Prima vola Pol Espargarò, poi arriva la pioggia a complicare i piani dei piloti. Venerdì di libere a due facce oggi al Gran Premio d’Austria, quarto appuntamento del Mondiale MotoGp che si disputa sul circuito di Spielberg. Al mattino, su pista asciutta, guida la classifica dei tempi il pilota spagnolo della Ktm, che ha fermato il cronometro a 1’24″193 mettendosi alle spalle il forlivese Andrea Dovizioso (Ducati), staccato di 44 millesimi. Al terzo posto nella mattinata c’è il giapponese Takaaki Nakagami, a 0”129, con la sua Honda. Quinto Franco Morbidelli (Yamaha) a 0”395, mentre è solamente decimo il leader del Mondiale, il francese Fabio Quartararo (Yamaha). Male le Yamaha ufficiali: lo spagonolo Maverick Vinales undicesimo, Valentino Rossi tredicesimo. Nessuno dei due avrà la possibilità di migliorarsi qualche ora più tardi, a causa della pioggia scesa nei primi minuti delle FP2. Alla fine il miglior crono lo firma Jack Miller (Pramac) in 1’26”475, precedendo di 0”753 lo spagnolo Iker Lecuona (Ktm) e di 0”946 il portoghese Miguel Oliveira (Ktm). Primo degli italiani Rossi, nono a 1”492. Domani mattina le terze libere, ultima chance per il Dottore di guadagnarsi l’accesso diretto al Q2.
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Pol Espargarò guida le libere MotoGp in Austria
Bonus fiscale, Comitato 4.0 “Dal governo 90 milioni di euro”
Un bonus fiscale del 50% per chi sponsorizza squadre e atleti. È la misura introdotta dal decreto agosto che prevede un credito di imposta sulle sponsorizzazioni, con un plafond di 90 milioni di euro. Il provvedimento accoglie le richieste del Comitato 4.0, costituito da Pietro Basciano, presidente Lega Nazionale Pallacanestro, Mauro Fabris, presidente Lega Pallavolo Serie A Femminile, Umberto Gandini, presidente Lega Basket Serie A, Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro, Fabio Pagliara, segretario generale Fidal Runcard, Massimo Protani, presidente Lega Basket Femminile, Massimo Righi, presidente Lega Pallavolo Serie A. Il Comitato 4.0 ha avanzato un progetto di sistema per lo sport italiano, un progetto strutturale, nessuna richiesta finanziaria di sostegno a pioggia ma un provvedimento che consentisse di rimettere in moto un circuito virtuoso sul territorio. Il Comitato 4.0 si sofferma sugli effetti positivi della norma. “La misura serve ai club perché riapre le possibilità di vedersi sponsorizzare, serve alle aziende perché traendo benefici fiscali possono mantenere la loro funzione sociale sul territorio, serve a mantenere l’occupazione, garantisce l’indotto e i consumi. Individua una funzione moderna dello Stato perché in un periodo di crisi finanzia la ripresa con interventi sul fisco, esce da una ‘cultura di cassa’ e si proietta sul futuro sapendo di mantenere aziende che, superata la crisi, torneranno a versare tutto quello dovuto”, dichiarano i presidenti del Comitato 4.0. Il provvedimento arriva in un momento cruciale per lo sport. Il coronavirus ha infatti colpito uno dei punti nevralgici del finanziamento dei club, le sponsorizzazioni, con una crisi che si è aggravata a causa della chiusura dei palazzetti e degli stadi al pubblico. “Le discipline sportive raggruppate nel Comitato 4.0 sono tutte nell’area della faglia tra professionismo e dilettantismo – proseguono i presidenti – la nostra è una condizione complicata, che si è accentuata in questo periodo. Abbiamo bisogno di soluzioni di sistema, per questo abbiamo lavorato insieme e senza sosta perché la misura del credito di imposta fosse approvata. Anche di fronte alle negatività, che abbiamo registrato nel precedente provvedimento, siamo andati avanti”. Il lavoro sul credito di imposta è stato condotto accentuando, in particolare, le interlocuzioni istituzionali e di Governo. “Dobbiamo fare diversi ringraziamenti. Al ministro Spadafora che ci ha accompagnati nel percorso