CATANIA (ITALPRESS) – L’ammontare complessivo dei Fondi di Sviluppo e Coesione per gli aeroporti di Catania e Comiso è di 56 milioni di euro, ripartiti in circa 9 milioni per Fontanarossa, per realizzare opere di miglioramento dei livelli di security aeroportuale, e quasi 47 milioni per lo scalo ibleo. Lo rende noto la Sac, società di gestione dei due aeroporti siciliani, sottolineando “con gratitudine – si legge in una nota – il contributo assegnato agli scali attraverso i Fondi di Sviluppo e Coesione. Questo risultato è stato possibile grazie all’accordo firmato dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani”.
“Siamo estremamente riconoscenti alla Presidente Giorgia Meloni e al Presidente Renato Schifani per l’attenzione e il sostegno straordinario dimostrati nei confronti degli aeroporti di Catania e Comiso – commenta Nico Torrisi, amministratore delegato di SAC -. Il loro impegno ha permesso di ottenere questi fondi essenziali, che ci consentiranno di attuare interventi cruciali volti a migliorare significativamente l’efficienza operativa degli scali e a ottimizzare l’esperienza complessiva dei nostri passeggeri. L’investimento nelle infrastrutture aeroportuali rappresenta una componente chiave per il rilancio economico e turistico di tutta la Sicilia. Vogliamo ringraziare in particolare il Presidente Renato Schifani per la sua visione strategica e il suo costante impegno nel promuovere lo sviluppo della nostra regione. Grazie al suo determinato supporto, potremo realizzare progetti infrastrutturali di grande impatto che contribuiranno a potenziare la competitività e l’attrattività della Sicilia sul panorama nazionale e internazionale. La collaborazione con le Istituzioni, nazionali e regionali, a partire dal ruolo attivo dei sindaci di Catania e Comiso, rispettivamente Enrico Trantino e Maria Rita Schembari, è determinante per avviare processi virtuosi di crescita e sviluppo sostenibile, a favore dei viaggiatori, dei turisti e di tutti i cittadini siciliani. La nostra gratitudine va a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo, contribuendo a creare le condizioni necessarie per un futuro prospero per i nostri aeroporti e per la nostra regione”.
In particolare, “a Comiso – fanno sapere dalla Sac – sono destinati 20 milioni per lo sviluppo dell’area cargo, impegno importante e fortemente sostenuto dal Presidente Renato Schifani. L’investimento per il cargo si aggiunge parallelamente ad un impiego di risorse ancora maggiore, che permetterà di incrementare il traffico passeggeri e potenziare maggiormente il turismo. Per migliorare ulteriormente le potenzialità dell’aeroporto, infatti, e renderlo uno scalo sempre più attrattivo e funzionale, sono stati destinati più di 15 milioni di euro al prolungamento della via di rullaggio, mentre le restanti somme serviranno alla sistemazione e al potenziamento della viabilità esterna, all’ampliamento delle aree di stazionamento e manovra degli aeromobili e alla ri-funzionalizzazione del terminal con l’aggiunta anche di nuovi gate”. “Grazie a questi finanziamenti – evidenziano dalla Sac – lo scalo di Comiso sarà in grado di gestire un flusso di passeggeri sempre più numeroso, offrendo servizi di qualità e ponendosi come infrastruttura ancora più strategica per un territorio in forte sviluppo. In aggiunta, il governatore Schifani ha destinato al Libero Consorzio Comunale di Ragusa ulteriori 25 milioni di euro per il potenziamento dei collegamenti stradali da e per l’aeroporto di Comiso: questo consentirà una sempre maggiore intermodalità e collegamenti funzionali sia con la costruenda autostrada Ragusa-Catania che con la statale 514. Questi investimenti rappresentano un passo fondamentale per lo sviluppo e il miglioramento delle infrastrutture aeroportuali della nostra regione, garantendo un servizio sempre più efficiente e moderno per tutti i passeggeri”.
