CESENATICO (ITALPRESS) – Jhonatan Narvaez ha vinto la dodicesima tappa del Giro d’Italia 2020 con partenza e arrivo a Cesenatico, città di Marco Pantani, dopo 204 km. La frazione odierna, mossa da ben cinque GPM e con continui saliscendi, ha visto il corridore ecuadoriano del team Ineos Grenadiers tagliare in solitaria il traguardo al termine di una lunghissima fuga. Secondo Mark Padun (Bahrain-McLaren), l’altro battistrada che ha però dovuto alzare bandiera bianca per una foratura, mentre resiste la maglia rosa Joao Almeida senza alcun sussulto nella classifica generale. Domani in programma la tredicesima tappa della corsa rosa con partenza a Cervia e arrivo a Monselice dopo 192 km: una frazione che potrebbe ingolosire i velocisti nonostante un finale impegnativo.
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Narvaez vince in solitaria a Cesenatico, Almeida sempre rosa
Giulini “Il Cagliari è ripartito con entusiasmo ma serve pazienza”
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il Cagliari lavora per trovare una nuova identità con un nuovo allenatore. C’è entusiasmo, come sempre quando si riparte con un progetto nuovo. Si è anche ringiovanito la rosa. Ci auguriamo di vedere nel giro di poche giornate i frutti del lavoro. Ma ci vuole pazienza. Lo dico anche ai tifosi. Questo per noi deve essere necessariamente un progetto di gioco a lungo termine”. Tommaso Giulini, presidente dei sardi, resta fiducioso nonostante un avvio di campionato in salita, col pari all’esordio contro il Sassuolo e poi le sconfitte con Lazio e Atalanta. Di Francesco è una garanzia (“La sua voglia di rivalsa dopo l’esperienza alla Samp mi ha molto colpito. Il fallimento che Di Francesco ha incontrato alla Samp lo ha fatto tornare con più voglia e fame”) e anche in rosa non mancano i giocatori per essere ambiziosi. Joao Pedro è rimasto (“Il Torino proponeva solo scambi e noi non eravamo interessati a scambiare il nostro attuale capitano con un giocatore del Torino”), idem Cragno, altro giocatore a cui Giulini è legato. “Vale lo stesso discorso fatto per Joao, sì – prosegue in un’intervista a ‘Tuttosport’ – Sono affezionatissimo a entrambi e sono indiscutibilmente due titolari assoluti”. “Poi però, sotto altri punti di vista, se per uno dei due un domani arrivasse un’ottima offerta, è chiaro che non ci dispiacerebbe accontentare il giocatore nella sua crescita e incassare per il bene della società. Sarebbe giusto valutarla, insomma”. Giulini si aspetta molto anche da Simeone. “Ha fatto molto bene nel girone di ritorno, è il giocatore che ci ha dato di più in assoluto in quel momento di difficoltà in cui eravamo finiti. E’ uno dei pochi giocatori che salvo da gennaio a oggi. Con Pavoletti e Joao Pedro abbiamo tre attaccanti di altissimo livello e questo è un motivo in più per cui ora questa squadra deve macinare punti”. E’ mancata la ciliegina sulla torta: Nainggolan. “Dal punto di vista del tifoso ho un grandissimo rimpianto. Da presidente dico che alla fine sono contento che la trattativa non sia andata in porto, dati i costi. Dispiace che questa trattativa degli ultimi giorni, last minute, abbia fatto un pò passare in secondo piano colui che ritengo uno degli acquisti più importanti della storia del Cagliari: Godin”. Ma a cosa ambisce il Cagliari? “L’obiettivo è fare meglio dell’anno scorso – la posizione di Giulini – Eravamo partiti estremamente bene, ma poi abbiamo finito molto male. Sarebbe stato meglio il contrario. Ora ci piacerebbe alzarci un gradino rispetto al passato. L’Europa? Sarebbe bello essere lì sino alle ultime giornate, non lontani dalle posizioni che valgono l’Europa. Ma credo che in questo momento ci manchi ancora qualcosina per poter lottare per l’Europa. Nel 2020 noi siamo gli ultimi per punti conquistati, a parte le retrocesse”. Sull’ipotesi playoff-playout rivangata da Gravina, Giulini però è netto: “Le regole van fatte prima, non si possono modificare durante, se no rischi di truccare tutta la competitività del campionato stesso. E più passano le giornate, più la conseguenza sarebbe questa”. Infine, sul progetto stadio, un aggiornamento: “Ci auguriamo di depositare in Comune il progetto esecutivo definitivo e il nuovo piano economico finanziario nel primo trimestre del prossimo anno. L’obiettivo più realistico ora è poter utilizzarlo nella stagione 2023-2024”.
