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Demare vince in volata la 6^ tappa, Almeida resta leader

MATERA (ITALPRESS) – Arnaud Demare ha conquistato la sesta tappa del Giro d’Italia 2020 andata in scena da Castrovillari a Matera di 188 km. La frazione caratterizzata da un GPM di terza categoria (la salita di Millotta), con vari saliscendi che hanno portato al traguardo, finisce nelle mani del corridore francese della Groupama-FDJ. Si tratta del secondo successo in questa edizione per Demare. Finale emozionante concluso in volata: il podio viene completato da Michael Matthews (Team Sunweb) e Fabio Felline (Astana Pro Team). Maglia rosa che invece resta salda nelle mani di Joao Almeida: il portoghese della Deceuninck-Quick Step regge in testa alla classifica generale. Domani in programma la settima tappa da Matera a Brindisi al termine di 143 chilometri. Si tratta di una delle frazioni più agevoli dell’edizione numero 103 della corsa in rosa: nessuna salita imponente e tracciato adatto ai velocisti del gruppo. 
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Sollievo Napoli, anche il tampone di Lobotka è negativo

Zielinski ed Elmas restano gli unici due calciatori del Napoli ad aver contratto il coronavirus. La società partenopea informa attraverso i suoi canali social che “l’ultimo tampone in lavorazione di Stanislav Lobotka è risultato negativo al Covid-19”.
Da martedì il gruppo squadra e lo staff sono nel ritiro “bolla” per rispettare l’isolamento fiduciario imposto dall’Asl Napoli, dopo che sabato c’era stato l’ordine di non partire per Torino visti i contagi di Zielinski ed Elmas. Ieri mattina i nuovi tamponi, risultati tutti negativi, ma mancava all’appello ancora quello del centrocampista slovacco perchè non era stato ancora elaborato. Ora l’esito che fa tirare un sospiro di sollievo.
Sempre nella giornata di ieri il Napoli aveva comunicato la positività anche di un calciatore appartenente alla rosa della Primavera.
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U.21 in Islanda con tanti assenti ma Nicolato resta “Ottimista”

La trasferta di per sè è già difficile, il coronavirus non aiuta ma Paolo Nicolato non cerca alibi. Dopo la scoppola rimediata un mese fa con la Svezia, l’Under 21 riparte domani a caccia di un posto per l’Europeo. E lo farà a Reykjavik, contro l’Islanda, senza Bastoni e Carnesecchi rimasti a casa perchè positivi al Covid. “Sono due ragazzi molto importanti per noi – ammette il ct degli azzurrini ai microfoni di RaiSport – Non ci fa piacere, abbiamo avuto altri problemi anche prima delle convocazioni ma dobbiamo guardare avanti, sarà l’opportunità per i ragazzi nuovi per far vedere le loro qualità. E’ un periodo un pò così, le convocazioni sono parecchio condizionate fra giocatori che dobbiamo lasciare a casa e altri chiamati in prima squadra, ma sarà un periodo da vivere nel modo giusto. Non riusciamo magari a fare quello che avremmo voglia di fare ma resto ottimista, ho visto una squadra volenterosa, con entusiasmo, anche se non c’è l’esperienza che aveva prima e mancano alcuni calciatori che sono soliti giocare con continuità”. Anche perchè i tre punti sono fondamentali. “Dobbiamo vincere – ammette Nicolato – Comprendo che la situazione non è facile ma dobbiamo fare risultato. Anche se andiamo su un campo dove nessuno ha vinto, anzi lì hanno tutti perso, in condizioni climatiche difficili, su un terreno di gioco sintetico, dobbiamo avere l’ambizione di tirare fuori il massimo”. Il ct, anche se con pochi allenamenti e qualche acciacco fra i giocatori a disposizione, ha già in testa la formazione (“ho potuto fare quello che ho potuto ma i ragazzi li conosco molto bene”) e sa bene che tipo di gara attende l’Italia. “Sarà una partita difficile, l’Islanda come la Svezia non si è mai fermata mentre noi ci stiamo cominciando a muovere adesso. Stiamo meglio di un mese fa ma non siamo ancora al top sul piano fisico, ci metteranno in difficoltà, sarà una gara in salita”.
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Italia travolgente, sei gol alla Moldova

