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Morto l’ex pugile Sandro Mazzinghi

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Il mondo del pugilato piange la scomparsa di Alessandro Mazzinghi, uno dei più grandi pugili italiani della storia. Classe 1938, il toscano è morto a Pontedera all’età di 81 anni dopo una breve malattia. “Per noi è un giorno triste, ma non possiamo che andare orgogliosi per l’uomo, l’atleta, il Campione e il padre che è stato – hanno scritto su Facebook i figli David e Simone – Ciao Babbo, non ti dimenticheremo mai”. “È una brutta, brutta, brutta notizia – ha dichiarato Nino Benvenuti, amico e rivale di Mazzinghi, all’ITALPRESS – È come se morissi io, abbiamo sempre fatto le cose di pari passo. Sul ring Sandro era il massimo, l’Avversario con la A maiuscola, aveva tutto ciò che ti metteva in difficoltà. La nostra era una sana rivalità sportiva: se non ci fossi stato io Sandro avrebbe ottenuto un numero ancora maggiore di successi. Faccio le condoglianze alla famiglia e ai figli, di vero cuore”. Al cordoglio si sono unite anche le istituzioni, dal sindaco di Pontedera alla Regione Toscana fino alla Federazione pugilistica italiana. “Sandro era un personaggio illustre per il mondo dello sport – ha dichiarato all’Italpress il presidente della Fpi Vittorio Lai – un grande campione, un uomo che ha dato tanto al pugilato, a Pontedera, alla Toscana, all’Italia e al mondo intero: ci piange il cuore. La sua rivalità con Benvenuti è stata un po’ come quella tra Coppi e Bartali nel ciclismo: tra i due c’era un grande rispetto reciproco. Fortunatamente siamo riusciti con il Coni a consegnargli il Collare d’Oro lo scorso dicembre: ne era molto orgoglioso. Ci lascia uno degli ultimi grandi campioni sportivi che l’Italia ha avuto”.
(ITALPRESS).

Raptors e Celtics avanti tutta, Jazz e Clippers sul 2-1

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Boston e Toronto sul 3-0, Utah e Clippers in vantaggio. Questi i verdetti dopo le quattro gare-3 valide per i playoff Nba, disputate tra ieri sera e questa notte a Orlando. Ad aprire il programma il successo dei Raptors che regolano ancora una volta Brooklyn (117-92) portandosi sul 3-0 e facendo un passo forse decisivo verso le semifinali dell’Eastern Conference. Sugli scudi Pascal Siakam con 26 punti, 8 rimbalzi e 5 assist, bene anche Fred VanVleet (22) e Serge Ibaka (20). Stessa situazione per i Celtics che calano il tris ai danni dei Sixers battuti 102-94 e adesso vicini a un’eliminazione più che mai dietro l’angolo. Un successo maturato nel finale quello di Boston con Kemba Walker decisivo con i suoi 24 punti e 8 rimbalzi (+13 per lui), mentre ne fa 21 (con 7 rimbalzi) Brown. In doppia cifra anche Tatum (15) e Smart (14). Philadelphia lotta, va vicina alla vittoria che riaprirebbe la serie, ma crolla nel finale e a nulla valgono le doppia doppie da 30 punti e 13 rimbalzi di Joel Embiid e da 15 punti e altrettanti rimbalzi di Tobias Harris, così come non sono sufficienti i 17 punti a testa di Richardson e Milton.
Nella Western Conference schiacciante vittoria di Utah che batte 124-87 Denver e si porta sul 2-1. Un dominio mai messo in discussione quello dei Jazz trascinati dai 27 punti di Conley, dai 24 (con 14 rimbalzi) di Gobert e dai 20 di Mitchell. In doppia cifra, dalla panchina, anche Niang (16) e Clarkson (11).
Che non sia serata per i Nuggets lo testimoniano anche i 15 punti di Jokic e i 12 di Murray, gli unici in doppia cifra del quintetto iniziale (ne fa 11 Bol dalla panchina).
Molto più in equilibrio la sfida tra i Clippers e i Mavericks con i primi che si impongono 130-122 portandosi sul 2-1 nella serie. Strepitosa la prestazione di Kawhi Leonard che mette a referto 36 punti e va vicino alla tripla doppia aggiungendo 9 rimbalzi e 8 assist. Ne fanno 18 Shamet, 15 Zubac, 14 Morris Sr, 13 Harrell, 11 George e 10 Williams. Dallas paga anche l’infortunio alla caviglia di Luka Doncic che, in 29 minuti, ha fatto registrare al suo attivo una tripla doppia da 13 punti, 10, rimbalzi e 10 assist. Il suo recupero è fondamentale per le prossime gare. Ai Mavericks non bastano neanche i 34 punti e 13 rimbalzi di Porzingis e i 22 punti a testa di Hardaway Jr e Curry.
(ITALPRESS).

