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Rinviate in Champions Juve-Lione e Manchester City-Real

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Adesso c’è anche l’ufficialità da parte della Uefa: Juventus-Lione slitta a data da destinarsi. Da Nyon comunicano che “a seguito del periodo di quarantena” imposto ai giocatori bianconeri, il ritorno degli ottavi di Champions contro i francesi, in programma il 17 marzo prossimo all’Allianz Stadium, non si giocherà e ulteriori decisioni a riguardo saranno comunicate in un secondo momento. Uno slittamento più che prevedibile data la positività al coronavirus di Daniele Rugani annunciata nella tarda serata di ieri da parte della società bianconera. Stessa decisione è stata adottata per Manchester City-Real Madrid, in programma lo stesso giorno e alla stessa ora: anche i blancos sono in quarantena dopo che un giocatore di basket del Real è risultato positivo al Covid-19.
Sempre martedì prossimo è in agenda una videoconferenza della Uefa con “i rappresentanti delle 55 federazioni affiliate, i consigli di amministrazione dell’European Club Association ed European League, e un rappresentante della FIFPro” per discutere della risposta del calcio europeo all’epidemia. “Le discussioni includeranno tutte le competizioni nazionali ed europee, incluso Euro2020”. (ITALPRESS).

Sticchi Damiani “Porte chiuse in F.1 sarebbe male minore”

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“La McLaren ha un caso di coronavirus tra i suoi uomini, per cui non correrà in Australia e non potrà farlo neanche in Bahrain tra una settimana, visto che la quarantena dura 15 giorni. Probabilmente salterà due Gran Premi e laddove dovesse accadere, questo produrrà un effetto negativo. Ovviamente gli altri team correranno e lo faranno a porte aperte. Questa notte ci sarà una riunione tra tutti i Team per decidere su come andare avanti, ma al momento si gareggia a porte aperte meno la McLaren”. Questo quanto afferma il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, raggiunto telefonicamente dall’Agenzia ITALPRESS sul coinvolgimento anche del Circus della Formula 1 con la pandemia da coronavirus Covid-19. Sull’ipotesi che la Formula 1 si possa fermare come è accaduto per altri sport, il numero uno dell’Automobile Club d’Italia è molto scettico. “Dietro alla Formula 1 ci stanno enormi investimenti e di conseguenza enormi interessi – dice -. Fermarla significa mettere in crisi un mondo che sposta risorse importantissime. Io penso che la cosa peggiore che possa accedere è che si facciano i Gran Premi a porte chiuse,”,
“Anche perchè c’è la diretta televisiva, anche se a pagamento: si procederebbe con la diretta e poi con la differita e questo riuscirebbe a rendere comunque lo spettacolo fruibile alla maggior parte degli appassionati. In fondo le persone che possono assistere a un Gran Premio dal vivo sono al massimo 140-150 mila; mentre le gare tra diretta e differita sono viste da circa 400 milioni di persone. Io penso che questo rapporto spieghi come comunque lo spettacolo sia più televisivo che altro. Certo mancherà il bagno di folla all’arrivo, mancheranno alcuni elementi, che però penso e ritengo siano meno importanti. Rispetto agli sport di squadra come calcio e basket, dove il sostegno costante del pubblico è importantissimo, nella Formula 1 è un po’ meno determinante. Certo a noi che organizziamo la gara di Monza interessa tantissimo che il pubblico ci sia e viva il Gran Premio dall’interno, però, in una situazione così disperata, tra i due mali, il minore è correrlo a porte chiuse”.
(ITALPRESS).