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L’Italia strapazza la Moldova per 6-0 e ottiene agevolmente quel che Mancini aveva chiesto alla vigilia dell’amichevole del Franchi: una vittoria per il ranking Fifa e un segnale incoraggiante da chi, fino ad oggi, è stato impiegato meno in azzurro. In vista degli impegni in Nations League contro Polonia e Olanda, chi ha risposto con una prestazione più che convincente all’occasione concessa dal Ct è sicuramente Bryan Cristante, che con la maglia della Nazionale sembra un altro rispetto alla versione della Roma. La rete dell’1-0 è sua con un colpo di testa al 19’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo che sorprende il portiere Coselev. Risposte positive anche da Francesco Caputo e Stephan El Shaarawy. Il primo, al debutto in Nazionale, firma il 2-0 al 23’ sfruttando un assist di Biraghi e propizia l’autogol del 4-0 con un dribbling su Posmac, che nel tentativo di fermare il bomber del Sassuolo calcia nella propria porta. Dopo il mancato ritorno alla Roma, El Shaarawy si consola invece con la fascia di capitano e una doppietta: prima al 30’ con una magia costruita con tre tocchi che gli permette di circumnavigare Craciun e beffare Coselev da posizione defilata, poi al 46’ con un colpo di testa da due passi a porta vuota su assist di Lazzari. Ritmi più bassi e meno occasioni da gol nel corso della ripresa che offre l’occasione per mettersi in luce anche a Cragno, Emerson Palmieri, Sensi, Kean, Lasagna e Grifo. Proprio dai piedi dell’esterno del Friburgo nasce l’ultima rete della serata con un assist perfetto per Berardi che da due passi appoggia in rete col mancino e firma il suo primo gol in azzurro per il definitivo 6-0.

Tsitsipas in semifinale a Parigi contro Djokovic

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Stavolta niente pallina scagliata contro il giudice di linea e biglietto per la semifinale del Roland Garros in tasca. Novak Djokovic ritrovava a Parigi Pablo Carreno Busta per la prima volta dai fattacci di New York: allora un gesto di stizza costò al serbo una clamorosa squalifica e soprattutto la grande chance di arricchire il suo già prezioso palmares. A Parigi, così, Nole tiene i nervi saldi nonostante una partenza in salita con tanto di primo set perso, riprende in mano il match e dopo oltre tre ore e dieci di gioco chiude i conti per 4-6 6-2 6-3 6-4. Fra il 33enne serbo e la sua quinta finale nell’Open di Francia (un solo successo, nel 2016), c’è ora Stefanos Tsitsipas. Al greco basta un’ora in meno per conquistarsi la seconda semifinale in carriera in uno Slam dopo quella agli Australian Open 2019, confermando di essere sulla strada giusta per proporsi definitivamente fra gli eredi dei Big Three. A farne le spese è quell’Andrey Rublev che un paio di settimane fa gli negava in finale la vittoria ad Amburgo e oggi spazzato via per 7-5 6-2 6-3 sul palcoscenico del “Philippe-Chatrier”. “Mi sono sentito a mio agio su questo campo e, sebbene sia partito male, mi sono ricordato di essere un grande lottatore. E’ anche una questione di trovare le giuste soluzioni nei momenti più complicati e oggi ci sono riuscito”. La chiave del match nel primo set quando il 22enne greco, sotto 3-5 e a tre punti dal perdere il parziale, ha infilato cinque giochi di fila e dato una direzione ben precisa all’incontro. Da quel momento, infatti, Tsitsipas è stato in pieno controllo e adesso andrà a caccia dell’impresa contro Djokovic, già battuto in passato in due occasioni.

Le ultime due teste di serie ancora in gioco fra le donne, Sofia Kenin e Petra Kvitova, daranno invece vita alla semifinale della parte bassa del tabellone per decidere chi affronterà per il titolo una fra Iga Swiatek e Nadia Podoroska. La vincitrice dell’ultimo Australian Open, quarta favorita del seeding, fa suo per 6-4 4-6 6-0 il derby a stelle e strisce con Danielle Collins, che fin qui l’aveva sempre battuta tre volte su tre. Concentrata e solida, la 21enne originaria di Mosca si lascia scivolare addosso le fatiche degli ultimi giorni, chiudendo con 38 vincenti e solo 26 errori non forzati. “Sapevo che avrebbe giocato aggressiva e che lo sarei dovuta essere anch’io”, esulta la Kenin, più forte anche mentalmente rispetto alla più esperta avversaria. E che ora sulla sua strada troverà Petra Kvitova, numero 7 del seeding e di nuovo in semifinale a Parigi, a otto anni dall’ultima volta. Prova di forza della ceca, che impiega 78 minuti per liquidare con un doppio 6-3 Laura Siegemund e resta, assieme alla Swiatek, una delle due giocatrici a non aver ancora ceduto un set. “Sono fiera di tutto quello che ho fatto oggi. Giocare un quarto di finale in uno Slam non è mai semplice ma sono stata brava a gestirla dal punto di vista della pressione”, ha sottolineato la 30enne ceca, anche oggi brillante in battuta e pronta a sfidare la Kenin, già battuta nei due precedenti, l’ultimo dei quali a Madrid lo scorso anno.
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Ganna vince la quinta tappa del Giro d’Italia

