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I Mondiali di sci alpino a Cortina confermati per febbraio 2021

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Il Mondiale di sci alpino di Cortina si disputerà come previsto inizialmente l’anno prossimo. Il Consiglio Fis, riunito oggi in videoconferenza, ha confermato l’evento si terrà come da programma originario dal 9 al 21 febbraio 2021. Sia dalla Federazione internazionale che da altri stakeholders sono arrivate garanzie a supporto dell’evento italiano. “La Fisi, come è sempre stato negli ultimi cinque anni, ha raccolto le volontà di tutte le realtà interessate al Mondiale di Cortina – ha commentato il presidente Flavio Roda – e ha registrato una forte spinta a realizzare l’evento nel 2021 e a mettere a disposizione risorse perché tutto si possa fare al meglio. La Federazione si è dunque fatta interprete di queste volontà ed ha espresso al Consiglio Fis l’esigenza italiana di avere l’opportunità di un rilancio importante, un segnale per tutto il Paese”. “La Fis ha deciso di sostenere finanziariamente la Federazione italiana per un massimo di 10 milioni di franchi svizzeri – ha detto dal canto suo Gian Franco Kasper, numero uno della Federazione mondiale – in caso di cancellazione dei Mondiali per un ritorno dell’epidemia da Covid. E’ una forma di garanzia che la Federazione ha voluto dare all’Italia, auspicando che non ce ne sia bisogno e che il Mondiale si disputi regolarmente”. “Siamo molto felici per la soluzione trovata per i Mondiali del 2021 a Cortina – ha aggiunto Kasper – e che le gare possano rimanere nelle date originali. Il Mondiale sarà l’evento principale della stagione”.
(ITALPRESS).

Leclerc “Al 99% faticheremo in qualifica”

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“Penso che questa sarà una stagione molto impegnativa, non sarà semplice ma abbiamo ancora tanti punti interrogativi e dobbiamo arrivare alle qualifiche per poterlo dire con certezza anche se siamo sicuri al 99% che faremo più fatica rispetto allo scorso anno”. Queste le parole di Charles Leclerc alla vigilia del primo weekend di gara al Gran Premio d’Austria. “Dopo i test sapevamo di non essere al livello che volevamo, soprattutto nel passo qualifica – ha spiegato il monegasco della Ferrari in conferenza stampa -. Poi una volta che abbiamo rianalizzato i dati con tempi piuttosto ristretti abbiamo deciso di fare un passo indietro e di analizzare da dove arrivasse il problema iniziale per poi lavorarci. Abbiamo cercato una strada diversa per Budapest (GP Ungheria, terza tappa ndr.) e il tempo non era sufficiente per portare aggiornamenti già qui”.

Ma nonostante le difficoltà, Leclerc è impaziente per l’avvio della nuova stagione: “È fantastico tornare a gareggiare, è passato tantissimo tempo. Sono stato piuttosto impegnato a livello virtuale durante il lockdown ma tornare in pista è una sensazione diversa. Ed è piuttosto diverso gareggiare senza pubblico ma sono felicissimo di poter tornare in macchina domani per poter affrontare il weekend di gara”.
“Dopo i test di Barcellona era chiaro che non eravamo dove volevamo. In Australia eravamo curiosi di capire a che punto eravamo, lo stesso vale per questo weekend. Gli ultimi mesi sono stati sconvolgenti per tutti, in fabbrica tutti hanno lavorato per portare ogni aggiornamento in pista, ma pare che arriverà solo per l’Ungheria. Non abbiamo portato l’aggiornamento in tempo per questa gara, il programma è stato molto serrato”. Queste le parole invece di Sebastian Vettel.

“Sarà interessante capire a che punto siamo e regolarci di conseguenza. Non sappiamo quanto sarà lunga la stagione – commenta il pilota tedesco nella conferenza stampa del giovedì – e se faremo otto o più gare. In ogni caso cercheremo di fare del nostro meglio come sempre fatto. E’ davvero bello tornare qua, ho avuto un piccolo assaggio guidando la vecchia macchina al Mugello, ma è bellissimo tornare qui e non vedo l’ora che arrivi domani”, conclude Vettel.