– foto ufficio stampa Sac –
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Fondi Fsc, assegnati 56 milioni per gli aeroporti di Catania e Comiso
Inchiesta sulla Sanità, archiviata la posizione dell’ex deputato Dore Misuraca
PALERMO (ITALPRESS) – Il gip Clelia Maltese del Tribunale di Palermo ha archiviato la posizione dell’ex deputato nazionale Dore Misuraca, indagato nel procedimento “Sanità 2”, che a ottobre del 2022 aveva portato all’arresto di funzionari pubblici e imprenditori operanti nel settore delle forniture ospedaliere.
La richiesta di archiviazione di Misuraca, difeso dall’avvocato Vincenzo Lo Re, è stata proposta dai pm Giacomo Brandini e Andrea Zoppi dopo la presentazione di una memoria difensiva che illustrava la linearità della condotta tenuta dall’ex deputato.
Misuraca era stato chiamato in causa dall’ex Provveditore dell’Asp di Palermo, Fabio Damiani, che aveva riferito di pressioni subite nel giugno del 2017 in favore di una ditta che partecipava alla gara per l’ossigenoterapia domiciliare bandita dall’ASP di Palermo. Le dichiarazioni di Damiani, per i pm titolari delle indagini sono rimaste prive di ogni riscontro e, pertanto, è stata proposta l’archiviazione di Dore Misuraca accolta dal gip Maltese.
“Il mio assistito ha atteso con piena fiducia nella magistratura – dichiara l’avvocato Lo Re – il completamento delle indagini, nella certezza della propria estraneità ai fatti”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
Fuochi d’artificio illegali e pericolosi, poliziotti bloccano festa a Catania
CATANIA (ITALPRESS) – Gli agenti della Questura di Catania sono intervenuti in via della Lucciola, nel quartiere di San Giorgio, impedendo che avessero luogo dei “festeggiamenti” con tanto di fuochi d’artificio. Una folla di circa quaranta persone, intenzionata ad assistere allo spettacolo, ha cercato di ostacolare l’attività dei poliziotti che si sono visti costretti a richiedere alla sala operativa l’intervento di altri equipaggi, tanto per cercare di allontanare i presenti, quanto per impedire che qualcuno potesse accendere la miccia delle batterie.
Riportata la calma, gli agenti hanno accertato la pericolosità dei fuochi pirotecnici, consistenti in quattro batterie di tubi monocolpo collegate tra loro con una miccia a rapida combustione, peraltro illegale, per un peso netto di materiale esplosivo pari a 2 chilogrammi. Richiesto l’intervento sul posto di personale specializzato del Nucleo artificieri che ha provveduto a mettere in sicurezza tutto il materiale esplosivo e ad inventariarlo per potere procedere al sequestro a carico di ignoti.
Dato il potenziale degli artifizi pirotecnici sequestrati e all’impossibilità di poterli custodire all’interno degli uffici di Polizia per l’elevato rischio rappresentato, gli artificieri hanno informato il pubblico ministero di turno chiedendo e ottenendo il permesso per l’immediata distruzione.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Promotore sottrae a insegnante palermitana 166 mila euro, banca condannata
PALERMO (ITALPRESS) – Il giudice della V sezione civile del tribunale di Palermo, Francesco Paolo Torrasi, ha condannando un noto istituto di credito al rimborso della somma di 161.840,86 euro oltre interessi e spese. La vicenda risale al 2000, quando
una insegnante palermitana ha aperto un conto corrente con un promotore finanziario che allora non aveva una diffusione di filiali sul territorio – affidando a lui la completa gestione del conto, dove venivano anche accreditati gli stipendi. Una operazione decennale di sottrazione di somme di denaro avvenuta dal 2006 al 2016. Grazie allo studio Palmigiano e Associati, al quale la donna si è rivolta, adesso i risparmi sono salvi e verranno restituiti alla cliente. La banca adesso è ricorsa in appello.
