Thomas Bach è pronto a candidarsi per il secondo mandato alla presidenza del Comitato olimpico internazionale. Il tedesco ha annunciato la volontà di proseguire il suo lavoro nel corso della sessione odierna del Cio, per la prima volta nella storia organizzata in videoconferenza a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19. Le elezioni si svolgeranno il prossimo anno e Bach, in carica dal 2013, potrebbe ottenere se eletto un secondo mandato di quattro anni. “Personalmente e per conto del movimento sportivo italiano ti posso dire che siamo molto felici nell’apprendere la notizia della tua ricandidatura. E’ molto importante per tutti noi”, ha dichiarato il presidente del Coni e membro del Cio Giovanni Malagò rivolgendosi a Bach durante la sessione del Comitato olimpico internazionale.
Hamilton il più veloce, ma sul bagnato Vettel davanti in FP2
Lewis Hamilton registra il miglior tempo ottenuto nelle prove libere 1 del Gran Premio d’Ungheria. Dominio Mercedes nella prima sessione dell’Hungaroring disputata sull’asciutto con il pilota britannico che ferma il cronometro sull’1’16″003 con gomma dura. Sono appena 86 i millesimi di vantaggio sul compagno di squadra Valtteri Bottas, mentre dietro le due W11 nere si piazzano le due Racing Point con Sergio Perez terzo e Lance Stroll quarto. Quinto tempo per la Renault di Daniel Ricciardo mentre la Ferrari più veloce è quella di Sebastian Vettel in sesta posizione, con gomma media, a 1″235 dalla miglior prestazione di Hamilton. Settima, invece, l’altra Rossa di Charles Leclerc a 1″401 con soli 31 millesimi di vantaggio sulla Red Bull di Max Verstappen. Nel pomeriggio cade la pioggia e in condizioni di bagnato è Sebastian Vettel a registrare il giro più veloce. Per la prima volta in questo Mondiale al termine di una seconda sessione di libere è una Ferrari a guidare la classifica in 1’40″464. Trattasi, però, di una classifica piuttosto ridotta poiché nel pomeriggio piovoso soltanto 13 piloti hanno registrato un tempo. Seconda posizione per Valtteri Bottas a soli due millesimi, poi la McLaren di Carlos Sainz e le due Racing Point di Lance Stroll e Sergio Perez. Decima l’altra Rossa di Charles Leclerc mentre rimane ai box Lewis Hamilton, in pista per un solo installation lap. Appuntamento rinviato alla terza sessione di libere domani alle 12:00, poi dalle 15:00 la qualifica con la lotta per la pole position.
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Caputo “Vogliamo l’Europa, poi obiettivo Champions”
“Noi per l’Europa League ci proviamo fino all’ultimo istante e le nostre gare lo dimostrano. La Champions, ovvero il tavolo dei grandi, è un discorso che al momento è un pò azzardato fare, ma nel lungo periodo potrà accadere: una società come questa può benissimo ambire a questo traguardo”. Francesco Caputo si gode il Sassuolo e guarda avanti. L’attaccante pugliese è uno dei grandi protagonisti del grande momento neroverde. “Facciamo quello che De Zerbi ci fa provare e riprovare e lo mettiamo in pratica con costanza e continuità – spiega Caputo in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Soprattutto divertendoci. Perchè la verità, qui, è che ci divertiamo un casino. Il tecnico ci dice sempre: ‘Se vi divertite possiamo ottenere risultatì. E così è. Anche contro la Juventus, sotto di due gol, abbiamo continuato a fare quello che sappiamo e vogliamo fare. Divertendoci”.
Dopo i due gol segnati dai bianconeri nei primi minuti, la sfida del Mapei Stadium sembrava segnata. “Credo che nel momento del raddoppio della Juve tutti abbiano pensato una sola cosa: partita finita. Invece no. Con noi le partite non finiscono mai – osserva con orgoglio Caputo – Abbiamo raggiunto un livello mentale potente: è successo contro la Lazio, col Verona e l’Inter, ultimamente. Il segreto? Autostima, sicuramente. E poi c’è consapevolezza, più del passato: dopo giorni e giorni di insulti di De Zerbi, meglio fare così”. E proprio sul ruolo dell’allenatore si è soffermato l’attaccante pugliese: “Il mister è molto esigente ed è la verità. Ma devo dire che dopo il lockdown siamo stati una squadra esemplare: ci siamo presentati a livello fisico e mentale con una voglia assurda e si è visto come siamo ripartiti. Forse è servita anche un’altra cosa: siamo rimasti tutti, dico tutti, in città durante quei due mesi. Nessuno ci ha obbligati, lo abbiamo fatto perchè lo sentivamo: non è stato facile, ma anche questo è un segno di attaccamento al club, alla città, al tecnico. Sassuolo come una famiglia? Non voglio essere ripetitivo ma davvero è così. Ci fanno stare bene, non ci manca nulla, il clima è bello”.