“Ordini di scuderia al mio ultimo anno in Ferrari? Se la situazione si dovesse presentare e se dovesse essere sensato ci si aspetta che entrambi i piloti ci si aiutano a vicenda, ma questo non c’entra col fatto che andrò via a fine stagione. Di sicuro non renderò la vita più semplice a Leclerc, in ogni sorpasso non lo lascerò passare agevolmente, continueremo a lottare come lo scorso anno”. Lo ha detto Sebastian Vettel alla vigilia del weekend di gara del GP d’Austria che inaugura la stagione 2020 di Formula 1, l’ultima del tedesco alla guida della Ferrari. “Ho sempre cercato di integrarmi bene nel team – ricorda il pilota tedesco – Voglio avere sempre successo e pensare al risultato personale, ma si guida per una squadra. E’ difficile sapere cosa accadrà quest’anno, non sappiamo quanto saremo competitivi”.

“Se cambierà il rapporto tra me e Vettel in seguito al suo addio annunciato? Non penso che cambierà il nostro rapporto rispetto alla scorsa stagione. A volte dovremo cercare di lavorare di squadra e questo porta benefici anche a noi come piloti”. Lo ha detto il pilota della Ferrari Charles Leclerc in merito all’addio di Sebastian Vettel in vista della prossima stagione. “Di Vettel mi mancherà l’esperienza e la sua velocità, ho imparato tantissimo da Seb e continuerò a imparare tanto da lui fino a stagione – ha aggiunto il monegasco in conferenza stampa -. Mi mancherà come pilota ma anche come persona, ci sono state delle battaglie in pista finite come non volevamo ma c’è sempre stato rispetto. Mi mancherà il suo modo di lavorare”.

(ITALPRESS).

Matarrese compie 80 anni “Non mi sono mai nascosto”

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Imprenditore, politico ma soprattutto un dirigente sportivo che ha lasciato un’impronta così importante nella storia del calcio italiano da guadagnarsi un posto nella Hall of Fame istituita da quella Figc di cui è stato anche presidente. Antonio Matarrese spegnerà sabato 80 candeline e di strada ne ha percorsa parecchia. Giovane industriale originario di Andria, laureato in Scienze economiche e commerciali, l’ex presidente del Bari ha guidato a lungo il calcio italiano ricoprendo anche prestigiosi incarichi internazionali ai vertici di Fifa e Uefa. “Rappresentare l’Italia all’estero è stata l’esperienza più esaltante”, dice in un’intervista rilasciata all’agenzia ITALPRESS.