Il Siviglia vince l’Europa League, Inter battuta 3-2

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Una rovesciata di Diego Carlos e la maldestra deviazione di Lukaku condannano l’Inter. La squadra di Conte lotta, si illude ma alla fine l’Europa League la alza la squadra che l’ha vinta più volte di tutti, il Siviglia. A Colonia la formazione di Lopetegui vince la sesta finale su sei della storia del club andaluso nella manifestazione e lo fa con il risultato di 3-2 in una finale rocambolesca e spettacolare. Eppure la strada per la squadra di Conte si era messa in discesa sin dall’avvio. Come spesso succede in campo europeo, infatti, è Romelu Lukaku ad aprire le danze siglando il nono gol nelle ultime otto partite tra Europa League e Champions: l’ex Manchester United scappa via in progressione a Diego Carlos che in area è costretto a stenderlo. Per l’arbitro Makkelie è rigore e dagli undici metri lo stesso Lukaku non sbaglia. Ma il vantaggio dell’Inter è destinato a durare poco. Al 12’ il Siviglia sfrutta la più classica delle azioni: Jesus Navas crossa dalla destra, de Jong incorna di testa e firma l’1-1.

Al 33’ l’attaccante olandese conferma il suo gran momento e sigla il 2-1: sugli sviluppi di un calcio piazzato, de Jong svetta più in alto di Gagliardini e di testa da posizione defilata beffa Handanovic. La reazione dell’Inter è dietro l’angolo ed è in fotocopia al vantaggio andaluso: Brozovic si incarica di una punizione offensiva e lascia partire un traversone per il colpo di testa vincente di Godin per il 2-2. Al 65’ l’Inter ha una delle occasioni più nitide del match: Barella lancia Lukaku che a tu per tu con Bono calcia sulle gambe dell’estremo difensore avversario. Ma la beffa è dietro l’angolo: al 74′ Banega scodella la palla in area da calcio piazzato e sugli sviluppi di una carambola Diego Carlos si coordina in rovesciata trovando il gol con la deviazione provvidenziale di Lukaku per il definitivo 3-2 andaluso, che regala la coppa al Siviglia.

Pol Espargarò guida le libere del GP di Stiria

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Pol Espargarò chiude in vetta il venerdì di prove libere del Gran Premio di Stiria. Il Motomondiale continua il proprio percorso con la seconda tappa di fila in Austria e tra le curve del Red Bull Ring è il pilota spagnolo a far registrare il giro veloce in 1’23″638 durante il corso della sessione pomeridiana. Due decimi di vantaggio su un trio davvero caldo alle sue spalle: Jack Miller primo inseguitore in 1’23″859, poi il vincitore della scorsa gara Andrea Dovizioso e il portoghese Miguel Oliveira, protagonisti della top-3 delle libere 1. Seguono Takaaki Nakagami e le due Suzuki di Joan Mir e Alex Rins. In difficoltà, invece, le Yamaha: Maverick Vinales centra il miglior tempo per la casa nipponica in 1’24″060 piazzandosi ottavo nella classifica combinata, dietro di lui Franco Morbidelli del team Petronas. Chiude la top-10 Brad Binder su Ktm, mentre sia Valentino Rossi che Fabio Quartararo sono a rischio per la qualificazione diretta al Q2 in vista di un sabato di qualifica che potrebbe essere condizionato dalla pioggia fin dalle prime ore del mattino. Appuntamento alle 9.55 con le libere 3 che chiuderanno la classifica combinata con i pass per il Q2, poi alle 13.30 le libere 4 e dalle 14.10 il via alle qualifiche.

