La prossima settimana la Nba deciderà se e quando ripartire. Marc Lasry, co-proprietario dei Milwaukee Bucks, alla Cnbc fa sapere che oggi è in programma una riunione del board in cui il commissioner Adam Silver illustrerà le diverse opzioni sul tavolo. Le franchigie si prenderanno il weekend per riflettere e all’inizio della prossima settimana sarà presa una decisione anche se tutto lascia pensare al ritorno in campo, con tutta probabilità facendo base al Walt Disney World Resort di Orlando, in Florida. “Penso che alla fine andremo lì – spiega Lasry – La domanda è se ci saranno tutte le 30 squadre o 24 ma ad ogni modo speriamo di ricominciare a giocare per metà luglio”. In ballo, infatti, c’è anche l’ipotesi di ripartire direttamente con dei play-off ‘allargati’, introducendo dei turni preliminari. L’eventuale ripresa dovrà comunque ricevere anche l’ok dei giocatori. Primo sport professionistico statunitense a fermarsi a causa del coronavirus lo scorso 11 marzo, la Nba rischia perdite per oltre un miliardo di dollari in caso di cancellazione della stagione.
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La Nba potrebbe riprendere a luglio, a breve una decisione
Il calcio pronto a ripartire “Segnale per il Paese”
Il mondo del calcio festeggia. L’annuncio del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è una boccata d’ossigeno per tutto il movimento e non solo perchè la ripartenza della serie A fissata per il 20 giugno “rappresenta un messaggio di speranza per tutto il Paese – il commento del presidente della Figc, Gabriele Gravina – Sono felice e soddisfatto, è un successo che condivido con il ministro e con tutte le componenti federali. Il nostro è un progetto di grande responsabilità perché investe tutto il mondo professionistico di Serie A, B, C e, auspicabilmente, anche la Serie A femminile”. “Uno sbocco positivo dopo quanto accaduto negli ultimi tre mesi”, sottolinea all’Italpress Cosimo Sibilia, numero uno della Lega Dilettanti e vicepresidente federale. “La questione sanitaria ci ha condizionato, ma mi sembra che le componenti della Federcalcio siano oggi arrivate a condividere questa scelta di ripartire. Ora dobbiamo fare le riforme necessarie”. “Abbiamo affrontato con coerenza, determinazione e spirito di servizio – le parole di Paolo Dal Pino, presidente della Lega di serie A – un periodo straordinario, complesso e pieno di ostacoli e pressioni, lavorando sempre con un solo pensiero: il bene del calcio e la difesa del suo futuro, che per la Serie A deve significare tornare a essere il campionato più bello del mondo. Solo con questo spirito riusciremo a ripagare la passione e l’entusiasmo dei milioni di tifosi che seguono il nostro sport”. Scalda i motori anche la serie B che “potrà ripartire il 20 giugno in linea con quanto avevamo deliberato e di questo ringraziamo il ministro Spadafora per il grande lavoro svolto – annuncia Mauro Balata, massimo dirigente della Lega di B – Abbiamo sempre apprezzato l’attività portata avanti dal Governo in queste settimane, impegnato per la ripartenza del calcio e noi abbiamo contribuito perchè ciò avvenisse”. “Finalmente si riparte – è soddisfatto anche il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi – E’ incoraggiante: se oggi possiamo ripartire è perchè ci sono segnali positivi per quanto riguarda la pandemia e ora speriamo di proseguire su questa strada, sperando di ricominciare a parlare di gol, rigori, calci d’angolo. La gente ne ha bisogno anche dal punto di vista psicologico”. “Siamo tutti contenti perchè c’era la volontà e la voglia di ripartire”, chiosa il presidente dell’Assoallenatori, Renzo Ulivieri.
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Riparte la Premier League: in campo dal 17 giugno
La Premier League tornerà in campo il 17 giugno. La Lega inglese ha ufficializzato le date per la ripresa del campionato sospeso per l’emergenza coronavirus. Come anticipato dai principali media d’Oltre Manica, a dare il nuovo via saranno due recuperi della 28esima giornata, Aston Villa-Sheffield United e Manchester City-Arsenal che erano state rinviate per la finale della Coppa di Lega. Il 19 giugno, invece, si disputerà il primo turno integrale e, visto che tutte le partite dovranno disputarsi a porte chiuse, i club hanno acconsentito alla diretta tv di tutte le 92 gare che mancano per completare la stagione fra Sky Sports, BT Sport, BBC Sport e Amazon Prime. “E’ importante garantire a quante più persone possibili di poter vedere le partite da casa”, ha spiegato l’amministratore delegato della Lega inglese, Richard Masters. Stabiliti anche gli orari: nel weekend si giocherà alle 21 italiane al venerdì, alle 13.30, alle 16, alle 18.30 e alle 21 al sabato, alle 13, alle 15, alle 17.30 e alle 20 la domenica, e alle 21 al lunedì. Per i turni infrasettimanali, invece, si giocherà dal martedì al giovedì in due fasce orarie, le 19 e le 21 italiane.
