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Spadafora “Non certa ripresa allenamenti e Serie A”

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“Avro’ questo incontro mercoledi’ con la Figc che mi presentera’ nel dettaglio il protocollo, che riguarda prevalentemente gli allenamenti. Lo valuteremo insieme, ma se vogliamo essere molto chiari io oggi non do assolutamente per certa ne’ la ripresa del campionato ne’ quella degli allenamenti dal 4 maggio”. Lo ha dichiarato il ministro per le politiche
giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora intervenuto a Tg2 Post.

“Inevitabilmente il mondo del calcio deve ripartire, speriamo il prima possibile – ha aggiunto Spadafora – ma nessuna riapertura si può dare per certa se non capiamo che esistono le condizioni nel Paese. Il 4 maggio è il giorno in cui l’Italia comincerà pian piano a ripartire, ma ora dobbiamo capire se il mondo del calcio potrà farlo subito. Valuterò con attenzione la possibilità che possano ricominciare gli allenamenti, ma anche se dovessero riprendere non sarà certa la ripresa delle partite. La Serie A non deve avere questa illusione”.

Spadafora manda anche un messaggio alle tv che hanno i diritti ed alla Lega. “Se riprendera’ il campionato, stavolta prenderemo seriamente in considerazione questa opportunita’ di trasmettere le partite in chiaro per garantire a tutti gli italiani la possibilita’ di vedere i match, proprio per la funzione sociale che ha il calcio. Quando ho provato a fare questa cosa nel periodo di massima emergenza, ho avuto un confronto a dir poco acceso con l’amministratore delegato di Sky e con il presidente della Lega Serie A – ha aggiunto Spadafora – E’ un tema molto spinoso: quando il mondo del calcio non vuole decidere per motivi economici dice che e’ il Governo che deve farlo; quando invece il Governo interviene a gamba tesa, il mondo del calcio rivendica autonomia. Bisogna mettere ordine tra societa’, lega, televisioni e diritti tv”.
(ITALPRESS).

Sticchi Damiani “F.1 riparte dall’Austria, Monza a settembre”

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“Il piano è di ripartire a luglio con il Gp d’Austria ed entro luglio dovrebbero esserci alcuni GP solo europei, che non si sono potuti fare in precedenza o già previsti per il mese di luglio. In agosto ci sarebbero ancora Gp europei fino al primo weekend di settembre con Monza”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Aci e vicepresidente della Fia Angelo Sticchi Damiani, intervenuto a “La politica nel pallone” su Gr Parlamento. Sul nuovo calendario della F.1, Sticchi Damiani dice che “servono ancora 10-15 giorni, si sta lavorando per capire la disponibilità delle varie nazioni ospitanti a poter organizzare il gran premio e soprattutto la maggior parte dovrebbero essere a porte chiuse” ha detto il numero uno dell’Aci. Il Gp d’Italia, a Monza, è l’evento che è nel cuore di tutti gli appassionati non solo italiani, e l’idea che possa disputarsi a porte chiuse non è lontana anche se c’è ancora qualche possibilità. “E’ difficile fare previsioni. Vorremmo aspettare ancora qualche settimana prima di decidere, vorremmo intuire quale potrà essere la situazione per quel weekend, naturalmente ci prepariamo a tutte le possibilità, ovviamente rinegoziando il rapporto con Liberty Media”.
Sul piatto numeri importanti. “L’anno scorso abbiamo fatto poco meno di 200.000 presenze nel weekend e circa 100.000 la domenica. Si tratta di numeri eccezionali, in Europa superati solo da Silverstone. Siamo cresciuti molto in questi anni e quest’anno siamo ancora con un +20% di vendita rispetto all’anno scorso ad oggi. Noi ancora speriamo in un miracolo” ha detto Sticchi Damiani. Saranno Gp diversi da quelli a cui siamo abituati, a partire dal poco afflusso nel paddock. “Sarà certamente molto meno affollato, non ci saranno ospiti, nè le persone che non hanno uno stretto legame con la funzionalità del paddock. Immaginiamo una riduzione del 30-40% delle persone che fino allo scorso anno sono stati nel paddock”. L’idea di un possibile positivo dopo la ripartenza è un tema sul quale Sticchi Damiani è molto sensibile. “Non voglio neppure pensarci, sarebbe un disastro immane, si ripeterebbe quanto accaduto in Australia all’inizio di marzo e forse sarebbe la fine del campionato del mondo di F.1 quest’anno”.
Certo, come nel calcio anche la F.1 si sta dotando di linee guida per la salute:”In Italia, oltre ad avere un gruppo di lavoro medico che collabora costantemente con noi, ci siamo rivolti ad un importante virologo che ci assisterà e ci darà le indicazioni in questa fase per affrontare gli eventi in Italia in modo che si svolgano con la massima sicurezza possibile”.
(ITALPRESS).