Ma ecco come è nata la vicenda. La signora era fiduciosa perché il promotore finanziario che le aveva proposto l’operazione, godeva di ottima reputazione professionale. In considerazione del fatto che la banca, a differenza degli altri istituti di credito, non aveva una diffusione capillare nel territorio attraverso agenzie e sportelli, la fiducia ed il rapporto con questa figura erano fondamentali. L’istituto di credito, peraltro, non aveva consegnato, nemmeno per posta o con altri mezzi, il codice segreto o l’apparecchiatura per accedere al conto ed eseguire operazioni on line, fornendo unicamente il bancomat ed il pin.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
Il rapporto con la banca, attraverso il promotore, è quindi andato avanti negli anni senza sospetti e senza che l’insegnante si accorgesse di nulla. Solo dopo 10 anni la donna si è resa conto che qualcosa non quadrava, dopo avere ricevuto una telefonata dalla direzione generale della banca e informata che erano state registrate delle anomalie nella gestione del suo conto. Allarmata dall’accaduto, aveva contattato il promotore finanziario che l’aveva però rassicurata del fatto che non ci fossero anomalie: tutto era in regola e non doveva preoccuparsi.
Non convinta però, la cliente a quel punto ha chiesto all’istituto di credito tutta la documentazione relativa alle operazioni bancarie compiute a suo nome a più riprese. La prima macroscopica anomalia riscontrata era che venivano allegati gli estratti conto di un rapporto, inclusa una richiesta di apertura, per il quale risultava cointestataria insieme a due soggetti sconosciuti. A questo punto aveva deciso di incaricare un consulente contabile per ricostruire tutte le movimentazioni e accertare quali altre operazioni fossero state compiute a sua insaputa. Da lì la conferma che sul proprio conto corrente erano state effettuate, tra le altre, una serie di operazioni a lei del tutto estranee e mai autorizzate, con una sottrazione di oltre 160 mila euro.
L’insegnante si è così rivolta allo studio legale Palmigiano e Associati, che da decenni si occupa di tutela di imprese e consumatori nei confronti delle banche e, con l’assistenza degli avvocati Alessandro Palmigiano e Mattia Vitale, è iniziata una causa davanti al tribunale di Palermo nei confronti della banca.
La tesi di Palmigiano e Vitale era che la vicenda era frutto di una responsabilità diretta e contrattuale della banca, che aveva manifestamente violato l’obbligo di consegnare direttamente al cliente i codici segreti di accesso al conto ed ogni apparecchiatura necessaria per compiere operazioni dispositive on line. Nulla di tutto ciò era stato dato in dotazione alla signora, consentendo, con tale comportamento omissivo, che venissero sottratti illecitamente i soldi.
Nel corso della causa il promotore è stato prima sospeso dall’esercizio dell’attività di consulente finanziario con delibera Consob numero 20085 del 26 luglio 2017 e, successivamente, radiato dall’albo unico dei consulenti finanziari (delibera n. 20434 del 15 maggio 2018) per aver assunto condotte disdicevoli, assai gravi, quali l’appropriazione, anche mediante il trasferimento a terze persone, di somme dei clienti, la contraffazione delle firme e l’utilizzo dei codici di accesso dei correntisti.
Il giudice ha accertato quanto sostenuto da Palmigiano e Vitale: risultava aperto un conto corrente ad insaputa dell’insegnante, sul quale venivano versate somme di denaro dal conto originariamente aperto, senza autorizzazione, assegni falsi, addebiti Rid a favore di società sconosciute, operazioni di disinvestimento e riscatto di polizze.
“Sono lieto che la signora abbia ottenuto giustizia – ha detto l’avvocato Palmigiano – perché la banca ha un obbligo di vigilanza sui propri incaricati ed è chiamata a rispondere del loro comportamento. È necessario prestare molta attenzione quando si investe, purtroppo spesso chi propone investimenti non ha sempre a cuore l’interesse del risparmiatore ma, al di là dei casi di reato, spesso segue logiche commerciali poco trasparenti”.
– Foto: studio Palmigiamo –
(ITALPRESS).