Con questi presupposti l’Europa League, pur difficile visti i sei punti di distanza da Milan, non è impossibile: “Come andrà a finire non lo so, ma di certo cercheremo fino all’ultimo di conquistare un posto in Europa. Futuro da Champions? L’andamento post-lockdown è quello, anche perchè siamo riusciti ad abbinare il bel gioco ai risultati, cosa che prima accadeva ma non con questa frequenza. In pratica: abbiamo fatto un gradino”. Infine una battuta sulla nazionale: “E’ il sogno da bambino e lo inseguirò finchè gioco, fino all’ultimo secondo. Ma ora la mia nazionale è neroverde”, ha concluso Caputo.
Messi avvisa il Barça “Dobbiamo cambiare molte cose”
“Se vogliamo lottare per la Champions League dobbiamo cambiare molte cose”. E’ molto critico Leo Messi dopo la sconfitta del Barcellona contro l’Osasuna nella penultima giornata della Liga, in una serata che ha incoronato il Real Madrid campione di Spagna per la 34^ volta. “Non volevamo finire la stagione in questo modo, però la partita di stasera fotografa il nostro campionato – ha dichiarato l’argentino – Il Real ha fatto la sua parte: è un grande merito vincere tutte le partite dopo l’interruzione, ma noi ci abbiamo messo del nostro.
Siamo una squadra molto irregolare, abbiamo perso punti dove non avremmo dovuto perderli. Se non riusciamo a lottare per la Liga, come possiamo farlo per la Champions?”. Messi ha mandato un messaggio chiaro alla società e ai compagni ricordando anche le ultime delusioni in Champions: “Roma, Liverpool, i tifosi stanno perdendo la pazienza perchè non stiamo regalando loro nulla – ha osservato l’argentino del Barcellona – Se vogliamo lottare per la Champions ora dobbiamo cambiare molte cose e fare una severa autocritica, a cominciare da noi calciatori. Siamo il Barça e siamo obbligati a vincere tutte le partite”.
L’Inter travolge la Spal e sale al 2° posto
L’Inter vince anche a Ferrara e ritorna da sola al secondo posto in classifica. I ragazzi di Conte giocano una partita solida e senza particolari sbavature e passano con un netto 4-0 al Paolo Mazza grazie ai gol di Candreva, Biraghi, Sanchez e Gagliardini che consentono ai nerazzurri di portarsi a sei punti di distanza dalla Juventus capolista a cinque giornate dalla fine del campionato. Una stagione che si sta invece concludendo nel peggiore dei modi per gli emiliani, sempre più ultimi e ormai condannati alla retrocessione in Serie B. Di Biagio si affida alla coppia pesante formata da Cerri e Petagna, Conte manda in campo Eriksen dal primo minuto dopo due esclusioni di fila. L’avvio è su ritmi bassi, ma i nerazzurri si rendono pericolosi con il tiro di Brozovic che scheggia il palo dopo cinque minuti. Risponde Petagna che colpisce la traversa con una conclusione deviata. Al 37′ il gol del vantaggio degli ospiti, abili a costruire un’azione insistita a sinistra per poi spostare tutto sulla destra, dove Candreva, arrivato di gran carriera, si ritrova a tu per tu con Letica e lo fredda.
Il primo tempo si conclude con un episodio controverso in area Inter: Strefezza anticipa Handanovic toccando la sfera prima di essere travolto dal portiere, per Giua non si tratta di calcio di rigore nonostante le veementi proteste spalline. Al decimo della ripresa è l’altro esterno nerazzurro a trovare la via della rete. Una deviazione fortuita consente a Biraghi di controllare la sfera al limite dell’area, botta violenta rasoterra ed è 0-2. E all’ora di gioco i nerazzurri la chiudono definitivamente. Eriksen conduce bene il contropiede e apre su Biraghi, abile a crossare forte in mezzo per Sanchez che firma il tris al Mazza e il terzo gol della sua stagione. C’è gloria anche per Gagliardini nel finale con il più facile dei tap-in a porta vuota su assist al bacio di Young: è la rete del poker interista con cui si conclude una partita senza storia.
Il Torino stende 3-0 il Genoa e lo mette nei guai
Il Torino torna alla vittoria e piazza l’accelerata forse decisiva per la salvezza. Il Genoa subisce una sconfitta che interrompe la striscia di sei risultati utili consecutivi in trasferta e resta con un solo punto di vantaggio sul Lecce in vista dello scontro diretto di domenica. All’Olimpico termina 3-0 per la formazione di Longo grazie alle reti di Bremer, Lukic e Belotti, nonostante un avvio di gioco equilibrato che aveva illuso gli uomini di Nicola. Nella prima mezz’ora c’è infatti spazio per un’occasione da gol a testa. Al 7’ Iago Falque, sicuramente uno dei migliori del Genoa, sfonda sulla destra e serve Pinamonti che col mancino calcia e trova la risposta a terra di Sirigu. Al 25’ si accende il Torino: Verdi disegna un cross da calcio d’angolo e Bremer di testa non trova la porta. Ma la rete del vantaggio granata è solo rimandata. Al 32’ si ripete infatti l’azione precedente con esito diverso: Verdi crossa al centro e Bremer questa volta di testa trova il bersaglio.
