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MotoGp a Valencia, Mir guida la rincorsa al titolo

VALENCIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Tre gare al termine e un campione ancora da decifrare. I primi 6 del Mondiale di MotoGP hanno scaldato i motori nella conferenza odierna, tra obiettivi, riscatti e conferme. Il leader Joan Mir vuole imporsi nel Gran Premio d’Europa per allungare definitivamente sui rivali, in particolare su Fabio Quartararo. Il pilota della Suzuki ha assaporato il podio nello scorso GP ad Aragon. Vuole il primo gradino a Valencia, ma il peso è tutto, o quasi, su di lui: “Sento la pressione perchè il campionato sta terminando. Mi sto godendo in ogni caso il momento: speriamo di andare veloce domenica in gara. Voglio dare il 100% e poi faremo le nostre valutazioni”, le sue parole. Non può più sbagliare Quartararo, che proverà a prendere spunto dall’appuntamento di Teruel, vinto da Morbidelli: “Il mio compagno di squadra ha fatto una delle gare più belle della stagione, mentre io ho resettato tutto dopo lo scorso Gran Premio. Questa pista mi piace molto, sono motivato e non vedo l’ora di affrontare l’ultimo trittico di gare”, le sensazioni del francese. Restando tra le fila della Yamaha Petronas spunta proprio Franco Morbidelli, probabilmente il pilota più ‘on firè dell’ultimo periodo. “Mi sento alla grande – conferma – sono in sintonia con la moto. Voglio vincere il campionato, siamo in lotta e non voglio avere rimpianti alla fine della stagione. In ogni modo sarà una bella storia da raccontare, a prescindere da come finirà”. Tra i più accreditati per la vittoria da non trascurare i nomi di Maverick Vinales e Alex Rins, rispettivamente terzo e sesto nella classifica per il titolo. A caccia di riscatto dopo l’ultimo disastroso weekend Andrea Dovizioso, ai ferri cortissimi con la Ducati: “Se si dovesse correre sul bagnato dovremmo sfruttare l’opportunità con intelligenza, ma dobbiamo andare più veloce sull’asciutto per lottare con gli altri. In questo momento ci manca fiducia”. Sul proprio futuro il forlivese invece non si sbilancia: “Non ho ancora preso una decisione. Non è il momento di parlarne ma molto presto saprò cosa fare e informerò tutti”. Domani si passa dalle parole ai fatti con le prime prove libere sul circuito di Valencia. Si prosegue sabato con l’appuntamento clou delle qualifiche fino ad arrivare alle ore 14 di domenica con il verdetto della gara. Ancora incerta la presenza di Valentino Rossi: primo tampone negativo per il Dottore ma ne serve un altro, se il secondo sarà positivo toccherà a Gerloff.
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Luque “Maradona sta bene, sorpresi da capacità recupero”

BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – “Diego sta molto meglio, è di buon umore e la sua capacità di recupero ci sorprende, però bisogna rimanere cauti”. Così Leopoldo Luque, medico di Diego Armando Maradona, sulle condizioni dell’ex Pibe de Oro il giorno dopo l’intervento alla testa per rimuovere l’ematoma subdurale (un accumulo di sangue tra cervello e cranio), riscontrato negli accertamenti ai quali è stato sottoposto l’allenatore del Gimnasia, ricoverato prima in una clinica di La Plata e poi trasferito a Buenos Aires per l’operazione. “Non c’è nessuna complicazione neurologica ed è veramente sorprendente il modo in cui sta affrontando il decorso operatorio – ha ribadito Luque -. Bisogna dargli tempo di recuperare al 100% perchè ancora non lo è anche se lui ha sempre voglia di essere dimesso. In genere le prime 24 ore dopo l’intervento possono essere critiche, con lui non è successo e tutto lo staff medico è soddisfatto della sua risposta”. La stampa argentina sottolinea che nelle ultime ore si è registrata una minore affluenza all’esterno della clinica Olivos, una precisa richiesta della struttura per una questione di “rispetto nei confronti degli altri pazienti ricoverati, ma anche per ragioni di sicurezza vista la necessità di evitare assembramenti a causa della pandemia”.