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Nations League, Italia-Olanda 1-1 e azzurri non più primi nel girone
L’Italia pareggia 1-1 contro l’Olanda e perde la testa del gruppo 1 di Nations League, in virtù della vittoria per 3-0 della Polonia sulla Bosnia. Al Gewiss Stadium, di fronte agli operatori sanitari e ai sindaci della provincia di Bergamo, un gol di van de Beek permette alla selezione di de Boer di rispondere all’iniziale vantaggio di Pellegrini e di mantenere il distacco di una sola lunghezza rispetto agli azzurri in classifica. Rispetto alla partita contro Lewandowski e compagni, il Ct Mancini cambia un solo interprete del tridente d’attacco: fuori Belotti, dentro Immobile. Ma la rete dell’1-0 nasce sui piedi di due giocatori già titolari a Danzica: al 16’ Barella inventa un assist perfetto dalla destra per Pellegrini che taglia nel corridoio centrale tra de Vrij e Hateboer e firma l’1-0 col mancino. Ma l’Olanda non subisce il contraccolpo del gol. Anzi, si tuffa subito in avanti e prende in mano il pallino del gioco con un imperioso Frenkie de Jong fino al gol del pareggio che arriva puntuale al 26’: il centrocampista del Barcellona apre per Blind e da una combinazione in area tra il centrocampista e Depay nasce la conclusione a botta sicura di van de Beek che dal dischetto del rigore scarica in rete per l’1-1. Nella ripresa è l’Olanda ad approcciare in modo più incisivo: al 55’ Depay si libera sulla sinistra e prova a piazzare il pallone sull’angolino opposto trovando la grande risposta di Donnarumma. L’episodio scuote gli azzurri che sfiorano il nuovo vantaggio in due circostanze: prima al 57’ con Immobile che si fionda su un regalo di Hateboer per poi calciare sul corpo di Cillesen, poi al 59’ con un colpo di testa di Bonucci che trova l’opposizione involontaria di D’Ambrosio che non riesce a ribadire in rete da due passi. Nel secondo tempo sono tre i cambi scelti da Mancini: fuori Chiesa, Verratti e Pellegrini, dentro Kean, Locatelli e Florenzi. Ma neanche le sostituzioni riescono a scuotere l’Italia che deve accontentarsi di un pareggio che lascia l’amaro in bocca.
