Home Sport Pagina 1377

Sport

Le Nazionali di scherma tornano in pedana

0

La scherma riparte. Le Nazionali azzurre tornano in pedana da lunedi 15 giugno, con gli allenamenti collegiali che rappresenteranno la fine della lunga sosta forzata e l’inizio del percorso che porterà alla ripresa della stagione internazionale e, soprattutto, ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo del prossimo anno. I Centri di Preparazione olimpica di Roma, Tirrenia e Formia accoglieranno, nel rispetto delle norme e delle disposizioni, le Nazionali azzurre di sciabola, fioretto, spada e scherma paralimpica. Stanze singole, distanziamento, mascherina nelle aree comuni e niente assalti, saranno le regole che ciascuno sarà chiamato a rispettare. La prima Nazionale a ritrovarsi sarà quella di sciabola femminile che, da lunedi 15 a venerdi 19 giugno sarà protagonista al Centro di Preparazione Olimpica CONI “Giulio Onesti” dell’Acqua Acetosa di Roma, riaprendo così ufficialemente le porte della sala scherma federale. La settimana successiva, da lunedi 22 a venerdi 26 giugno, toccherà invece agli azzurri della Nazionale di sciabola maschile. “Le Nazionali sono il vertice di un intero movimento schermistico che riparte e devono essere d’esempio – commenta il Commissario tecnico della Nazionale azzurra di sciabola, Giovanni Sirovich -. Si tratta di ritiri che assumono un valore elevato in termini di importanza, perché rappresentano l’occasione per ritrovars come squadra e come gruppo. La ripresa dell’attività agonistica internazionale è ancora lontana ma sarà importante non perdere il ritmo e farsi trovare costantemente pronti. In tal senso effettueremo – spiega Sirovich – dei test fisici per valutare lo stato di forma che, comunque, so essere buono per l’intero gruppo avendo seguito in questi mesi passo-passo le attività dei singoli”.

Il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia invece ospiterà da domenica 21 sino al 3 luglio le Nazionali di fioretto. Dapprima toccherà ai dodici fiorettisti convocati dal Commissario tecnico, Andrea Cipressa e dopo, da domenica 28 giugno, sarà la volta delle 15 atlete della Nazionale femminile. “Sin dal primo giorno di lockdown abbiamo atteso questo ritiro – racconta il CT azzurro, Andrea Cipressa -. Coi ragazzi siamo stati costantemente in contatto attraverso i mezzi tecnologici, ma avvertivo e continuo ad avvertire la voglia di tornare ad essere squadra e gruppo. Ritrovarsi è anche un segnale importante, in vista del ritorno ai ritmi normali che saranno cadenzati dal calendario nazionale e soprattutto da quello internazionale. Assieme allo staff tecnico ed ai preparatori atletici, abbiamo stilato un programma che prevedrà non solo i test fisici utili ad accertare le condizioni dei singoli, ma anche delle sedute di preparazione atletica e delle lezioni tecniche. I numeri dei convocati e dei relativi tecnici, preparatori e staff sanitario, – spiega Cipressa – sono stati definiti proprio per permettere a ciascun atleta di avere dal ritiro la massima resa. Personalmente non vedo l’ora di riprendere a stare coi ragazzi, nel rispetto delle norme e delle disposizioni!”

Sarà il CPO di Formia ad accogliere invece dal 22 giugno le Nazionali di spada maschile e femminile. Anche in questo caso le due compagini, ciascuna composta da 10 atleti, svolgeranno i ritiri collegiali in settimane distinte, anche per consentire il pieno rispetto delle disposizioni. “Non credo sia mai successo che una Nazionale non si incontrasse per un periodo così lungo – analizza il Commissario tecnico della spada azzurra, Sandro Cuomo -. In questi mesi abbiamo fatto tutto il possibile per rimanere in contatto sia sul piano umano che ovviamente anche su quello tecnico. Sicuramente abbiamo avuto l’opportunità di testare e sperimentare sistemi di comunicazione che possono essere utili anche in futuro per delle attività quali ad esempio la video analisi. Adesso sono iniziati anche i CAF in videoconferenza e credo possa essere definita come un’esperienza utile e fruttuosa. Nulla però – ammette Cuomo – nulla può sostituire il contatto, le lezioni fisiche e la socialità. Ecco perché questi ritiri segnano una tappa importante: saranno utili a continuare a porre l’attenzione sugli obiettivi, a non abbassare la guardia ed a ritrovarci come squadra. Non potremo fare assalti, ma abbiamo definito dei programmi di allenamento che serviranno a riprendere le fila di un discorso interrotto e che, invece, ci porterà lontano”.
L’ultima Nazionale a ripartire sarà quella di scherma paralimpica. Gli azzurri guidati dai CT Marco Ciari, Simone Vanni e Francesco Martinelli si ritroveranno al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia a partire dal 6 luglio prossimo.
(ITALPRESS).

