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Tennis, Berrettini “Ora so gestire le mie fragilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho finalmente stabilito un rapporto sano con la mia debolezza: le caviglie. Dovrò convivere con il lato fragile della mia natura. E averne cura, perchè senza le caviglie, o con caviglie bistrattate, non vai da nessuna parte».
Così il tennista azzurro Matteo Berrettini in una intervista a La Repubblica dalla Florida nella casa dei genitori di Ajla Tomljanovic, collega e fidanzata.
“Avrei preferito stare accanto alla mia famiglia in Italia – afferma – Ma se fossi rimasto in Europa (vive a Montecarlo, ndr) sarei rimasto dentro casa, senza sorrisi, senza amici. E’ stato difficile scegliere. In Florida pare onestamente di essere circondati dall’ovatta”.
Si pensa al futuro, a partire dal tennis a porte chiuse. “Non credo che potremo evitare questo scomodo passaggio. Il fitto calendario autunnale? Quattro mesi di tornei non è l’ideale, ma cosa c’è di ideale in questo momento? Si tratta di preservare il fisico o rilanciare il sistema. Forse vale un sacrificio…. La mia prima partita ufficiale? Se tutto è ok, metà settembre».
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Bayern Monaco risponde al Dortmund, Eintrahct travolto 5-2

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Il Dortmund chiama, il Bayern Monaco risponde. Alla vittoria in trasferta dei più immediati inseguitori in classifica, i baveresi replicano con un largo successo nel vuoto dell’Allianz Arena, piegando per 5-2 l’Eintracht Francoforte nell’ultimo match del sabato della 27esima giornata di Bundesliga. Un pokerissimo che riporta a + 4 il vantaggio della capolista sul Borussia Dortmund e che serve, qualora ce ne fosse bisogno, a ribadire la forza dei campioni di Germania, tornati alla grande dopo il lockdown per l’emergenza sanitaria legata al Covid-19. La squadra guidata in panchina da Flick rompe gli indugi al 17′ con Goretzka, mentre al 41′ è Muller a mandare i suoi all’intervallo sul 2-0. Nella ripresa, gol di Lewandowski al 1′ e ospiti capaci di ridurre il gap con una doppietta di Hinteregger (7′ e 11′); al 16′ Davies ristabilisce le distanze, al 29′ Hinteregger sigla l’autogol per il definitivo 5-2 targato Bayern. Dopo il 4-0 di ieri dell’Hertha ai danni dell’Union nel derby di Berlino, nelle quattro gare delle 15.30 tre vittorie esterne e un solo punto per le squadre di casa. Il fattore campo senza tifosi sugli spalti perde ovviamente efficacia. Il Borussia Dortmund, come detto, tiene comunque il passo della capolista. Dopo aver travolto 4-0 lo Schalke la settimana scorsa nel match della ripresa del campionato, la squadra di Favre vince 2-0 in casa del Wolfsburg grazie alle reti di Guerreiro (32°) e Hakimi (78°). Per una volta resta dunque a digiuno Haaland. Bella vittoria del Bayer Leverkusen che vince 3-1 a Moenchengladbach e sorpassa i padroni di casa portandosi al terzo posto. In stato di grazia Havertz che mette a segno una doppietta (7° e poi rigore realizzato al 58°), in mezzo la rete del momentaneo 1-1 di Thuram, poi il definitivo 1-3 di Bender per una vittoria che porta il Bayer al terzo posto a quota 53 punti e con il Borussia che resta a 52. Nella lotta per non retrocedere importante successo per il Werder Brema che vince 1-0 in casa del Friburgo dell’azzurro Grifo, interrompendo così un lungo digiuno. Di Bittencourt al 19° la rete della vittoria che permette ai biancoverdi di portarsi momentaneamente a -2 dal Dusseldorf terzultimo. Finisce 1-1, invece, la sfida tra il fanalino di coda Paderborn e l’Hoffenheim. Vantaggio ospite al 4° con Skov, al 9° il pareggio di Srbeni.
