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Dovizioso “Ci sono molti piloti che possono vincere”

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Andrea Dovizioso da tre anni lotta con Marc Marquez per il Mondiale MotoGP con alterne fortune, dovendosi alla fine accontentare sempre del secondo posto finale. Quest’anno, quando la pandemia di coronavirus Covid-19 consentirà di ripartire, il pilota della Ducati è sempre nel novero di quei piloti che proveranno a scalzare dal gradino più alto lo spagnolo della HRC Honda. Saltata la gara del Qatar da sempre favorevole al binomio Dovizioso-Ducati, bisognerà vedere il livello della nuova GP20 e delle altre moto. Oltre alla Honda dei fratelli Marquez, infatti, anche Yamaha e Suzuki appaiono molto competitive. “In Qatar ce la saremmo giocata, ma se sentivi gli altri piloti dicevano la stessa cosa e quindi c’erano almeno sei-sette possibili vincitori. Tutti si sentivano messi abbastanza bene dopo i test in Qatar, ma alla fine è la gara che conta e l’aver lavorato sugli aspetti che ti servono per vincerla, perchè il livello si è alzato molto di più. Tutte le moto hanno alzato l’asticella e possono vincere e ci sono molti piloti talentuosi che possono farlo. Sono i piccoli particolari a decidere sei hai lavorato bene” racconta Andrea Dovizioso a Sky Sport24.

“Noi piloti arriviamo da più di due mesi di stop e dobbiamo riprendere il feeling con la moto e la prima pista dove vai è difficile, perchè in Malesia c’è tanta umidità e potrebbe piovere e non è detto che potrai sfruttare tutti e tre i giorni per provare quello che serve, perchè c’è tanto materiale e devi mettere insieme tanti piccoli aspetti e quando credi di capire in che direzione andare ecco che arriva la prima gara ed il tempo è poco e quella del Qatar non è una pista per decidere che materiale usare” afferma il ducatista che poi aggiunge: “Se saremo in tanti a lottare per il campionato potrebbe essere un vantaggio se hai qualcosina in più, perchè inserendosi altri piloti in mezzo, puoi gadagnare punti per il campionato sugli avversari. Ma quest’anno ci saranno più piloti in lotta per il campionato. L’anno scorso fino a metà stagione, eravamo io, Marquez e Rins i piloti che potevamo farcela, ma dalla seconda metà si sono inseriti i piloti Yamaha che spesso ci sono arrivati davanti. Confermandosi anche nei test pre campionato dove sono stati davanti e quindi ci sono altri quattro piloti che possono lottare per il campionato”.

“La possibiltà di vincere c’è e deve esserci, sennò non avrebbe senso correre. Ma è difficile perchè la passata stagione Marc non ha dato possibilità a nessuno di provarci. Io ho tenuto duto ma a Barcellona con quella caduta di gruppo le cose sono un po’ cambiate eppoi non eravamo tanti veloci per giocarcela” dice il Dovi. “Ma il nostro sport è bello perchè altri quattro-cinque piloti possono giocarsi il campionato. C’è tanta tecnica ma è uno sport su due ruote e quindi possono esservi le cadute e, poi man mano che va avanti hai la possibilità di indirizzare il campionato nella tua direzione”. Interrogato sul suo futuro, Andrea Dovizioso ha risposto: “Non ho ancora il contratto per il prossimo anno. Vedremo”. L’intenzione è quella di continuare con la MotoGP, non pensando magari ad un futuro più avanti in Superbike, magari ancora con la Ducati. “Quando hai corso con le MotogGP che sono dei prototipi non hai voglia di passare ad una categoria che è derivata dalla produzione. Caso mai alle quattro ruote, com discipline che ti danno la stessa adrenalina come i rally o i rallycross. E rimanendo alle due ruote al motocross”.

