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Tennis, ufficializzata l’entry list Palermo Ladies Open

Undici giocatrici tra le prime 27 al mondo e cut off con la numero 69 della classifica WTA. L’Entry List dei 31^ Palermo Ladies Open, in programma dall’1 al 9 agosto prossimi, conferma le aspettative per il primo torneo dopo la sospensione per l’emergenza Coronavirus. Dopo l’ufficializzazione della presenza della n. 2 al mondo, Simona Halep, al termine delle iscrizioni esce fuori un tabellone principale di altissimo livello. La tennista romena, vincitrice del Roland Garros nel 2018 e di Wimbledon nel 2019, n. 1 al mondo per 64 settimane (dal 9 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018 e dal 26 febbraio 2018 al 27 gennaio 2019), parteciperà con una Wild Card dell’organizzazione.
L’Entry List è guidata, invece, dalla britannica Johanna Konta, 29 anni, n. 14 al mondo (con un best ranking da n. 4 al mondo) semifinalista agli Australian Open (2016), Wimbledon (2017) e Roland Garros (2019), seguita dalla croata Petra Martic n. 15 al mondo, vincitrice di due titoli WTA in carriera, e dalla ceca, Marketa Vondrousova, n. 18 al mondo, finalista nel 2019 al Roland Garros.
“E’ un tabellone pazzesco – sottolinea il Direttore dei 31^ Palermo Ladies Open, Oliviero Palma – vista la partecipazione di Simona Halep e vista l’Entry List possiamo dire che al Country si disputerà davvero un Premier, se non con l’etichetta ufficiale, ma nel livello tecnico. A Palermo giocheranno tre campionesse del Roland Garros (Kuznetsova, Ostapenko e Halep, ndr), una finalista (Vondrousova, ndr) e tre semifinaliste Slam (Konta, Mertens e Sevastova). In tabellone ci saranno 11 tra le prime 27 giocatrici al mondo, ma non è finita perchè, dopo la Halep, puntiamo ad avere in campo un’altra Top Ten. Come, già, annunciato nei giorni scorsi una Wild Card è stata, già, assegnata a Camila Giorgi”.
Scorrendo l’Entry List, dopo Konta, Martic e Vondrousova, c’è la greca, Maria Sakkari (n. 20) che tornerà a giocare al Country a distanza di 8 anni, quando, giovanissima, fu eliminata al secondo turno delle qualificazioni. Completano il quadro delle potenziali teste di serie: l’estone Anett Kontavet (n. 22 al mondo e reduce dai quarti di finale agli Australian Open di quest’anno), la belga Elise Mertens (n. 23 e semifinalista nel 2018 agli US Open) e la croata Donna Vekic (n. 24).
“Quale sia il valore assoluto del Torneo – spiega Palma – lo dimostra il fatto che, al momento, rimarrebbero fuori dalle teste di serie Dayana Yastremska, n. 24 al mondo, la n. 26 al mondo, Karolina Muchova e Ekaterina Alexandrova, n 27 della classifica WTA. Così come rimangono fuori dalle teste di serie, l’ex n. 2 al mondo (adesso n. 32) Svetlana Kuznetsova vincitrice degli US Open nel 2004 e del Roland Garros nel 2009 e la vincitrice del Roland Garros 2017, la lettone Jelena Ostapenko, ex n. 5 al mondo (adesso scivolata al n. 41 della classifica WTA, ndr)”. Non ci sarà la svizzera, Jil Teichmann (n. 63) che l’anno scorso si impose in finale su Kiki Bertens. Presenti, invece, in tabellone anche le ex Top Ten, Daria Kasatkina e Kristina Mladenovic, così come la finalista degli Internazionali di Sicilia del 2011, la slovena Polonia Hercog (sconfitta quell’anno in 3 set dalla spagnola Anabel Medina Garrigues). A chiudere l’Entry List dei 31° Palermo Ladies Open è la ceca Kristyna Pliskova, n. 69 della classifica mondiale. Di altissimo livello anche le qualificazioni con 11 giocatrici tra le prime 100 al mondo e cut off al n. 137 della classifica WTA.
(ITALPRESS).

