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Juve prima finalista di Coppa Italia, col Milan basta lo 0-0

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Termina senza reti la prima partita ufficiale del calcio italiano post Covid-19. In un Allianz Stadium deserto, alla Juventus basta uno 0-0 nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan per staccare il pass per l’atto conclusivo del 17 giugno, da giocare contro Napoli o Inter allo stadio Olimpico di Roma. I bianconeri partono forte e bussano alla porta di Donnarumma dopo soli 70 secondi con una conclusione di Douglas Costa che sibila a pochi centimetri dal palo. Il Milan si fa chiudere nella propria metà campo e un inizio di partita già di per sé difficile si complica ulteriormente al 16’. Orsato, richiamato dal Var, concede un rigore alla Juventus per un tocco di gomito di Conti: Ronaldo colpisce il palo, ma sulla ripartenza una gamba sconsideratamente alta di Rebic sulla testa di Danilo costa il rosso al croato.

Il Milan, in inferiorità numerica, prova ad alzare la testa nell’ultima parte del primo tempo sfiorando addirittura la rete con un colpo di testa di Romagnoli e nella ripresa sembra poter tenere il campo con maggiore sicurezza. Sarri prova ad attingere da una panchina profondissima, Pioli invece regala gli ultimi dieci minuti al promettente Colombo, ma i due portieri non sono chiamati a interventi impegnativi e il risultato non si schioda dallo 0-0: la Juventus festeggia la qualificazione alla finale e aspetta la semifinale di domani tra Napoli e Inter, il Milan saluta la competizione.
(ITALPRESS).

Spadafora “Aiuteremo impianti ancora chiusi”

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Massima prudenza per affrontare un virus ancora pericoloso. Ma anche un nuovo sostegno a tutte le strutture sportive che non potranno aprire almeno fino al 25 giugno. Questi i messaggi lanciati dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora poche ore dopo “la lunga discussione” affrontata ieri sera in Consiglio dei ministri sul tema dell’apertura delle attività amatoriali degli sport di contatto. Il politico campano aveva proposto la ripresa già a partire da lunedì prossimo, pur con tutte le precauzioni e con la necessaria differenziazione tra regioni in base alla situazione epidemiologica. Ma in Consiglio dei ministri è prevalso il rigore: gli amanti del calcetto, ma anche tutti gli altri appassionati degli sport di contatto, dovranno aspettare almeno il 25 giugno, quando peraltro la ripartenza non sarà automatica visto che, ha spiegato Spadafora in un lungo messaggio postato su Facebook, “il Ministero della Salute si è riservato di verificare con le rispettive Regioni lo stato della curva epidemiologica e di decidere, regione per regione, l’eventuale apertura nei giorni e nelle settimane successive”.
“È prevalsa una linea di coerenza – ha aggiunto Spadafora – con l’applicazione delle due regole fondamentali che ancora oggi sono valide per tutti i cittadini: il distanziamento e l’utilizzo delle mascherine. Tutti i cittadini, in tutte le Regioni d’Italia, sono tenuti a rispettare queste due regole che ci aiutano ad evitare un pericolo enorme che stiamo tutti sottovalutando, e cioè che i contagi possano nuovamente aumentare e ci costringano a chiudere nuovamente il Paese”. Nel rispedire ai mittenti “gli insulti o gli auspici di morte dolorosa che vergognosamente qualcuno ha scritto nei commenti in queste ore”, Spadafora ha voluto sottolineare che, dopo la lunga discussione, il Consiglio dei ministri ha deciso di non consentire la ripresa degli sport di contatto all’unanimità. “Del resto non è neppure ripresa l’attività scolastica – ha osservato il ministro – Ci siamo mossi e continueremo a muoverci nell’interesse della salute di tutti gli italiani: dopo i tanti sacrifici fatti, non possiamo permetterci di ricadere improvvisamente nell’incubo in cui eravamo solo qualche settimana fa”.
Le chiusure forzate e prolungate confermate dal Governo non resteranno però senza conseguenze. Spadafora infatti ha voluto ribadire il suo impegno per aiutare chi ancora non può lavorare. “Sono consapevole che tale divieto inciderà negativamente su migliaia di centri e di impianti sportivi e su altrettanti lavoratori – ha ribadito il ministro per lo sport – Per questo motivo ho preteso che venissero immediatamente stanziati nuovi fondi per quelle strutture costrette a rimanere chiuse e che venisse prorogata l’indennità anche per il mese di giugno e – se necessario – per il mese di luglio a tutti quei lavoratori sportivi che non potranno riprendere la loro attività”. Dunque il Governo aiuterà chi non potrà riaprire, come Spadafora ricorda di aver fatto in questi mesi con i provvedimenti già presi: dai 280 milioni di euro stanziati per erogare un’indennità di 600 euro al mese (per marzo, aprile e maggio) ad oltre 130 mila lavoratori sportivi fino al sostegno a fondo perduto, al via da lunedì prossimo, per le società e le associazioni sportive dilettantistiche e ancora i 100 milioni attivati presso il Credito Sportivo per mutui super agevolati.
“Abbiamo dovuto affrontare una crisi sanitaria senza precedenti – ha ribadito Spadafora nel suo messaggio su Facebook – Soltanto due mesi fa contavamo ancora centinaia di concittadini morti ogni giorno e avevamo difficoltà a gestire le terapie intensive per garantire a tutti l’assistenza sanitaria necessaria. In un contesto del genere il Governo ha fatto il possibile per sostenere tutti gli italiani e io sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto per il mondo dello sport”.

