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VINCONO LAZIO E ROMA, VIOLA KO A VERONA

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La Lazio vince a Reggio Emilia, la Roma supera il Brescia, mentre il Verona batte al Bentegodi la Fiorentina. La Lazio non perde l’occasione di consolidare il terzo posto e vola a quota 27 in classifica, a più 2 dalla Roma e a meno 7 dall’Inter seconda. I biancocelesti volano con i gol di Immobile al 34′ e di Caicedo al 91′, dopo il pareggio di Caputo al 45′, e centrano la quinta vittoria consecutiva nella 12esima giornata di campionato alla ripresa dopo la sosta delle nazionali.
Le rondinelle prive di Balotelli reggono solo un tempo all’Olimpico e lo fanno anche in maniera ordinata. Poi, nella ripresa, si svegliano i difensori di Fonseca: Smalling segna la rete del vantaggio, poi serve l’assist a Mancini per il 2-0 in pochi minuti dando l’indirizzo finale alla gara. Poi arriva la rete di Zaniolo annullata ma è buona quella di Dzeko (assist di Smalling) alla sesta rete stagionale.
Il Verona fa valere il fattore campo e costringe la Fiorentina alla terza sconfitta nelle ultime cinque gare. Dragowski salva diverse volte la porta viola ma nulla può al 66′ su Di Carmine che lo trafigge dopo un tiro da fuori. Per gli scaligeri terza vittoria in campionato e nono posto, che li mette proprio davanti alla squadra di Montella.
(ITALPRESS).

SAMP BATTE UDINESE ED ESCE DALLA ZONA CALDA

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La Sampdoria batte l’Udinese uscendo momentaneamente dalla zona calda della classifica. Per i liguri tre punti fondamentali per l’obiettivo salvezza, ottenuti contro una diretta concorrente. E’ il primo successo a Marassi nella gestione Ranieri, dopo tre pareggi di fila, il secondo in stagione: arriva la prima sconfitta, invece, per Luca Gotti alla guida dei friulani in quella che potrebbe essere la sua ultima gara da allenatore dei bianconeri. Gli ospiti partono meglio e passano in vantaggio intorno alla mezzora con il primo acuto di Ilija Nestorovski, che scippa un distratto Bertolacci e, complice la deviazione di Colley, trafigge Audero. Il macedone aveva gia’ trovato la via della rete dopo tre minuti, ma il Var aveva portato all’annullamento per fuorigioco. La reazione dei padroni di casa arriva nell’ultimo dei cinque minuti di recupero: punizione perfetta di Manolo Gabbiadini che non lascia scampo a Musso e firma il pareggio a pochi istanti dall’intervallo. Dopo cinque minuti nella ripresa clamorosa ingenuita’ di Jajalo che viene ammonito per la seconda volta e lascia gli ospiti in dieci uomini. Un’altra ingenuita’, stavolta di Troost-Ekong che entra in ritardo in area su Quagliarella, regala un rigore ai blucerchiati (assegnato col Var, Pairetto non aveva visto): dal dischetto si presenta Ramirez che spiazza Musso e regala la vittoria ai doriani.
(ITALPRESS).

BOLOGNA-PARMA PARI ALL’ULTIMO RESPIRO

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Il Parma beffato all’ultimo respiro al Dall’Ara nel derby emiliano contro il Bologna. Nel lunch match della tredicesima giornata di Serie A gli uomini di D’Aversa incassano il 2-2 nel recupero e vedono sfumare i tre punti. Al 17’ è ancora una volta il classe 2000 Dejan Kulusevski a ritagliarsi un ruolo da protagonista sbloccando il risultato con un mancino a giro dal limite dell’area. Il Bologna rischia di subire il raddoppio pochi minuti dopo sul contropiede che porta Sprocati al tiro ma al 40’ trova il pareggio: Palacio segna di testa sull’assist dalla bandierina di Orsolini e riporta in partita i rossoblu. I padroni di casa premono sull’acceleratore in avvio di secondo tempo presentandosi con più insistenza dalle parti di Sepe ma il pericolo numero uno è sempre Kulusevski che al 62’ colpisce il palo con Skorupski ancora una volta battuto. Il nuovo vantaggio del Parma arriva al 71’ con il 2-1 firmato da Iacoponi servito con i tempi giusti in profondità da Kucka. La doccia gelata per i gialloblu arriva al 95’: ancora una volta su corner il neo-entrato Paz fa la torre per Dzemaili che scaglia sotto la traversa il gol del pareggio.