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La Liga riparte, premier Sanchez annuncia la data dell’8/6

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“La Spagna ha fatto quel che doveva e ora si aprono nuovi orizzonti per tutti. E’ arrivato il momento di riprendere le nostre attività e l’8 giugno tornerà il calcio”. L’annuncio è del premier spagnolo, Pedro Sanchez. Per il governo nulla osta, ora toccherà a Federazione e Lega ufficializzare date e calendari. Secondo fonti de “LaLiga”, giorno 8 si dovrebbe giocare la prosecuzione di Rayo-Albacete, gara sospesa per insulti razzisti, mentre giorno 12 dovrebbero riprendere Prima e Seconda Divisione con le partite di campionato, anche se ancora non ci sarebbe l’ok ufficiale per la ripresa degli allenamenti collettivi. Se il campionato, come pare, dovesse ripartire il 12 giugno con le partite della 28^ giornata, queste le 10 sfide in programma: Real-Eibar, Leganes-Valladolid, Valencia-Levante, Maiorca-Barcellona, Celta-Villarreal, Espanyol-Alaves, Real Sociedad-Osasuna, Athletic-Atletico Madrid, Granada-Getafe, Siviglia-Betis.
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Rizzoli “Arbitri pronti, attendono le decisioni del Governo”

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“Noi siamo pronti per l’eventuale ripresa, restiamo in attesa del confronto del 28 col Governo. Appena sapremo esattamente le linee del protocollo da adottare applicheremo delle strategie di ripartenza. Per ora ci sono solo ipotesi, ma gli arbitri si stanno allenando da tempo”. Lo ha dichiarato Nicola Rizzoli parlando, ai microfoni di Sabato Sport su Rai Radio1, della possibile ripartenza del campionato. “Se c’e’ malcontento da parte nostra? No – ha spiegato il designatore degli arbitri di Serie A – Ci sono preoccupazioni, pensieri su alcuni argomenti da risolvere, attesa per capire come verranno affrontati vari step e quale sara’ il modo migliore per ripartire in sicurezza, sapendo che bisognera’ stare molto attenti. Noi arbitri abbiamo preoccupazioni diverse dalle societa’, perche’ abbiamo 80 persone che arrivano da diverse parti d’Italia e dovranno spostarsi: bisognera’ stare attenti sui viaggi”.
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Accordo Bologna-Credito Sportivo per nuovo stadio Dall’Ara

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“Bologna Stadio e Istituto per il Credito Sportivo hanno firmato l’accordo di collaborazione per la riqualificazione e l’ammodernamento dello stadio Renato Dall’Ara. Alla banca dello sport è stato affidato il coordinamento delle attività finalizzate alla strutturazione e all’organizzazione del finanziamento, che dovrà contribuire alla composizione del quadro economico necessario a realizzare l’opera”. Lo annuncia il club rossoblù sul proprio sito internet. “La collaborazione tra Bologna Stadio e Istituto per il Credito Sportivo – prosegue la nota – rappresenta un passo fondamentale per il compimento di un’operazione ambiziosa e affascinante, che porterà a una nuova configurazione dello stadio, nella quale si fonderanno il pregio architettonico dell’impianto storico e innovative soluzioni infrastrutturali, che contribuiranno alla sua valorizzazione e lo renderanno pienamente funzionale alle esigenze dei tifosi e della Comunità cittadina”.