In F1 saltano i Gp di Azerbaijan, Giappone e Singapore

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La speranza resta sempre quella di mettere su un calendario di 15-18 gare ma la Formula Uno deve rinunciare per il 2020 ad altre tre prove. Ufficiale la definitiva cancellazione per questa stagione dei Gran Premi di Azerbaijan, Giappone e Singapore. Una scelta obbligata visto che a Baku e Marina Bay – prove originalmente previste rispettivamente per il 7 giugno e il 20 settembre – “i tempi lunghi richiesti per allestire i circuiti cittadini hanno reso impossibile ospitare gli eventi durante questo periodo di incertezza”, mentre per Suzuka, in calendario l’11 ottobre, hanno pesato le restrizioni previste per i viaggi. Ma il circus resta ottimista per il futuro visto “l’interesse mostrato da altre piste a ospitare una gara di Formula Uno durante la stagione 2020”.
A inizio mese la F1 ha ufficializzato il calendario dei primi otto Gp della stagione, tutti in Europa a partire da quello di Spielberg del 5 luglio che inaugurerà di fatto il Mondiale. Prima di allora gli organizzatori contano di definire il programma completo che dovrebbe portare i piloti a chiudere il campionato a metà dicembre ad Abu Dhabi.
Ieri, a questo proposito, è intervenuto lo stesso Ross Brawn sul sito della Formula Uno. “Le cose si stanno muovendo rapidamente, ma abbiamo ancora tempo – ha sottolineato – Abbiamo molte e diverse opzioni e siamo molto fiduciosi sulla possibilità di avere un’ottima seconda metà di stagione”. Una serie di piste europee sono state valutate come potenziali sedi di gare dopo le prime iniziali otto, tra cui circuiti del calibro del Mugello e Imola in Italia, Portimao in Portogallo e Hockenheim in Germania. “Ci sono un certo numero di buone piste europee in cui potremmo aggiungere una o due gare per assicurarci di avere una stagione completa”, ha riconosciuto il direttore generale del circus.
(ITALPRESS).

