“E’ stato un periodo molto duro per tutta la societa’. Un duro colpo a livello mondiale che ha cambiato le nostre abitudini e cambiera’ anche il calcio”. Inizia con le considerazioni sul coronavirus l’intervista rilasciata da Ariedo Braida al sito del quotidiano catalano Mundo Deportivo. Dal 1986 al 2013 al Milan e dal 2015 al 2019 al Barcellona, resta un grande esperto di mercato e sa che il prossimo non sara’ come gli altri. “Tutti i grandi club hanno la necessita’ di acquistare grandi giocatori, ma devono anche stare attenti ai bilanci, mentre
i calciatori che hanno contratti di 3-4 anni non devono pensare che continueranno a guadagnare le cifre pattuite prima, ci saranno meno risorse e gli ingaggi andranno abbassati – dice Braida -. Ho letto per esempio che il Barça perdera’ circa 200 milioni ed e’
una cifra molto alta”. Eppure i catalani sono pronti a investire sull’attaccante dell’Inter Lautaro Martinez. “Mi piace molto, ha qualita’, talento, gol, ha tutto per giocare nel Barça, e’ molto bravo, e’ giovane e puo’ ancora migliorare molto” assicura Braida che individua in “Semedo e Arthur giocatori di primo livello” e che parla anche delle indiscrezioni che riguardano l’interessamento degli azulgrana per il centrocampista della Juve, Miralem Pjanic.
“Anche lui e’ da Barcellona – dice Braida – E’ un giocatore con caratteristiche simili a quelle di Xavi o Iniesta, non e’ nessuno dei due, ma ha un buon tocco e tanta intelligenza, calcia bene le punizioni, ha molta tecniche e tante qualita’, lui e Lautaro sono giocatori perfetti per il Barça. Ho letto che Arthur piace alla Juve e che si parla anche di Semedo e Junior Firpo como possibili giocatori da inserire nelle trattative. Ansu Fati? Giocatore eccellente, mi ha sorpreso anche per la sua maturita’. Dembele’ piace alla Juve? E’ molto veloce e ha tante qualita’, un giocatore come lui puo’ interessare qualsiasi club”. Detto che Messi e’ il
numero 1, Braida vede difficile un ritorno di Neymar al Barcellona dopo la pandemia Covid-19. “Comunque il Barça resta grande con e senza Neymar, puo’ vincere la Champions”, ha concluso l’ex Milan.
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Braida “Pjanic e Lautaro perfetti per il Barca”
Jack Miller nuovo pilota ufficiale Ducati Team dal 2021
Jack Miller pilota ufficiale del Ducati Team a partire dal 2021. L’australiano sarà il pilota ufficiale della squadra factory di Borgo Panigale impegnata nel Mondiale MotoGP e avrà l’opzione per estendere il contratto anche nel 2022. Miller, che ha esordito nella classe regina nel 2015 a soli 20 anni, è entrato a far parte della famiglia Ducati nel 2018 approdando nelle fila del Pramac Racing Team, squadra factory-supported del costruttore bolognese. Con la scuderia toscana ha conquistato cinque podi che l’hanno visto concludere la stagione all’ottavo posto in classifica generale. “Prima di tutto desidero ringraziare di cuore Paolo Campinoti, Francesco Guidotti e tutto il Pramac Racing Team per il grande supporto che ho ricevuto da loro nei due anni e mezzo trascorsi insieme – le parole di Miller -. Per me è un onore poter proseguire la mia carriera in MotoGP con la casa di Borgo Panigale e vorrei quindi ringraziare tutto il management Ducati, Claudio, Gigi, Paolo e Davide, per aver avuto fiducia in me e avermi dato questa incredibile opportunità. Non vedo l’ora di ricominciare a correre quest’anno e sono pronto ad assumere col massimo impegno la responsabilità di essere un pilota Ducati ufficiale nel 2021”.
