro”, dice il segretario generale del sindacato Paolo Capone.

Nei primi 4 mesi del 2019 la strage dei lavoratori non accenna ad arrestarsi: in base ai dati Inail gli incidenti sul lavoro con esito mortale sono stati 212. Incrementi nel Centro e nel Mezzogiorno, con 5 casi in più al Centro (da 39 a 44) e 8 decessi in più al Sud (da 35 a 43) e nelle Isole (da 16 a 24). Nel solo trimestre gennaio-marzo 2019, in Sicilia, le morti sul lavoro sono state 15.

 

 

 

RIFIUTI, REGIONE FINANZIA 5 IMPIANTI PUBBLICI

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La giunta regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha approvato la delibera che stanzia 57 milioni e 295 mila euro per il finanziamento di cinque impianti di rifiuti pubblici. La proposta dell’assessore siciliano all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, consente di realizzare opere pubbliche strategiche che garantiranno una riduzione dei costi a carico dei cittadini e l’autonomia gestionale dei territori, in linea con quanto previsto da tempo nel piano rifiuti.

Tra i progetti, due prevedono la realizzazione di impianti di compostaggio che consentiranno di aumentare la quantità di organico che si potrà trattare nell’Isola. Uno è l’impianto pubblico di compostaggio di Calatafimi-Segesta per un costo di 14 milioni e 538 mila euro, che consentirà di calmierare i prezzi e ridurre i disagi nella provincia di Trapani riuscendo a ricevere 36 mila tonnellate l’anno di umido. L’altro sorgerà in provincia di Agrigento, a Ravanusa, costerà 19 milioni e 300 mila euro e garantirà gli stessi benefici con la lavorazione di circa 15 mila tonnellate l’anno.

Con l’aumento della raccolta differenziata in Sicilia è cresciuto il fabbisogno di impianti che possano trattare l’organico. Oggi la produzione annua di umido è di 300 mila tonnellate con una differenziata che al 31 dicembre 2018, secondo gli ultimi dati pubblicati sul sito del dipartimento Acque e rifiuti, è salita a quota 31,3 per cento, quasi dieci punti in più dell’anno precedente.

“Stiamo recuperando anni di ritardi – spiega l’assessore Pierobon – con questa delibera dimostriamo coi fatti quello che avevamo già previsto nel piano rifiuti, ovvero l’intenzione di dare priorità agli impianti pubblici e garantire l’autonomia gestionale ai territori, per calmierare i prezzi e consentire un ritorno alla gestione ordinaria dopo decenni di emergenza”.

Nel provvedimento di rimodulazione dei fondi del Patto per il Sud, firmato dal dirigente generale Salvo Cocina, sono previsti altri 18 milioni e 191 mila euro per Sciacca per la realizzazione del Tmb e del primo lotto funzionale della discarica per rifiuti non pericolosi.

E altri 3 milioni e 203 mila euro si aggiungono ai 10 milioni già esistenti per la piattaforma integrata di Trapani – primo lotto, per la realizzazione della nuova vasca per Rsu. A Palermo invece altri due milioni vengono sommati ai 28 già esistenti, per un totale di 30 milioni e 600 mila euro, per la realizzazione della settima vasca della discarica di Bellolampo.

ANDROSBASKET E SICILY BY CAR PER “GUIDO GREEN”