Niente MotoGp al Mugello: cancellato il Gran Premio d’Italia

0

Nella MotoGp 2020 non ci sarà spazio per il Mugello. Dopo l’iniziale rinvio, Fim, Irta e Dorna Sports annunciano in una nota la definitiva cancellazione per questa stagione del Gran Premio d’Italia. All’esordio in calendario nel 1976 e appuntamento fisso dal 1991, per la prima volta in quasi 30 anni l’Autodromo Internazionale del Mugello non vedrà sfrecciare i piloti del motomondiale. “Nonostante lo sforzo comune per trovare una soluzione pratica, l’impossibilità di ospitare un evento aperto agli spettatori e le difficoltà sorte a causa di questa situazione eccezionale non ci hanno permesso di trovare una nuova data per il Gran Premio d’Italia”, il rammarico di Paolo Poli, amministratore delegato del circuito del Mugello, che dà così appuntamento direttamente al 2021. Carmelo Ezpeleta confema che “purtroppo non siamo riusciti a trovare una soluzione alle questioni logistiche e operative legate alla pandemia e al nuovo calendario che ci permettesse di fare tappa su questo circuito. È una grande perdita, il Mugello è una delle piste più belle al mondo e siamo molto orgogliosi di definirla la casa del Gran Premio d’Italia”.
(ITALPRESS).

Federer si opera di nuovo “Tornerò in campo nel 2021”

0

Se e quando il circuito Atp ripartirà in questo 2020, Roger Federer non ci sarà. Stagione finita per il fuoriclasse di Basilea, 39 anni il prossimo 8 agosto, finito di nuovo sotto i ferri dopo l’intervento al ginocchio destro a cui era stato sottoposto lo scorso febbraio. È lo stesso Federer ad annunciare sui social che “alcune settimane fa ho accusato una ricaduta durante la riabilitazione e sono stato costretto a sottopormi ad un nuovo rapido intervento in artroscopia al ginocchio destro. Come già feci in vista della stagione 2017, intendo dunque prendermi il tempo necessario per essere al 100%, pronto a giocare ai miei massimi livelli. Mi mancheranno i tifosi e il circuito ma sono impaziente di rivedervi tutti all’inizio della stagione 2021”.
(ITALPRESS).

Hamilton “Il mondo sta aprendo gli occhi sul razzismo”

0

“In queste ultime settimane abbiamo visto il mondo aprire gli occhi sulla realtà del razzismo. Le persone in ogni luogo del mondo si sono unite e stanno facendo sentire la loro voce nella battaglia per l’eguaglianza razziale e contro la brutalità della polizia e la supremazia dei bianchi”. Questo il messaggio scritto da Lewis Hamilton sulla propria pagina Instagram in riferimento a quanto sta accadendo nel mondo, e in particolare negli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd. “Abbiamo ancora molta strada da fare per affrontare questo problema, ma voglio prendere un momento per apprezzare i passi avanti che sono stati fatti finora come risultato delle nostre azioni collettive e delle nostre voci”, osserva il campione del mondo di Formula 1, che oggi torna per la prima volta in pista dopo il lungo stop causato dalla pandemia.
“Abbiamo visto infrangere delle leggi, abbiamo visto ufficiali di polizia ritenuti responsabili e accusati per le loro azioni fatali – prosegue Hamilton nel suo post – I brand hanno iniziato ad allinearsi al movimento Black Lives Matter. C’è stata anche un’impennata nella vendita di libri antirazzisti e molti stanno guardando film e documentari per conoscere meglio la nostra esperienza. Vediamo un numero sempre maggiore di persone che vuole conoscere la storia nera. Questo è solo l’inizio e ci sono ancora molti cambiamenti in arrivo”, ha concluso Hamilton, postando poi anche il suo arrivo sul circuito di Silverstone, dove oggi ritroverà la sua Mercedes, con la scritta “Back to work”.
(ITALPRESS).

