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Schwazer “Mia innocenza verrà dimostrata, obiettivo Tokyo”

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Alex Schwazer non molla e continua a marciare. Il no del tribunale federale di Losanna alla richiesta di sospensione della squalifica di 8 anni per doping, non ferma il marciatore, ancora convinto di poter dimostrare la sua innocenza puntando sul procedimento penale in corso a Bolzano. Il campione olimpico (50 km) di Pechino2008, intanto, continua ad allenarsi e in un’intervista alla Gazzetta dello Sport spiega: “Le motivazioni sono tante, una però è decisiva: non voglio chiudere la carriera da squalificato. Se ci penso, mi fa male. E quindi c’è la voglia di correre ancora, magari una sola gara. Poi posso pure smettere. Oppure continuare. Ecco perché non mollo”. Non molla anche perchè crede di poter vincere la sua battaglia. “Durante le indagini di Bolzano sono emersi fatti nuovi, per la prima volta i nostri sospetti sulla manipolazione del controllo trovavano conferme in una inchiesta vera, penale. E quindi mi sono detto che c’è davvero la possibilità di annullare lo stop”. E ha ripreso ad allenarsi. “In poche settimane i miglioramenti sono stati evidenti. Ho avvisato Sandro Donati, il mio allenatore, quello che mi ha portato su livelli mai avuti prima. Era entusiasta e abbiamo iniziato a fare sul serio. Puntavamo ai Giochi di Tokyo. La scelta di rivolgerci al tribunale di Losanna, nasce da qui. Era l’unico modo per sperare. Sapevamo bene che c’erano poche possibilità. Serviva un fatto nuovo da portare in dibattimento, ma a Bolzano non avevano finito il lavoro. Avevo messo in conto una sentenza negativa. Non mi ha sorpreso. La giustizia sportiva ci ha sempre ostacolato, il nostro diritto di difesa a Rio è stato calpestato”.
Per Schwazer non ci sono dubbi sulla manipolazione della sua provetta. “Quella abnorme concentrazione di Dna nelle urine non è motivabile in altro modo. E la comparazione del mio test con quello di altri 50 atleti, nella perizia voluta dal gip di Bolzano, servirà proprio a fare luce sulla vicenda”. Per Schwazer vincere “sarebbe una rivincita personale: dimostrare che ero pulito al rientro. Qualcuno ha pensato bene di farmi pagare alcune mie dichiarazioni sul doping, la scelta di fare nomi e cognomi. Ero innocente, dovevano colpire me e il mio allenatore. E ci hanno tolto la possibilità di partecipare a un’altra Olimpiade. Se chiudo gli occhi avverto ancora il dolore provato a Rio, quando da squalificato ho attraversato in macchina, per andare in aeroporto, il percorso della 20 km di marcia che avrei dovuto fare in rappresentanza dell’Italia. Quel dolore per un’ingiustizia enorme è sempre con me, molto più della gioia provata a Pechino, quando ho vinto l’oro”. Intanto gli allenamenti danno risposte incoraggianti: “Al momento sono di poco sotto a quello che ero nel 2016. Potrei andare avanti fino al 2024 quando scadrà la squalifica. Non voglio chiudere da squalificato. Ma i veri obiettivi sono prima, come Tokyo2021”.
“Se davvero a Bolzano dovesse emergere una verità in mio favore, allora mi piacerebbe essere accompagnato dalla Federazione o dal Coni nella nuova battaglia contro la giustizia sportiva. Ho bisogno del loro supporto pure a livello economico – spiega Schwazer -. Devo pensare alla mia famiglia, a ottobre arriva il secondo figlio. Il clima è cambiato: mi ha fatto molto piacere che la Fidal abbia messo a disposizione i 50 atleti chiesti dal giudice a Bolzano per i test delle urine. È stato fondamentale, altrimenti si sarebbe arenato tutto”. Per Schwazer tornare a marciare “non deve essere un’ossessione, non la vivo così. Mi sento ancora atleta, non è un delitto. A livello personale, della mia immagine, è molto più rilevante ottenere un’assoluzione piena a Bolzano, dimostrando la manipolazione. Ma l’idea di avere un pettorale vero in una gara.. Non si può spiegare con le parole, è una sensazione che devi provare. Unica”.
(ITALPRESS).

