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AMII STEWART NELLA VALLE DEI TEMPLI

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Un progetto interamente basato sulla musica degli anni Settanta. “Amii Stewart & Gerardo Di Lella Pop Orchestra plays Anni 70 – the Dance Era” è il titolo dello spettacolo realizzato da Poema – braccio operativo della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, presieduta da Emmanuele F. M. Emanuele, che si terrà nella Valle dei Templi domani, martedi’ 14 maggio.

“Sono legato con il cuore da tempo ad Agrigento, e a quella meraviglia che tutto il mondo ci invidia che è il Parco Archeologico della Valle dei Templi, in cui negli anni passati ho realizzato alcune delle mie mostre più importanti. Tra queste ad esempio la personale di Fabrizio Plessi e la grande esposizione di Igor Mitoraj, con successiva donazione dell’Icaro caduto, capolavoro dell’artista, che è possibile ammirare in loco, e che – non a caso – ho scelto lo scorso anno come teatro per le celebrazioni del ventennale dal titolo Mediterraneo di Civiltà e di Pace della Multaqa de las Tres Culturas, dedicata al dialogo e al confronto fra culture e religioni come unico strumento a mio avviso praticabile di pacificazione dei popoli del bacino mediterraneo. Oggi sono particolarmente felice di essere di nuovo qui, in questa città la cui storia e le cui meraviglie mi rinfrancano l’anima, e alla quale è intitolata la Menzione Speciale che amabilmente il sindaco Calogero Firetto – che ringrazio – ha voluto conferirmi, quale riconoscimento per aver contribuito a fare di Agrigento un punto di riferimento centrale nella rinascita culturale della Sicilia, che da sempre ritengo debba tornare a rivestire quel ruolo di guida e di impulso nel Mediterraneo di cui si rese protagonista in un fiorente ed indimenticato passato”. 

“Nel solco del percorso intrapreso, sono – come noto – persuaso che le arti, in primo luogo la musica, così come la poesia, con il suo linguaggio immediato e universale, svolgano un ruolo di primo piano nella crescita interiore della persona, nell’affermazione dei valori di condivisione e solidarietà e nella formazione di una coscienza collettiva, annullando le differenze a favore dell’inclusione sociale degli individui – continua Emanuele -: per questo motivo sono lieto di offrire ad Agrigento il concerto di Gerardo Di Lella ed Amii Stewart, che spero possa idealmente tracciare un ponte fra il mondo da cui proveniamo e la società odierna, ed anche tra la generazione dei giovani degli anni Settanta ed i nostri figli e nipoti”.

 

BALLOTTAGGI. BENE M5S E PD, MALE LA LEGA

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In Sicilia, dove si votava per il rinnovo di cinque amministrazioni comunali, ai ballottaggi per le amministrative due comuni sono andati al Movimento 5 stelle, nessuno alla Lega che frena e viene sconfitta a Gela, dall’asse fra Pd e una parte di Forza Italia. Delusione per il Carroccio anche a Mazara del Vallo, dove si sono affermati i Dem. 

Il M5s ha conquistato due città emblematiche: Caltanissetta, scossa dal caso Montante, l’ex presidente di Sicindustria condannato a 14 anni di carcere; e Castelvetrano, il comune del trapanese che ha dato i natali al boss superlatitante Matteo Messina Denaro, tornato alle urne dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

A Caltanissetta il grillino Roberto Gambino, che ha ottenuto il 58,85% dei voti, ha vinto sull’avversario di centrodestra Michele Giarratana, che si è fermato al 41,15%.

A Castelvetrano invece Enzo Alfano del M5s ha conquistato il 64,67% dei consensi, avendo la meglio su Calogero Martire, sostenuto da liste civiche, che si è fermato al 35,33%.

A Gela, in provincia di Caltanissetta, Cristoforo Lucio Greco ha ottenuto il 52,45% per cento dei voti, mentre Giuseppe Spata appoggiato da Lega, Udc, FdI e una lista civica, si è fermato al 47,7%.

A Mazara del Vallo, nel trapanese, Salvatore Quinci, candidato del centrosinistra, ha conquistato il 52,41% dei consensi contro il 47,59% del candidato della Lega, Giorgio Randazzo.