Presidente, come festeggerà i suoi 80 anni?
“Starò con la mia famiglia: mia moglie, le mie due figlie con i mariti e i quattro nipoti”.
Con quale spirito e interesse segue oggi il calcio?
“Mi diverto a constatare che le vivacità sono sempre le stesse. Le difficolta c’erano una volta e ci sono ancora, ma l’interesse economico alcune volte incattivisce il sistema”.
Quanto soffre nel vedere il “suo” Bari in serie C? E’ contento dell’arrivo di De Laurentiis?
“Sono certo che con i De Laurentis la sofferenza che procura il Bari sarà breve perchè hanno esperienza e forza economica per volare in serie A”.
Lei è stato presidente della Federcalcio e della Lega, vicepresidente della Fifa e dell’Uefa. Qual è stata l’esperienza più importante da dirigente e perché?
“Indubbiamente essere presidente di una squadra di calcio, da un giorno all’altro e in una città che pretende molto come Bari, è stato qualcosa di spaventosamente interessante. A distanza di cinque anni sono stato eletto presidente della Lega Calcio. Dopo ulteriori cinque anni presidente della Federcalcio e dopo qualche anno vicepresidente della Fifa e della Uefa. Rappresentare l’Italia all’estero è stata l’esperienza più esaltante”.
Lei è membro onorario di Figc e Uefa. Come giudica l’operato degli ultimi mesi di Gravina e Ceferin?
“Entrambi sono stati due capitani coraggiosi. La loro serenità, unita alla fermezza, hanno consentito di superare momenti davvero drammatici. Non è stato assolutamente facile, però hanno retto il timone”.
Sotto la sua presidenza in Figc, arrivò il rivoluzionario Arrigo Sacchi. Cosa la spinse a sceglierlo e poi a rimandarlo al Milan?
“La scelta del rivoluzionario Arrigo Sacchi è stata in linea con la mia mentalità che non è quella di vivere sul presente. Non dimenticate che sono stato io a volere Gigi Riva come mio delegato verso la squadra”.
Lei è stato anche parlamentare per cinque legislature dal 1976 al 1994. Come è stata quella politica e come giudica quella di oggi?
“La politica di ieri maturava nelle sezioni dei partiti, con uomini di esperienza e spessore politico, partiva da lontano. La politica di oggi nasce da una crisi e dalla stanchezza di quella vecchia e anche dalla rabbia che è frutto di una crisi morale. La politica di oggi ha bisogno di confrontarsi perche dal confronto può nascere un’Italia migliore”.
Da parlamentare lasciò nel 1987 la presidenza della Lega per andare in Federcalcio. Si è pentito di quella scelta?
“Assolutamente no! Un buon presidente di Lega è destinato a presiedere la Federcalcio e ancora anche come parlamentare sono stato di utilità per il calcio italiano. Oggi non è più possibile”.
Il suo decisionismo le ha procurato critiche e fatto nascere polemiche, ma non si è mai tirato indietro ed è uno dei rari dirigenti che da decenni gode di popolarità. Come lo spiega?
“Non mi sono mai nascosto e mi sono assunto tutte le responsabilità. Nel famoso periodo di Tangentopoli sono stato oggetto di indagini da parte di quella magistratura. Per avere applicato le regole ed evitato il fallimento del Torino Calcio un magistrato aveva chiesto la mia condanna a 7 mesi. L’unico presidente di Federazione sottoposto a queste vessazioni. Tutto si è sciolto come neve al sole!”.
Come ha vissuto Messico ’70 (da cittadino), Spagna ’82 e Italia ’90?
“Per quanto attiene il Mondiale in Messico ero davvero molto lontano dall’interesse. Per Spagna ’82 venivo fuori dalla mia
elezione come presidente di Lega il 10 marzo di quell’anno. Arrivato in Spagna, con un’Italia che stava per ritornare a casa anzitempo, mi fu chiesto se da presidente federale avrei tollerato questa onta e cosa avrei fatto. Diedi una risposta baldanzosa: ‘li avrei presi a calci’. Le mie parole suscitarono le reazioni da parte di quella squadra che poi ha vinto il Mondiale. Per quel che riguarda Italia ’90, grandissime emozioni e grandissimo dolore per la sconfitta dell’Italia contro l’Argentina di Maradona. Noi siamo tornati a Roma quasi in lacrime e una buona parte di napoletani festeggiava il loro eroe Maradona”.
Nell’ultimo periodo il calcio si è visto privare di personaggi molto carismatici come Gigi Simoni, Mario Corso, Pierino Prati e il giornalismo di un grande come Gianni Mura. Tutti hanno attraversato la sua era da dirigente, come ricorda loro e come ricorda eventuali altri?
“La scomparsa di questi personaggi carismatici se da una parte ci
addolora dall’altre parte ci fa rendere orgogliosi e fortunati di averli conosciuti, imparando molto da loro. Il calcio Italiano deve essere loro grato per quanto hanno dato alla nostra storia”.
(ITALPRESS).

Gravina “Tifosi allo stadio? Lavoriamo pensando a un 25%”

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“Possibile vedere i tifosi negli stadi prima di agosto? Stiamo lavorando perché i tifosi possano tornare a vivere l’evento calcistico. Lavoriamo su percentuali, pensiamo oggi ad un 25%. Il problema è la gestione dei flussi. Saremo pronti a governare questo processo nel momento in cui lo stesso Cts ci darà la possibilità di far accedere i tifosi negli stadi”. È quanto afferma Gabriele Gravina, presidente della Figc, in un’intervista a “L’Avvenire”. Il numero uno di via Allegri si dice “soddisfatto perché il calcio di vertice è ripartito, ma anche preoccupato, come deve esserlo ciascun uomo che ha responsabilità nella programmazione del futuro legato al calcio. L’economia del nostro Paese e tanti settori della vita sociale sono stati toccati duramente da questa maledetta epidemia. Molte le lacerazioni e perciò sono preoccupato per il calcio e per lo sport in generale. Abbiamo una visione di insieme e sappiamo che sarà molto difficile e complicato ipotizzare un futuro, fatto da nuovi modi di vivere, relazionarsi e anche di organizzare la pratica dei nostri sport. Il calcio vive di queste dimensioni, il valore della competizione sportiva, il confronto in campo ed ha bisogno di avere un sistema di regole che consente di viverlo appieno. Il calcio è un linguaggio universale”, aggiunge Gravina.
(ITALPRESS).

