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Aeroporto Palermo, Gesap consegna i lavori di ammodernamento terminal

PALERMO (ITALPRESS) – Oltre 68,4 milioni di investimenti previsti nel piano quadriennale 2024-2027 (51 milioni spesi invece nel periodo 2020/2023), 252 milioni previsti in dieci anni (piano di sviluppo 2023/2033 approvato da Enac).
Oggi Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale ‘Falcone Borsellinò di Palermo, ha presentato la conclusione dei lavori del primo lotto funzionale (direzione dei lavori curata dall’Rtp One Works – Antomar Engineering – Valentini Bissoli Architetti Associati e lavori eseguiti dall’Rti Consorzio Integra e Consorzio Infratech-Bruno Costruzioni), con la consegna di nuove aree per i passeggeri e lo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali, a cominciare dai sette nuovi pontili telescopici (6 milioni di euro) e i nuovi gate di imbarco. Ma anche del nuovo piano quadriennale, che darà il via ai lavori per realizzare nuove opere (in corso e da avviare) e adeguamenti delle strutture esistenti. La ripartizione finanziari per i prossimi quattro anni: 19.399.529 (2024), 20180.901 (2025), 17.847.260 (2026), 10.956.595 (2027).
All’incontro con giornalisti, istituzioni e manager dei settori turismo e trasporti, sono intervenuti per Gesap l’amministratore delegato Vito Riggio, il presidente Salvatore Burrafato e il direttore generale Natale Chieppa. Presenti, tra gli altri, il presidente di Enac, Pierluigi Di Palma.
Tra i progetti che si stanno realizzando entro il 2024 troviamo l’adeguamento sismico e la ristrutturazione del terminal passeggeri (primo lotto), per 40 milioni di euro, che ha visto nascere nuove aree commerciali, aumento gates e varchi di sicurezza, oltre alla realizzazione dell’avancorpo in area airside, nuovi impianti antincendio.
Tra le novità c’è pure il nuovo impianto BHS partenze (9,4 milioni) con l’implementazione delle macchine radiogene di standard 3 per il controllo bagagli da stiva e la realizzazione di un innovativo impianto smistamento bagagli basato su macchina smistatrice sorter. Inoltre, è in fase di completamento il nuovo sistema antintrusione (3,3 milioni di euro) che comprende 17 radar, 51 telecamere termiche intelligenti e 61 telecamere di puntamento per il rilevamento automatico di eventuali tentativi idi intrusione attraverso la recinzione perimetrale dell’aeroporto. Un sistema che funziona anche in assenza di illuminazione ausiliaria.
Sul versante dell’ambiente, si lavora al completamento entro il 2024 del progetto per il recupero e il riutilizzo delle acque piovane per le utenze aeroportuali. Ciò permetterà il riutilizzo di 15 mila metri cubi d’acqua, (circa il 10% sul totale acqua consumata annualmente) e la conseguente riduzione dei consumi idrici.