A Monreale, nel palermitano, con il 55,73% dei voti ha vinto Alberto Arcidiacono, sostenuto da liste civiche e da Diventerà Bellissima, il movimento del presidente della Regione, Nello Musumeci, sconfiggendo l’uscente Piero Capizzi, che si è fermato al 44,27%.

Bassa l’affluenza nei cinque comuni, pari al 43,60%, con un calo del 15,37% rispetto al primo turno. Ai seggi si sono recati 98.783 elettori sui 226.546 aventi diritto.

IL PALERMO RETROCESSO IN SERIE C

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Palermo retrocesso in serie C. Questa la decisione presa dalla sezione disciplinare del Tribunale nazionale federale in merito al deferimento della società rosanero nell’ambito del procedimento per le presunte irregolarita’ gestionali tra il 2014 e il 2017. Accolta dunque in toto la richiesta della Procura Figc, anche per quanto riguarda Giovanni Giammarva, all’epoca presidente del Palermo, e Anastasio Morosi, ai quali è stata inflitta un’inibizione rispettivamente di due e cinque anni. Inammissibile, invece, il deferimento nei confronti dell’ex patron Maurizio Zamparini. “Il Collegio – si legge nel dispositivo – ritiene che il quadro emerso dalle vicende sopra descritte appare in tutta la sua gravità, idoneo a porre in evidenza il compimento di una sistematica attività volta ad eludere i principi di sana gestione finanziaria e volta a rappresentare in maniera non fedele alla realtà lo stato di salute della società deferita. A fronte di tali circostanze, è derivato il compimento di attività chiaramente elusive, idonee a non fotografare la reale situazione della società, proseguite ininterrottamente dal 2015 al 2018 e aventi il loro apice relativamente al bilancio al 30 giugno 2016 le cui alterazioni, per quanto risulta dagli atti oggetto del giudizio, hanno consentito di conseguire l’iscrizione al campionato di calcio 2017/2018. A fronte, pertanto, delle riconosciute responsabilità degli odierni deferiti ed in ragione della gravità degli illeciti, il Tribunale ritiene di accogliere le richieste formulate dalla Procura Federale”.

“La sentenza non riesco a comprenderla, ma sarà un mio limite. Ricorreremo in appello, i nostri legali stanno scrivendo il ricorso che sarà naturalmente fatto per obiettare punto su punto”, annuncia all’Italpress il presidente del Palermo, Alessandro Albanese. “Come società siamo più carichi di prima. Adesso abbiamo 3 gradi di giudizio: dovessimo andare al terzo e giocassimo quindi i play-off, rischieremmo però di arrivarci senza i nostri nazionali. Questa sarebbe una doppia beffa”. “Non c’e’ niente da commentare, solo da prendere atto che siamo in un Paese particolare – commenta all’Italpress dal canto suo il ds rosanero Rino Foschi – Quello che abbiamo fatto quest’anno ha dell’incredibile. Abbiamo lavorato con grande serietà e professionalità. In estate abbiamo presentato un’iscrizione regolare, è stato fatto un grande lavoro, un mercato in attivo, abbiamo pagato tutti gli stipendi regolarmente, oggi mi sento molto amareggiato. E’ una vergogna che arrivi una sentenza del genere che punisce una città intera, una tifoseria e il nostro lavoro” Pronto a lottare al fianco della società anche il sindaco Leoluca Orlando, per il quale si tratta di una “decisione che colpisce tutta la città, che non tiene conto dei risultati sportivi e ancor più dolorosa se si tiene conto dei risultati raggiunti dalla squadra durante la stagione. Una decisione rispetto alla quale valuteremo, anche come amministrazione comunale, quali siano i margini di appello”.

E i tifosi? Ficarra e Picone provano a prenderla con ironia: “Se non ci vogliono in serie A ci iscriviamo alla Premiere League inglese”.

 

MECENATE EMMANUELE AMBASCIATORE DI AGRIGENTO

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Menzione speciale per il poeta, filantropo e mecenate Emmanuele Francesco Maria Emanuele neo “ambasciatore” della Città dei templi. Il riconoscimento è stato consegnato dal sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, al presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che viene annoverato tra i personaggi di caratura internazionale che, “con il loro impegno e amore per la Città, hanno contribuito a mantenere alto il nome di Agrigento e della sua millenaria Valle dei templi”.

