Il Lecce batte la Spal per 2-1 nell’anticipo della ventiquattresima giornata del campionato di Serie A 2019-20. Inizia con una sconfitta la nuova avventura di Luigi Di Biagio sulla panchina della Spal, al Via del Mare di Lecce sono i padroni di casa a conquistare i tre punti grazie alle reti di Mancosu e Majer. Vantaggio dei giallorossi al 41′ direttamente su rigore: Bonifazi stende Majer in area, Guida concede il penalty e Mancosu dal dischetto non fallisce. La Spal reagisce in avvio di ripresa e al 47′ firma il pareggio direttamente da corner con il colpo di testa di Petagna. Ma al 66° è Majer a decidere l’incontro, su assist di Mancosu, con un diagonale col destro che si stampa sul palo e termina in rete. Primo gol in Serie A per il match-winner dell’incontro che permette, dunque, al Lecce di superare la Sampdoria e di raggiungere Fiorentina e Udinese a quota 25 punti (sesta vittoria in campionato). Per i salentini terza vittoria consecutiva, non accadeva dal 2004 in Serie A.
Per la Spal, invece, si tratta della diciassettesima sconfitta in A, la seconda su tre match in stagione contro il Lecce dopo il 3-1 dei pugliesi all’andata e il successo dei ferraresi in Coppa Italia per 5-1. Spal nuovamente in campo sabato 22 alle 18:00 contro la Juventus mentre il Lecce tornerà a giocare domenica 23 contro la Roma allo Stadio Olimpico (ore 18:00).
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Lecce batte Spal 2-1, Di Biagio ko all’esordio
Inzaghi “Sfida scudetto”, Conte “Gara tra outsider”
Per Simone Inzaghi è una sfida scudetto, per Antonio Conte un match tra outsider. Di sicuro è la partita più importante del 24esimo turno quello che andrà in scena domani sera all’Olimpico. Per il tecnico dei padroni di casa: “Con l’Inter sarà una sfida scudetto, la classifica dice questo e fa un bell’effetto. Sarà una partita molto importante ma non decisiva, perché poi ne mancheranno altre 14 con tanti punti in palio. Chiaramente vincere darebbe una grande spinta in più. Affrontiamo un’avversaria forte e preparata, una squadra molto organizzata, ma ci stiamo preparando nel migliore dei modi – ha proseguito l’allenatore biancoceleste – Cercheremo di fare un grande match davanti ai nostri tifosi, dovremo essere attenti e intensi in fase di non possesso perché il loro obiettivo è far arrivare la palla ai loro attaccanti, Lukaku e Martinez, che sono molto bravi. Dovremo impedirglielo perché è una delle chiavi del loro gioco. Servirà grandissima lucidità: io credo che saranno le motivazioni a fare le differenza”. Poi una battuta sul rapporto con Antonio Conte: “C’è grandissima stima reciproca, è stato bravissimo a vincere subito in Italia e poi ha vinto anche in Inghilterra. Il suo calcio è noto, dà grande organizzazione ed è molto bravo a trasferire motivazioni alla propria squadra”, sottolinea Inzaghi che torna sulla lotta scudetto e allarga il discorso. “La Juventus è davanti a tutti da tanti anni per programmazione, investimenti, idee. Non a caso è stata la prima società a costruire lo stadio di proprietà. Sta meritando tutto questo. Quest’anno insegue il nono scudetto di fila ma ha trovato due squadre forti, Lazio e Inter, che faranno di tutto per creare qualche problema. Noi sappiamo bene da dove siamo partiti, da dove arriviamo, quanto abbiamo lavorato. Ci troviamo in questa posizione perché lo abbiamo meritato, è da tantissimo tempo che giochiamo un ottimo calcio – ha sottolineato l’allenatore biancoceleste in conferenza stampa – Non abbiamo l’ossessione di questa posizione, sappiamo bene qual era l’obiettivo di questa stagione (la Champions League). Tutto quello che stiamo facendo deve essere un punto di partenza e non di arrivo”.
