Migliore distribuzione delle risorse e un maggiore coinvolgimento dei calciatori nel sistema. E’ questo il manifesto programmatico di Umberto Calcagno, vicepresidente vicario dell’Aic e candidato alla guida della stessa Associazione, ospite di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno. A lungo vice di Tommasi, Calcagno è alla guida di “un gruppo di persone, di calciatori che come me si sono sempre spesi per gli altri, che hanno portato avanti le nostre istanze. Il nostro è un progetto che parte da lontano”. E che proseguirà, in caso di successo, secondo linee ben chiare. “Dobbiamo creare un nuovo patto di sostenibilità – sottolinea – Parlare solo di stipendi, di calciatori ora come plusvalenze, ora come costi, non fa bene al sistema. Serve una distribuzione delle risorse diversa rispetto a quella attuale”. E per centrare l’obiettivi, i calciatori sono pronti a scendere in campo. “Una situazione così eccezionale come quella che stiamo vivendo deve essere da spinta a essere più consapevoli e propositivi e il nostro coinvolgimento nel sistema federale deve essere diversa rispetto al passato. Non bastano persone competetenti e di alta levatura, non bastano le idee, bisogna costruire un percorso. Così come all’Aic abbiamo bisogno di competenze e di ragazzi che continuino a essere interessati agli altri, credo anche che si debba aprire una nuova stagione del coinvolgimento e quindi creare competenze e percorsi per i calciatori che poi possano cambiare le cose da dentro”, insiste Calcagno, che rivendica anche quanto fatto per il mondo dei dilettanti: “Grande al fondo salvacalcio della Figc siamo riusciti a mettere in sicurezza tutti i calciatori e gli allenatori con un reddito lordo complessivo sotto i 50 mila euro annui e poi abbiamo creato un fondo di solidarietà che, grazie a un protocollo d’intesa con la Lnd, permette a tutti i ragazzi e ragazze che vivono di calcio di percepire un’altra mensilità”. Il suo sfidante, Beppe Dossena, ha accusato l’Aic di aver lasciato soli i calciatori nelle contrattazioni sugli ingaggi durante la pandemia ma Calcagno non ci sta. “Abbiamo subito riunito i rappresentanti delle squadre e sono stati loro i primi a dirci che era impossibile un accordo quadro uguale per tutte le squadre. Già all’interno della stessa squadra molte volte abbiamo dovuto fare accordi differenti. E non è vero che non li abbiamo sostenuti – insiste il vicepresidente vicario dell’Aic – Abbiamo dato supporto a tutte le squadre e ai singoli e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Al di là delle scaramucce iniziali, il buon senso ha avuto il sopravvento e il numero di contenziosi ancora in essere è molto basso. Ma la questione stipendiale è solo la punta dell’iceberg di un sistema che va rimodulato”.
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Calcagno “I calciatori vanno coinvolti di più nel sistema”
Berrettini e Giorgi restano i numeri 1 del tennis azzurro
C’è sempre Novak Djokovic alla guida della classifica Atp: per il serbo inizia la settimana numero 294 da numero 1, sempre più vicino al record di Roger Federer (310). Djokovic conserva un ampio margine su Rafa Nadal, che non è riuscito a sfatare il tabù di Parigi-Bercy. Dove ha trionfato Daniil Medvedev, che si è così portato in quarta posizione a scapito di Federer (che ha ripreso ad allenarsi in vista del rientro nel 2021) e alle spalle di Dominic Thiem. Per il resto nessuna variazione nella Top Ten, con Stefanos Tsitsipas al sesto posto ma avvicinato da Alexander Zverev, sconfitto nella finale di ieri in Francia, quindi Andrey Rublev, Diego Schwartzman e Matteo Berrettini, miglior rappresentante di un’Italia che vanta ben otto tennisti fra i primi 100 al mondo. Scivola di un gradino ed è 17esimo Fabio Fognini, che dopo essere rientrato nel tour dopo la doppia operazione alle caviglie ha deciso di chiudere anzitempo la stagione anche per via della positività al coronavirus. Più giù un passo indietro per Lorenzo Sonego, ora al numero 33 (la Top 30 è distante meno di 80 punti), con Jannik Sinner stabile al 44^ posto. Guadagnano una posizione Stefano Travaglia (73^) e Marco Cecchinato (78^), mentre ne perdono una sia Salvatore Caruso (82^) che Gianluca Mager (99^).
