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A Monza pole a tempo di record per Hamilton, male le Ferrari

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Lewis Hamilton domina le qualifiche del Gran Premio d’Italia e fa registrare il giro più veloce nella storia della Formula 1 a oltre 264 km di media oraria. A Monza il pilota britannico della Mercedes ferma il cronometro sull’1’18″887 con appena 69 millesimi di vantaggio sul compagno di squadra Valtteri Bottas. A sorpresa è terzo su McLaren Carlos Sainz, prossimo ferrarista, con 8 decimi di ritardo. In seconda fila anche la Racing Point di Sergio Perez appena davanti alla Red Bull di Max Verstappen. Nei primi 10 anche Lando Norris, Daniel Ricciardo, Lance Stroll, Alexander Albon e Pierre Gasly. Ferrari fuori dalla top-10 e dunque assente nella Q3. È di Charles Leclerc il miglior piazzamento per la Rossa con il tredicesimo tempo che gli vale la settima fila dietro anche a Daniil Kvyat ed Esteban Ocon. Poi Kimi Raikkonen, Kevin Magnussen e Romain Grosjean prima di arrivare all’altra Ferrari di Sebastian Vettel, solamente diciassettesimo ed escluso nella Q1. Chiudono il gruppo Antonio Giovinazzi, George Russell e Nicholas Latifi.
(ITALPRESS).

Barelli eletto presidente Federnuoto per la 6^ volta

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Paolo Barelli è stato eletto alla presidenza della Federazione italiana nuoto per il quadriennio 2021/2024 che sarà caratterizzato da due edizioni olimpiche e dagli Europei di Roma nel 2022. Il dirigente romano, candidato unico, ha ricevuto 9.811 voti, pari al 71,54% delle preferenze espresse dall’Assemblea elettiva riunita allo stadio Olimpico di Roma. Per Barelli, in carica dal 2000, si tratta del sesto mandato consecutivo. Prima assemblea elettiva di una federazione sportiva post Coronavirus organizzata in presenza presso lo stadio Olimpico di Roma, a pochi passi dagli uffici federali, nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19. “Ripartiamo con preoccupazione: è un momento di grande difficoltà per tutte le nostre società che gestiscono impianti costosi, speriamo ci siano interventi che favoriscano la ripresa. Il nostro cammino prosegue sperando anche che le prossime Olimpiadi si possano fare”.

(ITALPRESS).

Peters vince prima tappa pirenaica e Yates resta in giallo

LOUDENVIELLE (FRANCIA) (ITALPRESS) – Nans Peters ha vinto in solitaria l’ottava tappa del Tour de France 2020 da Cazeres-sur-Garonne a Loudenvielle, la prima vera frazione pirenaica che nel corso dei suoi 141 chilometri ha regalato, come da previsioni, grandi emozioni. Arriva la fuga ed è il corridore francese dell’AG2R-La Mondiale a scrollarsi di dosso gli altri battistrada, lasciando sul posto Zakarin in discesa e andando poi a trionfare da solo con Skujins secondo e Verona terzo al traguardo. Dietro, però, è gran bagarre tra gli uomini di classifica, ma non cambia il possessore della maglia gialla, che resta sulle spalle di Adam Yates. Sull’ultima ascesa di giornata, il Col de Pereysourde, esplode la corsa e si susseguono gli scatti dei big. Thibaut Pinot va in seria difficoltà e si stacca, Primoz Roglic tenta l’allungo in discesa ma dopo alcune centinaia di metri Egan Bernal e la maglia gialla Adam Yates si riportano sulle sue ruote. Ad approfittarne, invece, è Tadej Pogacar, che attacca nel tratto più duro e recupera gran parte dei secondi persi ieri a causa del ventaglio. Domani in programma la nona tappa della Grande Boucle da Pau a Laruns, di 153 km. Cinque GPM tra cui il Col de la Hourcere e il Col de Marie Blanque di prima categoria a fare da scenario alla lotta tra gli uomini di classifica.
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Djokovic implacabile agli Us Open, Tsitsipas eliminato