e ai gruppi parlamentari che ci hanno sostenuto. Nessuno se la prenda a male, se si sottolinea il particolare impegno del ministro Gualtieri, che ci ha ascoltati, ha compreso il nostro disegno, ha difeso il recinto dello stanziamento a 90 milioni di euro. Così come dobbiamo ringraziare la Ragioneria di Stato e i dirigenti del Ministero dell’Economia. Ringraziamo anche PwC TLS che ci ha accompagnati nell’elaborazione di una proposta solida dal punto di vista fiscale e tributario”. Quella sul credito di imposta è stata una battaglia condotta non senza difficoltà. “Qualcuno ci ha guardato con scetticismo e qualcun altro con un pizzico di invidia, le leghe si permettevano di chiedere ed addirittura si sedevano più volte al tavolo del governo. Abbiamo vinto – affermano i presidenti – perché siamo stati forse l’unico soggetto che ha ragionato in una logica di sistema e su un progetto strategicamente innovativo ed avanzato”. Il Comitato 4.0 andrà avanti nel suo lavoro. “Noi del Comitato 4.0 siamo molto orgogliosi di quanto fatto e ancor più di quello che faremo. Non smobilitiamo, anzi rilanciamo sui temi post Covid-19 e cioè la riapertura al pubblico dei palazzetti e degli stadi, i protocolli sanitari, lo sviluppo dei settori giovanili, l’apprendistato e tanti temi che ci accomunano. Il nostro Comitato 4.0 è aperto ed inclusivo per chi ragiona di interessi generali dello sport”, concludono.
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Percassi senza rimpianti “Siamo stati all’università del calcio”
“Siamo stati all’università del calcio per un quarto di finale che era inimmaginabile. Poteva finire molto male, è stato invece emozionante, e essere davanti al 90’ un traguardo notevole”. In un’intervista a ‘La Repubblica’, il presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, si dice soddisfatto della prestazione dei suoi contro il Psg, che ha strappato l’accesso alle semifinali di Champions League solo negli ultimissimi minuti. “Abbiamo imparato che per una società di provincia quale siamo è difficilissimo competere con squadre che possono investire centinaia di milioni, zeppe di campioni che con un’invenzione possono determinare il risultato – spiega il numero uno del club orobico – Però essercela giocata fino in fondo ci ha rafforzato nell’idea che il nostro metodo di lavoro, il modo di gestire la società, sono quelli giusti. Sono contento per come si sono comportati il mister, i giocatori. Abbiamo fatto felice una tifoseria che lo stramerita. Dopo l’enorme disgrazia della pandemia, con il nostro finale di campionato abbiamo contribuito a far tornare il sorriso ai bergamaschi, a ridurre il loro dolore”. Per mister Gasperini, solo parole d’elogio: “È la nostra forza. Lui vuole progredire ogni anno e noi cerchiamo di assecondarlo. Vorremmo tenerlo fino a quando deciderà di smettere di lavorare”. Progredire significa non vendere i pezzi pregiati, tenere Gomez, Zapata, Ilicic: “Non vogliamo sacrificare nessuno. Se poi dal mercato ci arrivano proposte irrinunciabili… L’importante sarà avere sostituti all’altezza o addirittura superiori. Ma i più forti ce li teniamo, promesso, e li integriamo con altri giocatori di qualità. Come sta Ilicic con i suoi problemi personali? Meglio. Sta seguendo un programma che sta dando buoni risultati. Siamo fiduciosi, lo stiamo aspettando a braccia aperte”. Non c’è dubbio che la Dea abbia mutato status, Ora è una piazza ambita da calciatori di livello: “È vero, tutto è cambiato. E noi ci stiamo attrezzando. Abbiamo appena avuto un finanziamento di 40 milioni per completare l’operazione stadio e contiamo di ultimare i lavori per essere in regola con le norme Uefa e poter giocare a Bergamo in Champions. Da bergamaschi siamo però consapevoli che la prima cosa importante è avere i conti a posto – conclude Percassi – E non si può fare il passo più lungo della gamba”.
