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Pirlo “Non devo pungolare Dybala, col Verona gioca”

TORINO (ITALPRESS) – In attesa di Cristiano Ronaldo, spazio a Paulo Dybala e grande fidujcia in Alvaro Morata. Alla vigilia di Juventus-Hellas Verona, partita della quinta giornata del campionato di Serie A, Andrea Pirlo è sereno, oltre che soddisfatto per la vittoria ottenuta in Champions in Ucraina. Il tecnico bianconero spiega di aver trovato bene i suoi giocatori dopo le fatiche in casa della Dinamo Kiev “perchè abbiamo avuto tempo per riposare, per scaricare dopo le due partite ravvicinate”. E “a parte Chiellini che starà fuori per qualche giorno, gli altri sono tutti a disposizione”, ha aggiunto l’allenatore. Resta invece sospesa la situazione di Cristiano Ronaldo: “Fino a ieri sera non c’è stata nessuna novità. Aspettiamo i tamponi: come li abbiamo fatti noi stamattina li ha fatti anche lui a casa. Se ci saranno novità, lo comunicheremo”. Di sicuro CR7 non sarà comunque convocato: “Deve fare la visita di idoneità. Se fosse negativo, domani non giocherebbe”. Per quanto riguarda invece Alex Sandro “sta recuperando, deve ritrovare la forma anche se è un pò indietro. Non credo possa rientrare prima della sosta. Avremo tempo ed è meglio non accelerare”.
Pirlo ha poi spiegato che domani Dybala sarà titolare: “Non ho avuto bisogno di pungolarlo – ha risposto – come ho sempre detto, ha bisogno di allenarsi perchè ha avuto poco tempo di farlo con noi. L’infortunio, la nazionale e poi il virus. Ci sono state due occasioni in cui l’avevamo in panchina ma siamo rimasti in dieci e non c’era modo. Ha giocato a Kiev, ma domani è giusto che parta dall’inizio”. L’argentino sarà al fianco di Morata che ha avuto una partenza forte: “L’abbiamo comprato proprio per questo, è un giocatore forte che può darci diverse soluzioni – ha detto Pirlo parlando dello spagnolo -. Con Dybala ha già giocato insieme, si conoscono molto bene, possono coesistere tranquillamente e spetterà a loro trovare le soluzioni migliori durante la partita”. Morata che “ultimamente giocava tanto in fase difensiva” con Pirlo deve essere “a disposizione del gioco, ricevendo e mettendosi bene con il corpo, dare pressione per liberare l’uomo nell’uno contro uno, mettersi a disposizione per andare da una parte all’altra velocemente”.
Presto un’altra freccia all’arco di Pirlo sarà De Ligt: “Sta bene, dobbiamo solo aspettare l’ortopedico per il via libera. Si allena con noi da qualche giorno, evitando i contrasti, fisicamente e mentalmente sarebbe pronto per giocare”. Appena recuperato, invece, Bernardeschi: “Fisicamente sta meglio. Vogliamo proporlo su tutta la fascia, l’aveva già fatto alla Fiorentina, qui ha fatto più copertura da attaccante esterno nel tridente. Io lo vedo sulla fascia. Ci stiamo lavorando e sono sicuro che sarà una bella risorsa”. Nel ruolo di trequartista “domani starà fuori sicuramente Chiesa che è squalificato – ha risposto il tecnico -. Abbiamo tante soluzioni, ma poi dipenderà dalle partite. Ramsey ha fatto un grande lavoro ma in generale dipenderà da chi metti in avanti e in quali posizioni”. In mezzo, invece, gli è stato chiesto se il binomio Arthur-Rabiot possa funzionare: “E’ compatibile perchè tutti e quattro i centrocampisti sono compatibili. Come detto nelle scorse conferenze, non sono registi o mezzali, sono tutti giocatori che possono giocare insieme. Quattro giocatori che ruoteranno per due posti”.