Sul rinnovo di Marc Marquez per altri quattro anni con la HRC, Andrea dice di essere rimasto sorpreso. “La mia opinione era diversa da quello che ha fatto, ma in tutte queste decisioni importanti ci sono sempre dei retroscena che non conosciamo. Io pensavo più a una sfida con un’altra moto, ma sicuramente avrà le sue motivazioni. Quando uno vince così tanti mondiali può decidere quello che vuole, ma sono rimasto sorpreso”. Su quando sarà possibile tornare alla normalità, a correre, conclude: “Dipende da quando si riuscirà nuovamente a viaggiare. Siamo tanti nazioni che dovranno tornare a lavorare e in questo momento è impossibile organizzare un evento e capire quanto ci vorrà a stabilizzare questa situazione e organizzare un calendario. Ma adesso è impossibile dirlo”.
(ITALPRESS).

Ghirelli “Aic collabori, Lega Pro rischia di saltare”

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“Abbiamo davanti a noi il grave problema di come affrontare questa crisi di guerra e devo sottolineare un atteggiamento incomprensibile dell’Aic. Bisogna avere un approccio alla questione avendo chiaro che tutto lo scenario è cambiato, non siamo nel ‘prima coronavirus’ dove comunque lamentavamo già problemi finanziari e lavoravamo alla sostenibilità economica. Qui rischia di saltare tutto il sistema Lega Pro”. Il presidente della serie C Francesco Ghirelli lancia un accorato appello all’Assocalciatori affinchè collabori e venga incontro alle richieste delle 60 società soprattutto sul taglio degli emolumenti, per provare a garantire la stessa sopravvivenza della Lega dei Comuni d’Italia che per il 3 aprile ha fissato un’assemblea “per coinvolgerci tutti insieme” ha detto Ghirelli all’Italpress. “E’ un momento particolare in cui bisogna avere grande lucidità nel decidere dove andare. I Presidenti sono preoccupati dell’oggi ma soprattutto per il futuro. C’è un problema di impatto economico pesante, noi siamo l’unica Lega che ha presentato al Presidente Gravina uno scenario non solo fotografando l’attuale momento, ma anche quello del dopo”.
Indispensabile, per Ghirelli, procedere con la riduzione degli emolumenti dei calciatori, secondo scaglioni. “Il taglio, che riguarda i mesi da marzo a giugno, deve naturalmente essere in proporzione all’ingaggio e la cifra che rimane da riconoscere dopo il taglio va spalmata nei mesi, come fa il Governo con i contributi e le tasse” l’idea di Ghirelli. “Bisogna poi ragionare sul fatto che dobbiamo ricostruire il giocattolo. Se il virus andasse ad intaccare i mesi estivi, alla prima data utile ci sono allenamenti e si riprende subito, non ci sono le ferie. Ed ancora, la singola società può aprire una trattativa con i propri calciatori, come ha già anche fatto qualcuno”. Lo scenario non è certamente dei migliori, riuscire a coniugare tutte le esigenze delle singole componenti rappresenta un bel puzzle, in questi contesti l’unità è uno degli elementi che possono aiutare a raggiungere dei traguardi comuni. “Dobbiamo fare azioni che possano essere coordinate, in modo che avendo aperto un tavolo di trattativa della Figc con il Governo, non vada ad inficiare le possibilità di intervento che stiamo costruendo. L’unità e la compattezza dimostrata fino ad ora è stata la condizione fondamentale per avere una voce in capitolo” ha aggiunto il numero uno della Lega Pro.
Sulla eventuale ripartenza dei campionati, Ghirelli aggiunge:”Questo lo decide il virus. E comunque è un argomento di competenza della Figc, portando ognuno il proprio contributo. Quando il 21 febbraio siamo stati i primi a sospendere la prima gara Piacenza-Sambenedettese e nella notte sospendemmo le gare di Veneto e Lombardia, avevo chiara in mente l’idea – naturalmente sperando di sbagliarmi – che questo campionato rischiava di saltare. Il tema della ripresa dei tornei va condotta con le altre Leghe e con la Federazione perchè viviamo in un sistema interdipendente. Le nostre eventuali promozioni e retrocessioni sono impattanti su tutto l’altro sistema, dobbiamo condividere”.
(ITALPRESS).