Fifpro “Causa coronavirus depressione calciatori in aumento”

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Il numero di calciatori professionisti che segnalano sintomi di ansia e depressione e’ aumentato drasticamente da quando le misure per ridurre la diffusione del Covid-19 hanno causato la sospensione delle attivita’ agonistiche. Lo riferisce un sondaggio condotto dalla Fifpro e dai centri medici dell’Universita’ di Amsterdam. In particolare, la percentuale di calciatori professionisti che denunciano sintomi di depressione e’ raddoppiata. Tra il 22 marzo e il 14 aprile, Fifpro e le associazioni nazionali di giocatori affiliati hanno
intervistato 1.602 calciatori pro’ in paesi che avevano implementato misure drastiche per contenere la diffusione del coronavirus come il confinamento in casa. Al sondaggio hanno
partecipato 1.134 giocatori, con un’eta’ media di 26 anni, e 468 giocatrici, con un’eta’ media di 23. Il 22% delle donne e il 13% degli uomini ha riportato sintomi coerenti con una diagnosi di depressione; il 18% delle donne e il 16% degli uomini ha accusato
invece ansia generalizzata.
(ITALPRESS) .

La MotoGp spera nell’estate: agosto per ripartire

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Nella migliore delle ipotesi, il motomondiale potrà partire a estate inoltrata. Carmelo Ezpeleta, patron della Dorna, confessa a “Onda Cero” che “lo scenario più ottimista è iniziare a correre ad agosto a Brno. Ovviamente la priorità è superare questo periodo ed essere tutti in salute, poi si faranno i calendari e vedremo quando potremo spostarci nei Paesi dove dovremmo gareggiare”. Al momento ci sarebbero tre ipotesi sul tavolo: “Nello scenario più ottimista potremmo ricominciare a viaggiare a metà luglio e quindi gareggiare a Brno e in Austria ad agosto”. Se nemmeno questo fosse possibile, allora l’inizio della stagione slitterebbe ancora più in là “e si tratterebbe di mettere su una stagione da 10-12 Gp, vedendo di Paese in Paese se a porte chiuse oppure no. Si correrebbe a ottobre, novembre e dicembre, ad oggi non contempliamo un calendario con meno gare ma si potrebbe pure arrivare a un Mondiale da otto Gp. Nel peggiore degli scenari, si andrebbe in pista a novembre: a quel punto dovremmo scegliare due o tre circuiti e fare tutto lì, probabilmente anche a porte chiuse”. Ma Ezpeleta si spinge anche oltre: “E’ chiaro che contempliamo anche l’ipotesi che non si faccia alcun Mondiale, saremmo stupidi se non ci pensassimo. Sarebbe un colpo duro economicamente ma al momento non ci stiamo muovendo in questa direzione. Non escludiamo nulla ma nella mia testa c’è la speranza di andare in pista da agosto”.
(ITALPRESS).

Acerbi “Senza contatto fisico non è calcio”