“Sostenitore instancabile della potenza pacificatoria del dialogo e del confronto – si legge nella motivazione – con la propria lungimirante attività, improntata al riconoscimento della valenza aggregativa della poesia, dell’arte, della cultura, scegliendo Agrigento come sede di convegni, eventi e mostre di rilevanza internazionale, ha contribuito a diffondere l’immagine del territorio agrigentino quale emblema di dialogo, arte e cultura, strumenti di aggregazione e di pacificazione, riconoscendo alla città centralità culturale, artistica e sociale nel Mediterraneo, bacino di crescita per la civiltà contemporanea”.

DIETA MEDITERRANEA, RIFLETTORI SU PALERMO

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Al via domani a Palermo, al Real Teatro Santa Cecilia, i lavori della “Seconda Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea”. L’evento internazionale, in programma nel capoluogo siciliano fino al 17 maggio, è patrocinato da numerose istituzioni nazionali, tra le quali la Regione Siciliana, il Comune di Palermo, i ministeri degli Affari Esteri e della Salute e da istituzioni internazionali come la Fao, il Ciheam e il Forum delle Culture del Mediterraneo.

L’apertura dei lavori sarà preceduta dai saluti del presidente della Regione Nello Musumeci, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, del rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, e dell’assessore alla Salute, Ruggero Razza. A coordinare la conferenza sarà il professore Sandro Dernini. Il direttore generale della Fao, Graziano Da Silva, invierà un indirizzo di saluto in video.

Tema della tre giorni sarà “Strategie verso sistemi alimentari più sostenibili nella regione mediterranea. La Dieta Mediterranea come leva per colmare il consumo e la produzione di cibo in modo sostenibile e sano”.

Le sessioni della Conferenza si terranno in cinque location diverse: il Regio Teatro di Santa Cecilia, la Sala Almeyda dell’Archivio storico comunale, la Galleria d’Arte Moderna-Sant’Anna, Palazzo delle Aquile e Palazzo Comitini. Un centinaio i relatori stranieri provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo.

Tra gli altri ospiti, saranno a Palermo Mohammed Sadiki, presidente del Ciheam (International Center for the Advanced Mediterranean Agronomic Studies); Alessandra Pesce, sottosegretario all’Agricoltura; Nasser Kamel, segretario generale dell’Unione per il Mediterraneo; Arni M. Mathiesen, vice-direttore generale delegato alla Pesca; Lluis Serra Majem, presidente dell’IFMeD (International Foundation of Mediterranea Diet); Blanca Moreno-Dodson, manager del Centro per l’Integrazione mediterranea di Marsiglia; Nabil Al-Sharif, direttore esecutivo della Fondazione “Anna Lindh”,  Pierre Duquesne, delegato per il Mediterraneo del ministero degli Affari Esteri francese ed Enrico Granara, ministro plenipotenziario per le attività euromediterranee del ministero degli Affari Esteri italiano

“A Palermo parleremo di rivitalizzazione perché la Dieta Mediterranea è tanto buona ma nessuno la segue – spiega Sandro Dernini -. Si è pensato di sviluppare una strategia mostrando i molteplici benefici, non solo quello più conosciuti sulla salute, ma anche quelli legato alla sostenibilità. Abbiamo iniziato a pensare che oltre ad avere un beneficio per la salute, e sappiamo molto bene quali siano i costi di malattie come sovrappeso, obesità, mancanza di vitamine e minerali, si possa anche portare un concetto legato al benessere complessivo, economico, sociale e culturale. In diciotto sessioni tematiche – prosegue il delegato Fao – affronteremo temi che sembrano molto lontani tra di loro: dalla migrazione alla scarsità idrica, dall’erosione della biodiversità, alla perdita di identità. E ancora, malnutrizione, pesca e agricoltura sostenibile, lezioni e confronti con altri sistemi alimentari. La nostra ricchezza è la diversità, e il punto di partenza è che il Mediterraneo deve tornare a essere un mare che unisce”.

E a questo proposito, in una delle sessioni previste si siederanno allo stesso tavolo Israeliani e Palestinesi con i professori Ziad Abdeen, dell’Università Al Quds di Gerusalemme ed Elliot Berry della Hebrew University di Gerusalemme.