Giochi a rischio cancellazione? Il Cio “Pura speculazione”

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L’ipotesi che i Giochi di Tokyo, slittati al 2021 a causa del coronavirus, possano essere definitivamente cancellati “è pura speculazione”. È quanto precisano dal Cio, sebbene lo scorso mese lo stesso presidente Thomas Bach, in un’intervista alla BBC, non avesse escluso del tutto questo scenario qualora nemmeno l’estate prossima ci fossero le condizioni per disputare l’Olimpiade. “Il Cio, assieme ai suoi partner e amici in Giappone, è totalmente impegnato perchè si possano celebrare i XXXII Giochi Olimpici dal 23 luglio all’8 agosto 2021 a Tokyo – fa sapere un portavoce all’agenzia nipponica Kyodo News – Siamo concentrati al 100% su questo obiettivo, il resto è pura speculazione”. Una posizione che rafforza le parole di Yoshiro Mori, presidente del Comitato organizzatore, subito dopo l’Esecutivo del Cio di mercoledì durante il quale “non si è mai parlato di cancellazione”.
(ITALPRESS).

Pioli fra futuro e Coppa Italia: “Abbiamo obiettivi importanti”

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Domani si torna a fare sul serio. Dopo la lunga sosta forzata a causa del coronavirus, il calcio nostrano ritrova il campo e lo farà con Juventus-Milan, atto secondo della semifinale di Coppa Italia. Si riparte dall’1-1 di San Siro, in un contesto del tutto inedito fra protocolli sanitari e porte chiuse. “Tornare a giocare è la cosa più importante e bisogna farlo in sicurezza – le parole alla vigilia di Stefano Pioli – Noi del Milan siamo sempre stati molto attenti, abbiamo preso le precauzioni necessarie e siamo sempre stati favorevoli alla ripresa del campionato. L’assenza dei tifosi è un danno enorme ma è anche il male minore, non si può fare altrimenti”. Pioli è convinto che il pubblico rossonero sarebbe stato numeroso anche allo Stadium e al contempo “avere uno stadio che ti tifa contro mi ha sempre dato energia e motivazione anche se dall’altro lato avrebbe aiutato anche la Juve. Dovremo comunque abituarci subito a questa situazione, abbiamo pagato già lo scotto in campionato col Genoa a San Siro e da quell’esperienza dobbiamo trarre vantaggio”. Il tecnico confessa che “il calcio, il profumo dell’erba, del campo ci sono mancati tantissimo e ora che abbiamo la fortuna di ricominciare, dobbiamo farlo con passione ed entusiasmo, per dare divertimento e svago ai tifosi di calcio che ci seguiranno da casa in un momento delicato della nostra vita quotidiana”. Tornare a giocare dopo così tanto tempo nasconde diverse insidie. “Nelle prime settimane a casa ho staccato anch’io volutamente – rivela Pioli – Ho lasciato tranquilli tutti e poi, con la speranza di riprendere a giocare, ho cercato di riaccendere motivazioni e obiettivi. Dopo soste così lunghe possono cambiare condizione e gerarchie e con un calendario così fitto ci sarà bisogno di tutti. I ragazzi si sono presentati bene, hanno lavorato bene a casa e stanno lavorando bene qua. Nessuno domani sarà al 100% ma questo vale anche per i nostri avversari”. Quella contro la Juve sarà la prima di una lunga serie di gare da giocare in un periodo compresso. “Un calendario così fitto è una novità, un’eccezione ma lo sarà per tutti. Andremo incontro anche a temperature alte, ci sarà da stare molto attenti, curare tutti i dettagli, tutti i particolari, il recupero, l’alimentazione: dovremo lavorare con molta attenzione”. Per quanto riguarda gli aspetti prettamente tecnici della partita, “abbiamo affrontato già la Juve in questa stagione, sono sempre state partite difficili sia per noi ma anche per loro, e in entrambe le occasioni siamo usciti dal campo con qualche rimpianto in termini di risultato”, il riferimento alla sconfitta di misura subita in campionato e all’1-1 dell’andata, col pari bianconero arrivato solo su rigore e nel recupero. “Se hanno trovato la stoccata giusta nel momento giusto nelle prime due partite, ora dovremo essere bravi a trovarla noi – avverte Pioli – Partiamo alla pari, noi abbiamo lo svantaggio del risultato ma abbiamo le qualità per giocarci la nostra partita. In testa abbiamo un solo obiettivo, che è riportare il Milan in Europa. Abbiamo due strade da percorrere: il campionato e la Coppa Italia. La prima occasione ci viene data dalla Coppa Italia e siamo concentrati su questo. Non conta il nome che portiamo sulle spalle ma il distintivo che abbiamo sul petto”. Pioli si gioca anche una parte del suo futuro. Ieri l’ad Gazidis, nel confronto avuto con la squadra (“è servito, è stato chiaro e diretto, quando ci si parla è sempre meglio, anche se si possono avere opinioni diverse”), ha ribadito che per la panchina non è stata fatta ancora alcuna scelta nonostante le voci su Rangnick. “Difficilmente, nel mio passato, a 14 partite dalla fine sapevo già quale sarebbe stato il mio futuro professionale – fa spallucce Pioli – Ho solo un obiettivo in testa: dare il massimo e trarre il massimo da questa stagione, abbiamo ancora obiettivi importanti”.
(ITALPRESS).