In dirittura d’arrivo anche la nuova area cargo di mille metri quadrati, con tre baie di carico dotate di rampe, due bilance industriali, due celle frigo e una macchina radiogena cargo, uffici doganali. Tra gli investimenti da avviare nei prossimi quattro anni all’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo c’è il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture airside (7 milioni di euro), con la realizzazione degli impianti per la fornitura della rete elettrica alle piazzole di sosta aeromobili. Questo diminuirà i mezzi circolanti sul piazzale. Un provvedimento che punta a ridurre l’inquinamento atmosferico e quello acustico. Previsti 18,4 milioni per il secondo lotto dei lavori di adeguamento sismico e ristrutturazione terminal passeggeri, mentre saranno investiti 4,2 milioni per i nuovi gates in sala imbarchi. E’ quanto emerge dal piano degli investimenti di Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano, presentato oggi alla Camera di commercio di Palermo ed Enna. Nel piano ci sono venti milioni per lo sviluppo dell’area extra Schengen che avrà più spazi per i passeggeri e fino a 4 nuovi gates; 7,4 milioni, invece, saranno necessari per l’ampliamento di 6 mila metri quadrati del parcheggio P2 con la creazione di 232 nuovi stalli di sosta destinati ai passeggeri. E poi c’è il parco storico-naturalistico a mare, per il quale saranno necessari 4 milioni di euro, con un percorso che collega il parco con l’aerostazione. Due milioni di euro, inoltre, per la produzione di energia verde attraverso campi fotovoltaici all’interno del sedime aeroportuale per l’accumulo su larga scala e due milioni di euro per l’adeguamento del depuratore esistente.
“Siamo riusciti a colmare un ritardo di almeno quindici anni – dice Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap – Gli aeroporti hanno bisogno per reggersi di una quota rilevate del settore commerciale. A Palermo questa quota si era assottigliata. Adesso c’è, e ha fatto balzare il rendimento che ha portato a un utile di 12 milioni di euro. Ovviamente, bisognerà proseguire, perchè ci sono ancora 250 milioni di investimenti da fare, e quindi sarebbe molto utile se si trovasse subito un partner industriale per proseguire nell’opera di industrializzazione e investimenti”. Oggi c’è stata anche l’apertura della terrazza ‘Martinì e della terrazza aperta al pubblico, fronte mare. Mentre in sala imbarchi è stata inoltre aperta l’area fumatori, in sala imbarchi
Di “giorno importante” ha parlato il presidente di Enac Pierluigi Di Palma. “Il merito va sicuramente al professore Riggio per avere, nel suo mandato, realizzato questi investimenti che riescono a restituire qualità nei confronti dei passeggeri di un aeroporto che sta crescendo in maniera importante. Palermo insiste sulla qualità dei servizi e quindi potrà crescere rispetto a questa capacita di coniugare capacità operativa e capacità infrastrutturale, con investimenti rilevanti quasi totalmente in autofinanziamento”.
“Oggi si chiude un ciclo che vede la fine dei lavori previsti nello scorso quadriennio – dice Salvatore Burrafato, presidente di Gesap – e si apre il nuovo piano di investimenti, segnato da nuove sfide: 68 milioni per continuare a far cresce l’accoglienza e l’ospitalità di questo aeroporto”.

