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Esordio Roma a Verona, Fonseca “Dzeko c’è, fiducia Smalling”

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“Milik? Dzeko sarà disponibile domani quindi non ha senso parlarne. Sono fiducioso per l’acquisto di Smalling, sono in contatto con lui. Ha voglia di tornare alla Roma e penso che nei prossimi giorni la situazione può sbloccarsi”. Queste le dichiarazioni dell’allenatore della Roma, Paulo Fonseca, nel corso della conferenza stampa della vigilia del match esterno contro l’Hellas Verona al Bentegodi a proposito dell’intreccio di mercato che sta coinvolgendo Dzeko (verso la Juve) e Milik (in arrivo dal Napoli) e del possibile ritorno di Smalling. La formazione giallorossa si prepara all’esordio in campionato e lo farà con diversi dubbi di formazione. Su tutti quello relativo al nuovo acquisto Kumbulla: “Non è ancora totalmente pronto per partire titolare. Ma è un ragazzo intelligente e ha capito quel che gli ho spiegato” mentre sul portiere Fonseca glissa: “Pau Lopez o Mirante? Vediamo domani”. Non ci sono dubbi invece sulla corsia di destra: “Karsdorp non è una soluzione di emergenza. Domani giocherà e resterà con noi perché c’è fiducia in lui. Ha lavorato bene ed è un giocatore pronto per aiutare la squadra. Resterà con noi per questa stagione”.
Il debutto al Bentegodi non è di quelli semplici e Fonseca sa che contro l’Hellas servirà la migliore Roma: “Il Verona gioca in modo particolare, dobbiamo adattarci perché è difficile fare il nostro gioco contro una squadra che marca a uomo. Nella scorsa stagione abbiamo fatto due buone partite contro di loro. Sarà difficile, è una partita diversa”. C’è spazio infine anche per un primo bilancio sul mercato: “Non è un calciomercato facile perché c’è poco tempo. Ma stiamo lavorando per trovare le migliori soluzioni per la squadra. Mancano alcuni tasselli e dobbiamo risolvere le questioni dei giocatori in uscita. Ma sono soddisfatto del lavoro”.
(ITALPRESS).

Berrettini ai quarti agli Internazionali, Sinner eliminato

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Matteo Berrettini si qualifica per i quarti di finale degli Internazionali d’Italia maschili, in corso sulla terra battuta del Foro Italico. Il tennista romano, testa di serie numero 4 e ottavo del ranking Atp, si è imposto negli ottavi sull’altro azzurro Stefano Travaglia in due set, con il punteggio di 7-6(5) 7-6(1). Si ferma negli ottavi, invece, la corsa di Jannik Sinner. Il Next Gen altoatesino si è arreso in tre set, con il punteggio di 4-6 6-4 6-4, al bulgaro Grigor Dimitrov, che si qualifica così per i quarti di finale.
(ITALPRESS).