Ghirelli “Aspettiamo credito imposta e apprendistato”

“Ci auguravamo il provvedimento sul credito di imposta e ancora siamo in attesa. Così come abbiamo necessità che l’istituto dell’apprendistato venga istituito. Noi della Serie C, con terribili sacrifici, abbiamo ripreso a giocare. Ora, il governo e il Parlamento dovranno passare dalle parole ai fatti sui provvedimenti. Non c’è molto tempo”. Questo il messaggio lanciato dal presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. “Venerdì prossimo sono in programma semifinali di play-off avvincenti – prosegue il numero uno della terza lega professionistica parlando del campionato di Serie C – vedremo partite combattute nonostante il caldo e la lunga inattività. Saranno semifinali play-off incerte: Reggio Audace-Novara e Bari-Carrarese e ci divertiremo. Ancora una volta, vinca il migliore. E’ giusto dare atto e merito alle squadre che sono uscite: Potenza, Juventus U23, Ternana e Carpi. Hanno combattuto con ardore e vanno ringraziate. Cosa manca? Il pubblico, abbiamo bisogno di affetto, passione e, contemporaneamente, di una fonte di risorse economiche per i club di Serie C. Così è veramente dura andare avanti e lo sarà ancor più alla ripresa del campionato”.

L’Inter ribalta il Torino e si riprende il secondo posto

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L’Inter torna alla vittoria e prova a spazzare via le critiche. Un 3-1 al Torino con la rimonta firmata da Young, Godin e Lautaro Martinez – dopo il gol di Belotti nel primo tempo – riporta i nerazzurri al secondo posto in classifica, a pari merito con la Lazio, e a otto punti di distanza dalla Juventus capolista. Conte può finalmente sorridere mettendo alle spalle lo score di un punto nelle ultime due partite, ma anche nella serata del Meazza si sono viste alcune cose che vanno migliorate. I granata di Longo possono recriminare per essersi abbassati troppo una volta passati in vantaggio. L’Inter spinge col piede sull’acceleratore fin dal primo minuto, conquistando calci d’angolo e accerchiando la trequarti granata, ma non si rende mai realmente pericolosa. Le idee per la squadra di Conte scarseggiano e al primo vero affondo degli ospiti si sblocca il match. Dagli sviluppi di un calcio d’angolo innocuo, Handanovic fa sua la sfera ma, pur non essendo pressato, se la fa clamorosamente sfuggire dalle mani consentendo al Gallo Belotti il più facile dei gol. I padroni di casa si riversano di nuovo in attacco, ma rischiano di subire il raddoppio col tiro di Ansaldi in contropiede stavolta ben parato da Handanovic.

Dopo l’intervallo cambia tutto e l’inizio veemente della squadra di Conte nella ripresa fa fruttare l’immediato il pareggio. Su una punizione laterale battuta molto bene da Brozovic, Lautaro Martinez fa da torre di testa per l’inserimento di Young, che calcia di prima intenzione e non lascia scampo a Sirigu. Il Torino non ha nemmeno il tempo di riorganizzarsi e dopo due minuti si completa la rimonta. Stavolta è Sanchez, scattato sul filo del fuorigioco, a mettere in mezzo per lo stacco perentorio di Godin, che con questa rete prova a riscattare una stagione fin qui per nulla esaltante. Gli ospiti provano a reagire e alzano nuovamente il baricentro, ma subiscono il contropiede che vale il 3-1 all’ora di gioco, con Lautaro Martinez che si libera al limite e calcia trovando la deviazione decisiva di Bremer che mette fuori causa Sirigu.
(ITALPRESS).