Intanto il presidente del Gimnasia La Plata, Gabriel Pellegrini, assicura che il club, nella speranza di riavere presto Maradona alla guida della squadra, è pronto ad affrontare qualsiasi situazione si dovesse presentare. “Se preferisce andare a Cuba a riposare e recuperare in tranquillità, avrà tutto il nostro sostegno, perchè quel che davvero ci interessa è la sua salute – ha dichiarato il presidente del club di La Plata ai microfoni di TyC Sports -. Forse tutto questo gli servirà affinchè d’ora in poi stia più attento alla salute, ha bisogno di stare con i suoi familiari e di essere seguito dai dottori, poi se i medici diranno che può tranquillamente tornare in campo per noi sarà perfetto, se dovessero invece sostenere il contrario ci faremo trovare pronti. Negli ultimi tempi si vedeva che non stava bene, lo diceva il suo viso e il suo modo di camminare. In questi giorni abbiamo sofferto, siamo stati in ansia, i nostri medici erano in continuo contatto con quelli di Diego, per fortuna l’intervento è andato bene”.
“Noi del Gimnasia abbiamo adorazione e gratitudine totale nei confronti di Maradona e la cosa è reciproca perchè lui dice sempre che gli abbiamo aperto le porte in un momento in cui nessuno lo cercava – ha concluso Pellegrini -. Con noi sta bene, nei giorni scorsi si è scusato con me per aver saltato un allenamento e mi ha regalato una maglia della nazionale argentina autografata, mi sembrava incredibile che Maradona mi chiedesse scusa, ma Diego è così”.
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Campagna “Si riparte, la pallanuoto deve farsi sentire”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho una perplessità su me stesso: in panchina non vado da nove mesi e chissà per quanto ancora. Non ricordo da quanto non analizzo una gara. E allora ho pensato: o mi rincoglionisco del tutto oppure dopo anni di concentrazione faccio riposare la testa e va a finire che mi viene pure una genialata”. Queste le considerazioni che il ct della nazionale azzurra di pallanuoto, Sandro Campagna, affida al Corriere dello Sport in un’intervista in edicola oggi. Finalmente ripartono i campionati e il condottiero del Settebello non può che esserne felice. “Il nostro è uno sport invisibile da marzo, sembriamo uno sport morto e sepolto e la colpa, forse, è anche un pò nostra. Speriamo di poter andare avanti, non c’è più niente di scontato. Questo periodo ha evidenziato le nostre fragilità, quelle di uno sport che si deve organizzare meglio. Quando si diceva che perdevamo terreno nei confronti degli altri sport era vero. Lo stare in una piscina, che costa. Ma dobbiamo anche farci sentire.
Lo hanno fatto quelli dello spettacolo, del cinema, del teatro. Nei programmi tv c’è sempre qualcuno che fa capire le ragioni. Tra noi dello sport ho visto poche persone che vanno a tutelare il nostro mondo”.
Ecco perchè Campagna ha firmato il Manifesto di Berruto: “Voglio far sentire anche io la mia voce. In Italia non si considera importante lo sport, perchè lo si guarda quando si vincono le medaglie. Oppure conta solo il calcio, forse il basket. Il resto viene preso come qualcosa su cui c’è voglia di mettere le mani ma senza conoscere la materia. Qualche anno fa l’avevo detto: senza il sostentamento delle sponsorizzazioni è un problema. Da anni i soldi sono sempre meno. Il credito d’imposta è una cosa necessaria per salvare il movimento. Dobbiamo invitare a investire”. Per tanti anni il campionato italiano è stato il più bello. “Vero. Ma era una bolla che sta esplodendo. Ci vuole un grande grido di dolore, le istituzioni ci ascoltino. Però anche noi come pallanuoto dobbiamo avere una task force politica e tecnica per esprimere qualità nei tavoli di confronto”. Si riparte con qualche novità. “Abbiamo cambiato formula. Permette un inizio e forse una fine. Si gioca di meno, si è distribuito tutto in maniera più lunga e fluida nella fase invernale. E speriamo a tarda primavera di fare i play-off. Sono ansioso e desideroso che parta per vedere i giocatori, gli allenatori a bordo vasca…”.
