“Dobbiamo rimanere uniti. Mi ero chiesto perchè il 2020 sembrasse così sfortunato sin dall’inizio ma ora sto cominciando a pensare che potrebbe essere l’anno più importante delle nostre vite, dove poter finalmente cominciare a cambiare l’oppressione sistematica e sociale delle minoranze”. È l’auspicio via social di Lewis Hamilton, che in questi giorni ha fatto sentire più volte il suo sostegno al movimento “Black Lives Matter” e alle proteste scoppiate dopo la morte di George Floyd. “Vogliamo solo vivere, avere le stesse possibilità a livello di istruzione, e non aver paura di passeggiare per strada, andare a scuola o in un negozio. Ce lo meritiamo come chiunque altro. L’uguaglianza è fondamentale per il nostro futuro. Non possiamo smettere di portare avanti questa battaglia e io per primo non mollerò mai”. Hamilton ha ricordato anche gli insulti razzisti sofferti quando era ragazzino e muoveva i primi passi nel mondo dei motori. “Ne ho parlato poco perchè mi è stato insegnato a tenermi le cose dentro, non mostrare debolezze e rispondere in pista. Ma sono stato bullizzato e picchiato, ho imparato il karate perchè era l’unico modo per difendermi lontano dai circuiti. Ma gli effetti psicologici negativi non possono essere misurati. È anche per questo che guido nel modo in cui lo faccio, non è una questione di sport: io sto ancora lottando”.
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Hamilton “Non smetterò mai di lottare contro il razzismo”
Bonucci “Se il campionato si ferma non assegnare nulla”
“Io spero che si arrivi alla fine normale del campionato. Se non fosse così nascerebbero un sacco di storie, polemiche, ricorsi… Io non sono favorevole ad altre ipotesi. Se ci si ferma, meglio finirla lì e non assegnare nulla. Speriamo di arrivare al 2 agosto e decretare un vincitore. Sperando sia la Juve…”. Leonardo Bonucci non vuole sentir parlare di piani B o C. Dalla prossima settimana si torna a giocare con le semifinali di Coppa Italia, poi ripartirà il campionato e il testa a testa contro una Lazio che “ci ha tolto un trofeo, è una bella squadra, Inzaghi è un grande allenatore – sottolinea il difensore bianconero alla ‘Gazzetta dello Sport’ – Ma adesso, dopo questa inattività, è difficile fare previsioni. Magari chi era in forma prima della pausa ora non lo è più, o viceversa. Sarà bello, entusiasmante. Come un campionato che ricomincia, con una griglia di partenza definita. Dovremo cercare in noi le risorse psicologiche e fisiche per questo nuovo inizio”. Durante la pandemia il difensore bianconero ha preferito non vedere calcio in tv, a livello personale il Covid non lo ha spaventato sebbene alcuni compagni fossero risultati positivi e adesso scalpita per tornare a giocare. “Certo, ci mancheranno i tifosi. Entrare in uno stadio pieno, sentire le reazioni dei tifosi è tutt’altra cosa dall’atmosfera lunare di una gara a spalti vuoti, con un silenzio assurdo. Ma per gli italiani anche solo vedere in tv la propria squadra del cuore può dare sollievo, può trasferirti la sensazione che presto si ritornerà a vivere una vita normale”. Il rischio di infortuni si alzerà visto il calendario compresso “ma cosa potevamo fare?”. La Juve, comunque, si è ripresentata al lavoro in buona forma. “Sono rimasto favorevolmente impressionato dalla serietà di tutti i miei compagni. Nessuno si è lasciato andare, è arrivato sovrappeso o scarico. La condizione di tutti era già accettabile e poi la preparazione individuale ha fatto il resto. Da quando possiamo allenarci insieme e fare le partitelle siamo cresciuti. Il mister è soddisfatto, dice: ‘Mi piace quando la palla frulla così…'”. A proposito di Sarri, “è un meticoloso, appassionato di tattica, a cui piace far giocare bene la squadra. Ha imparato anche lui, in questi mesi di Juve, cosa significa stare nel mondo bianconero, in cui, per l’esposizione, non viene mai perdonato nulla. Da quando è con noi ho visto una crescita importante. Ha un gran bagaglio di conoscenze calcistiche ma ha saputo mettersi in discussione, ha avuto l’umiltà di capire le dinamiche di questo collettivo”. Ronaldo, invece, lo ha ritrovato come lo aveva lasciato. “Lui è un super atleta, grande professionista. Mi ha raccontato quello che ha fatto per mantenere la forma durante la quarantena. Si è presentato in condizione perfetta. Lui non riesce a stupire, è un fuoriclasse, da tutti i punti di vista”. Ad agosto ripartirà la Champions e la Juve sarà chiamata a rimontare lo 0-1 di Lione ma contro una squadra ferma da sei mesi. “Dovremo essere bravi a non farci condizionare da questo. È facile pensare che troveremo una squadra in difficoltà. Ma non dobbiamo farlo. Ci giochiamo in una gara il 90% della stagione. È troppo importante per cedere a inutili e pericolose sottovalutazioni. Anche noi, ad agosto, verremo da un tour de force impressionante. Bisognerà avere il massimo della concentrazione, altroché”. Capitolo Nazionale: rinviato al 2021 l’Europeo. “Mi è dispiaciuto molto. Ma sono fiducioso. Siamo una Nazionale giovane, che deve fare esperienza. Ai nuovi un anno in più di partite internazionali darà molto, in termini di consapevolezza. E, per noi più esperti, questo tempo ci rafforzerà nella convinzione di avere una squadra davvero forte. Ci aspettano 14 mesi di fuoco, di calcio senza soste”.