Al 39’ il Genoa rischia di capitolare: Belotti ruba palla a Goldaniga, ma al momento del tiro viene murato da Perin in uscita. Nella ripresa è il Genoa ad approcciare meglio, come già capitato a inizio match, e dopo appena un minuto Sirigu è costretto al doppio intervento per proteggere il risultato: prima sul tiro da posizione defilata di Sanabria e poi sulla successiva conclusione di Schone da fuori area. Ma, esattamente come nel primo tempo, la sfuriata iniziale del Genoa si esaurisce presto e col passare dei minuti il Torino prende le misure agli uomini di Nicola. E al 77’ la formazione di casa trova il gol del 2-0: Belotti lotta in zona offensiva, protegge palla e scarica per il neo entrato Lukic che da fuori area lascia partire un destro che si infila nell’angolo irraggiungibile per Perin. Nel finale un po’ di nervosismo e poi, al 90′, il sigillo di Belotti con uno splendido sinistro dal limite dell’area, imparabile per Perin. Il Toro fa festa, il Genoa deve voltare subito pagina e pensare al Lecce.
Rossi “Manca la firma ma correrò anche nel 2021”
“Per me il lockdown ha cambiato un po’ le cose, per il 2020 l’idea era quella di continuare a gareggiare per capire se potevo essere forte e veloce e poi decidere in base a questo. Ho parlato tanto con la Yamaha ma voglio continuare, sarà un grosso sforzo perché devo lavorare tanto, purtroppo è così quando si è vecchi”. Valentino Rossi conferma la volontà di continuare a gareggiare anche in vista della prossima stagione. “Ma voglio continuare a mettermi in gioco, anche il prossimo anno – ha spiegato il Dottore nella conferenza stampa pre Gran Premio di Spagna -. Abbiamo un accordo con Yamaha e ne ho parlato con Petronas, ci siamo accordati ma ancora non ho firmato il contratto. Ma credo che tutto andrà a posto in tempi brevi”.
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Leclerc “Non siamo in lotta per il podio”
“Fatichiamo ad avere una buona prestazione, non possiamo considerarci in lotta per il podio al momento. Ma cercheremo di cambiare le cose e stiamo lavorando il più possibile”. Così Charles Leclerc in merito alle ambizioni della Ferrari in vista del Gran Premio d’Ungheria. “Quali saranno le nostre performance in pista? È difficile rispondere, l’anno scorso faticavamo tantissimo su questa pista ma quest’anno la macchina è diversa – ha aggiunto il monegasco in conferenza stampa -. Speriamo che i cambiamenti sul bilanciamento possano aiutarci ma ne dubito, mi aspetto che la situazione sia la stessa vista in Austria”. “L’incidente con Vettel in Stiria? È ormai alle spalle. Ho parlato con Seb per scusarmi e penso che lui abbia accettato le scuse. Ma ora la questione è alle spalle e voglio solamente concentrarmi su questo weekend” ha concluso il pilota monegasco.
“Pensiamo che il nostro ultimo aggiornamento abbia funzionato, sarà interessante mettere alla prova la macchina in questo weekend. Sono ottimista, mi piace questa pista e penso che si possa fare la differenza. Abbiamo migliorato la vettura, anche se non è ancora perfetta e non ci permette di lottare per le posizioni di vertice”. Così Sebastian Vettel alla vigilia del weekend del Gran Premio d’Ungheria in merito ai passi avanti che ci si aspetta dalla Ferrari dopo le delusioni in Austria: “Non sappiamo quale sia il nostro livello – confessa il pilota tedesco nella consueta conferenza stampa del giovedì – se domenica fossimo rimasti in pista lo avremmo potuto capire meglio. Sappiamo però venendo qui com’è questo circuito, pensiamo di avere una conferma definitiva sul nostro livello questa settimana”. Il quattro volte campione del mondo è tornato anche sul contatto con Leclerc nel Gran Premio di Stiria: “Non c’è molto da aggiungere, è successa la cosa peggiore che possa accadere. Quando due vetture stesso colore si scontrano è qualcosa da evitare – spiega Vettel – ma sono le corse e queste cose ne fanno parte. Ne abbiamo parlato, sono passati alcuni giorni e qui possiamo fare meglio”. Quindi sul suo futuro il quattro volte campione del mondo, dice: “Aston Martin? Sono solo voci. Non è cambiato lo scenario, ne ho già parlato. Se parliamo del mio futuro non è cambiato nulla nell’ultima settimana. Ho bisogno di tempo per prendere la decisione giusta, quando avrò qualcosa da dire lo farò al momento giusto. Ogni opzione è aperta, non so se guiderò, se non guiderò e tornerò, o se non guiderò più”. Il tedesco è al centro di diverse voci sul suo futuro, ma al momento non ci sono certezze: “Bisogna guardare a quali sedili ci sono a disposizione e quali no – spiega il pilota della Ferrari nella consueta conferenza del giovedì – ho informazioni limitate sui contratti degli altri piloti. Le cose possono sempre cambiare. Ma devo essere io a prendere la decisione su me stesso”.
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