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Nel momento in cui si potrà tornare a giocare, non dovranno esserci limitazioni in campo. E niente maxi-ritiri come qualcuno ipotizza per garantire l’isolamento delle squadre. Francesco Acerbi ha grande voglia di rimettersi maglia e calzoncini per provare a inseguire il sogno scudetto con la sua Lazio ma solo se ci saranno le giuste condizioni. “Mi auguro di iniziare il campionato – le sue parole a ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – Qualcuno non è d’accordo, non si rema tutti dalla stessa parte ma come Assocalciatori puntiamo alla ripresa con la massima sicurezza. Vogliamo giocare”. La prospettiva di affrontare due mesi di ritiro viene però rigettata dal difensore biancoceleste. “Non credo siano due mesi, ci si allenerebbe per 2-3 settimane e poi ognuno è responsabile di quello che fa. Stare tre mesi in ritiro sarebbe assurdo, si rischia di impazzire: si possono prendere le proprie precauzioni e si fa come si fa adesso”, sostiene Acerbi, che quando si tornerà in campo vuole marcare gli attaccanti avversari come ai tempi pre-Covid-19, senza preoccuparsi del contatto fisico. “Altrimenti non è calcio. Va bene senza spettatori, ma se uno entra in campo non c’è trippa per gatti. Se devo spingere, se devo fare contatto lo faccio, il calcio è fatto di contatto fisico, non posso far fare gol a un avversario perchè non posso toccarlo – insiste Acerbi – Se non possiamo fare contrasti, che gioco è?”. Non lo entusiasma nemmeno l’idea, qualora la ripresa ritardasse, di allungare la stagione fino a fine anno e poi allineare il calendario calcistico a quello solare. “Sono tutte supposizioni che ognuno fa ma è un po’ difficile incastrare un campionato da gennaio a dicembre, c’è anche l’Europeo. Mi auguro che si superi tutto questo il prima possibile, si torni a giocare e l’anno successivo si riparta in maniera adeguata, anche al 30 settembre, giocando anche a Natale, ma non andrei a sfalsare troppo le cose”. Fra tutte queste incertezze, però, di una cosa il difensore sembra sicuro: se si tornerà a giocare, la Lazio continuerà a lottare per vincere il campionato. “Per quello che abbiamo dimostrato, siamo assolutamente da scudetto. Abbiamo vinto tante partite, abbiamo vinto contro Inter, Juve, abbiamo dimostrato di giocare bene e di vincere bene, anche nei momenti di difficoltà la squadra è stata brava, attenta, non si è mai disunita. E col lavoro di tutti, con le qualità che abbiamo, è difficile che ci si ferma. La mentalità resta la stessa e rimarrà fino alla fine”. Acerbi non ha avuto una vita facile e confessa: “Volevo smettere un paio di volte, la prima a 16 anni e la seconda a 23-25 anni, prima della malattia, non avevo più quella voglia. Poi è successo che con i tumori mi è scattato qualcosa in testa e sono cambiato, sono tornato un po’ bambino”. E anche la sua carriera è decollata. “Meglio arrivare dopo che non arrivarci – chiosa – Sono contento di quello che sono diventato come persona, prima non avevo testa, ero molto superficiale, ero un ragazzo che non pensava solo al calcio e non sapeva bene a cosa andava incontro”.
(ITALPRESS).

Ceferin “Meglio a porte chiuse che non giocare affatto”

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“La priorità è la salute di tifosi, giocatori e dirigenti. Sono ottimista di natura, credo ci siano opzioni che ci possono permettere di ricominciare campionati coppe e portarli a termine. Potremmo dover riprendere senza spettatori, ma la cosa più importante credo sia giocare le partite”. Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, crede a una ripresa del calcio, anche se all’inizio a porte chiuse. “E’ meglio giocare senza spettatori che non farlo affatto. Il calcio riporterebbe nelle case dei tifosi emozioni e gioia di cui hanno disperatamente bisogno”, sottolinea in un’intervista al “Corriere della Sera”. Un mancato ritorno in campo avrebbe un impatto “terribile per club e leghe. Possiamo terminare, ma dobbiamo rispettare le decisioni delle autorità e aspettare il permesso per tornare a giocare. Precedenza ai campionati e poi le coppe? Dipende da quando si riprenderà, se possiamo farlo abbastanza presto, campionati e coppe europee potrebbero disputarsi in parallelo”. Ceferin non fissa deadline nè per le finali di Champions ed Europa League, nè per completare la stagione. “Dipende tutto da quando ricominceremo a giocare”. Ma spingersi fino a settembre-ottobre non sembra una strada percorribile. “Lo vedo abbastanza difficile, avrebbe un impatto pesante sul calendario della stagione 2020-21”, aggiunge ancora Ceferin, che prevede per settembre il ritorno in campo delle Nazionali e sulla Var aggiunge: “Va utilizzata solo in caso di errori chiari ed evidenti. È un sostegno tecnologico importante, ma non può garantire che un fuorigioco per un’unghia del piede sia certezza assoluta. Anche l’autovelox ha un piccolo margine di tolleranza quando ti scopre oltre il limite di velocità”.
(ITALPRESS).

