La Juventus ribalta il Torino e si aggiudica il derby della Mole. Vittoria a dir poco sofferta per la squadra di Pirlo che nella ripresa pareggia con McKennie e completa la rimonta con Bonucci a pochi secondi dal 90′. Ennesima partita persa nel finale dai granata, a cui non basta un egregio primo tempo. Il Toro ritrova Giampaolo in panchina dopo la lunga assenza per il Covid, regalando al proprio tecnico un approccio di rilievo. Passano solo 9 minuti sul cronometro e gli ospiti passano in vantaggio sugli sviluppi di un corner: Meitè raccoglie il pallone in mezzo all’area, serve Nkoulou che con freddezza beffa Szczesny da due passi. Il gol iniziale dà fiducia ai granata che al 14′ mancano il raddoppio per un miracolo dello stesso Szczesny su Zaza a tu per tu. La Juventus invece fatica a imbastire azioni degne di nota, spesso e volentieri fermata con Ronaldo e Chiesa da un indomabile Singo sulla corsia di sinistra. Dopo lo 0-1 il Torino opta quasi solo per il contropiede: sulla mezza rovesciata di Belotti al 45′ si spegne un primo tempo decisamente sottotono dei campioni d’Italia in carica. Anche la sorte però non sorride ai bianconeri: al 57′ Cuadrado punisce Sirigu con un destro perfetto all’angolino basso, ma la posizione di Bonucci (che interferisce con la traiettoria del pallone) è di fuorigioco come stabilito da Orsato dopo la segnalazione della sala Var. Al 77′ ci prova Chiesa, tra i più intraprendenti dei suoi, fermato da un buon riflesso di Sirigu. Il pareggio arriva pochi secondi dopo: Cuadrado, questa volta in versione assis-tman, serve il neo-entrato McKennie che incorna in rete per l’1-1. Nel finale Dybala si mangia il gol della vittoria calciando addosso a Lyanco, ma il 2-1 arriva comunque con il colpo di testa vincente di Leonardo Bonucci al minuto 89′.
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Derby alla Juve, Bonucci-gol all’89° e Toro rimontato
Bottas in pole nel Gp di Sakhir, seconda fila per Leclerc
SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – Valtteri Bottas ottiene la pole position nelle qualifiche del Gran Premio di Sakhir, penultimo appuntamento del Mondiale di Formula 1. Il pilota finlandese scatterà per la quinta volta in stagione (16esima in carriera) dalla prima posizione grazie al giro dal tempo di 53″337. A completare la prima fila l’altra Mercedes di George Russell, sostituto del campione iridato Lewis Hamilton fermato dal coronavirus, con un ritardo di appena 26 centesimi mentre deve accontentarsi della terza piazza Max Verstappen al volante della Red Bull (+0″056). Al fianco dell’olandese ci sarà la Ferrari di Charles Leclerc, quarto e a 0″236 da Bottas. A seguire Sergio Perez su Racing Point e Daniil Kvyat con Alpha Tauri, quarta fila per Daniel Ricciardo (Renault) e Carlos Sainz (McLaren), quindi Pierre Gasly con l’altra Alpha Tauri e Lance Stroll al volante della Racing Point. Scatterà dalla 13esima casella in griglia con l’altra Ferrari Sebastian Vettel, eliminato nel Q2 assieme a Esteban Ocon (Renault), Alexander Albon (Red Bull), Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) e Lando Norris (McLaren) mentre si erano fermati alla prima manche delle qualifiche Kevin Magnussen (Haas), Nicholas Latifi e Jack Aitken (Williams), Kimi Raikkonen (Alfa Romeo) e Pietro Fittipaldi (Haas), quest’ultimo chiamato a sostituire Grosjean.
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Immobile e Milinkovic-Savic, Spezia-Lazio 1-2
La Lazio vince 2-1 in casa dello Spezia nella 10^ giornata di Serie A. A Cesena il gol di Immobile e la punizione di Milinkovic-Savic, entrambi nel primo tempo, permettono ai biancocelesti di salire a 17 punti e di recuperare il ritardo in campionato. I liguri, anche sfortunati con due legni colpiti, avevano riaperto il risultato con Nzola a mezzora dalla fine. La squadra di Inzaghi, reduce dal pareggio con il Borussia Dortmund, martedì con il Bruges si giocherà la qualificazione agli ottavi di Champions: la formazione però è quella titolare. Sarà l’ultima gara dello Spezia al Manuzzi, dalla prossima sfida con il Bologna farà l’esordio in Serie A all’Alberto Picco. A conferma dell’ottimo inizio di stagione, gli uomini di Italiano per poco non trovano il vantaggio in apertura: il palo e Reina salvano la Lazio dalla rete di Estevez. I biancocelesti sono bravi ad attendere il momento giusto per colpire. Arriva al 15′ quando Milinkovic-Savic ruba il pallone a centrocampo e Immobile raccoglie in profondità superando Provedel per lo 0-1. Nient’affatto arrendevoli i padroni di casa, che anzi meriterebbe il pareggio specialmente dopo il palo colpito al 25′ da Bastoni, il secondo della partita per gli spezzini.