Commisso “Prezzo Chiesa non è sceso, voglio tenere Milenkovic”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Che succede con Chiesa? Non lo so. Nei prossimi giorni parlerò con il ragazzo. A suo tempo ho promesso al babbo che lo avrei lasciato libero davanti a un’offerta giusta: Federico ha preferito non prendere in considerazione alcune richieste che erano arrivate dall’estero e lo capisco, questo è l’anno dell’Europeo e lui vuole fare bene in Italia per convincere Mancini. Però deve ricordare che è la Fiorentina che l’ha portato dove è adesso. E che deve fare le cose giuste. Chi vuole comprare ribadisce che la valutazione dei calciatori è scesa. Ma io dico che non è scesa quella dei grandi giocatori. Vedremo”. Rocco Commisso tiene duro. Il presidente della Fiorentina vuole costruire una squadra forte e non è intenzionato a svendere i suoi gioielli. Negli ultimi giorni su Chiesa sembra piombato il Milan, interessato anche al difensore viola Milenkovic. “Non ho mai parlato con il giocatore dell’ipotesi che lasci la Fiorentina. Io lo voglio tenere – ha spiegato Commisso in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Milenkovic è un buon ragazzo e un ottimo difensore”.
Commisso ha poi fissato gli obiettivi della stagione al via domani. “Sono contento della squadra che ho costruito e Iachini mi piace – ha dichiarato l’imprenditore americano – Ha la possibilità finalmente di lottare per un traguardo per il quale non ha mai combattuto. Il suo finale di campionato apre ad orizzonti importanti. La media della Fiorentina dell’era Della Valle è stata da ottavo posto. Io ho cambiato in poco più di un anno più dell’80% della squadra. Dobbiamo aumentare il fatturato e i ricavi. Ma possiamo riuscirci. E possiamo stare tra le prime sette del calcio italiano. Ci sono le condizioni per una buona partenza”. Per quanto riguarda il mercato, l’imprenditore americano ha ammesso che “se ci saranno delle occasioni le sfrutteremo. Poi, non dimenticate che ci sarà anche il mercato invernale – ha ricordato Commisso – I miei manager mi dicono che in inverno ci sarà un mercato molto vivo: l’anno scorso a gennaio ho comprato Amrabat, Kouamè, Cutrone, Duncan, Igor. Amrabat è fortissimo, peccato che non ci sarà contro il Torino, ma a centrocampo abbiamo Castrovilli, Bonaventura, Borja Valero, Duncan, Pulgar. Da ex centrocampista so che questo reparto è il cuore della squadra. La Fiorentina ha un bel cuore”.
“Chiusa la prima fase ora voglio creare un gruppo da far crescere – ha proseguito Commisso – Castrovilli lo volevano tutti ma è rimasto. Amarabat ci ha scelto. Abbiamo giovani di valore assoluto come Vlahovic che penso presto allungherà il contratto. E Ribery gioca con noi: mamma mia che calciatore. Ho rivisto cento volte il filmato che lo ritrae in Fiorentina-Juve quando recupera a metà campo su Cristiano Ronaldo rubandogli la palla. Quanto è veloce Franck. Lui è classe, personalità. Grinta. E’ un vero leader e ha sempre una parola buona con i giovani. Un attaccante da 20 gol? Io ragiono in maniera diversa: non cerco un centravanti da venti reti ma punto a segnare 40-50 gol con Kouamè, Vlahovic, Cutrone, Ribery, anche Chiesa. I primi tre sono giovani e con grandi potenzialità. Hanno tutti un anno di esperienza in più. Sbaglio o nelle tre amichevoli precampionato i nostri cinque attaccanti hanno segnato tutti i 14 gol realizzati? E’ un buon dato. Inoltre si potranno fare 5 cambi e quindi avranno tutti più possibilità di giocare be di segnare”.
Commisso ha infine spiegato gli obiettivi a medio termine della Fiorentina. “Alcune tra le principali società italiane hanno tanti debiti mentre noi fino ad oggi non dobbiamo un euro alle banche. Mediacom – ha ricordato il presidente del club toscano – nei primi due anni verserà 50 milioni di sponsorizzazione. Sto facendo tutto il possibile per far crescere la società. Ma con 100 milioni di fatturato non puoi competere a lungo termine con chi ne fattura il doppio o il triplo. Detto questo io voglio vincere. Non sono venuto per arrivare decimo, ma per vincere. Dove per vincere intendo dire andare in Europa League, magari in Champions o conquistare una Coppa Italia. Credo che questo sia possibile. Però datemi tempo. Rocco non fa promesse che non può mantenere. Spero mi diano la possibilità di realizzare il progetto che ho in testa: la mia Fiorentina costruirà il centro sportivo più bello d’Italia. Anche se il costo è lievitato molto. E sul Franchi, voglio capire cosa si può o non si può fare. Non posso operare a ‘pezzì, voglio qualcosa di complessivo. Oltre alla possibilità di realizzare un’area per il commerciale. Perchè la Fiorentina deve alzare il fatturato”.
(ITALPRESS).