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AndrosBasket e Sicily By Car insieme per il progetto “CostruiAmo il futuro – Guido Green” per promuovere sostenibilità, energia pulita, innovazione, mobilità a impatto zero.
La campagna, presentata oggi presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi, è legata ai Playoff di Serie A2 dell’AndrosBasket Palermo con la realizzazione di video, t-shirt, striscioni, auto personalizzate e altre iniziative per diffondere il messaggio di un futuro pulito, un futuro Green attraverso lo sport e i suoi valori.
AndrosBasket Palermo, unica realtà palermitana e siciliana presente in A2 e ancora in corsa per giocarsi l’accesso in A1, sarà veicolo di quest’idea sia nelle partite in casa che nelle trasferte, attraverso prima squadra e settore giovanile. Con la sua storia ormai quarantennale, la squadra è la società più longeva nel panorama palermitano, e oltre alla squadra di A2 può contare su delle giovanili di eccellente profilo (vincitrici della Serie C, qualificate alle fasi interregionali nelle categorie Under 18 e Under 16) e un settore Minibasket che conta circa un centinaio d’iscritti.
Sicily By Car, compagnia a capitale interamente italiano leader nel settore dell’autonoleggio, nasce nel 1963 da un’idea di Tommaso Dragotto, attuale presidente. Oggi Sicily by Car vanta una flotta di 20.000 vetture, oltre 55 uffici presenti in tutti gli aeroporti e nelle principali città d’Italia, 4 uffici in Albania, più di 400 collaboratori. Di recente la compagnia si è focalizzata sulla mobilità a impatto zero, con importanti progetti rivolti alla sostenibilità ambientale attraverso programmi di sensibilizzazione e la realizzazione del primo tour regionale a quattro ruote privo di emissioni inquinanti: Donna Sicilia, un progetto pilota a livello europeo che ha riscosso l’interesse internazionale.
“Affidare ad AndrosBasket, una nazionale femminile, il nostro messaggio green è già garanzia di attenzione e di successo. E’ nei valori dello sport, nell’attenzione al rispetto per la natura, nel fare squadra per ottenere obiettivi comuni, che trovo perfetta assonanza con la Campagna Sicily by Car a favore della mobilità senza emissioni inquinanti” dice Tommaso Dragotto, presidente Sicily by Car che aggiunge: “Siamo al fianco di queste combattive ed energiche ragazze per costruire, con e grazie anche a loro, una strada di successi in tutti i sensi. L’energia che le contraddistingue sarà la nostra grande forza ed il leit motiv della campagna Guido Green per un’energia pulita, rinnovabile, sostenibile”.
“È un grande onore e un grande piacere condividere questo progetto -Costruiamo il futuro – tra Sicily By Car e AndrosBasket per promuovere la politica green della grande società di autonoleggio  presieduta da Tommaso Dragotto imprenditore siciliano da sempre capace di essere un passo avanti” dice Adolfo Allegra, Presidente di AndrosBasket . “La freschezza dello sport dilettantistico di vertice quale AndrosBasket rappresenta” continua Allegra “si coniuga perfettamente con l’idea autonoleggio green che Sicily by car sta promuovendo”.

SCUOLAZOO ARRIVA IN PROVINCIA DI SIRACUSA

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Gli studenti chiamano e ScuolaZoo, la community di 3,7 milioni di studenti italiani, risponde! Il tour di assemblee d’Istituto ScuolaZoo riparte e approda in provincia di Siracusa presso il Liceo Vittorini – Gorgia di Lentini, 950 studenti, coordinati dal rappresentate d’Istituto ScuolaZoo Davide Battitato. Giovedì prossimo altra tappa all’IIS Ettore Majorana, sezione Mattei di Avola, 700 studenti, coordinati dalla rappresentate d’Istituto ScuolaZoo, Martina Caldarella.

“ScuolaZoo – spiegano i promotori – è il compagno di banco e rappresentante d’istituto degli studenti italiani, condividendo con loro le tappe fondamentali della vita di ogni studente delle superiori, dal primo giorno di scuola fino alla Maturità. Uno solo lo scopo più alto: creare una scuola migliore dal basso, con e per gli studenti, ma sempre in collaborazione con genitori e insegnanti. Da qui nasce il progetto R.I.S – Rappresentanti d’Istituto ScuolaZoo, che si rivolge a tutti quegli studenti che manifestano un’indole da leader e desiderano svilupparla”.

“ScuolaZoo affianca gli studenti e li supporta durante la loro candidatura – aggiungono – e poi a seguito della loro elezione a rappresentanti, perché diventino i portavoce delle esigenze della comunità studentesca della propria scuola, proteggendone gli interessi e avanzando proposte per il bene comune, con l’obiettivo di migliorare il servizio e l’ambiente scolastico. Il tutto con il tono informale e disinvolto tipico degli studenti delle superiori. Quest’anno i R.I.S. sono 218 e provengono da ogni parte d’Italia”.