Nuovi casi di Covid-19 alla Fiorentina e alla Sampdoria

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Nel giorno in cui Comitato tecnico-scientifico e la Figc si confrontano sul protocollo per la ripresa degli allenamenti di squadra per il 18 maggio, la lista di calciatori positivi al coronavirus si allunga: almeno otto fra ieri e oggi i casi denunciati da Torino, Fiorentina e Samp. Una situazione prevedibile, data la tornata di test avviata in questi giorni con il ritorno alle sessioni individuali nelle strutture dei club, ma che inevitabilmente farà discutere in vista del possibile riavvio del campionato. Il Covid-19 ha fatto irruzione nel campionato di serie A lo scorso 10 marzo, quando la Juventus ha annunciato la positività di Daniele Rugani: al difensore si sono poi aggiunti Blaise Matuidi e Paulo Dybala, con quest’ultimo che ha ricevuto solo ieri la notizia della guarigione. Fra le società più colpite proprio Samp e Fiorentina. In casa blucerchiata il primo è stato Manolo Gabbiadini, poi altri, quindi Depaoli e Bereszynski che si sono “autodenunciati” via social mentre la società blucerchiata ha preferito non dare più notizie sui propri tesserati “onde evitare fughe di notizie ed inutili allarmismi”, fino a comunicarne l’avvenuta guarigione lo scorso 23 aprile. Oggi però, dopo i nuovi controlli, tre nuovi casi e soprattutto un ritorno di positività, sebbene tutti i calciatori – già posti in quarantena e costantemente monitorati – sono asintomatici. E’ ripiombata nell’incubo anche la Fiorentina. Nelle scorse settimane Commisso ha parlato di “8-10 casi” anche se ufficialmente sono stati resi noti solo quelli di Vlahovic, Cutrone e Pezzella. Oggi il club viola ha aggiunto altre sei positività: tre riguardanti altrettanti giocatori ma senza specificarne l’identità e altri tre componenti dello staff tecnico-sanitario. Ieri, invece, il primo caso di coronavirus al Torino con la società granata che ha mantenuto l’anonimato limitandosi a far sapere che il calciatore è asintomatico. Positivi ma già guariti Mattia Zaccagni al Verona, Marco Sportiello all’Atalanta (di oggi la notizia del doppio tampone negativo), e il dt Paolo Maldini e il figlio Daniel al Milan.

(ITALPRESS).

Lega Pro propone stop stagione, Ghirelli “Senso responsabilità”

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L’assemblea della Lega Pro ha deciso per la richiesta alla Figc dello stop definitivo della stagione 2019-2020. E’ quanto emerge al termine della riunione odierna delle 60 società di serie C. Inoltre, i criteri per la conclusione della stagione prevedono le promozioni di Monza, Reggina e Vicenza direttamente in serie B, mentre per la quarta promozione l’assemblea si è divisa tra merito sportivo, play-off e astensione, per cui serve ulteriore tempo per la riflessione. L’assemblea chiede anche il blocco delle retrocessioni in serie D. “E’ stata una bella assemblea, con un grande senso di responsabilità e una grande attenzione e rispetto della Figc e delle altre Leghe” ha detto all’Italpress il presidente Ghirelli al termine dell’assemblea stessa.
(ITALPRESS).

La Bundesliga torna il 16, Lega “Attenti, libertà vigilata”

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Un derby per ricominciare. La Bundesliga riparte, adesso è ufficiale. Dopo l’ok di ieri della cacelliera Angela Merkel al termine della riunione con i 16 primi ministri degli stati federali, oggi i 36 club della DFL, la Lega calcio tedesca, ha fissato le date per il ritorno in campo, ma con un monito da tenere ben fisso in mente: “Che sia chiaro a tutti, riprendiamo a giocare in libertà vigilata! Mi aspetto un comportamento responsabile e il rispetto delle regole da parte di tutti”, le parole del presidente di Lega, Christian Seifert, probabilmente facendo riferimento anche a certi casi, come quello di Kalou (Hertha Berlino), che bene non hanno fatto. Ieri si pensava che si potesse ripartire venerdì 15 dall’anticipo tra Fortuna Dusseldorf e Paderborn, non sarà così. La Lega ha deciso che si ricomincerà sabato 16 e che la partita che in qualche modo entrerà nella storia sarà una di quelle molte sentite e che anche per questo sentirà più delle altre della mancanza del pubblico, visto che si riprende con le porte di tutti gli stadi chiusi al pubblico.
Nelle gare in programma alle 15.30 spicca Borussia Dortmund-Schalke, spettacolare e atteso derby della Ruhr che si giocherà in contemporanea con Dusseldorf-Paderborn, Lipsia-Friburgo, Hoffenheim-Hertha, Augsburg-Wolfsburg, mentre alle 18.30 si giocherà Eintracht Francoforte-Borussia Moenchengladbch. Domenica 17 alle 15.30 Colonia-Mainz, alle 18 Union Berlino-Bayern Monaco, mentre il posticipo di lunedì 18, con inizio alle 20.30, sarà Werder Brema-Bayer Leverkusen.
Finora sono state disputate 25 giornate, la classifica vede il Bayern Monaco in testa con 55 punti, quattro in più del Borussia Dortmund secondo, poi a seguire Lipsia (50), Borussia Moenchengladbach (49) e Bayer Leverkusen (47).
(ITALPRESS).