Miami rimonta Boston e vola 2-0 in finale Eastern Conference

I Miami Heat si portano 2-0 nella finale della Eastern Conference contro i Boston Celtics grazie a una clamorosa terza frazione in cui rimontano 17 punti di svantaggio. La banda di Spoelstra, trascinata dai 25 punti di Goran Dragic e dai 21 di Bam Adebayo, vince 106-101 e mette una seria ipoteca sulle finali Nba. Mai, nei play-off, Miami era riuscita a ribaltare uno svantaggio di 13 punti all’intervallo. Ce l’ha fatta stavolta, soprattutto grazie a un Bam Adebayo in formato extralusso: dei 17 punti finali di Miami ben 15 sono suoi. Gli uomini di Stevens se la sono giocata fino in fondo: nonostante il 17-7 subito nel finale, hanno avuto con Brown la tripla dall’angolo per pareggiare i conti a 15 secondi dalla fine. Ma in generale tutto il quintetto degli Heat è sembrato più che rodato: dietro alle prestazioni di Dragic ed Adebayo ci sono i 18 punti di Duncan Robinson (6/12 da tre), i 14 di Jimmy Butler, i 12 di Jae Crowder e gli 11 dalla panchina di Tyler Herro.
Butler, come al solito, ha elevato il suo gioco col passare dei minuti, soprattutto a livello difensivo dove ha ben sopperito all’assenza di Andre Iguodala, uscito nel secondo tempo per problemi alla schiena, piazzando tre recuperi fondamentali negli ultimi quattro minuti di gara e chiudendo poi i conti dalla lunetta con due tiri liberi del +5 a sette secondi dalla fine. Ai Celtics, avanti 60-47 all’intervallo lungo, non sono bastati i 23 di Kemba Walker e i 21 di Jayson Tatum e Jaylen Brown. A fine match non è mancata la tensione nello spogliatoio di Boston, con un lungo confronto interno e toni accesi. Del resto per i Celtics ora la strada delle finali Nba è in salita, mentre gli Heat possono tornare a sognare a distanza di sei anni dall’ultima volta. Nella notte italiana, intanto, comincerà anche la finale della Western Conference con la prima sfida tra Los Angeles Lakers e Denver Nuggets.

Il Milan parte bene in Europa: Shamrock Rovers battuto 2-0

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Al Tallaght Stadium di Dublino riparte la stagione del Milan di Stefano Pioli che vince e convince contro lo Shamrock Rovers per 2-0 nel secondo turno preliminare di Europa League. Decisive le reti di Ibrahimovic, che torna a segnare in una competizione europea con la maglia del Milan dopo otto anni dall’ultima volta nel 2012, e Calhanoglu. Tra una settimana, nel terzo turno preliminare, i rossoneri ospiteranno a San Siro i norvegesi del Bodo-Glimt. A Dublino avvio di personalità del Milan che gestisce palla nella metà campo offensiva riuscendo a limitare gli attacchi avversari ma mancando di precisione negli ultimi 16 metri. Con il passare dei minuti anche gli irlandesi si affacciano dalle parti di Donnarumma e il primo squillo del match è proprio dei biancoverdi: errore di Bennacer e Burke lancia subito Greene nello spazio. Il diagonale potente del numero 9 trova la gran parata dell’estremo difensore rossonero che evita il peggio.

Al primo vero affondo, però, passano in vantaggio gli uomini di Pioli. Palla recuperata da Theo Hernandez che serve in verticale Ibrahimovic, lo svedese fraseggia con Calhanoglu che lo libera a tu per tu con Mannus: il portiere irlandese non può nulla sulla conclusione del numero 11 rossonero che proietta la gara in discesa. La reazione dello Shamrock Rovers non si fa attendere, ancora con Greene che supera con il fisico Gabbia e da posizione defilata prova la conclusione, ma Donnarumma è attento sul primo palo e respinge. Allo scadere della prima frazione di gioco il Milan ha l’occasione di raddoppiare con una bella incursione di un Theo Hernandez in grande spolvero: il terzino mette in mezzo per Calabria, fermato dalla retroguardia biancoverde, sulla respinta arriva Ibrahimovic, ma il tiro al volo di mancino si perde alto sopra la traversa.

Nella ripresa gli uomini di Pioli vanno subito ad un passo dal raddoppio con una rovesciata di Calhanoglu che scheggia la traversa, sulla traiettoria arriva Calabria che calcia di prima intenzione ma trova l’ottima risposta del portiere avversario che devia in angolo. Continua l’assedio del Milan che prova a chiudere il match per non correre rischi, ma Mannus non sembra voler concedere nulla di più. L’estremo difensore irlandese è protagonista di una serie di parate fondamentali e contribuisce a non far aumentare il vantaggio rossonero fino al minuto 67, quando Saelemaekers riceve in area da Kessié, il belga serve a rimorchio ancora una volta Calhanoglu che stavolta di destro la piazza a fil di palo per il definitivo 2-0. E la stagione rossonera parte nel modo giusto.