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Novak Djokovic implacabile. Il fuoriclasse serbo, numero 1 del ranking Atp, prosegue spedito la sua marcia agli Us Open, secondo Slam stagionale in corso sul cemento newyorkese di Flusking Meadows. Da assoluto favorito, ‘Nole’ porta a 26 il numero dei successi consecutivi in questo 2020 così travagliato, liquidando al terzo turno, con il punteggio di 6-3 6-3 6-1, il tedesco Jan-Lennard Struff, già battuto agli Australian Open e la scorsa settimana nel Masters 1000 spostato da Cincinnati. “Ho giocato molto bene – il commento Djokovic, alla sua 13esima qualificazione di fila agli ottavi dello Slam americano – Nel primo set ho salvato due palle break nel game iniziale, e la partita può andare diversamente se perdi la battuta contro un giocatore come Struff che serve bene e ha un tennis molto potente, aggressivo da dietro”. Per un posto nei quarti, il serbo se la vedrà con lo spagnolo Pablo Carreno Busta: “E’ un giocatore molto solido. Magari non ha una grandissima arma, però ha due ottimi fondamentali, dritto e rovescio. Gioca bene a rete, serve e risponde bene. Devo essere pronto per una partita con tanti scambi, un match che richiede molte energie, fisiche e mentali”. In una sfida fra ex numeri 1 junior, Stefanos Tsitsipas cede contro Borna Coric dopo quattro ore e 36 minuti di partita: il croato, numero 27 del tabellone, si impone sul greco, testa di serie numero 4, per 6-7(2) 6-4 4-6 7-5 7-6(4). Tsitsipas può nutrire grandi rimpianti: è stato infatti avanti 5-1 nel quarto set e ha servito due volte per la vittoria, ma Coric ha salvato ben sei match point per poi spuntarla al quinto al tie-break. Ad attenderlo, ora, l’australiano Jordan Thompson. Avanza tra i ‘top 16’ il canadese Denis Shapovalov, che elimina per 3-6 6-3 4-6 7-6(5) 6-2 lo statunitense Taylor Fritz: sulla sua strada c’è il belga David Goffin. Alexander Zverev non delude le attese e rispetta il pronostico contro Adrian Mannarino: il tedesco, testa di serie numero 5, fa suo il match per 6-7(4) 6-4 6-2 6-2 e attende il confronto con il giovane spagnolo Alejandro Davidovich-Fokina. La partita è iniziata con due ore e mezza di ritardo perché il francese è tra i dieci sottoposti a un più ristretto protocollo di sicurezza alla luce dei contatti sul posto con il connazionale Benoit Paire, positivo a un primo test al Covid-19 e risultato poi negativo al secondo, come ha dichiarato su Instagram. In campo femminile, Petra Kvitova centra il ventesimo ottavo di finale in un major. Testa di serie numero 6, la ceca ha sconfitto per 6-4 6-3 l’americana Jessica Pegula, che in uno Slam non aveva mai vinto due partite di fila prima di questo torneo. Per lei, al prossimo round, la ‘padrona di casa’ Shelby Rogers.
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L’Italia pareggia 1-1 contro la Bosnia in Nations League

L’esordio nel gruppo 1 di Lega A di Nations League è amaro per l’Italia. Dopo undici vittorie consecutive, gli azzurri al Franchi di Firenze non vanno oltre l’1-1 (reti di Dzeko e Sensi) contro la Bosnia in una partita deludente sul piano del gioco e delle occasioni. Il ct Mancini rinuncia a Zaniolo e alla Scarpa d’oro Immobile dal 1′ e dà fiducia a Pellegrini e Belotti. La prima e unica occasione da gol del primo tempo è però di Chiesa, che al 12′ si libera di Kolasinac prima di lasciar partire un destro sull’esterno della rete. Nella ripresa i lampi dell’Italia nascono tutti dai piedi di Insigne: prima con un tiro-cross insidioso respinto da Sunjic, poi con una conclusione col destro a giro bloccata in due tempi da Sehic. Ma il doppio episodio, più che dare la carica agli azzurri, scuote la Bosnia. E al 52′ gli ospiti vanno ad un passo dal vantaggio: Hodzic sfrutta un errore di Florenzi, salta Donnarumma ma da posizione defilata colpisce il palo a porta sguarnita. Ma il vantaggio degli ospiti è solo rimandato: al 57′ sugli sviluppi di un corner, Sunjic anticipa Barella e fa da sponda di testa per Dzeko che col mancino da due passi batte Donnarumma. Ma al 67′ c’è la risposta dell’Italia: il solito Insigne libera al tiro Sensi che in spaccata trova la conclusione vincente con la complicità di una deviazione di Sunjic. La rete dà la scossa all’Italia: due minuti più tardi Chiesa premia la sovrapposizione di Florenzi che col destro impegna Sehic. Alla mezz’ora Mancini si gioca le carte Zaniolo e Immobile. Ma l’impatto dei due giocatori di Roma e Lazio non è di quelli sperati. Anzi, l’ultima occasione è della Bosnia: il neo entrato Besic guida un contropiede, salta Bonucci e col destro spaventa Donnarumma con un tiro che termina a lato.
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Van Aert vince la settima tappa del Tour de France

