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Koeman “Che sfida tra Messi e CR7, vogliamo vincere il girone”

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Domani sarà una grande partita. Vogliamo vincere il girone”. Lo ha dichiarato il tecnico del Barcellona Ronald Koeman, alla vigilia della sfida di Champions League contro la Juventus che vale il primato del girone. Alla squadra blaugrana basterebbe anche un pareggio. “Quando vieni da una sconfitta, anche se in un’altra competizione, hai ancora più voglia di tornare in campo e mostrare la tua forza”, ha detto il tecnico olandese. Che si sofferma anche sulla super sfida tra i due fuoriclasse: “Sarà fantastico assistere domani alla sfida di due grandi campioni come Messi e Ronaldo, i migliori degli ultimi 15 anni. Non è bello dire chi sia il migliore, ammiro entrambi, perchè sono incredibili e ci hanno regalato grandi serate. E Non pensiamo solo a Cristiano, che tuttavia è un grande campione, lotta e segna sempre. Pensiamo alla grande partita di domani: dovremo difendere bene e tenere il possesso palla”. Da olandese, ci sono solo parole al miele per De Ligt: “Lo conosco molto bene, è un grande giocatore. Nonostante la sua giovane età è uno dei migliori nel suo ruolo”. Insomma, è tutta la Juve a meritare il massimo rispetto dei catalani: “Abbiamo fatto tanti errori che ci sono costati punti, dobbiamo tenere un maggiore equilibrio e migliorare la nostra efficacia – conclude Koeman – Il nostro obiettivo è sempre vincere, giocando bene. Abbiamo intenzione di classificarci primi nel girone, abbiamo un buon vantaggio e buone possibilità”.
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Rocchi “Fonseca e Maresca dovevano essere più freddi”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella partita di Roma, al di là di un episodio, ci sono state molte decisioni prese correttamente dall’arbitro. Ma quando le decisioni non sono giuste al 100 per cento, ci si focalizza su quella sbagliata”. Lo ha detto l’ex arbitro internazionale Gianluca Rocchi, ospite di “Radio Anch’io Sport” su Rai Radio 1, ritornando sulle polemiche della Roma e di mister Paulo Fonseca, espulso a fine primo tempo, per l’arbitraggio di Maresca nella sfida di ieri all’Olimpico contro il Sassuolo. “Cosa direi a Fonseca? Così come tutta la Roma, è una persona disponibilissima: per me nel primo tempo ha protestato per delle decisioni meno sbagliate di quanto pensasse – sottolinea l’ex direttore di gara fiorentino, consulente delle relazioni istituzionali della Can, in materia di Var – Affrontare così un arbitro a fine primo tempo può portare a delle conseguenze: capisco la reazione di Fonseca, ma bisognerebbe essere più freddi perchè trovano l’arbitro, un professionista, che è sotto stress, si sente invaso nel proprio spazio e reagisce con un rosso, che è condivisibile. E la stessa considerazione potrei girarla all’arbitro, che ha di fronte un professionista in difficoltà e sotto stress”.
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Il Milan vince anche contro la Samp, +5 sull’Inter

Un primo tempo a senso unico sbloccato da un rigore di Kessiè. Una ripresa più equilibrata ma comunque favorevole ai rossoneri con il sigillo decisivo di Castillejo che rende inutile la successiva rete di Ekdal. Il Milan batte la Sampdoria, a Marassi, per 2-1, e ottiene la sesta vittoria esterna consecutiva in campionato, come solo nel 1964 e nel 1993 era riuscito a fare. Ma soprattutto mantiene l’imbattibilità stagionale in Serie A e consolida il primato della classifica grazie, ai ventisei punti collezionati fin qui, cinque in più dell’Inter, seconda. L’atteggiamento della squadra di Pioli è subito aggressivo al Ferraris ma la prima occasione da gol è di stampo blucerchiato: all’8′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Tonelli esce vincitore da una mischia e di testa indirizza la palla verso l’angolo ma Donnarumma si supera e nega l’1-0 della Sampdoria. Gli occhi in casa Milan sono puntati su Ante Rebic, ancora alla ricerca del primo gol stagionale ma apparso ancora una volta poco determinato sotto porta.
La svolta del match si registra solo nel finale: Theo Hernandez svetta di testa su Jankto che tocca con la mano, per Calvarese è rigore e il solito Kessiè dagli undici metri non sbaglia. Nella ripresa Pioli si gioca la carta Hauge e la vivacità del norvegese porta subito ad una prima occasione: passaggio in area per Tonali e tocco mancino dell’azzurro che sbatte sul palo. Dal 60′ la Sampdoria prende coraggio e prova a fare la partita. Ma ogni sforzo è reso vano dal 2-0 del Milan: al 77′ Rebic mette in mezzo e trova Castillejo che al primo pallone toccato firma il raddoppio. Ma il discorso è tutto fuorchè archiviato. Al 79′ Rebic fallisce l’occasione del 3-0 e non chiude una partita che si riapre nel finale. All’82’ da calcio d’angolo Ekdal svetta di testa e la palla carambola oltre la linea di porta regalando ai blucerchiati le speranza di un finale in assedio. Lo stesso Ekdal sfiora il 2-2 nel finale ma il Milan “tiene” e porta a casa tre punti fondamentali.
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Altro poker del Napoli, Crotone steso, perla di Insigne

