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Dal Pino “Concordo con Spadafora, solo uniti ne usciamo”

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“Apprezzo molto le parole del Ministro Spadafora di questa mattina e il suo appello”. Lo ha dichiarato il presidente della Lega di serie A Paolo Dal Pino, a proposito delle parole del ministro che in assenza di un protocollo condiviso il Governo potrebbe decidere di chiudere la stagione del calcio. “Da parte della Lega Serie A c’è stata e sempre ci sarà disponibilità a un dialogo costruttivo, nella certezza che il lavoro del Ministro dello sport e il nostro non possano che mirare a un bene comune nella sua accezione più ampia. È un momento tremendo per il Paese e per il mondo, solo uniti e compatti se ne uscirà insieme” le parole di Dal Pino in una nota. “Come tutti gli italiani vorremmo tornare a lavorare e a vivere la nostra vita quanto prima – ha proseguito il Presidente Dal Pino -. Naturale che la Lega Serie A voglia giocare a pallone, sarebbe contro natura dire il contrario. Chi ha un mestiere vorrebbe sempre continuare a farlo. Se sarà possibile farlo rispettando norme e protocolli sanitari, bene. Altrimenti ci atterremo rigorosamente, come abbiamo sempre fatto, alle decisioni del Governo. Il Ministro può avere certezza del nostro spirito costruttivo e collaborativo e che la mia sintonia con il presidente della Figc Gravina è assoluta”.

(ITALPRESS).

Spadafora “Stop campionato senza ok al protocollo”

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“In questi giorni il Comitato tecnico scientifico sta incontrando le varie componenti del mondo del calcio, non solo la Figc, per avere approfondimenti sul protocollo presentato. Se verrà trovata una sintesi tra il Comitato e la Federcalcio, gli allenamenti potranno riprendere e questo avrà una ricaduta positiva anche sulla possibile ripartenza del campionato. Viceversa sarà il governo a decretare, per motivi di evidente emergenza sanitaria, la chiusura del campionato anche creando, nei limiti del possibile, le condizioni affinché il mondo del calcio paghi meno danni possibile”. Lo ha dichiarato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora in collegamento con la trasmissione “Mi Manda Raitre”. “In questo secondo caso ci assumeremmo noi le responsabilità della decisione”, ha aggiunto il ministro, precisando che in questo momento “bisogna lanciare un appello anche alla Serie A per finire qui polemiche e scontri, perché il calcio deve essere anche in questo momento un simbolo di leggerezza, passione e gioco”.
(ITALPRESS).

Petrucci “Giusto fermarsi, quota italiani non si tocca”

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“Il tempo ci ha dato ragione sulla chiusura della stagione” e “Il numero dei giocatori italiani non si tocca”, queste le due certezze che il presidente della Federbasket, Gianni Petrucci, fissa in un’intervista rilasciata a “La Stampa”. Il numero 1 del basket italiano parte dalle considerazioni di Umberto Gandini che chiede di “ragionare senza pregiudizi” sulle quote di stranieri e italiani. “La questione, che si riflette anche sulla Nazionale, è importante. Parlo quasi tutti i giorni con Gandini, ma voglio essere chiaro: gli italiani devono giocare e il numero dei nostri giocatori rimane un punto fermo. Si può cambiare qualcosa sul sistema d’impiego e parlare anche di squadre con meno italiani, compensate da altre che ne avranno di più. A patto che la quota complessiva resti perlomeno inalterata. Voglio solo il giusto cocktail tra italiani e non dentro le regole. Gli statuti delle federazioni recitano la tutela del patrimonio nazionale. C’è anche una delibera del Consiglio Nazionale del Coni, di quando ero presidente, sulla diminuzione degli stranieri e sulla quantità di visti per gli extracomunitari. Parecchi italiani, impiegati e impegnati con un minutaggio maggiore, non si sono dimostrati inferiori a tanti stranieri”.
L’idea di Cremona “Club Italia” con solo due non italiani agli ordini del ct Sacchetti farebbe contento Petrucci: “Sarebbe un bell’esempio”, dice il presidente della Fip che assicura che il basket non pensa di uscire dal professionismo: “Significa una maggiore tassazione, ma anche un riconoscimento d’importanza e serietà agli occhi dello Stato. Dopo che la Comtec ci dirà le iscrizioni in A e A2, vorrei parlare con i proprietari dei club di una riforma sulle competizioni giovanili. Il mio pallino resta una sorta di campionato Primavera, magari organizzato dalla Lega”. Le basi solide per la partenza secondo Petrucci sono: “Essere tutti d’accordo sulle novità da apportare ai campionati, sulle misure per riammodernare i palazzetti e sperare che il Governo aiuti davvero lo sport, quello professionistico in testa. Vedo grande impegno e disponibilità da parte del ministro Spadafora e del suo Gabinetto. Credo molto nel nuovo presidente di Sport e Salute: il curriculum di Vito Cozzoli parla da solo”. Petrucci ha anche guidato, oltre che il Coni, anche il calcio italiano che, con il numero 1 della Figc, Gabriele Gravina, sta lottando per riprendere. “Alla fine presumo che ci sarà un punto d’incontro, non so in quale direzione. Tutti amiamo il calcio, ma non accetto che si seguiti a dire che finanzia tutto lo sport: non il basket. Non invidio la posizione di Gravina, sta facendo gli interessi della Federcalcio e non posso criticarlo”.
(ITALPRESS).