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Wout Van Aert ha vinto la settima tappa del Tour de France 2020 da Millau a Lavaur ed è il secondo successo per lui in questa edizione numero 107. Al termine di 168 chilometri ricchi di sorprese è stato il ciclista belga della Jumbo-Visma a precedere in volata il norvegese Boasson Hagen in un arrivo di gruppo ma con un numero ristretto di corridori. Nelle fasi finali della frazione, infatti, il forte vento laterale ha spezzato in due la carovana e nel secondo troncone sono rimasti nomi di spicco, tra questi la maglia bianca, nonché terzo al via nella classifica generale, Tadej Pogacar. Davanti i team degli altri big della Grande Boucle hanno spinto a tutta e fatto il vuoto, e così al traguardo il gap tra il gruppo di testa e gli inseguitori si è acuito fino a 1’20”. Nessun problema, invece, per il britannico Adam Yates (Mitchelton-Scott), che resta nel primo gruppo e conserva la maglia gialla per un altro giorno. Domani in programma l’ottava tappa del Tour da Cazeres-sur-Garonne a Loudenvielle di 141 km. Si tratta del primo tappone pirenaico con l’ascesa del Port de Bales di Horse Category e altri due GPM di prima categoria che faranno da scenario ai primi veri attacchi tra gli uomini più attesi.
(ITALPRESS).

Messi fa marcia indietro “Resto al Barcellona”

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La telenovela è finita: Lionel Messi sarà un giocatore del Barcellona anche nella stagione 2020-21. A mettere la parola fine è il 33enne fuoriclasse argentino, che rompe il silenzio in un’intervista a “Goal”. Ma lo fa senza risparmiare colpi, soprattutto all’indirizzo di Josep Maria Bartomeu, ormai diventato pubblicamente il nemico numero uno della Pulce. “Ho detto alla società, soprattutto al presidente, che volevo andare via – chiarisce Messi – Gliel’ho detto durante tutto l’anno. Pensavo che fosse il momento di farsi da parte. Credevo che il club avesse bisogno di gente più giovane, di gente nuova, e pensavo che si stava per concludere la mia avventura al Barcellona con grande dispiacere, perchè ho sempre detto che avrei voluto chiudere qui la mia carriera. E’ stato un anno molto complicato, ho sofferto molto durante gli allenamenti, nelle partite, nello spogliatoio. Era diventato tutto molto difficile per me e è arrivato un momento in cui ho pensato di andare in cerca di nuovi obiettivi, di aria nuova. Non è stato a causa del risultato in Champions contro il Bayern, era da molto tempo che stavo pensando a questa decisione. Gliel’ho detto al presidente e il presidente mi ha sempre detto che alla fine della stagione avrei potuto decidere se andarmene o se restare e alla fine non ha mantenuto la sua parola”.

Sono state settimane difficili per Leo. “Mi ha fatto male quando è stato messo in dubbio il mio amore per questo club: che io vada o che io resti, il mio amore per il Barcellona non cambierà mai. Ho sempre anteposto il club davanti a qualsiasi cosa. Ho avuto la possibilità di andarmene dal Barcellona tante volte. I soldi? Tutti gli anni me ne sarei potuto andare e guadagnare più soldi che nel Barcellona. Ho sempre detto che questa era casa mia e che era ciò che sentivo e che sento. Meglio di qui è difficile”. Ma negli ultimi mesi il numero 10 blaugrana ha sentito di aver “bisogno di cambiare, di nuovi obiettivi, di cose nuove. Sicuramente mi è costato molto decidere. Ho sempre detto che volevo restare qui. Che volevo un progetto vincente e vincere titoli con il club per continuare a far crescere la leggenda del Barcellona a livello di trofei. E la verità è che da tempo che non c’è un progetto nè nulla, loro si destreggiano e coprono i buchi mentre le cose vanno. Puoi vincere o perdere, perchè è molto difficile, ma devi competere. Almeno competere e non crollare come a Roma, Liverpool, Lisbona. E questo mi ha portato a pensare sulla decisione di andar via. Come detto, pensavo ed ero sicuro che fossi libero di andar via, il presidente ha sempre detto che alla fine della stagione potevo decidere se restare o meno”.