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Portland contro Memphis per un posto nei play-off Nba
Il play-in di sabato, che mette in palio l’accesso alla post-season, vedrà di fronte Blazers e Grizzlies. E’ questo uno dei verdetti della notte italiana della regular-season dell’Nba. Nella ‘bolla’ di Orlando, Portland vince in volata per 134-133 sui Brooklyn Nets, che non avevano più nulla da chiedere alla loro stagione. Super prestazione di Damian Lillard, a referto con un bottino personale di 42 punti. I Blazers se la vedranno dunque contro Memphis, che si impongono per 119-106 contro i Milwaukee Bucks, privi del ‘bomber’ Giannis Antetokounmpo, fermato per un incontro. Prima tripla doppia in carriera per il lituano Jonas Valanciunas, autore di 26 punti, 19 rimbalzi e 12 assist. Ottavo successo su otto match per i Phoenix Suns, che mettono al tappeto per 128-102 i Dallas Mavericks senza però centrare il play-in, così come i San Antonio Spurs, battuti per 118-112 da Utah Jazz e fuori dalla lotta per il titolo dopo 22 play-off di fila. A nulla valgono i 16 punti firmati, in quasi 30 minuti di partita, dell’azzurro Marco Belinelli. Affermazione, infine, per Orlando Magic, che fa sua la sfida per 133-127 con i New Orleans Pelicans grazie ai 23 punti di Nikola Vucevic e ai 22 di DJ Augustin; per il quintetto della Louisiana, 31 punti di Frank Jackson e solo 6 (con 5 rimbalzi in 25 minuti di impiego) di Nicolò Melli, partito come titolare.
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Lipsia-Atletico 2-1, tedeschi in semifinale di Champions
Per una favola che si interrompe (Atalanta), c’è una nuova realtà del calcio europeo che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Si tratta del Lipsia che batte per 2-1 con i gol di Olmo e Adams l’Atletico Madrid e conquista il pass per l’Estadio do Sport di Lisbona dove sfiderà il Paris Saint Germain nella semifinale di Champions League del prossimo 18 agosto. A Lisbona la sfida nella sfida è in panchina con uno scontro generazionale tra Nagelsmann (classe 1987) e Simeone (classe 1970). Ma se l’età li divide, ad accomunarli c’è la voglia di stupire nell’undici iniziale. Il primo sceglie Poulsen al posto del favorito Schick, il secondo tiene in panchina Joao Felix e Morata e affida a Llorente le chiavi dell’attacco al fianco di Diego Costa. La prima occasione da gol capita però sui piedi di un insospettabile: al 4’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo del Lipsia, la palla finisce nella disponibilità di Halstenberg che al volo a botta sicura non trova la porta. La risposta dell’Atletico è affidata ad uno degli uomini più positivi del primo tempo: Carrasco che al 13’ scalda i guantoni di Gulacsi con un tiro sul primo palo deviato in angolo dal portiere.
Due minuti dopo c’è un episodio da moviola che farà discutere: Gulacsi in area tocca il piede di Saul che cade, poteva starci il rigore ma Marciniak lascia giocare.
