Home Sport Pagina 1318

Sport

Scariolo “Negli Stati Uniti il razzismo è un problema reale”

0

“Negli Stati Uniti il razzismo è realmente un problema, come quello della violenza della polizia. La scelta di Milwaukee, però, non è stata felice: i giocatori hanno fatto tutto da soli, avrebbero dovuto coinvolgere le altre squadre”. In un’intervista a ‘La Repubblica’, Sergio Scariolo, attuale assistant coach dei Toronto Raptors campioni in carica dell’Nba, parla del momento particolare che sta vivendo, nella ‘bolla’ di Orlando, il basket americano, fermatosi in segno di protesta contro le violenze della polizia nei confronti dei neri. “Qui viviamo nella precarietà, con il rischio di casi di positività al Covid – spiega il 59enne coach bresciano, ex ct della Spagna argento ai Giochi 2012 e tre volte sul tetto d’Europa – Questa, invece, è stata una situazione nuova: il tema delle rivendicazioni razziali sembrava un po’ addormentata perché si erano ottenuti risultati, grazie alle piattaforme social dei giocatori ma, purtroppo, un delinquente, un razzista, un pazzo ci sono dappertutto, non si poteva prevedere ma alla fine è successo”. “I miei giocatori sono tra i più razionali, consapevoli dell’emotività del momento, anche perché negli Stati Uniti il razzismo è veramente un problema – prosegue l’ex coach di Fortitudo Bologna e Real Madrid – Però bisogna utilizzare la razionalità. I gesti spontanei non portano grandi risultati in tempi immediati”. I giocatori di Milwaukee, infatti, hanno scelto da soli di non giocare: “Questo è stato il loro grande errore, avrebbero dovuto coinvolgere tutti gli altri. Nell’assemblea di giovedì si sono scusati più volte, non è stata chiaramente una decisione felice. Altri giocatori ci stavano già pensando…”. LeBron James è considerato il simbolo di questa lotta: “E’ forse il giocatore con la piattaforma di comunicazione più ampia di tutti, e con grande coscienza sociale la utilizza, ma anche LeBron non può ottenere nulla da solo. Noi nel nostro microcosmo lo vediamo come un essere onnipotente, ma dal punto di vista di chi comanda il mondo molto meno”. Cosa può fare la Nba è presto detto: “Promuovere investimenti nelle zone più ghettizzate, più tenute nell’ignoranza, con meno possibilità di promozione sociale. Spingere per una riforma della polizia perché abbia finalmente più educazione e formazione mentale e sociologica. Più lì che sulle armi, che hanno dimostrato, diciamo, di saper usare. La chiave sono i proprietari delle franchigie, persone molto facoltose. Anche se alcuni sono trumpiani o repubblicani, nessuno può permettersi di non essere d’accordo sulla lotta al razzismo”. Il presidente Donald Trump, intanto, ha definito la Nba una organizzazione politica: “È una definizione pre-elettorale, non credo sia azzeccata. La tendenza a politicizzare i problemi è comune a tutto il mondo, dal punto di vista europeo dobbiamo avere un po’ più di prudenza, non ci rendiamo conto che negli Stati Uniti il problema razzismo è assolutamente reale come la violenza della polizia”. C’è un impasto diffuso di violenza e razzismo: “Bisogna vivere qui per capire che il razzismo esiste, non solo verso i neri. Anche verso gli ispanici. Il suprematismo, purtroppo, fa parte della cultura americana. È una nazione molto giovane dal punto di vista della teorica giustizia razziale. Le leggi razziali – termina Scariolo – sono state abolite quando nascevo io, voglio dire, in tempi relativamente attuali. Guardarla con l’occhio europeo non aiuta”.
(ITALPRESS).