La Lazio non vuole correre rischi e aumenta il vantaggio prima dell’intervallo. Al 33′ Milinkovic-Savic pennella la perfetta punizione del raddoppio. Lo Spezia cerca soluzioni per riaprire il risultato, in modo più convinto nel finale di frazione piuttosto che a inizio ripresa. In ottica Champions, Inzaghi richiama in panchina Immobile e Luis Alberto. Al 64′ si vede finalmente Nzola, fino aquel momento in ombra, che con un’inebriante azione personale trova l’1-2 che riaccende le speranze. Il subentrato Caicedo si illude del tris al 74′ ma il gol viene annullato per fuorigioco. I liguri si giocano il tutto per tutto, ma non basta per completare la rimonta. Nel finale la Lazio vede annullarsi anche la rete di Pereira ma porta a casa i tre punti.
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Ennesima chance per Balotelli, ripartirà dal Monza
MONZA (ITALPRESS) – Il Monza offre una nuova chance a Mario Balotelli. Manca ancora l’ufficialità ma nei prossimi giorni ci saranno visite mediche e firma (contratto fino a giugno): salvo colpi di scena, SuperMario proverà dunque per l’ennesima volta a dare una sterzata alla sua carriera, stavolta agli ordini di Cristian Brocchi, già suo allenatore per qualche mese al Milan nel 2016. In Brianza ritroverà altri volti noti, in primis Berlusconi e Galliani che già in due occasioni lo avevano riportato in Italia per vestire i colori rossoneri, prima acquistandolo dal Manchester City nel gennaio 2013 e poi in prestito dal Liverpool nell’agosto 2015. Due esperienze diverse per Balotelli, trascinatore del Milan di Allegri verso un posto in Champions, appena tre gol – di cui due in Coppa Italia – in un’annata che vede la società esonerare Mihajlovic per affidarsi a Brocchi, con la squadra che chiude settima. Balotelli non sarà riscattato ma si rilancerà in Francia, con Nizza e Marsiglia, prima di una scelta di cuore: tornare a casa e firmare col Brescia neopromosso. Sembrano esserci tutte le condizioni per tornare ad alti livelli ma sarà un disastro. SuperMario non riesce a essere il leader che le Rondinelle speravano di trovare, il suo rendimento in campo non è all’altezza delle aspettative e il rapporto anche col patron Cellino si logora. Giocherà la sua ultima partita il 9 marzo col Sassuolo, che sarà anche l’ultima prima del lockdown generale, finendo fuori rosa alla ripresa. Il divorzio, burrascoso, sarà il naturale epilogo di un matrimonio mal riuscito. Per Balotelli si parla di Cluj, Besiktas, Genoa, Vasco da Gama, Saint Etienne, Barnsley, pure dei Pyramids in Egitto, ma nessuno se la sente di scommettere su di lui, tanto che finisce ad allenarsi col Franciacorta in serie D. Almeno fino alla chiamata dei vecchi amici: SuperMario ha detto sì al Monza dove, assieme anche a un altro ex Milan come Boateng, proverà a dare una mano a coronare il sogno serie A. E magari, nell’anno che porta agli Europei, tornare a inseguire quella maglia azzurra che non ha mai dimenticato.