Circuito maggiore femminile fermo e classifica invariata, almeno per quanto riguarda le posizioni di vertice. Al comando c’è sempre l’australiana Ashleigh Barty, sebbene non sia mai scesa in campo da quando il circuito è ripartito dopo il lockdown. Seconda ma staccata di 1.462 punti Simona Halep mentre sul terzo gradino c’è la giapponese Naomi Osaka, ancora ferma dopo il successo agli Us Open. A ridosso della Osaka, distante appena 20 punti, la statunitense Sofia Kenin, finalista a Parigi, che precede Elina Svitolina, Karolina Pliskova, Bianca Andreescu e Petra Kvitova mentre Kiki Bertens e Serena Williams chiudono la Top Ten. Camila Giorgi conferma la leadership tricolore nella classifica Wta: la 28enne di Macerata è stabile al numero 75. Fa un passo indietro Martina Trevisan, che grazie ai suoi primi quarti Slam al Roland Garros a metà ottobre è approdata tra le prime cento per la prima volta in carriera, ora al numero 84, mentre è stabile Jasmine Paolini, 94esima. Variano, anche se di poco, le posizioni di Sara Errani, che fa un passo indietro scendendo al numero 130, ed Elisabetta Cocciaretto, che ne fa due e si posiziona al numero 134.
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Milan fermato a San Siro dal Verona sul 2-2
Prove di fuga rimandate per il Milan di Stefano Pioli, che stasera è stato fermato in casa dal Verona per 2-2 nella settima giornata del campionato di Serie A. Ottima prova dell’undici di Ivan Juric che con quasi fino al termine ha assaporato il gusto dell’impresa. Per la prima volta in questo campionato, il Milan si è trovato sotto quando al 6′ è stato Barak a portare avanti i suoi. Il ceco ex di Udinese e Lecce è stato il più lesto di tutti a ribadire in porta da pochi passi dopo che Ceccherini aveva svettato più alto di Hernandez al centro dell’area colpendo la traversa con un colpo di testa. Logica reazione dei padroni di casa che dopo aver incassato il gol si sono immediatamente riversati nella metà campo scaligera cercando con continuità il pareggio, ma a gelare ancora i rossoneri è stato al 19′ un autogol: sugli sviluppi di una punizione battuta da Barak la palla è finita sui piedi del Zaccagni che con un destro al volo svirgolato da Calabria ha infilato ancora la porta di Donnarumma. Autogol attribuito al difensore rossonero.
Partita decisamente ancor più vivace e divertente quando al 27′, su cross dalla destra di Saelemaekers, è stato ancora un’autorete a riaprire la sfida: Kessiè ci ha provato con un tocco sottoporta corretto involontariamente nella sua traiettoria da Magnani. Dinamico anche il secondo tempo, con il Verona impegnato a difendere il vantaggio e il Milan che ha quasi subito trovato il gol con Calhanoglu, ma il turco è stato pescato in fuorigioco dall’arbitro Guida. Al 20′ nessun dubbio per il direttore di gara nel fischiare un rigore per fallo di Lovato su Kessiè ma rete mancata da Ibrahimovic, con una conclusione terminata alta. Sfortunato poi lo svedese a colpire anche una traversa a meno di un quarto d’ora dal termine. Nel finale gol annullato anche a Calabria per precedente fallo di mano di Ibrahimovic, che però si è riscattato nel recupero, al 48′, staccando più alto di tutti e trovando di testa il pari su cross dalla destra di Brahim Diaz.
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Il Napoli espugna Bologna, decide Osimhen
Dopo la sconfitta contro il Sassuolo nel precedente turno di campionato, il Napoli soffre nel finale ma torna alla vittoria. Lo fa con un successo per 1-0 sul Bologna, al Dall’Ara, nonostante un pre partita all’insegna della tensione per via dell’esclusione dalla lista dei disponibili di Mario Rui e Ghoulam perchè “poco brillanti nella rifinitura”, per usare le parole di Giuntoli. Nel match della settima giornata di Serie A i ritmi sono bassi ma la formazione di Gattuso nei primi 45′ consolida senza problemi il vantaggio siglato da Osimhen al 23′. La rete dell’1-0 nasce da uno spunto del solito Lozano che sulla destra crossa e permette al nigeriano di appoggiare di testa in rete alle spalle di Skorupski. Si tratta della quarantesima partita consecutiva con almeno un gol subito per il Bologna che fatica a reagire e che rischia anche di incassare il raddoppio prima del duplice fischio. Ma questa volta Mertens dal limite dell’area non riesce a calibrare con precisione una conclusione che si spegne sul fondo.
