Due partite nella notte Nba e un solo italiano in campo. Si tratta di Nicolò Melli che partecipa al terzo successo consecutivo dei Pelicans. New Orleans vince 124-121 sul parquet dei Phoenix Suns e l’italiano, in 21 minuti, mette a referto 9 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. I trascinatori sono Brandon Ingram, JJ Redick e Jrue Holiday rispettivamente con 28, 26 e 23 punti senza dimenticare i 19 di Moore, il migliore tra i giocatori partiti dalla panchina. Per i Suns il migliore è Oubre Jr con 25.
Nell’altra gara della notte ancora un successo per Milwaukee che comanda a Est con un ruolino di marcia di 12 vittorie e tre sconfitte. Questa volta i Bucks, davanti ai propri tifosi, battono 137-129 i Portland Trail Blazers e, ancora una volta, il grande protagonista del match è Giannis Antetokounmpo, devastante con la sua tripla doppia da 24 punti, 19 rimbalzi e 15 assist. Il più prolifico è Bledsoe che ne fa 30, in doppia cifa anche Connaughton (18), DiVincenzo (16), Matthews (12) e Lopez (10).
Senza Lillard i Blazers lottano fino alla fine, trascinati da CJ McCollum che fa registrare al suo attivo 37 punti, 10 assist e 6 rimbalzi, dà il suo contributo anche Carmelo Anthony con 18 punti e 7 rimbalzi, così come Skal Labissiere che mette a referto una doppia doppia con 22 punti e 12 rimbalzi.
(ITALPRESS).
VINCONO I PELICANS DI MELLI, BUCKS INARRESTABILI
TENSIONE IN ALLENAMENTO, BALOTELLI ALLONTANATO
Tensione verso la parte finale dell’allenamento del Brescia sui campi del centro sportivo di Torbole Casaglia. Mario Balotelli sarebbe stato invitato in maniera energica dal tecnico Fabio Grosso a lasciare l’allenamento e dirigersi verso gli spogliatoi. “Mario vai! Mario vai” le frasi riportare da chi ha assistito alla scena. La sessione pomeridiana di lavoro delle rondinelle stava volgendo al termine quando il tecnico del Brescia si sarebbe rivolto all’attaccante intimandogli di lasciare l’allenamento in corso di svolgimento. Poco dopo il giocatore è uscito salendo sulla propria vettura prendendo il cancello d’uscita sgommando. Nello stesso istante che Balotelli lasciava il centro sportivo la squadra stava ancora effettuando le esercitazioni tattiche agli ordini di Fabio Grosso. Dal canto suo il Brescia Calcio ha cercato di ricomporre la frattura. Secondo la ricostruzione fornita dal club Balotelli, al pari di Romulo e Tonali, ha lasciato anzitempo l’allenamento senza particolari problemi in particolare con Fabio Grosso. Intanto, la corte sportiva d’appello nazionale della Figc, in merito al ricorso presentato dal Verona sulla chiusura del settore Poltrone Est in occasione della prossima gara con la Fiorentina decretato dal giudice sportivo per i cori razzisti contro SuperMario, “ha disposto un supplemento istruttorio e nelle more ha sospeso la sanzione”.
(ITALPRESS).
