Home Sport Pagina 1424

Sport

Circuito riprende l’8 giugno, rinviati gli Internazionali

0

“I tornei Atp e Wta sulla terra battuta non saranno disputati nelle date inizialmente previste”. Inizia così il comunicato congiunto delle due associazioni, che dunque fa slittare la ripresa della stagione all’8 di giugno. Gli Internazionali d’Italia, dunque, non si disputeranno al Foro Italico dal 4 al 17 maggio. “Dopo un’attenta considerazione, visto il proliferare del coronavirus, gli eventi della primavera sulla terra battuta non si disputeranno nelle date prefissate – è il testo integrale della nota pubblicata da Atp e Wta – La lista comprende i tornei combined di Madrid e Roma, i tornei Wta di Strasburgo e Rabat, i tornei Atp di Monaco, Estoril, Ginevra e Lione. Tutto il circuito professionistico è sospeso fino al 7 giugno. Non si giocheranno nelle settimane inizialmente programmate nemmeno i Challenger e gli eventi del circuito Itf. I tornei in calendario dall’8 giugno sono al momento in programma secondo il calendario fissato a inizio stagione. I punti Atp e Wta restano congelati per tutto il periodo fino a nuovo ordine. Le sfide a cui la pandemia da coronavirus ci mette di fronte richiedono una collaborazione ancora maggiore di prima, e questo richiede che il nostro sport proceda collettivamente nel massimo interesse dei giocatori, dei tornei, dei tifosi. Stiamo valutando tutte le opzioni per preservare al massimo il calendario in base a differenti date di ripresa del Tour, visto che questo momento è ad oggi sconosciuto. Siamo impegnati a lavorare su questo con i giocatori, gli organizzatori dei tornei e le altre organizzazioni. Questo non è il momento di agire unilateralmente ma all’unisono. Tutte le decisioni collegate all’impatto del coronavirus richiedono un’appropriata consultazione tra tutti i soggetti, una visione condivisa da Atp, Wta, Itf, Aeltc, Tennis Australia, e Usta”.
(ITALPRESS).

Gravina “Taglio agli ingaggi? Non deve essere un tabù”

0

Un taglio agli ingaggi dei giocatori “non deve essere un tabù e non può esserlo in questo momento di emergenza. Dobbiamo sederci tutti insieme a un tavolo, è un momento di crisi per tutti e l’emergenza vale per tutti. Siamo chiamati oggi a un gesto di grande responsabilità, dando dei contenuti a quel contentitore che chiamiamo solidarietà”. Sono le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina, ai microfoni di “Tutti Convocati” su Radio24, in merito a quello che sarà una volta superata l’emergenza coronavirus. “Il nostro mondo sta vivendo un periodo di grande difficoltà economica e la Figc si sta impegnando nel raccogliere tutti i dati che le singole Leghe stanno elaborando – sottolinea il numero uno di via Allegri – Esistono degli accordi di natura contrattuale, da qui l’esigenza di giocare perchè il danno sia limitato, si parla di 170-200 milioni di euro. Ma se si arrivasse al blocco dei tornei, il danno effettivo potrebbe arrivare a 500, 600, 700 milioni di euro”. Ma Gravina si augura che non si arrivi a tanto, specie dopo lo sforzo fatto ieri dalla Uefa rinviando gli Europei al 2021. “Daremo la priorità al nostro calendario. Sappiamo benissimo che in caso di impossibilità del completamento di tutte le gare, ricorreremo a modifiche di format, come previsto anche dalla Uefa che ha indicato diverse ipotesi di partenza, la più ottimistica delle quali il 14 aprile, per cui si manterrebbe la forma attuale. Un’altra ipotesi è ai primi di maggio, un’altra ancora al 13 giugno e in questo caso con modifiche dei format, con finale Champions il 27 giugno e quella di Europa League tre giorni prima. Bisogna tenere conto anche che la Uefa ha previsto a giugno l’ipotesi di definire i play-off per gli Europei, quindi ci sarebbe uno stop per le nazionali dall’1 al 9 giugno, e questo andrebbe a complicare il posizionamento delle date. Ma sarà costituito un gruppo di lavoro che prevede la partecipazione anche delle Leghe per capire come si possono conciliare tutte le esigenze. Stiamo comunque lavorando su una ripartenza ipotizzata per il 3 maggio che consentirebbe il completamento di tutti i campionati entro il 30 giugno. Faremo anche in modo, attraverso delle richieste al governo, alla Fifa e alla Uefa, che sia possibile – e in questo c’è piena sintonia con i colleghi spagnoli – sforare per 10-15 giorni a luglio per completare i campionati. Se poi neanche questo bastasse, poichè è necessario definire gli organici per la stagione 2020-21, a quel punto ricorreremo a play-off e play-out”.
(ITALPRESS).