“Dal suo arrivo nel Pramac Racing Team, Miller è cresciuto costantemente, dimostrandosi uno dei piloti più veloci e talentuosi del campionato, per cui siamo contenti che abbia accettato di pilotare la Desmosedici GP ufficiale del Ducati Team il prossimo anno – le parole di Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati Motor Holding -. Siamo convinti che Jack abbia tutte le carte in regola per poter lottare con continuità per le posizioni che contano, in ogni gara, già a partire da questa stagione con la Desmosedici GP20 del Pramac Racing Team, e di fare un ulteriore passo in avanti il prossimo anno grazie al pieno supporto del Ducati Team”. Per il 2020 i piloti Ducati restano gli italiani Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, il cui futuro è ancora da decidere.
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Lega Basket fa 50 anni, Gandini “Fiero di essere presidente”
“In questo giorno mi sento anzitutto orgoglioso di essere entrato a fare parte del novero dei presidenti della Lega Basket che compie 50 anni di vita”. Inizia così la lettera di Umberto Gandini pubblicata dal Corriere dello Sport, nel giorno del 50esimo anniversario della Lega Basket che l’ex dirigente di Milan e Roma presiede dallo scorso marzo. “Lo sport non ha confini: parla un linguaggio universale ed è quello della passione di chi lo pratica, dei fan che lo seguono e dei dirigenti che cercano, nei rispettivi ruoli nelle istituzioni e nei club, di migliorarlo e farlo crescere, favorendone lo sviluppo. Nel caso di una Lega – scrive Gandini -, l’obiettivo è quello di coordinare le esigenze di club e realtà che hanno dimensioni e di conseguenza obiettivi diversi. Fondere queste istanze in una sintesi è il compito che dallo scorso 9 marzo i club di A mi hanno affidato e per questo li ringrazio. Lo spirito comune che ha contraddistinto questi 50 anni è ancora più necessario ora, nel difficile momento di grande emergenza sanitaria che stiamo attraversando e che ha costretto la Fip a dichiarare conclusa anzitempo questa stagione. Non siamo stati i soli, nel nostro sport: anche chi guida le competizioni europee di club ha ritenuto che non esistessero le condizioni per riprendere l’attività e altre discipline sportive hanno dovuto prendere decisioni simili”.
“Stiamo chiedendo al Governo, insieme alla nostra Federazione e alle Leghe di altre discipline sportive, l’adozione di urgenti misure economiche necessarie per consentire alle società di fare fronte a una situazione che sta mettendo in serio pericolo la sostenibilità del movimento. Lo facciamo ancor di più oggi, forti di una tradizione che ha fatto crescere il basket sino a farlo diventare il secondo sport in Italia per seguito e interesse. Un patrimonio che è diventato parte della cultura del Paese e di cui ha contrassegnato, accompagnandolo, lo sviluppo economico. Il basket è lo sport che ha per primo creato le sponsorizzazioni, favorendo un rapporto da sempre unico con le aziende che hanno abbinato il loro marchio alle squadre costruendo binomi spesso diventati quasi indissolubili. Ha precorso i tempi introducendo i playoff per regalare ai suoi appassionati sempre maggiori emozioni. Ha introdotto le tecnologie per avere sempre più certezze, abituando il tifoso ad accettare serenamente il verdetto del campo. E’ lo sport delle famiglie, di generazioni cresciute tirando a canestro negli oratori, nelle palestre e nei play ground e che si sono ritrovate insieme alla domenica a tifare per la loro squadra, non contro gli avversari”.
“In questo periodo, che normalmente ospita le sfide che assegnano lo Scudetto, non siamo fermi ma stiamo progettando la nostra ripartenza, in assoluta sicurezza, anzitutto per rispetto di chi ci segue. Oggi intanto celebriamo con piacere 50 anni di vita di una associazione che auspichiamo sempre più unita per fronteggiare le nuove sfide, capace di rinnovarsi e di essere sempre più al passo con i tempi, e orgogliosa e rispettosa della sua storia”.
