Un libero di Anthony Davis regala al Team LeBron il successo nel 69esimo All Star Game Nba, giocato nella notte a Chicago: 157-155 il finale per la squadra di James su quella guidata da Giannis Antetokounmpo. Il premio Mvp intitolato da quest’anno a Kobe Bryant è andato invece a Kawhi Leonard, top scorer del match con 30 punti. Format inedito per la partita delle stelle, con i primi tre quarti in cui si partiva sempre da 0-0: primo periodo al Team LeBron (53-41), secondo al Team Giannis (30-51), terzo in parità (41-41). Nell’ultimo parziale sono stati aggregati i punteggi (124-133) e la ‘quota’ vittoria è stata fissata a 157, ovvero il punteggio più alto registrato fino a quel momento fra le due squadre (133) più 24, l’ultimo numero indossato da Bryant. Il quintetto guidato dalla stella dei Lakers rimonta fino al 156-153, Paul sbaglia da tre, Embiid accorcia dalla lunetta fino al libero di Davis che chiude la contesa. LeBron James mette a referto 23 punti così come Paul, 25 sull’altro fronte per Antetokounmpo, 23 per Walker. Il Team LeBron ha giocato in maglia blu col numero 2, quello di Gianna Bryant, la figlia dell’ex campione scomparsa assieme al padre e ad altre 7 persone nel tragico incidente d’elicottero di tre settimane prima. In maglia rossa col 24 i giocatori del Team Giannis.
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L’All Star Game Nba lo vince il Team LeBron, Leonard Mvp
La Lazio batte l’Inter 2-1 in rimonta, decide Milinkovic
All’Olimpico di Roma, la Lazio ha battuto, in rimonta, per 2-1, l’Inter. Dopo lo 0-1, firmato da Young nel primo tempo, nella ripresa Immobile (dal dischetto) e Milinkovic-Savic hanno regalato i tre i punti ai capitolini.
La Lazio vola al 2° posto della serie A, in solitaria, a quota 56. La Juventus resta a una sola lunghezza (57); mentre i nerazzurri scivolano al 3° posto, a meno 3 dalla vetta. Il primo tempo è intenso, entrambe le squadre giocano a visto aperto. Al 9′ Milinkovic-Savic centra in pieno l’incrocio dei pali, sfiorando il vantaggio. L’Inter, dopo la conclusione di Lukaku deviata in corner da Strakosha, trova il gol dello 0-1 allo scadere. Al 44′ la prima firma italiana di Young, che approfitta della ribattuta del portiere avversario sul tiro di Candreva. Fischiatissimo, per tutta la partita, l’ex biancoceleste de Vrij, autore del fallo in area su Immobile a inizio ripresa. Dal dischetto al 50′ la punta non sbaglia, sigla l’1-1 e la 26esima rete in campionato in 24 gare. La Lazio ribalta la gara al 69′, Brozovic salva sulla linea il tiro di Marusic ma Padelli nulla può sul 2-1 di Milinkovic-Savic. Annullato al 33′ per fuorigioco il gol di Lautaro, Immobile sfiora il tris nel finale.
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Mertens rilancia il Napoli, Cagliari ancora ko
Il Napoli si rimette in moto anche in campionato dopo la battuta d’arresto contro il Lecce. Alla Sardegna Arena i partenopei passano per 1-0 sul Cagliari e si portano a due punti dal sesto posto occupato al momento da Verona e Parma. Primo tempo privo di grandi emozioni con il Napoli a gestire per gran parte del tempo il possesso palla, ma senza trovare lo spunto giusto per sbloccare il risultato. Quasi del tutto nullo nei primi 45’ in fase offensiva anche il Cagliari nonostante un buon piglio mostrato dal nuovo arrivato Pereiro, subito in campo per la squalifica di Nainggolan. Nella ripresa è un gioiello di Mertens a portare il Napoli avanti al 66’. Maran è costretto a scoprirsi, getta nella mischia anche Paloschi per dar peso all’attacco al fianco di un Simeone troppo isolato ma la reazione tanto attesa non arriva. Diventano nove le giornate senza tre punti per i sardi, ora nella seconda metà di classifica.