Finora 12 persone sono risultate positive al coronavirus dopo 2.752 test in tutta la lega. Il protocollo per la ripresa prevede test due volte la settimana e un isolamento di una settimana per chi risulterà positivo. La Premier si è fermata con il Liverpool in testa e 25 punti di vantaggio sul City che ha giocato una partita in meno.
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Spadafora “La Serie A riparte il 20 giugno”
“Il campionato riprende il 20 giugno”. Lo ha annunciato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora al termine dell’incontro odierno con la Federcalcio. “Mi sono confrontato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha espresso compiacimento per la soluzione unitaria trovata insieme al mondo del calcio”, ha aggiunto Spadafora.
“Visto che il campionato riprende il 20 giugno, io auspico che si possa dare un segnale positivo e si possa utilizzare la settimana dal 13 al 20 giugno per chiudere la Coppa Italia. Sarebbe un bel segnale perché si potrebbe assistere a tre partite importanti in chiaro, come previsto, sulla televisione pubblica. Sarebbe davvero un beneficio per tutti gli italiani – ha spiegato Spadafora – Sono peraltro in corso contatti con i broadcaster che detengono i diritti delle le partite del campionato: il mio auspicio è che da parte di Sky possa arrivare un segnale positivo. Le modalità sono da vedere, ma le prime interlocuzioni sono state positive: vediamo in che termini e se arriverà una conferma per far vivere questa ripresa del campionato agli italiani con passione ed evitando gli assembramenti” ha detto il ministro.
“Ho chiesto alla Federcalcio se avesse chiaro il fatto che, qualora l’emergenza sanitaria tornasse con curve di contagio diverse dalle attuali, una cosa che non ci auguriamo, si dovrebbe di nuovo sospendere il campionato. La Figc mi ha assicurato che esiste un piano B, un format con play-off e play-out, e un piano C, con la cristallizzazione delle classifiche al momento dell’eventuale sospensione. Le scelte su piano B e piano C non spettano a me – ha aggiunto – ma sarà la Figc in autonomia a studiare le soluzioni alternative nel Consiglio federale del 4 giugno” ha spiegato Spadafora che ha spiegato che si è arrivati a questa soluzione dopo “l’ok nel pomeriggio da parte del Comitato tecnico scientifico al protocollo proposto dalla Figc per la ripresa delle partite. Il Cts ha confermato la necessità imprescindibile della quarantena fiduciaria delle squadre qualora un componente del gruppo risultasse positivo al coronavirus. Abbiamo inoltre avuto la garanzia che il percorso dei tamponi che i club effettueranno non avrà alcuna via preferenziale né andrà a ledere i diritti degli italiani”.
Buono il clima nel corso dell’incontro di oggi. “La riunione con tutte le componenti, che ringrazio per la collaborazione, è stata molto utile – ha aggiunto il ministro – Come abbiamo detto dal primo momento, oggi l’Italia sta ripartendo ed è giusto che riparta anche il calcio, perché ci sono tutte le condizioni di sicurezza e perché è arrivato l’ok del Cts”.
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Bologna, negativo tampone su sospetto caso di positività
Potrebbe rientrare l’allarme per la sospetta positivita’ all’interno del Bologna. “Il primo test di controllo effettuato sul componente del gruppo-squadra il cui ultimo esame aveva evidenziato un risultato dubbio ha dato esito negativo”, ha fatto sapere il club felsineo. Nelle prossime ore verra’ effettuato un ulteriore e definitivo esame di approfondimento. In via precauzionale comunque l’allenamento di oggi della squadra di Mihajlovic sara’ in forma individuale.
Mercoledì, la società bolognese aveva informato che “l’ultima serie di esami a cui e’ stato sottoposto il gruppo-squadra ha evidenziato un caso di sospetta positivita’ al Covid-19 relativamente a un membro dello staff. In attesa di ulteriori approfondimenti, la squadra in via precauzionale riprendera’ domani gli allenamenti in forma individuale e ad orari differenziati senza uso di locali comuni. Nel caso in cui fosse confermata la positivita’, il gruppo-squadra sara’ isolato in ritiro”.
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Rossi “Non temo il ritiro ma quando smetterò sarà triste”
“Paura del ritiro? Non userei questa parola ma di sicuro quel giorno, il mio ultimo Gp sarà triste e difficile da approcciare, da accettare. Amo correre, è la mia vita da oltre vent’anni ma non ho paura. In questo periodo ho scoperto che posso comunque divertirmi”. Valentino Rossi non ha ancora sciolto le sue ultime riserve, se smettere quest’anno o gareggiare ancora nel 2021, ma riesce a guardare comunque oltre la MotoGp. “E’ dal ’95 che la mia vita è in giro per il mondo ma riesco a immaginare il mio futuro quando smetterò con le moto, so di potermi godere la vita – assicura in un’intervista a ‘BT Sports’ – Quando deciderò? Siamo a fine maggio, penso che nelle prossime settimane farò la mia scelta e la comunicherò molto presto a tutti”. Rossi ha ribadito comunque che, dovesse accettare di correre in Petronas nel 2021, “non sarà per dire ciao o per un tour d’addio – insiste il Dottore – Andrò in Petronas solo se penserò di essere competitivo, se potrò provare a vincere delle gare o lottare per il podio. Di sicuro quando smetterò sarà un giorno tristissimo per me, per quel giorno non mi aspetto niente di bello ma solo tanta tristezza. Forse sarebbe più facile smettere ora, senza gente attorno, ma se continuo è perchè voglio provare a essere ancora competitivo e fare delle belle gare”.