Ceferin “Giusto sacrificare Europei, nulla come prima”

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“In questo momento drammatico la cosa più importante è la salute, uscire da questa crisi. Il calcio interrotto simboleggia che l’Europa e il mondo si sono fermati”. Così il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, in un’intervista rilasciata a “Repubblica”. “Sacrificare l’Europeo ha mostrato che ogni emergenza è la nostra e che ogni club è il nostro. La videoconferenza con Eca, Leghe, Fifpro e federazioni è stata una fantastica dimostrazione di unità e solidarietà. Questa situazione terribile rivela chi le possiede e chi no: il calcio europeo è unitissimo”, dice Ceferin per poi sottolineare che “nessuno sa quando la pandemia finirà” e spiegare che la Uefa ha: “Il piano A, B o C: siamo in contatto con le leghe, con i club, c’è un gruppo di lavoro. Dobbiamo aspettare, come ogni altro settore. Con il presidente Fifa Infantino siamo solidali. È molto importante dimenticare interessi personali e disaccordi”. Inutile parlare della ripresa del calcio. “Non sapendo quando finirà la pandemia, non possiamo avere un piano definitivo. Per ora ne abbiamo diversi. Non si può paragonare il sacrificio di Euro2020, principale introito per 50 federazioni su 55, con quello del Mondiale per club, che ancora non esiste. Ma era la decisione giusta. Le opzioni sono ricominciare a metà maggio, a giugno o anche a fine giugno. Se non ci riusciamo probabilmente la stagione sarà persa. C’è anche la proposta di finire questa stagione all’inizio della prossima, che comincerebbe un po’ più tardi”.
“Vedremo la migliore soluzione per leghe e club. Se i club iniziano a giocare, anche noi possiamo finire le coppe. Si possono sfruttare le stesse date, nello stesso giorno di potrebbe giocare per esempio Milan-Inter, ma anche Barça-Juve, è una situazione speciale e unica”. C’è il problema dei contratti in scadenza al 30 giugno. “Qui non abbiamo giurisdizione. Se la stagione ricominciasse, servirebbe un compromesso: che i contratti scadano più avanti e che il periodo per i trasferimenti slitti”. Se la prossima stagione dovesse slittare, ci sarebbe il problema di Euro2021. “Penso che partirà l’11 giugno. Se necessario, i club dovranno adeguare il numero di partite, ma è troppo presto per dire qualcosa”. I campionati potrebbero anche non finire e diventerebbe un problema assegnare titoli e pass per le competizioni europee. “Siamo in contatto con le leghe. Il gruppo operativo lavora notte e giorno. Ora non sappiamo se riprenderemo, col pubblico o senza. Se non ci fosse alternativa, sarebbe meglio finire comunque i campionati. Posso dire che non penso alle finali delle coppe europee a porte chiuse”. Sul limitare il numero delle squadre nei vari tornei campionati Ceferin non si esprime, ma ribadisce il suo no ad altri tornei. “I problemi nazionali spettano alle singole leghe. A livello internazionale io penso che non siano necessarie nuove competizioni per club: le abbiamo già. Il calendario è già pieno”.
Il numero 1 Uefa torna indietro, alle critiche per Valencia-Atalanta e per l’attesa nel rinviare l’Europeo e fermare le coppe. “Per l’Europeo dovevamo esaminare più di 100 contratti, parlare con sponsor e broadcaster. Non si fa in un giorno. Quando c’è stata Valencia-Atalanta, si giocava ancora dappertutto in Europa. Era a porte chiuse e sui tifosi radunati davanti allo stadio la giurisdizione era delle autorità spagnole. Ho sentito una critica idiota per l’andata a Milano. Il 19 febbraio nessuno sapeva che la Lombardia sarebbe stata il centro dell’epidemia. Chi eravamo per dire non si gioca? Ci sono autorità preposte”. In questi giorni si parla molto del taglio degli stipendi. “I contratti sono tra giocatori e club. Ma di questa crisi tutti soffriremo le conseguenze. Non c’è spazio per gli egoismi: vedremo quanta solidarietà c’è. Molti giocatori sono d’accordo”. Secondo Ceferin “dovrebbe essere prolungato il mercato”, mentre sul Financial Fair Play annuncia: “La crisi coinvolge anche i club: abbiamo già posticipato alcuni requisiti da fine marzo a fine aprile. Dipende da come si evolverà la situazione, ci sono più opzioni aperte. Nulla sarà più lo stesso, dopo questo anno terribile, nel mondo intero. Spero che nessuno dimentichi che cosa è successo: non solo nel calcio, ma nel mondo. È una lezione: in futuro dovremo comportarci diversamente”.
(ITALPRESS).