Duplantis vola nell’alto al Golden Gala, Crippa da record nei 3.000

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Mai nessuno così in alto nell’asta all’aperto: il Golden Gala Pietro Mennea 2020 è baciato dal 6,15 di Armand Duplantis, il sensazionale primatista del mondo che supera la migliore prestazione di sempre outdoor di Sergey Bubka (6,14) e illumina una stupenda tappa italiana della Wanda Diamond League. Lo svedese ventenne, che nella stagione indoor aveva fatto impennare il primato del mondo a 6,18, impressiona anche allo Stadio Olimpico di Roma, purtroppo senza pubblico, firmando la prestazione tecnica più prestigiosa (Memorial Primo Nebiolo), sotto gli occhi del presidente della World Athletics Sebastian Coe e del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, accolti dal presidente Fidal Alfio Giomi. “Non ci si abitua mai ai record del mondo – ha dichiarato Duplantis – E’ stata una gara strana, ho trovato il ritmo solo negli ultimi due salti. Cosa farò ora? Devo restare concentrato, ho un’altra gara a Doha, poi festeggerò”.

In chiave azzurra il numero uno è Yeman Crippa (Fiamme Oro). E fa ancora la storia: dopo i record italiani dei 5000 e dei 10.000 si prende anche quello dei 3000 (con 7’38″27, quarto) togliendolo dopo 24 anni a Gennaro Di Napoli (7’39″54). “Ci tenevo a fare questo 3.000, ho insistito per avere la mia gara qui a Roma – ha spiegato Crippa ai microfoni della Rai – E’ stata una bella sfida, io ho fatto il mio e sono riuscito a conquistare questo record italiano. Sto facendo una bella stagione nonostante tutto, sono contentissimo per come sto gareggiando: a parte i record, vedo che sto cambiando come atleta e mi sto avvicinando sempre più agli obiettivi futuri. In cosa sono cambiato? Carattere, tenacia, maggiore consapevolezza delle mie forze, non mi faccio impaurire e provo a fare sempre la mia gara”. Migliore prestazione mondiale 2020 nei 3.000 per l’ugandese Jacob Kiplimo (7’26″64) e per la giamaicana Elaine Thompson-Herah nei 100 metri (10″85/0.2). Vola il norvegese Karsten Warholm che sfiora di nuovo i 47 secondi nei 400hs (47″07), record del meeting.

Gli azzurri fanno invece festa anche con Edoardo Scotti (Carabinieri), ventenne, che regala all’Italia il successo in Wanda Diamond League, per la prima volta nei 400 metri, con il primato italiano under 23 di 45″21. Secondo posto per Gianmarco Tamberi (Fiamme Gialle) nell’alto con 2,27 (primo l’ucraino Andriy Protsenko 2,30, terzo Stefano Sottile delle Fiamme Azzurre con 2,18) e seconda anche Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro) nei 100hs con 12.83 (+0.1). “Mi sarebbe piaciuto vincere qui a Roma ma Protsenko è stato bravissimo, ha un grande carattere – ha sottolineato Tamberi – Ho fatto il possibile quest’anno, in una stagione complicata. Stasera vedere lo stadio vuoto è stato difficile ripensando anche alle edizioni passate. Ma lo sappiamo tutti: l’anno che conta è il prossimo, fortunatamente non ho problemi fisici e mi devo preparare al meglio”.