Componente McLaren positivo, per team niente Gp Australia

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Il Coronavirus Covid-19 colpisce anche la F.1, con un meccanico del Team McLaren risultato positivo al tampone effettuato all’arrivo in Australia. Un notizia che ha colpito tutto l’ambiente all’Albert Park, con la scuderia di Woking che ha deciso di non prendere parte al primo Gran Premio della stagione in programma domenica. “La McLaren Racing ha confermato a Melbourne di essersi ritirato dal Gran Premio d’Australia di Formula 1 2020, dopo il test positivo di un membro del team per il coronavirus. Il membro del team è stato testato e auto-isolato non appena ha iniziato a mostrare i sintomi e ora sarà curato dalle autorità sanitarie locali” si legge nella nota diffusa dalla McLaren. “Il team si è preparato per questa eventualità e dispone di un supporto continuo per il suo dipendente che ora entrerà in un periodo di quarantena. Il team sta collaborando con le autorità locali competenti per assistere le loro indagini e analisi”. Zak Brown, CEO di McLaren Racing, e Andreas Seidl, Team Principal di McLaren F1, hanno informato la Formula 1 e la FIA della decisione. “La decisione è stata presa in base a un dovere di cura non solo per i dipendenti e i partner della McLaren F1, ma anche per i concorrenti del team, i fan della Formula 1 e le parti interessate della F1” conclude la scuderia britannica. Ma all’arrivo a Melbourne anche due componenti del Team Haas presentavano uno stato influenzale, ma i tamponi sono risultati negativi.
(ITALPRESS).

Ghirelli “La stagione va condotta sino in fondo”

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“Speravo di non aver ragione, purtroppo ho azzeccato la pericolosità di questo maledetto virus sin dall’inizio”. Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha sempre avuto una linea univa e decisa nei confronti del Covid-19, divenuto ormai pandemia per l’Oms e nemico pubblico numero uno per un’Italia praticamente chiusa in attesa che la parabola dei contagi inizi a discendere. “Sin dall’inizio abbiamo lavorato per sospendere, mettendo la salute al primo posto – spiega Ghirelli all’ITALPRESS – Per questo due giorni fa c’è stato l’accordo con l’Aic per sospendere gli allenamenti. Adesso siamo in un periodo buio, però noi italiani siamo migliori di ciò che sembriamo: siamo confusionari e ‘zozzoni’ in tempi normali, in quelli difficili viene invece fuori parte migliore del paese, la voglia di farcela”. Ed è proprio un messaggio di coraggio e speranza che lanciano i i 60 club di C e della Lega Pro con il tweet #distantimauniti, espressione dell’essere tutti assieme una “squadra” di uomini e donne con un unico obiettivo: dare un aiuto nell’emergenza. Il ‘cinguettio’ si unisce alla campagna di raccolta fondi per i respiratori artificiali lanciata dalla Lega Pro ai suoi club perché “la C è il calcio che fa bene al Paese – dichiara ancora Ghirelli – ha una dimensione sociale di rilievo e noi dobbiamo essere i moltiplicatori nel Paese delle azioni che possono essere di supporto”. Se ieri la Serie A ha registrato con lo juventino Rugani il primo caso ufficiale di positività al nuovo coronavirus, la Serie C aveva già ‘pagato dazio’: “Sì, ne abbiamo avuto diversi, ma abbiamo isstaurato con la parte sanitaria un protocollo che ha funzionato, che riguarda la gestione casi e la messa in sicurezza di tutte le persone coinvolte”. L’emergenza è tale perché ha una fine e per il numero uno della Lega Pro la stagione in corso non verrà archiviata: “Va condotta sino in fondo, poi vediamo in quali tempi. Bisogna capire in questi 15 giorni se si ha una inversione, poi nessuno di noi sa realisticamente quando si ripartirà. Al momento l’indicazione è il 3 aprile – conclude Ghirelli – poi faremo eventualmente una nuova deadline”.
(ITALPRESS).

Vettel “Passo avanti Ferrari, ora vediamo gli altri”