Doppio appuntamento MotoGp a Misano il 13 e 20/9

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Ufficializzato il nuovo calendario della stagione 2020 del Motomondiale. Dopo lo stop e le modifiche imposte per la pandemia Covid-19, la Dorna ha diramato un nuovo programma nel quale trova spazio per due tappe il circuito di Misano. Il 13 settembre al Misano World Circuit Marco Simoncelli si correrà il Gp di San Marino e della Riviera di Rimini, la settimana dopo il Gran Premio Emilia Romagna e della Riviera di Rimini. “È una straordinaria opportunità che non solo non vede la rinuncia a quello che da anni è un appuntamento mondiale, ma lo raddoppia. Oggi è una giornata importante anche per il messaggio che voglio dare non solo ai cittadini della mia regione, ma a tutto il mondo del motociclismo, dello sport”. Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, presenta così il doppio appuntamento che Misano ospiterà per il Motomondiale. Nonostante le complicazioni derivanti dall’emergenza epidemiologica, la MotoGP tornerà a Misano con due gare programmate il 13 e il 20 settembre: “Dopo quello che abbiamo patito in uno dei territori più colpiti del Paese noi vogliamo rilanciare scommettendo su quello che questa terra ci ha insegnato: la voglia di reagire, di spaccarsi la schiena e di rimboccarsi le maniche – ha spiegato Bonaccini nella conferenza stampa di presentazione -. L’Emilia-Romagna non è che è orgogliosa di raddoppiare la MotoGP per mettersi un fiore nella giacca, ci sarà la ripartenza del turismo e di un territorio che nei decenni si è costruito una reputazione che lo porta a essere riconosciuto in tutto il mondo”.