Chiellini “La norma sulla quarantena va tolta”

0

“Intorno a Pasqua ero pessimista, perché con 600-700 morti al giorno sembrava impossibile pensare al campionato. A inizio maggio sono diventato molto ottimista e dal 18, quando hanno riaperto l’Italia, non ho avuto più dubbi. Anzi, uno lo conservo ancora: la speranza di tutti noi è che venga tolta la quarantena”. Giorgio Chiellini, dalle pagine del “Corriere dello Sport”, si unisce al coro di tutti quelli che, nel mondo del calcio, chiedono di rivedere la quarantena di gruppo qualora ci sia un positivo al coronavirus in squadra, una norma che rischia di compromettere il campionato che ripartirà la prossima settimana. “Le cose sono cambiate radicalmente, a metà maggio si potevano chiedere delle cose, a inizio giugno anche, ma il 20 giugno no. Devono togliere questo ostacolo. Il positivo può realisticamente saltar fuori, ci sono mille persone intorno a una squadra, ma altrettanto realisticamente si deve proseguire, la malattia ha un’evoluzione incoraggiante. La speranza è che ci permettano di completare la stagione”. Una stagione che vede la Juve ancora in corsa su tre fronti. “Questo è un anno strano: fai la coppa Italia, bum. Chiudi il campionato, bum. Inizia il terzo capitolo, la Champions. Non so se sia meglio o peggio”. Per quanto riguarda la corsa scudetto, per Chiellini non è un discorso solo fra Juve e Lazio. “Perché tutti danno l’Inter per morta? Conoscendo l’allenatore e i giocatori non la trascurerei, in un mini campionato matto 9 punti sono niente. E se batte la Samp in casa i punti scendono a sei. Certo, la Lazio sta facendo un percorso bellissimo. Ha acquisito la concretezza e l’equilibrio difensivo che le mancavano, davanti ha sempre fatto paura, attacca benissimo, ricordo un 6-1 alla Samp. Alberto, Milinkovic e Ciro sono poesia. Si godano questo momento, ma non in eterno”. La Juve potrà contare su un CR7 tirato a lucido. “Ronaldo ci ha alzato il livello non appena si è presentato, non a caso abbiamo fatto una stagione sensazionale fino alla conquista dello scudetto. Un ritmo difficilmente ripetibile. Un peccato essere arrivati ad aprile in quelle condizioni perché avremmo meritato di giocarcela alla pari fino in fondo anche in Champions. Quando hai uno così, devi giocare per lui, inutile nasconderlo. Cristiano è un valore aggiunto e va sfruttato come tale”. Un futuro da dirigente come Buffon (“Sono convinto che ognuno di noi possa essere utile alla Juve o al calcio. Non c’è antagonismo, siamo complementari”), Chiellini si sofferma anche su Sarri. Rispetto al suo predecessore “è molto più meticoloso, quindi è più simile a Conte che non ad Allegri, ma con principi e sistemi differenti. Si basa tanto sui numeri, è un amante del gioco, del possesso palla. Lui è un utopista ed è il primo ad ammetterlo, anche quando fa il 90 per cento di possesso palla pensa di poter andare oltre, un eterno insoddisfatto, insegue la perfezione”. Fra gli avversari un posto speciale Chiellini lo riserva invece a Ibrahimovic. “Cristiano mi ha fatto una caterva di gol, però quello che mi è entrato nel cuore è Ibra. Accettare l’uno contro uno con Ibra significava guadagnare in rispetto. Non mi sono mai tirato indietro e da ogni sfida con lui sono uscito più forte e convinto, ha tirato fuori il meglio. Lo ammiro tantissimo”. Infine, sull’Europeo del 2021 come possibile chiusura della carriera, Chiellini non si sbilancia: “Dopo l’infortunio faccio valutazioni anno per anno. Lo spostamento dell’Europeo aiuterà questa Nazionale a crescere in esperienza, la qualità ce l’ha. Conoscevo Mancini solo come avversario, mi ha sorpreso la semplicità con cui ha trovato la quadratura a fine settembre, dopo Polonia e Portogallo. Poche parole, pochi concetti chiari e tutto ha cominciato a funzionare a prescindere dagli interpreti”.
(ITALPRESS).