Se per Simone Inzaghi è una sfida scudetto, per Antonio Conte “Con la Lazio è una gara tra due outsider del campionato”. Presenta così l’allenatore dell’Inter, la sfida di domani sera in casa dei o i biancocelesti, match in programma alle 20.45 allo stadio “Olimpico”. Il tecnico dei nerazzurri, nel corso della conferenza stampa, ha elogiato il lavoro svolto dalla Lazio negli ultimi anni: “Loro sono una realtà consolidata del campionato italiano. Lo scorso anno hanno vinto Coppa Italia e Supercoppa, sono cresciuti tanto negli ultimi anni. Hanno giocatori importante e Simone Inzaghi sta facendo un lavoro importante”. Pochi dubbi di formazione, con Conte che si è soffermato sul neo acquisto Christian Eriksen: “Sta capendo sempre di più cosa vogliamo da lui. Con l’Udinese si era parlato di una prestazione non buona, ma è una cosa normale”. Difficilmente il danese scenderà in campo dal primo minuto con la Lazio: “Lo vedremo dall’inizio nelle prossime gare, quando lo riterrò opportuno”. Conte parla anche delle voci di mercato con Barcellona e Real Madrid pronte a puntare su Lautaro Martinez. “Ha la testa sulle spalle. Sono discorsi che contano poco. Il giorno dopo che si era chiusa la sessione invernale già si parlava dei calciatori in ottica futura. L’Inter da questo punto di vista si presta molto a queste vicende di mercato rispetto ad altre società che sono più abbottonate e non fanno filtrare nulla. I calciatori sono concentrati, sanno che la cosa più importante è il campo. Il chiacchiericcio conta zero”.
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Robinson vince gigante Kranjska Gora, Bassino quinta
Sfrontata, devastante, inarrivabile: a Kranjska Gora Alice Robinson si prende prepotentemente la scena. La diciottenne neozelandese domina il sesto slalom gigante stagionale centrando il secondo successo in carriera dopo quello che aveva aperto la stagione, a Soelden. Una prova di forza assolutamente incredibile e incontestabile per l’oceanica: tecnica, forza, spavalderia, nessuna paura. E pazienza se durante la prima manche commette un errore marchiano, nonostante tutto è lì, ad un passo da Petra Vlhova, poi battuta senza colpo ferire nella seconda manche. La slovacca termina a 39 centesimi dalla classe 2001, l’unica con un distacco ‘umano’ visto che Meta Hrovat e Wendy Holdener, entrambe sul podio a pari merito, pagano addirittura 1”59. C’è rammarico per Marta Bassino, che chiude quinta ad un solo centesimo dal podio, ma l’azzurra ha comunque dimostrato ancora una volta di essere nella sua migliore annata in carriera. “Nel complesso – ha spiegato l’azzurra – sono contenta per il mio quinto posto anche se quel centesimo, che mi tiene fuori dal podio, mi fa un po’ arrabbiare”. Poco brillante e debilitata dall’influenza Federica Brignone, la leader della classifica di specialità (407 punti contro i 333 della Vlhova e i 314 di Shiffrin) termina all’ottavo posto ad oltre due secondi dalla vetta. A punti anche Laura Pirovano, ventesima, e Maria Matilde Luisa Bertani, che centra il miglior risultato in carriera e arriva al traguardo ventiquattresima. In classifica generale Brignone accorcia ancora su Shiffrin, ancora out per via della scomparsa del padre che l’ha colpita poco meno di due settimane fa: l’azzurra sale a 1112 punti, 113 in meno dell’americana mentre Petra Vlhova accorcia da dietro e si porta a 971. E domani può essere una giornata totalmente favorevole alla slovacca visto che è in programma lo slalom speciale: prima manche alle ore 10,45 e seconda alle 13,45.
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Rising Stars Game al Team Usa, Melli chiude con 3 punti
Stati Uniti battono Resto del Mondo. Si è aperto nella notte a Chicago l’All Star Weekend col Rising Stars Game che metteva di fronte i giocatori al primo e secondo anno di Nba suddivisi fra US Team e World Team. Hanno avuto la meglio i primi per 151-131, con 23 punti di Paschall, 21 di Sexton e 20 di Bridges, eletto Mvp della partita. Per il Resto del Mondo il migliore è stato il canadese RJ Barrett, guardia dei New York Knicks, con 27 punti, 22 per Clarke e 16 per Doncic, che sarà coinvolto domani anche nell’All Star Game riservato ai ‘grandi’. In campo anche Nicolò Melli, dalla scorsa estate ai New Orleans Pelicans e arruolato in extremis dopo l’infortunio di Ayton: per il lungo emiliano 16 minuti in campo e uno score di tre punti (0/1 da due e 1/2 da tre), cinque rimbalzi, due assist e una palla persa. La seconda giornata sarà come da tradizione riservata allo Skills Challenge prima della gara da 3 e dell’attesa sfida delle schiacciate, dove si affronteranno Pat Connaughton (Milwaukee Bucks), Aaron Gordon (Orlando Magic), Derrick Jones (Miami Heat) e quel Dwight Howard, ora ai Lakers, già vincitore dell’edizione 2008 travestito da Superman.
A Chicago, intanto, sono state annunciate anche le candidature per la Hall of Fame Nba: in corsa Kobe Bryant, Tim Duncan e Kevin Garnett. Con loro anche Tamika Catchings, 10 volte All Star Wnba con le Indiana Fever, Eddie Sutton, quattro volte allenatore dell’anno in Ncaa, e Rudy Tomjanovich, il coach che ha guidato gli Houston Rockets a due titoli. L’ingresso ufficiale di Bryant, Garnett e Duncan nella Hall of Fame dovrebbe essere annunciato il prossimo 4 aprile, in occasione della Final Four Ncaa, mentre la cerimonia è in programma il 29 agosto a Springfield, nel Massachusetts.