Uno di questi è McKennie che potrebbe anche essere disponibile domani: “Sì, ci sono i tempi tecnici. Ieri era negativo, oggi ha fatto la visita, speriamo che domani possa essere a disposizione per venire in panchina”. Il calcio giocato viaggia di pari passo con quello che è il mondo rivoluzionato dal COVID-19 e anche l’approccio alle partite è complicato rispetto al passato: “La situazione è surreale – ha detto ancora Pirlo -. L’abbiamo visto a Kiev, 20mila persone e sembrava che il mondo fosse cambiato. Capisci la situazione di pericolo sentendo i tifosi e l’allarme scatta prima nei giocatori. Giocare così non è facile, per noi e per gli altri. Stando in quarantena e non avendo fatto ritiro mi ha fatto piacere così ho a disposizione i ragazzi, posso amalgamare il gruppo e spiegare quello che vogliamo provare”.
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Pellegrini “Amo il nuoto, ma in caso di nuovo lockdown lascio”

ROMA (ITALPRESS) – “Se c’è un altro lockdown io smetterò di nuotare. So quello che dico. Le Olimpiadi con un nuovo lockdown verranno annullate e io tra tre anni non nuoterò più”. Federica Pellegrini ha le idee chiare e le spalle larghe. Lo racconta in un’intervista al Fatto Quotidiano nella quale ricostruisce anche i giorni precedenti alla scoperta della sua positività al Covid-19. “Avevo fatto un tampone molecolare domenica, negativo. Mercoledì ho nuotato e mi sono sentita le gambe doloranti, il pomeriggio avevo il mal di gola. Giovedì ho rifatto il molecolare e sono risultata positiva”. La campionessa azzurra spiega di aver “pianto tanto” e ammette che “da sportiva” aveva paura di ammalarsi e di doversi “fermare”. Il contagio alla fine è realmente arrivato e quindi stop agli allenamenti, programmazione interrotta e tanti pensieri, compreso quello di chiudere con il nuoto. “Un pò sì ci ho pensato, ho 32 anni, ogni volta che si riprende dopo uno stop lungo io faccio fatica per recuperare. In più già venivo da un virus intestinale che mi ha uccisa, ti dici ‘sei forte, avantì, e invece sono crollata”. Sull’età dice: “Non noto in allenamento un calo della forza, il problema è il recupero. Se tra un allenamento e l’altro esco a cena già lo sento”.
Questi giorni di solitudine le hanno fatto capire che “ci sono cose di me cui non intendo rinunciare. La vicenda di mamma mi ha fatto capire una cosa: una persona normale dopo questa shitstorm forse si sarebbe tirata indietro sui social. Io invece ho deciso che continuerò a parlare di me come e quando voglio. Ho chiesto cosa dovevo fare e mi è stato detto di accompagnare mamma al drive-in. Mi è costato due giorni di insulti. Ora mia madre sta meglio, stiamo aspettando ancora il risultato del tampone, penso sia positivo. Al di là di questo, poverina, è rimasta malissimo per questo caos mediatico, si è sentita in colpa”, aggiunge la Pellegrini che nel corso della sua carriera ha sconfitto gli attacchi d’ansia, ma che ancora rimane “colpita dagli insulti sul mio aspetto fisico, mi dispiacciono. So che le mie spalle sono molto sviluppate, sono state a lungo una mia insicurezza. Leggere ‘Sei un muratorè, ‘Sei un bell’uomò non è bello, ma poi ti abitui, ti ricordi che con quelle spalle hai vinto delle medaglie. Una volta ho risposto a uno di questi hater che quello che ho fatto nella vita lo devo al mio corpo e da quel momento c’è stato un click con commenti che mi incoraggiavano, ho smesso di preoccuparmi. Però i vestiti scollati non li metto, ho ancora quell’insicurezza. Fisicamente mi piaccio molto. E ogni anno che passa mi piaccio sempre di più”. Dribbla le domande sui suoi ex “qualcuno chiamava i paparazzi”) e quelle sul rapporto con Matteo Giunta. Sulla sua lunga carriera, invece, dice: “Ho un amore sproporzionato per questo sport e per come mi fa sentire”.