– Foto: ufficio stampa Comune di Palermo –

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Firmato accordo di collaborazione per la tutela della biodiversità siciliana

PALERMO (ITALPRESS) – Condividere competenze e conoscenze per tutelare la biodiversità siciliana e sviluppare una rete di ricerca all’avanguardia che possa orientare le pratiche e le politiche istituzionali nel campo della sostenibilità ambientale. Con questi obiettivi è stato firmato, a Palazzo d’Orlèans, a Palermo, un accordo di collaborazione con il National biodiversity future center (Nbfc), uno dei cinque centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera, finanziato dal Pnrr e coordinato dal Cnr con lo scopo di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030 delle Nazioni unite. A sottoscrivere l’intesa il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, l’assessore regionale all’Ambiente, Elena Pagana, il direttore generale dell’Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, e il presidente di Nbfc, Luigi Fiorentino.
Il Nfbc grazie al patrocinio della presidenza della Regione Siciliana, allestirà a Palermo, e precisamente all’interno dell’ex complesso Roosvelt all’Addaura, il suo “Biodiversity science gateway”, una piattaforma fisica e digitale che metterà a disposizione di cittadini, aziende ed enti pubblici dati, risultati e pubblicazioni per acquisire maggiore consapevolezza sull’argomento e per fornire supporto nella progettazione di collaborazioni scientifiche e tecnologiche internazionali nel segno della sostenibilità ambientale. La struttura, che ospita la sede l’Arpa Sicilia, è stata riqualificata dalla Regione con l’obiettivo di farne un polo scientifico d’eccellenza. La Sicilia sarà dunque il centro di un network internazionale dedicato all’ambiente e ai processi di sviluppo sostenibile grazie anche alle competenze e alle expertise dell’Università degli studi di Palermo impegnata nel campo della ricerca e del trasferimento tecnologico.
Palazzo d’Orlèans garantirà il coordinamento di tutti gli enti e assessorati regionali coinvolti che dovranno condividere banche dati, competenze, know-how e risorse umane, collaborare nella progettazione di nuove ricerche, nelle attività di formazione e orientamento sui temi dell’innovazione, nel supporto ad altri enti, start up e spin off e a tutte quelle imprese legate alle tematiche ambientali oltre che nella divulgazione delle conoscenze scientifiche dedicata ai vari settori della società, comprese le scuole, per accrescere la cultura del valore delle risorse naturali e promuovere cambiamenti nei comportamenti collettivi.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
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Transizione energetica, la Sicilia al centro con “HEYSUN – Expo”