Terzo invece Filippo Tortu (Fiamme Gialle) nei 100 metri con 10″09 (+0.3): successo per il sudafricano Akani Simbine in un interessante 9″96, con Marcell Jacobs (Fiamme Oro) quarto in 10″11. “Queste sfide tra noi sono molto belle – ha ammesso Tortu – Correre insieme ci fa bene, oggi siamo andati bene entrambi. È stata una gara abbastanza buona la mia, ho sbagliato il terzo e quarto appoggio, volevo andare molto forte e ci ho messo forse troppa foga ma tutto sommato sono felice. Chiudo la stagione con un sorriso anche se volevo fare di più”. Terzo anche Leonardo Fabbri (Aeronautica) nel peso con 20,69. Un Golden Gala Pietro Mennea onorato della presenza del presidente di World Athletics Sebastian Coe e del ministro dello Sport e Politiche giovanili Vincenzo Spadafora: “È una grande emozione darvi il benvenuto allo Stadio Olimpico, al Foro Italico, luogo simbolo dello sport a livello internazionale – le parole del ministro – Rientrare in questo stadio è veramente emozionante, anche se manca ancora un pezzo importante come i tifosi. Speriamo di poter ricominciare presto alla loro presenza, in piena sicurezza. Ringrazio il presidente della Fidal Alfio Giomi e il presidente Sebastian Coe. È una ripresa difficile ma ce la stiamo mettendo tutta. Oggi simbolicamente riscendiamo tutti in pista”.

Musetti continua a sognare al Foro Italico, Fognini ko

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Non si interrompe la favola di Lorenzo Musetti agli Internazionali d’Italia di tennis. Dopo aver vinto tre match di qualificazione e aver eliminato Stan Wawrinka al debutto nel main draw, il 18enne toscano ha battuto 6-2 6-4 un altro ex top 5, il giapponese Kei Nishikori. Prestazione di alto livello per il giovane azzurro, numero 249 del ranking mondiale, ma già certo di entrare nella top 200 grazie ai risultati ottenuti a Roma. “Sono felicissimo – ha ammesso Musetti, che domani tornerà in campo negli ottavi di finale – Sono orgoglioso di me stesso, dovevo confermare la vittoria con Wawrinka e Nishikori è un avversario completamente opposto, perché non regala nulla e risponde benissimo. Devo dire che sono stato freddo e molto lucido, ho servito alla grande. Devo ringraziare chi non ha pagato le bollette – ha scherzato il giovane toscano commentando il blackout delle luci che ha bloccato il match per qualche minuto sul 4-4 del secondo set – perché mi ha fatto fare il break, visto che lui si è un po’ confuso e con qualche errore di dritto mi ha concesso quel game”.

Domani Musetti tornerà in campo per sfidare il tedesco Dominik Koepfer, numero 97 del ranking mondiale, che ha sconfitto 6-2 6-4 a sorpresa Gael Monfils, quinto favorito del torneo del Foro Italico. “Per me sarà la sesta partita di fila qui a Roma, ma fisicamente mi sento bene e non vedo l’ora di giocare”, ha spiegato il toscano, che ha salvato il bilancio negativo della giornata azzurra. Nel pomeriggio, infatti, hanno alzato bandiera bianca Lorenzo Sonego, battuto 6-3 6-4 dal solido norvegese Casper Ruud, che peraltro lo precede di 13 posti nel ranking Atp, e soprattutto Fabio Fognini. Il ligure, numero 13 mondiale e settima testa di serie degli Internazionali, ha giocato una brutta partita e ha perso 7-5 7-6(4) contro il francese Humbert, numero 42 Atp. Che Fognini non fosse in forma era noto, dopo il lungo stop per la pandemia e l’operazione a entrambe le caviglie. Ma la sconfitta sul Centrale del Foro Italico ha lasciato l’amaro in bocca, viste le tante occasioni sprecate dall’azzurro contro un avversario decisamente alla portata anche del peggior Fognini.

Per due volte avanti di un break nel primo set (2-1 e 3-2), Fognini ha subito permesso a Humbert di rientrare in partita per poi giocare un pessimo dodicesimo game perdendo per la terza volta il servizio e anche il parziale. Andamento inverso nel secondo set: sotto 3-1 e poi 5-3, Fognini ha agguantato il tie-break in cui però ha commesso troppi errori per sperare di portare il match al terzo. “Sono comunque contento di come ho giocato nonostante la sconfitta”, ha spiegato il ligure, rientrato in campo per la prima volta la scorsa settimana in Austria dove aveva raccolto appena tre game contro il semisconosciuto Huesler. “Ho fatto un grande passo avanti e questo oggi era l’obiettivo. Un set lo meritavo – ha osservato l’azzurro, autore di ben 51 errori gratuiti in due ore di partita – ma non ce l’ho fatta perché mi è mancata l’abitudine a giocare determinati punti in certi momenti, tuttavia non sono deluso. Sono contento al 99%, spiace solo per la sconfitta ma la riabilitazione è stata lunga: soffrivo e soffro ancora a giocare, è un percorso che bisogna affrontare e andarci di petto, come ho fatto io. Ora vado ad Amburgo, poi Parigi e in seguito tirerò le somme, parlerò con Barazzutti e vedremo se finire subito il 2020 o provare a giocare sul veloce“.