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Spadafora “Lunedì protocollo Figc per ripresa campionato”

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“Ho appreso in questi minuti che lunedì prossimo riceverò dalla Figc le nuove regole proposte per la ripresa del campionato. Le trasferirò immediatamente al Comitato tecnico scientifico: il mio impegno è quello di fare in modo di avere il parere del Cts in tempo per l’incontro di giovedì 28, affinché quella sia davvero la data giusta per decidere se e quando potrà riprendere il campionato”. Lo ha dichiarato il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora, in collegamento con “La Vita in diretta” su Rai 1. “Voglio essere ottimista sulla ripresa di tutto il Paese e dunque anche del calcio – ha aggiunto – Ho detto un secco no a chi mi chiedeva date certe qualche settimana fa, mentre contavamo i morti e trasferivamo le bare. Ma oggi è ovvio che, se riparte l’Italia, anche il calcio deve ripartire. La linea di prudenza avuta ci consente oggi di poter essere ottimisti: se non l’avessimo avuta, non voglio immaginare dove saremmo potuti arrivare”. Inoltre Spadafora ha aggiunto che “pochi minuti fa è arrivato il definitivo ok dal Comitato tecnico scientifico e abbiamo pubblicato il protocollo che consente alle squadre di Serie A di riprendere gli allenamenti”.
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È morto Gigi Simoni, allenò Lazio Napoli, Inter e Torino

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Nel decimo anniversario del ‘Triplete’, l’Inter, e tutto il calcio italiano, perde uno dei suoi allenatori più amati e stimati. A 81 anni è morto a Pisa Gigi Simoni, colpito quasi un anno fa un ictus nella sua abitazione e ricoverato d’urgenza nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cinisello della città toscana. Nato a Crevalcore il 22 gennaio 1939, Simoni ha avuto anche una buona carriera da giocatore. Centrocampista, per la precisione, militando nel Mantova di Edmondo Fabbri, promosso in Serie A poi nel Napoli, in Serie B, ottenendo la promozione e la vittoria in Coppa Italia. Tornato a Mantova, con i virgiliani ha debuttato nella massima serie, il 7 ottobre 1962 contro il Lanerossi Vicenza. Disputa due campionati di Serie A, prima di trasferirsi al Torino, nel 1964, dove forma con Luigi Meroni la coppia di ali titolari, realizzando 10 reti, record personale. Rimane in granata per tre stagioni e nel 1967 passa alla Juventus: in bianconero non trova spazio, disputando 11 partite di campionato. A fine stagione accetta il trasferimento in Serie B, al Brescia, con cui ottiene la promozione in Serie A. Chiude la carriera nel 1974, a 35 anni, dopo un triennio al Genoa, dove trova la quarta promozione personale nella massima serie, nel campionato 1972-1973. Ha disputato complessivamente 368 partite da professionista (62 reti), di cui 187 in Serie A, con 32 reti. Fu convocato per tre raduni della Nazionale dal ct Fabbri. Da allenatore, ha iniziato la carriera subentrando a Guido Vincenzi sulla panchina del Genoa in Serie B nel corso della stagione 1974-1975. In quattro anni alla guida del Grifone conquista un settimo posto all’esordio in Serie B, il primo posto nel campionato cadetto, la promozione in Serie A nel 1975-1976 e un undicesimo posto alla prima stagione di A, e anche una retrocessione nel 1977-1978 dopo aver chiuso il campionato al 14esimo posto. Lasciata Genova, allena per due anni il Brescia, portandolo nella massima serie nel 1979-1980, dopo che l’anno prima aveva raggiunto l’ottava posizione, per poi tornare ad allenare il Grifone riportandolo in A e conquistando la salvezza nei due anni successivi, retrocedendo ancora nel 1983-1984. Dal 1984 al 1990 non si lega a una società per più di una stagione, e sempre nelle serie inferiori; allena il Pisa portandolo in Serie A, successivamente si trasferisce a Roma, sponda Lazio, poi ancora al Pisa, ancora al Genoa, e poi Empoli e Cosenza, sempre in serie cadetta; ottiene due promozioni