Accordo fra giocatori e Lega, riparte la Nba

I play-off Nba ripartiranno domani dopo lo stop imposto mercoledì dai giocatori in segno di protesta contro gli episodi razzisti e le diseguaglianze sociali negli Stati Uniti. Ad annunciarlo è un comunicato congiunto della direttrice esecutiva del sindacato giocatori (Nbpa) Michele Roberts e del commissioner Adam Silver. “Abbiamo avuto un confronto sincero e produttivo tra giocatori, coach e proprietari delle squadre per pianificare i prossimi passi del nostro sforzo collettivo sul tema della giustizia sociale e dell’eguaglianza razziale – si legge – La Lega lavorerà insieme ai giocatori per l’immediata istituzione di un tavolo per la giustizia sociale, che si concentrerà su una vasta gamma di questioni, tra cui un più ampio accesso al voto, la promozione dell’impegno civico e di una significativa riforma della polizia e della giustizia penale”. “In ogni città dove le franchigie Nba sono proprietarie dell’impianto – proseguono le parti – le stesse lavoreranno per mettere a disposizione la propria struttura per le elezioni”, il riferimento alle presidenziali del prossimo novembre che potrebbero risentire dell’emergenza sanitaria. Infine la Lega lavorerà con i giocatori e i partner per creare e includere in ogni partita dei play-off spot pubblicitari che “incoraggino l’impegno civico e sensibilizzino gli elettori sull’importanza e l’opportunità del voto. Guardiamo avanti per la ripresa dei match e per continuare a lavorare insieme per un cambiamento significativo e sostenibile”.
(ITALPRESS).

Nuovo caso alla Roma, Bruno Peres positivo al coronavirus

Il primo allenamento della nuova stagione della Roma, che sarebbe dovuto andare in scena oggi pomeriggio alle 18, è stato annullato a causa della positività di Bruno Peres che ieri insieme a tutti gli altri compagni della rosa ha effettuato il tampone. Il risultato del test ha costretto il club giallorosso per precauzione ad annullare la seduta odierna e rimandarla. “Purtroppo sono risultato positivo al Covid-19 – ha scritto il terzino brasiliano su Instagram – ma voglio far sapere a tutti che sto bene e che non ho sintomi. Ora rispetterò i giorni di isolamento ma non vedo l’ora di poter iniziare a lavorare con il resto della squadra in vista dell’inizio di stagione. Ci vediamo presto e sempre Forza Roma”. Domani mattina secondo giorno di tamponi per tutti: controlli necessari viste le voci, non confermate dal club, della positività anche di Justin Kluivert al nuovo coronavirus. In seguito ai test, in base all’esito, lo start ufficiale sul campo della nuova stagione romanista al centro sportivo di Trigoria sarà spostato nel pomeriggio. È arrivato intanto l’annuncio ufficiale in merito alla seconda amichevole che il club giallorosso dovrà affrontare. Dopo la partita contro il Benevento, prevista il 5 settembre, il 9 alle ore 18 andrà in scena il secondo test contro il Frosinone al Benito Stirpe.
(ITALPRESS).

Verstappen il più veloce nelle libere a Spa

0

Max Verstappen fa registrare il miglior tempo al termine delle prove libere 2 del Gran Premio del Belgio. Dopo aver fatto segnare il terzo crono nella sessione mattutina, il pilota olandese della Red Bull è il più veloce nelle FP2 del pomeriggio fermando il cronometro in 1’43″744 con quarantotto millesimi di vantaggio su un sorprendente Daniel Ricciardo. A un decimo c’è Lewis Hamilton con il terzo tempo, mentre il migliore delle libere 1, Valtteri Bottas, è sesto. Proseguono le grandi difficoltà in casa Ferrari in un venerdì nerissimo. Charles Leclerc è solo quindicesimo e paga un secondo e sei decimi dal leader, Sebastian Vettel addirittura diciassettesimo: si tratta di performance che non fanno ben sperare in vista di qualifiche e gara.
(ITALPRESS).