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Ausilio “Martinez via dall’Inter solo con pagamento clausola”
“C’è solo una strada che può portare Martinez lontano dall’Inter, ed è quella del pagamento di una clausola. Una clausola impegnativa, di cui tutti conoscono l’esistenza, perché ha delle scadenze e degli impegni che devono essere mantenuti ben precisi. Intanto, è una clausola che scade i primi giorni di luglio, quindi non è che durerà per tantissimo tempo. Ed è l’unica possibilità che esiste per non vedere oggi Lautaro lontano dall’Inter”. Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, affronta a Skysport24 l’argomento Lautaro Martinez, l’attaccante argentino che a fine stagione potrebbe cedere alle lusinghe del Barcellona. “In questo periodo non stiamo discutendo il tema Lautaro con nessuno – assicura il dirigente nerazzurro – Semplicemente puntiamo su di lui, è un asset importante del club, e poi non dimentichiamo che ha ancora tre anni di contratto con l’Inter. Il club non ha intenzione di cedere i giocatori più importanti ma di tenerli e di rafforzarsi eventualmente sul mercato, e questo vale anche per Lautaro”. La clausola di Lautaro Martinez ammonta a 111 milioni di euro ma ciò non ha spaventato le big europee che vogliono il nerazzurro: “Molte società ci hanno contattato e fra queste quella più decisa, con cui abbiamo un rapporto amichevole e cordiale, è il Barcellona. Non lo nascondo. E so che il Barcellona conosce perfettamente quelle che sono le nostre intenzioni. L’Inter non ha intenzione di vendere Lautaro Martinez. Poi, ripeto, c’è una clausola”. Per liberarlo, il Barça dovrà dunque pagare interamente la clausola: “Mi sembra di essere stato chiaro”, chiosa Ausilio.
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Parrinello “Meglio votare dopo i Giochi di Tokyo”
“Premesso che naturalmente rispetterò quanto sarà disposto dalle Istituzioni competenti, lascio agli esperti le valutazioni di carattere tecnico giuridico ma, se posso esprimere un mio giudizio, ritengo che sia più opportuno che le elezioni si svolgano nel 2021, dopo i Giochi Olimpici, per due motivi: uno di carattere razionale e l’altro etico-morale”. Questo il pensiero di Vincenzo Parrinello, dirigente delle Fiamme Gialle e candidato alla presidenza della Federazione italiana atletica leggera, di cui attualmente è vicepresidente. “Innanzitutto ritengo che non sia razionale modificare la governance delle federazioni e del Coni a pochi mesi dai Giochi Olimpici di Tokyo – ha osservato Parrinello ai microfoni di Radio Radio – Tra l’altro a seguito della riforma l’attività olimpica è di competenza esclusiva del Coni e quindi non sarebbe opportuno che un ente modifichi la sua governance a pochi mesi dall’evento clou della sua attività”
“C’è poi un motivo etico-morale – ha proseguito Parrinello spiegando perché ritiene corretto rinnovare le cariche sportive soltanto dopo i Giochi di Tokyo – La difficoltà in cui si trovano e soprattutto si troveranno le nostre società sono davanti agli occhi di tutti. Nei prossimi mesi sarà necessario raccogliere ogni risorsa economica, finanziaria e umana per aiutarle a ripartire con slancio. Sarebbe sbagliato, in un momento di simile difficoltà, pensare ad una campagna elettorale che avrebbe luogo tra le macerie. Tralascio poi le difficoltà di carattere logistico sottolineando che mi fanno sorridere le soluzioni paventate in merito a fantasiose votazioni online, dimenticando due requisiti fondamentali: l’assoluta certezza nella provenienza del voto e la sua segretezza”. Nel ribadire “l’intenzione di candidarmi alla presidenza della Fidal”, iil dirigente delle Fiamme Gialle ha voluto precisare di aver chiesto, “nel momento in cui è scoppiata la pandemia, a tutti gli amici di astenersi da qualsiasi attività di natura elettorale, diretta o indiretta. Ho ritenuto assolutamente fuori luogo, se non addirittura offensivo, parlare di elezioni in un momento in cui l’Italia contava migliaia di morti in tutto il Paese”.
“Oggi in una fase di ripresa abbiamo deciso di ripartire con calma e con la massima serenità e proprio sabato ci riuniremo in videoconferenza per decidere modalità, tempi e obbiettivi, a breve, medio e lungo termine”, ha spiegato Parrinello concludendo con una riflessione. “Votare nel 2021 è vero che potrebbe, in caso di esito favorevole delle elezioni, ridurre a tre anni il mio mandato, ma ritengo che dovremmo smettere di pensare a ciò che più ci conviene o che più piace alla gente. Dobbiamo fare quello che la nostra coscienza ritiene sia più giusto”.
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