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Commisso “Anche Iachini è stato male”
Nel giorno in cui ha festeggiato un anno di presidenza della Fiorentina, Rocco Commisso ha parlato del futuro di Beppe Iachini rivelando che anche il tecnico viola è stato male. “Mi ha impressionato, lavora molto, in questi mesi non e’ andato a casa, e’ rimasto a Firenze, e’ stato anche male. Ha tutto il mio supporto, io non sono sicuro al 100% di rimanere in serie A, faccio gli scongiuri. Rimanga concentrato sulla squadra e non facciamo scherzi, dobbiamo rimanere in A e progettare la prossima stagione”. Chi e’ sicuro di rimanere e’ il ds Prade’, anche lui colpito dal coronavirus. “Lo abbiamo confermato mentre stava a casa, quando stava male gli abbiamo detto di stare tranquillo. Quest’anno il mercato sara’ differente. Al momento non so neppure io chi potra’ arrivare. Un altro colpo alla Ribery? Non prometto niente, non voglio dire frottole o cose che poi non posso mantenere. Voglio
dire le cose quando sono sicure. Sicuro vorrei rimanere nella parte sinistra della classifica e non soffrire fino alla fine”. Immancabile la domanda anche sul futuro di Chiesa e Castrovilli.
“I ragazzi devono concentrarsi in vista di queste dodici partite, lasciamoli tranquilli. Se Chiesa vuole andare via puo’ farlo ma la Fiorentina dovra’ ricevere una cifra giusta. Su Castrovilli il discorso e’ diverso, ha allungato il contratto da poco, ama Firenze e vuole rimanere. Spero non mi deluda, mi piacerebbe dargli la maglia numero 10, sarebbe un onore per lui e sarebbe felice anche Antognoni”.
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Binotto “Leclerc o Sainz prima guida? Deciderà la pista”
Il futuro della Ferrari è garantito. In attesa di cominciare finalmente la stagione il 5 luglio prossimo in Austria, il Cavallino ha già definito la coppia di piloti per la prossima: via Sebastian Vettel, dentro Carlos Sainz per affiancare Charles Leclerc. Separarsi da un quattro volte campione del mondo “è stato molto difficile – racconta oggi a ‘Marca’ Mattia Binotto – La Ferrari ama Sebastian, come pilota e come persona. Era la nostra prima opzione, poi è arrivato il coronavirus e le cose sono cambiate. Guardiamo a un nuovo ciclo e la nostra visione non coincideva con la sua, non è stato un problema di offerta o di durata del rinnovo”. A Vettel, ancora senza un abitacolo per la prossima stagione, Binotto fa l’in bocca al lupo (“Sarebbe una perdita per la Formula Uno se restasse fuori. Sento parlare di Mercedes: sarei davvero felicissimo per lui”) e non ha dubbi che il pilota tedesco darà il massimo nei prossimi mesi: “E’ un grande professionista con un enorme senso di responsabilità, sono sicuro che vuole chiudere la sua esperienza in Ferrari ottenendo il meglio per la squadra”. Dal 2021, al posto del tedesco, ci sarà Sainz. “E’ un pilota giovane e noi siamo un team giovane che vuole aprire un ciclo lungo. E’ un grande lavoratore, intelligente, veloce e soprattutto comprende lo spirito Ferrari. Cosa ci aspettiamo di fare con Carlos nel 2021? Saremmo felici se gareggiasse ai più alti livelli, come Charles, e aiutasse la Ferrari a vincere il titolo Costruttori”. Ma a Maranello pensano che Sainz possa in futuro aspirare anche a qualcosa di più. “La prima stagione sarà più complicata per lui, deve capire la macchina e la squadra, per questo non abbiamo firmato un contratto di un solo anno, ma sono sicuro che è così veloce da poter diventare un