Porto di Palermo, dal 1° luglio attivo il Port Community System
PALERMO (ITALPRESS) – L’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, con il supporto di Circle Group di cui fa parte Infoera, azienda specializzata in soluzioni informatiche, si è dotata di un Port Community System (PCS).
Oggi l’AdSP lo ha presentato alla comunità portuale, annunciando che una prossima ordinanza ne renderà obbligatorio l’uso da parte di tutti gli operatori portuali a partire dal 1° luglio.
Con il segretario dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale, Luca Lupi, sono intervenuti: Donato Liguori direttore generale, Direzione generale per i porti, la logistica e l’intermodalità – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Oliviero Giannotti, segretario generale Assoporti, Francesco Benevolo, direttore RAM, Logistica Infrastrutture e Trasporti Spa, Luciano Caddemi, dirigente Area Operativa dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale, Luca Abatello presidente Infoera srl e ceo di Circle Group, Silvia Segnini e Luigi Streri, PCS specialist Infoera srl.
L’Autorità ha partecipato al bando di ottobre 2023, pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per lo sviluppo e l’implementazione dei servizi Port Community System (PCS) per l’interoperabilità con le pubbliche amministrazioni, risultando, nel febbraio 2024, beneficiaria di un finanziamento di importo pari a 1.000.000 di euro.
Il PCS Sinfomar è uno strumento informatico per la gestione del traffico delle navi, dei mezzi e delle merci in porto. Si tratta di una banca dati in grado di comunicare attraverso automatismi con i sistemi degli organi centrali dello Stato (Dogane, Capitaneria di Porto, Istat, Napa), sgravando tutti dalle ripetute comunicazioni. Lo scopo, infatti, è quello di velocizzare le operazioni legate agli adempimenti di sicurezza, logistici e doganali. Il dialogo tra sistemi e l’interoperabilità permette un deciso snellimento ma anche una contrazione dei tempi di lavorazione dei processi di import/export. I destinatari del PCS sono agenti, spedizionieri, autotrasportatori, dogane centrali e locali, capitaneria di porto.
Il progetto di implementazione del PCS è iniziato attraverso il riuso del software SINFOMAR, adottato già anni fa dall’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico orientale.
“Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto, che permetterà al porto di Palermo di proseguire sulla strada della digitalizzazione e dell’implementazione dell’attrattività commerciale – spiega Luca Lupi, segretario generale dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale -. Il mio ringraziamento va alla struttura dell’AdSP, soprattutto ai servizi Informatici, all’area Operativa e all’ufficio Project, particolarmente coinvolti nel permettere all’AdSP di completare quest’altra tappa del PNRR. Per noi si tratta di un ulteriore passo verso l’innovazione tecnologica finalizzata sia allo sviluppo della catena logistica che delle operazioni portuali”.
Donato Liguori, direttore della Direzione Generale per i porti, la logistica e l’intermodalità del MIT: “Fa piacere constatare come gli obiettivi di competitività legati alla digitalizzazione e all’interoperabilità del sistema logistico fissati dal Ministero siano stati recepiti e raggiunti dall’intero sistema portuale e l’incontro di oggi a Palermo testimonia come sia possibile spendere, e spendere bene, le risorse del PNRR. In Italia oggi esiste una concomitanza di fattori importanti come la volontà politica e la presenza di fondi: è il momento di accelerare verso sistemi sempre più digitalizzati”.
“Siamo molto lieti di aver supportato il Porto di Palermo e il sistema portuale della AdSP, attraverso un percorso di affiancamento e implementazione progressiva, nell’implementazione del PCS, strumento indispensabile per la semplificazione degli scambi informativi tra i diversi attori della comunità portuale. E’ con grande orgoglio che oggi partecipiamo alla presentazione degli esiti del lavoro svolto, punto di partenza fondamentale per la piena interoperabilità e frutto anche dell’esperienza pluriennale di INFOERA e del Gruppo CIRCLE, grazie anche alla disponibilità al riuso dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale e il modello di innovazione tecnologica Sinfomar”, conclude Luca Abatello.