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Pjanic “Juve nel cuore, Sarri non aveva fiducia negli uomini”

TORINO (ITALPRESS) – Subito la sfida da ex. Potevano passare mesi, magari anche una o due stagioni. No, immediatamente Juventus-Barcellona, la partita più attesa per Miralem Pjanic. “Era una cosa che sognavo, ma la ritenevo impossibile anche se mentre vedevo il sorteggio e il formarsi dei gironi, a un certo punto mi sono detto: cavoli, siamo lì – racconta il bosniaco in un’intervista rilasciata a Tuttosport -. Ero molto felice di ritrovare il club a cui tengo tanto e che è nel mio cuore. In quel momento poi sono stato inondato di messaggi dai compagni, ne ho ricevuto uno anche dal presidente Agnelli. Mi ha scritto ‘Bentornato a casa!’. Sono felice di ritrovare i compagni, gli amici, la gente con cui ho lavorato meravigliosamente bene in questi anni, il presidente, tante altre persone. E’ un piacere, anche perchè mi sono detto: meglio adesso che in una finale, no?”. Pjanic ci tiene a sottolineare il suo legame con tutto l’ambiente bianconero, dai tifosi agli ex compagni, ma in generale tutto il mondo Juve: “Ho legato tantissimo con loro e sono stati anni importantissimi e quello di cui sono sicuro è che quella società, per come è strutturata, avrà sempre una storia vincente perchè è costruita per vincere. E’ un club importantissimo a livello mondiale. C’era solo un club che poteva tentarmi dopo la Juventus ed era il Barcellona. Una grande sfida per me, nuovi stimoli, dopo quattro anni forse era arrivato il momento per un cambiamento”.
Ha giocato con Ronaldo e Messi, due campioni che definisce “impressionanti, incredibili. Ho avuto un grande privilegio nel poter giocare con tutti e due e vedere da vicino tutti e due, potendo imparare da loro”, senza dimenticare Totti. “Checco per me è stato un fratello. Lui e De Rossi mi hanno aiutato tantissimo quando arrivai a Roma. Sono ancora molto legato a Totti, ci sentiamo spesso: è stato il Re di Roma. Forse non è stato considerato quanto dovuto perchè il suo talento è stato pazzesco”. Sul Barcellona dice: “Una squadra eccezionale, abbiamo tutto per vincere. D’altra parte un club come il Barça è costretto a iniziare tutte le competizioni per vincere”. Così come al Barça, dove è iniziata l’avventura di Koeman, anche alla Juve novità in panchina con l’arrivo di Andrea Pirlo. “Sono molto felice per lui. E’ stato un giocatore che ha dato tanto al calcio. Ha deciso con fermezza di diventare allenatore e credo che sappia benissimo quali siano le difficoltà. Quello che posso dire è che entra in un gruppo sano, che ama vincere, che è lì per dare una mano all’allenatore, soprattutto i senatori, ma in generale tutta la rosa. Posso assicurare che sono lì solo per vincere e quindi lo aiuteranno. Poi, sì, non è semplice trovare le alchimie tattiche giuste, questo lo vedremo nel corso della stagione. Auguro a Pirlo, di cui ero innamorato da giocatore, di avere la stessa carriera da allenatore”.
Si parla anche di Sarri, secondo Agnelli “non è scattata l’alchimia giusta fra tecnico e spogliatoio”, Pjanic concorda: “Il presidente non parla mai per caso. E’ sempre molto presente nello spogliatoio, sa molto bene cosa succede, ascolta i giocatori, è sempre in contatto con lo staff. Quello che ancora adesso mi dispiace è che Sarri non aveva fiducia negli uomini e questo mi ha disturbato. Quando uno si sbaglia nella valutazione delle persone mi dispiace e resta la cosa peggiore, perchè ogni giocatore in quello spogliatoio ha sempre dato e darà sempre il massimo per il club e per la squadra. Si può non andare d’accordo con uno o due, ma questo non ha mai condizionato l’impegno, perchè tutti i giocatori vogliono vincere, perchè sono professionisti incredibili che vogliono perseguire il loro obiettivo. Ecco, se un allenatore mette in dubbio questo, allora è lì che non scatta quella scintilla di cui parla il presidente. Nessuno mette in dubbio le qualità di allenatore di Sarri, ma c’è stato quel problema. Alla fine, però, abbiamo portato a casa un altro scudetto che non è mai una cosa semplice”. Toprnando alla sua sfida da ex, potrebbe non trovarsi di fronte Ronaldo, alle prese con il Covid. “L’ho chiamato qualche giorno fa, è un leone in gabbia. Mi ha detto: io sto bene, non sento niente! Voglio tornare presto in campo. Spero di essere negativo al più presto. E’ un pò smanioso di tornare in campo, ma sta bene”. Non dovrebbe esserci Chiellini. “Mi spiace. Conoscendolo sono felice se salta la partita: averlo con te in squadra è la cosa migliore, averlo contro decisamente meno. Ma sarà bello affrontare tutti, ritrovarli tutti sul campo, anche se da avversario. La Juventus, ve lo ripeto, non mi uscirà mai dal cuore”.