(ITALPRESS)

KRISTOFFERSEN VINCE SLALOM LEVI, MOELGG DECIMO

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Henrik Kristoffersen torna alla vittoria, la prima stagionale dopo un deludente gigante inaugurale. Il norvegese fa suo lo slalom di Levi, rimontando il francese Clement Noel a seguito di una prima manche dominata dal francese. Sotto una nevicata torrenziale e temperature piuttosto basse, il classe 1994 di Lørenskog mette a referto una seconda manche praticamente perfetta a differenza dei rivali. Per Noel qualche sbavatura importante all’ingresso del muro, inutile il tentativo di rimonta finale che accorcia solamente il gap a 9 centesimi. Completa il podio finlandese Daniel Yule, a 18 centesimi dalla testa e pulito nella sua azione. Fuori dai primi tre invece il connazionale Ramon Zenhaeusern, anche lui poco preciso e condizionato da una pista deteriorata rispetto all’avvio di manche. Rammarico e rimpianti per Dave Ryding dopo il sorprendente secondo tempo nella prima manche: il britannico perde la linea ed esce di pista a qualche porta dal traguardo. Positivo il bilancio italiano. Manfred Moelgg chiude in top-10 (decimo a +0″98) nonostante una seconda prova a ribasso, viziata da qualche disattenzione sul muro: “Speravo di salire sul podio, ma va bene così – ha affermato ai microfoni della Fisi – Nella seconda manche ho perso un po’ il ritmo nella parte finale, ma sono molto contento della sciata che ho espresso”.

L’altoatesino si conferma in buono stato di forma, quest’anno potrà dire la sua e riscattare la sfortunata scorsa stagione. Infine merita menzione la prestazione di Alex Vinatzer, classe 1999 di Bolzano che rappresenta il futuro del movimento tricolore. Per lui il miglior piazzamento in carriera che equivale ad un dodicesimo posto, oltre ad una buona dose di fiducia in vista dei prossimi appuntamenti: “Ho sfiorato il mio obiettivo che era quello di entrare nella top-10, ma ho fatto un paio di errori – ha ammesso al termine della gara – altrimenti avrei potuto tirare un po’ di più”. Il prossimo appuntamento con il circo bianco maschile è fissato per sabato 30 novembre con la discesa di Lake Louise. Le discipline tecniche tornano a dicembre in quel di Beaver Creek.
(ITALPRESS).

PIERO FERRARI “OBIETTIVO TORNARE A VINCERE”

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“L’Obiettivo è vincere ancora e tornare sul tetto del mondo. Ci teniamo tutti e io come tutti gli altri che qui lavorano duramente tutti i giorni, che sono una grande squadra!”
Sono le parole di Piero Ferrari, Vice presidente della Ferrari e figlio del grande Enzo, in una intervista a Extratime, il programma sportivo di Radio1 Rai a cura di Paolo Zauli e Massimiliano Graziani, con la regia di Ombretta Conti, in onda ogni domenica mattina alle 7.15.
“Una sera, quando avevo 16 anni, andammo a cena e poi mi disse ‘vieni con me che devo passare a Maranello’…In realtà non aveva nessuna necessità di venire in ufficio, ma mi prese e mi accompagnò attraverso l’azienda e me la fece vedere…non c’ero mai stato prima …non mi disse nulla ma io capii che era un segno e che questa azienda sarebbe stata nel mio futuro e nella mia vita”

“Cosa ha lasciato Enzo Ferrari? I dipendenti della Ferrari di oggi non lo hanno conosciuto, ma è come se lui fosse ancora lì. Mio padre ha lasciato qualcosa di impalpabile, una sorta di DNA dell’azienda per cui chi lavora qui sente un senso di appartenenza, un senso del dovere e il piacere di contribuire a realizzare delle automobili che danno soddisfazione a chi le costruisce e a chi ha la fortuna di usarle” ha continuato Piero Ferrari che alla domanda su quali sono i piloti che Enzo Ferrari ha apprezzato di più ha risposto: “In ogni epoca ci sono stati dei piloti con cui mio padre ha avuto un feeling e che ha amato molto. Negli anni 50 Alberto Ascari che è stato l’unico italiano a vincere dei titoli mondiali. Negli anni ’70 Nicky Lauda, perché mio padre amava molto provare piloti giovani, lanciarli nella Formula 1 e farli diventare dei campioni e negli anni ’80 Michele Alboreto: l’italiano che tornava a pilotare una Ferrari…e mi parlava anche di Guy Moll, un pilota che sarebbe potuto diventare più veloce di Nuvolari”

“Per vincere in formula 1 – prosegue Piero Ferrari – devi avere il meglio di entrambi: il pilota che non faccia errori e che sappia utilizzare il 100 per cento della prestazione della macchina…e la macchina che dia il 100 per 100 dal primo all’ultimo giro…e anche la squadra, perché anche la strategia è molto importante, come importanti i Pit stop e saper utilizzare le gomme al meglio…Oggi c’è una competizione talmente serrata che se non hai il massimo di tutto non riesci a vincere…Noi ci siamo sempre stati dalla prima edizione della F1 ad oggi ed è importante esserci ogni anno, con grande forza d’animo, per provare a vincere…io spero che la Ferrari come azienda mantenga sempre le due anime: la parte Gt che produce auto sempre più belle e la parte F1 che produce delle vittorie. Era il sogno di mio padre ed è il sogno di tutti quelli che oggi lavorano qui”.
(ITALPRESS).