“Quattordici squadre sono troppe, non ce la fanno. La stragrande maggioranza ragiona da professionisti. Noi dobbiamo guardare verso l’alto, non verso il basso. Chi si adegua deve restare dentro un’èlite. In A1 bisogna andare con regole e con una forza per poter superare tutto”, dice Campagna che poi parla del campionato in chiave Settebello. “Normalmente avremmo già fatto cento partite, a oggi siamo a zero. In chiave azzurra, quei 20-25 diventeranno 40. Perchè dobbiamo puntare sì a Tokyo, ma anche a Parigi. I più giovani lo devono capire, spero diano uno scossone”. Per quel che riguarda il suo lavoro da ct Campagna dice: “Il mio programma era incastrato in un sistema che ora non funziona. L’ho cambiato 7-8 volte. Non so nemmeno come farlo. Con le convocazioni rischi contagi, lockdown, quarantene. Preferisco che si allenino e giochino. Per questo è importantissimo ripartire. I giocatori devono avere certezze: allenamenti e il sabato la partita. Se levi queste due cose, non possono pensare all’Olimpiade”. Poi ammette: “La prima volta avevo affrontato tutto con maggiore vigoria, adesso c’è un pò di stanchezza. Ho imparato ad avere più pazienza. Mi sono battuto per proteggere il mio sport, a settembre, con le riunioni, le nottate, per cercare una nuova formula, i protocolli. Abbiamo lavorato duramente. Ora aspetto il mio turno per la rivalsa”.
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Doppietta Morata lancia la Juve, 4-1 in casa Ferencvaros

BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – La Juventus ha espugnato la Puskas Arena di Budapest battendo per 4-1 il Ferencvaros (doppietta di Morata, in gol anche Dybala) nella terza giornata del Gruppo G di Champions League. Un successo che permette alla squadra di Andrea Pirlo di mantenere la scia del Barcellona e di guardare già con fiducia alla seconda parte della fase a gironi in prospettiva di una qualificazione agli ottavi di finale. Per la Juve è stata la seconda volta contro gli ungheresi che nella ormai lontanissima stagione 1964/65 si imposero nella finale di Coppa delle Fiere per 1-0. La Juventus si è presa la sua rivincita portandosi in vantaggio dopo appena 7 minuti quando dalla destra Cuadrado ha messo in mezzo un traversone basso che Ronaldo non è riuscito a finalizzare di tacco, la palla ha continuato la sua corsa davanti alla porta dove l’accorrente Morata non ha dovuto far altro che spingere in rete. Al 15′ della ripresa seconda doppietta per Morata in questa edizione della Champions dopo quella contro la Dinamo a Kiev: assist di Ronaldo dalla destra per McKennie, pallone lasciato sfilare per lo spagnolo che ha calciato a giro di prima intenzione trovando una traiettoria imprendibile per Dibusz. Facile facile il 3-0 di Dybala al 28′, con l’argentino che non ha dovuto far altro che depositare la palla nella porta vuota dopo un passaggio killer di Blazic al portiere Dibusz che non ha controllato. E quasi doppietta per il numero 10 bianconero che a nove dal termine ha intercettato un errato passaggio del portiere e ha calciato in porta: nel tentativo di salvare è stato Dvali a spingere la palla in rete. Dell’ivoriano Boli al 45′ il gol della bandiera per il Ferencvaros con l’ivoriano che ha sfruttato un paio di rimpalli in area e una disattenzione della retroguardia juventina.