Belinelli e lo stop Nba “Abbiamo un peso, sfruttiamolo”

0

“Un boicottaggio simile non c’era mai stato prima. Solo Bill Russel nel ’61, ma era tutt’altra cosa. Vista dall’Italia, magari è difficilmente comprensibile, ma dalla bolla è tutto molto più chiaro. La questione è davvero pesante”. In un’intervista a ‘Il Corriere della Sera’, Marco Belinelli, guardia dei San Antonio Spurs, si schiera con tutta l’Nba, che si è fermata in una sorta di ‘sciopero’ in segno di protesta per il ferimento da parte della polizia del 29enne di colore Jacob Blake. “Gioco in Nba da 13 anni e vorrei continuare a farlo – spiega il 34enne azzurro di San Giovanni in Persiceto – Essere un giocatore mi ha permesso di conoscere realtà molto diverse. Poi vedi certe immagini, leggi di certi episodi, e ti rendi conto che tutto è molto diverso da come lo vedi da lontano. Un esempio?Alcuni miei compagni mi hanno raccontato di episodi di cui sono stati protagonisti loro malgrado. E solo a causa del colore della loro pelle. Ed essere stelle del basket non li ha aiutati. Se parlo di problemi con la polizia? Sono racconti privati, quindi non starò qui a spiegarli. Però capisco perché se sei afroamericano hai paura della polizia. Ci nasci, con la paura della polizia. E noi bianchi non possiamo capirlo”. Sono dunque dei racconti drammatici: “Sì, e chi non è nero non è in grado di comprendere davvero quello che hanno sofferto. E che stanno soffrendo ancora”. L’Nba, con questa protesta, ‘rischia’ di diventare politicizzata: “Credo che lo sport abbia un potere enorme. Noi atleti dobbiamo essere i primi ad amplificare certe storture attraverso le nostre piattaforme. I confini non esistono più. Lo abbiamo visto con George Floyd, quando tutto il mondo si è inginocchiato. Un poliziotto che spara nel Wisconsin è anche un problema nostro, non solo del Wisconsin. Noi sportivi abbiamo un peso: dobbiamo sfruttarlo”. LeBron James si è schierato apertamente contro Donald Trump: “LeBron James è una stella molto ascoltata. Anche Chris Paul, con cui ho giocato, ha parlato chiaro. E Paul è il presidente dell’associazione giocatori. Se LeBron e CP3 dicono quello che hanno detto, significa che tutto il movimento è d’accordo. Se anche io sono d’accordo? Su tutta la linea». James potrebbe indirizzare la campagna elettorale americana. “Io non voto negli Stati Uniti, non mi riguarda direttamente. Invece mi riguarda il razzismo: non è un problema politico ma sociale. Non possiamo coprirci gli occhi e fare finta che non accada nulla. Ci sono cose più importanti di una partita di basket”. Belinelli, infine, assicura di non essersi mai imbattuto nel razzismo in 13 anni di Nba: “Mai e poi mai. A compagni e avversari interessa solo come giochi, non di che colore hai la pelle. Le differenze in campo le fa il talento. L’unico razzismo che vedo è: sai giocare o non sai giocare”.
(ITALPRESS).