Malagò “Sul futuro di Tokyo2020 compatti col Cio”

0

Non c’è una data precisa per decidere se i Giochi Olimpici di Tokyo2020 si faranno o meno. Per il presidente del Coni Giovanni Malagò, però, c’è il buon senso: “Nessuno conosce con certezza i tempi – ha spiegato il numero uno dello sport italiano in collegamento con Sky Sport al termine della riunione in videoconferenza con il Cio – Il presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach è stato molto chiaro e trasparente: non ci può essere una data precisa vista la situazione, ma è una questione quasi aritmetica. Al momento non credo che si possa andare oltre l’ultima settimana di maggio o la prima di giugno, per ovvi motivi”. I comitati olimpici nazionali hanno espresso piena condivisione al documento firmato ieri dal Cio e dall’Associazione delle Federazioni internazionali olimpiche estive. “In questo momento c’è grandissima compattezza – ha sottolineato Malagò – Siamo partiti da un principio fondamentale, la salute come assoluta priorità. E poi si è stabilito di mantenere un coordinamento unico sotto il profilo degli atti e della comunicazione perché, se qualche potente della Terra dice qualcosa e avanza ipotesi di spostamento dei Giochi di un anno o di qualche mese, abbiamo visto che può succedere con la borsa di Tokyo che crolla”.
(ITALPRESS).

Matuidi “Sono e penso positivo, ce la faremo”

0

“Sono positivo. Abitualmente amo pensare che sono positivo perché sono una persona che cerca di irradiare buone sensazioni a chi ha intorno, alla mia famiglia, ai miei amici ai miei compagni. Anche oggi resto positivo. Sono portatore asintomatico del virus”. Blaise Matuidi affida a Instagram le sue sensazioni il giorno successivo alla positività al Covid-19. Il centrocampista della Juventus sottolinea: “sono cosciente di avere il privilegio di essere un calciatore professionista e di beneficiare per questo motivo di un monitoraggio sanitario regolare e eccellente. Se non fosse stato così, forse non avrei mai saputo di essere positivo. Lo sono – ribadisce il francese -, ma sono forte, il mio morale é alto come quello della mia famiglia. Ne usciremo collettivamente più forti da una prova che ci insegnerà a conoscerci meglio, a essere più uniti, più generosi, in generale migliori”.
Matuidi, il secondo giocatore della Juve positivo al coronavirus dopo Rugani, conclude ringraziando “tutti per i messaggi di amicizia e di sostegno” e invitando a essere “disciplinati e uniti per poter presto tornare a fare le coccole ai nostri figli, ad abbracciare i nostri genitori, a dare la mano ai nostri fratelli e sorelle e a festeggiare i gol con i nostri compagni. Sono positivo, ce la faremo”.
(ITALPRESS).

Di Paola “Equitazione in grande sofferenza”

0

“Purtroppo il nostro sport è diverso rispetto agli altri, perché abbiamo il cavallo atleta e non ci possiamo permettere di tirare già una saracinesca e chiudere il cancello. Il nostro movimento è in grande sofferenza, per questo ho chiesto al ministro Vincenzo Spadafora e al presidente del Coni Giovanni Malagò di valutare interventi specifici a sostegno di una realtà così peculiare”. Questo l’appello lanciato dal presidente della Federazione italiana sport equestri Marco Di Paola in una lettera inviata al ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora e al presidente del Coni Giovanni Malagò. L’emergenza coronarivus sta creando grandi problemi anche al mondo dell’equitazione. “Da presidente del movimento sono molto preoccupato sia a livello sportivo che per la sopravvivenza di enti no profit e operatori che si prodigano per promuovere l’attività – sottolinea Di Paola all’Italpress – Il nostro è uno sport particolare. Il cavallo va quotidianamente accudito, le spese correnti continuano e le entrate non ci sono: ecco perché siamo in grande sofferenza di fronte a misure e restrizioni peraltro necessarie e condivise, vista l’emergenza”.