GRAVINA “PRESIDENTE LEGA IL 2 DICEMBRE O COMMISSARIO”
Se il 2 dicembre, giorno previsto per l’assemblea elettiva a seguito delle dimissioni di Gaetano Miccihè, non sarà eletto il nuovo presidente della Lega di serie A, scatterà in automatico il commissariamento ad acta. Lo ha deciso il consiglio federale della Figc, indicando in Mario Cicala l’eventuale commissario. “C’è grande amarezza, condivisa dal Consiglio Federale, per le dimissioni di Miccichè, avrà avuto le sue valide ragioni, ma il mio auspicio è che possa tornare sui suoi passi e dare una continuità e una stabilità alla Lega di Serie A”, le parole del presidente federale Gabriele Gravina. “Il mio è un auspicio per il ruolo e per la persona. Personalmente non sarò mai disponibile a fare il commissario: non c’è da parte mia, o della Federazione, la volontà di invadere il campo o procedere in processi che generano rapporti di invasione: c’è solamente massima attenzione affinche’ ci sia continuità e stabilità all’interno della Lega di Serie A”. Gravina ha proseguito: “Le dimissioni di Miccichè sono un danno per la Lega di A, per il mondo del calcio e per il mondo dello sport, ho invitato Miccichè a questo senso di responsabilità, ma la sua risposta è stata molto netta, non accetta l’idea che qualcuno mettesse in dubbio e offuscasse la sua dignità”. E sull’elezione di Miccichè che ha portato a polemiche fino alla decisione dello stesso ormai ex presidente della Lega, Gravina ha aggiunto: “Qui c’è una chiara leggerezza nell’aver risolto un problema di natura statutaria attraverso un voto palese non previsto dallo statuto. Da qualunque parte sia provenuta non è stato un problema di uno o due soggetti, in quella stanza c’erano tanti protagonisti che hanno generato dei problemi ad una sola persona, Miccichè, che in quella stanza non c’era. Il tempo non sana una nullità insanabile – ha sottolineato il numero uno del calcio italiano – il commissario ad acta, Mario Cicala, potrà valutare la possibilità di modificare quello statuto, che è fatto male. E’ un atto politico che io auspico”.
(ITALPRESS).
IL RITORNO DI MOURINHO “ADESSO MI SENTO PIÙ FORTE”
Non intende fare rivoluzioni ma trasmettere a Kane e soci la sua mentalità vincente, facendo soprattutto tesoro degli errori commessi in passato. L’era Mourinho al Tottenham è appena iniziata. Conferenza stampa di presentazione per lo Special One, chiamato a raccogliere il testimone di Pochettino e guidare alla risalita una squadra che è affondata al 14esimo posto in Premier dopo una stagione che l’ha vista arrivare fino alla finale di Champions. E il primo pensiero di Mou va proprio al suo predecessore. “Voglio fare i complimenti a Pochettino per il lavoro che ha fatto e questo club sarà sempre casa sua, potrà venire quando vuole, la porta è sempre aperta per lui. E per la mia esperienza posso garantirgli che ritroverà la felicità, troverà un grande club e avrà un grande futuro”. Esonerato a dicembre scorso dal Manchester United, il tecnico portoghese non vedeva l’ora di tornare in panchina per quanto, in questi mesi, si sia divertito a fare il commentatore. “Ma questa è la mia vita, è quello a cui appartengo e che mi rende davvero felice. Non sto sorridendo molto perchè fra due giorni c’è una partita e non c’è molto tempo per lavorare ma nel profondo sono davvero felice”. Mou è consapevole della sfida che ha davanti. “Ogni volta che una squadra cambia allenatore a stagione in corso è perchè la situazione non è buona. Ma qui c’è un potenziale enorme e una delle ragioni per cui ho accettato è la visione che Levy mi ha offerto sul club e sulla qualità della squadra. So di avere potenzialmente in mano un grande incarico”, prosegue il portoghese, che mette subito a tacere le voci di mercato che hanno accostato agli Spurs calciatori come Bale o Bruno Fernandes. “Avere questa squadra è un dono, non ho bisogno di altri giocatori, sono contento di quelli che ho. Ho solo bisogno di più tempo con loro. Li conosco per averli affrontati ma non basta. Ho provato a prenderne alcuni di loro quando ero altrove e voglio rispettare il lavoro che hanno fatto in questi cinque anni. È un update, non un cambiamento. Sono qui per provare a capire perchè i risultati non sono stati buoni nell’ultimo anno in Premier, non per fare stravolgimenti e creare confusione. Non posso pensare di arrivare qui e cambiare le cose in due o quattro giorni, anche perchè è la seconda volta in carriera che prendo una squadra in corsa. Mi era successo al Porto nel 2001, devo quindi avere fiducia in quello che è stato fatto prima. Ovviamente io e il mio staff abbiamo le nostre idee e cambieremo qualcosa ma non posso pensare di lasciare subito la mia impronta”.