ROMA (ITALPRESS) – La Sicilia si pone al centro del dialogo tra stakeholder e player internazionali nella riflessione sulla transizione energetica e lo fa con “HEYSUN – l’Expo della Transizione Energetica”. Catania, in particolare, ospiterà questa importante esposizione che è stata presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e che si svolgerà nell’area di SiciliaFiera a Misterbianco tra il 25 e il 27 settembre.
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha preso parte alla presentazione che ha coinvolto Pietro Piccinetti, presidente della Commissione Internazionalizzazione AEFI, Nino Di Cavolo, presidente di SICILIAFIERA, Rosario Lanzafame, presidente del Comitato Tecnico Scientifico HEYSUN e l’ambasciatore del Kenya, Fredrick L. Matwang’a.
“Questa iniziativa è significativa, perchè è un’esposizione sulla transizione energetica in cui siamo impegnati in prima linea e perchè si svolge in Sicilia in un territorio in cui si scommette il futuro dell’impresa italiana per la duplice transizione energetica e digitale. Questo perchè in quell’area si stanno realizzando investimenti a guida italiana che ci consentiranno di realizzare in Sicilia le imprese capaci di produrre tecnologia green e digitale che sono fondamentali per far vincere il nostro paese nella competitività globale”, sottolinea il Ministro Urso, che aggiunge: “A Catania si sta realizzando quello che diventerà il più grande stabilimento d’Europa 3Sun di Enel sostenuto dal piano transizione 5.0. Nella stessa area si sta sviluppando il polo produttivo della micro elettronica più importante in Europa con ST Microelectronics. Quindi, è importante che si faccia in quell’area una fiera sulla transizione energetica per permettere ad altri di insediarsi in Sicilia e in Italia utilizzando gli strumenti che abbiamo messo in campo per l’offerta e la domanda con i contratti di sviluppo dell’industria Net Zero. Ci sono le norme, le risorse e oggi anche questa importante manifestazione che potrà evidenziare l’importanza di incamminarci insieme nella sfida competitiva per quanto riguarda l’ecologia e l’impresa”.
Si tratta del primo evento fieristico del sud Italia dedicato alle energie rinnovabili e all’accelerazione della transizione energetica che è già in corso e richiede per questo un’attenzione repentina e necessaria, obiettivo di base di Heysun: sarà dunque, un’occasione importante che tramite un hub innovativo, culturale e scientifico nel cuore del Mediterraneo, tra Europa, Medio Oriente e Africa si porrà come luogo di confronto, con incontri e tavole rotonde, per trovare soluzioni, presentare tecnologie e servizi, ma anche per analizzare scenari contemporanei e futuri.
L’organizzazione dell’Esposizione è stata commentata da Piccinetti di AEFI: “Siamo la seconda potenza fieristica in Europa. Adesso finalmente grazie a questa iniziativa privata abbiamo una fiera nel mezzogiorno. Siamo nel momento opportuno politico per sviluppare il Piano Mattei. La Sicilia è nel centro del mediterraneo, può agire da volano per intensificare l’opportunità socio economica di business del Piano Mattei. Può essere un moltiplicatore sociale economico fondamentale anche per la politica industriale italiana”.
Saranno tante le tematiche coinvolte in questa tre giorni: dal Fotovoltaico – solare termico e solare termodinamico, impianti eolici, Generazione e utilizzazione dell’idrogeno, mobilità elettrica sostenibile, Comunità energetiche rinnovabili – CER ed efficienza energetica.
Secondo Rosario Lanzafame “ci sono tutte le condizioni affinchè questo processo di transizione possa nobilitare la Sicilia e ciò risiede nel fatto che ci sono condizioni particolarmente favorevoli. I nostri giovani dell’Università di Catania e non solo sono orientati nel campo dell’idrogeno. La Fiera parlerà delle giornate dell’idrogeno a partire dall’Hub siciliano dell’idrogeno in Europa”.
Nel dettaglio ci saranno oltre 80 mila metri quadrati che coinvolgono padiglioni, aree esterne e parcheggi, per raccontare il cambiamento, già in atto, dalla voce diretta dei suoi protagonisti: imprese, enti, organizzazioni, utilities, start-up, istituzioni e cittadini. Nino Di Cavolo, presidente di SICILIAFIERA, ha spiegato la ragione di questo progetto: “Oggi con la transizione energetica guardiamo al futuro e alla salvaguardia del nostro pianeta. E’ un progetto voluto da SiciliaFiera perchè oggi la Sicilia è un hub energetico di grande attrazione. La nostra terra ha un irraggiamento particolare. Il sole non ci abbandona e questo fa sì che le aziende parlino di fotovoltaico guardando alla Sicilia. Questo progetto è stato voluto per valorizzare la transizione energetica in Sicilia, perchè può partire da lì. Nasce anche per la voglia di dare attenzione da parte delle autorità locali, Regione, Comuni e farle avvicinare a ciò che è parte della comunità energetica. La regione Sicilia gode di un grande sviluppo e oggi è attenta a questo tema”.
“Con l’Africa – ha sottolineato l’Ambasciatore Fredrick L. MatWang’A – supporteremo questa iniziativa per quanto riguarda la trasformazione nel campo dell’elettricità. Siamo focalizzati su agricoltura, climate change ed energia. Stiamo cercando di dedicarci all’educazione per portare nuovi investitori e di realizzare una fiera, per uno scambio fra Italia e Kenya per far venire persone a visitare il Kenya”.
– foto xl5 Italpress –
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Aperto a Palermo il Congresso dei Geologi, omaggio ai caduti di Capaci