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Pioli “Milan nuovo Leicester? Mancano ancora tante gare”
MILANO (ITALPRESS) – “Il Milan come il Leicester? Quella è stata una situazione irripetibile o quasi, perchè casi come Verona e Sampdoria dimostrano che può succedere che una squadra non pronosticata possa vincere qualcosa di importante. Ma come continuo a ripetere, siamo a inizio campionato, domani è la decima giornata e dobbiamo pensare alle difficoltà della partita di domani e ad affrontarle nel miglior modo possibile per trarre il massimo”. Stefano Pioli, alla vigilia della gara contro la Sampdoria, continua a non sbilanciarsi sulle ambizioni scudetto del suo Milan. “Ai miei calciatori chiedo di giocare bene, da squadra, di essere una squadra decisa, determinata, di avere un buon approccio alle gare, di prepararsi bene. Tutte le squadre vogliono vincere e la differenza la fa la preparazione – continua Pioli – Siamo sottovalutati? Non so cosa pensano gli altri e mi interessa fino a un certo punto. Nel calcio non ci sono vie di mezzo, sei un fenomeno il giorno prima e sei da buttare il giorno dopo. Ma noi abbiamo fatto dell’equilibrio, dell’attenzione al quotidiano, alla voglia di crescere, di migliorare i nostri punti di forza”. Ibrahimovic, out domani come Kjaer e Leao, ha confessato di aver pensato di smettere durante la scorsa stagione prima che Pioli lo convincesse ad andare avanti. “Cerco di essere molto diretto con tutti, perchè se sei diretto e parli col cuore vieni ascoltato – rivela il tecnico rossonero – Ho detto a Zlatan che per quello che aveva dimostrato e per il percorso cominciato insieme non sarebbe stato giusto interromperlo, nè per lui a livello personale, nè per il contributo che ha dato alla squadra. Gli ho detto di pensarci bene e che avremmo fatto di tutto per fargli cambiare idea. Siamo contenti che lo abbia fatto e credo che lo sia anche lui, è contento di essere qua”. Nel giro di un anno il Milan è passato dal perdere 5-0 contro l’Atalanta al primo posto in classifica. “Sono sempre stato convinto e fiducioso delle qualità dei miei giocatori ma da qui a pensare che avremmo ottenuto tutti questi risultati…. Ci speri sempre e lavori per ottenere il massimo. Ma non abbiamo ancora vinto niente, c’è ancora tanto da fare, siamo comunque un gruppo volenteroso e vogliamo provare a essere ambiziosi”.
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Marc Marquez “Quando torno devo essere pronto al 100%”
ROMA (ITALPRESS) – “Quando torno devo essere pronto ad andare al 100%, il mio corpo deve essere pronto a correre gli stessi rischi perchè è il mio Dna ed è ciò che mi ha portato a raggiungere quello che ho ottenuto e a commettere gli errori che ho fatto. Ma alla fine le due cose si compensano”. A parlare, ai microfoni di Dazn, è Marc Marquez, pluri-iridato della motoGp, nuovamente operato di recente al braccio destro e ai box di un Mondiale finito al connazionale John Mir. “E’ stato il più regolare ed è diventato meritatamente campione del mondo perchè in questo mondiale sembrava che la costanza fosse la cosa più importante – sottolinea il 27enne fuoriclasse spagnolo della Honda – Senza fare cose dell’altro mondo, ha finito per conquistare il campionato e penso che, al suo secondo anno di MotoGP, sia di enorme valore diventare già campione. Tra i favoriti teorici che c’erano o tra quelli che sembravano più adatti per il titolo, lui senza fare tanto rumore ha finito per conquistare questo mondiale”. Per Marquez, l’iridato della Suzuki non è certo destinato ad essere una meteora: “Dovrà lottare ancora per il Mondiale e lo farà perchè ha talento, come ha dimostrato. Logicamente cercherò di impedirgli di vincere ancora, vedremo se riuscirò”. La scuderia rivelazione di questo Mondiale è stata la Ktm: “Penso sia il team che è cresciuto di più, la Suzuki si percepiva già l’anno scorso, visto che aveva vinto gare e quest’anno ha quasi infilato la tripla corona… Espargaro? Non vedo l’ora che Pol provi la Honda perchè ora stava facendo grandi gare con la Ktm quindi, essendo la nostra una moto vincente, dovrà salire regolarmente sul podio. Sarà interessante, è una buona scelta per la Honda, per Pol invece non lo so, ma non gli ho chiesto se potrebbe avere dei rimpianti: vedendo come sta andando adesso la Ktm, non vorrei dicesse ‘perchè non sono rimasto?'”. Vedere in pista il fratello Alex lo ha reso “molto felice. Ma a parte questo, ho sofferto molto a guardarlo. Ho visto le gare assieme a mio cugino e ad un amico ed ho sofferto perchè, a inizio stagione, ha fatto molta fatica. La Honda però costa in termini di approccio – conclude Marquez – perchè è difficile capirla come moto e gestirla”.