38° Meeting del Garda con Kinder Joy of moving

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A causa dell’emergenza dovuta al Covid-19, il 38° Meeting Optimist del Garda è stato posticipato dal mese di aprile e si terrà ad agosto nelle acque del Lago di Garda. Un’edizione, quella del 2020, che si preannuncia avere lo stesso entusiasmo di sempre, nonostante qualche precauzione in più, volta a garantire il massimo della sicurezza agli atleti, agli allenatori e agli accompagnatori, come previsto dal regolamento della Federazione Italiana Vela in materia di prevenzione dal Covid-19. Un’edizione speciale in cui le restrizioni non fermeranno la voglia di navigare degli atleti: la regata internazionale, che è sempre stata da Guinness dei Primati, sarà quest’anno in una versione più discreta. Il numero dei partecipanti sarà limitato a 800 ragazzi e ragazze, nati tra il 2005 e il 2011, che solcheranno le acque del Lago di Garda nel nome di divertimento, amicizia, famiglia e fair play. Proprio niente, quest’anno, fermerà la voglia di onestà dei giovani velisti: durante la cerimonia di premiazione, un momento speciale sarà dedicato alla consegna del Fair Play Trophy. Kinder Joy of moving è, ancora una volta, sponsor della regata e sarà presente all’evento con uno stand Joy of moving, per trasmettere ai giovani velisti e alle loro famiglie l’importanza del movimento e di una vita attiva. Kinder Joy of moving condivide l’impegno di questa edizione “plastic free”, nella quale anche i partecipanti saranno chiamati a prestare maggiore attenzione all’ambiente e all’uso della plastica nelle competizioni sportive.
(ITALPRESS).

Storica tripletta di Paltrinieri agli Assoluti di fondo

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Gregorio Paltrinieri firma una storica tripletta, Aurora Ponselè la sorpresa che sbaraglia la concorrenza. Sono loro due i protagonisti delle 5 km alla Marina di Grosseto che chiude i campionati italiani assoluti open di fondo. Tra le donne, ruggito di Aurora Ponselè che si impone allo sprint, con una stoccata da vera finisseuse, battendo Bruni, la francese Cassignol e Bridi. La 28enne di Fano, tesserata per Fiamme Oro e CC Aniene, allenata dal tecnico federale Emanuele Sacchi, allunga leggermente negli ultimi duecento metri e tocca in 1h00’03″6 contro l’1h00’04″5 della vicecampionessa olimpica Rachele Bruni (Esercito e Aurelia, seguita da Fabrizio Antonelli e già vincitrice del titolo nella 2.5 km) e l’1h00’06″6 della transalpina Océane Cassignol; quarta, ma sul podio italiano, Arianna Bridi, tesserata per Esercito e RN Trento, preparata sempre da Antonelli, oro europeo nella 25 km a Glasgow 2018 e bronzo iridato in carica nelle 10 e 25 chilometri a Budapest 2017, in 1h00’07″3, un decimo meglio di Ginevra Taddeucci (Fiamme Oro/CC Napoli) quinta in 1h00’07″4. Sensazionale Gregorio Paltrinieri che cala un meraviglioso tris e, dopo aver conquistato il titolo nella 10 e nella 2.5 km, si aggiudica anche lo scettro della 5 km con una gara dominata dal secondo giro e chiusa con ampio margine sugli avversari: è il quinto titolo consecutivo di SuperGreg se si considera il doppio successo al Sette Colli negli 800 e soprattutto nei 1500 stile libero dove ha migliorato anche il suo record continentale. Il campione olimpico, bi-mondiale e tri-europeo dei 1500 stile libero in lunga e oro iridato negli 800 a Gwangju 2019, tesserato per Fiamme Oro e Coopernuoto, seguito da Fabrizio Antonelli, tocca in 57’46″0, distanziando di oltre trenta secondi Mario Sanzullo, tesserato per Fiamme Oro e CC Napoli e, così come Paltrinieri, già certo della qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2021, d’argento in 58’19″8 e il toscano Dario Verani (Esercito/Nuoto Livorno) terzo in 58’21″7.
(ITALPRESS).

Petrucci avverte “Senza pubblico il basket non ha un futuro”