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Stangata Uefa: Manchester City fuori dalle coppe per due anni
Manchester City fuori dalle coppe europee per le prossime due stagioni. A nove mesi dal deferimento, la Uefa ha ‘partorito’ la sua decisione ed è una stangata per il club inglese, ritenuto colpevole di “gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul fair play finanziario”. Per la Camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club (Cfcb), infatti, il City avrebbe gonfiato certe voci del bilancio. In particolare ha “sopravvalutato le entrate della sua sponsorizzazione nei suoi conti e nelle informazioni di pareggio in bilancio presentate alla Uefa tra il 2012 e il 2016”. Gli inglesi hanno poi aggravato la loro posizione non collaborando all’inchiesta, da qui la sanzione durissima che negherà al City – condannato a pagare anche una multa da 30 milioni di euro – il palcoscenico europeo (verosimilmente la Champions) nelle stagioni 2020-21 e 2021-22, fermo restando che la società inglese potrà rivolgersi al Tas di Losanna. Ricorso che dall’Etihad Stadium già confermano. Il City reagisce alla condanna con una nota in cui si dice “deluso ma non sorpreso”, sostenendo una sorta di persecuzione da parte degli organi di Nyon: “E’ un caso aperto dalla Uefa, perseguito dalla Uefa e giudicato dalla Uefa. Ora che questo processo pregiudiziale si è esaurito, andremo alla ricerca di un giudizio imparziale il prima possibile”. La Camera investigatoria del Cfcb aveva aperto nel marzo dello scorso anno un’indagine sul club inglese “per potenziali violazioni delle regolamentazioni sul Fair Play Finanziario che sono state rese pubbliche in vari media”. Il riferimento era ad alcune pubblicazioni di “Football Leaks” e alle indiscrezioni in merito a presunti contratti di sponsorizzazione fittizi per aggirare le norme sul fair play finanziario. A maggio il deferimento, anticipato qualche giorno prima dal “New York Times” che già ventilava il rischio di esclusione dalla Champions degli inglesi. E già allora il City aveva bollato le accuse come “totalmente false”, puntando il dito soprattutto verso Yves Leterme, investigatore capo del Cfcb, sostenendo che ignorava “una serie di prove inoppugnabili che sono state fornite”. Per il City quel deferimento era figlio di “errori, interpretazioni errate e confusione, tutto frutto dell’assenza di un giusto processo”, ritenendo il procedimento “insoddisfacente, limitato e ostile”. Ecco perchè oggi la punizione della Uefa viene accolta dal City come qualcosa di annunciato. Gli inglesi promettono battaglia ma Oltre Manica già ci si chiede se i soldi dello sceicco basteranno a trattenere Guardiola e gli altri big davanti alla prospettiva di due anni da spettatori in Champions.
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Fonseca “Contro l’Atalanta una delle partite più difficili”
“Mi aspetto una partita molto difficile, l’Atalanta è una grandissima squadra, molto aggressiva in difesa e con gran qualità in attacco. E’ fortissima, ha grandi giocatori e un grande allenatore, è una delle partite più difficili da affrontare”. Lo ha detto il tecnico della Roma, Paulo Fonseca, alla vigilia della trasferta di campionato a Bergamo contro l’Atalanta. “Dopo due sconfitte è tutto posto in dubbio, ma abbiamo fatto molte cose buone e dobbiamo tornare a farle – ha detto il tecnico portoghese in conferenza stampa – Mancini a centrocampo per le assenze di Diawara e Cristante? E’ una possibilità forte, con lui abbiamo fatto delle buone partite. Perez titolare? Devo essere onesto, ha fatto una buona partita contro il Bologna, è un ragazzo che sta capendo com’è il calcio italiano. Con l’Atalanta però sarà una gara particolare, forse non è il miglior momento per farlo partire dall’inizio”. Fonseca preferisce poi non commentare le parole recenti del direttore sportivo giallorosso Gianluca Petrachi, che ha ‘accusato’ la squadra di aver perso un po’ di umiltà dopo il derby: “In questo momento, non ci sono problemi e divisioni, lavoriamo tutti assieme per fare domani una buona partita”. “Per giocare nella mia squadra c’è bisogno di coraggio, e questi giocatori l’hanno quasi sempre avuto, anche in qualche partita persa, compresa quella con la Juventus. L’ultima partita (il ko all’Olimpico con il Bologna, ndr) è il risultato di quella persa con il Sassuolo”, ha concluso l’allenatore lusitano.