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Rossi “Yamaha può tornare competitiva e vincere”
Ritrovare abitudini che negli ultimi 20 anni aveva perso. Ovvero stare sempre a casa, pranzare e cenare con i suoi cari e stare lontano dalle moto. Valentino Rossi sa guardare
anche il lato positivo delle cose, ma il Motomondiale gli manca anche perche’ l’ultima stagione non gli e’ andata giu’ e intende riscattarsi e tornare grande o comunque competitivo con la sua Yamaha.
“Siamo stati a casa per due mesi e non sono mai stato in moto, non ci siamo potuti allenare, adesso possiamo farlo anche nel ranch e su altre piste di motocross. E’ stato fantastico tornare in moto”, dice in un’intervista al sito della MotoGp il Dottore che ha grandi stimoli per l’ennesima stagione della sua carriera.
“Nella seconda parte dell’ultimo Mondiale i risultati non sono stati quelli che ci aspettavamo. Dobbiamo essere piu’ forti e piu’ veloci. Abbiamo perso la nostra competitivita’ e in generale il feeling con la moto. Ora ci sono delle novita’ nel team, persone nuove ai box, dobbiamo cercare di trovare il modo per tornare in vetta ed essere competitivi. Questo e’ l’obiettivo”, dice Rossi che trova stimoli e conforto anche nei
test invernali effettuati prima dello stop forzato di ogni attivita’.
“I test invernali non sono stati negativi, anzi ero abbastanza soddisfatto – spiega il pilota della Yamaha – perche’ credo che ci siano stati dei miglioramenti tecnici rispetto alla scorsa
stagione, la nuova moto e’ piu’ veloce, ha maggiore potenza, insomma mi sembra migliorata. Il team sta lavorando intensamente e se lo faremo al 100% possiamo fare una moto vincente. Abbiamo tre giovani piloti molto forti, Quartararo viene da una stagione
eccezionale, ma anche Vinales e Morbidelli sono molto veloci”.
Si ripartira’ dopo un lungo stop e con un Mondiale diverso rispetto al solito. “Sara’ una stagione particolare, con una grande differenza nel numero dei Gp, saranno la meta’, alcune gare saranno nello stesso circuito, non ci saranno persone nel paddock, non ci sara’ la solita divertente atmosfera, non sara’ la stessa cosa, ma correre e’ importante per tutti, per noi piloti, per i team”, conclude Rossi.
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Sospiro di sollievo Ibrahimovic: tendine d’Achille integro
Il peggio è stato scongiurato. Il Milan e Zlatan Ibrahimovic tirano un sospiro di sollievo dopo l’infortunio rimediato ieri in allenamento dal 38enne attaccante svedese. Gli accertamenti a cui è stato sottoposto, infatti, hanno evidenziato “una lesione del muscolo soleo del polpaccio destro. Il tendine achilleo è perfettamente integro”, si legge ancora nella nota della società rossonera, che dunque esclude guai peggiori che avrebbero messo fuori causa Ibrahimovic per il resto della stagione e forse anche oltre. Il Milan conta di sottoporre il giocatore a “un esame strumentale di controllo fra 10 giorni”.