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Reti ed emozioni, tra Sassuolo e Torino finisce 3-3

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Torino fa e disfa, il Sassuolo non muore mai ed è la solita macchina da gol. Nella nebbia del Mapei Stadium di Reggio Emilia, la squadra di Giampaolo fallisce l’appuntamento con la prima vittoria stagionale e viene rimontata dal 3-1 al 3-3 dalla seconda forza della Serie A. Gli uomini di De Zerbi gestiscono il possesso palla ma le migliori occasioni sono per i granata sin dalle prime battute. Consigli è costretto agli straordinari prima con un grande intervento su Verdi e poi con il bel riflesso su Meitè ma al 33′ il Torino passa in vantaggio. Vojvoda crossa dalla destra, Chiriches buca e Linetty non sbaglia da pochi passi insaccando il primo gol del campionato che porta una firma diversa da capitan Belotti. Il Sassuolo non riesce a scuotersi e per Sirigu non corre alcun brivido prima del duplice fischio dell’arbitro Guida della sezione di Torre Annunziata. In avvio di ripresa il match resta vivace: Chiriches non riesce a farsi perdonare e manca una ghiotta pallagol, dall’altro lato il Torino continua a costruire ma deve fare sempre i conti con un Consigli in stato di grazia. Il portiere di casa dice di no a Belotti e nuovamente in uscita su Verdi. De Zerbi getta nella mischia Boga, ai primi minuti stagionali dopo la lunga positività al coronavirus, ed è proprio l’ex Chelsea a mancare l’appuntamento col gol al 69′ dopo l’uscita a vuoto di Sirigu. Il pari è solamente rinviato di qualche secondo: al 71′ Djuricic trova l’1-1 col tacco sul cross del subentrato Muldur sporcato da Lyanco. Quando il Toro sembra poter sprofondare nel vortice di insicurezze è Belotti a prendere per mano i suoi: al 77′, di forza, resiste alla trattenuta di un ingenuo Chiriches e riporta i granata in vantaggio, due minuti più tardi veste i panni dell’assist man e premia la sgroppata di Lukic, che con un gran diagonale cala il tris. Guai, però, a dar per sconfitto troppo presto il Sassuolo: tra 84′ e 85′ i neroverdi pareggiano clamorosamente prima con un eurogol da una trentina di metri di Chiriches, poi con il guizzo del solito Caputo, convalidato dopo un lungo check. Nei 7′ di recupero concessi da Guida i padroni di casa proseguono l’assedio ma non riescono ad acciuffare il secondo 4-3 consecutivo.
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Bottas il più veloce nelle seconde libere, Leclerc 4°

PORTIMAO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Valtteri Bottas firma il tempo più veloce nella seconda sessione di libere nel GP del Portogallo. Nelle FP2 sul circuito di Portimao caratterizzate da ben due bandiere rosse, il pilota della Mercedes ferma il cronometro a 1’17″940 davanti a Max Verstappen (Red Bull, +0”595) e Lando Norris (McLaren, +0”803). Buoni segnali anche per le Ferrari di Charles Leclerc (quarto) e Sebastian Vettel (sesto), mentre è solamente ottavo il leader del Mondiale Lewis Hamilton, con un secondo e tre decimi di ritardo dal compagno di squadra. Alle 12.00 di sabato 24 ottobre in programma la terza e ultima sessione di libere.