– foto ufficio stampa Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale –
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Bartolo “Voglio un’Europa capace di accogliere e di costruire pace”
PALERMO (ITALPRESS) – L’Europa “non è un’entità astratta ma reale e presente. Non è matrigna nè lontana: l’Europa siamo noi. Adesso mi ricandido perchè ho lasciato il lavoro a metà. I tempi per portare avanti i progetti sono molto lunghi, soprattutto in Europa, e vorrei continuare per completarli e dare risposte a coloro che mi hanno votato”. Lo ha detto Pietro Bartolo, eurodeputato e candidato con il Pd nel collegio Isole alle prossime elezioni europee, in un’intervista all’Italpress. Per Bartolo l’esperienza da eurodeputato è “straordinaria” e “fa crescere molto”.
Da medico, Bartolo è stato per anni simbolo di Lampedusa e dell’accoglienza. Il tema dell’immigrazione è molto discusso e volte dal dibattito sembra emergere un’Europa che si disinteressa lasciando all’Italia tutta la responsabilità. “C’è una parte dell’Europa – ha affermato l’eurodeputato – che va contro. Magari si disinteressasse, magari fosse indifferenza, invece c’è contrarietà e vengono portati avanti atteggiamenti negativi, come quelli di fare accordi con paesi terzi, con Turchia, Libia, Egitto, Tunisia, Mauritania. Per lavarsi le mani, ci sporchiamo la coscienza”.
“Questo non appartiene a quell’Europa – ha continuato – che hanno pensato i padri fondatori, della solidarietà, dell’accoglienza e della condivisione delle responsabilità. L’Europa che voglio è quella che ha aperto le porte a 5 milioni di persone dall’Ucraina quando è scoppiata la guerra. Non condivido quando ci si mette di traverso quando arrivano 100 mila o 200 mila persone dall’Africa. L’Europa si basa su valori universali che riguardano il rispetto dei diritti umani. E qui stiamo parlando di persone, di esseri umani”.
Lo slogan scelto da Bartolo per la campagna elettorale è “Costruttori di pace”. Un tema oggi fondamentale riguarda la capacità dell’Europa di affrontare il tavolo negoziale usando la diplomazia. “L’Europa – ha sottolineato – ha anche dei problemi, per esempio per quanto riguarda la politica estera, che è insufficiente. All’inizio dell’aggressione all’Ucraina il Parlamento ha portato una risoluzione che dichiarava la Russia sponsor del terrorismo. Il buon senso mi ha portato a votare contro la risoluzione e sono stato attaccato e minacciato. Mi hanno detto che ero putiniano ma non è vero”.
“Ho votato contro per lasciare una finestra aperta. Per convenzione internazionale – ha proseguito – quando dichiari un paese sponsor del terrorismo non puoi più sederti a dialogare e portare avanti la diplomazia. L’unico modo di risolvere la diatriba è il campo di battaglia. Io credo nella pace e che bisogna ripudiare la guerra, come dice la nostra Costituzione. In questo caso abbiamo fallito e abbiamo precluso ogni possibilità di dialogo. Adesso andiamo alla ricerca di intermediari per chiudere questa faccenda. La stessa cosa – ha aggiunto – è successa quando è scoppiata la guerra in Palestina tra Netanyahu e Hamas. Chi ne piange le conseguenze sono il popolo palestinese, con tutti quei morti, e il popolo israeliano, perchè sta venendo fuori il sentimento antisemita. Anche in quell’occasione, in un’altra risoluzione, ho votato per il cessate il fuoco. Solo in tre – ha evidenziato – abbiamo votato per il cessate il fuoco, mentre gli altri hanno votato per la pausa umanitaria. Dopo un mese si sono resi conto che c’erano trentamila morti, fra cui 15mila bambini e donne, e hanno riportato la risoluzione decidendo di votare per il cessate il fuoco”.
“L’Europa si deve svegliare da questo punto di vista”, ha aggiunto, parlando di una “grande Europa che nessuno deve toccare perchè è la più grande democrazia del mondo che ci ha dato 80 anni di pace. Quella pace – ha concluso – deve continuare per i nostri figli e per i nostri nipoti”.