PALERMO (ITALPRESS) – Al Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, si è tenuta la cerimonia d’apertura del Congresso Nazionale dei Geologi Italiani.
In occasione di questa giornata così importante, in cui ricorre l’anniversario della strage di Capaci, dove il magistrato Giovanni Falcone perse la vita insieme a sua moglie, Francesca Morvillo, e agli agenti della sua scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, non sono mancate le riflessioni del Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, CNG, Arcangelo Francesco Violo, in merito al valore del sacrificio di questi grandi “servitori dello Stato”.
“Grazie all’impegno di questi uomini – ha dichiarato Violo – è stato possibile per il Paese e le istituzioni reagire in maniera ferma contro la mafia per ripristinare la legalità in vaste parti del suo territorio. E’ necessario alimentare il ricordo con orgoglio , affinchè gli ambienti in cui tutto ciò è accaduto possano diventare sempre più aridi”.
Con specifico riferimento all’inaugurazione del Congresso Nazionale dei Geologi Italiani, che nei prossimi tre giorni coinvolgerà numerosi geologi provenienti da tutte le regioni d’Italia, il Presidente del CNG, nei suoi saluti di benvenuto, ha espresso gratitudine a tutte le Autorità istituzionali presenti, ai Ministri, ai sottosegretari di Stato e ai Parlamentari Nazionali ed Europei.
In Italia, infatti, sono circa 1.500.000 i professionisti, i quali da soli producono il 12% del PIL, svolgendo un ruolo fondamentale non solo per l’economia ma soprattutto per la società. I professionisti delle aree tecnico-scientifiche, invece, si aggirano intorno ai 600.000 e si riuniscono, insieme ai geologi, nella Rete delle Professioni Tecniche. Proprio negli ultimi anni la figura professionale del geologo è diventata sempre più fondamentale, a causa della crescente necessità di figure tecniche specializzate, in grado di intervenire e gestire situazioni di elevata complessità, legate soprattutto all’ emergenza climatica, all’approvvigionamento di risorse naturali, alla crisi energetica e alla pianificazione territoriale, che richiedono maggiori professionisti per fronteggiare sfide sempre più ardue.
“L’impegno e la volontà di perseguire risultati sempre più tenaci, non solo per la categoria ma, soprattutto per gli interessi generali del nostro Paese – ha affermato Violo – devono sempre essere rinnovati. Questo Congresso – ha continuato – vuole essere l’occasione per porre le basi per ulteriori proposte che discuteremo insieme ai rappresentanti del mondo politico, accademico, della ricerca, degli Enti specialisti preposti e del mondo professionale”.
Nel corso della cerimonia, il Ministro della mobilità e delle Infrastrutture, Matteo Salvini nel suo intervento riferendosi al piano casa, si è complimentato con il lavoro che la categoria dei geologi Italiani sta portando avanti. “Tutto è migliorabile. Non ho la presunzione di ritenere perfetti tutti i provvedimenti licenziati in quasi un anno e mezzo dal governo. Però – ha aggiunto Salvini – abbiamo ascoltato tutti prima di arrivare al Consiglio dei ministri, il mio intento è di ascoltare, lavorare giorno e notte con buon senso ma con la concretezza tipica di chi, come voi professionisti, deve fare i conti con una realtà complessa, penso al tema del ponte di Messina”.
“L’Italia nel bene e nel male rappresenta un vero e proprio catalogo geologico: a una diffusa sismicità si associa la presenza di diversi vulcani, alcuni dei quali tra i più attivi, ma il nostro territorio soffre anche di una diffusa fragilità idrogeologica – ha dichiarato il Ministro dell’ Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, in un videomessaggio inviato al Congresso Nazionale dei Geologi – realizzare interventi per limitare il rischio è dunque cruciale, una priorità nazionale. Oltre alla sicurezza dei territori e dei cittadini è in gioco anche lo sviluppo del nostro paese, dell’intero paese. Al Ministero abbiamo ben chiaro l’importanza centrale della mitigazione del rischio e dell’adattamento come fase successiva Tra il 2010 e il 2023 il Ministero ha programmato 3.441 interventi per circa 5,43 miliardi di euro”.
Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto – che si è unito ai saluti tramite un videomessagio – ha dichiarato “noi siamo attenti a tutte le esigenze che arrivano dagli ordini professionali. Non va dimenticato che noi viviamo una emergenza Pnrr – ha detto – non dobbiamo mai dimenticare che il compito dei professionisti è teso a garantire al nostro paese la meritevolezza dei fondi in tempi rapidi. Un incontro come quello di oggi deve essere sintonizzato non alle parole ma al pragmatismo, ai risultati”. La cerimonia d’apertura si è conclusa con i migliori auspici tesi alla concretizzazione di tutti gli importanti obiettivi, che i geologi avranno modo di approfondire nelle giornate congressuali e che saranno messi in campo nel prossimo futuro per il bene del Paese.

