“Io vedo il sentiero della ripresa del campionato sempre più stretto. Penserei a organizzarmi per riprendere in sicurezza il nuovo campionato che dovrà partire a fine agosto”. Lo ha dichiarato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora in collegamento con la trasmissione ‘Omnibus’ su La7. “Penso che la prossime riunione della Lega Serie A potrebbe riservare una sorpresa: la maggioranza dei club potrebbe chiederci di sospendere questa stagione e prepararsi nel migliore dei modi al prossimo campionato – ha aggiunto Spadafora – La Lega di Serie A deve pensare a un piano B. È un invito che faccio anche alla Figc perché le soluzioni possono essere tante. Tra oggi e domattina ci saranno una serie di audizioni presso il Comitato tecnico scientifico sul protocollo presentato dalla Federcalcio e a quel punto capiremo se potranno ripartire gli allenamenti, ma ho sempre detto ciò non significherebbe comunque la ripartenza dei campionati. Sono convinto che al massimo entro questa settimana il Comitato tecnico-scientifico ci darà la sua valutazione sul protocollo e questo ci consentirà di comunicare alla Lega la possibilità di far ripartire o meno gli allenamenti. Per sapere invece se il campionato potrà ricominciare entro il 15 giugno, bisognerà aspettare le prossime settimane e i nuovi dati del Comitato: è inutile fare pressioni sul Governo o scrivere al presidente del Consiglio. Se non si vuole l’incertezza – ha concluso Spadafora – si può scegliere di fermare i campionati come hanno fatto per esempio già Francia e Olanda”.
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Spadafora “Sempre più stretto il sentiero della ripresa”
Tommasi “Un passo alla volta, le criticità sono tante”
La decisione del governo di far riprendere l’attività negli impianti sportivi ai tesserati di discipline individuali e non consentire ai calciatori professionisti, lontani dai campi per la pandemia di Covid-19, lo svolgimento di allenamenti in forma individuale nei centri sportivi non è andata giù all’Associazione Italiana Calciatori e al suo presidente, Damiano Tommasi. “Non le troviamo un senso – spiega l’ex centrocampista di Verona e Roma in una intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Non sto parlando della ripresa della stagione appesa a tante incognite ma della possibilità per i giocatori di allenarsi individualmente in strutture dove sono controllati. Parliamo di salute degli atleti, questa norma rischia di produrre un aggravamento e non il contenimento del rischio. Per il calciatore il ritorno alla giusta forma atletica dopo questo stop obbligato è un passaggio necessario e utile anche ad evitare infortuni e per essere pronti per iniziare il 18 maggio gli allenamenti di gruppo”. Uno stop così lungo, sulla condizione dei calciatori, pesa “tanto, ma c’è da dire che più dell’80% delle squadre ha tenuto i giocatori sotto controllo facendo fare loro attività in casa seguendo le tabelle e le indicazioni dei preparatori. Però una cosa è allenarsi in spazi ristretti, su terreni duri, e un’altra in spazi ampi su campi in erba. A lungo andare l’allenamento in spazi ristretti può addirittura essere negativo per la muscolatura. Ci sarà bisogno di un mese per riportare gli atleti a uno stato di forma consono”. Anche per sostenere un eventuale tour de force di 13 partite in un mese e mezzo. Una partita ogni tre giorni: “Le criticità sono tante. Ma stiamo già parlando di metà giugno… Chissà come sarà la situazione quel giorno. Io dico facciamo un passo alla volta. Se anche non si dovesse tornare a giocare per un calciatore allenarsi è importante per il mantenimento. A livello individuale il rischio di contagio non c’è”. Con quelli collettivi purtroppo sì e, rispetto a un eventuale contagio durante gli allenamenti o il campionato, la posizione dell’Aic è presto illustrata: “La positività di un calciatore è un tema centrale. Ci si ferma? Viene isolato, si fanno i test agli altri e si prosegue? Il protocollo che è stato preparato prevedeva una serie di casistiche, però sembra che presenti delle criticità e vada rivisto. In ogni caso deve essere tutto molto chiaro su cosa fare se si riprende: test, tamponi, spazi, viaggi, trasferte, lavoro di gruppo”. Dalla salute ai contratti dei calciatori: emolumenti tagliati o rimandati. “Per quanto riguarda gli emolumenti molte società hanno trovato gli accordi con i giocatori. All’Aic preoccupano da questo punto di vista più le serie inferiori della serie A, perché gli stipendi sono completamente differenti. I giocatori hanno già dimostrato disponibilità a fare dei sacrifici con rinunce o dilazionamenti sulla stagione prossima. In A in media c’è la rinuncia a una mensilità. Nelle serie inferiori ne chiedono di più nonostante stipendi inferiori. Sarebbe importante sapere quali sono le perdite reali dei club e del sistema: perché le rinunce devono essere