Gallinari dona kit e mascherine “Insieme possiamo”

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“Felice di collaborare con la contea di Oklahoma per mettere a disposizione tamponi per il Covid-19 e altro materiale sanitario per permettere a chi lotta in prima linea di avere più strumenti per la protezione personale. Restiamo a casa, mettiamoci al sicuro, insieme possiamo”. Lo scrive su Twitter Danilo Gallinari che ha deciso di mettersi in moto per dare una mano alla comunità della città nella quale vive e lavora come giocatore dei Thunder. Il “Gallo” ha fatto una donazione a favore del dipartimento medico della contea di Oklahoma City per acquistare 400 tamponi per il coronavirus, mascherine, camici e guanti. “Sento di voler e dover fare qualcosa per dare il mio aiuto in questo momento particolare, le persone nella mia posizione possono dare una mano”, ha spiegato a ESPN l’azzurro. “So cosa sta succedendo in Italia e cosa ha vissuto la mia famiglia, se posso dare il mio contributo per limitare i problemi che ha avuto il mio Paese nella comunità in cui vivo e più in generale negli States lo faccio volentieri”, ha spiegato Gallinari che con i suoi Thunder era in campo per affrontare Utah Jazz prima che la partita venisse rinviata dopo la positività di Gobert.
Il Gallo sta vivendo la quarantena con la sua compagna, ma il suo pensiero è per il suo Paese. Racconta a ESPN che alcuni dei suoi amici più cari sono stati colpiti dal Covid-19, qualcuno ha perso la nonna, altri la madre. “È una situazione difficile, potrei raccontare molte brutte storie di persone che conosco e che sono state colpite dal virus, storie che continuano ad arrivare ogni giorno. Ogni ora”. Gallinari, ancora prima che l’Nba si fermasse, aveva invitato le autorità politiche e sportive americane a fare attenzione, a prendere provvedimenti. “Non sono un mago, sapevo cosa stava succedendo in Italia e che potevano succedere le stesse cose negli Stati Uniti – spiega Gallinari -. Per fortuna il commissioner Adam Silver ha fatto un ottimo lavoro chiudendo tutto immediatamente, non c’è mai stata la fase 2, non abbiamo mai giocato a porte chiuse. E’ stato bravo a fermare tutto. Era la cosa giusta da fare e noi giocatori abbiamo iniziato la quarantena dalla notte della gara con i Jazz. Ora è molto importante che i cittadini capiscano come comportarsi, non è un qualcosa che andrà via domani o fra 1-2 settimane, ci vorranno mesi. Ora è il momento di comportarsi come si deve, poi se persone che, come me, ne hanno la possibilità e danno il loro contributo per le rispettive comunità locali in tutti gli Stati Uniti, possiamo contenere i numeri”.
(ITALPRESS).