Bastoni, Locatelli e Caputo novità Italia per Bosnia e Olanda

0

Dieci mesi dopo il successo per 9-1 sull’Armenia nell’ultima partita disputata lo scorso 18 novembre a Palermo, la Nazionale torna in campo per le prime due gare della UEFA Nations League con l’obiettivo di allungare la striscia record di 11 vittorie consecutive: venerdì 4 settembre (ore 20.45 – diretta su Rai 1), l’Italia ospiterà allo stadio ‘Artemio Franchi’ di Firenze la Bosnia Erzegovina per poi far visita lunedì 7 settembre (ore 20.45 – diretta su Rai 1) all’Olanda alla ‘Johan Cruijff ArenA’ di Amsterdam. Il Ct Roberto Mancini ha deciso di fare delle convocazioni ‘allargate’ chiamando 37 calciatori (per Jorginho e Tonali convocazione sospesa in attesa dell’esito degli accertamenti previsti al termine del periodo di isolamento) che si ritroveranno sabato 29 agosto al centro fecnico federale di Coverciano. Prima convocazione in Nazionale per Alessandro Bastoni, Manuel Locatelli e Francesco Caputo, con il difensore dell’Inter che aveva già preso parte ad uno stage nel febbraio 2019. Torna a vestire la maglia azzurra dopo oltre un anno di assenza anche il capitano Giorgio Chiellini. Questo l’elenco dei convocati:
Portieri: Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Milan), Alex Meret (Napoli), Salvatore Sirigu (Torino).
Difensori: Francesco Acerbi (Lazio), Alessandro Bastoni (Inter), Cristiano Biraghi (Inter), Leonardo Bonucci (Juventus), Mattia Caldara (Atalanta), Giorgio Chiellini (Juventus), Danilo D’Ambrosio (Inter), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Alessandro Florenzi (Roma), Gianluca Mancini (Roma), Luca Pellegrini (Juventus), Leonardo Spinazzola (Roma).
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Giacomo Bonaventura, Gaetano Castrovilli (Fiorentina), Bryan Cristante (Roma), Jorginho* (Chelsea), Roberto Gagliardini (Inter), Manuel Locatelli (Sassuolo), Lorenzo Pellegrini (Roma), Stefano Sensi (Inter), Sandro Tonali* (Brescia), Nicolò Zaniolo (Roma).
Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Federico Bernardeschi (Juventus), Francesco Caputo (Sassuolo), Federico Chiesa (Fiorentina), Stephan El Shaarawy (Shanghai Shenua), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Moise Kean (Everton), Kevin Lasagna (Udinese), Riccardo Orsolini (Bologna).
(ITALPRESS).