Nella ripresa è tutta un’altra musica e dopo appena 6’ il Lipsia trova il vantaggio: Laimer apre sulla destra per Sabitzer che disegna un traversone perfetto per il colpo di testa vincente di Olmo. Al 58’ Simeone decide che è il momento di Joao Felix e il classe 1999 non impiega troppo per mettersi in luce. Al 70’ Joao Felix penetra in area e conquista un calcio di rigore per un fallo di Klostermann: dagli undici metri si presenta lo stesso ex Benfica che non sbaglia e firma l’1-1. Ma nel momento migliore dell’Atletico, il Lipsia trova il gol qualificazione: all’88’ Angelino sfrutta una dormita di Trippier per scaricare per Adams il cui destro dal limite dell’area è sporcato da una deviazione alle spalle di Oblak che non può nulla per evitare la rete del 2-1. Minuti finali concitati e di grande tensione, ma il risultato non cambia. Lipsia in semifinale, Atletico Madrid, la squadra che ha eliminato i campioni in carica del Liverpool, a casa.
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Paltrinieri e Razzetti da record, Pellegrini non delude
Gregorio Paltrinieri e Federica Pellegrini erano i più attesi nella terza e ultima giornata del Trofeo Sette Colli di Roma e non deludono le attese. Il carpigiano delle lunghe distanze, però, va decisamente oltre e al termine di una super prestazione nei 1500 metri stile libero fa registrare il nuovo record europeo, che peraltro gli apparteneva, ritoccandolo di oltre un secondo: 14’32″10 per l’azzurro, che monopolizza fin dalle prime vasche la gara che ha concluso la sessione pomeridiana, tenendo ben distante un Domenico Acerenza comunque capace di migliorare il proprio personale. Il cambio di allenatore per SuperGreg dà dunque i primi frutti e sbalordisce ancora una volta tutti con tempi costanti e rapidi cinquanta dopo cinquanta: “E’ tutto troppo bello. Sentivo la nuotata come mai prima, capivo che stavo facendo un buon tempo. 14’33 è davvero ottimo – aggiunge ai microfoni di Rai Sport – sono davvero contentissimo. Ho fatto una bella gara, me ne sono accorto anche solo nuotando che stavo facendo bene, ma non pensavo così tanto”.
Anche la Divina conquista la vittoria rispettando i pronostici, ma trova alcune difficoltà nello scrollarsi di dosso la belga Dumont, staccandola soltanto nella seconda metà della vasca conclusiva, ma coglie un’altra vittoria al Foro Italico, questa volta nei 200 metri stile libero. La campionessa veneta, come di consueto, è molto esigente con se stessa: “Non è stato un grandissimo tempo, ma non mi sono mai inventata niente. E’ logico che due mesi di stop abbiano influito. Questo per il momento è un punto di partenza e va bene così, non ho nuotato benissimo e mi sentivo la bracciata un po’ vuota”. A guadagnarsi le luci dei riflettori, però, è anche Alberto Razzetti, in grado di battere il record italiano nei 200 metri misti individuali: 1’58″09 è il nuovo primato nel Bel Paese, cancellato quello precedente che resisteva da undici anni. Da segnalare anche la vittoria del classe 2000 Marco Di Tullio nei 200 metri stile libero: il barese per un soffio riesce a tener dietro Gabriele Detti e si candida a essere uno dei nomi più importanti per il futuro azzurro.
Vittoria per Luca Mencarini nei 200 metri dorso, in campo femminile la spunta invece la favorita Margherita Panziera. Nei 50 metri farfalla Thomas Ceccon trionfa in campo maschile, tra le donne sulla distanza dei 200 metri farfalla è invece Ilaria Cusinato a prendersi vittoria al Foro e titolo italiano. Il tedesco Marco Koch si prende la vittoria nei 200 metri rana e il nuovo campione italiano assoluto è il secondo Edoardo Giorgetti, in campo femminile ancora un successo per Lisa Mamie con titolo nazionale a Martina Carraro. Anna Pirovano, infine, batte al fotofinish Sara Franceschi nei 200 misti individuali.