DIETA MEDITERRANEA, AL VIA CONFERENZA MONDIALE

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Un messaggio video del direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ha aperto la seconda Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea, in corso a Palermo. Messaggio, con il quale lancia l’invito a porre l’attenzione su un duplice fronte: da una parte l’aumento della fame nel mondo, dall’altra su un’ulteriore forma di malnutrizione, anch’essa preoccupante, l’epidemia di obesità. Secondo le stime, infatti, fornite direttamente dalla voce di chi dirige l’istituto delle Nazioni Unite, specializzato ad accrescere i livelli di nutrizione, ‘se si continua di questo passo la metà dell’umanità, nel 2030, sarà sovrappeso’.

Ad essere messe in evidenza, dunque, le qualità prodotte dalla Dieta mediterranea. Un ‘partner dietetico sano’, è stato definito. Grazie all’utilizzo di alimenti come verdure, ortaggi e pesce.
Ad introdurre la conferenza, con i saluti in lingua francese, il coordinatore Sandro Dernini. “La Dieta mediterranea è tanto buona ma nessuno la segue. Essa non ha soltanto benefici per la salute, – ha spiegato Dernini – ma ha quattro benefici per la sostenibilità. Indubbiamente ha dei ritorni economici locali, sul territorio. Essendo inoltre una dieta basata su alimenti vegetali ha un bassissimo impatto ambientale e una grandissima ricchezza di biodiversità, oltre ad avere riconosciuta anche dall’Unesco l’alto valore culturale e sociale”.

Iniziato stamattina, con l’apertura dei lavori al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo, l’evento internazionale sulla rivitalizzazione della Dieta mediterranea interesserà il capoluogo siciliano per tre giornate, dal 15 al 17 maggio. Numerose le istituzioni che presenzieranno in questa tre giornate. Tra queste il ministero degli Affari Esteri e della Salute, la regione siciliana, il comune di Palermo, insieme ad istituzioni internazionali come la Fao, il Ciheam e il forum delle culture del Mediterraneo.

A prendere la parola, in rappresentanza della Regione Sicilia, l’assessore alla Salute Ruggero Razza, che, dopo aver portato i saluti del presidente Musumeci, ha puntualizzato come siano stati importanti gli sforzi intrapresi dalla regione in ambito di dieta mediterranea. “Abbiamo adottato una proposta di delibera della giunta ed un atto di indirizzo – ha detto Razza – che tende ad uniformare alla dieta mediterranea tanto le mense scolastiche quanto le mense delle strutture ospedaliere. È un segnale importante – ha puntualizzato – perché va nella direzione della riorganizzazione delle abitudini alimentari ma soprattutto è un aiuto all’agricoltura perché questa dieta si fonda su produzioni di alta qualità come le nostre”.

L’omaggio della città è giunto dall’assessore alla cultura del capoluogo Adam Dawasha: “Palermo è una città che rappresenta un vero ponte tra la parte europea, la parte nord africana e la parte del levante del Mediterraneo – ha sottolineato l’assessore, intervenuto durante l’evento -. Noi siamo sempre stati crocevia di tutti i popoli. Il nostro cibo, la nostra dieta, la nostra gastronomia si sono incontrati con le tradizioni gastronomiche delle altre culture presenti nell’area del Mediterraneo. La dieta mediterranea è una dieta fondamentale per la salute e per il benessere, rappresenta un punto di incontro fra le culture che vivono nel mediterraneo”.

Diversi i punti che saranno al centro della conferenza che si dislocherà in cinque location differenti: oltre al Regio Teatro Santa Cecilia, la Sala Almeyda dell’Archivio storico comunale, la GAM, palazzo della Aquile e palazzo Comitini. Ad essere affrontate, nel corso delle 18 sessioni tematiche che coinvolgeranno più di cento ricercatori, saranno anche le opportunità economiche prodotte dalla dieta mediterranea. Un modello alimentare che, oltre a far bene alla salute, coinvolgerà i consumi, “con una significativa attenzione sia ai sistemi produttivi – come ha spiegato Teodoro Miano, vice presidente Ciheam, l’istituto agronomico mediterraneo di Bari – sia ai sistemi socio-economici. Obiettivo finale quello di sviluppare sistemi alimentari sostenibili, creare attività produttive a beneficio di giovani imprenditori”, ha concluso.