Nel ringraziare il Governo per come sta gestendo l’emergenza, Di Paola lancia dunque un forte appello: “Le misure prese fin qui sono importanti e concrete – osserva il numero uno della Fise – Ragionando da presidente di federazione e da imprenditore, ci sarà ora tanto altro da fare per il sistema Paese, perché da questa vicenda usciremo tutti con profondi segni negativi. La mia preoccupazione si rivolge a chi vive dei proventi dell’attività sportiva e in questo momento non può generare entrate. Al riguardo voglio anche mandare un ringraziamento enorme a tutti gli sportivi che rappresento per la responsabilità e la dignità con cui stanno affrontando un momento complicatissimo: con grande impegno stanno facendo fronte per contribuire a vincere questa guerra contro un nemico vigliacco e subdolo”. Dal punto di vista sportivo l’emergenza sanitaria lascia sul tavolo tante incognite, a partire dall’organizzazione del concorso ippico di Piazza di Siena. “Stiamo facendo una riflessione seria, è inevitabile avere dei dubbi”, spiega Di Paola.

“A fine mese capiremo meglio l’andamento generale della situazione – prosegue il presidente della Fise parlando del concorso romano – Non è solo un problema di Piazza di Siena, ma anche e soprattutto della partecipazione mondiale al concorso”, previsto quest’anno per gli ultimi giorni di maggio. Sullo sfondo restano invece i Giochi Olimpici di Tokyo2020, anch’essi avvolti dai dubbi per l’emergenza coronavirus. “Credo che la situazione sia molto complessa e debba essere discussa dal nostro presidente Giovanni Malagò con il Comitato olimpico internazionale nelle sedi opportune – osserva Di Paola – A livello sportivo, gli sport equestri hanno chiuso il capitolo delle qualificazioni per le nazioni, ma sono ancora da assegnare alcuni posti individuali. Per altre federazioni la situazione è anche più complessa”. Per il Cio, dopo essersi confrontato con l’Associazione della Federazioni internazionali olimpiche estive e con i comitati olimpici nazionali, non sono necessarie al momento decisioni drastiche visto che mancano più di quattro mesi ai Giochi.
“Se dovessi rispondere di pancia, pensando alle sofferenze che stanno vivendo soprattutto i nostri circoli lombardi, mi verrebbe da dire che sarebbe il caso di valutare l’ipotesi di rinviare l’Olimpiade – ammette Di Paola – Ragionando a freddo, per quanto riguarda gli sport equestri i Giochi si potrebbero disputare se ci fosse una ripresa rapida dell’attività. Certo, se tecnicamente fosse possibile, la soluzione del rinvio sarebbe auspicabile, perché sono sicuro che vinceremo questa guerra ma ne usciremo tutti molto segnati e senza dubbio diversi”.
(ITALPRESS).

Buonfiglio al Cio “Le Olimpiadi slittino di un anno”