Il Milan si salva in extremis, il Verona batte il Parma

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Il Milan evita la sconfitta in extremis a Ferrara, va al Verona lo scontro diretto in chiave Europa League col Parma mentre il Sassuolo passa al Franchi e la Samp fa sua la sfida salvezza col Lecce. Dopo gli anticipi che hanno visto ieri le vittorie di Juve (3-1 al Genoa) e Lazio (2-1 sul Torino) e, in prima serata, il 6-0 dell’Inter ai danni del Brescia e il pari fra Bologna e Cagliari, il blocco delle 21.45 vede su tutti il 2-2 dei rossoneri sul campo della Spal. La partita si mette male per il Milan al 13′ quando, sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, si accende una mischia in area e Valoti trova il tocco vincente. Piove sul bagnato in casa rossonera visto che Pioli perde per infortunio Castillejo, e alla mezz’ora ecco il raddoppio degli estensi con un destro dai 30 metri di Floccari la cui parabola si infila alle spalle di Donnarumma. Poco prima dell’intervallo un brutto intervento di D’Alessandro su Theo Hernandez viene sanzionato col rosso lasciando la Spal in dieci ma solo nel finale il Milan riesce a raddrizzare la gara: Leao accorcia, poi al 94′ lo sfortunato autogol di Vicari. I rossoneri riescono così a evitare l’aggancio del Verona, che batte 3-2 il Parma. Un gioiello di Kulusevski accende la sfida del Bentegodi: al 13′ il talento svedese viene servito in area, resiste a un primo contrasto, supera anche Rrahmani e fredda Silvestri. Nel recupero del primo tempo, però, fallo di Bruno Alves su Di Carmine che dagli undici metri fa 1-1. La rimonta dell’Hellas si completa al 9′ del secondo tempo con un gran tiro di Zaccagni dal limite ma nel giro di dieci minuti ecco Gagliolo approfittare di una corta respinta di Silvestri per il 2-2. A nove minuti dalla fine, però, micidiale contropiede degli scaligeri e sigillo di Pessina. Male la Fiorentina, travolta in casa per 3-1 dal Sassuolo. Al Franchi partenza a razzo dei neroverdi, Dragowski ci mette più di una pezza ma nulla può sul rigore battuto da Defrel e assegnato dopo un fallo di Castrovilli su Djuricic. E al 36′ lo stesso Defrel, pescato in mezzo all’area tutto solo da Boga, si ripete siglando il raddoppio. I viola non si arrendono, Pezzella colpisce un palo ma ecco il tris di Muldur che mette definitivamente in ginocchio la Fiorentina, a segno solo nel finale con Cutrone. In coda prezioso successo al Via del Mare della Samp per 2-1 sul Lecce. La partita si sblocca al 40′: Tachtsidis da dietro su Jankto sotto gli occhi dell’arbitro che indica il dischetto, calcia Ramirez che con un po’ di fortuna porta avanti i suoi. Di rigore anche il pari a inizio ripresa dei salentini: fallo di Thorsby su Saponara e Mancosu non sbaglia. A ridosso della mezz’ora nuovo penalty, ancora per i blucerchiati, e doppietta personale per Ramirez. Domani gli ultimi due incontri che chiuderanno il 29esimo turno: alle 19.30 Atalanta-Napoli, alle 21.45 Roma-Udinese.
(ITALPRESS).