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“Penso sia vero dire che la nostra macchina sia un passo in avanti rispetto allo scorso anno e Melbourne sarà la prima occasione di verificare quali sono i rapporti in pista, qual è il nostro livello e qual è quello degli avversari”. Queste le parole di Sebastian Vettel, sulla nuova Ferrari SF1000 in vista del debutto mondiale al Gran Premio d’Australia. “Ci sono stati degli aspetti positivi nelle prove invernali – ha commentato il pilota della Ferrari in conferenza stampa -. Tutti i team hanno alzato il livello e i test sono sempre difficili da decifrare”. Poi sulla pista di Melbourne: “È divertente e qui c’è sempre una grande atmosfera. Penso che tutti amino questo circuito, è bello che l’abbiano mantenuto inalterato. È un circuito ‘quasi’ cittadino e mi piace”. Infine una battuta tirando in ballo l’australiano Daniel Ricciardo mai vittorioso a Melbourne: “Perché ho un buon feeling con questa pista? Perché non sono australiano, forse è questo il mio vantaggio” detto con un sorriso Vettel che, dopo un lungo inverno di riflessioni, ha scelto in nome della nuova SF1000: “Lucilla”. In occasione della conferenza piloti del Gran Premio d’Australia il pilota della Rossa ha rivelato il nuovo nome per la sua Ferrari: “Non l’ho scelto insieme ai meccanici questa volta, semplicemente mi piaceva questo nome”. Approdato a Maranello nel 2015, Seb ha da sempre soprannominato tutte le sue monoposto. La prima Rossa si chiamò Eva, poi Margherita, Gina, Loria, Lina e ora la “neonata” Lucilla.

L’atmosfera non è vivace come al solito: “C’è meno gente – ha constatato Vettel riferendosi al coronavirus – e le persone stanno reagendo in modo diverso alla minaccia che questa malattia costituisce per ciascuno di noi. C’è qualche stretta di mano in meno, qualche gel disinfettante in più, ma siamo qui. Con tante competizioni sportive cancellate in tutto il mondo in molti si chiedono se sia giusto andare avanti e scendere in pista. Io credo che ci dobbiamo affidare alla guida della FIA, di Formula 1 e delle autorità australiane. Se da parte di questi enti c’è il via libera a procedere con l’evento è giusto farlo”.
Per precauzione, a tutela di pilota e team, Charles LeClerc ha incontrato i media all’aperto, fuori dall’hospitality, nel paddock, dove ancora una volta il tema del coronavirus ha tenuto banco: “L’atmosfera è particolare perché nella mente di molte persone c’è il pensiero che va ai propri cari che sono a casa e tentano di difendersi dalla malattia. In Europa e in Italia la situazione è preoccupante. Dal momento che qui in Australia gli enti preposti hanno confermato la fattibilità del Gran Premio, speriamo di far divertire un po’ i nostri tifosi. Molti italiani sono a casa in questi giorni – ha aggiunto il monegasco – e dunque c’è da attendersi che in tanti guarderanno la gara, perché in Italia la Ferrari è qualcosa di molto importante. Speriamo di poter portare se non gioia, almeno un po’ di sollievo”. Leclerc ha voglia di scendere in pista: “Sono curioso di vedere dove saremo rispetto alle altre squadre. Un obiettivo? Voglio puntare al podio perché sarebbe bello iniziare con il piede giusto la stagione – ha detto il pilota della Ferrari -. Detto questo, il tracciato di Albert Park è talmente particolare che spesso non è veramente rappresentativo. Per quanto riguarda il livello della nostra vettura, devo dire che sono cambiate un po’ di cose quest’anno: c’è più downforce ed è normale pagare questo in termini di velocità di punta. Il target che mi sono posto in questa stagione è quello di essere più costante nella performance in gara. Lavoro su questo aspetto già dalla seconda metà dell’anno scorso e mi aspetto di crescere rispetto al 2019. Il fatto di essere rimasto nello stesso team, e quindi di conoscere già tutte le procedure e le persone con le quali lavorerò, certamente può aiutare”.
(ITALPRESS).