Il Monza non vuole fermarsi, Galliani “Ora la serie A”

0

La promozione in Serie B e’ solo il primo dei due obiettivi prefissati e da raggiungere in due anni. Messo felicemente in archivio il primo, via con il secondo perche’ Adriano Galliani e’ sempre stato un uomo ambizioso, abituato a vincere e al di la’ di questo c’e’ anche un legame particolare, la molla che fece scattare tutto un anno e mezzo fa. “In una delle nostre solite colazioni dissi a Berlusconi che la famiglia Colombo stava vendendo il Monza, il presidente chiese ai presenti cosa ne pensavano, io non dissi nulla, tutti erano entusiasti e Berlusconi mi di disse vai e fai, mi sono fiondato da Colombo e prima di sera avevo comprato il club per conto di Berlusconi”, racconta Galliani ai microfoni di Sky Sport nel giorno della conferenza stampa post-promozione in B del suo Monza.

“La nostra  continua a essere un’operazione romantica, vogliamo provare la terza provincia della Lombardia in A, tra l’altro e’ l’unica a non esserci mai stata e vogliamo dare questa gioia alla citta’ dove io sono nato”. Tanti anni al Milan, poi la cessione del club e tanti corteggiatori per Galliani, tutti cortesemente respinti. “Non faccio nomi, ci le richieste ci state richieste. Io non ho mai pensato a un altro club che non fosse il Milan, ma qui sono nato e cresciuto”. Il legame con il Milan resta fortissimo e sono tante le amicizie strette nel corso degli anni, tanto che c’e’ chi pensa che Zlatan Ibrahimovic possa addirittura indossare la maglia del Monza. “Ibra lo sento sempre, e’ un amico, ma quello di verlo a giocare da noi e’ un’ipotresi irrealizzabile. Inoltre in B non puoi avere piu’ di 18 giocatori nati prima del ’97, c’e’ questa regola che dobbiamo ripsettare, siamo concentrati sui giocatori giovani”.

Ed e’ talmente forte il legame con il club rossonero che Galliani fa fatica a pensare a un possibile Monza-Milan. “Quando sara’ vedremo”, taglia corto il dirigente brianzolo che con mister Cristian Brocchi lavora gia’ per la serie A. “Chi lavora nel  calcio sa che non sempre vince la squadra favorita, ma la nostra e’ stata una stagione esemplare dalla prima all’ultima partita – dice il tecnico biancorosso -, abbiamo dimostrato di avere voglia e unilta’, con le pressioni che avevamo non era facile vincere, ma alla fine abbiamo fatto quello che ci ha chiesto la societa’ che, adesso vuole la A. Serve una squadra fortissima, ma abbiamo gia’ un gruppo forte e lo zoccolo duro per vincere deve esserci, dobbiamo migliorare la rosa, ma senza stravolgere nulla”.
(ITALPRESS).

Aleix Espargarò confermato in Aprilia MotoGP fino al 2022

0

Aleix Espargaró sarà un pilota di Aprilia Racing anche per le stagioni 2021 e 2022. Si conferma così, con grande soddisfazione delle due parti, uno dei sodalizi più longevi della MotoGP attuale. In sella alla RS-GP sin dalla stagione 2017, Aleix ha attraversato diverse fasi del progetto MotoGP di Aprilia, dalla grande e promettente crescita nella prima stagione alle difficoltà del 2018 fino alla rivoluzione tecnica del 2019 che ha portato alla nascita della nuova RS-GP 2020. L’ultimo prototipo ha dato importanti e promettenti segni di competitività nei test invernali, prima che la stagione 2020 venisse sconvolta, tanto da contribuire alla decisione di Aleix.
Passionale, sempre generoso in pista e trascinatore nel box, Aleix arriverà così alle sei stagioni consecutive in sella alla moto italiana. Un segnale di continuità e di fiducia che giunge proprio nel momento di svolta del progetto tecnico Aprilia.
“Sono felice di questa conferma” dice Aleix. “L’aspetto umano è per me importantissimo e in quattro stagioni Aprilia è diventata la mia seconda famiglia e con questo contratto, che è certamente il più importante della mia carriera, mi hanno dimostrato che sono al centro di questo progetto. A livello tecnico mi hanno convinto la crescita degli ultimi mesi, con l’arrivo di tante forze nuove, e l’esordio della RS-GP 2020 che è andata così bene ai test. Sento che dobbiamo finire il lavoro iniziato questo inverno, non vedo l’ora di ritrovare tutta la mia squadra e gareggiare con la moto nuova, per portare questo progetto dove merita”.

“Volevamo in tutti i modi la conferma di Aleix e siamo molto contenti che sia arrivata” afferma Massimo Rivola, Ceo di Aprilia Racing. “In un momento di grande fermento del mercato piloti, dare continuità al nostro progetto con un pilota del calibro di Aleix è fondamentale. Con lui, che abbiamo definito il capitano di questa squadra, abbiamo iniziato un progetto totalmente nuovo, coinvolgendo nuove risorse e portando in pista una moto che sembra nata bene. Ora speriamo che porti presto una Aprilia in alto, dove non è mai stata nella storia della MotoGP”.
(ITALPRESS).