Filippo Ganna ha conquistato la quinta tappa del Giro d’Italia 2020, da Mileto a Camigliatello Silano per un totale di 225 km. Una delle frazioni più lunghe dell’edizione numero 103, caratterizzata da tre GPM (l’ultimo di prima categoria), premia il corridore italiano del Team Ineos-Grenadiers che stupisce tutti e fa la differenza in salita prima della discesa conclusiva. Azione eroica del piemontese che va a prendersi il secondo successo di tappa dopo quello inaugurale. Il podio viene completato dall’austriaco Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe) e dal portoghese Joao Almeida (Deceuninck-QuickStep), con quest’ultimo che mantiene e fortifica la maglia rosa. Domani in programma la sesta tappa del Giro d’Italia da Castrovillari a Matera al termine di 188 chilometri che sulla carta favoriscono i velocisti. Prima del tratto finale – dove si affrontano brevi saliscendi che portano ai piccoli strappi dell’arrivo – fari puntati sull’unico GPM di terza categoria, la salita di Millotta.

Commisso “Fiero di dare a Firenze grande centro sportivo”

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“Ci siamo rimasti male”. Con queste parole il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ammette che la partenza di Federico Chiesa con destinazione Juventus ha amareggiato lui e tutto il club. “Tanto per fare un esempio quando ero a Chicago durante la tournèe viola di un anno fa lo aspettai quando arrivò col pullman della squadra. Non ho sentito Chiesa, ma non ho neanche mai sentito nessuno della Fiorentina che ha fatto critiche su di lui. Abbiamo perso Chiesa ma abbiamo la nuova chiesa qui col nuovo centro sportivo”, ha aggiunto il patron viola nel corso di una conferenza stampa a Bagno a Ripoli, comune dove sorgerà il nuovo centro sportivo del club gigliato. “Quando è stato vinto l’ultimo scudetto della Fiorentina? Nel 1969 – si è autorisposto Rocco Commisso -. Per 50 anni si è aspettato, ora perchè non volete darmi due, tre o cinque anni di tempo? Abbiamo 19 nuovi giocatori, abbiamo ricostruito la squadra e come ho sempre fatto in vita mia, faro’ anche qui. Il presidente sono io e faccio le cose come si devono fare. Serve tempo, quello che hanno avuto Lazio e Napoli per diventare quelle che sono oggi”.
“Ho sentito parlare del modello Bologna – aggiunge Commisso -. Abbiamo fatto più punti del Bologna negli ultimi cinque anni. Qui sono bravi a criticare. Io ho costruito Mediacom e ho ottenuto fama e successo. Serve pazienza. La storia della Fiorentina non l’ho fatta io, l’ha fatta qualcun altro ma le critiche fatte non mi vanno bene. Il Covid ha cambiato molto, ognuno ha la sua preoccupazione, non so se ciò dipenda dal lavoro o dalla salute. Vedo che le critiche sono molte di piu’. Quando sono giustificate le accetto, altrimenti no”.
Per Commisso oggi giornata importante con la soddisfazione di presentare un progetto su cui lavora da mesi, nel corso di una conferenza stampa a Bagno a Ripoli, comune dove sorgerà il nuovo centro sportivo del club gigliato che avrà ‘Viola Park Acf Fiorentina’ come nome provvisorio, ma che in futuro potrebbe chiamarsi ‘Mediacom Viola Park Acf Fiorentina’. “È un grande orgoglio per noi venire qui, investire e lasciare qualcosa di bello per Firenze. Questo centro sportivo resterà qui, sarà la prima sede, il primo impianto, nella storia della Fiorentina. Speriamo che qualcuno, oltre alle critiche, ricordi anche le cose positive fatte finora. Credo che i tifosi viola siano orgogliosi come me di avere una proprietà tutta della Fiorentina. Spero che i lavori siano completati nel giro di un anno, credo che inizieremo il 2 gennaio 2021”. “Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, mi venne a trovare in hotel nel giugno 2019, disse che mi voleva parlare e da lì è iniziato il percorso per fare il centro sportivo qui – ha ricordato Commisso -. Parlammo con i progettisti dei Della Valle che avevano un progetto per farlo a Campi Bisenzio ma io e la mia famiglia ci siamo innamorati di Bagno a Ripoli anche per la vicinanza al quartiere di Campo di Marte dove c’è lo stadio della Fiorentina”.
“Ribadisco che c’è 33% di possibilità che il nuovo stadio si faccia dove ora c’è il ‘Franchi’, il 33% che sorga a Campi Bisenzio, ma anche il 33% che il nuovo stadio non si faccia”, ha aggiunto Commisso che, tornando a parlare del centro sportivo, ha sottolineato: “La famiglia viola e Joe Barone lavorano da un anno per portare questo progetto avanti, ci sono stati molti incontri con i vari staff delle squadre gigliate. Questo progetto è tutto privato, il che vuol dire che tutti i soldi che verranno messi saranno della famiglia Commisso. Saranno investiti oltre 70 milioni, il più grande centro sportivo d’Italia con insieme la prima squadra maschile, quella femminile e le formazioni del settore giovanile. Ogni giorno ci saranno 400 persone a lavorare qui. La Fiorentina puo’ essere orgogliosa di quel che qui sorgerà”. “Questo nuovo centro sportivo ci porterà più punti in classifica” ha sottolineato il ds viola Daniele Pradè. “Servirà a far allenare meglio i nostri giovani e farà sì che qualcuno di essi ci sceglierà per questa nuova infrastruttura – ha aggiunto Rocco Commisso -. Quanto spendiamo qui è più della metà di quanto è stato speso per il nuovo ‘Juventus stadium’. La bellezza di Firenze è rispettata: il centro sportivo rispetta la Toscana, la città metropolitana e la bellezza della città”.
(ITALPRESS).

