Termina 1-1 la sfida tra Sassuolo e Cagliari nella prima giornata della Serie A 2020/21. Si decide tutto nel secondo tempo: Simeone al 77′ sblocca il risultato (si vede annullato il raddoppio per fuorigioco) ma all’87’ Bourabia agguanta il pareggio su calcio di punizione. Un punto a testa, nonostante le tante occasioni degli emiliani nella prima frazione, colpevoli però di non aver concretizzato. Circa 800 spettatori sugli spalti del Mapei Stadium (tra questi il ct Mancini) dopo la nuova normativa sulla riapertura degli stadi. Il Sassuolo ribadisce la voglia della passata stagione di puntare all’Europa League. L’inizio del match è a senso unico, caratterizzato dalle occasioni degli emiliani: cinque nel primo quarto d’ora, le migliori al 4′ di Berardi e all’11’ di Caputo. Il Sassuolo meriterebbe il vantaggio, quando al 45′ Cragno salva la porta parando l’inzuccata di Haraslin. Nel finale di primo tempo, Simeone è protagonista delle uniche chance dei sardi: al 43′ e al 48′ va due volte vicino al vantaggio. Vivace l’inizio della ripresa grazie ai tentativi di Caputo e Nandez, ma Cragno e Consigli chiudono le rispettive porte. Dopo una fase di stallo della partita, il Cagliari riesce a scardinare il risultato al 77′ con Simeone che stavolta non sbaglia di testa su assist di Joao Pedro. Il Cholito si vede annullare all’81’ la doppietta personale per fuorigioco. Il Sassuolo spreca una grande occasione con Caputo ma si salva all’87’, quando la splendida punizione di Bourabia permette ai neroverdi di agguantare l’1-1.
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Sassuolo-Cagliari 1-1, Bourabia risponde a Simeone
Poker del Genoa all’esordio, Crotone ko al Ferraris
Il Genoa batte 4-1 il Crotone al Ferraris e conquista i primi tre punti in campionato: buon esordio in panchina di Maran, grazie alle reti di Destro, Pandev e dei nuovi acquisti Zappacosta e Pjaca. In attacco fiducia a Mattia Destro a cui basta poco per ripagarla: al 6′ Ghiglione sfrutta un errore di Mazzotta per disegnare un traversone in area e trovare l’ex Roma pronto ad appoggiare in rete. Il Crotone subisce il contraccolpo e al 9′ c’è il raddoppio: Goldaniga lancia in profondità Pandev che scatta in posizione regolare e beffa Cordaz con un tocco morbido. Al 26′ il Genoa sfiora il tris: Destro vince il duello fisico con Molina e col destro dal vertice dell’area colpisce la traversa. Ma 2′ dopo il Crotone accorcia le distanze: Molina crossa dalla destra sul primo palo e pesca Riviere che anticipa Zapata e batte Perin dando però solo l’illusione ai suoi di tornare in partita. Perchè due minuti dopo il Genoa torna avanti di due lunghezze: Zappacosta festeggia l’esordio con una progressione conclusa con un tiro da fuori area che sorprende Cordaz per il 3-1 che chiude il primo tempo. Nella ripresa, l’esordiente Pjaca al 75′ trova il gol: Ghiglione penetra centralmente e serve l’ex Juventus che col destro in diagonale gela Cordaz.
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Tour2020 allo sloveno Pogacar, ultima tappa a Bennett
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Team
Emirates) ha vinto l’edizione 2020 del Tour de France. Sul podio
dei Campi Elisi anche il connazionale Primoz Roglic (Jumbo-Visma), in testa alla Grande Boucle fino a ieri, e l’australiano Richie Porte (Trek-Segafredo), distanziati rispettivamente di 59″ e 3’30”. Decimo e migliore degli italiani Damiano Caruso
(Bahrain-McLaren). Maglia verde di leader della classifica a punti all’irlandese Sam Bennett (Deceuninck-QuickStep), maglia a pois di miglior scalatore e bianca di miglior giovane allo stesso Pogacar, che nell’albo d’oro della corsa ‘giallà succede al colombiano Bernal. Sam Bennett si è aggiudicato la ventunesima e ultima tappa della corsa francese, la passerella conclusiva di 122 chilometri che da Mantes-la-Jolie ha condotto i corridori fino agli Champs-Elysèes di Parigi, bissando in questa edizione numero 107 della Grande Boucle e legittimando la conquista della maglia verde riservata al leader della classifica a punti. La frazione si è chiusa come da previsioni con un arrivo in volata nella capitale transalpina e a vincere lo sprint è il corridore irlandese della Deceuninck-QuickStep, capace di regolare Mads Pedersen e Peter Sagan nell’arrivo a ranghi compatti riservato alle ruote veloci posto al termine del circuito cittadino ripetuto otto volte dal gruppo.