Inghilterra-Italia, tricolore illumina arco Wembley

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Questa sera le Nazionali di Inghilterra e Italia avrebbero dovuto sfidarsi in amichevole a Wembley, nel quadro dei test internazionali in vista di Euro2020: per l’emergenza determinata dal Covid-19, la gara è stata rinviata, così come gli Europei, ma il calcio continua a dare esempi di solidarietà e vicinanza. L’esempio arriva dalla Federazione inglese, la Football Association, che proprio stasera ha deciso di illuminare con il tricolore italiano l’arco dello Stadio di Wembley per 90’, quelli che avrebbero visto di fronte le squadre di Southgate e Mancini. Nello stesso momento il maxischermo di fronte la Olympic Way accompagna l’iniziativa con un messaggio di solidarietà all’Italia: “Siamo separati, ma siamo insieme. Forza Italia #distantimauniti”.
“Grazie al calcio – afferma il presidente della Figc, Gabriele Gravina – Italia e Inghilterra sono più vicine: ho ringraziato personalmente il presidente della federazione inglese Greg Clarke per la bellissima iniziativa di questa sera, animata da un sincero sentimento di vicinanza e di condivisione in un momento così difficile per l’Europa intera. Una volta tornati in campo, sia in Italia che nelle sedi internazionali, dovremo continuare a valorizzare la solidarietà e l’amicizia rafforzate da questa emergenza”.
L’iniziativa è promossa sui profili ufficiali della FA e della Figc, con un reciproco messaggio per ribadire l’impegno di tutti nel contrasto al virus. “Non potremmo condividere il campo questa sera con gli azzurri, ma saremo insieme e uniti in questo difficile momento” hanno scritto i profili social della Nazionale inglese. “Ben detto Inghilterra, grazie. Vinceremo questa partita insieme” hanno risposto i profili della Nazionale italiana.
(ITALPRESS).

Binotto “Disponibili a correre anche a gennaio”

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“Disponibili a fare anche due-tre Gran Premi a gennaio”. È quanto afferma Mattia Binotto, team principal della Ferrari parlando delle difficoltà di avere una stagione di Formula 1 abbastanza regolare, dopo le otto gare rinviate per colpa del coronavirus Covid-19. “Siamo molto impegnati, insieme agli altri team principal, a Formula 1, alla Fia e agli organizzatori per trovare una soluzione. Abbiamo dato loro carta bianca per mettere in piedi al più presto un calendario, decidendo di eliminare le prove libere del venerdì e di andare in pista solo il sabato e la domenica. Magari di fare dei Gran Premi avvicinati ad agosto” racconta Binotto. “Dobbiamo essere pronti, disponibili e positivi. In questo momento ci vuole flessibilità e collaborazione’ aggiunge il team principal della scuderia dl cavallino rampante che come tutti gli italiani è chiuso in casa per evitare il contagio. “È fondamentale non uscire. Sono a casa da quando sono tornato dall’Australia, insieme a mai moglie e i miei figli. La giornata comincia alle otto del mattino, faccio una riunione in collegamento con i miei collaboratori, ma a ora di pranzo e cena sono insieme alla famiglia” racconta.

Binotto, ovviamente, è sempre in contatto con Sebastian Vettel e Charles Leclerc. “Li sento quasi quotidianamente. Sono entrambi a casa e si stanno allenando per rimanere in forma. Charles dice di somigliare sempre più a Hulk” aggiunge sorridendo. Su quanto accaduto a Melbourne, con la positività del meccanico della McLaren, Binotto rivela: “È stata una notte con tante discussioni, ma come Ferrari la nostra intenzione era qualla di non correre. Noi non avremmo partecipato anche se fosse stato deciso diversamente, perchè per Ferrari la sicurezza e la salute vengono prima di tutto e così siamo arrivati dopo tante ore a quella decisione”. “Abbiamo fatto tornare a casa Charles e Seb con il primo volo possibile” aggiunge Binotto. “Con la cancellazione delle gare è stato giusto posticipare il cambio dei regolamenti al 2022, perchè dovevamo pensare anche ai team più piccoli che hanno meno risorse e in questo momento non stanno incassando”.

Il numero uno del team di Maranello, quindi, conferma che anche mantenendo le stesse regole ci saranno delle novità sulle monoposto del prossimo anno. “Ci sarà spazio per uno sviluppo aerodimanico e anche per quei piccoli che in Formula 1 fanno la differenza”. Sui due piloti, quindi, dice: “Seb ha molti più chilometri in gara e quindi una migliore capacità di gestire le gomme, ma anche Charles sta imparando. Alla fine dello scorso anno è stato meno aggressivo ed è bravo a imparare velocemente e non credo che ci sia una differnza di una strategia diversa per questo motivo” afferma. “Siamo una squadra giovane come quella che vinceva agli inizi degli anni 2000, con gente che ha voglia di miglioare passo dopo passo e diventare una squadra solida e vincente”. Sul suo ruolo di team principal, aggiunge: “è un onore ma anche una responsabilità, per me che sono in Scuderia da quando ho iniziato a lavorare 25 anni fa. Ho trascorso in questa famiglia metà della mia vita e non ho mai avuto intenzione di lasciarla”.
(ITALPRESS).