FESTA DELL’AUTONOMIA SICILIANA

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Dedicate al mondo della scuola le celebrazioni del 73esimo anniversario dell’Autonomia siciliana. Al teatro Politeama di Palermo si è tenuta una manifestazione, che ha visto esibirsi gli studenti sul tema dell’identità siciliana attraverso l’esperienza statutaria regionale. La manifestazione, dal titolo “Scuola e cultura regionale in Sicilia”, è stata realizzata su iniziativa del governatore Nello Musumeci e dell’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla, con la collaborazione del Liceo classico “Umberto I” di Palermo.

Sul palco si sono susseguiti interventi canori e artistici degli allievi di alcuni istituti scolastici che rappresentano le peculiarità della tradizione linguistica e culturale dell’Isola, fra questi: il “Regina Margherita”, il “Guglielmo Marconi”, il “Giovanni Falcone” e l'”Umberto I” di Palermo, il “Luigi Pirandello” di Porto Empedocle, lo “Skanderbeg” di Piana degli Albanesi. La manifestazione è proseguita con un dibattito sul tema “Scuola e cultura regionale” con la partecipazione di esponenti del mondo accademico, scolastico e istituzionale sull’esperienza statutaria anche nelle altre Regioni italiane.

“La ricorrenza del 73^ anniversario dello Statuto autonomistico coglie la nostra Isola in un contesto economico più dinamico, rispetto al recente passato. È ripartita la spesa pubblica produttiva, non solo comunitaria; le imprese tornano ad investire, sale il risparmio delle famiglie, crescono le start-up giovanili, aumentano le iscrizioni nelle università dell’Isola”, commenta il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

“C’è voglia di ottimismo – aggiunge -. È merito del lavoro di tanti e non solo del Governo regionale, peraltro impegnato, da oltre un anno, in un serrato confronto con lo Stato per vedere in Sicilia cancellate indicibili ingiustizie e riconosciuti sacrosanti diritti”.

“Con l’accordo sottoscritto a dicembre e con quello ufficializzato la scorsa settimana – spiega – porremo fine alla lunga agonia delle nove ex Province: otterranno nuove risorse finanziarie, potranno approvare il loro bilancio e, quindi, sbloccare i fondi per gli investimenti sui rispettivi territori, offrendo così nuove opportunità di lavoro. Rimane il problema finanziario di molti Comuni dell’Isola in dissesto o in procinto di esserlo. Ed anche su questo fronte stiamo lavorando per avere dal Governo nazionale risposte adeguate alla emergenza istituzionale”.

“E’ un confronto senza compromessi e a tutela della dignità che ha saputo conservare il Popolo siciliano – dichiara -. È solo un buon inizio, tenuto conto che da sempre il centralismo romano tende a minimizzare e, in alcuni casi, persino a negare i princìpi essenziali della nostra Autonomia, impedendo la corretta e piena applicazione delle norme statutarie. Perché lo Stato, inutile negarlo, continua ad essere ‘predatore’ non solo a danno della Sicilia ma dell’intero Meridione. Ha ragione il Presidente della Repubblica quando invita tutti gli italiani a sentirsi ‘comunità coesa e solidale’. Ma perché il Suo auspicio possa diventare realtà occorre lavorare, a Roma come a Palermo, affinché un bambino che nasce nell’entroterra siciliano abbia davanti a sè le stesse opportunità di chi nasce nel Veneto o in Lombardia”.

“Dipende anche da noi, da tutti noi, voltare pagina e avviare una nuova stagione, non di rivincita vendicativa, ma di giustizia ristoratrice – aggiunge Musumeci -. Dobbiamo rimuovere l’idea diffusa di una Sicilia ‘piagnona e parassita’ e saper finalmente rilanciare lo spirito autonomistico, in un contesto non più dei ‘privilegi’ ma della ‘responsabilità’. Sarebbe assurdo oggi sottovalutare l’importanza della prerogativa conquistata 73 anni fa mentre altre Regioni del Nord rivendicano faticosamente il diritto ad un autogoverno assai simile al nostro”.