giorno campione del mondo”. Del cambio Vettel-Sainz è stato messo al corrente a tempo debito anche Leclerc, sul quale la Ferrari ha investito molto come dimostra anche il rinnovo fino al 2024. “Ci aspettiamo che quest’anno sia ancora più forte che in passato e che lo sia ancora di più in futuro, per questo abbiamo prolungato il contratto per tanti anni. Charles è un pilota sul quale la Ferrari punta per il futuro e che può diventare il più forte di sempre nella storia della Formula Uno”. Binotto non si aspetta problemi di convivenza fra Leclerc e Sainz e anche se sulla carta il monegasco è la prima guida, non è detto che le gerarchie non possano cambiare. “Per noi conta avere due buoni piloti, conta lo spirito di squadra, mettere la Ferrari al primo posto. Sarà poi la pista a stabilire chi è il primo pilota e chi è il secondo. E’ sempre stato così, anche ai tempi di Schumacher: ogni anno partiva allo stesso livello del compagno ma già alla terza gara era chiaro chi fosse la prima guida”. Per quanto riguarda la stagione che sta finalmente per cominciare, Binotto non si aspetta una Ferrari super già in Austria, “credo che conosceremo il vero potenziale della macchina dopo le prime tre gare. Alla fine la squadra migliore con la macchina migliore sarà quella che vincerà. E otto Gp sarebbero comunque sufficienti per assegnare un titolo mondiale”. Infine sul budget cap chiosa: “E’ una grande sfida e alla fine un’opportunità. E alla Ferrari non licenzieremo nessuno”.
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Rottura Brescia-Balotelli: c’è la lettera di licenziamento
Volano gli stracci: il matrimonio fra le Rondinelle e Mario Balotelli arriva al capolinea. Quella di ieri è stata una giornata di agitazione e frenesia in casa Brescia, con legali e dirigenza al lavoro per formalizzare il licenziamento dell’attaccante. La lettera di rescissione unilaterale del contratto è stata inviata a Balotelli. Massimo Cellino è arrivato a questa decisione dopo una serie di situazioni negative, su tutte le assenze agli allenamenti e il certificato medico con i 6 giorni di prognosi per gastroenterite. A tutto questo si aggiunge una condizione fisica precaria, altro tema di scontro tra Balotelli e la società. Che il divorzio fosse ormai alle porte lo aveva fatto capire lo stesso Cellino nei giorni scorsi. “La scommessa Balotelli l’ho persa di brutto – aveva ammesso – Io l’ho tentata, il resto l’ha fatto Mario. Ho pensato che le condizioni ci fossero tutte, niente da fare. Mario vive al di sopra delle regole, oppure con regole tutte sue, gli dici una cosa e lui ne fa un’altra”. E anche il tecnico Diego Lopez lo ha scaricato, dopo che al suo arrivo gli aveva consegnato la fascia di capitano. “Nella vita contano i fatti, non le parole. Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo o che scriviamo. La verità qui è una sola: la squadra ha preso una strada, Mario un’altra. Aveva tanto da dare, ma doveva fare di più, molto di più. I fatti sono questi. Quindi è normale che sia deluso. Per Mario mi sono speso molto, ma da lui pretendevo e pretendo altrettanto”.
Ora la palla passa nelle mani dei legali. Termina nel peggiore dei modi l’avventura di Balotelli con il Brescia, squadra della sua città. Una storia iniziata con grandi aspettative ma conclusa tra mille polemiche e appena 5 gol: la gara col Sassuolo prima dello stop causato dal coronavirus è destinata a essere l’ultima di SuperMario con la maglia delle Rondinelle.