Spadafora “Riforma sport ambiziosa, occasione unica”

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Lavoro sportivo, docenti di scienze motorie nella scuola primaria, professionismo femminile, eliminazione del vincolo per i dilettanti, riequilibrio della governance con ampia autonomia al Coni e il ruolo affidato a Sport e Salute definita “la struttura centrale di tutta la riforma”. C’è questo e molto altro nel Testo unico dello sport consegnato alle forze politiche la scorsa settimana e presentato dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora in una diretta Facebook. “Un progetto ambizioso che consente di cambiare tante cose”, ha spiegato il ministro chiedendo l’appoggio di tutti i partiti, ma in particolare della maggioranza, perchè “non ci sarà un’occasione a breve per poter riformare il mondo dello sport. Bisogna farlo adesso, dobbiamo sfruttare l’opportunità”, ha sottolineato Spadafora che incontrerà i rappresentanti di Leu e Italia Viva, del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle prima di portare il testo in Consiglio dei ministri “per approvarlo spero entro fine mese”. Tra i vari temi sta facendo molto discutere la norma sul limite dei mandati: modificando quanto previsto dalla riforma approvata a fine 2017, la legge delega fissa a tre mandati, 12 anni complessivi senza alcuna deroga, la durata degli incarichi per presidenti di federazione e per il Comitato paralimpico. “Questa legge non è a favore o contro qualcuno – ha spiegato Spadafora difendendo la scelta dei tre mandati – Sto facendo la riforma per milioni di persone, poi non importa se non sono felici alcuni presidenti federali. Ho introdotto la questione del limite dei mandati per ragioni morali, perchè 16 presidenti stanno lì da quasi 30 anni ininterrottamente, da quando c’erano la lira e le Torri Gemelle. Non penso che lasciare spazio ad altri sia una cattiva cosa”.
(ITALPRESS).

Il Manchester City salva l’Europa “Sentenza Tas favorevole”

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Niente squalifica, il Manchester City è salvo. Lunedì 13 luglio alle ore 10.30 si è conclusa una delle partite più importanti della storia recente del club inglese. Questa volta, però, il pallone era fermo e a decidere l’incontro è stato il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna che con la propria sentenza ha cancellato la squalifica di due anni dalle coppe europee imposta dalla Uefa. I Citizens parteciperanno dunque anche il prossimo anno alle Champions League, accogliendo con piacere il verdetto del Tas che peraltro ha ridotto la sanzione pecuniaria dai 30 milioni iniziali a un’ammenda di 10 milioni di euro.

Una partita lunga cinque mesi e ostacolata soprattutto dall’emergenza Covid-19. Lo scorso febbraio l’Uefa sanzionò il City con l’esclusione dalle coppe per due stagioni per le violazioni del regolamento sul Fair Play Finanziario. Attraverso un comunicato ufficiale la Federazione europea denotò “gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul fair play con la sopravvalutazione delle entrate relative alle sponsorizzazioni e le informazioni relative al break-even presentate alla Uefa tra il 2012 e il 2016”. Uno scontro aperto nel quale il City si rifiutò di collaborare alle indagini da parte della CFCB aggravando la propria posizione fino alla decisione della squalifica dalle coppe europee per le stagioni 2020-21 e 2021-22.

Ma oggi è il Tas a ribaltare la sentenza e a ridurre la sanzione a 10 milioni. Il Tribunale non ha individuato alcuna irregolarità nei contratti di sponsorizzazione stretti dal club negli ultimi anni con società considerate riconducibili alla ricca proprietà dei Citizens. Inoltre nel comunicato il Tribunale svizzero denota come le presunte violazioni segnalate dagli organi di controllo della Uefa non sono state provate o sono cadute in prescrizione. Una sentenza accolta con grande soddisfazione dalla società inglese: “In attesa di leggere le motivazioni della sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, il club accoglie favorevolmente la sentenza – si legge nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale della società inglese – Il club desidera ringraziare i membri del Tas per la diligenza e per la correttezza mostrata durante il processo”.