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Sibilia “Concreto ottimismo per ripresa, poi riforme”
“Aspettiamo l’incontro di giovedi’ con il ministro, ma siamo fiduciosi perche’ la curva dei contagi e’ assolutamente contenuta, ci aspettiamo decisioni positive per la serie A”. Cosimo Sibilia, vicepresidente Figc e numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, vede il traguardo vicino: nell’incontro di giovedi’ con Spadafora ci si aspetta la fumata bianca. “Siamo vicini alla soluzione della questione. Facciamo gli scongiuri, le condizioni sono buone per poter auspicare una ripresa della serie A – sottolinea a ‘Kiss Kiss Napoli’ – Ovviamente i tempi li detta il coronavirus, ma mi sembra che negli ultimi giorni l’evoluzione porta ad un concreto ottimismo”. L’obiettivo “e’ quello di giocare tutte le partite compresa la Coppa Italia – prosegue Sibilia – I play off? Abbiamo un Consiglio Federale in programma nella prima
settimana di giugno e li’ eventualmente valuteremo quando sara’ applicato il piano B. La settimana scorsa abbiamo messo in evidenza una posizione chiara della Figc anche con ipotesi alternative”. Per quanto riguarda il protocollo, “fino ad ora e’ stato valutato tutto nei minimi particolari. Giocare alle 16.30? Non mi va di fare previsioni, se si potesse spostare di un’ora avanti sarebbe meglio”.
Sulla proposta di Spadafora di una diretta gol in chiaro qualora ripartisse il campionato, Sibilia osserva che “ci deve essere una risposta complessiva ed evitare un contenzioso tra la serie A e chi deve trasmettere le partite. Va affrontata la questione e capire che ci si trova ad operare in una situazione di emergenza, quindi deve prevalere il buonsenso”. Per quanto riguarda invece la sua Lnd, “il protocollo e’ inapplicabile e abbiamo ufficializzato
la chiusura dei nostri campionati. Ma il 30% delle nostre societa’ potrebbe scomparire, e la stessa cosa potrebbe applicarsi anche alla serie C. Va rivisto il format dei campionati: cento squadre professionistiche sono troppe, non reggiamo piu'”.
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Lippi “Porte chiuse l’unico modo per riprendere il campionato”
“Giocare le partite a porte chiuse non è bello ma è l’unica maniera per riprendere il campionato. E poi si sente tutto quello che si dice in campo, quando c’è il pubblico non si sente niente e a volte l’allenatore non riesce nemmeno a farsi sentire dai propri giocatori“. Prova a guardare il bicchiere mezzo pieno Marcello Lippi, ospite di “Un giorno da pecora” su Radio1. Tra le proposte per il ritorno della serie A c’è anche quella di giocare alle 16.30: “E’ una situazione particolare, qualche partita si potrà giocare anche a quell’ora. Farà un po’ caldo ma insomma… Impossibile giocare 12 partite in un periodo di tempo così ristretto? Non è impossibile giocare diverse volte a settimana, sarà un po’ più faticoso, i giocatori non saranno nella condizione atletica migliore ma questo vale per tutti“. Infine, chiamato a fare una previsione sulla corsa scudetto, Lippi non esclude l’Inter: “Se vincesse il recupero con la Sampdoria andrebbe a 6 punti, che in 12 partite non sono tantissimi, si possono recuperare. E’ chiaro che la percentuale maggiore va a Lazio e Juventus, ma non escluderei nemmeno i nerazzurri”.
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Guardiola “C’è voglia di giocare ma solo quando possibile”
I suoi ragazzi hanno fatto i compiti a casa. Pep Guardiola è soddisfatto della condizione atletica dei suoi giocatori, ritrovati la scorsa settimana per gli allenamenti collettivi dopo il lungo lockdown. “Si sono presentati in forma perfetta – ha osservato l’allenatore del Manchester City – Penso che non vedano l’ora di tornare a fare quello che gli piace. La cosa più importante ora è seguire le norme, il protocollo, dobbiamo farlo”. Il tecnico catalano rivolge un pensiero a tutti gli operatori sanitari che “hanno messo le proprie vite a rischio per salvare le nostre” e in vista della possibile ripresa, aggiunge: “Quando c’è una situazione così particolare in giro per il mondo, bisogna adattarsi. Penso che tutti i tifosi stiano aspettando di tornare a vedere delle partite. Vogliamo tornare in campo ma oggi le priorità sono altre. Il messaggio è ancora: ‘state al sicuro, siate attenti e quando sarà possibile, torneremo’. Speriamo di poter riprendere la nostra routine”.
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