0

“Credo sia una strategia, da persona mediamente intelligente che vive in questo mondo da anni non potevo aspettarmi una decisione definitiva adesso”. Il presidente della Federazione Italiana Canoa e Kayak, Luciano Buonfiglio, non crede ai convincimenti ‘granitici’ del governo giapponese e, in parte, anche del Cio sulla possibilità che i Giochi Olimpici di Tokyo2020 si svolgano regolarmente nonostante la pandemia di Covid-19 ormai presente in ogni angolo del mondo. Notizia di oggi, poi, l’annullamento degli Europei di slalom a Lee Valley di metà maggio, valido anche come ultima finestra di qualificazione
olimpica. “Il Cio sta dimostrando di essere attento a tutte le situazioni – spiega all’Italpress il numero uno della Fick – Come federazione internazionale abbiamo chiesto che, in caso di annullamento delle qualifiche, si facesse ricorso al ranking 2019 per dare un criterio univoco. Bisogna avere rispetto per gli atleti che ci stanno impegnando, renderli determinati ad andare avanti nonostante non abbiano chiaro l’obiettivo. Per questo stiamo seguendo le nostre squadre nel miglior modo possibile”. Discorso delle qualificazioni a parte, anche per Buonfiglio i Giochi sono decisamente a rischio: “Tra tre-quattro settimane il Cio dovrà fare una comunicazione: il numero dei contagiati aumenta, i paesi chiudono i confini. Ed è vero che le Olimpiadi sono innanzitutto un appuntamento per gli atleti, ma come si farebbe con le migliaia di persone che raggiungerebbero il Giappone in aereo? Posticipare i Giochi di un anno vorrebbe dire dare chiarezza in tempo utile: non si può stressare gli atleti e il dio denaro non è sempre avanti a tutto e tutti. Le Olimpiadi gridano vendetta, torniamo umani: in questo modo si manterrebbero i diritti tv, gli sponsor e gli appartamenti del villaggio olimpico si venderebbero un anno dopo”. Insomma, il Cio prenda esempio dall’Uefa, che ha rinviato di un anno gli Europei di calcio: “Certo, ma anche dalla Formula Uno o dal ciclismo. L’Olimpiade è la massima espressione dello sport, faccio fatica ad immaginare che a giugno si spenga l’interruttore e si possa essere tutti pronti. Abbiamo nostri atleti dello slalom in Australia e a Ivrea, quelli della velocità isolati in un agriturismo a Catania, alcuni azzurri della paracanoa a Cagliari: stiamo dando a tutti loro un sostegno, ma dobbiamo andare a fare la guerra o ripartire?”.
(ITALPRESS).

Szczesny “Italia più forte del Covid-19”

0

E’ in Italia dal 2015. Due anni a Roma, poi il trasferimento a Torino. In tutto neanche un quinquennio, ma comunque un lasso di tempo sufficiente a Wojciech Tomasz Szczesny, portiere polacco classe 1990, per innamorarsi dell’Italia. Bello e profondo il post che l’estremo difensore della Juventus ha dedicato a un’Italia che lotta in prima linea contro la pandemia del coronavirus. Ad accompagnare le sue parole le immagini delle meraviglie del “Bel Paese”. “Mentre continuiamo a preoccuparci delle nostre famiglie e dei nostri cari, pregando che non vengano colpiti dal virus, ci chiediamo come e perché tutto ciò è accaduto. Domande a cui potremmo non trovare mai risposte. Ci chiediamo quale sarà il futuro – scrive Szczesny -, che riflessi avrà tutto questo sulla nostra società e se le cose torneranno alla normalità”. Riflessioni che Szczesny ha fatto e che lo hanno portato a fare una dichiarazione d’amore per l’Italia, cercando nello stesso tempo di trasmettere a tutti coraggio e determinazione nella lotta al “nemico invisibile”.
“Uno potrebbe considerarsi sfortunato di essere in Italia in questo momento visto che è il Paese più colpito dal virus – scrive Szczesny -. Non sono d’accordo. Mi sento fortunato a essere qui perché so che questo è un Paese che batterà questo virus con unità e passione, caratteristiche per cui gli italiani sono famosi. I bambini delle generazioni future di tutto il mondo studieranno l’incredibile storia di questa nazione. Impareranno a conoscere la sua arte meravigliosa, la sua architettura unica, la moda, il cibo delizioso e così via, ma sui libri di storia non troveranno nulla sul Covid-19 perché l’Italia è più grande, migliore e più forte di questo virus. Mi manca terribilmente la mia famiglia e prego per il loro benessere, ma sono orgoglioso di condividere questo momento difficile con il popolo italiano. Stay Strong Italy, andrà tutto bene”.
(ITALPRESS).