Malagò “Nuova data Tokyo2020 entro 3 settimane”

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“Mi pare di capire che la nuova data dei Giochi di Tokyo2020 sarà ufficializzata da qui a tre settimane sulla base di ragionamenti che si stanno portando avanti con le federazioni internazionali”. Ad annunciarlo è il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della lunga call con il Comitato olimpico internazionale per fare il punto della situazione dopo il rinvio dei Giochi al prossimo anno per l’emergenza sanitaria. “Fa un po’ ridere sentire tante persone, anche competenti, suggerire cosa si dovesse o non dovesse fare su Tokyo2020 – ha osservato Malagò ai microfoni di “Tutti convocati” su Radio24 – Oggi Bach ha raccontato tutte le interlocuzioni che il Cio ha dovuto avere, a partire dall’Organizzazione mondiale della sanità che oggi comanda: mettiamocelo in testa, sono gli scienziati che ci dicono quando e cosa può ripartire”. Malagò ha poi commentato anche la decisione del rugby di interrompere definitivamente la stagione agonistica: “È un diritto della federazione – ha sottolineato il presidente del Coni – Magari non condivido il timing perché siamo a fine marzo e l’attuale ordinanza del Governo scade il 3 aprile, ma credo che anche altri sport arriveranno alla stessa decisione”. Infine un appello ai calciatori sull’ipotesi del taglio degli stipendi: “Chi ha maggiori possibilità deve cercare di aiutare. E questo vale per ogni settore”, ha concluso Malagò.
(ITALPRESS).

Finanziamento CEB di 100 milioni per l’ICS

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La Banca per lo Sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) ha deliberato un finanziamento di 100 milioni di euro, a condizioni agevolate, in favore dell’Istituto per il Credito Sportivo (ICS). Cifra da destinare al co-finanziamento di 200 milioni di euro per i progetti degli Enti Locali italiani, finalizzati alla costruzione e alla riqualificazione – anche attraverso la messa a norma, l’efficientamento energetico, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’implementazione tecnologica – degli impianti sportivi pubblici del nostro Paese. La provvista finanziaria CEB sarà destinata anche agli investimenti su piste ciclabili, ciclovie, ciclodromi e strutture di supporto. “Dopo il positivo esito dell’accordo per un primo finanziamento di 150 milioni di euro, siglato nel 2018 presso la presidenza del Consiglio dei Ministri dal presidente ICS, Andrea Abodi, e dal vice governatore CEB Carlo Monticelli – sottolinea una nota del Credito Sportivo -, questa nuova misura rafforza ulteriormente la collaborazione tra le due istituzioni e riafferma il ruolo sociale dello sport e della pratica sportiva come veicolo di inclusione e aggregazione e strumento di educazione e benessere psico-fisico, tanto più nell’impiantistica sportiva pubblica del Paese che rappresenta l’asse principale delle attività del Credito Sportivo, nel suo ruolo di banca sociale di scopo”.

“Il finanziamento CEB – rposegue la nota – fornisce ulteriore supporto al Piano Operativo 2020 per gli Enti Locali, sviluppato con la preziosa collaborazione dell’ANCI, con il rinnovo dei bandi “Sport Missione Comune” e “Comuni in pista”, ai quali si aggiunge il “Mutuo Verde Comune”, una nuova misura dedicata agli investimenti nell’efficientamento energetico degli impianti sportivi. L’auspicio e l’obiettivo è quello di favorire e promuovere il “dialogo” e la collaborazione, in un’ottica di cofinanziamento, tra le misure finanziarie pubbliche incentivate dedicate alle infrastrutture sportive dal Governo e dalle Regioni”.
(ITALPRESS).