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“La Fip, la sua commissione scientifica e la Lega hanno fatto le loro richieste, perché alcune regioni sono disponibili a far disputare le partite con un numero di spettatori limitato, in proporzione alla capienza degli impianti. Ma oggi voglio fare una domanda: se il Comitato Tecnico Scientifico risponde attraverso gli organismi deputati sempre con un semplice no, perché non dà mai una motivazione?”. A chiederselo, in un’intervista a ‘Il Corriere dello Sport’, è il presidente della Fip Giovanni Petrucci, a pochi giorni dall’inizio della Supercoppa e a poco più di un mese dal via del campionato. “Se la pallacanestro non potrà riprendere con un numero minimo di spettatori, la sanificazione e tutte le certificazioni del caso, non avrà né presente né futuro – spiega allarmato il numero uno della Federbasket – Non potrà andare avanti. Gli sforzi che gli imprenditori nel nostro sport stanno facendo sono sovrumani in proporzione a quello che ritorna loro dal punto di vista economico. Il basket non è come il calcio che può vivere di ingenti diritti Tv. Possibile che allo sport non si spieghi mai il ‘perché no’? Noi chiediamo una percentuale di spettatori rispetto alla capienza degli impianti, con le dovute garanzie dal punto di vista sanitario. Cosa ci hanno risposto? Ancora non ci hanno risposto, ancora non sappiamo nulla – svela l’ex presidente del Coni – Qualcuno dice che la Federazione e la Lega si devono svegliare: ecco, deve farlo chi lo dice, non noi che siamo sufficientemente svegli. Io non posso che ringraziare Giuseppe Pierro (Capo Ufficio Sport del Ministero per le politiche Giovanili e per lo Sport, ndr): è sempre disponibile e ci sta seguendo. Però è chiaro che anche lui deve rispondere agli organismi deputati”. Nel caso venisse dato l’ok per un ingresso contingentato, bisognerebbe stabilire a chi spettano i controlli sul rispetto delle distanze e sul numero di tifosi concesso: “Noi siamo disponibili a fare tutto quello che ci diranno. Ma ci devono dare una risposta, una risposta precisa. Che altro deve fare lo sport?”. In assenza di senso di responsabilità da parte di molte persone riguardo le misure di prevenzione, i contagi da Coronavirus negli ultimi giorni sono aumentati: “Noi non possiamo invocare certo l’esercito. Possiamo mettere a disposizione e forze che abbiamo. Lo sport è un diritto del cittadino, e questo diritto deve essere esercitato e tutelato”. Difficile dunque ipotizzare scenari per la ripresa del basket: “Prevedo che ci risponderanno. E mi auguro che ci diano una adeguata motivazione sul fatto che alcuni settori possono riaprire. Per esempio: leggo che il Napoli calcio è in ritiro a Castel di Sangro, e saranno ammessi spettatori in proporzione alla grandezza dell’impianto. Lo stesso nel ritiro della Lazio. E allora, perché il basket no?”. Facile invece prevedere cosa accadrà alle società di basket se si dovesse giocare a porte chiuse, e dunque senza incassi: “Poco alla volta gli imprenditori se ne andranno. Ecco perché il mondo dello sport, il Coni, il presidente Malagò sono preoccupati. Noi – conclude Petrucci – stiamo attraversando il periodo più difficile del Paese e dobbiamo pensare anche a tanti altre cose (la riforma dello sport, ndr). In tutto questo non può non esserci la centralità del Coni”.
(ITALPRESS).

Storica promozione in A per lo Spezia

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Lo Spezia è in Serie A per la prima volta nella storia. Dopo l’1-0 esterno dei liguri all’andata, nel ritorno della finale playoff non basta la vittoria del Frosinone al ‘Picco’ con lo stesso risultato: è la squadra di Italiano a festeggiare la promozione nel massimo campionato in virtù del miglior piazzamento maturato al termine della regular season. I ciociari, costretti a far la partita, prendono il comando delle operazioni dopo i primi dieci minuti giocati col freno a mano tirato. Al 12’, sugli sviluppi di una rimessa laterale, è Beghetto ad avere sul mancino il pallone buono per riaprire subito il confronto ma il palo nega l’1-0 al Frosinone. La squadra di Nesta assedia la metà campo dello Spezia, al 40’ Scuffet deve distendersi per deviare il piazzato di Rohden e i padroni di casa riescono a mantenere il risultato inchiodato sullo 0-0 sino al duplice fischio del direttore di gara Sacchi. La partita resta più viva che mai nella ripresa, Gyasi manca il tap-in sotto porta e al 61’ lo Spezia viene punito: palla lunga, tacco volante di Ciano per mandare in porta Rohden che apre il piatto e porta il Frosinone in vantaggio.
I padroni di casa stringono i denti, i problemi fisici di Gyasi costringono Italiano a inserire Mastinu e passare a un più difensivo 4-4-2. Negli ultimi venti minuti si gioca di fatto in una sola metà campo: i laziali collezionano corner, Nesta le prova tutte con gli ingressi di Paganini e Citro ma al Frosinone non riesce l’ennesima impresa in rimonta nei playoff. Il muro bianconero resiste sino al 96’ con il salvataggio di Vignali, poi la festa in campo (e fuori, considerando i tanti tifosi assiepati fuori dallo stadio nei pressi della Curva Ferrovia) può finalmente scattare.
(ITALPRESS).