A inizio ripresa la musica non cambia. Il Bologna non riesce a verticalizzare e trovare varchi nella retroguardia avversaria, il Napoli palleggia e si rende pericolosa con le ripartenze. Al 50′ la formazione di Gattuso trova anche il gol del 2-0 con Koulibaly ma il var segnala un tocco precedente di mano di Osimhen e l’arbitro annulla. Alla mezz’ora Mihajlovic cambia: fuori Denswil, dentro Vignato e spazio alla difesa a tre. Un primo squillo c’è al 78′ quando Orsolini dopo essere rientrato sul mancino lascia partire un tiro che è respinto da Koulibaly. Ma l’occasione più nitida del match c’è solo all’86’: Vignato imbecca Orsolini che a tu per tu con Ospina calcia addosso al portiere prima della decisiva respinta di Hysaj sul tiro a botta sicura di Palacio. Ma non è finita: Palacio al 91′ ha un’altra chance ma Ospina è attento e respinge quello che è di fatto l’ultimo tentativo del Bologna.
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Miranchuk risponde a Lautaro, Atalanta-Inter 1-1
BERGAMO (ITALPRESS) – Finisce in parità tra Atalanta e Inter. All’iniziale vantaggio di Lautaro Martinez risponde Miranchuk. Gli uomini di Conte, dopo la sconfitta in Champions League contro il Real Madrid, subiscono una mezza battuta d’arresto, mentre i bergamaschi, reduci dal pesantissimo ko contro il Liverpool, mancano il sorpasso sulla Juventus e rimangono al quinto posto in classifica. Avvio guardingo e a ritmi bassi da parte di entrambe le formazioni che cercano di prendere le misure e gestire il pallone. Il primo vero squillo del match arriva solo al 18′ con Freuler che fa partire un tiro-cross che per poco non sorprende Handanovic. L’estremo difensore nerazzurro riesce in qualche modo a togliere la sfera sulla linea. La risposta degli uomini di Conte arriva al 25′ con il bel colpo di testa di Vidal che di un soffio termina alto. Nella ripresa gli ospiti aumentano i giri e centrano la rete del vantaggio al 58′: cross al bacio di Young dalla sinistra, fantastica la girata di testa di Lautaro che supera Sportiello. Sulle ali dell’entusiasmo l’Inter prova a chiudere definitivamente la partita ma un grande Sportiello salva prima su Vidal e dopo su Barella, mantenendo il risultato sull’1-0. A dieci minuti dalla fine arriva il pareggio degli uomini di Gasperini che con un’azione prolungata liberano Miranchuk al limite dell’area. Il mancino del centrocampista russo, al suo esordio in Serie A, passa sotto le gambe di Bastoni e si infila all’angolino.
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Roglic vince la Vuelta, ultima tappa premia Ackermann
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Pascal Ackermann vince la
diciottesima e ultima tappa della Vuelta di Spagna 2020. Nella
passerella dall’Ippodromo della Zarzuela a Madrid, per un totale
di 139.6 km, il tedesco di Bora Hansgrohe si aggiudica la volata
conclusiva precedendo Sam Bennett (Deceuninck-Quick Step) e Max
Kanter (Team Sunweb). La capitale iberica incorona ufficialmente
Primoz Roglic per il secondo anno consecutivo maglia rossa: lo
sloveno della Jumbo-Visma trionfa davanti a Richard Carapaz.