“L’Uefa prende atto della decisione presa dal Tribunale Arbitrale dello Sport riguardo la riduzione della sanzione imposta al Manchester City dal CFCB – ha precisato l’Uefa in una nota – Per il Tas non vi sono prove sufficienti a confermare le conclusioni della CFCB e molte delle presunte violazioni sono prescritte a causa del periodo di cinque anni previsto dai regolamenti Uefa. Negli ultimi anni il Financial Fair Play ha svolto un ruolo significativo nel proteggere i club e aiutarli a diventare finanziariamente sostenibili. L’Uefa non farà ulteriori osservazioni al riguardo”. Caso chiuso, dunque, e lieto fine per i Citizens: ora Guardiola potrà guardare alla prossima stagione con maggiore serenità, mentre per il fair play finanziario la sentenza del Tas è un duro colpo.

Briatore “Taglierei lo stipendio ai piloti della Ferrari”

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“Io avrei multato i piloti Ferrari, almeno il 5-10% del salario: l’unico modo per farsi sentire è toccare i soldi”. Questa l’idea di Flavio Briatore su quanto accaduto al gp di Stiria di Formula 1, con il contatto tra Leclerc e Vettel in partenza che ha costretto entrambi al ritiro. “L’errore questa volta l’ha fatto sicuramente Leclerc: cercava di infilarsi in un buco dove era impossibile, è stato un disastro – ha sottolineato l’ex direttore esecutivo della Renault, intervenuto a ‘La Politica nel Pallone’ su Rai Gr Parlamento – In 20 anni di Formula 1 non ho mai avuto questo tipo di problema: ai piloti serve disciplina, la macchina non è loro, ma del team e dietro ci sono centinaia di persone che lavorano duramente a salari normalissimi. Ci vuole rispetto”. Briatore si è soffermato sulle difficoltà della Rossa: “Io se fossi in Binotto lascerei perdere quest’anno, ma anche il prossimo e penserei allo sviluppo della macchina 2022 quando ci sarà il nuovo regolamento: non ci penserei neanche un secondo. La Ferrari – ha osservato – è andata in una direzione sbagliata, manca un comandante: sono stati fatti molti errori dopo la gestione Montezemolo. Ora l’importante è che Binotto metta a posto i piloti. Dal prossimo anno arriva Sainz? Non ho capito tutta questa fretta di annunciarlo, non ne vedo il motivo. Bisognava avere anche un Vettel motivato”. Infine una battuta sul rientro di Alonso in Formula 1: “Con la Renault abbiamo negoziato assieme il ritorno di Fernando, lo sapevo da due mesi: c’era anche la possibilità di andare in Racing Point ma ci sentiamo più tranquilli dietro un costruttore, anche se la Renault deve darsi una bella mossa. Sono contento, Fernando pesa 4 chili in meno ed è in grande forma: se corresse sulla Mercedes vincerebbe il Mondiale, perché Hamilton ha una grandissima macchina”, ha concluso Briatore.

Berrettini “All’Adria Tour Djokovic ha sbagliato”

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“Sinceramente non me la sento di mettere in discussione Djokovic per quella vicenda, secondo me in generale ha sempre operato bene e nell’interesse di tutti. Certo, nella circostanza ha sbagliato e per l’immagine del tennis è stato un brutto contraccolpo che spero non incida sulle prossime decisioni. Però Nole ha ammesso l’errore e si è scusato, il primo a essere dispiaciuto immagino sia lui”. Matteo Berrettini commenta così quanto accaduto durante l’Adria Tour, circuito organizzato dal numero uno al mondo Novak Djokovic per tornare in campo dopo l’interruzione per la pandemia, ma presto interrotto per le numerose positività al Covid-19 riscontrate tra i tennisti, tra cui lo stesso serbo. Djokovic ora sta bene, è tornato ad allenarsi e ad agosto dovrebbe tornare in campo negli Stati Uniti, anche se ci sono alcuni dubbi sulla reale disputa degli Us Open.