L’Inter travolge il Brescia 6-0, pari fra Bologna e Cagliari

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Ogni giornata che passa l’Inter vede sempre più lontano il sogno scudetto, ma quantomeno tiene il passo di Juventus e Lazio. I nerazzurri dominano e si impongono nel ventinovesimo turno di Serie A per 6-0 sul Brescia con una prestazione sontuosa dei suoi esterni: Young e Moses sono imprendibili nel primo tempo e risultano decisivi per i primi tre gol dei padroni di casa. A segno lo stesso Young, Sanchez su rigore, D’Ambrosio, Gagliardini, Eriksen e Candreva. Pochi riferimenti in avanti invece per la squadra di Diego Lopez che rimane all’ultimo posto in classifica alla pari con la Spal, impegnata questa sera con il Milan. Le marcature si sbloccano dopo 5′: Sanchez si mette in proprio, serve in mezzo Young che con un destro al volo punisce Joronen alla sua sinistra. Al 19′ Moses si inserisce in area e viene atterrato da Mateju: non ha dubbi l’arbitro Manganiello ad assegnare il penalty. Dagli undici metri va Sanchez, che incrocia perfettamente, è 2-0. Il tris arriva nel finale di tempo, la firma risponde al nome di Danilo D’Ambrosio: l’ex Toro svetta di testa al 45′ e insacca. Al 53′ ecco il poker targato Gagliardini, vitale dopo le polemiche dell’errore a porta vuota contro il Sassuolo: il centrocampista spizza in maniera vincente il cross con i giri giusti di Sanchez. Nell’ultima mezz’ora entrano Eriksen e Lukaku, formando il tandem che porta al 5-0: il belga incrocia col sinistro, riflesso di Joronen e ribattuta vincente del danese al minuto 84. Il 6-0 definitivo lo sigla Candreva, anche lui subentrato, grazie ad un sinistro preciso dal limite dell’area all’88’. L’Inter rimane a -4 dalla Lazio e a -8 dalla Juventus.

Finisce invece con un pareggio che serve poco a entrambe lo scontro diretto per continuare a sognare il settimo posto tra Bologna e Cagliari. Barrow e Simeone firmano l’1-1 del Dall’Ara, risultato che porta i sardi a quota 39 punti in classifica e i felsinei a 38, lontani però dal Milan che può ulteriormente allungare in caso di successo a Ferrara. Primo tempo giocato su ritmi bassi, ma sono i padroni di casa a prendere per mano il comando delle operazioni, con gli ospiti ad agire di rimessa. Nainggolan sembra ispirato e si fa vedere tra le linee, ma più passano i minuti più le azioni dei sardi sono sempre meno ficcanti. Ed è così che i felsinei collezionano occasioni, andando a un passo dal gol con Palacio al 29′: gran risposta di Cragno sul tentativo del Trença, che ci riprova dieci minuti dopo dopo la gran giocata di Medel, stavolta palla alta. E nel terzo dei 4 minuti del recupero della prima frazione gli emiliani passano meritatamente in vantaggio. Dopo un’azione insistita la sfera va a Musa Barrow, che vince un rimpallo e a tu per tu con Cragno lo batte sul primo palo, segnando il primo gol in casa e il quinto in totale da quando è stato prelevato nell’ultima sessione di mercato. Inizio veemente dei sardi nella ripresa e dopo appena un minuto arriva subito il pareggio: Nainggolan lavora in modo sublime una palla in area e fa partire un tiro cross sul quale si avventa Simeone, che dimostra ancora una volta uno stato di forma invidiabile e fissa il risultato sull’1-1.

(ITALPRESS).

Fonseca “Non è tempo di bilanci, non è finita”