parametrate…”. Circa i contratti in scadenza il 30 giugno, alcuni giocatori si libereranno, altri rientreranno dai prestiti: “La proroga di prestiti e contratti non è ancora stata affrontata: serve un’autorizzazione della Fifa e poi l’accordo tra società e atleta. In teoria un club potrebbe non volersi avvalere più di un giocatore in scadenza evitando di pagare ulteriori mensilità. O un giocatore voler passare ad altro club con il quale magari ha già firmato guadagnando di più. Servirebbe una regola che valga per tutti. Ma bisogna lavorarci…”. Qualora si giochi e si termini la stagione ad agosto inoltrato, prima di ripartire potrebbero esserci ferie e nuova preparazione: “Non le chiamerei ferie ma pausa necessaria. Il calciatore è un atleta con un fisico sottoposto a stress. Già i giocatori saranno costretti a fare 13 partite in un mese e mezzo. Non a caso la Fifa sta studiando la possibilità di avere 5 cambi per ampliare il turnover e limitare gli infortuni. Ripartire subito significherebbe giocare ininterrottamente per 14 mesi con 2-3 gare a settimana: uno stress insostenibile. Quindi se si finisce questa stagione c’è bisogno di una pausa e di una nuova preparazione”. Al di là delle necessità economiche, questo campionato rischia di non avere un senso: “Da un punto di vista sportivo c’è stato un lungo stop, è normale che non si possa riprendere con le condizioni fisiche e psicologiche di prima, ma le squadre almeno ripartiranno tutte da zero. Da un punto di vista sociale – conclude Tommasi – un senso lo avrebbe, perché vorrebbe dire ricominciare a vivere la normalità, anche se con gare a porte chiuse”.
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Spadafora “Da qualche presidente menzogne e falsità”
“Ringrazio il presidente della Figc Gravina che ha smentito illazioni che ieri qualcuno della Lega di serie A aveva detto circa un accordo sulla data di ripresa del campionato. Niente di più falso, evidentemente è il solito vizietto di qualche presidente di serie A, ma penso davvero di pochi, che non perde il vizio di mettere in giro menzogne e falsità per cercare di fare pressioni sul Governo. Lo dico ancora una volta a questi presidenti che non hanno capito che l’aria è cambiata, non è quella di un tempo e questi metodi non funzionano”. Lo ha dichiarato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora attraverso un video su facebook.
“La prudenza che stiamo avendo sul mondo del calcio e’ cio’ che lascia uno spiraglio alla possibilita’ di ripresa del campionato. Non e’ incapacita’ di decidere come qualcuno scrive in malafede, ma l’unico modo per poter riprendere. L’alternativa e’ fare come oggi la Francia e dire che il calcio si ferma qui. Noi vogliamo lasciare un spiraglio, ma tutto dipendera’ dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e dalla nostra singola capacita’ dal 4 maggio di rispettare le regole” le parole del ministro.
Zenga assicura “Nessun problema a giocare d’estate”
“Mi piacerebbe riprendere a giocare, vorrebbe dire tornare un po’ a vivere”. Walter Zenga vorrebbe ritrovare, nel giorno del suo 60esimo compleanno, le atmosfere del campionato, fermo a causa dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19. “La previsione di giocare a giugno significherebbe che tra un mese e mezzo le cose andranno in maniera differente – spiega il tecnico del Cagliari a Skysport24 – Non ci sarebbero problemi a giocare d’estate, anche se la preparazione subirebbe delle modifiche. Sarebbe un processo discretamente difficile da seguire ma io sono per le soluzioni, e queste ci sono”. Dovesse decidere sulla ripresa l’ex portiere dell’Inter e della Nazionale, pur non entrando negli aspetti giuridici, “da sportivo, qualora ci siano le condizioni, darei la disponibilità a terminare il campionato entro il 2 agosto. La problematica è giocare tante partite in pochi giorni e i professionisti, fermi da tempo, sarebbero esposti agli infortuni: tutto dovrebbe essere fatto gradualmente, i giocatori non vengono da una vacanza ma da un lungo periodo a casa”. Per l’Uomo Ragno, gli allenamenti potrebbero riprendere sui terreni di gioco: “I campi misurano 110×65 metri, non necessariamente ci deve essere lo scontro o il tackle, ma si può fare allenamento senza il contatto fisico. Possono anche non essere usati gli spogliatoi e i giocatori possono fare le docce a casa: ci sono tante variabili che sono sicuri vengano prese in considerazione dagli esperti”. In questo periodo di lockdown, l’ex allenatore di Catania, Palermo, Crotone e Venezia non ‘stressa’ i suoi nuovi giocatori del Cagliari: “In questo periodo meglio lasciarli sereni nel loro nucleo familiare. Li ho sentiti una volta settimana, giusto per sapere come stanno, ma sento la squadra già mia nonostante l’abbia allenata cinque giorni e giocato una sola amichevole. Ho ottimizzato questo periodo di stop per colmare tutte le lacune che avevo”.