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Vinales vince il Gp dell’Emilia Romagna, ritiro di Rossi
Maverick Vinales vince il Gran Premio dell’Emilia Romagna e della Riviera di Rimini. Nel secondo appuntamento sul tracciato di Misano è il pilota spagnolo della Yamaha a conquistare il gradino più alto del podio riuscendo a concretizzare la pole position conquistata nella giornata di sabato. Podio tutto spagnolo con Joan Mir secondo e Pol Espargaro terzo mentre scivola in quarta posizione Fabio Quartararo, terzo sul traguardo penalizzato di tre secondi per non aver effettuato il long lap penalty. Seguono Miguel Oliveira, Takaaki Nakagami, Alex Marquez, Andrea Dovizioso, Franco Morbidelli (9° nonostante una caduta nel primo giro) e Danilo Petrucci in top-10. C’è tanto rammarico soprattutto per Francesco Bagnaia, a lungo leader della gara e incappato in un errore in curva che lo ha costretto al ritiro. Out anche Valentino Rossi, autore di una caduta nelle fasi iniziali del GP e ritiratosi a soli 11 giri della corsa tra gli applausi del pubblico di Misano.
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Napoli vincente all’esordio, Parma battuto per 2-0
L’esordio dei mille spettatori al Tardini avrebbe meritato forse un’accoglienza migliore dello spettacolo offerto da Parma e Napoli nel lunch match della prima giornata di Serie A. Alla fine però a sorridere è la squadra di Gattuso con una convincente vittoria per 2-0 sul primo Parma di Liverani e del nuovo presidente Kyle Krause. Nel giorno del debutto di Osimhen – l’acquisto più costoso della storia del Napoli – a decidere una partita segnata dalle poche occasioni e dai ritmi lenti ci pensano i soliti noti: Dries Mertens, già marcatore più prolifico di sempre in maglia azzurra e Lorenzo Insigne. Le statistiche a fine primo tempo sono infatti eloquenti: 60% del possesso a favore del Napoli, zero tiri in porta per i partenopei, uno solo per i padroni di casa con una conclusione velleitaria di Inglese controllata comodamente da Ospina al 24’. Nella ripresa il primo vero squillo della partita è di un centrocampista: al 55’ Kucka fa sfilare una palla in verticale e lascia partire un destro di poco sopra la traversa. Al 62’ Gattuso decide di cambiare: Demme – già ammonito – lascia spazio all’esordio di Osimhen e al 4-2-3-1. E il maggior peso offensivo del Napoli si fa subito sentire 2’ dopo: Lozano crossa in area, Iacoponi di testa regala un assist involontario a Mertens che col mancino non perdona e firma il primo gol ufficiale della stagione degli azzurri. Al 68’ il Napoli sfiora il raddoppio: Osimhen libera al tiro Insigne che col destro colpisce il palo. Ma il 2-0 definitivo è solo rinviato al 77’: Lozano intercetta un passaggio di Iacoponi, calcia in diagonale e sulla respinta corta di Sepe c’è il tap in vincente di Insigne.
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Spadafora “Riapertura degli stadi non è un libera tutti”
“Deve essere chiaro che non c’è nessun liberi tutti, la situazione epidemiologica europea non consente passi falsi. A fronte della decisione di alcune Regioni abbiamo con i colleghi Speranza e Boccia avanzato l’idea di aprire su tutta Italia, per equità sportiva e come sperimentazione in vista del prossimo decreto della presidenza del Consiglio”. Questo l’appello di Vincenzo Spadafora dopo il via libera agli eventi sportivi all’aperto di ammettere mille spettatori. I primi riscontri si stanno vedendo a Roma, dove per le semifinali e le finali degli Internazionali d’Italia è permesso l’ingresso di pubblico. La riapertura degli stadi, secondo quanto affermato dal ministro per le politiche giovanili e lo sport al ‘Corriere della Sera’, era “già prevista dall’equiparazione dello sport agli eventi culturali”, ma non “per le partite di campionato, considerando anche che mille è un numero simbolico”. Spadafora sottolinea più volte l’importanza nel rispettare le norme anti Covid, nonostante il semaforo verde al delicato tema degli stadi: “Continuiamo a muoverci con la stessa cautela che ci ha consentito di chiudere la scorsa stagione e ripartire ora in sicurezza. Rivendico la prudenza, e nel confronto con gli altri Paesi europei possiamo dire di esserci mossi bene. Nei prossimi giorni daremo una linea anche per Serie B e Lega Pro”. E ancora: “I presidenti delle Regioni hanno margini di intervento – spiega su una possibile presa di posizione da parte dei singoli governatori – Ciò che riguarda tutto il Paese è bene che sia condiviso, e in questo caso lo abbiamo fatto nell’arco di poche ore, anche grazie al fondamentale lavoro di coordinamento del ministro Boccia. Conflitto Stato-Regioni? Più che di conflitto parlerei di cooperazione”. Ma oltre al massimo campionato di calcio “le regole varranno per tutte le discipline, come è giusto che sia”, ammette Spadafora sperando che gli eventi sportivi non saranno più a porte chiuse “con numeri e regole ben precise, dal prossimo Dpcm, dal 7 ottobre”.