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Lazio-Juventus 1-1, Caicedo risponde a Cristiano Ronaldo
ROMA (ITALPRESS) – Una Lazio rimaneggiata trova un pareggio insperato contro la Juventus nel lunch match della settima giornata. Al gol di Cristiano Ronaldo nel primo tempo risponde il solito Caicedo ancora una volta praticamente a tempo scaduto: 1-1 il risultato finale che sa di beffa per i bianconeri, che sentivano di aver ormai portato a casa la partita, ma che ancora una volta sono costretti a lasciare due punti per strada con il quarto segno X in sette partite. Nonostante le innumerevoli assenze (in particolar modo bomber Immobile, ma anche Strakosha e Lucas Leiva), i ragazzi di Inzaghi ci hanno creduto fino all’ultimo istante e sono riusciti a sistemare le cose ancora una volta oltre il 90′: la pausa per le nazionali, ora, sarà utile per ricaricare le batterie, recuperare gli indisponibili tra positivi al Covid-19 e infortunati e stemperare le tante polemiche che si sono abbattute sul club di Lotito negli ultimi giorni. Primo tempo giocato a ritmi alti da entrambe le squadre, già lunghe dopo pochi minuti. Al quarto d’ora arriva il gol del vantaggio ospite e lo firma il solito Cristiano Ronaldo con un tocco sottomisura dopo il tentativo a vuoto di Reina di intercettare, ma è decisivo Cuadrado nell’azione, capace di dar vita al contropiede con due dribbling nello stretto e di servire successivamente l’assist vincente al portoghese.
I padroni di casa si riversano in avanti e provano a sorprendere la retroguardia ospite con dei cross avvolgenti dalle corsie esterne, c’è densità in area ma sono spesso i ragazzi di Pirlo a intercettare la sfera. La squadra di Inzaghi si sbilancia e inevitabilmente concede qualcosa, come al 43′ quando Ronaldo colpisce l’incrocio dei pali con un bel tiro a giro, o un istante prima dell’intervallo con la punizione di CR7 respinta da Reina. Nella ripresa i ritmi calano e i bianconeri puntano tutto su una gestione agevole, ma nel finale i padroni di casa premono sempre più e dopo un’occasione con Marusic su cui Szczesny è attento, a tempo scaduto, oltre i quattro minuti di recupero, il solito Caicedo lavora un pallone sporco in area e in girata lo scaraventa in rete regalando un punto pesantissimo ai biancocelesti. I padroni di casa restano però nel pacchetto di mischia in classifica, mentre per la Vecchia Signora beffa atroce e altri punti persi: al momento la squadra di Pirlo è terza in classifica, ma potrà essere scavalcata da – tra le altre – Atalanta o Inter, Roma e Napoli.
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Genoa-Roma 1-3, tripletta per Mkhitaryan
GENOVA (ITALPRESS) – La Roma passa 3-1 al Ferraris contro il Genoa e vola in classifica nel segno di Mkhitaryan. Dopo i primi 20′ di studio e l’uscita forzata di Spinazzola per problemi fisici ecco la fiammata dei giallorossi che mettono paura con il potente mancino di Mkhitaryan deviato sulla traversa da un ottimo intervento di Perin. La Roma è padrona del gioco, ma la manovra offensiva di Fonseca soffre l’assenza di Edin Dzeko, in isolamento per la positività al Coronavirus. Proprio quando sembra che il primo tempo stia per finire in parità, sull’ultimo pallone disponibile, i giallorossi passano in vantaggio: sul calcio d’angolo battuto da Veretout, Mkhitaryan anticipa tutti e da pochi passi batte di testa Perin.
Nella ripresa sembra ripetersi il copione del primo tempo, e la prima occasione giallorossa arriva subito, in avvio, con un’incursione di Bruno Peres, il cui tiro impegna Perin. Ma improvvisamente il Genoa segna, al primo affondo. Scamacca imbuca Pjaca che lanciato in porta supera Lopez per il pareggio del “Grifone”. La partita cambia. La scelta di Maran di alzare gli esterni ha pagato e ora è il Genoa a tenere in mano il gioco, andando vicino anche al raddoppio con Scamacca. Ma la Roma al momento ha in Mkhitaryan l’uomo in più e così ancora l’armeno, messo davanti a Perin da un bell’assist di Bruno Peres, aggiusta le cose riportando in vantaggio i suoi al 61′. Subito dopo Cristante potrebbe addirittura chiuderla ma lanciato in porta calcia incredibilmente a lato. Anche per chiudere la gara, è Mkhitaryan a pensarci con una grande girata al volo al centro dell’area di rigore, a cinque minuti dalla fine. Nel finale gol dell’ex annullato a Destro per fuorigioco. Finisce 3-1 per i giallorossi, Mkhitaryan si traveste da Dzeko e regala la vittoria a Fonseca: è il sesto risultato utile consecutivo in campionato per la Roma che sale al terzo posto in solitaria in attesa del Napoli e scavalca la Juventus.
(ITALPRESS).