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Ghirelli “Inevitabile ricominciare, Lega Pro ha problemi”
“Il protocollo va seguito rigorosamente perché ci sia il minor pericolo possibile di contagio del virus. Ci sono però dei problemi che ci riguardano: sulle strutture mediche, visto che noi abbiamo dei volontari, sui centri sportivi, poiché le nostre società non ne hanno di così attrezzati da poter gestire i propri atleti nel corso delle tre settimane di cui parla il protocollo”. Lo ha detto a ‘Toscana tv’ il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, parlando del protocollo stilato dalla Figc per arrivare ad una possibile ripresa dei campionato di calcio in Italia. “Dobbiamo procrastinare il rientro in campo senza bypassare il protocollo – spiega ancora Ghirelli – ma dobbiamo augurarci che il virus perda la virulenza che ha in questo momento, che la scienza progredisca nei farmaci per combattere non a mani nude come abbiamo fatto in queste settimane, e che ci sia un miglioramento nelle possibilità di intercettare lo stato di aggressività del virus. Che il calcio riprenda penso sia inevitabile. Il 4 maggio ripartiranno gli sport individuali, e poi si dice che il calcio ripartirà il 18. Bisognerà vedere quanto riusciremo ad applicare il protocollo sanitario redatto dalla commissione scientifica della Figc, che al momento è alla vidimazione del ministero della Salute. Noi abbiamo una serie di problemi, faremo l’assemblea della Lega Pro il 7 maggio, il giorno dopo ci sarà il Consiglio federale che è il dominus in materia”. Durante la pandemia da Coronavirus “abbiamo lavorato tantissimo, ormai siamo abituati a farlo con tutte le tecnologie che avevamo già sperimentato in precedenza. I dipendenti della Lega Pro hanno dato prova di grande diligenza e professionalità, abbiamo invitato a fare l’ordinaria amministrazione e allo stesso tempo ed abbiamo presentato anche due progetti all’Unione europea. Noi dobbiamo cercare risorse in giacimenti che non sono stati esplorati. Progetti Erasmus class, uno di cui siamo stati capofila come paesi, ed un altro che abbiamo fatto con la Sorbonne di Parigi per questioni relative all’Università e al tema del match fixing e della legalità. Stiamo poi lavorando la crisi e a come risolverla, e quando faremo l’assemblea della nostra lega disegneremo anche le prime linee del piano strategico”. Infine Ghirelli ha parlato di una delle realtà calcistiche della Lega Pro che sta ottenendo oltre che ottimi risultati, grande seguito di pubblico. “Il Monza ha portato una capacità di attrazione forte, una maggiore spettacolarità, la trasformazione dello stadio ed ha portato anche una enorme differenza nel suo girone rispetto alle altre squadre. Fra Paolo e Silvio Berlusconi e un manager di grandissima qualità come Adriano Galliani si è costruito una corazzata che ha preso il largo abbastanza presto”.
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Hamilton “Correre mi manca ma saremo migliori”
“Correre mi manca ogni giorno. Questa è la prima volta da quando avevo otto anni che non ho iniziato una stagione. Quando vivi e respiri qualcosa che ami e se ne è andato, c’è sicuramente un grande vuoto”. Lewis Hamilton affida a Instagram le sue riflessioni su una stagione di Formula 1 ancora al palo per l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19. “Ci sono sempre però degli aspetti positivi da cogliere da questi periodi – ha aggiunto il 35enne pilota britannico, sei volte campione del mondo, nel 2008 con la McLaren e nel 2014, 2015, 2017, 2018 e 2019 con la Mercedes – In questo momento, abbiamo tutti il tempo per riflettere sulla vita, sulle nostre decisioni, sui nostri obiettivi, sulle persone che abbiamo intorno a noi, sulla nostra carriera. Oggi vediamo cieli più chiari in tutto il mondo, meno animali vengono massacrati per il nostro piacere semplicemente perché le nostre richieste sono molto più basse e tutti restano chiusi. Non torneremo ad essere gli stessi, usciremo con una migliore conoscenza del nostro mondo, cambiando le nostre scelte e abitudini personali. Ne verremo fuori diversi, rinvigoriti, più in forma, sani e concentrati – conclude Hamilton – ma soprattutto più gentili, generosi e premurosi verso il nostro mondo e le persone che lo abitano. Spero che lo faremo tutti”.