Grifo “In Germania sedute a gruppi, giusto ripartire”

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Il sogno di vivere l’Europeo con la maglia azzurra è solo rinviato di un anno, intanto Vincenzo Grifo, a differenza dei colleghi della Nazionale, ha ripreso ad allenarsi con il suo Friburgo. Non un ritorno alla normalità, ma comunque un inizio che l’italo-tedesco racconta in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. “Veniamo divisi in gruppi, 4 giocatori e 1 portiere. Nei primi tempi per blocchi di ruolo, adesso anche misti, un elemento per ruolo. Faccio stretching a casa, riscaldamento con la cyclette che ho messo sul terrazzo, poi vado al campo già cambiato. Un gruppo ogni due ore: alle 9, alle 11 e così via. Sedute di un’ora o 90 minuti, alternando corsa, tecnica, tiri in porta, uno-due, punizioni. Quando finisco, veloce cambio di maglia ma senza usare lo spogliatoio in comune, torno a casa, a volte anche in bicicletta. Ancora stretching o palestra, per poco, 10-15 minuti. Poi doccia ed è finita. Non ci misurano la temperatura prima di ogni allenamento perché ogni tre giorni ci fanno il tampone”. Non è un ritorno alla normalità perchè “non si fa tattica, niente partitelle, non si possono avere contatti. Io sono già felice per essere tornato in campo, però vorresti sempre di più: prima la partita, poi la partita con il pubblico perché se segni vorresti condividere la gioia. Ma ci mancano anche i momenti insieme con tutta la squadra”.
Niente abbracci o pacche sulle spalle: “Ridi, scherzi con i compagni, poi magari ti vien voglia di dare la mano a qualcuno. Poi ti blocchi: fermi, non si può”, spiega Grifo che pensa sia giusto ripartire “per noi e per la gente. Il pallone manca a tutti. Anche se stai a casa, si può guardare Juve-Inter o Friburgo-Colonia. Il calcio dà tanto, dà emozione: molta gente sarà contenta se si ricomincia”. C’è spazio anche per parlare del sogno Europei comn la maglia dell’Italia. “Io sono già felice per esserci entrato nel gruppo azzurro. Devo ringraziare il c.t., la squadra, Evani che mi aveva portato già nell’Under 20: quando sono stato convocato da Mancini quasi sono messo a piangere, sognavo questo fin da piccolo, quando i nonni mi compravano la maglia azzurra al mercato in Italia e avevo solo 5 anni. Dormivo con quella maglia. In nazionale mi sono sempre sentito in famiglia, già dopo poche ore. Non so come finirà l’anno prossimo, per me è importante fare bene qui, con assist e gol. Poi decide il c.t., ma io darò tutto per essere nel gruppo. Ho contatti sia con l’allenatore sia con gli altri giocatori e lo staff. Mi chiedono come va in Germania. Il gruppo allargato c’era già. Quando mi chiamano è sempre una gioia. La maglia numero 10 dell’Italia che ho indossato al debutto azzurro è sul muro, nel salotto di casa”.
(ITALPRESS).

Gravina “Non firmerò mai il blocco dei tornei”

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“Il piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilita’ mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma se esso deve far rima con ‘e’ finita’ dico che, finche’ saro’ Presidente della Figc, non firmero’ mai per il blocco dei campionati, perche’ sarebbe la morte del calcio italiano”. Lo ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina nel corso del primo meeting online, virtuale, dell’Ascoli Calcio, alla presenza dei massimi dirigenti del club bianconero, rientrante nel format “Crescere insieme”.

“Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi, ripeto, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti” le parole di Gravina riportate sul sito della societa’ marchigiana. “Vi immaginate quanti contenziosi dovremmo affrontare in caso di stop? Chi viene promosso? Chi retrocede? Quali diritti andremo a calpestare? Tutti invocano il blocco, lo faccia il Governo, ce lo imponga, io rispettero’ sempre le regole. Ogni giorno devo rintuzzare attacchi e la gente non capisce o fa finta di non capire. Ribadisco ancora una volta il concetto: io la firma su un blocco del campionato non la mettero’ mai” ha detto il numero uno della Federcalcio.

“Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico e’ diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest’ultima ipotesi non e’ percorribile” ha deto Gravina.

“Dobbiamo fare una riflessione: non e’ il caso di fare una riforma, intesa come modalita’ di sviluppo sostenibile e non solo per quanto riguarda il format playoff/playout? E’ questo il tema su cui dobbiamo concentrarci: siamo gli unici in Europa ad avere cento squadre professionistiche e non si possono piu’ sostenere”.
(ITALPRESS).

Immobile “Vogliamo chiarezza, tanta gente vive col calcio”

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Voglia di campo, di calcio e di normalità, ma senza per questo sottovalutare l’emergenza coronavirus. Ciro Immobile non vuole mettere fretta a nessuno, nè fare polemiche, ma si unisce a chi, come il presidente Lotito, il ds Tare e altri compagni di squadra, non comprendono le ragioni di alcune restrizioni fissate dal governo e che allontanano la possibilità di riprendere la stagione calcistica. “Sono d’accordo con il pensiero di società e compagni dopo il decreto. Non mi sembra giusto poter correre in un parco pubblico e non a Formello dove abbiamo un centro sportivo con 6 campi che ci permettono di allenarci da soli – spiega il bomber ai microfoni di Lazio Style Channel -. Siamo con le mani in mano, senza sapere cosa fare. Molti nostri compagni di squadra sono rimasti a casa senza le proprie famiglie e questo mi dispiace. Speriamo presto di poter ricominciare, anche per far distrarre le persone”. Immobile è perfettamente consapevole che anche tra i calciatori, oltre che tra presidenti e dirigenti, ci sono incertezze e perplessità sulla ripresa delle attività.
“Qualcuno è per il sì e qualcuno per il no, ma noi vogliamo ripartire con la massima sicurezza e con il permesso dello stato – sottolinea il centravanti della Lazio -. I tifosi vogliono vedere qualcosa che possa farli divertire in tv. Non stiamo facendo polemica, vogliamo solamente capire il motivo per il quale non possiamo allenarci nel nostro centro sportivo. Vorremmo solo chiarezza, così da capire come muoverci. Siamo tutti in attesa per tornare a fare quello che ci piace, anche i colleghi delle altre squadre sono favorevoli alla ripresa. Il calcio muove molti soldi, il tempo sta stringendo. Penso a tutte le categorie inferiori e alle persone che lavorano intorno al calcio, dovremmo ripartire anche per loro che non gudagnano quanto noi calciatori. Il lavoro intorno al calcio non riguarda solo calciatori e staff tecnico, ci sono anche giornalisti ed addetti ai lavori”. Capocannoniere, lanciatissimo non solo nella corsa per lo scudetto con la sua Lazio ma anche per quello dei trofei individuali, ma non è questo che spinge Immobile a chiedere la ripresa.
“In questo periodo ho preferito stare in silenzio sui miei social, non amo fare polemica. A me non importa ripartire per la classifica e i gol ma per tornare a fare quello che mi piace, a divertirmi sul campo – spiega -. Non voglio tornare solo perché siamo secondi in classifica e sono in corsa per la Scarpa d’oro, ovviamente vorrei farlo, ma senza mettere in pericolo la salute di nessuno. Ecco perché chiedo chiarezza, lo faccio come un cittadino lavoratore. Non voglio puntare il dito verso qualcuno, mi interessa solo sapere se e quando posso tornare ad allenarmi. Saremmo pronti a giocare anche con il caldo ogni tre giorni per distrarre le persone che non potranno andare in vacanza. Possiamo solo aspettare le decisioni, non c’è altro da fare”.
(ITALPRESS).