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De Ligt “Felice alla Juve, Sarri un tecnico molto ‘olandese'”
Finalmente si sta per tornare in campo. Matthijs De Ligt non vede l’ora anche se avere già la possibilità di allenarsi con i suoi compagni “è già un traguardo magnifico”, racconta a “Tuttosport” il 20enne difensore olandese, che forse immaginava una prima stagione in bianconero meno tribolata. Ma l’ex Ajax ha trovato alla Juve “un gruppo eccezionale, sono stati veramente carini e disponibili con me, nessuno escluso. Mi hanno fatto sentire immediatamente parte di una famiglia. Certo che sono felice alla Juventus, qualcuno ha inventato un po’ di cose sul mio conto – il riferimento ad alcune voci di mercato che lo vorrebbero già lontano da Torino – Sono veramente felice di essere qui, di allenarmi ogni giorno con giocatori straordinari, ho la costante sensazione di migliorare giorno per giorno e quindi ora sono molto contento alla Juventus”. Cristiano Ronaldo “è un professionista stupefacente. Il migliore della sua generazione, uno dei migliori giocatori di sempre. Anche negli allenamenti è pazzesca l’intensità che ci mette e ti chiedi se ha davvero 35 anni. Vuole vincere sempre e per vincere devi avere ottimi compagni. E noi vogliamo dimostrargli che siamo all’altezza, quindi sì, è esigente, ma forse sarebbe meglio dire stimolante”. Ma De Ligt confessa di essere rimasto colpito anche da “Dybala, che ha una tecnica davvero sbalorditiva. L’altro, e forse a qualcuno potrebbe suonare strano, è Rodrigo Bentancur, giocatore dalle qualità tecniche davvero sorprendenti. Credo che sia parecchio sottovalutato, è un grande giocatore con un grande futuro davanti”. Ottimo anche il rapporto con Buffon. “Potrei tranquillamente essere suo figlio – ride l’olandese – perché lui ha 42 anni, vi rendete conto? Quando parliamo non si sente mai questa differenza di età: è così un bravo ragazzo e un campione straordinario e disponibile. Continuo a imparare cose da lui. Ha un’enorme esperienza e mi piace il modo in cui ci parla. Quello che mi piace dell’Italia è l’amore che c’è per la fase difensiva, come in Olanda c’è l’amore per l’attacco. Le mie difficoltà all’inizio sono state quelle di concettualizzare la difesa di una zona del campo dopo anni in cui, all’Ajax, marcavo uomo su uomo”. De Ligt definisce invece Sarri “un tattico. Molto attento a quell’aspetto e con un’idea di calcio estremamente precisa. Vuole costruire dal basso, giocare un calcio tecnico, più o meno come ero abituato all’Ajax. In fondo puoi dire che è molto ‘olandese’, anche se rimane forte la sua italianità. Si potrebbe dire che lui è la via italiana al calcio totale degli olandesi”. Ma che Juve si vedrà alla ripresa? “In questi primi allenamenti ho visto molti miglioramenti soprattutto nel gioco, nel modo in cui portiamo la pressione, nel modo di gestire la palla – racconta De Ligt – Ora dobbiamo vedere come funzionerà in partita che è una situazione sempre più difficile dell’allenamento, ma partiamo da un’ottima base”. Si giocherà a porte chiuse (“Quando scendi in campo e vedi le tribune vuote la sensazione è triste, perché manca il calore indispensabile della gente. Per fortuna durante la partita tendo a concentrarmi moltissimo e quindi sento meno la mancanza del tifo”) e all’orizzonte c’è sempre il sogno Champions, con la Juve chiamata a ribaltare lo 0-1 di Lione. “Sinceramente la vedo lontana. Adesso c’è la Coppa Italia e il campionato. Il primo obiettivo è vincere la Coppa Italia, visto che oltretutto in pochi giorni è in palio il trofeo. Poi inizierà il campionato e, ovviamente, vogliamo vincere anche quello. Poi ci concentreremo sulla Champions League”.