Anche Berrettini non è certo di raggiungere New York. “Non solo io, a dire il vero. La situazione è complessa – ha spiegato il tennista romano, numero 8 al mondo, in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – capisco sia difficile sviscerare e risolvere tutti i problemi in poco tempo, ma è ancora troppo presto per decidere. Molti giocatori hanno chiesto chiarimenti che non sono ancora arrivati, io voglio avere più certezze di quelle attuali per poter fare la mia scelta con la serenità giusta”. Con le novità introdotte dall’Atp per le classifiche, con i punti del 2019 congelati almeno sino a fine anno, Berrettini non rischia in ogni caso di perdere quanto guadagnato lo scorso settembre con la semifinale agli Us Open. “Era difficile contemperare le esigenze di tutti, perciò credo si sia arrivati a un buon compromesso – ha rimarcato il romano – Soprattutto si è tenuto conto delle preoccupazioni dei giocatori in merito alla loro salute: chi non se la sente di viaggiare perché ritiene non ci siano le condizioni di sicurezza necessarie non avrà conseguenze negative sul ranking. Ed è giusto così”.

Berrettini si è infine soffermato sugli obiettivi alla ripresa: “Sono convinto che nessuno di noi, dopo quello che è successo, possa fare dei pronostici. Ci saranno sicuramente tante incognite. Ma io sono fiducioso – ha spiegato il tennista azzurro – fisicamente sono tornato a posto e mentalmente ho la carica giusta, anche perché la pausa forzata mi ha comunque permesso di riposare. Il calendario ricomincia praticamente solo con grandi tornei, è ovvio che l’obiettivo è quello di arrivare più lontano possibile in ogni occasione. Restare nei top ten? Il finale della scorsa stagione è stato così frenetico ed eccitante, con la top ten e la qualificazione al Masters, che non ho nemmeno avuto tempo di abituarmi all’idea. Ma il lockdown è servito anche a questo, ad acquisire una nuova consapevolezza. Sono in una posizione che mi stimola a lavorare per alzare ancora di più l’asticella”.

Pari tra Napoli e Milan, al San Paolo finisce 2-2

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La prima di Gattuso contro il Milan si risolve in un pareggio che lascia invariata la situazione della classifica nella zona Europa League. Al San Paolo il Napoli non va oltre il 2-2 contro la formazione rossonera e il distacco tra le due squadre resta di due punti a vantaggio di Insigne e compagni. Nel posticipo della trentaduesima giornata di Serie A si sfidano due tra i tridenti più in forma del campionato: Insigne, Mertens e Callejon hanno segnato insieme 18 reti fino a questo momento, due in meno rispetto al trio rossonero composto da Calhanoglu, Ibrahimovic e Rebic. Eppure il primo tempo di Napoli-Milan è deciso dai gol di due terzini: Theo Hernandez e Di Lorenzo. Al 20’ il Milan sblocca il risultato: Rebic serve un pallone con il contagiro per Theo Hernandez che in chiusura sul secondo palo piega le mani di Ospina e firma l’1-0 per i rossoneri. Ma la risposta del Napoli non si fa attendere: al 34’, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Donnarumma manca l’intervento e permette a Di Lorenzo di appoggiare in rete a porta sguarnita per il pari napoletano. Ma la serata non positiva per il giovane portiere rossonero non è finita. Al 61’ il Napoli si affida alla vecchia guardia per il nuovo vantaggio: Callejon crossa per Mertens che con la complicità di una deviazione di Romagnoli trova la traiettoria velenosa che inganna Donnarumma.
Ma il Milan è vivo, non si arrende e lo dimostra al 71’: Maksimovic stende Bonaventura in area, La Penna concede il rigore e Kessie dagli undici metri non sbaglia, batte Ospina e sigla il 2-2. Nel finale il Milan resta in dieci uomini per l’espulsione con doppio giallo di Saelemaekers. Il Napoli prova l’assedio nei minuti di recupero ma il risultato non cambia.
(ITALPRESS).