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Juve-Napoli 3-0 a tavolino e -1 in classifica per i partenopei
Lo scorso 4 ottobre Juventus-Napoli si sarebbe potuta giocare: dati gli atti, non esistono motivazioni sufficienti per invocare le cause di forza maggiore e dunque per i partenopei arriva la sconfitta a tavolino per 3-0 e un punto di penalizzazione in classifica. Si chiude il primo atto giudiziario, sportivamente parlando, in merito alla mancata disputa del posticipo della terza giornata di serie A. La squadra di Gattuso, che la domenica prima aveva affrontato al San Paolo quel Genoa che sarebbe stato di lì a poco travolto da numerosi casi di Covid, aveva registrato la positività di Zielinski e poi di Elmas e alla vigilia della trasferta di Torino era rimasta a Napoli su indicazione della Asl. Ma il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, nelle cinque pagine di motivazioni contenute nel dispositivo, ritiene che “non risulta integrata la fattispecie della forza maggiore, così come descritta dalle norme federali”. La premessa è che allo stesso giudice sportivo è “preclusa ogni valutazione sulla legittimità (e, ancor più, ogni eventuale forma di disapplicazione) di atti e provvedimenti, in qualunque forma adottati, dalle Autorità sanitarie statali e territoriali, nonchè delle Autorità regionali, posti in essere a tutela dalla salute di singoli o della collettività”. Ma ripercorrendo il carteggio fra il Napoli e le due Asl, gli atti delle aziende sanitarie “delineano un quadro che non appare a questo Giudice affatto incompatibile con l’applicazione delle norme specifiche dell’apposito Protocollo sanitario Figc, e quindi con la possibilità di disputare l’incontro di calcio programmato a Torino”, “un quadro che non appare scardinato di per sè nemmeno dai chiarimenti richiesti alla Presidenza regionale”. Per il giudice, dunque, “i primi ‘segnali’ che giungevano dalle autorità apparivano obiettivamente non ostativi all’applicazione del Protocollo e dunque dell’effettuazione della trasferta” e solo successivamente, con i chiarimenti forniti dalla Asl 2 di Napoli, “il quadro diveniva all’evidenza difficilmente compatibile con la trasferta a Torino”. Ma a quel punto “la ‘prestazione’ sportiva da parte del Napoli (che fin dalla sera precedente aveva proceduto a disdire il viaggio aereo programmato con apposito charter) era nel frattempo oggettivamente divenuta di suo impossibile, anche sotto il profilo logistico-organizzativo, avendovi da tempo la società rinunciato ed essendo ormai giunti in prossimità della gara”. Il Napoli, insomma, aveva rinunciato alla trasferta prima ancora che gli venisse realmente impedito di andare in campo. In altre parole “non si può far valere una causa esterna oggettiva di impossibilità, quale è appunto la forza maggiore, nel caso declinata come ordine dell’autorità, quando la prestazione sia stata da tempo unilateralmente rinunziata (non conformemente, peraltro, alle indicazioni dell’Ente organizzatore) e sia divenuta ormai nei fatti impossibile, atteso che in tal caso la sopravvenuta vis esterna diviene in concreto irrilevante”. Il reclamo del Napoli “in ordine alla regolarità della gara è da ritenersi inammissibile, trattandosi di strumento chiaramente dedicato alla contestazione di gare disputate”, aggiunge Mastrandrea, sentenziando il 3-0 a favore della Juve e il -1 in classifica alla squadra di Gattuso. Ma quasi certamente non finirà qui: il Napoli è pronto a presentare ricorso per fare valere le sue ragioni.
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Positivo anche McKennie, Juve in isolamento fiduciario
TORINO (ITALPRESS) – Dopo Cristiano Ronaldo, un altro giocatore della Juventus è risultato positivo al coronavirus. Si tratta del 22enne centrocampista statunitense Weston McKennie, la cui positività è emersa nel corso dei controlli previsti dal protocollo in vigore. “In ossequio alla normativa e al protocollo il gruppo squadra entra da questa sera in isolamento fiduciario – fa sapere la società bianconera in una nota – Questa procedura permetterà a tutti i soggetti negativi ai controlli di svolgere la regolare attività di allenamento e di partita, ma non consentirà contatti con l’esterno del gruppo. La società è in costante contatto con le autorità sanitarie competenti”.
Ronaldo, intanto, ha lasciato il ritiro della nazionale portoghese a bordo di un volo sanitario alla volta di Torino, dove osserverà dunque il periodo di quarantena in attesa di guarire dal Covid e rimettersi a disposizione di Pirlo.
Da segnalare, inoltre, che nella formazione under 23 bianconera, dopo il tecnico Lamberto Zauli, sono state registrate altre due positività: a essere contagiati sono stati il giocatore Lucas Rosa e un componente dello staff.