Ma quella parola non è stata mantenuta. “Adesso si aggrappano al fatto che non l’ho detto prima del 10 giugno, quando è chiaro che il 10 giugno eravamo in corsa per La Liga nel mezzo di questo tremendo coronavirus e che questa malattia ha alterato tutta la stagione. E questa è la ragione per la quale resterò al Barcellona. Adesso resterò perchè il presidente mi ha detto che l’unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile. C’era un altro modo ed era andare in tribunale. Ma non farei mai causa al Barcellona perchè è il club che amo, che mi ha dato tutto sin da quando sono arrivato, è il club della mia vita, ho passato la vita qui. Il Barça mi ha dato tutto e io ho dato tutto. So che non mi è mai passato per la testa portare il Barcellona in tribunale. Non avrei mai fatto una cosa del genere, lo ripeto, volevo andare via ed era mio diritto, perchè il contratto dice che avrei potuto svincolarmi. E non era ‘vado via e basta’. Volevo andare perchè ho pensato di voler vivere i miei ultimi anni di calcio felicemente. Ultimamente non ho trovato felicità all’interno del club”. Ma ora il dado è tratto. “Continuerò nel Barcellona e il mio comportamento non cambierà, non importa quanto volessi andare via. Darò il massimo. Voglio sempre vincere, sono competitivo, e non mi piace perdere”.

“Ho detto che non c’era stato il sostegno necessario per vincere la Champions League – sottolinea ancora Messi – Adesso non so cosa succederà. C’è un nuovo allenatore e nuove idee. E questo è un bene ma dobbiamo vedere come risponderà la squadra e se saremo in grado di competere ai massimi livelli. Quello che posso dire è che resterò e che darò il massimo per il Barcellona”. L’argentino avrà l’occasione di dimostrare in campo che la sua volontà di cambiare aria non era legata al venir meno dell’amore per la maglia blaugrana. “Il burofax? Non era per creare un polverone o per andare contro il club, era per rendere ufficiale la mia decisione. Se non avessi inviato il burofax era come se non fosse successo nulla, avevo l’opzione per un altro anno. Amo Barcellona e non troverò un posto migliore di qui altrove. Ma ho ancora il diritto di decidere. Volevo andare in cerca di nuovi obiettivi e nuove sfide. E domani sarei potuto tornare, perchè qui a Barcellona ho tutto. Mio figlio, la mia famiglia è cresciuta qui. Non c’era niente di sbagliato nel voler andare via, ne avevo bisogno, ne aveva bisogno il club ed era un bene per tutti”. E allora avanti insieme, almeno fino alla scadenza del contratto del 30 giugno 2021: l’impressione è che il Barcellona abbia vinto la battaglia ma non la guerra, Messi resta ma da separato in casa.
(ITALPRESS).

 

Hamilton comanda il venerdì di libere a Monza

È di Lewis Hamilton il giro più veloce nelle libere del venerdì del Gran Premio d’Italia. Nella seconda sessione il pilota britannico ferma il cronometro sull’1’20″192 guadagnando due decimi sul compagno di squadra Valtteri Bottas dopo esser stato alle sue spalle durante il corso della mattinata.
Terza posizione a sorpresa per la McLaren di Lando Norris mentre la Red Bull di Max Verstappen è in quinta posizione con un secondo di gap dalla Mercedes. Balzo in avanti per la Ferrari che con Charles Leclerc entra in top-10 e conquista il nono posto a +1″311. Guadagna piazzamenti anche Sebastian Vettel che, dopo il 19° posto della mattinata, chiude dodicesimo a +1″541. Per il tedesco da annotare un testacoda alla Lesmo durante il corso del passo gara.
(ITALPRESS).