Tornando al calendario del Mondial, la Dorna sottolinea: “La possibilità di organizzare eventi al di fuori dell’Europa sarà valutata e confermata entro il 31 luglio. Tuttavia, la stagione 2020 non finirà dopo il 13 dicembre e comprenderà un massimo di 17 eventi (incluso il Grand Prix del Qatar)”, informa la Dorna che aggiunge: “Tutte le date e gli eventi, nonché l’eventuale presenza di spettatori, sono soggetti all’evoluzione della pandemia e all’approvazione dei rispettivi governi e autorità”.
Il primo appuntamento sarà il Gran Premio Red Bull de España in programma il 19 luglio, sette giorni dopo, sempre sulla stessa pista, si svolgerà il Gran Premio Red Bull de Andalucía. Il 9 agosto sarà il momento di assistere al Monster Energy Grand Prix Ceské republiky in Repubblica Ceca, sulla pista di Brno, prima di un’altra doppietta allo Spielberg per celebrare il myWorld Motorrad Grand Prix von Österreich il 16 agosto e il Grand Prix von Styria. Dopo due settimane di pausa, ci sarà un altro doppio appuntamento, questa volta al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Il 13 settembre si celebrerà il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini e sette giorni più tardi sarà il momento del Gran Premio dell’Emilia Romagna e della Riviera di Rimini. Il 27 settembre assisteremo al Gran Premi Monster Energy de Catalunya. Dopo una breve pausa, l’evento successivo sarà l’11 ottobre, per celebrare il SHARK Helmets Grand Prix de France, un appuntamento che anticiperà la doppietta al MotorLand Aragon con lo svolgersi del Gran Premio Michelin de Aragón e il Gran Premio de Teruel rispettivamente il 18 e il 25 ottobre.
A seguire i due appuntamenti aragonesi, il campionato avrà due settimane di pausa prima di spostarsi al Circuit de Valencia – Ricardo Tormo. L’8 novembre si disputerà il Gran Premio d’Europa, la settimana successiva ci celebrerà il Gran Premio Motul de la Comunitat Valenciana. Con questo calendario sono già stati pianificati 14 Gran Premi. In attesa di scoprire ulteriori evoluzioni, la data del 31 di luglio sarà il limite massimo per scoprire se sarà possibile svolgere ulteriori eventi come quello delle Americhe, dell’Argentina, della Thailandia e della Malesia.
(ITALPRESS).

Gravina “Ottimista, ripartenza calcio grande soddisfazione”

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“Sono ottimista e mi sembra che i numeri ci diano ragione. Oggi la curva epidemiologica ci lascia ben sperare e non lo dico solo per il calcio: è evidente che, se dovesse continuare questo trend, chiederemo al Comitato Tecnico Scientifico di allentare alcune restrizioni eliminando una quarantena che mi sembra particolarmente eccessiva, soprattutto se c’è l’idea di aprire agli sport amatoriali come il calcetto”. Queste le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervenuto all’evento “Maratona Sport, idee per il post Covid-19” sul sito di elevensports.it. “Godiamoci la ripartenza sapendo quindi che dobbiamo ancora limare qualche piccola restrizione imposta dal Comitato tecnico scientifico. E dico piccola per usare un eufemismo”, ha aggiunto Gravina riferendosi alla misura della quarantena di 14 giorni per tutto il gruppo squadra. “Mi auguro che il mondo del calcio non sia così sfigato da beccare un nuovo caso di coronavirus. Noi ripartiamo sapendo in modo responsabile che ci sono ancora dei rischi: dobbiamo governarli in maniera corretta perché un blocco ulteriore sarebbe una grande beffa”, ha aggiunto il numero 1 della Figc.
“Domani – prosegue – il calcio in Italia riparte, in linea con quello che è avvenuto a livello europeo: questo è motivo di grande soddisfazione. Conseguire questo obiettivo non è stato facile, le condizioni oggettive non hanno dato massima serenità, al contrario abbiamo vissuto momenti complicati, difficili, di grande tensione”. Al di là della ripartenza del campionato, c’è un elemento importante da sottolineare. “Il nostro Fondo Salva Calcio è un’operazione unica in Europa. Qualcuno sminuisce o cerca di demolire ciò che facciamo, ma la Federazione ha messo a disposizione le sue risorse accantonate in tanti anni di sacrifici”, ha rimarcato il numero 1 del calcio italiano che ha spiegato di avere “un rapporto continuo e costante con il ministro Spadafora. Ieri sera abbiamo avuto l’ultimo confronto, stiamo affrontando alcuni temi delicati che saranno proposti come decreti attuativi nella legge delega. Due temi in particolare mi stanno a cuore. Parlo del semi-professionismo: questa può essere l’occasione per dare stabilità a tanti sport e sistemare le contraddizioni che appartengono ormai al passato. E poi c’è l’idea di costruire una figura nuova del nostro lavoratore sportivo: non possiamo più immaginare che alcuni atleti, cito per esempio Cristiano Ronaldo, siano lavoratori subordinati. Faccio fatica oggi a pensarlo”.
(ITALPRESS).