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“Il futuro è domani”. La Roma, tra problemi legati al possibile cambio societario, alla dirigenza e a risultati non soddisfacenti, è stata messa in discussione, ma l’addio (quasi) certo alla Champions League dopo il ko di Milano, ha accesso i riflettori anche su Paulo Fonseca che ora dovrà evitare a tutti i costi il rischio di perdere anche il quinto posto, cosa che metterebbe in discussione anche la sua panchina. Domani sera alle 21:45 i giallorossi affronteranno l’Udinese all’Olimpico e non potranno esserci errori: “L’ambizione deve essere la stessa, credo che la squadra domani dovrà fare una partita con la stessa ambizione della gara d’andata – ha affermato Fonseca durante la conferenza stampa della vigilia – Capisco che i risultati sono ciò che contano, ma rispetto all’inizio della stagione la squadra è cresciuta molto. Non mi aspettavo la sconfitta con il Milan, ma la squadra ha un’identità e dobbiamo ottenere dei risultati, ma questo non è il momento per fare bilanci. È il momento di pensare alla prossima partita. Chi pensa che il campionato della Roma sia finito sbaglia. Sono fiducioso sul fatto che domani la squadra avrà un buon atteggiamento per vincere questa partita”.
Nella gara contro i friulani, nella quale il tecnico giallorosso dovrà fare a meno degli squalificati Veretout e Pellegrini, c’è ancora qualche dubbio di formazione, nonostante la vasta scelta: “Villar? Vediamo domani, è pronto, ma vediamo domani. Under fuori dalle rotazioni? Solo una strategia di partita e condizione del giocatore. È solo una questione di scelta. In questo momento abbiamo bisogno di tutti e tutti possono giocare. Mkhitaryan, invece è uno dei dubbi che ho per questa partita, non è facile per un giocatore fare tre partite di fila con poco tempo per recuperare ma vediamo domani. Non possiamo dimenticare che poi dopo due giorni abbiamo la partita con il Napoli”. Mentre per quanto riguarda i due indisponibili, Zaniolo e Pau Lopez, ha aggiunto: “Zaniolo non è pronto per essere convocato. Pau Lopez si sta allenando ma non è ancora pronto per la partita di domani. giocherà Mirante che ha fatto due buone partite”. Imperativo sarà dare una risposta sul campo per non rischiare di essere ripresi dal Napoli, che è in un grande momento reduce da un filotto di vittorie in campionato oltre al successo in Coppa Italia, altrimenti ci sarà il rischio di dover passare per i preliminari di Europa League.
Fonseca, però, ora ha tutt’altro per la testa e ribadisce il suo pensiero: “Non è tempo di pensare al futuro, il futuro è domani con la partita con l’Udinese. Non facciamo bilanci, pensiamo solo alla prossima partita. Chi pensa che abbiamo finito il campionato sbaglia, continuiamo con la stessa ambizione”.
(ITALPRESS).

Nicolato “Dobbiamo allargare bacino per Under 21”

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“I giocatori Under 21 che giocano in Serie A sono molto pochi, sono quelli più consacrati e più pronti per la Nazionale A. Dobbiamo cercare di aumentare il numero dei ragazzi ai quali poter attingere perché il nostro target è sempre lo stesso, ovvero fornire più giocatori possibili alla Nazionale A e al contempo riuscire ad avere una squadra competitiva”. Paolo Nicolato, commissario tecnico della Nazionale Under 21, parla così riguardo l’impiego dei giovani calciatori nel campionato di Serie A. “La nostra attenzione è rivolta a quei giocatori che stanno muovendo i primi passi perché conosciamo benissimo chi fatto il percorso delle Nazionali e se sono disponibili ne faremo utilizzo – ha aggiunto Nicolato, in collegamento con Rete Sport, proiettandosi verso l’Europeo Under 21 del prossimo anno – Non sappiamo con che squadra potremo arrivare alla fase finale: l’annata 1999-2000 ce l’ho in mano per il quarto anno consecutivo e la conosco molto bene, ma dobbiamo concentrarci su giocatori che conosciamo un po’ meno”. A causa del numero abbondante di partite ravvicinate post emergenza sanitaria, ora in Serie A stanno aumentando le possibilità di minutaggio per i tanti giovani seguiti dall’Under 21: “È chiaro che le opportunità sono fondamentali, se sei bravo devi avere la possibilità di poterlo dimostrare – ha osservato Nicolato – In un momento in cui le partite sono molto fitte sono aumentati anche i cambi. I vari Pinamonti, Olivieri e Semprini li seguiamo come facciamo con tutti gli altri giovani: dobbiamo aumentare il bacino da cui pescare”. Infine una battuta su Zaniolo, uno dei giocatori allenati da Nicolato: “Se sia il talento più grande non so, ma il campo sta dicendo che Nicolò ha dei mezzi di primissima fascia. Tra i giovani è il giocatore che ha dimostrato un approccio verso le competizioni di altissimo livello. È un ragazzo che ho avuto il piacere di allenare, l’ho convocato le prime volte nella Nazionale Under 18 e fin da subito ha mostrato grandi qualità. Il tempo ci dirà se questa cosa potrà proseguire perché confermarsi è molto più difficile che mostrarsi. Ma Zaniolo ha un talento importante”, ha chiosato il ct dell’Under 21.