con il Pisa (con relativo campionato vinto) e quattro esoneri, con Lazio, Genoa, Empoli e Cosenza (i primi della carriera). Nel 1990 riparte dalla Serie C1 subentrando alla guida della Carrarese; il primo anno non riesce a evitare la retrocessione, mentre il successivo ottiene la promozione. Quindi rimane per quattro anni alla guida della Cremonese, con la quale ottiene una promozione, due salvezze e una retrocessione nel 1995-1996, vincendo nel 1993 il Torneo Anglo-italiano: i grigiorossi battono a Wembley in finale il Derby County per 3-1. Nel 1996 viene nominato allenatore del Napoli. Con la formazione partenopea si piazza in campionato al secondo posto fino al periodo natalizio alle spalle della Juventus. Il 22 aprile 1997, non vincendo più da dieci turni, il presidente Corrado Ferlaino lo esonera. Lascia la squadra al sest’ultimo posto e in finale di Coppa Italia, venendo sostituito da Vincenzo Montefusco. Nel luglio successivo firma un contratto con l’Inter. Grazie anche ai gol del nuovo acquisto Ronaldo, la formazione milanese contende il primato alla Juventus in campionato: il duello si risolve nello scontro diretto, vinto dai bianconeri tra le polemiche. Lo stesso Simoni viene espulso per ingiurie rivolte all’arbitro Ceccarini, “reo” di non aver fischiato il calcio di rigore per un contatto in area tra Iuliano e Ronaldo. Concluso il torneo al secondo posto, i nerazzurri si consolano vincendo la Coppa Uefa contro la Lazio. La stagione successiva, nonostante l’arrivo di Roberto Baggio, vede l’Inter in difficoltà di gioco e risultati. A fine novembre il tecnico viene esonerato dal presidente Massimo Moratti. Il 1° giugno 1999 viene nominato allenatore del Piacenza, firmando un contratto annuale con opzione per il secondo, ma l’11 gennaio 2000 viene esonerato. Il 2 giugno diventa allenatore del Torino in Serie B ma il 31 ottobre viene sostituito da Giancarlo Camolese. Il 10 dicembre 2001 è il tecnico del Cska Sofia. In Bulgaria conquista il terzo posto in campionato e perde la finale della Coppa di Bulgaria per 3-1 contro il Levski Sofia. Il 31 maggio 2002 si dimette. Il 4 luglio, dopo aver risolto consensualmente il contratto che lo legava con la squadra bulgara, firma con l’Ancona in B, che porta al massimo torneo. Il 22 giugno 2003 viene esonerato. Il 10 novembre ritorna al Napoli in sostituzione di Andrea Agostinelli. Con i partenopei in campionato arriva tredicesimo posto con 36 punti ottenendo la salvezza, poi revocata per il fallimento della società con conseguente retrocessione in Serie C1. Il 13 giugno viene ufficializzata la sua nomina come allenatore del Siena in Serie A ma il 10 gennaio 2005 viene esonerato. L’11 ottobre 2005 il presidente Hadj lo nomina allenatore della Lucchese in Serie C1, in sostituzione di Paolo Indiani. Il 7 giugno 2006 lascia la guida al suo vice Fulvio Pea e diventa direttore tecnico sempre delle Pantere. Il 2 febbraio 2007, dopo l’esonero di Pea, decide di dimettersi. Il 25 febbraio 2009 è direttore tecnico del Gubbio, in Lega Pro Seconda Divisione, venendo affiancato dall’allenatore Riccardo Tumiatti. Il 29 maggio rinnova il contratto con Vincenzo Torrente come mister. Con l’ex difensore conquista due promozioni di fila dalla Seconda Divisione alla Serie B. Il 1° giugno 2011 rinnova il contratto di un altro anno. Il 18 ottobre, all’età di 72 anni, torna a sedere sulla panchina come allenatore, per sostituire l’esonerato Fabio Pecchia alla guida del Gubbio. Il 20 marzo 2012 dopo la 31ª giornata ritorna a ricoprire il ruolo di direttore tecnico lasciando la carica di allenatore al suo vice Marco Alessandrini. Il 27 maggio conclude il suo rapporto professionale con gli umbri. Il 28 gennaio 2013 diventa ufficialmente direttore tecnico della Cremonese. Il 17 giugno 2014 viene nominato presidente della società grigiorossa al posto di Maurizio Calcinoni. Il 23 giugno 2015 il CdA lo riconferma insieme al ds Stefano Giammarioli e il 2 giugno 2016 viene sostituito da Michelangelo Rampulla.