Record di entrate per il calcio europeo nel 2018-19

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Una grande abbuffata prima di una delle crisi più gravi della storia. La pandemia Covid-19 avrà un peso enorme sui bilanci del calcio, ma i club possono consolarsi pensando che i guai arrivano dopo un’annata niente male. Secondo la 29° edizione dello studio “Annual Review of Football Finance” redatto dallo Sports Business Group di Deloitte, infatti, i campionati europei “big five” hanno generato un fatturato record di 17 miliardi nella stagione 2018/19, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Il mercato europeo del calcio, nel suo insieme, ha generato un record di 28,9 miliardi di euro. La crescita è stata trainata dai “big five” dei campionati europei, che hanno beneficiato di ulteriori 700 milioni di euro distribuiti dalla Uefa. In testa sempre la Premier, poi Liga, Bundesliga, Serie A (crescita dei ricavi a 2,5 miliardi di euro) e Ligue 1. I ricavi complessivi dei club della Premier League hanno superato i 5,9 miliardi di euro nella stagione 2018/19, con un aumento su base annua del 7%. In termini di entrate, la Premier League supera del 73% il suo concorrente più vicino, la Liga spagnola.
La crescita delle entrate dei club della Premier League nel 2018/19 ha permesso di spendere risorse aggiuntive per i talenti. Il rapporto salari-ricavi complessivi dei club inglesi è aumentato dal 59% al 61%, mentre gli utili operativi sono diminuiti del 5% nel 2018/19 fino ad arrivare a 935 milioni di euro, comunque il terzo livello più alto mai registrato. Ciononostante, i club della Premier League hanno registrato una perdita al lordo delle imposte di 187 milioni di euro nel 2018/19 – una riduzione di circa 670 milioni di euro rispetto all’anno precedente – a causa della diminuzione degli utili di scambio dei giocatori e delle crescenti spese di ammortamento.
La polarizzazione delle entrate tra e all’interno dei campionati di calcio europei continua a crescere. Questa tendenza sarà probabilmente aggravata dalla pandemia di COVID-19, poiché i club più grandi saranno potenzialmente più protetti dal punto di vista contrattuale rispetto ai club minori, che dipendono molto di più da entrate di giornate di partite e dagli accordi commerciali della singola stagione.
I club della Liga spagnola hanno generato entrate complessive per 3,4 miliardi di euro nel 2018/19. La crescita del fatturato registrata di oltre 300 milioni di euro (10%) nella stagione 2018/19, è la seconda più alta tra i “big five” dei campionati, permettendo a La Liga di superare la Bundesliga (€ 3,3 miliardi) in termini di entrate. I club della Bundesliga hanno conseguito un’impressionante crescita dei ricavi di 177 milioni di euro (6%) per la stagione 2018/19, a seguito dell’aumento dei ricavi delle trasmissioni (19%) poiché la lega ha beneficiato di un aumento delle entrate contrattuali annuali per i diritti interni. Tuttavia, il ritorno precedente alle partite in Bundesliga durante l’interruzione della stagione 2019/20 vedrà probabilmente il campionato tedesco registrare ricavi più alti rispetto alla Liga. Si prevede che la Liga tornerà a essere il secondo campionato d’Europa in termini di entrate dal 2020/21, grazie all’aumento delle entrate per diritti di trasmissione.
In Serie A (2,5 miliardi di euro) e Ligue 1 (1,9 miliardi di euro), si è osservata una forte crescita dei ricavi, con aumenti rispettivamente dell’11% e del 12%. In Italia, l’avvio di un nuovo accordo triennale sui diritti dei media ha comportato un aumento delle entrate delle trasmissioni dell’11%. I club francesi hanno generato ulteriori 110 milioni di euro per le entrate della trasmissione grazie al miglioramento delle prestazioni dei club nelle competizioni Uefa.