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Nessun gol al Bentegodi, Verona-Roma 0-0
La Roma all’esordio in campionato non va oltre uno 0-0 contro l’Hellas Verona. Un risultato bugiardo al Bentegodi: nove tiri dei padroni di casa contro i quattordici giallorossi, tre pali e tante occasioni per le due squadre che si spartiscono un punto in classifica. Di fronte agli occhi dei nuovi proprietari Dan e Ryan Friedkin, la formazione di Fonseca scende in campo con un 3-4-2-1 senza Dzeko, al centro di un intreccio di mercato che lo vede in orbita Juventus e che coinvolge anche Milik. Sul fronte offensivo spazio a Pellegrini, Mkhitaryan e al nuovo acquisto Pedro. L’assenza del centravanti di peso non ha ripercussioni sul piano del gioco ma su quello della precisione sotto porta. La Roma controlla infatti il piano del gioco rendendosi pericolosa tra le linee con rapidi fraseggi tra i calciatori di qualità sulla trequarti. Ma quel che manca è il gol: sugli sviluppi di due azioni identiche di Spinazzola sulla sinistra, Pedro e Mkhitaryan mancano l’appuntamento con l’1-0. Al 39’ un’altra chance: Mkhitaryan scatta verso la porta ma Silvestri riesce a murarlo in uscita. L’Hellas Verona non sta a guardare. Anzi, nella prima frazione di gioco la squadra di Juric (squalificato, al suo posto il vice Paro) ha due nitide occasioni per passare in vantaggio: prima con Tupta che non sfrutta una sbavatura di Cristante e calcia debolmente favorendo Mirante, poi con Tameze che a botta sicura colpisce la traversa dopo una deviazione provvidenziale del portiere italiano. Nella ripresa la prima occasione da gol è dell’Hellas: Tameze ruba palla e scodella una palla in area per Di Carmine che di testa spara alto nonostante l’assenza di marcatura. La risposta della Roma c’è al 74’: Pellegrini innesca Veretout che restituisce al numero 7 il cui tiro è respinto da Silvestri in corner. Ma le occasioni non sono finite: all’82’ Dimarco calcia dal vertice sinistro dell’area e colpisce traversa-palo, la palla viene risputata fuori, poi è il turno di Spinazzola con una conclusione al volo che colpisce il montante. Su due pali si infrange la partita: le due squadre si spartiscono un punto a reti inviolate.
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Fiorentina-Torino 1-0, decide Castrovilli al 78°
La Fiorentina debutta con un successo in campionato battendo 1-0 il Torino grazie a una rete di Castrovilli a 12’ dalla fine. Tre punti meritati per i gigliati che hanno creduto maggiormente nel successo e hanno messo spesso in difficoltà sulle fasce la formazione ospite che di contro ha trovato un pomeriggio con l’attacco dalle polveri bagnate. Il primo tempo ha visto protagonisti in particolare i due portieri con Sirigu decisivo nel finale di frazione su Kouame che di testa ha provato a sfruttare un cross da sinistra di Biraghi. Proprio l’esterno sinistro viola è stato il migliore dei suoi con una serie di assist interessanti dal suo fronte, mettendo costantemente in difficoltà Izzo. Il Toro ancora molto lontano dall’idea di calcio veloce e propositivo di Giampaolo ha pensato all’inizio soprattutto a difendersi e a ripartire, spaventando i padroni di casa al 22’ quando un assist di Linetty non è stato concluso in maniera vincente a rete da Berenguer per l’ottima opposizione di Dragowski. Meglio il centrocampo ospite di quello gigliato, con Duncan fuori ruolo in posizione di regista e la coppia Chiesa-Ribery avulsa dal gioco.
Proprio il francese intorno all’ora di gioco si è reso protagonista di una sanguinosa palla persa nel suo centrocampo che per poco non ha favorito i granata, con Zaza che ha sbagliato completamente l’assist per Belotti che si sarebbe presentato solo davanti a Dragowski. Ad inizio ripresa ai viola viene annullato il vantaggio per posizione di fuorigioco di Biraghi servito da un cross di Chiesa. Giampaolo ha provato a cambiare le carte in campo a metà ripresa con il doppio cambio Lukic-Verdi per il duo Berenguer-Bremer ma è stato Chiesa a sfiorare il gol per i suoi con una conclusione personale finita di poco fuori (71’). Rete della Fiorentina che è giunta a firma di Gaetano Castrovolli al 78° con il dieci viola che si è inserito col tempo giusto dalla parte sinistra dell’area su cross dal fronte opposto di Chiesa. Nel finale di gara più vicini i gigliati al raddoppio (con Sirigu ancora decisivo, stavolta sul subentrato Cutrone) che il Toro al pareggio, anche se a Belotti a tempo quasi scaduto viene annullato per off side il gol dell’1-1. Al triplice fischio finale gli uomini guidati da Beppe Iachini hanno potuto esultare davanti agli occhi del presidente gigliato Rocco Commisso, in tribuna autorità con tutta la sua famiglia dopo un’assenza di oltre sette mesi dal ‘Franchi’.
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