Il Napoli vince senza problemi, per 4-0, a Crotone e riprende la Juventus al terzo posto. Dopo i primi 20′ di equilibrio, tolto lo squillo di Petagna al 1′, la squadra di Gattuso inizia a spingere e a presentarsi nell’area di rigore di Cordaz con più regolarità, come fa ancora Petagna che calcia addosso al portiere dei calabresi al 23′. Ma il Crotone non sta a guardare e mette paura a Ospina con il colpo di testa a lato di Simy. Al Napoli serve una giocata individuale per sbloccare il match, che puntualmente arriva dai piedi del capitano Insigne. L’azione viene avviata da Zielinski che spezza il pressing a centrocampo con un tunnel e la scarica sull’esterno proprio per Insigne, che si accentra e lascia andare il suo classico destro a girare sul secondo palo. E’ la rete dell’1-0 (ancora una volta il capitano apre le danze). A inizio ripresa Petriccione entra con il piede a martello su Demme, l’arbitro Marinelli visiona l’azione al Var ed estrae il rosso.
Qui finisce la partita del Crotone, con il Napoli che assume il controllo del gioco e indirizza definitivamente la gara con il raddoppio al 58′ grazie alla rete di Lozano, pescato da solo in area da Insigne. E’ il quinto gol in campionato del messicano, che in tutto lo scorso campionato ne aveva fatti 4. Passano quindici minuti e arriva il tris di Demme, su assist del neoentrato Mertens. Gattuso gestisce le energie e cambia Lozano, Insigne, Bakayoko e Koulibaly. Nei minuti di recupero arriva il poker di Petagna (servito anche lui da Mertens), che mette la parola fine alla partita. E’ il secondo 4-0 di fila per il Napoli, dopo quello rifilato alla Roma. Sona l’allarme per la squadra di Stroppa, ultima con soli due punti all’attivo dopo dieci giornate.
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Perez vince a Sakhir davanti a Ocon e Stroll, male Ferrari

SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – Sergio Perez, a sorpresa, è il vincitore del Gran Premio di Sakhir, penultima prova del mondiale di Formula 1 2020. Il pilota della Racing Point precede la Renault di Esteban Ocon e il compagno di scuderia Lance Stroll. Il messicano, colpito al via dalla Ferrari di Charles Leclerc, poi costretto al ritiro insieme a Max Verstappen, chiude davanti a tutti approfittando di un doppio errore durante il pit stop della Mercedes, che prima sbaglia gomme sulla vettura di George Russell, all’esordio sulla vettura che appartiene a Lewis Hamilton, fermato dal Covid-19, e poi con Valtteri Bottas. Ai piedi del podio la McLaren di Carlos Sainz che chiude davanti alla Renault di Daniel Ricciardo e alla Red Bull di Alexander Albon. A completare la top ten, infine, l’Alpha Tauri di Daniil Kvyat, le due Mercedes di Bottas e Russell e la McLaren di Lando Norris. Prestazione da dimenticare, invece, per la Ferrari con l’incidente di Leclerc al primo giro e Sebastian Vettel a chiudere 12esimo, fuori dalla zona punti.
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Niente gol fra Roma e Sassuolo, rinviata Udinese-Atalanta

Roma e Sassuolo si annullano sotto la pioggia dell’Olimpico. Si conclude 0-0 il big match domenicale della decima giornata di serie A, con i giallorossi che giocano per oltre 45 minuti in dieci uomini per l’espulsione di Pedro (a cui farà seguito quella di Fonseca per proteste a ridosso dell’intervallo). Grazie al Var viene annullato un gol per parte, prima a Mkhitaryan e nella ripresa a Haraslin. Uno 0-0 che va in controtendenza rispetto alle precedenti sfide e che forse non accontenta nessuna delle due squadre, che muovono rispettivamente la classifica salendo a quota 18 e 19 punti.

Udinese-Atalanta, in programma alle 15, è stata invece rinviata a data da definirsi. Troppa la pioggia caduta alla Dacia Arena che ha reso il campo impraticabile. L’arbitro La Penna ha provato a far rimbalzare la palla per diversi minuti prima dell’incontro in differenti zone del campo, ma senza successo. A quel punto il direttore di gara ha fatto slittare il calcio d’inizio di trenta minuti ma nè il secondo sopralluogo nè il terzo effettuato attorno alle 15.45 sono serviti: nè la situazione meteo nè la tenuta del terreno erano cambiate e a quel punto La Penna ha optato per decretare il rinvio.