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Gp Sakhir, Russell davanti a tutti anche nelle Libere 2
SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – Dopo aver fatto segnare la miglior prestazione nella prima sessione di prove libere del GP di Sakhir, George Russell con la Mercedes si ripete mettendosi davanti a tutti anche nella seconda. Il britannico, al volante della vettura anglo-tedesca per sostituire Lewis Hamilton fermato dal Covid-19, ha fatto segnare il miglior tempo chiudendo in 54″713, portando a casa così un venerdì perfetto e mettendosi alle spalle sia la Red Bull di Max Verstappen sia la Racing Point di Sergio Perez. Quarto tempo, invece, per la Renault di Esteban Ocon che precede Alexander Albon con la Red Bull e Daniil Kvyat con l’Alpha Tauri. Solo 11° Valtteri Bottas con l’altra Mercedes, al quale è stato cancellato il miglior tempo per aver superato il limite della pista. Serata da dimenticare per la Ferrari che non va oltre il 16° tempo con Sebastian Vettel, mentre Charles Leclerc è costretto a rinunciare all’intera sessione con il monegasco fermato da un problema a un semiasse che l’ha portato a rientrare ai box dopo pochi giri senza uscire più.
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Pirlo “Derby gara speciale, Toro in crescita”
Importante crocevia nella stagione della Juventus. Un altro passo falso nel derby complicherebbe non solo la corsa alla vetta, ma darebbe indicazioni anche per l’eventuale lotta ad un piazzamento Champions. E, a proposito di Champions, martedì prossimo a Barcellona la Juventus si giocherà il primo posto nel proprio raggruppamento e questo potrebbe anche incidere nelle scelte del tecnico Andrea Pirlo che alla vigilia dell’anticipo di domani con il Toro, intervistato da JTV, ha spiegato che il derby è una gara speciale “perchè è la stracittadina, perchè è una partita importante per tutte e due le tifoserie” e ricordando i suoi trascorsi ha aggiunto: “Per me è un ricordo indelebile ed è sempre una partita bella da giocare, perchè ci sono dentro tante emozioni”. Indelebile la sfida dello Stadium del 30 novembre 2014 vinta dalla Juventus al 93′ con un gol di quello che oggi è il suo allenatore: “Eravamo in dieci erano gli ultimi secondi della partita e riuscire a vincerla in quel modo con un tiro da fuori fu una grandissima emozione”, ha ricordato. Il tecnico bianconero si è detto fiducioso di recuperare le forze dopo le fatiche di coppa e vede un Torino “costruito bene e allenato da un ottimo allenatore. Ultimamente ha cambiato il suo modo di giocare, però esprime un calcio propositivo con calciatori bravi in tutte le zone del campo”.
Pirlo ha parlato di risposte che cercava e di serenità dopo la gara di Champions vinta mercoledì contro la Dinamo Kiev, ma le problematiche ci saranno nuovamente in difesa con le assenze di Chiellini e Demiral. Ed ecco che in questo contesto potrebbe inserirsi il rumeno Radu Dragusin: “un giocatore fisicamente fortissimo, molto giovane, che deve crescere molto sul piano tecnico, però allenandosi con grandi campioni avrà tempo per riuscire a farlo”, ha spiegato l’allenatore che sarà inevitabilmente chiamato a scegliere ancora Bonucci e De Ligt al centro e magari ad affiancargli Danilo in una difesa a tre oppure scegliere il brasiliano a sinistra per dar fiato ad Alex Sandro (“Ha solo bisogno di tempo e di ritrovare la forma migliore perchè è stato fermo due mesi e mezzo e non è facile rientrare, però l’altra sera ha dimostrato di esser sulla buona strada”, ha detto Pirlo parlando del brasiliano) e optare per Cuadrado a destra. Con questa seconda ipotesi le corsie esterne a centrocampo sarebbero occupate da Kuluseski a destra e da un Chiesa a sinistra descritto come “un bravo ragazzo e un grande giocatore. Non è facile esser catapultato dalla Fiorentina alla Juventus con tutte le polemiche che ci sono state”.
“E’ arrivato con tanto peso addosso e c’è voluto un pò di tempo per adattarsi e adesso piano piano sta crescendo e ha bisogno di trovare il gol per sbloccarsi mentalmente”, ha aggiunto Pirlo. Tornando all’11 anti-Toro, lo stesso Cuadrado potrebbe giocare a destra scegliendo il 3-4-1-2 in cui Kulusevski avrebbe maggiori chance di andare a ricoprire il ruolo di trequartista rispetto a Ramsey. Altra annosa questione per Pirlo sarà quella di rimpiazzare Morata, squalificato due turni dopo Benevento: “Cercheremo di riempire l’area con giocatori diversi, magari con delle rotazioni – ha aggiunto ancora l’ex numero 21 bianconero -. Magari con Alvaro eravamo più presenti, mentre con quelli che giocheranno domani cercheremo di arrivarci da fuori, però dobbiamo riempire l’area di rigore perchè i gol arrivano da lì”.
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