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Juventus-Brescia 2-0, la Fiorentina dilaga a Marassi
La Juve vince in casa, il Parma fa suo il derby emiliano, la Fiorentina dilaga a Genova e inguaia la Samp. Questi i verdetti delle tre gare delle 15 della 24esima giornata. Pronostici rispettati all’Allianz Stadium. Senza Ronaldo lasciato a riposo, i bianconeri battono 2-0 il Brescia e si portano a quota 57 punti. Tante assenze tra i lombardi (out Tonali tra gli altri) che al 10° perdono anche il secondo portiere Alfonso che deve lasciare spazio al terzo Andrenacci. Le cose si complicano ancor di più al 37° per l’espulsione di Ayè e, un minuto dopo, Dybala sblocca il risultato su punizione. Nella ripresa entra Pjanic costretto a uscire poco dopo per infortunio. Al suo posto Matuidi che serve a Cuadrado la palla del 2-0. Se preoccupa l’infortunio di Pjanic, la buona notizia è il ritorno in campo di Chiellini, cinque mesi e mezzo dopo la rottura del crociato.
Il Parma vince al Mapei Stadium. Il Sassuolo fa la partita e cerca il gol con Obiang, ma al 25° sono i crociati a passare in vantaggio con Gervinho che chiude un contropiede (proteste dei padroni di casa per un presunto fallo su Berardi a inizio azione), trovando così il modo migliore per riconciliarsi con compagni e club dopo quanto accaduto durante il mercato invernale. Caputo cerca il gol del pari, ma il Parma porta a casa i tre punti che valgono il sesto posto in compagnia del Verona.
Netta sconfitta casalinga per la Samp, risucchiata ancor di più nella zona retrocessione dopo le vittorie di Lecce e Genoa. I blucerchiati si arrendono alla Fiorentina che si impone per 5-1 a Marassi. Gara subito in salita per la squadra di Ranieri, sotto all’8° per l’autorete di Thorsby, al 18° raddoppia Vlahovic su rigore, al 39° viene espulso Murru: il secondo giallo porta al secondo penalty, sul dischetto va Chiesa che firma lo 0-3. Ancora un rosso al 44°, questa volta per il viola Badelj, la Samp prova a reagire e crea diverse occasioni ma Dragowsky non si fa superare. Nella ripresa altre due reti viola: il 4-0 lo sigla Vlahovic, il pokerissimo è di Chiesa che poco prima della doppietta personale aveva anche preso un palo. Al 90° accorcia Gabbiadini, ma è troppo tardi. Notte fonda e contestazione in casa Samp.
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Il Verona rallenta in Friuli, con l’Udinese è 0-0
Pareggio a reti bianche tra Udinese e Verona nel lunch match della ventiquattresima giornata di Serie A: alla Dacia Arena termina con uno 0-0 che può essere accolto positivamente da entrambe e che per quanto visto in campo è sostanzialmente giusto. Piccolo passo in avanti per i friulani che si portano a 26 punti (+4 sulla zona retrocessione), sale a 35 la squadra ospite e si conferma al sesto posto. Un’occasione per parte nel primo tempo. I friulani vanno vicini al gol con il tiro in diagonale di De Paul sul quale Silvestri è attento e respinge, a tre minuti dall’intervallo l’Hellas sfiora il vantaggio: colpo di testa perfetto di Kumbulla e parata prodigiosa di Musso, felino poi a smanacciare in un secondo momento evitando il tap-in di un avversario. Nella ripresa gioco spezzettato da continui falli e interventi dell’arbitro Abbattista, poi si scatenano i padroni di casa. Correttamente annullato un gol a De Paul per il precedente fuorigioco di Lasagna, gli ospiti sembrano stanchi e i friulani sfiorano ancora il gol con Becao di testa (bravo Silvestri) e con il tiro troppo fiacco di Ter Avest che spreca da ottima posizione. Sul fronte opposto Nuytinck salva sulla linea su Zaccagni. Finisce 0-0.