“Le assemblee ScuolaZoo – evidenziano i promotori – non sono solo un’occasione per condividere progetti scolastici e abbattere la tradizionale barriera che rende difficile il dialogo fra professori e studenti, ma mirano ad avvicinare i ragazzi a temi di responsabilità sociale. L’intervento di formatori esperti è volto a sensibilizzare, formare e responsabilizzare gli studenti per seminare il valore del rispetto e coltivare con loro l’idea di un futuro dove vita reale e digitale si incontrano per costruire relazioni autentiche e di crescita. Gli speaker sono testimoni, educatori professionali e psicologi”.

Il tema delle assemblee, a Lentini e Avola, è la lotta alle mafie, affrontato con Luigi Leonardi, vittima della mafia. Napoletano, a causa del racket ha perso le sue due fabbriche di impianti di illuminazione e i relativi negozi. È accaduto nonostante si fosse ribellato al “sistema” che cercava di stritolarlo, ha presentato 18 denunce nell’arco di 12 anni. Denunce che hanno portato a due processi, conclusi con condanne per 63 persone e periodi di reclusione che vanno dai 5 ai 17 anni.

IN SICILIA 88 GIORNI PER UNA MAMMOGRAFIA

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Il Servizio Sanitario Nazionale continua a registrare alcune criticità tra le quali quella delle liste d’attesa: una condizione comune da Nord a Sud, e la Sicilia non fa eccezione. A scattare questa foto è il 16^ Rapporto annuale “Ospedali & Salute 2018”, promosso dall’Aiop – Associazione Italiana Ospedalità Privata e realizzato dalla società Ermeneia – Studi & Strategie di Sistema, di cui si è discusso al Palazzo dei Normanni, a Palermo.

Quella delle liste d’attesa, secondo il Rapporto, è un’esperienza vissuta, nell’ultimo anno, da circa 20 milioni di persone per accedere a visite specialistiche, accertamenti diagnostici e ricoveri ospedalieri. Un fenomeno che alimenta smarrimento, disuguaglianze e malcontento: ciononostante, 2 italiani su 3 si dichiarano soddisfatti del Servizio sanitario della propria regione.
Il Rapporto, presentato per la prima volta in Senato nel mese di gennaio, analizza l’andamento del sistema ospedaliero italiano, con un focus sulla domanda di prestazioni sanitarie e la qualità dell’assistenza percepita dai cittadini.

L’occasione della presentazione di Palermo ha fornito l’opportunità di estendere alla realtà siciliana il dibattito su due ‘temi caldi’ del Servizio sanitario nazionale – liste d’attesa e uso improprio e, quindi, sovraffollamento dei Pronto Soccorso -, grazie a un approfondimento elaborato nella sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

I siciliani, secondo quanto sottolineato nel corso della presentazione del Rapporto, attendono fino a 2 mesi per accedere a prestazioni specialistiche per le quali i tempi massimi di attesa non dovrebbero superare i 3 giorni. Le liste più lunghe si registrano per l’ecocolordoppler cardiaco (57,2 giorni per il 21% degli utenti), seguito dalla colonscopia (50 giorni nel 41% dei casi). Sono significative anche le attese per le prestazioni da erogare entro i 10 giorni, che possono prolungarsi fino a 3 mesi: è il caso della mammografia bilaterale (88 giorni per il 30% degli utenti) e, ancora una volta, della colonscopia (89,3 giorni per il 43% degli utenti).

Le attese non risparmiano neanche le prestazioni di ricovero: ad esempio, per quelle da effettuare entro i 30 giorni, circa il 13% dei pazienti attende fino al doppio del tempo (67 giorni) per un ricovero ordinario, mentre per il 7,5% di chi è in lista per un ricovero in day hospital, l’attesa può protrarsi fino a 105 giorni.

Dal punto di vista dei cittadini, le liste d’attesa rappresentano una rilevante inefficienza del Sistema sanitario nazionale, non solo perché generano ansie e disagi ai pazienti e alle loro famiglie, ma soprattutto, perché sono la prima causa di rinuncia alle cure (51,7%, +4,1 punti rispetto al 2017 – dato nazionale), e concorrono ad alimentare, da un lato la spesa out-of-pocket, dall’altro la mobilità sanitaria, aumentando, ulteriormente, le diseguaglianze tra regioni.
Oltre il 30% degli utenti, infatti, per ricevere una risposta tempestiva, sceglie di pagare privatamente le prestazioni o ricorrere ad ospedali in altre regioni.