Pareggio avvincente tra l’Hellas e il Cagliari, che regalano un divertente 1-1 nel lunch match. Un tempo a testa, il primo lo fa il Verona in vantaggio con Zaccagni, il secondo è dei sardi che rimontano con Marin. La squadra di Juric aveva trovato il vantaggio già dopo otto minuti, traversa e successivo gol di Di Carmine, annullato per fuorigioco con l’ausilio del Var. Ci riuscirà più tardi quando al 21′ Zaccagni raccoglie l’assist di Faraoni e spedisce in porta il meritato 1-0. I sardi tornano in partita a inizio ripresa, al 48′ Pavoletti scansa i difensori e libera Marin per il tiro che concretizza l’1-1.

Finisce 0-0 anche al Tardini tra Parma e Benevento. Un risultato giusto per una gara in cui l’equilibrio ha vinto su tutto il resto. Padroni di casa pericolosi dopo appena 3 giri di lancetta con Busi che, innescato da un assist di Gervinho, spreca da ottima posizione. Ai campani basta un solo minuto per rispondere con Lapadula, ma la conclusione dell’ex Milan è debole e Sepe non ha problemi a neutralizzare il pericolo. Più pericolosi i sanniti, prima con Lapadula sul finale di primo tempo e poi a inizio ripresa con Improta che impegna Sepe. Miracoloso Letizia su Gervinho al 60′, poi è Ionita a salvare sul possibile tap-in di Brunetta. Ultima chance della gara al 78′ sul piede di Lapadula ma il suo sinistro non è preciso.

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Mick Schumacher si laurea campione del mondo di F. 2

SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – Mick Schumacher si laurea campione del mondo di Formula 2. Nella Sprint Race del GP di Sakhir, ultima gara della stagione, il pilota tedesco (Prema Racing) chiude 18°, ma tanto basta per precedere il rivale per il titolo Callum Ilott (Uni-Virtuosi Racing), oggi 11°. Nella giornata di ieri il figlio di Michael Schumacher, prossimo all’approdo alla Haas nel 2021, aveva mantenuto invariato il proprio vantaggio di 14 punti dopo la Feature Race, lasciando tutto aperto in vista di gara-2. La vittoria odierna al termine di 34 giri è finita nelle mani di Jehan Daruvala (Carlin) davanti a Yuki Tsunoda (Carlin) e Dan Ticktum (Dams). Schumacher è stato costretto al rientro ai box a metà gara, riuscendo poi a centrare il giro veloce. 
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Lukaku e doppietta Hakimi, Inter-Bologna 3-1

L’Inter si gode un ritrovato Hakimi, risponde alla Juventus e ottiene una iniezione di fiducia in vista del match decisivo in Champions League contro lo Shakhtar Donetsk. A San Siro Lukaku e l’ex Borussia Dortmund decidono la vittoria per 3-1 sul Bologna e permettono ai nerazzurri di salire a quota ventuno punti in classifica. Con Barella e Lautaro Martinez a riposo in panchina, Antonio Conte concede fiducia ad Alexis Sanchez e Gagliardini. L’ex Atalanta ha la prima occasione da gol con un rigore in movimento che trova l’opposizione di Medel, schierato da Mihajlovic in una inedita difesa a tre. Una mossa tattica quella del tecnico serbo che però non dà i suoi frutti. Al 16′ l’Inter passa in vantaggio e lo fa col suo bomber: sugli sviluppi di un cross, Lukaku vince il duello fisico con Tomiyasu e col mancino trova la traiettoria imprendibile per Skorupski che al 34′ salva sul belga con un’uscita bassa decisiva per evitare il raddoppio. Ma al 45′ l’ex portiere della Roma non può nulla per negare il 2-0 dell’Inter: Brozovic inventa e premia il taglio di Hakimi che beffa Hickey e col mancino firma il suo secondo gol in campionato.
Tra il 56′ e il 61′ servono altri due miracoli di Skorupski per negare il 3-0 all’Inter: prima è Medel a perdere palla e favorire la transizione offensiva di Lukaku che dà il via alla ripartenza e serve Alexis Sanchez il cui diagonale è neutralizzato in due tempi dal polacco. Poi è Hakimi a scatenarsi contro il 2002 Hickey con un assist per l’attaccante belga, subito murato dal portiere avversario al momento del tiro. Ma allo scoccare dell’ora di gioco, il Bologna la riapre: Palacio col tacco innesca Soriano che serve al neo entrato Vignato una palla comoda da appoggiare in rete. Ma la reazione del Bologna non è che un caso isolato in un match dominato dai nerazzurri. E al 70′ Hakimi firma il 3-1 con un sinistro dalla distanza al termine di una travolgente azione individuale e si candida per una maglia da titolare in Champions. Chi non si candida per un posto in Europa è Eriksen, ancora una volta in campo nei minuti di recupero.
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