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Demare cala il poker al Giro d’Italia 2020
Arnaud Demare ha ottenuto il successo nell’undicesima tappa del Giro d’Italia 2020 andata in scena da Porto Sant’Elpidio a Rimini di 182 km. La frazione odierna, senza particolari difficoltà altimetriche e con un solo Gpm, vede trionfare il campione francese della Groupama-FDJ, sempre più maglia ciclamino, per la quarta volta nell’edizione numero 103 della corsa rosa. Completano il podio lo slovacco Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) e il colombiano Alvaro Hodeg (Deceuninck-Quick Step). Regge la presa e non molla la maglia rosa Joao Almeida. Il portoghese della Deceuninck-Quick Step rimane in testa alla classifica generale che comanda ormai dalla terza tappa. Qualche brivido per Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling), il quale rientra in gruppo dopo una foratura alla ruota posteriore, e anche per Elia Viviani (Cofidis), che perde per qualche secondo il contatto con i big per poi riagganciarsi assieme a Simone Consonni dopo un contatto con la moto della scorta tecnica. Domani in programma la dodicesima tappa del Giro d’Italia con partenza e arrivo a Cesenatico al termine di 204 chilometri. Una frazione che non presenta tratti di pianura se non per i primi e gli ultimi 25 km. Cinque Gpm e un susseguirsi di discese e di salite che portano al rettilineo finale. Una tappa ideale per le fughe e anche per i big, che potrebbero stravolgere le classifiche.
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Fognini positivo al coronavirus “Ma sintomi lievi”
Fabio Fognini è risultato positivo al coronavirus. Il tennista ligure sarebbe dovuto scendere in campo oggi per fare il suo esordio al “Forte Village Sardegna Open”, nuovo Atp 250 dotato di un montepremi di 271.345 euro che si sta disputando sui campi in terra rossa del resort a Pula, in Sardegna. Il 33enne ligure, informa la Federtennis, è risultato positivo al secondo tampone cui è stato sottoposto dal momento del suo arrivo al Forte Village ed è stato posto in isolamento come previsto dai protocolli anti-Covid del torneo e della Atp. Il suo posto in tabellone, dove era stato accreditato della prima testa di serie, è stato preso dal lucky loser Danilo Petrovic. “I sintomi sono molto lievi, un po’ di tosse e febbre, mal di testa… ma purtroppo è arrivata questa notizia – commenta via social Fognini – Sono già in isolamento e sono convinto che mi rimetterò presto”. Anche tutte le persone con cui Fognini si è trovato a contatto diretto sono state poste in isolamento preventivo e sottoposte a nuovi tamponi, come da protocollo sanitario. La direzione sanitaria del Forte Village e della Asl locale sono incaricati delle procedure previste in casi del genere.
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Rossi “Aragon pista difficile per me ma ho buone sensazioni”
ALCANIZ (SPAGNA) (ITALPRESS) – Due gare di fila ad Aragon per provare a rilanciarsi. Valentino Rossi è reduce da tre ritiri consecutivi: fra Misano, Barcellona e Le Mans il Dottore ha raccolto zero punti e il primo dei due appuntamenti sul circuito di Alcaniz può rappresentare l’occasione giusta per il riscatto, sebbene in passato il Gran Premio di Aragon, in calendario dal 2010, sia stato avaro di soddisfazioni per lui: Rossi non è mai andato oltre il terzo posto, centrato in tre occasioni (2013, 2015 e 2016). “E’ sempre stato un tracciato difficile per me – ammette il centauro di Tavullia – per cui sarà una bella sfida andare forte qui. Ma quest’anno sono abbastanza veloce e ho buone sensazioni sulla moto. Lavoreremo ancora sodo e proveremo a capire se possiamo alzare il livello delle nostre prestazioni su questa pista”. Non ha un gran feeling con Aragon anche il compagno di squadra in Yamaha, Maverick Vinales, ancora a caccia del suo primo podio in MotoGp sulla pista spagnola. “Ma è un circuito che amo, uno dei miei preferiti – assicura – Solitamente guido bene qui e di sicuro darò tutto in questo weekend. E’ una sorta di Gran Premio di casa per me, l’anno scorso ho sfiorato il podio e penso che possiamo fare un buon lavoro anche questa volta”.
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