Petrachi “Sarà un mercato creativo, Roma vuole tenere big”

0

Dalla volontà di trattenere i gioielli Zaniolo e Pellegrini, ma anche i prestiti Mkhitaryan e Smalling, ai dubbi sul futuro di Schick, Gonalons, Defrel e soprattutto Florenzi. Dagli obiettivi del prossimo mercato al rapporto con il tecnico Paulo Fonseca, “allenatore preparato e intelligente che ho dovuto aiutare quando è arrivato in un campionato nuovo”, fino alle difficoltà incontrate in questo primo anno nella capitale. Il direttore sportivo della Roma Gianluca Petrachi si racconta a 360 gradi in un’intervista concessa a Sky Sport a pochi giorni dalla ripresa del campionato dopo la lunga interruzione per l’emergenza sanitaria. “Nelle prime settimane ho notato grande voglia nei giocatori – ha sottolineato il dirigente giallorosso – mentre in questi ultimi giorni li ho visti un po’ così e ho voluto far capire a tutti che il campionato si avvicina. Del resto io difficilmente perdo un allenamento e, se devo dire qualcosa o dare un consiglio, lo faccio sempre”.
In questa prima stagione alla Roma Petrachi ha incontrato alcune difficoltà e non le nasconde. “Il fatto che mi abbiano attaccato e continuino a farlo mi ha reso ancor più intransigente – ha spiegato il ds giallorosso – Io sono una persona scomoda, non regalo niente, sono riservato. In un ambiente come Roma non è semplice, ci sono tante insidie. Se non ti prendi il caffè con un giornalista e non rispondi al telefono vieni subito attaccato. A Roma tante persone sono state spappolate: se questa società per venti anni non ha vinto nulla di importante, la ragione va ricercata anche nell’ambiente. E non sto parlando della tifoseria, che non c’entra nulla”. Petrachi sente però la fiducia della società: “Io voglio andare avanti, abbiamo fatto una grandissima semina e ora bisogna aspettare che fiorisca. Abbiamo una squadra di prospettiva: mi piacerebbe costruire una Roma più solida, più forte perché l’intelaiatura c’è, a cominciare da Dzeko”.
Per questo Petrachi è già concentrato sul mercato che partirà in ritardo, il primo settembre, vista la necessità di completare la stagione. Secondo il ds giallorosso sarà “creativo”: “I prezzi caleranno, va rivisto tutto il piano. Ci saranno tanti scambi e bisognerà fare operazioni intelligenti, furbe. Chi sbaglierà meno potrà fare ottime cose, bisognerà investire bene i soldi incassati dalle cessioni”. Tra queste potrebbe esserci Florenzi: “Ora è in prestito al Valencia, ma due club sono interessati ad acquistarlo e ci stiamo pensando”, ha ammesso Petrachi, che invece vuole trattenere a tutti i costi alcuni big. “Zaniolo emoziona i tifosi e faremo di tutto per tenerlo, anche se il mercato ti mette davanti delle difficoltà – ha spiegato il ds giallorosso – Pellegrini invece ha una clausola rescissoria ma è molto legato alla Roma: ho pochi dubbi, penso voglia portare avanti il progetto. Under? Ha un grande talento, rompe gli equilibri: è un giocatore appetitoso, vedremo cosa accadrà”.
Per quanto riguarda i giocatori in prestito, Petrachi ha spiegato di voler puntare ancora su Mkhitaryan e Smalling, mentre Kalinic resta in bilico: “Stava entrando in forma e, se dovesse fare altri 7-8 gol, le valutazioni cambierebbero”. Considerazioni importanti da fare in vista del prossimo mercato. “Dobbiamo capire anche se il Lipsia riscatterà Schick, che peraltro ha altre richieste – ha rivelato Petrachi – Stesso discorso per Gonalons col Granada e per Defrel col Sassuolo. Fin quando non avremo il quadro definitivo dei campionati, resteremo nel dubbio sulle risorse a disposizione”, ha osservato il ds giallorosso che non si è voluto sbilanciare sugli obiettivi del futuro ma ha escluso alcune piste. “Kean è un ottimo giocatore ma non rientra nei nostri piani, così come non abbiamo mai parlato con la Juventus di Rugani e Mandragora”, ha concluso Petrachi.