“Le liste d’attesa – commenta Barbara Cittadini, presidente Aiop – rappresentano un elemento di forte disuguaglianza sociale, in quanto inducono molti cittadini a rinunciare alle cure, a pagarle o a migrare nelle regioni nelle quali l’offerta sanitaria è programmata per rispondere in maniera efficiente e in tempi ragionevoli alla domanda di salute. Per risolvere questa criticità e superare le disomogeneità territoriali nell’accesso alle prestazioni sanitarie, risulta indispensabile potenziare, in termini quali-quantitativi, l’offerta dei servizi erogati, promuovendo la piena integrazione tra la componente di diritto pubblico e quella di diritto privato del SSN, in una condivisione di intenti, affinché i valori del sistema universalistico e solidaristico non vadano smarriti e vengano preservati e custoditi”.

Altro fenomeno analizzato nel Rapporto, che rende necessaria l’individuazione di soluzioni, in tempi rapidi, è quello degli accessi al Pronto Soccorso che aumentano in maniera sensibile – nell’ultimo anno, vi ha fatto, infatti, ricorso quasi un terzo della popolazione nazionale adulta, pari a 14,5 milioni di italiani -, diventati una soluzione per accedere più rapidamente alle prestazioni sanitarie.

In base a quanto emerso dalla ricerca, oltre il 50% degli italiani ricorre ai Dipartimenti di emergenza quando non trova una risposta dalla medicina territoriale, mentre, in più di 1 caso su 4, tenta, direttamente, la strada del Pronto Soccorso come soluzione per accorciare le liste d’attesa, con tutte le conseguenze negative che ne derivano rispetto all’affollamento degli ospedali, costretti a far fronte a un numero crescente di pazienti, in molti casi senza avere le risorse e gli strumenti adeguati.

Questo atteggiamento trova conferma in Sicilia dove, tra il 2017 e il 2018, è cresciuta del 71% la percentuale di pazienti che si sono rivolti ad un Pronto Soccorso pubblico che, non potendo assisterli in quell’ospedale, li ha inviati in una struttura accreditata del SSN. La percentuale sale addirittura al 164,3% nella provincia di Catania, seguita da quelle di Trapani (75,8%) e di Palermo (74,3%).

Non sorprende, allora, che più di un terzo dei cittadini (34,5%) ritenga necessario individuare soluzioni per limitare le attese nei Pronto Soccorso situati negli ospedali pubblici, anche tramite il ricorso alle strutture accreditate, che potrebbero garantire tale servizio, se incluse nella Rete regionale di emergenza/urgenza.

In generale, un italiano su tre, tra coloro che hanno avuto esperienze di liste d’attesa e/o di Pronto Soccorso, si dichiara insoddisfatto del Servizio Sanitario della propria regione, soprattutto degli ospedali pubblici (32,6%) e delle strutture delle ASL (28,6%), in percentuale minore, invece, degli ospedali privati accreditati (18,3%) e di quelli non accreditati (14,3%).

“Per arginare questi fenomeni, che coinvolgono milioni di italiani – sottolinea Barbara Cittadini -, è indifferibile procedere a una riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, sia dal punto di vista economico-finanziario, sia dell’offerta sanitaria, che non è più coerente con la domanda di salute, come conseguenza dell’allungamento della vita media, dell’aumento delle patologie croniche e per effetto della progressiva diminuzione della quota del PIL destinata alla Sanità. La realtà, descritta nel Rapporto ‘Ospedali & Salute 2018’, che trova riscontro anche nel contesto siciliano, deve indurci a recuperare i presupposti che hanno ispirato, 40 anni fa, la nascita del SSN, reinterpretandoli nel mutato contesto demografico, sanitario ed economico”.

“In questo processo di efficientamento auspichiamo che le Regioni sappiano utilizzare adeguatamente, superando qualsivoglia resistenza ideologica, la risorsa della componente di diritto privato del SSN, che ha la possibilità di adeguare e incrementare la propria offerta di prestazioni in tempi rapidi e a costi contenuti. Le Regioni che hanno operato questa scelta si trovano oggi in una condizione migliore e registrano livelli più alti di soddisfazione dei cittadini”, conclude la presidente Aiop, Barbara Cittadini.