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Malagò “Club divisi da interessi di classifica”

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“Se le posizioni dei presidenti di Serie A sulla ripartenza del campionato sono condizionate dalla classifica dei loro club? Sì, penso che praticamente tutti hanno in qualche modo un condizionamento dalla posizione di classifica. Non ci sono i buoni o i cattivi, è nella natura umana che ci siano delle spinte in questo senso”. Questo il pensiero del presidente del Coni Giovanni Malagò sulle differenti posizioni che ancora caratterizzano i club di Serie A in merito alla ripartenza del campionato. Ai microfoni di Radio Incontro Olympia il numero uno dello sport italiano ha ribadito la necessità di un piano qualora i campionati di calcio non si possano concludere. “In Italia quattordici sport di squadra su quindici hanno deciso di fermare i tornei senza assegnare lo scudetto – ha osservato Malagò – È rimasto solo il calcio, perché il calcio è diverso, ha interessi differenti. Benissimo, mi permetto solo di dire che anche la Virtus Bologna, per esempio, avrebbe voluto vincere il campionato di basket visto che era in testa alla classifica”. “In ogni caso – ha proseguito Malagò – c’è un rischio, piccolo o grande che sia, che i tornei calcistici non ripartano. Ma soprattutto c’è la possibilità che non possano concludersi. Per questo dico da tempo che serve un piano B, come ha fatto la Germania mettendo in sicurezza il sistema con un accordo con le televisioni. Da noi invece non c’è ancora nulla. Ipotesi play-off e play-out? Questo lo decide la Federcalcio, non possiamo dirlo noi”. Dopo una rapida considerazione sulla Roma, e in particolare sulla trattativa bloccata per la cessione della società a Dan Friedkin (“Non so se sia terminata – ha osservato il numero uno dello sport italiano – Sicuramente il coronavirus non l’ha aiutata”), Malagò si è soffermato su alcuni aspetti di politica sportiva, commentando innanzitutto le misure previste dal governo per affrontare le conseguenze dell’emergenza sanitaria, stimate in un miliardo di euro dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora. “Ci sono delle situazioni in evoluzione e noi prendiamo il lato positivo: c’è la volontà di investire nel nostro mondo”, ha dichiarato il presidente del Coni. “Devo dire con onestà – ha spiegato Malagò – che da parte del Governo e del ministro Spadafora c’è sempre stato anche l’impegno a sistemare la situazione di totale incertezza in cui si trova il mondo dello sport dalla fine del 2018, da quando cioè è stata approvata una legge che ha stravolto la situazione lasciando lo sport in italiano in mezzo al fiume. Mancano i decreti attuativi, la metta a terra di una norma che, a detta anche di chi l’ha votata, è totalmente incompleta”. Infine il presidente del Coni è tornato sullo stop imposto dalla sindaca di Roma Virginia Raggi alla candidatura olimpica: “È una ferita cicatrizzata – ha riconosciuto Malagò – ma se mi levo la camicia sta lì, ci sono i segni, rimane per tutta la mia vita. Si è persa un’occasione clamorosa, non voglio fare polemica, ma sento dire cose non vere: per i romani non ci sarebbe stato neanche un euro di costo, perché sono cambiate le regole del gioco. Per Milano-Cortina 2026, ad esempio, il Cio finanzierà l’organizzazione con 925 milioni di dollari. Per Roma sarebbero stati 1,5 miliardi per il 2024 e 1,8 se avessimo avuto l’edizione del 2028. E inoltre avremmo anche risolto il problema degli stadi”.
(ITALPRESS).