– foto Italpress –
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Schlein “Il Ponte sullo stretto è solo uno spot elettorale di Salvini”
MESSINA (ITALPRESS) – “Il Ponte potrebbe essere contrario alle norme che vietano di costruire opere sulle faglie attive, dunque a rischio sismico, come nel caso di Messina, la stessa faglia che scatenò il terremoto del 1908. Servono indagini più specialistiche”. E’ il nuovo allarme lanciato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che stamane ha attraversato lo Stretto di Messina a bordo di una nave e, in diretta sui social, ha rilanciato aspre critiche nei confronti dell’opera voluta dal ministro Matteo Salvini: “Vuole fare andare avanti questo progetto solo per scopi elettorali e lo si comprende bene anche dai tempi – ha sottolineato la leader – l’analisi del progetto è ancora quella del 2012 e lo Stato era in causa con le società che dovevano costruirlo e ha anche vinto la causa, il rapporto costi – benefici era già precario e oggi appare assolutamente non sostenibile, come l’analisi finanziaria che prevede 14 miliardi solo per il Ponte, risorse che si potevano usare per l’emergenza abitativa, studenti, affitti in aumento, messa in sicurezza sismica e idrogeologica”. La Schlein ha poi ricordato che le navi più alte di 50 metri non potranno passare dunque persino un danno economico. “I ministeri hanno fatto centinaia di rilievi su quest’opera – ha continuato la Schlein – ma Salvini va avanti come un treno perchè è il suo spot elettorale”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Fondi Fsc alla Sicilia, Meloni e Schifani firmano accordo da 6,8 miliardi
PALERMO (ITALPRESS) – Un patto da 6.8 miliardi di euro, con 580 interventi previsti e gli investimenti maggiori in direzione di ambiente e infrastrutture (Ponte sullo stretto in primis): è ufficiale la stipula dell’accordo sui Fondi sviluppo e coesione tra il Governo regionale e quello nazionale, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto, del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e del presidente della Regione Renato Schifani.
La stipula del patto, formalizzata al Teatro Massimo, arriva a dodici giorni dal voto per le europee, aspetto fortemente contestato dalle opposizioni all’Ars. Al raggiungimento dell’accordo ha dato il suo contributo anche Cassa depositi e prestiti, che ha sostenuto la Regione siciliana nella definizione della programmazione riguardante Fsc: un supporto che Cdp punta a fornire anche nelle fasi successive.
Lo sblocco dei fondi è finalizzato all’attuazione di una serie di interventi per migliorare una serie di servizi per cittadini e imprese. 2.5 miliardi saranno destinati ai 248 interventi previsti per ambiente e risorse naturali, al fine di favorire la transizione ecologica ed energetica: di questi, 964 milioni verranno impiegati per gli impianti di smaltimento rifiuti (di cui 800 milioni per i termovalorizzatori), 650 milioni nel contrasto al dissesto idrogeologico, 527 milioni per le infrastrutture idriche (dighe e reti idriche) e 354 milioni per impianti di depurazione e reti fognarie; 1.3 miliardi saranno invece destinati al ponte sullo stretto, mentre un ulteriore miliardo andrà a coprire le altre infrastrutture del territorio per un totale di 156 interventi: di questi 710 milioni verranno impiegati per le strade (manutenzione e realizzazione di nuovi percorsi), 132 milioni per le ferrovie, 100 milioni per i porti e 83 milioni per gli aeroporti (Misiliscemi, Comiso, Catania e Cinisi).
Le altre risorse del Fsc saranno ripartite tra competitività delle imprese (480 milioni per otto interventi), edilizia sanitaria e sportiva (392 milioni per 28 interventi), cultura (182 milioni per 57 interventi), riqualificazione urbana (100 milioni per due interventi), edilizia scolastica (80 milioni per 35 interventi), energia (67.5 milioni per 44 interventi) e capacità amministrativa (89 milioni per due interventi): a queste si aggiungono 234 milioni di anticipazione Fsc del 2021 e 331.9 milioni di cofinanziamento regionale per i programmi Po-Fesr.