Nelle altre partite della giornata, vittorie e qualificazione agli ottavi per l’argentino Schwartzman e il canadese Shapovalov, mentre Raonic è stato sconfitto 7-6(3) 4-6 6-2 dal serbo Lajovic. Fuori a sorpresa anche il russo Rublev, protagonista agli Us Open, battuto 7-6(6) 3-6 6-2 dal polacco Hurkacz. Nel torneo femminile avanzano agli ottavi Konta e Muguruza, fuori invece la croata Martic, battuta 6-3 6-7(2) 6-4 dalla kazaka Putintseva. In serata, poi, sono arrivati due risultati pesanti: Victoria Azarenka, in grande forma dopo la vittoria nel torneo di Cincinnati e la finale degli Us Open, ha umiliato con un doppio 6-0 l’americana Sofia Kenin, numero 5 e terza favorita al Foro Italico, mentre la slovena Polona Hercog ha sconfitto 6-4 6-4 la testa di serie numero 5 Kiki Bertens.

Kwiatkowski vince la 18^ tappa del Tour, Roglic resta leader

Un arrivo d’altri tempi e da brividi incorona Michal Kwiatkowski come il vincitore dell’ultima frazione alpina del Tour de France 2020. La diciottesima tappa con partenza da Meribel e arrivo a La Roche-sur-Foron è quella del riscatto per il team Ineos Grenadiers, che dopo il clamoroso ritiro di Egan Bernal ha deciso di puntare alle vittorie di tappa. Tre giornate in fuga di fila per Richard Carapaz non fruttano all’ecuadoriano il successo personale, ma stavolta anche l’ultimo vincitore del Giro d’Italia può sorridere per quello che in molti ricorderanno ancora a lungo come uno degli arrivi più romantici della storia del Tour. Una fuga che si è ridotta ai due compagni di squadra Carapaz e Kwiatkowski, capaci di scrollarsi di dosso Pello Bilbao nel tratto più duro del GPM di hors categorie del Montee du Plateau des Glieres e di andare da soli fino al traguardo. I due hanno rinunciato alla volata e si sono abbracciati a pochi metri dalla linea dell’arrivo, lasciando quasi che fosse il caso – ma è difficile da credere – a stabilire il vincitore di giornata. Meritavano entrambi di alzare le braccia al cielo, per pochi centimetri al fotofinish è il polacco a transitare per primo mettendo la propria firma su questa edizione numero 107 della Grande Boucle.

Al traguardo Kwiatkowski fa fatica a trattenere le emozioni in una giornata da ricordare per lo sport in generale: “Sono un corridore che ha avuto la fortuna di vincere tanto in carriera, non credevo di poter vivere una giornata così. E’ stato meraviglioso quel che abbiamo fatto, non pensavo che il ciclismo potesse regalarmi un arrivo del genere”. Alle spalle dei due poca lotta tra i big della classifica generale. Sul pericoloso sterrato posto però a diversi chilometri dell’arrivo timidi tentativi di Enric Mas e Tadej Pogacar, ma Primoz Roglic controlla ed è lui stesso in prima persona a tentare un vano allungo. In ogni caso, lo sloveno della Jumbo-Visma conserva la maglia gialla senza patemi d’animo con distacchi invariati sugli inseguitori (Pogacar secondo a 57″, Lopez terzo a 1’27”) e si avvicina alla vittoria di questo Tour: “Il team ha fatto un lavoro splendido, io ero con loro e dunque tutto sotto controllo anche oggi”. Domani in programma la diciannovesima tappa della corsa transalpina, la Bourg-en-Bresse – Champagnole, di 166,5 chilometri: si tratta di una frazione sostanzialmente pianeggiante che potrà sicuramente riservare un arrivo in volata dedicato ai velocisti ancora presenti nel gruppo.