Matuidi e Zaccagni positivi al coronavirus

0

Blaise Matuidi e Mattia Zaccagni gli ultimi giocatori di Serie A positivi al coronavirus. Il francese è il secondo tesserato della Juventus a essere risultato positivo al COVID-19. Lo ha comunicato la società bianconera nella serata di oggi aggiungendo che l’ex Paris Saint-Germain, dallo scorso 11 marzo, è in isolamento volontario domiciliare e continuerà a essere monitorato e a seguire lo stesso regime. Sta bene ed è asintomatico come Daniele Rugani che rimane invece isolato al J Hotel.

Qualche ora dopo anche il Verona ha annunciato la positività di Mattia Zaccagni. Il centrocampista, fa sapere l’Hellas, “è stato sottoposto ad esami medici che hanno evidenziato la sua positività al Coronavirus-COVID-19. Il calciatore, così come tutta la squadra, prolungherà il già attivato isolamento volontario domiciliare sino al prossimo 25 marzo, continuando a essere monitorato. Zaccagni sta bene: nei giorni scorsi ha avuto solo qualche linea di febbre”.
I due giocatori non sono gli unici professionisti del campionato di Serie A a essere stati colpiti dal “nemico invisibile” come lo ha definito oggi il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin. Il primo è stato lo juventino Rugani, poi sono venute fuori altre positività annunciate dalla Fiorentina (Cutrone, Pezzella e Vlahovic) e dalla Sampdoria che, dopo il primo caso relativo a Manolo Gabbiadini dello scorso 12 marzo, il giorno successivo ne ha annunciati altri quattro, per poi diramare, giorno 14, un comunicato stampa per annunciare che “onde evitare fughe di notizie e inutili allarmismi, ha scelto di non dare più informazioni sui propri tesserati”. In totale al momento sono 13 le positività registrate tra i calciatori di Serie A.
Nel frattempo diverse squadre, al di là della sospensione degli allenamenti, hanno scelto di mandare i propri tesserati in quarantena, soprattutto quelle che nelle ultime partite hanno affrontato Juventus, Fiorentina e Sampdoria. Lo ha fatto anche l’Atalanta che la settimana scorsa ha festeggiato contro il Valencia la qualificazione ai quarti di finale di Champions League, per poi apprendere che molti giocatori della squadra del Mestalla sono risultati non negativi al Covid-19. Non solo in Spagna, anche in Inghilterra, Germania, Francia e così via si registrano calciatori positivi e proprio oggi, dopo la sospensione di tutti (o quasi) i campionati nazionali, la Uefa e la Conmebol hanno annunciato il rinvio, rispettivamente, di Euro2020 e della Coppa America.
Tornando alla Juventus, oggi il club ha comunicato attraverso il proprio portale di aver disposto l’isolamento volontario per dieci calciatrici delle Juventus Women che erano state impegnate con la nazionale azzurra all’Algarve Cup: anch’esse sono risultate tutte asintomatiche.
Sul sito del club campione d’Italia è stata pubblicata anche una nota in cui viene spiegato come la famiglia Agnelli e le loro società abbiano deciso di fornire aiuti per l’emergenza sanitaria: “raccolta fondi #DistantiMaUniti promossa dalla Juventus e tuttora in corso sulla piattaforma gofundme”, si legge tra i vari punti. Stanziato un contributo pari a 10 milioni di euro a beneficio del Dipartimento della Protezione Civile, per far fronte all’emergenza a livello nazionale; e de La Stampa – Specchio dei Tempi, Fondazione impegnata a rispondere alle necessità sociali e sanitarie di Torino e del Piemonte. In merito alla raccolta di denaro, Gigi Buffon l’ha sostenuta con un video pubblicato dalla Juventus stessa su Twitter.
Intanto lo staff medico continua a monitorare a distanza le condizioni dei giocatori, così come prosegue la programmazione di Maurizio Sarri e dei suoi collaboratori che pianificano il lavoro per quando verrà dato l’ok a tutti per il ritorno al JTC della Continassa. Dybala, invece, ha pubblicato una fotografia su Twitter mentre si rilassa al sole con la sua compagna, Oriana Sabatini.
E nella giornata in cui il Campionato Europeo è stato rinviato al 2021, a gioire è stato soprattutto il turco Mehri Demiral fermo ai box per l’operazione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro: in un tweet che propone un video del giocatore con la maglia della sua nazionale la scritta “EURO2021” dice tutto.
(ITALPRESS).