– foto xd6/Italpress –

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Strage di Capaci, Palermo ricorda le vittime davanti l’albero Falcone

PALERMO (ITALPRESS) – Sono le 17:58. I nomi delle vittime delle stragi di Capaci e via d’Amelio letti ad alta voce da Pietro Grasso (con Maria Falcone accanto), gli applausi, il suono della tromba, il silenzio: è l’abbraccio di Palermo a Giovanni Falcone e all’albero che ne porta il nome. Intorno una folla oceanica, che nel trentaduesimo anniversario della strage di Capaci rende omaggio alle vittime. Ci sono studenti, rappresentanti politici, forze dell’Ordine: un’immensa platea che ha voluto dare l’ennesimo segno di legalità e di coesione contro la criminalità organizzata. Nel 2023 l’elemento di novità era rappresentato dalla cattura di Matteo Messina Denaro dopo trent’anni di latitanza, stavolta dalla nascita di un nuovo riferimento per celebrare i magistrati assassinati da Cosa nostra nel 1992: il Museo del presente di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nell’occasione sono stati ricordati i morti sul lavoro di Casteldaccia e in più, esattamente come dodici mesi fa, nessun artista si è esibito sul palco adiacente all’albero Falcone.
Maria, sorella del giudice, racconta ai presenti come “32 anni fa un’amica mi portò alcuni biglietti raccolti sotto quest’albero: su uno di questi c’era scritto ‘avete chiuso cinque bocche ma ne avete aperte 50 milionì, riferendosi a tutti gli italiani. Palermo non dimentica e vuole uno Stato un pò diverso, esattamente come lo voleva Giovanni: libero dalla mafia. Mancava qualcosa che ricordasse Giovanni e tutti gli altri morti, finalmente ne coltiviamo la memoria in un museo che tra un mese sarà aperto a tutti”. Maria Falcone si rivolge poi al corteo che in lontananza fa partire qualche coro di contestazione, sottolineando come “non sanno che il nostro unico obiettivo è ricordare Giovanni Falcone: chi è qua deve solo inchinarsi alla memoria di chi è morto 32 anni fa”.
Nel ricordare le vittime Grasso unisce come da prassi le stragi del 23 maggio e del 19 luglio, scandendo lentamente i nomi in modo da arrivare precisi alle 17:58: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Emanuela Loi, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone.