SUCCESSO PER BELI E GLI SPURS, KO MELLI E I PELICANS

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Ritorno alla vittoria per i San Antonio Spurs. Il successo arriva dopo ben otto sconfitte consecutive. Al Madison Square Garden battuti i New York Knicks
con il puntegio di 111 a 104. Torna a sorridere il nostro Marco Belinelli che mette a referto 8 punti in 17 minuti in cui è stato in campo. I migliori realizzatori degli Spurs sono Aldridge con 23 punti e DeRosan con 21. Per i Knicks 20 punti di Morris 20.

Sconfitta, invece, per i New Orleans Pelicans, superati per 128 a 120 dagli Utah Jazz: alla fine a risultare decisiva è la brutta partenza di Melli e compagni; l’italiano gioca 16 minuti realizzando sei punti. Non basta la buona prestazione di Ingram condida da ben 33 punti. Dall’altra parte Mitchell ne fa 37.

Continua la cavalcata dei Los Angeles Lakers che passano anche a Memphis contro i Grizzlies per un solo punto (108-109): con 14 vittorie e due sconfitte è proprio dei Lakers il record Nba. LeBron James, sempre sugli scudi con 30 punti, quindi Anthony Davis si ferma a 22.
Nessuno ostacolo per Philadelphia 76ers che liquida con un imponente 113-86 Miami Heat al termine di una gara dominata fin dalle prime battute.

Non si fanno pregare neppure i Milwaukee Bucks che superano Detroit Pistons per 104-90 ottenendo la settima vittoria consecutiva; Giannis Antetokounmpo protagonista forte dei suoi 28 punti e 10 rimbalzi.
Dopo sei sconfitte e privi di Kevin Love tornano a vincere i  Cleveland Cavaliers che superano Portland Trail Blazers con il punteggio di 110-104; per i Blazers è crisi.

Un altra vittoria col brivido finale è quella dei Chicaho Bulls che si impongono a domicilio su Charlotte Hornets per 116 a 115;
grande protagonista Zach LaVine, autore di ben 49 punti con 13 triple.

Vincono anche gli Indiana Pacers contro Orlando Magic per 111 a 106: per i padroni di casa 25 punti di Sabonis 25 e per Orlando 26 di Fournier.

I campioni in carica dei Toronto Raptors si impongono in casa degli Atlanta Hawks (119-116) a cui non basta la seconda tripla doppia in carriera di Trae Young (30 punti, 10 rimbalzi e 10 assist).
(ITALPRESS).

L’INTER RISPONDE ALLA JUVE, TORINO TRAVOLTO 3-0

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L’Inter riprende la rincorsa alla Juventus espugnando l’Olimpico Grande Torino per 0-3. Niente da fare per la squadra allenata da Mazzarri, in affanno già dalle prime battute.
Il match per i padroni di casa si mette in salita sin da subito con l’infortunio di Belotti e il vantaggio firmato dal solito Lautaro Martinez al 12’, scattato sul filo del fuorigioco sul suggerimento di testa di Vecino. I granata abbozzano una reazione ma, nel momento di massima pressione, dimenticano De Vrij sul secondo palo che da pochi passi segna il 2-0 sugli sviluppi di un corner. Handanovic impedisce al Toro di accorciare le distanze a pochi secondi dal duplice fischio di Maresca. Nel secondo tempo l’Inter mette in ghiaccio la partita con la ripartenza guidata da Brozovic e chiusa da Lukaku al 55’ con un diagonale che passa tra le gambe di Bremer e non lascia scampo a Sirigu. I cambi di Mazzarri con Aina e Berenguer danno all’undici granata una connotazione più offensiva ma l’attacco del Torino non riesce a impedire ad Handanovic il quinto clean sheet in campionato: l’Inter resta a -1 dalla Juventus, il Toro nella parte destra della classifica appaiati al Milan.
(ITALPRESS).

FRA MILAN E NAPOLI È 1-1, IN GOL LOZANO E BONAVENTURA

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Milan e Napoli non vanno oltre l’1-1 a San Siro e non riescono a reagire alle recenti crisi di risultati. Nell’avvio del match è la squadra di Pioli a dominare il gioco ma la formazione di Ancelotti passa in vantaggio alla prima occasione: Insigne calcia da fuori area e trova la traversa ma sulla ribattuta Lozano è il più veloce ad impattare di testa e battere Donnarumma. Ma il vantaggio partenopeo dura poco meno di cinque minuti: Bonaventura riceve un assist di Krunic e lascia partire un destro che non lascia scampo a Meret. Nella ripresa il Milan continua ad avere il pallino del gioco ma al primo errore rischia grosso: Biglia perde un pallone, Mertens dà il via alla ripartenza e serve Elmas ammonito per simulazione dopo una goffa caduta in area successiva all’uscita di Donnarumma. Al 79’ il Milan ha l’ultima occasione per il raddoppio: Piatek riceve la palla del 2-1 ma da pochi passi trova l’opposizione di Koulibaly in scivolata.
(ITALPRESS).