Proposto al governo spagnolo un doppio Gp a Jerez

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Il governo regionale dell’Andalusia, il consiglio comunale di Jerez de la Frontera e Dorna Sports hanno concordato di presentare una proposta al governo spagnolo che, se approvata, vedrebbe il circuito di Jerez-Angel Nieto ospitare due Gran Premi della MotoGp e uno del Mondiale di Superbike tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Al termine di una conference call di questa mattina tra Juan Antonio Marín, vice-presidente del governo regionale dell’Andalusia, Mamen Sanchez Diaz, sindaco di Jerez de la Frontera e Carmelo Ezpeleta, Ceo di Dorna Sports, le parti hanno concordato di presentare una proposta al governo spagnolo per organizzare due Gran Premi del Mondiale della classe regina sulla pista del circuito di Jerez-Angel Nieto nei fine settimana del 19 e 26 luglio. La tappa del Mondiale di Superbike, sulla stessa pista, potrebbe svolgersi il 2 agosto. Una volta concessa l’autorizzazione del governo spagnolo, i tre eventi verranno proposti alla Fim per l’inclusione nei rispettivi calendari. Il primo evento della stagione 2020 della motoGp, ferma come la quasi totalità dello sport mondiale a causa della pandemia di Covid-19, diverrebbe così il Gran Premio di Spagna, mentre il secondo sarebbe il Grand Premio dell’Andalusia.
(ITALPRESS).

Vegni “Nibali, Sagan e il 90% dei big al Giro d’Italia”

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“Da più parti si vocifera che il Mondiale in Svizzera potrebbe saltare per problemi economici. A quel punto l’Uci lo recupererebbe a novembre, in Oman. Se dovesse accadere noi ci faremo trovare pronti”. Il direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, ipotizza due scenari qualora la rassegna iridata, prevista nel Canton Vallese dal 20 al 27 settembre, cambi sede e date. “Ci sarebbe un buco in quella settimana di settembre – sottolinea Vegni in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Magari si possono anticipare le classiche del Nord, così la Roubaix cadrebbe prima della crono di Milano. O ci spostiamo noi col Giro. Occorre elasticità”. Gli organizzatori della corsa rosa stanno pensando anche ad altro: “Proprio per le tante difficoltà di trasferire uomini e mezzi, stiamo ragionando su un treno di gare italiane, in modo che una squadra possa organizzarsi, sapendo che una volta entrata nel nostro Paese ha la possibilità di partecipare a tanti appuntamenti. Quindi, oltre a Strade Bianche e Sanremo già calendarizzate, ad agosto potremmo avere Milano-Torino, il Gran Piemonte e anche il Lombardia. Sì, date possibili sono il 22 o il 23, al posto dei campionati nazionali, già rinviati in diverse nazioni. E’ una possibilità e ne discuteremo nel caso con la Federazione. Ma tutto rientra nell’ottica di un anno straordinario: non casca il mondo se per una volta il Lombardia non chiude la stagione delle classiche”. Con il Tour in apertura, il Giro rischia di avere pochi campioni: “E chi l’ha detto? Posso dire che il 90% dei big ci ha in via ufficiosa confermato la presenza. Al momento nessuno è in grado di fare annunci definitivi per le ragioni che sappiamo. Ma sia Nibali, sia Evenepoel, sia Sagan, sia Fuglsang, sia ovviamente Carapaz, hanno il Giro in testa ai loro programmi. Il 10% che manca è dovuto alla rinuncia di Bardet, da francese preferisce andare subito alla Grande Boucle”. Le tre tappe della Grande Partenza in Ungheria, annullata, saranno recuperate al Sud: “Abbiamo un paio di soluzioni, la Sicilia è una di quelle. Ma potremmo anche scegliere altre regioni, come Calabria, Campania, Basilicata o Puglia. Dobbiamo parlare con i vari Comuni e al momento non è semplice. E poi dobbiamo avere certezze sul calendario definitivo. Quando penso che sapremo dove sarà disputato il Mondiale? Entro metà giugno, oltre non si può – conclude Vegni – Lo sa molto bene pure l’Uci”.
(ITALPRESS).