Palermo e Catania saranno le province con le maggiori entrate, oltre 700 milioni a testa; seguono Agrigento e Messina, con una cifra che si aggira tra i 400 e i 700 milioni, mentre le province di Trapani, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa riceveranno una somma inferiore ai 400 milioni.
Meloni racconta come la stipula di quest’accordo, come degli altri Fsc stipulati in Italia (quello con la Sicilia è il diciottesimo tra regioni e province autonome), sia stata lunga e travagliata: “Il patto Fsc con la Sicilia è il più significativo tra tutti i territori sul piano finanziario: ci è voluto tempo per completarlo, ma oggi ci regala un’intesa strategica straordinaria. Quando il mio governo si è insediato abbiamo voluto approfondire la materia dei Fondi sviluppo e coesione, perchè volevamo combattere la disparità tra i territori che in Italia è troppo evidente: dalla vecchia programmazione tra 2014 e 2020 abbiamo avuto una panoramica abbastanza avvilente, ma con il decreto Sud abbiamo riformato gli accordi di coesione e a questi abbiamo affiancato i fondi Pnrr, in modo da non disperdere alcuna risorsa. Siamo il primo paese europeo ad aver presentato i progetti della quinta rata del Pnrr e nel frattempo l’abbiamo rinegoziato, al fine di lasciare solo interventi che potessero superare il test della Commissione europea”.
La premier traccia poi le sfide che a stretto giro attendono il Mezzogiorno: “Nelle crisi che stiamo affrontando ci sono grandi occasioni, perchè l’Italia in particolare con il sud può diventare la porta del Mediterraneo nell’accesso all’energia. Il divario tra nord e sud è significativo e riguarda principalmente le infrastrutture, aspetto su cui non potevamo non intervenire: lo spopolamento del Mezzogiorno è figlio anche dell’assenza di infrastrutture e lavoro. Anche la Zes unica è una grande occasione per il sud Italia, non era per nulla scontato che riuscissimo a farla. Meloni chiude con una frecciata a M5s e Pd, rispettivamente sui temi del lavoro e della salute, rivendicando il lavoro di Palazzo Chigi: “Il mio governo non ha la pretesa di abolire la povertà per decreto, perchè quel compito spetta alle aziende; sulla sanità, a dispetto di quanto si dice spesso, siamo il governo che ha investito di più”.
Schifani ringrazia la premier per l’attenzione rivolta alla Sicilia, sottolineando come “non possono esserci sviluppi a macchia di leopardo nelle regioni, altrimenti non si favorisce la crescita del paese: la nostra Costituzione prevede una cooperazione costante tra i vari organi dello Stato, l’intesa che sottoscriviamo oggi è forte e guarda allo sviluppo della Sicilia”.
Il governatore regionale si sofferma poi su alcuni aspetti dell’accordo: “In inverno il turismo soffre, perchè è poco attrattivo, e stiamo lavorando per svilupparlo anche attraverso questi fondi. Per quanto riguarda le infrastrutture abbiamo previsto interventi forti su ponte sullo stretto, strade provinciali, porti, aeroporti e ferrovie. I termovalorizzatori sono una delle scommesse più grandi del mio mandato: esportare i rifiuti all’estero costa più di 100 milioni l’anno e realizzare questi grandi impianti a Palermo e Catania sarà un importante passo avanti. Sui dissalatori c’è stato un confronto costante con il ministro Musumeci, lavoriamo sulla riattivazione di quelli presenti a Trapani, Gela e Termini Imerese per evitare di farci trovare impreparati di fronte a una nuova ondata di siccità. Infine contiamo di ridurre il disavanzo entro la fine della legislatura, seguendo la scia del lavoro fatto dal governo Musumeci, e stiamo combattendo in modo massiccio la precarietà”.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana – (ITALPRESS).