Gravina “Non posso essere il becchino del calcio italiano”

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“Non posso prendere in considerazione l’ipotesi di chiudere la stagione. E’ una scelta che comporterebbe responsabilita’ in capo al sottoscritto di una gravita’ inaudita. Non posso essere il becchino del calcio italiano, ho la responsabilita’ di difendere il calcio e anche il movimento sportivo”. Lo ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina a “Che tempo che fa” su Rai 2. “Se accoglierei con sollievo una scelta del Governo di fermare definitivamente la stagione del calcio? Personalmente si’, perche’ potete immaginare il dramma che sto vivendo in queste ultime settimane nel dover reggere quasi in modo isolato questa mia battaglia. Io non posso fermare la stagione, e’ una responsabilita’ che lascio al Governo” ha aggiunto il numero uno della Figc.

“In questo momento ci sono due gruppi apparentemente contrapposti, due diverse correnti di pensiero. C’è chi ritiene che si debba chiudere tutta l’attività collegata al mondo dello sport e c’è la mia corrente di pensiero che vuole portare avanti la stagione. E lo faccio per alcune ragioni di speranza e opportunità: intanto io parlo di giocare a giugno, quando spero che l’Italia possa vivere un momento di sollievo rispetto allo stato attuale; e poi sappiamo benissimo cosa potrebbe capitare in caso di sospensione definitiva della stagione, con tutti i contenziosi che genererebbero assoluta confusione”. Il presidente della Figc si è poi soffermato sulla differenza tra il calcio e gli altri sport, che hanno fermato definitivamente la stagione: “Non mi permetto di entrare nel merito delle scelte di altri presidenti di federazione, ma mi permetto di rilevare che l’unico sport professionistico che ha sospeso i campionati è il basket – ha osservato Gravina – Il calcio movimenta circa 5 miliardi: noi non siamo preoccupati nel fermarci oggi, che sarebbe comunque un disastro, ma siamo ancor più preoccupati perché se non il calcio non riparte c’è un grande impatto negativo sul futuro”.

(ITALPRESS).

Zaniolo “Roma unica, sarei felice di concludere la stagione”

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“Vivo in una città fantastica, una città in grado di amarti e che vive di calcio, una società unica, con persone fantastiche. Ho trovato anche la fidanzata, devo tantissimo a Roma se non tutto. All’ospedale, dopo l’infortunio, c’erano tantissimi tifosi e ho ricevuto tantissimi messaggi. C’è un ragazzo che da quando mi sono rotto mi scrive ogni giorno il conto alla rovescia…Stanno facendo di tutto per farmi tirare su di morale”. In una lunga intervista a Sky Sport 24, Nicolò Zaniolo racconta il legame che si è creato con Roma dal suo arrivo dall’Inter nell’ambito della trattativa che ha portato Radja Nainggolan in nerazzurro. Una trattativa che “di certo non mi aspettavo, è stato tutto molto casuale. Ero in giro con i miei amici e mio papà mi ha scritto ‘sei pronto a partire per Roma?’ Anche lì ero incredulo, qui ho trovato una società e dei tifosi grandissimi”.
Un feeling immediato si è instaurato con Paulo Fonseca. “Ero reduce dagli Europei U21, sono arrivato 4-5 giorni dopo la squadra. Ma lui – sottolinea Zaniolo – ha sempre avuto il feeling giusto con la squadra, mi ha detto cosa dovevo fare e come migliorare, per me è una persona e un mister fantastico. Dice ciò che pensa in faccia, ha dato tanto alla Roma e al gruppo”.
“Sto molto bene e miglioro sempre di più. Il ginocchio sta rispondendo bene e speriamo di andare avanti così. Se ci sarà l’occasione sarò il più felice di tutti di concludere il campionato con la mia squadra, ma non so quali saranno le dinamiche. Ormai dico che è sempre meglio un giorno in più che un giorno in meno, il primo pensiero è recuperare e stabilizzare il ginocchio”. Parla Nicolò Zaniolo in una lunga intervista a Sky Sport 24. Il talento giallorosso sta recuperando da un grave infortunio rimediato durante la partita contro la Juventus all’Olimpico. “Non nascondo che i primi due-tre giorni facevo fatica anche a parlare, è stata una vera doccia fredda – confessa -. Appena ho sentito il rumore subito capito che era un infortunio grave. Nei giorni successivi però l’ho metabolizzata e ho iniziato il conto alla rovescia per tornare in campo, ho fatto quello che i medici mi chiedevano e che sto continuando a fare. Se ho rivisto le immagini dell’infortunio? Sì, e mi vengono ancora i brividi. Ricordo quando casco per terra e sento il rumore, è stata una delle sensazioni più brutte della mia vita”.
(ITALPRESS).