Stop ai campionati di pallanuoto, scudetti non assegnati

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La Federazione Italiana Nuoto comunica che, “non essendo possibile garantire la ripresa in tempi brevi dello svolgimento regolare delle attività a causa dell’emergenza Covid-19”, ha disposto la conclusione di tutti i campionati nazionali di pallanuoto 2019/2020 di serie A1, A2 e B, sia maschili sia femminili. A tal proposito sono stati stabiliti la non assegnazione del titolo di campione d’Italia ed il blocco delle retrocessioni alle serie inferiori. Inoltre vengono bloccate le promozioni alle serie superiori prevedendo la ripartenza della prossima stagione secondo le formule dei campionati appena dichiarati conclusi: alle serie A1 edizione 2020/2021 parteciperanno 14 e 10 squadre rispettivamente per il settore maschile e femminile. La Fin inoltre annuncia che la decisione riguardo la continuazione dei campionati giovanili verrà presa prossimamente. L’ipotesi è di attendere, per valutare un possibile slittamento delle fasi finali da svolgere anche con modalità alternative nel periodo estivo, così come per le attività giovanili degli altri settori. “Nelle condizioni attuali non è possibile avere certezza dei tempi di pieno utilizzo degli impianti natatori – sottolinea il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, che così commenta la decisione adottata dal consiglio federale – Sono molto dispiaciuto per questo stop inevitabile; mi auguro e spero che il prossimo campionato possa rappresentare il ritorno alla normalità e così onorare l’impegno degli atleti, dei tecnici e dei dirigenti di società che hanno dovuto vivere, insieme con tutto il Paese, questo momento tragico della nostra storia, non solo sportiva”.
(ITALPRESS).

Spadafora “Impossibile dare una data di ripresa campionato”

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“Non posso che confermare che la linea mia e del Governo non è mai cambiata: auspichiamo tutti vivamente che i campionati di calcio possano riprendere regolarmente, ma allo stesso oggi è impossibile definire una data certa perchè dobbiamo verificare come reagirà la curva dei contagi tra due settimane e dovremo ricevere al riguardo le valutazioni del Comitato tecnico scientifico”. Lo ha dichiarato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora durante l’interrogazione a risposta immediata alla Camera. “Negli ultimi tre giorni si è improvvisamente assistito a un inasprirsi del dibattito politico e mediatico a mio parere abbastanza incomprensibile agli occhi di milioni di italiani che temono per la loro salute e il lavoro, un dibattito stigmatizzato anche da diverse tifoserie organizzate. L’idea di definire con urgenza ora e subito la data della ripresa del campionato di calcio contrasta con l’esigenza di definire i prossimi passi sulla base dell’andamento dei dati” ha proseguito Spadafora. “Ricordo che in Europa al momento le uniche date certe sono quelle dei Paesi che hanno deciso di interrompere i campionati”. Domani è in programma l’incontro tra Figc e Comitato tecnico scientifico. “Speriamo possa servire a dare via libera al protocollo, considerando che il calcio non consente distanze di sicurezza nè l’utilizzo di dispositivi di protezione. Posso assicurare che dall’inizio dell’emergenza sanitaria ho mantenuto un confronto quotidiano con la Figc – ha aggiunto Spadafora – Il Governo ha dovuto sempre contemperare il valore della tutela della salute con la ripresa dell’attività e deve continuare a farlo nell’interesse dei cittadini italiani. La road map per la ripresa dello sport è comunque chiara e tuttora valida: il 4 maggio sono ripartiti gli allenamenti per gli sport individuali e, a livello singolo, anche per gli sport di squadra sulla base di un protocollo realizzato da Coni, Cip e Fmsi, poi validato da CTS. Il 18 maggio auspichiamo la ripresa degli allenamenti di tutti gli sport di squadra con le medesime modalità”.
(ITALPRESS).