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Vettel “Lasciare la Ferrari a stagione in corso? Non penso”
“Se c’è la possibilità di salutare il team prima della fine della stagione? Non penso e non è una domanda da fare a me. Per quello che so io, devo solamente continuare a fare il mio lavoro, so di poter fare meglio e quando le cose si tranquillizzeranno potrò sfruttare tutto a mio favore”. Sebastian Vettel esclude la possibilità di chiudere la carriera in Ferrari a stagione in corso rispondendo così ai numerosi rumours di un addio durante il Mondiale 2020. “Se mi diverto ancora a guidare questa Ferrari? Sì, ma sono qui per vincere e non per perdere – ha puntualizzato il tedesco in conferenza stampa -. Ovvio che mi diverto di meno se lotto per le posizioni minori e vincere al momento non è possibile ma magari avanzando, già in qualifica, posso provare emozioni migliori”. Vettel nega poi di sentirsi trattato diversamente rispetto a Leclerc e anche sulla sfuriata via radio di domenica scorsa a Silverstone chiarisce: “Non sono d’accordo con chi dice che in questo momento ci sia tensione tra me e il team. Stiamo cercando di fare tutto il possibile per progredire ed è ovvio che non ci sia una situazione di relax quando le cose vanno male o non vanno come dovrebbero. Se si giudicano soltanto le emozioni durante o dopo una gara non credo che possa essere un riflesso fedele di come vanno le cose internamente. Quella di Silverstone non è stata una grande gara per me, avremmo potuto scegliere una strategia ma non l’abbiamo fatto. Abbiamo due punti di vista e ora dobbiamo voltare pagina – ha spiegato il tedesco in vista del Gran Premio di Spagna – Io frustrato? Non direi ma sicuramente sono stato più felice perchè preferisco lottare per altre posizioni rispetto a un decimo posto. Sarà difficile ma Leclerc ha dimostrato che con questa Ferrari si possono fare buone gare. Se riesci a metterti in una posizione giusta in qualifica puoi fare delle buone gare e magari andare a podio. Non si può dire che questa sia stata la mia stagione più dura perchè abbiamo corso solamente 5 gare ma sento la fiducia delle persone che mi stanno attorno. Spero solamente di avere una gara dove tutto fili più liscio e quando accadrà sono sicuro che tutto andrà meglio”.
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Rossi “In Austria pista difficile, spero in una gara asciutta”
“Questa pista non va bene per la Yamaha, la velocità di punta non è un nostro punto di forza. Come nel 2019, però, dobbiamo cercare di essere forti e di lottare ancora per il podio. Poi ci sarà anche il meteo a dire la sua, può cambiare molto dalla mattina al pomeriggio. Spero comunque in una gara asciutta e che ci siano tutte le condizioni di sicurezza”. A parlare è Valentino Rossi, alla vigilia del weekend di gara del Gran Premio d’Austria, quarto appuntamento del Mondiale di MotoGP che arriva a una settimana di distanza dal quinto posto ottenuto a Brno dal pilota italiano: “A Brno ho commesso errori il sabato in qualifica e sono partito dalla quarta fila. Il passo c’era – spiega il pilota della Yamaha nella consueta conferenza stampa del giovedì – Ora ho una bella sensazione sulla moto, anche in gara posso spingere come voglio. Sono riuscito a recuperare posizioni, ho guidato bene in condizioni difficili. Ma dobbiamo invece migliorare il sabato”. E sulla lotta per la vittoria di questo Mondiale davvero incerto il Dottore non prende posizione: “Il campionato è molto aperto per tanti piloti. Non solo perchè ci sono delle difficoltà per Dovizioso e per l’infortunio di Marquez, ma anche perchè i risultati sono tanto legati alle gomme. I primi dodici piloti sono molto vicini, un weekend può cambiare dalla mattina al pomeriggio, tutto è possibile e può essere divertente”, dice ancora Rossi, che si pronuncia sulla possibilità che i due appuntamenti di Misano si disputino a porte aperte, anche se con una presenza di pubblico ridotta rispetto agli scorsi anni. “Non è possibile immaginare Misano senza i fan. Sappiamo che chi vive lì intorno è già pronto da tempo. Di certo non sarà tutto pieno ma l’atmosfera è molto migliore rispetto a non avere i fan”.
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