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Lega di A: “Tutelare il merito sportivo se stop campionato”
Niente play-off e niente algoritmo per assegnare lo scudetto e per stabilire le retrocessioni se i verdetti non sono ancora aritmeticamente certi. Dalla lunga Assemblea della Lega Serie A escono indicazioni importanti per un Consiglio federale che si terrà lunedì prossimo e già si preannuncia infuocato. Nella giornata in cui la Federcalcio ufficializza la possibilità di ricorrere alle cinque sostituzioni nella parte finale di una stagione interrotta dall’emergenza sanitaria, i club del massimo campionato rilanciano il proprio dissenso verso i piani B e C promessi dallo stesso mondo del calcio al Governo nella riunione della scorsa settimana. “L’Assemblea – si legge nel comunicato della Lega Serie A – ha dato indicazione ai rappresentanti della Lega di votare in favore di soluzioni che salvaguardino sempre il merito sportivo qualora non fosse possibile portare a termine il campionato di Serie A”. In sostanza, i club rigettano l’ipotesi dei play-off e dei play-out, soluzione promessa dal presidente della Figc Gabriele Gravina nel caso non fosse possibile completare tutte le 124 partite mancanti. Ma anche sull’utilizzo dell’algoritmo, ormai famoso piano C da applicare qualora la Serie A dovesse interrompersi definitivamente, le posizioni della Lega e della Figc non collimano. I club hanno accettato l’idea avanzata da Gravina: l’algoritmo dovrebbe tener conto non soltanto della media punti per partita, come proposto in prima battuta all’interno della Lega, ma anche del numero dei match disputati in casa e in trasferta per una più corretta ponderazione della classifica. Sul tavolo, però, resta una differente veduta della funzione che dovrà avere l’algoritmo stesso: per la Federcalcio dovrebbe servire a cristallizzare la classifica assegnando lo scudetto, i posti in Europa e stabilendo le retrocessioni. Dall’Assemblea di Lega, invece, è uscita oggi una clamorosa proposta da portare in Consiglio federale: se il campionato non dovesse finire niente scudetto e niente retrocessioni, a meno che i verdetti non siano già aritmetici. L’algoritmo andrebbe applicato dunque solo per definire le squadre qualificate alle coppe europee. Una richiesta che verrà discussa lunedì, in una riunione che si preannuncia complicata. La speranza di tutti, in ogni caso, resta quella di poter concludere regolarmente le 12 giornate mancanti, oltre ai quattro recuperi del 25^ turno che apriranno il nuovo calendario sabato 20 giugno. Di certo la misura dell’isolamento obbligatorio di 14 giorni per tutto il gruppo squadra in caso di positività al Covid-19 di uno dei componenti non aiuta l’ottimismo. Il presidente Gravina è in continuo contatto con il ministro della Salute Roberto Speranza e con il responsabile dello sport Vincenzo Spadafora, ma per il momento ha ottenuto solo chiusure alle richieste di alleggerimento della misura della quarantena. “L’accorciamento dei 14 giorni non è possibile – ha spiegato Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità e consigliere del ministro Speranza – Il periodo di isolamento non può essere inferiore, ma una strada alternativa si può trovare, ci stiamo lavorando”. Una piccola apertura che lascia una speranza al mondo del calcio, deciso peraltro a intervenire severamente contro i club che non rispetteranno attentamente le regole contenute nei protocolli, in particolare sui controlli medici e sull’isolamento dei contagiati.
Intanto per la Figc arrivano altre notizie incoraggianti sull’ipotesi di riaprire gli stadi al pubblico in estate, seppur parzialmente: “La ripartenza porterà qualche rischio nonostante ci siano le porte chiuse – ha osservato Ricciardi – Man mano che le cose andranno meglio si potrà ricominciare a pensare di allentare la guardia per il pubblico. Quindi credo possibile ad un numero ridotto di spettatori possano partecipare allo spettacolo: non saprei le tempistiche ma credo che in quasi tutta Italia si possano cominciare a fare questi discorsi”.
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Figc, via libera alle cinque sostituzioni
Anche il calcio italiano dice sì alle cinque sostituzioni. Lo annuncia la Figc in una nota. Nella riunione del 20 maggio scorso, preso atto che, a causa della eccezionale situazione determinatasi in ragione della emergenza epidemiologica per Covid–19, l’Ifab ha approvato la proposta della Fifa di modificare temporaneamente il numero massimo di cambi consentiti nelle competizioni che saranno completate entro il 2020, il Consiglio Federale ha deliberato di autorizzare un massimo di cinque sostituzioni per ciascuna squadra nelle gare delle competizioni programmate fino al termine della stagione 2019/2020. Inoltre è stato deciso di prevedere che ogni squadra possa effettuare le suddette sostituzioni utilizzando al massimo tre interruzioni della gara, oltre all’intervallo previsto tra i due tempi di gioco, nonché, nell’eventualità di disputa dei tempi supplementari, una quarta interruzione, oltre a quelle previste tra la fine dei tempi regolamentari e l’inizio del primo tempo supplementare e tra il primo e il secondo tempo supplementare, solo nel caso in cui al termine dei tempi regolamentari siano stati sostituiti meno di cinque calciatori/calciatrici. La Figc precisa che, laddove le due squadre effettuino una sostituzione nello stesso momento, questa verrà considerata un’interruzione della gara utilizzata per le sostituzioni da entrambe le squadre.
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