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Cerny vince la 19^ tappa del Giro, Kerlderman resta in rosa

ROMA (ITALPRESS) – Josef Cerny vince la diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2020 andata in scena da Abbiategrasso a Asti per un totale di 124 chilometri dopo la riduzione del percorso che sarebbe dovuto partire da Morbegno. Successo nelle mani del corridore ceco (CCC Team) che precede Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling) e Jacopo Mosca (Trek-Segafredo). Il gruppo maglia rosa arriva oltre 10 minuti dopo e l’olandese Wilco Kelderman (Sunweb) mantiene la leadership nella classifica generale. Frazione odierna che di fatto ha subito una grossa variazione dopo le lamentele di alcuni corridori riguardo le condizioni climatiche: i vari team hanno raggiunto la nuova partenza con i pullman che è stata fatta segnare alle ore 14:30 da Abbiategrasso, riducendo la distanza da 258 a 124 chilometri. Domani in programma la ventesima tappa del Giro d’Italia, da Alba a Sestriere di 190 chilometri. Anche in questo caso il percorso è stato modificato rispetto al piano originale: una temibile tripla scalata sul Sestriere e ultime chance per gli uomini di classifica per fare la differenza. 
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Nakagami sfreccia nelle libere al Gp di Teruel

ALCANIZ (SPAGNA) (ITALPRESS) – Takaaki Nakagami fa segnare il giro più veloce al termine delle prime due sessioni di libere del Gran Premio di Teruel di MotoGP. Il pilota giapponese della Honda ferma il cronometro al pomeriggio sul tempo di 1’47″782 tenendo dietro lo spagnolo Maverick Vinales (Yamaha) e il britannico Cal Crutchlow (Honda). Quarto crono per Fabio Quartararo (Yamaha) davanti allo spagnolo Joan Mir (Suzuki), in testa al Mondiale. Restano fuori dalla Q2 virtuale Andrea Dovizioso, lontano dai primi 10, e Francesco Bagnaia. Al mattino il più veloce era stato Alex Marquez in sella alla Honda ufficiale in 1’48″184 davanti proprio a Nakagami di quasi mezzo secondo.
“Oggi ho avuto un discreto passo sin dalle FP1, sono riuscito a portare a casa un ottimo tempo – il commento a fine giornata del giapponese – è un buon inizio per noi, spero che i risultati possano arrivare anche nel pieno del weekend”.
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Antonio Conte “Le assenze non mi preoccupano”

MILANO (ITALPRESS) – “Non sono preoccupato per le varie assenze causa Covid-19. Dobbiamo affrontare tutto a testa alta, senza dare troppo peso alle assenze, a quello che ci è successo e a quello che ci sta succedendo. Stiamo giocando bene. Stiamo facendo un buon calcio. Raccogliamo meno di quanto meritiamo. A volte ci siamo ‘punitì da soli, con nostre disattenzioni. Credo nel lavoro che stiamo facendo e andiamo avanti con convinzione”. Così, in conferenza stampa, il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, alla vigilia della gara in trasferta contro il Genoa.
“Anche sul piano dell’intensità di gioco, siamo sulla strada giusta. Non dobbiamo farci influenzare troppo dai risultati. Il contenuto delle varie prestazioni è stato sempre positivo, secondo me, e mi ha soddisfatto. Vedo soddisfazione anche da parte dei miei giocatori nel fare questo tipo di calcio e ciò mi gratifica. Sono convinto che stiamo costruendo qualche cosa di importante e sono felice di quello che mi stanno dando i miei giocatori”, ha detto ancora l’allenatore del team nerazzurro.
“E’ sbagliato cercare di minare quello che stiamo facendo, con critiche dall’esterno. Il club è dalla nostra parte e la pensa come me e come il team. Abbiamo fatto tanti gol e ne avremmo potuti fare molti di più. Poi, ripeto, abbiamo incassato qualche rete per nostre disattenzioni. Dobbiamo continuare così, cercando di fare sempre noi la partita: questa è la strada giusta per tornare a essere grandi e solidi in futuro”, ha spiegato infine Conte.
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