– Foto: xd8/Italpress –

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Burrafato “L’aeroporto di Palermo cresce e guarda al Medio Oriente”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo ritornati ai volumi del traffico pre-covid già nel 2022, nel 2023 siamo cresciuti di un ulteriore milione di passeggeri arrivando a 8,1 milioni e i primi quattro mesi del 2024 confermano un trend di crescita del 10%. Nel 2023 il fatto importante che ha caratterizzato quella stagionalità è stato il volo diretto Palermo-Istanbul della Turkish Airlines che ha arricchito un’offerta di voli da parte dello scalo palermitano, ma credo che sia necessario un ulteriore sforzo che in parte stiamo colmando nel 2024 con l’avvio del diretto Palermo-New York da parte del vettore italiano Neos”. Così Salvatore Burrafato, presidente di Gesap, la società che gestisce l’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, intervistato dall’Agenzia Italpress. “Bisognerebbe trovare un vettore e arricchire l’offerta con qualcosa che ci colleghi con il Medio Oriente, sarebbe particolarmente importante trovare un vettore di quell’area che possa far tappa e strutturare una base a Palermo. Siamo in piena summer, pensiamo a quella del prossimo anno ed è prematuro azzardare qualcosa al riguardo, però sarebbe un’arricchire ulteriormente l’offerta e far diventare lo scalo di Palermo la porta d’ingresso per la Sicilia”.
I numeri dello scalo di Palermo sono dovuti “a due fattori molto importanti che non vanno sottovalutati e che vanno tenuti insieme. Il primo è dovuto alla situazione di crisi nel Mediterraneo, alcuni focolai stanno portando gran parte dei viaggiatori a privilegiare la scelta di Palermo per le loro vacanze; questo è un fatto congiunturale dovuto al momento geopolitico del Mediterraneo, ma che andrebbe strutturato per farlo diventare una delle fondamenta dello sviluppo turistico di questa terra. Il secondo aspetto – spiega – è che in questo anno di gestione dell’Aeroporto Falcone e Borsellino abbiamo accelerato l’iter dei lavori completando quello che era fermo per via della pandemia, questo ha determinato nuove entrate dovute soprattutto alla crescita dell’offerta del food. Ma c’è un altro elemento che mi sento di aggiungere: la gestione oculata sia delle risorse umane che complessivamente della società”.
In vista dell’estate “abbiamo chiuso un contratto di co-marketing con Ryanair, un vettore che aiuta i volumi di traffico in maniera significativa, abbiamo fatto la scelta di non sbilanciarci su nuove rotte fatte all’ultimo minuto ma cercare di rafforzare quelle esistenti con un maggior numero di frequenze giornaliere. Questo elemento aiuta a scegliere Palermo – prosegue – , perchè avere la consapevolezza che ci sono più voli infonde una certa sicurezza. Siamo convinti che il 2025, nella stagione estiva, ci sarà l’ulteriore incremento di rotte soprattutto per le low-cost”.
Parlando della questione del caro-voli, Burrafato ha definito “apprezzabili le iniziative della Regione Siciliana che ha cercato per la prima volta di mitigare gli effetti. Accanto a questa nostra giusta rivendicazione, c’è il turista che sceglie il volo low-cost che sceglie di venire in Sicilia e non saranno 10 euro di aumento a scoraggiarli. Sono due esigenze diverse, tant’è che sul versante dei low-cost che portano qui i turisti da anni c’è una battaglia complementare, non al caro voli ma all’abbattimento dell’addizionale comunale che viene imposta sui biglietti. Se si riuscisse ad abbattere questa addizionale, le compagnie sarebbero ben liete di implementare i loro voli con positive ricadute nel territorio”.
Infine, il punto sui lavori. “Per noi è un momento di grande gioia perchè al momento dell’insediamento abbiamo trovato tanti cantieri che di fatto erano fortemente rallentati dagli effetti della pandemia; abbiamo messo tutti gli attori intorno ad un tavolo, oggi possiamo dire che è stato completato il piano degli investimenti che doveva essere completato entro il 31 dicembre 2023, lo si completa a maggio 2024 con qualche leggero ritardo ma questo è quello che è stato fatto, lo scalo di Palermo ha cambiato completamente il suo approccio. Completati questi lavori – conclude -, arriva il via libera dall’Enac per iniziare il nuovo piano investimenti 2024-2027, in questi 4 anni pensiamo di spendere 68 milioni a carico di Gesap per completare i lavori e per intervenire sul fronte del green, oltre ad un forte investimento in sicurezza”.

– foto Italpress –
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Formazione in Sicilia, Alfieri (CiForma) “Serve un rating degli Enti”