Scarso “Lavoriamo per programmare la ripresa”

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“Lavoriamo per programmare la ripresa e delineare la ripartenza seguendo le norme della prudenza e delle indicazioni delle istituzioni governative, sportive e sanitarie”. E’ questo il messaggio che il presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso rivolge a tutte le componenti del mondo della scherma italiana. Il mondo dello sport italiano, dopo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile, è adesso in attesa delle valutazioni del Comitato tecnico-scientifico e del Ministero per le Politiche Giovanili e dello Sport circa il report redatto dal Politecnico di Torino, su incarico del Coni, titolato: “Lo Sport riparte in sicurezza”. Si tratta di uno studio atto a certificare i diversi fattori di rischio delle 387 discipline sportive facenti capo al Coni e al Comitato Italiano Paralimpico, fornendo indicazioni e azioni di mitigazione che possano accompagnare la ripresa dell’attività agonistica, quando sarà finito il lockdown, in virtù delle specificità proprie di ciascuna disciplina, con carattere temporaneo e strettamente legate alla fase di emergenza, sebbene alcune potranno essere utili anche ad emergenza superata. Il report evidenzia, per ciascuna disciplina sportiva, gli aspetti valutativi della distanza, dei dispositivi di protezione e della possibilità di utilizzo di tecnologie applicate allo sport. “Siamo in attesa – spiega il presidente federale – delle linee guida ed i protocolli che saranno emanati in merito, per poi formulare le disposizioni per quanto di competenza federale, relativamente all’attività addestrativa, alla riapertura delle sale scherma ed alla ripresa dell’attività agonistica. Ma il nostro non è un’attesa inattiva: assieme al Consiglio federale infatti stiamo formulando e concertando i vari scenari per la ripresa delle attività e delle competizioni agonistiche, dal 1 settembre. Il Decreto del Presidente del Consiglio apre all’attività motoria ed all’attività sportiva per gli atleti di vertice e riconosciuti d’interesse nazionale: per loro stiamo chiedendo la possibilità di riaprire gli spazi d’allenamento dai Centri di preparazione olimpica e paralimpica, sino alle palestre e sale scherma di riferimento di ciascuno di questi atleti, che però dovranno rispettare i necessari ed obbligatori requisiti normativi in termini di sicurezza sanitaria e di distanziamento sociale”. “Ma – continua ancora Scarso – la nostra azione oggi è orientata soprattutto sulla ripresa delle attività per la base del nostro movimento. La riapertura delle sale scherma è per la nostra realtà di fondamentale importanza non solo per la ripresa dell’attività, ma anche per garantire il futuro di tante realtà associative quali club e società ed evitare il disperdere del nostro patrimonio più grande: gli atleti più giovani”. Il Consiglio federale tornerà a riunirsi la prossima settimana. “Abbiamo scelto la prima decade di maggio – spiega il numero uno della Fis – perché, prima di assumere qualunque decisione, sarà necessario poter avere in mano tutti gli elementi sul piano normativo, le linee guida, i protocolli e le indicazioni mediche e sanitarie, utili a valutare ogni dettaglio. Non sarebbe corretto nei confronti della base nè utile decidere alcunché basandosi su indiscrezioni, voci o ipotesi. Per quella data, invece, siamo fiduciosi di poter affrontare nel migliore dei modi i temi legati alla programmazione dell’attività agonistica, le scelte in merito al rinvio delle fasi conclusive della stagione 2019-2020 o la sua cancellazione, e tutti gli aspetti del percorso di ripartenza del mondo della scherma che, è bene ricordarlo, coinciderà anche con l’avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici. Sarà nostra cura inoltre tenere informata la base – prosegue Scarso – attraverso una interlocuzione costante con i Comitati regionali che, a loro volta, recepiranno le varie esigenze che emergono dalle realtà dei vari territori”. In conclusione, Scarso rassicura: “Stiamo monitorando e programmando tutti gli ambiti e tutti gli aspetti del nostro mondo, non tralasciando alcuna componente. Questo stile ha contraddistinto da sempre l’operato del Consiglio federale e continua a farlo in questo periodo che è il più difficile, complicato e complesso che il Paese si sia trovato ad affrontare negli ultimi decenni. Da parte nostra, garantiamo il consueto impegno, con l’entusiasmo e la passione che, anche in questa fase emergenziale, non viene meno”.
(ITALPRESS).

Cancellati i Gran Premi di Germania, Olanda e Finlandia

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A causa dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19, i Gran Premi di Germania, Olanda e Finlandia, validi per il motomondiale 2020, sono stati cancellati. A darne notizia, in una nota congiunta, Fim, Irta e Dorna Sports. Il Gp di Germania avrebbe dovuto svolgersi al Sachsenring dal 19 al 21 giugno, quello d’Olanda sul circuito di Assen dal 26 al 28 giugno e quello di Finlandia, che avrebbe fatto il suo debutto nel calendario iridato sul nuovo KymiRing, dal 10 al 12 luglio.
(ITALPRESS).