Los Angeles Lakers a un passo dal 17° titolo Nba

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La ‘bolla’ sta per dissolversi nell’aria, mandando così in archivio una finale Nba che avrebbe dovuto, e potuto, regalate qualche emozione in più. A dispetto di ogni cabala, i Los Angeles Lakers sono ad un passo dal loro 17esimo titolo nel campionato professionistico americano. E non serve nemmeno la spinta dello Staples Center, l’impianto casalingo che in tempi ‘normali’ dividono con i ‘cugini’ dei Clippers. Il vuoto della AdventHealth Arena di Orlando, dove i primi (e si spera ultimi) play-off in piena pandemia di Covid-19 si stanno esaurendo, basta e avanza al quintetto californiano per guadagnare un match-ball che ha già il sapore del trionfo. Miami Heat, l’outsider che sin qui ha saputo recitarne il ruolo solo in parte, cede in gara-4 per 102-96, consegnando ai rivali il 3-1 nella serie che sa tanto di resa. A recitare un ruolo di protagonista è il ‘solito’ LeBron James, a referto come miglior realizzatore con un bottino personale di 28 punti, impreziosito da 12 rimbalzi e 8 assist; 22 quelli siglati dal suo compagno di team Anthony Davis, gli stessi di Jimmy Butler, l’eroe di gara-3 che aveva riacceso l’entusiasmo nella formazione della Florida. Che, ad onor del vero, si batte sino alla fine per arrendersi solo nel quarto parziale, dove però i Lakers stringono le maglie della difesa e si affidano ai suoi fuoriclasse. Agli Heat, invece, manca l’apporto di Goran Dragic, che prova a superare il riscaldamento per poi arrendersi, tra le lacrime, alla fascite plantare che lo sta tormentando. Forse con lui in campo le cose sarebbero andate diversamente, ma l’unico dato che conta è che i Lakers sono ad un passo dal paradiso. Le due squadre torneranno in campo per gara-5 nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre, alle 3.00 italiane (diretta su Sky Sport): Miami ha bisogno di un guizzo per tenere viva la serie e sperare nel ‘ribaltone’, a Los Angeles, quella targata Lakers, dovrebbe bastare mantenere alta la concentrazione per subentrare nell’albo d’oro ai Toronto Raptors e far scorrere i titoli di coda su una stagione Nba destinata, suo malgrado, ad entrare prepotentemente nella storia.
(ITALPRESS).