“Apprezziamolo, dunque, lo Statuto siciliano – prosegue Musumeci -. E per farlo occorre innanzitutto conoscerlo. Ecco perché ne festeggiamo l’anniversario assieme ai ragazzi delle scuole, al Teatro Politeama di Palermo, per richiamare la loro attenzione sulla genesi dell’Autogoverno e illustrarne le regole che lo disciplinano. Vuol dire rendere i ragazzi custodi del nostro passato e artefici del loro futuro. Può essere efficace medicina contro l’attuale paralisi progressiva dei valori. Del resto, è soprattutto per i giovani che profondiamo il quotidiano impegno di governo, affinché l’avvenire non sia più per loro una minaccia ma la certezza di un progetto di vita. Da realizzare in Sicilia”, conclude il presidente della Regione.

DIETA MEDITERRANEA, PREVIENE MALATTIE

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Strategie di sviluppo, sistemi alimentari sostenibili e prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili. Ad aprire la seconda giornata della Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea, in corso a Palermo, sono le tematiche che spaziano dallo sviluppo economico ai benefici per la salute. I lavori si sono svolti, in contemporanea, in diversi luoghi della città, ed hanno visto la presenza, tra gli altri, a palazzo Comitini dell’ambasciatore della Giordania, Fayiz Khouri.

Ad essere analizzati, stamani, alcuni studi che attestano come seguire sin dall’infanzia uno stile di vita mediterranea, insieme alla dieta, aiuta nella prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili.

“Ad aiutare – ha spiegato Salvatore Verga, diabetologo del Policlinico di Palermo – è una corretta alimentazione cominciata il più precocemente possibile, già durante la gravidanza della madre. Insieme ad una attività fisica svolta quotidianamente, intesa non come attività agonistica piuttosto come movimento fatto secondo un preciso stile di vita. In particolare aiuta nella prevenzione di malattie cardiovascolari e tumorali e secondo alcuni studi – ha aggiunto – anche la malattia dell’Alzheimer”.

Ma la frutta, i cereali, l’olio d’oliva, alimenti ricompresi all’interno della Dieta mediterranea, portano benefici anche alla pelle. “La Dieta mediterranea – ha precisato Salvatore Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo – è importante perché contiene antiossidanti. L’assenza di antiossidanti o la presenza di tanti ossidanti facilita l’invecchiamento della cute attraverso dei meccanismi che agiscono direttamente sui cromosomi producendo una infiammazione. Il melograno, ad esempio, è tra i frutti che contiene più antiossidanti in assoluto, come anche l’uva, il pomodoro e il cereale integrale”.

Ad essere analizzata anche l’attenzione per le diete sostenibili, cresciuta negli ultimi anni. Molteplici, infatti, sono i benefici. Questi, non toccano però soltanto l’ambito della salute. “Questa presenza così nutrita di enti, istituzioni e organizzazioni internazionali – ha sottolineato Roberto Capone, amministratore principale Ciheam Bari – significa che la Dieta mediterranea non è soltanto un modello alimentare che fa bene alla salute ma fa bene anche al pianeta, perché è basato su prodotti vegetali”.

Rafforzare, quindi, i dialoghi tra i Paesi del nord e del sud del Mediterraneo, così da agire in prospettiva di uno sviluppo economico. Tra i numerosi ospiti accreditati, oltre 130 provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo, c’era anche il rappresentante degli industriali in Tunisia.

“La Tunisia è considerata uno dei Paesi più importanti per produzione agricola nel Mediterraneo, – ha detto Walid Bellangha di Utica, Unione tunisina dell’Industria – un esempio l’olio d’oliva e tanti altri prodotti che sono pilastri della dieta mediterranea. Noi siamo felici di continuare a consolidare i rapporto con la Sicilia”.

Ad indicare poi la direzione di una formazione professionale rivolta verso sistemi alimentari più sostenibili nel Mediterraneo è stato, nel corso della conferenza, l’assessore alla Formazione professionale della Regione siciliana, Roberto Lagalla.

“L’assessorato all’Istruzione e Formazione professionale – ha detto Lagalla – è autorità di gestione del Fondo Sociale Europeo. Il fondo sociale europeo guarda allo sviluppo sostenibile della società, alla valorizzazione della comunità, al miglioramento della qualità della vita della persona. Lo sforzo educativo non solo è rivolto all’insegnamento curriculare e disciplinare ma deve guardare alla educazione civile che porta con se il concetto di diritto-dovere di cittadinanza. All’interno del quale ovviamente – ha sottolineato – si colloca il momento della educazione alimentare e della indicazione dei corretti stili di vita”.