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Zenit-Lazio 1-1, biancocelesti imbattuti in Champions

SAN PIETROBURGO (RUSSIA) (ITALPRESS) – La Lazio strappa in extremis un pareggio d’oro con lo Zenit in Russia, nella 3^ giornata della fase a gironi di Champions League. Al vantaggio di Erokhin nel primo tempo, risponde il gol di Caicedo decisivo per l’1-1. I biancocelesti, imbattuti al giro di boa, salgono a 5 punti nel gruppo F in piena corsa per la qualificazione. Inzaghi è costretto nuovamente a una formazione di emergenza, viste le assenze di Immobile, Leiva e Strakosha, bloccati dalla Uefa dopo i tamponi per il Covid-19 effettuati due giorni fa. A loro si aggiungono Luis Alberto, Lazzari, Escalante e Anderson. E’ la prima sfida tra i due club, allo stadio di San Pietroburgo presenti 16 mila tifosi. Per i russi è già l’ultima spiaggia, inchiodati a zero punti dopo due giornate. Con una vittoria, la Lazio avrebbe l’occasione di mettere l’ipoteca sulla qualificazione. Inizia con calma, gestisce la manovra aspettando un guizzo di Correa o i centimetri di Muriqi, titolari in attacco. E’ un primo tempo di studio, lo spettacolo latita. Alla prima e unica chance, arrivata al 32′, lo Zenit passa in vantaggio: fa tutto Dzyuba, la difesa dorme, Erokhin segna l’1-0. Il gol subìto sveglia i biancocelesti, ma il colpo di testa di Muriqi finisce sopra la traversa come un precedente tiro del kosovaro. Nella ripresa è ancora la squadra russa ad andare vicina alla rete, Mostovoy subentra e sfiora il raddoppio. Inzaghi inietta forze fresche con Pereira e Caicedo. L’ecuadoriano ha una buona occasione di testa a un quarto d’ora dalla fine, che arriva dopo le proteste generali per un rigore reclamato su Marusic (atterrato in area). La punta sarà decisiva poco dopo, quando all’82’ regala il pareggio facendo tutto da solo. La Lazio si gasa, per poco Milinkovic-Savic non inventa l’eurogol che regalerebbe il bottino pieno, poi regala a Mostovoy una rete annullata per fuorigioco al 93′. Un punto fondamentale, che avvicina i biancocelesti alla qualificazione.
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Il Torino passa a Marassi, 2-1 al Genoa nel recupero

GENOVA (ITALPRESS) – Nel recupero della terza giornata di Serie A il Torino espugna il Ferraris battendo il Genoa per 2-1. Decisiva la rete di Lukic e l’autogol di Pellegrini nel primo tempo. I granata, dopo aver collezionato quattro sconfitte e un pareggio, centrano la prima vittoria in campionato ma restano al terzultimo posto della classifica in piena zona retrocessione, mentre il Genoa, reduce dal pareggio nel derby contro la Sampdoria, rimane a quota 5 punti, con una sola lunghezza di vantaggio sugli uomini di Giampaolo. Avvio a ritmi bassi con entrambe le formazioni che cercano di studiarsi e lottano principalmente a centrocampo. Dopo dieci minuti dal fischio d’inizio arriva la prima vera occasione del Torino che finalizza con Lukic: errore di Goldaniga che, nel retropassaggio a Perin, impatta male di testa, correggendo la traiettoria a beneficio del numero 7 granata che fredda l’estremo difensore rossoblù con il mancino. Immediata la reazione dei padroni di casa che con Scamacca vanno ad un passo dal pareggio. Il numero 9 del Genoa raccoglie un cross basso e teso di Pellegrini e indirizza la sfera verso la porta, costringendo Murru a salvare sulla linea.
Al minuto 26, però, arriva il raddoppio del Torino. Belotti scatta sul filo del fuorigioco e offre un cioccolatino a Lukic. Pellegrini nel tentativo di anticipare il trequartista serbo, devia il pallone nella propria porta. Sfortunato il Genoa che fino a questo momento non aveva interpretato male la gara.