ROMA (ITALPRESS) – “Nonostante il tentativo da parte del precedente assessore Roberto Lagalla di riavviare la formazione in Sicilia, secondo un modello meritocratico ‘a sportellò che riconosceva le risorse economiche solo agli enti capaci di utilizzarle correttamente, assistiamo a un penoso passo indietro ispirato a logiche superate e certamente non idonee a creare un’offerta formativa di qualità, cui si aggiunge l’assenza pressochè totale di controlli per verificare in modo capillare la correttezza dell’azione di molti enti di formazione destinatari di cospicue risorse pubbliche”. A dirlo è Lucia Alfieri, presidente di CiForma, l’associazione per il coordinamento degli enti di formazione. “Da tempo – aggiunge Alfieri in una nota – abbiamo denunciato l’applicazione dei contratti pirata da parte di molti enti di formazione, compresi alcuni di quelli che fino a oggi hanno detenuto l’oligopolio dell’offerta formativa in Sicilia; l’applicazione di questi contratti ribassa il costo del lavoro, determinando la perdita, da parte degli enti di formazione, delle professionalità di alto livello in grado di erogare formazione di qualità. Come se non bastasse, il ribasso indiscriminato del costo del lavoro produce una ricaduta estremamente negativa sulle casse dell’erario, in quanto consente un inammissibile margine di guadagno agli enti di formazione che rendicontano a UCS (unità di costo standard) un costo del lavoro di fatto non sostenuto”.
“Si ricorda – prosegue il presidente di CiForma – che l’UCS viene calcolato tenendo conto dei costi indicati dai contratti leader. Laddove questi contratti non vengano applicati, ma vengano applicati quelli “pirata”, gli enti percepiscono un importo superiore di circa il 30% rispetto ai costi effettivamente sostenuti per personale e docenti”.
“Il silenzio ingiustificato e l’inerzia del Governo regionale rispetto agli alert ripetutamente lanciati dalla federazione Ciforma e da altre federazioni di categoria hanno prodotto gli effetti temuti: la diffusa e incontrollata applicazione dei contratti pirata da parte degli enti destinatari di ingenti risorse pubbliche, lo sfruttamento dei lavoratori e la qualità estremamente scadente dell’offerta formativa”, denuncia Alfieri.
Alla denuncia segue la richiesta: “Chiediamo ancora una volta un deciso intervento di controllo e monitoraggio dei requisiti che la normativa sull’accreditamento impone agli enti di formazione, primo tra tutti la corretta applicazione del CCNL di settore non pirata. Solo un sistema di rating degli enti di formazione in base a vari parametri, tra cui la qualità dei programmi formativi offerti, l’efficacia nell’inserimento lavorativo dei partecipanti, la trasparenza amministrativa e la conformità al contratto collettivo applicato, potrebbe costituire uno strumento valido a garantire il corretto utilizzo delle risorse pubbliche e un concreto miglioramento della qualità complessiva dell’istruzione e della formazione professionale, incentivando gli enti a migliorare continuamente la loro offerta formativa e a dimostrare un impegno verso l’eccellenza”.
In conclusione, “auspichiamo l’avvio di un serio sistema di monitoraggio e di controllo degli enti di formazione che coinvolga anche l’Ispettorato del Lavoro, affinchè il sistema di violazione e abuso delle norme sino a oggi perpetrato venga finalmente arginato, e la formazione in Sicilia possa definitivamente affrancarsi dall’onta che l’affligge e diventare davvero un volano di crescita e di sviluppo occupazionale” conclude il presidente Alfieri.

– foto ufficio stampa Fonarcom –
(ITALPRESS).

Mattarella “L’eredità di Falcone e Borsellino è un patrimonio vivo”

ROMA (ITALPRESS) – “L’attentato di Capaci fu un attacco che la mafia volle scientemente portare alla democrazia italiana. Una strategia criminale, che dopo poche settimane replicò il medesimo, disumano, orrore in via D’Amelio. Ferma fu la reazione delle Istituzioni e del popolo italiano. Ne scaturì una mobilitazione delle coscienze. La lezione di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino divennero parte della migliore etica della Repubblica”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 32esimo anniversario della strage di Capaci.
“A trentadue anni da quel tragico 23 maggio – sottolinea il Capo dello Stato – è doveroso ricordare anzitutto il sacrificio di chi venne barbaramente ucciso: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani. Insieme a loro ricordiamo Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Testimoni di legalità, il cui nome resta segnato con caratteri indelebili nella nostra storia. I loro nomi sono affermazione di impegno per una vittoria definitiva sul cancro mafioso e il pensiero commosso va ai loro familiari che ne custodiscono memoria ed eredità morale”.
“Come sostenevano Falcone e Borsellino, la Repubblica ha dimostrato che la mafia può essere sconfitta e che è destinata a finire – aggiunge Mattarella -. L’impegno nel combatterla non viene mai meno. I tentativi di inquinamento della società civile, le intimidazioni nei confronti degli operatori economici, sono sempre in agguato. La Giornata della legalità che si celebra vuole essere il segno di una responsabilità comune. E’ necessario tenere alta la vigilanza. Gli anticorpi istituzionali, la mobilitazione sociale per impedire che le organizzazioni mafiose trovino sponde in aree grigie e compiacenti, non possono essere indeboliti. L’eredità di Falcone e Borsellino è un patrimonio vivo che appartiene all’intera comunità nazionale. Portare avanti la loro opera vuol dire lavorare per una società migliore”.
– foto ufficio stampa Quirinale –
(ITALPRESS).