Primo positivo al Coronavirus, NBA sospende stagione

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L’NBA sospende la stagione 2019/2020 a causa dell’emergenza coronavirus. Con una decisione senza precedenti, la lega ha deciso di porre fine temporaneamente alle partite, dopo che un giocatore degli Utah Jazz è risultato positivo al coronavirus. Il giocatore, secondo una fonte di ESPN.com, sarebbe Rudy Gobert. L’annuncio è stato reso pubblico mercoledì sera e avrà effetto sulle partite in programma da giovedì 12 marzo. “I risultati del test sono stati riportati poco prima della palla a due della partita di stanotte tra Utah Jazz e Oklahoma City Thunder alla Chesapeake Energy Arena. In quel preciso istante la partita di stanotte è stata cancellata. Il giocatore in questione non si trovava nell’arena al momento dei risultati”, ha scritto l’NBA in un comunicato, precisando: “La stagione viene quindi sospesa fino a data da destinarsi. L’NBA utilizzerà questa interruzione per comprendere quali siano i prossimi passi da prendere in relazione alla pandemia del coronavirus”.
I giocatori di Jazz e Thunder sono stati subito messi in quarantena all’interno dell’arena. Sempre secondo quanto riportato da ESPN, l’auto-quarantena è stata imposta anche a tutti i giocatori delle squadre che hanno affrontato i Jazz negli ultimi dieci giorni: Cleveland Cavaliers, New York Knicks, Boston Celtics, Detroit Pistons e i campioni in carica della NBA, i Toronto Raptors. Uno di questi, Langston Galloway dei Pistons, ha voluto dire la sua come riportato dalla testata The Guardian: “Sono sicuro di aver avuto contatti con Gobert. Allo stesso tempo, come ho detto, farò questa auto-quarantena per precauzione”. Galloway ha precisato: “Ci siamo lavati le mani subito, sempre, e ho preso già le prime precauzioni in questi giorni, lo abbiamo fatto non appena abbiamo pensato alla portata della diffusione: abbiamo interazione con molte persone diverse e nel momento in cui pensi che basti toccare un pallone per passare il virus, diventi cauto anche nel rapporto con i fan”. Immediate le reazioni anche dai vertici dirigenziali delle squadre NBA.
Il primo a esprimersi, con delle dichiarazioni a caldo a ESPN, è stato il proprietario dei Dallas Mavericks, Mark Cuban, che ha detto: “La sicurezza era una priorità maggiore rispetto ai soldi. Mi fido di Adam (Silver, il commissario NBA). Non si tratta davvero di basket o denaro. Se questo virus si sta espandendo a un punto tale che i giocatori e altre persone a loro collegate possano averlo, è giusto iniziare a pensare alle nostre famiglia. Queste misure riguardano tutto il paese”, ha detto a ESPN.
(ITALPRESS).

Rugani “Sto bene, rispettate tutti le regole”

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“Avrete letto la notizia e per questo ci tengo a tranquillizzare tutti coloro che si stanno preoccupando per me, sto bene. Invito tutti a rispettare le regole, perché questo virus non fa distinzioni! Facciamolo per noi stessi, per i nostri cari e per chi ci circonda. Grazie”. Questo il tweet, nella notte, di Daniele Rugani. Il difensore della Juventus è risultato positivo al coronavirus.
(ITALPRESS).

Atl.Madrid e Psg ai quarti di Champions, fuori Liverpool

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Atletico Madrid e Psg volano ai quarti di Champions League al termine delle gare valide come ritorno degli ottavi di finale della competizione. Esce il Liverpool, squadra detentrice del titolo. Ad Anfield, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, gli uomini di Simeone eliminano i campioni d’Europa in carica passando per 3-2 in trasferta dopo l’1-0 dell’andata firmato da Saul Niguez. Wijnaldum nel primo tempo sblocca il tabellino, poi Firmino manda avanti i Reds ai supplementari. L’uomo che non ti aspetti, Marcos Llorente, sigla una doppietta nel giro di 8 minuti, mentre Morata chiude i conti allo scadere qualificando gli spagnoli.

Il Psg ha avuto la meglio del Borussia Dortmund per 2-0 e in virtù del 2-1 per i tedeschi maturato all’andata sono i parigini a superare gli ottavi. Al Parco dei Principi si è giocato a porte chiuse per via dell’emergenza coronavirus e le due reti che valgono vittoria e il passaggio portano le firme di Neymar al 28′ con un colpo di testa da corner e di Bernat con una deviazione sotto misura nel recupero del primo tempo. Nel finale maxi rissa con Emre Can espulso e Di Maria, diffidato e già sostituito, ammonito dalla panchina.

(ITALPRESS).