Nella ripresa gli uomini di Giampaolo hanno due importanti occasioni per calare il tris prima con Belotti, ma la sua conclusione termina di poco alta sopra la traversa e, dopo dieci minuti, con Bonazzoli che da ottima posizione spreca il colpo del ko. Nel recupero arriva troppo tardi il gol di Scamacca che fissa il risultato sull’1-2.
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Gattuso “Niente alibi, il mio Napoli deve riscattarsi”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Le sconfitte contro Az e Sassuolo ci devono bruciare: la squadra è viva e ha qualità, non dobbiamo pensare a quello che dicono gli altri”. Gennaro Gattuso chiede al Napoli di rialzare la testa dopo le ultime performance non esaltanti: domani, per il Gruppo F di Europa League, i partenopei saranno di scena sul campo dei croati del Rijeka (ore 18.55). “Non sarà una partita facile – ammette il mister degli azzurri a Sky Sport – Contro la Real Sociedad ha segnato al 92°, ci attende un impegno difficile. Noi, però, non dobbiamo avere alibi, pensando magari che ci stanno togliendo qualcosa: dobbiamo invece pensare a sbagliare il meno possibile”. ‘Ringhiò si sofferma poi su qualche singolo che non sta brillando: “Osimhen? Ha già dimostrato di essere forte, deve stare tranquillo, soprattutto nei faccia a faccia con gli avversari e nelle proteste con gli arbitri. Mertens? I gol arriveranno, anche lui è importante, ne sento dire di cotte e di crude, ma è nel nostro centro sportivo che si costruiscono le vittorie. Ha le palle gol, non è un cecchino come al solito, ma lavorando tranquilli le cose andranno bene”. Una battuta, infine, su Insigne: “Lorenzo si sta allenando con noi, non è al 100 per cento ma è importante che stringa i denti: da lui mi aspetto questo comportamento, è il nostro capitano, non un giocatore qualunque”.
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Roma all’esame Cluj, Fonseca “Loro forti, Smalling non gioca”

ROMA (ITALPRESS) – Vincere per mettere le mani sulla qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League e per riscattare la prova opaca dell’Olimpico contro il Cska Sofia nel precedente turno. Questo l’obiettivo della Roma a caccia dei tre punti tra le mura casalinghe contro il Cluj nel match valido per la terza giornata della fase a gironi della competizione continentale. Quattro punti a testa per giallorossi e rumeni in quello che si preannuncia essere uno scontro al vertice del gruppo A. L’allenatore giallorosso Paulo Fonseca ha messo in guardia i suoi dalla pericolosità dei prossimi avversari: “Sono forti – ha spiegato nel corso della conferenza stampa della vigilia – hanno un modo di giocare molto specifico e sono molto aggressivi sulle seconde palle. La scorsa stagione il Cluj è stato nel gruppo della Lazio e la Lazio non ha passato il gruppo mentre loro sì. Poi ha giocato senza perdere con il Siviglia che ha poi vinto l’Europa League. E’ una squadra forte e che non subisce una sconfitta da quindici partite”. Chi sarà chiamato a riscattare una prova insufficiente nello 0-0 contro il Cska Sofia è Borja Mayoral. Fonseca glissa su una possibile convivenza in attacco con Dzeko ma conferma una maglia da titolare per lo spagnolo, a secco nelle ultime due partite europee: “Ha bisogno di giocare e di adattarsi alla nostra squadra. Penso che questa è la cosa più importante. Per le altre scelte vedremo domani”. Probabile turn over in difesa. Mancini sconterà l’ultimo turno di squalifica mentre Smalling non partirà dal 1′ perchè “non possiamo dimenticare che non ha lavorato con la squadra dall’inizio ma ha iniziato solo ora e tre partite di fila sono troppe”. Si scaldano quindi Fazio e Juan Jesus che Fonseca definisce “disponibili” e reduci da “buoni allenamenti”. Il portoghese si gode poi il momento magico di Pedro, autore di tre gol in campionato: “Non sono sorpreso delle sue prestazioni. Quando l’ho scelto conoscevo il livello del giocatore. Se giocherà domani? Vedremo”.
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