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Spadafora “Ridicolo parlare di un complotto contro la A”
“Sono ridicole le affermazioni di chi sostiene che ci sia un complotto contro la serie A ed è ridicolo chi lo sostiene. Io mi muoverò nel rispetto delle regole”. Lo ha detto il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora nel corso di una diretta Facebook. “L’eventuale ripresa degli allenamenti dal prossimo 18 maggio, qualora si riuscisse a perfezionare il protocollo per garantire la salute di tutti, non vorrà dire che riprenderà il campionato – ha aggiunto Spadafora – Il campionato riprenderebbe a metà giugno, manca un tempo lunghissimo, nessuno può sapere cosa succederà. Oggi è impossibile dirlo perchè non lo sa nessuno”. Spadafora ha anche ricordato che “oggi pomeriggio si è tenuto un incontro con il comitato tecnico-scientifico presso la Protezione Civile e abbiamo parlato soprattutto dello sport di base, della necessità che tutti i centri sportivi di ogni disciplina possano ripartire il prima possibile. Il ministero proporrà e definirà il prima possibile un protocollo obbligatorio per queste strutture da adottare affinché la ripresa vada fatta in sicurezza. Il mio auspicio è che entro fine maggio riaprano palestre, centri di danza e tutte le strutture del territorio”. Ricordando il bonus di 600 euro per i lavoratori sportivi previsto a marzo (e che sarà riconfermato anche ad aprile) e ringraziando Sport e Salute del presidente Cozzoli per il supporto, Spadafora ha anche annunciato di aver firmato un decreto “per l’istituzione presso l’Ics di un fondo di 100 milioni di euro per una liquidità immediata di tutte le strutture che ne potranno fare richiesta, a tasso zero e senza particolari garanzie richieste dall’Ics”. Per le realtà più piccole in difficoltà, che non possono richiedere questa sorta di mutuo, ci sarà nel cosiddetto decreto di aprile anche un fondo per dare aiuti “una tantum”.
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Gravina “Pronti a integrare e modificare protocollo”
“La Commissione medico scientifica della Figc ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza; ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del Coni e riconoscendo l’Fmsi quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto. Una volta migliorato, ci potranno essere tutti i presupposti per il via libera definitivo al 18 maggio”. Lo ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, all’indomani della decisione del Governo di far partire la Fase 2 con la ripresa degli allenamenti degli sport individuali, avendo appreso dell’esistenza di alcune annotazioni in merito al protocollo sanitario presentato la scorsa settimana. “Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta. Continueremo a dialogare con le istituzioni animati dallo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, avanzando proposte, recependo osservazioni e proponendo soluzioni” le parole del numero uno della Federcalcio. “Abbiamo sempre affermato – continua Gravina – di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l’orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l’unica che persegue l’interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch’esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A”.
“Siamo concentrati sulla fase più delicata dell’emergenza generata dall’epidemia di Coronavirus – aggiunge Gravina – lavoriamo incessantemente per definire le migliori condizioni per il completamento dei campionati sospesi, pianificando in modo responsabile tutti i passi da compiere, ma anche per definire gli scenari futuri. Ho convocato il Consiglio Federale per l’8 maggio proprio per delimitare il perimetro regolamentare nel quale operare”. “In un momento delicato come quello che stiamo vivendo – conclude il presidente della FIGC -, un periodo dove è stato necessario dividere le discipline sportive in individuali e collettive, rivolgo un invito, da semplice tifoso di calcio, a mettere da parte le polemiche sterili, a lavorare insieme e a giocare di squadra per superare la crisi”.
A stretto giro la risposta della Federazione medico sportiva, che ha dato la piena disponibilità a collaborare sul piano sanitario. “Accogliamo con piacere le dichiarazioni del
Presidente Gravina. Entreremo nel merito con lo spirito costruttivo che ha sempre contraddistinto la storia della Fmsi da oltre 90 anni” le parole del presidente Fmsi Maurizio Casasco.
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