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Biathlon, Dorothea Wierer oro mondiale nell’inseguimento
Dorothea Wierer trionfa nell’inseguimento ai Mondiali di biathlon di Anterselva. Partita settima dopo la sprint, Wierer è salita gradualmente grazie alla precisione e alla velocità al tiro e a un fondo ordinato e potente. La rivale diretta, Marte Roiseland, tiene il passo fino all’ultimo poligono, un po’ ventoso, che costringe l’azzurra all’errore, subito pareggiato anche da un errore della norvegese. Poi l’ultimo tiro, quello decisivo. Wierer si ferma, non azzarda il tiro. Ragiona e spara solo a colpo sicuro, centrando il bersaglio. Cosa che Roiseland non fa e neppure la tedesca Denise Herrmann, pericolosa nella sua rimonta. Così l’azzurra parte sola, verso il traguardo posto a soli due chilometri. Ed è una cavalcata trionfale.
Wierer vince l’inseguimento ad Anterselva, esattamente come un anno fa ai pre Mondiali, ma questa volta è un trionfo che vale oro. E’ il secondo titolo Mondiale individuale per Wierer, che vince con il pettorale giallo di leader della Coppa del mondo davanti a Herrmann e Roiseland.
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L’Atalanta vince in rimonta, Roma battuta 2-1
Non basta un salto di qualità sul piano del gioco alla Roma per avere la meglio sull’Atalanta. La formazione di Gasperini si impone per 2-1 e allunga sui giallorossi a +6 nella corsa al quarto posto. Dopo due sconfitte consecutive, la Roma approccia bene ma la prima occasione da gol è della formazione di Gasperini: Zapata dà il via ad un contropiede che porta Gomez a tu per tu con Pau Lopez bravo a murare l’esterno argentino. Dopo i recenti passi falsi, Fonseca decide di non cambiare sistema di gioco ma solo gli interpreti: out Veretout e Mancini in mediana al fianco di Pellegrini vicino all’1-0 al 43’: Perotti salta Toloi e dalla linea laterale scarica per il numero 7 che a botta sicura non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. Ma la rete del vantaggio giallorossa è solo rimandata: al 45’ Palomino perde palla, Dzeko ne approfitta e batte Gollini col mancino. Ma nella ripresa Palomino sfrutta subito la prima chance per riscattare l’errore: Djimsiti prolunga un pallone sugli sviluppi di un calcio d’angolo e il difensore centrale argentino in spaccata mette in rete. Al 59’ c’è la svolta della partita: Gasperini cambia Zapata con Pasalic e all’ex Milan basta il primo pallone giocato per depositarlo in rete con un tiro a giro da buona posizione in area dopo un errore di Pellegrini. La squadra di Fonseca prova l’assedio finale con gli ingressi in campo di Carles Perez, Villar e Veretout ma il risultato non cambia: l’Atalanta consolida il quarto posto in vista dell’ottavo di finale di andata di Champions League contro il Valencia, la Roma non esce dalla crisi.
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Il Genoa espugna il Dall’Ara, 3-0 al Bologna
Il Genoa conquista tre punti fondamentali in chiave salvezza e risponde al Lecce che ha vinto nel pomeriggio. I ragazzi di Nicola espugnano il Dall’Ara di Bologna con un netto 0-3 firmato da Soumaoro, Sanabria e Criscito su rigore e trovano il quarto risultato positivo consecutivo: si ferma invece a tre vittorie di fila la striscia dei felsinei di Mihajlovic, apparsi oggi poco combattivi rispetto alle ultime uscite. Poco prima della mezzora di gioco Soumaoro trova il gol del vantaggio del Grifone nel match d’esordio con un tap-in su assist di un altro difensore come Masiello, passano cinque minuti e il Var è protagonista: Schouten commette un fallo durissimo su Behrami, Massa inizialmente ammonisce l’olandese, ma dopo una on field review decide di trasformare in rosso diretto il provvedimento per il centrocampista. I padroni di casa non reagiscono e a un minuto dall’intervallo c’è il raddoppio ligure con l’azione in coast to coast di Sanabria, che porta palla per settanta metri, dribbla gli avversari resistendo ai tentativi di fallo e buca Skorupski con un diagonale per la verità non irresistibile. Nella ripresa assetto ultra offensivo degli emiliani che però non porta a risultati concreti: il Grifone difende bene e trova un rigore all’ultimo minuto (espulso Denswil nell’occasione e Bologna in 9) che viene trasformato da Criscito per il definitivo 0-3 con cui spaventa tante altre squadre, risucchiate ora nella lotta per non retrocedere.
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