Nba guida “rivolta”, sport Usa stop contro razzismo

Una presa di posizione storica, un messaggio forse anche più forte di quel pugno alzato ai Giochi del ’68 a Città del Messico da Tommie Smith e John Carlos. “Enough is enough” e lo sport americano si ferma. Prima i Milwaukee Bucks, poi un effetto domino che porta allo stop di calcio, baseball e tennis, tutti uniti contro il razzismo e le ingiustizie sociali. Parte tutto dalla bolla di Orlando, dove i giocatori Nba avevano accettato di riprendere la stagione a patto però di poter far sentire la propria voce al fianco del movimento “Black Lives Matter” dopo l’ondata di manifestazioni seguite all’omicidio di George Floyd. Ma il ferimento del 29enne di colore Jacob Blake è diventato la scintilla che ha fatto divampare l’incendio. La prima fiammata ieri sera, quando i Bucks hanno deciso di non scendere in campo contro Orlando in gara 5 dei play-off Nba. Poi una reazione a catena mai vista. La Nba rinvia gli altri due match in programma nella notte italiana, Houston Rockets-Oklahoma City Thunder e Los Angeles Lakers-Portland Trail Blazers, stessa sorte per le gare della Wnba dove le giocatrici, impegnate nella fase conclusiva della stagione nella bolla di Bradenton, si sono radunate al centro del campo in ginocchio.
Le ragazze delle Washington Mystics hanno inoltre indossato magliette con sette fori nella schiena, come i colpi di pistola che hanno raggiunto Jacob Blake, e una singola lettera per comporre il nome del ragazzo afroamericano aggredito e colpito dagli agenti. Dopo il basket, anche gli altri sport: si ferma il calcio (“La Major League Soccer ha preso la decisione di rinviare i restanti cinque match in programma, che saranno riprogrammati”, l’annuncio della Lega dopo la vittoria di Orlando City contro Nashville nell’unica partita disputata), programma ridotto nella Mlb dove non si sono giocate tre partite e nelle altre molti giocatori di colore non sono andati in campo. Nel tennis è stata Naomi Osaka a guidare la ‘rivolta’. Attesa dalla semifinale del “Western&Southern Open”, quest’anno eccezionalmente sul cemento newyorkese, l’ex numero uno del mondo decide di non giocare. “Prima di essere una atleta sono una donna di colore. E come donna di colore sento che ci sono questioni che al momento meritano immediata attenzione e sono più importanti della mia partita di tennis”. Una posizione subito sposata da Usta, Atp e Wta, che hanno deciso di sospendere per un giorno le partite.
Il programma riprenderà domani e la Osaka, che ha apprezzato il sostegno, stavolta ci sarà. Così come riprenderà la Nba. I giocatori di Lakers e Clippers, le due principali pretendenti all’Anello, si erano detti pronti a lasciare la bolla di Orlando senza portare a termine la stagione ma alla fine, dopo la lunga riunione odierna, si è deciso di tornare in campo. I play-off dovrebbero ripartire già domani, al più tardi nel weekend, con le stelle del basket a stelle e strisce che però hanno ottenuto dai proprietari e dalla Lega massima disponibilità a trovare nuove forme di protesta. Del resto, davanti a certi temi, è difficile essere divisi: lo dimostra la marcia pacifica nella bolla del Walt Disney Resort da parte degli arbitri Nba, accomunati dalla maglia con su scritto “Tutti contro il razzismo”. E mentre da Spa Lewis Hamilton applaude (“Sono fiero di quel che stanno facendo i miei colleghi negli Stati Uniti, credo che sia incredibile quello che sta succedendo, si comincia a vedere qualcosa di bello”), anche nel golf il PGA Tour si dice pronto a sostenere chi vorrà protestare durante il BMW Championship al via nell’Illinois. “I cambiamenti non avvengono solo parlando ma con le azioni e devono avvenire ADESSO. Tocca a noi fare la differenza”, la strada indicata da LeBron James. Anche se domani si tornerà a giocare, nulla sarà uguale a prima.
(ITALPRESS).

Sticchi Damiani “Gp Italia a Monza fino al 2025”

Il Gran Premio d’Italia di Monza rimarrà nel calendario del campionato di Formula 1 fino al 2025. Lo ha detto il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani, nel corso della presentazione ufficiale del Gp in programma a Monza il prossimo 6 settembre. “Questo è stato un anno particolarissimo, pesantissimo, dove sono saltati tutti gli schemi ed è stato necessario avere una grande fede e una grande passione per esserci. In questa scelta è stata determinante la posizione della Regione che ci è stata accanto e ci ha alleggerito il peso di questo Gran Premio in cui non ci sarà il pubblico” ha detto il numero uno Aci, che aveva al suo fianco il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il presidente del Coni Giovanni Malagò. “Abbiamo ritenuto giusto dare un segnale forte a tutte le persone che hanno rischiato la vita durante la pandemia. Per questo nella tribuna principale ci saranno circa 250 operatori della sanità scelti dalla Regione Lombardia, dalla Protezione Civile e da Aci. Chiediamo scusa alle 33mila persone che avevano già acquistato il biglietto e ai 200mila che sarebbero sicuramente venuti e il prossimo anno ci faremo perdonare” ha concluso Sticchi Damiani. “Il Gran Premio di Monza rappresenta la prova per la nostra ripresa. Un grande evento sportivo è la strada giusta per dimostrare come il popolo italiano voglia ritornare ad una normalità. Ribadisco che dobbiamo acquisire la consapevolezza che con questo virus dobbiamo convivere. Finchè non ci sarà un vaccino dobbiamo avere chiaro quali sono i limiti che non dobbiamo superare. Riusciremo ad andare avanti con grande cautela, ma indispensabile tornare a vivere, anche se in modo diverso” ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
(ITALPRESS).