L’analisi di Deloitte Sports Business Group prevede che l’interruzione della stagione 2019/20 ridurrà i ricavi dei club della Premier League di circa 1,1 miliardi di euro. Di questi, circa il 50% è definitivamente perso principalmente a causa della perdita di entrate relative alle giornate delle partite e degli sconti sui contratti di trasmissione e commerciali delle gare posticipate e giocate a porte chiuse. Il resto sarà posticipato fino alla stagione 2020/21, a causa del ritardo di quasi un quarto di quella in corso oltre il 30 giugno. Di conseguenza, e nonostante la potenziale interruzione possa continuare nella stagione 2020/21, si potrebbero registrare livelli record di entrate. Dan Jones, partner e capo dello Sports Business Group di Deloitte, afferma: “Prevediamo che l’attuale pandemia di COVID-19 provocherà una significativa riduzione delle entrate e perdite operative nel calcio europeo nei risultati finanziari della stagione in corso. I club devono far fronte a molteplici impatti finanziari, tra cui sconti o ritardi di entrate commerciali e di trasmissione, nonché la perdita di entrate giornaliere e altre entrate relative agli eventi”. “Il ritorno del calcio – in modo sicuro e ragionevole – è chiaramente importante per limitare l’impatto finanziario che la pandemia ha avuto. I campionati di tutta Europa hanno risposto in diversi modi e con ritmi diversi. Il successo del ritorno di ciascuna lega e la forza delle relazioni di ciascuna con le emittenti e i partner commerciali avranno un impatto potenzialmente significativo e duraturo sulla forza finanziaria di club e leghe. Tuttavia, prevediamo che i piani di riavvio per la Premier League e alcuni suoi pari porteranno a un rapido recupero dei risultati finanziari poiché alcuni ricavi delle trasmissioni 2019/20 verranno spinti nell’esercizio 2020/21, il che potrebbe comportare un anno di entrate eccezionali – continua Jones -. Molto rimane incerto, in particolare per quanto riguarda i tempi e le dimensioni del ritorno dei tifosi negli stadi e l’impatto sulle attività commerciali dei partner commerciali e di broadcaster. L’industria del calcio spera che sia possibile una ripresa V-shape e un ritorno alla relativa normalità finanziaria per la stagione 2021/22”. Oltre ai campionati di calcio europei “big five”, la Premier League russa (RPL) ha mantenuto la sua posizione di sesta lega di calcio più ricca, nonostante un calo delle entrate di 61 milioni di euro (8%). La turca Süper Lig ha registrato una crescita dei ricavi limitata del 2% in termini di euro e ha marginalmente chiuso il divario con la Premier russa. Le leghe in Belgio, Paesi Bassi e Austria hanno visto aumenti significativi dei ricavi nel 2018/19. I club belgi della Jupiler Pro League hanno registrato una crescita del 16% a 344 milioni di euro, trainati dalla crescita delle entrate trasmesse dal momento che le società belghe hanno beneficiato di una migliore performance collettiva nelle competizioni Uefa per club rispetto al 2017/18. La stagione 2018/19 ha visto aumentare le entrate del 20% nei club olandesi Eredivisie, mentre la Bundesliga austriaca ha aumentato il numero di squadre concorrenti a 12, incrementando le entrate del 45% a 256 milioni di euro. Tim Bridge, direttore dello Sports Business Group di Deloitte, ha aggiunto: “Mentre la stagione 2018/19 ha visto una crescita in molti dei campionati più piccoli d’Europa, gli impatti di COVID-19, in particolare su quei campionati con una maggiore dipendenza dalle entrate delle giornate di partite, presenta una grande sfida”.
(ITALPRESS).