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Colpo doppio di Kilde, vince superG e vola in testa
A Saalbach è il giorno di Aleksander Aamodt Kilde. In un superG posticipato di oltre due ore per la neve e il forte vento, con una partenza ribassata allo start di riserva e con gli allenatori che si sono messi a spalare la neve per cercare di far cominciare la gara, spunta il norvegese che trova il colpo grosso: prima vittoria stagionale, nuovo leader della classifica generale e nuovo leader della classifica di specialità. Pulita, lineare, efficace la prestazione di Kilde, che è riuscito a trovare velocità in punti della pista non perfetti, per usare un eufemismo, fermando il cronometro in 58”30. Insieme a lui sul podio ci finiscono anche lo svizzero Mauro Caviezel (58”45), secondo, e il tedesco Thomas Dressen (58″61), terzo. Buona prestazione per Mattia Casse: l’azzurro, sceso con il pettorale numero uno in condizioni difficili, riesce a terminare la gara al quinto posto prendendo punti molto importanti. “Ho spinto a tutta, senza pensarci troppo. Ho perso qualcosa nella parte finale ma tutto sommato sono soddisfatto – ha commentato Casse – mi sto avvicinando ai migliori, adesso il mio obiettivo è cercare di fare meglio soprattutto in discesa”. Discreta prova di Emanuele Buzzi, che termina 14esimo a 1”07. “La pista era ancora buona quando sono sceso, anche se chiaramente è andata un po’ a deteriorarsi – ha ammesso l’italiano – Mi manca sempre di riuscire a fare una gara pulita da cima a fondo, però sono contento del risultato di oggi, mi dà fiducia e sono punti buoni per la qualificazione alle Finali”. Soddisfazione anche per Florian Schieder e Matteo Marsaglia, rispettivamente al traguardo venticinquesimo e trentesimo. In classifica generale Kilde si prende la leadership con 982 punti precedendo di 79 lunghezze il connazionale Henrik Kristoffersen e di 100 il francese Alexis Pinturault. Nella classifica di specialità Kilde sale a quota 336, dietro di lui Caviezel e Jansrud rispettivamente a 285 e 265. Il circuito maschile ritornerà la settimana prossima con la trasferta asiatica: tutti in Giappone, a Niigata Yuzawa Naeba, dove sabato 22 e domenica 23 sono in programma uno slalom gigante e uno slalom speciale. Kristoffersen e Pinturault sono chiamati ad una risposta perché, da oggi, c’è un nuovo leader.
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Hamilton “Voglio godermi ogni momento della stagione”
Dopo aver rivelato la livrea della sua auto per la stagione 2020 a Londra lunedì scorso alla presenza di Jim Ratcliffe, il boss di Ineos, il nuovo sponsor principale del team, la Mercedes si è svelata un po’ di più ai suoi fan oggi a Silverstone. Alcune foto della W11 scattate in studio sono state pubblicate per la prima volta su Twitter, solo per avere un’idea del design della monoposto che verrà affidata ancora una volta al britannico Lewis Hamilton e al finlandese Valtteri Bottas. A metà mattinata, si è svolta una diretta streaming dal circuito inglese, ovviamente alla presenza dei due piloti e del direttore della Mercedes, Toto Wolff. “Dieci anni fa Mercedes prendeva la grande decisione di passare da motorista a casa costruttrice – le parole di Wolff – Da quel momento sono cambiate molte cose, ma lavoriamo ancora con tanti partner che ci hanno supportato fin dall’inizio, come Petronas, che è rimasto il nostro sponsor principale”. “Mi sento da sempre parte di questa famiglia – il commento di Hamilton, che nel 2020 tenterà di eguagliare il record dei sette titoli iridati di Schumacher – Indosso il logo Mercedes da quando da ragazzino sono diventato pilota McLaren e dal 2013 questo legame è ancora maggiore”. Sul Mondiale ormai alle porte: “Cercherò di divertirmi. Sicuramente lavorerò duro, ma voglio godermi ogni momento di questa stagione”. “Anche se non lo mostro sono molto emozionato – le sensazioni di Bottas – È sempre bello scoprire come si comporta un’auto nuova, sentire come spinge il motore per la prima volta o come lavora l’aerodinamica. Riparto da un ottimo 2019, in cui ho fatto molti progressi e guadagnato tanta fiducia dalla squadra, ma deve essere un nuovo punto di partenza da cui migliorare ancora”. Successivamente il britannico e il finlandese hanno preso il volante per eseguire il tradizionale shakedown della monoposto, progettata, come il W9 e il W10, sotto la direzione tecnica di James Allison. L’obiettivo del team tedesco sarà quello di conservare i suoi titoli mondiali, piloti e costruttori, che ormai mette in bacheca da sei stagioni.
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