Per Mourinho stare lontano dal calcio giocato è stata dura ma è stata anche l’occasione per guardarsi indietro. “Ho sempre pensato che questi 11 mesi non fossero una perdita di tempo, mi sono serviti per pensare, analizzare, prepararmi. Non perdi mai il tuo Dna, la tua identità, tu sei quello che sei nel bene e nel male. Ma ho avuto modo di riflettere su molte cose, ho capito di aver fatto degli errori e non li ripeterò. Non mi sento più pronto, lo sono sempre stato, ma sono più forte da un punto di vista emotivo. Mi sento rilassato, motivato, pronto, e penso che i giocatori lo abbiano sentito in questi due giorni. Qui non si tratta di me, ma del club, dei tifosi, dei calciatori, sono qui per provare ad aiutare tutti”. Il portoghese si definisce “umile, lo sono abbastanza per provare ad analizzare tutta la mia carriera, la sua evoluzione, i problemi e le soluzioni, senza incolpare nessuno. Alle volte avere una pausa è positivo. È stata la mia prima estate senza una panchina, non è stato facile, mi sentivo un po’ perso ma ho imparato tanto”. Il suo passato al Chelsea o allo United non lo condizionerà. “Sono un uomo del club, di tanti club. Ho deciso di vivere diverse avventure in diversi Paesi, vincendo in Inghilterra, Spagna e Italia. Ma ho sempre detto che la Premier League è il mio habitat naturale, dove mi sento davvero felice – ha aggiunto – Adesso ho una sola maglia, una sola passione, una sola cosa in testa che è il Tottenham. Ho vinto la Champions col Porto e tre mesi dopo l’ho affrontato da avversario, è la vita. Io non sono il Chelsea, non sono lo United o il Real o l’Inter, sono tutti loro, ho dato tutto a tutti ed è quello che farò anche qui”. Il primo passo è comunicare la sua mentalità alla squadra. “Quando non vinco non posso essere felice, fa parte del mio Dna e spero di trasmetterlo ai miei giocatori. Se sei felice dopo aver perso una partita, diventa difficile diventare un vincente”. E su quelle che sono le prospettive del Tottenham, assicura che “nessuno vuole più di me che vinca. Non possiamo vincere la Premier quest’anno ma potremo nella prossima stagione. Non dico che lo faremo ma che possiamo. Capisco che la gente mi terrà d’occhio, è come quando arriva un top player. Ma qui si tratta di noi, dobbiamo andare insieme nella stessa direzione e pensare alle cose buone che possiamo fare”.
Perchè il Tottenham non si sia ripreso dopo la sconfitta di Madrid “non lo so, non ho mai perso una finale di Champions ma posso immaginare che non sia facile. Pensate però al Liverpool: un anno perdono la Premier per un punto e la finale di Champions, l’anno dopo vanno fortissimo in Premier e vincono la Champions”. Non manca una battuta sulle voci relative al Real dele scorse settimane: “Ho ancora degli amici lì, il primo dei quali è il presidente con cui ci vogliamo bene. Sono molto fiero di lasciarmi dietro questi rapporti: ieri ho ricevuto 50 messaggi dalla gente del Manchester United, questa è la cosa più importante al di là dei trofei”.
(ITALPRESS).
DIECI PUNTI PER BELINELLI, MA SPURS ANCORA KO
Si allunga la striscia negativa di San Antonio. Gli Spurs di Marco Belinelli (unico italiano in campo nella notte Nba) perdono a Washington arrendendosi ai Wizards che si impongono 138-132 e infliggono ai texani la sesta sconfitta consecutiva. Il “Beli” per la prima volta nella stagione va in doppia cifra mettendo a referto 10 punti, due assist e un rimbalzo in 14 minuti, ma nonostante siano in 7 a fare meglio di lui, gli Spurs perdono ancora, condannati da una difesa che non trova le giuste contromisure. Inutili, dunque, i 31 punti di DeMar DeRozan, i 19 di Forbes, i 18 di Gay, i 16 di Mills, i 15 di Murray, i 12 di Aldridge (per lui anche 10 rimbalzi) e gli 11 di Poeltl. Sette in doppia cifra per i Wizards con Bradley Beal che ne fa 33 e con Bertans e Smith che dalla panchina danno un contributo di 21 punti a testa.
Nella altre gare della notte spicca il successo dei Milwaukee Bucks che, complice il ko di Boston, raggiungono la vetta della Eastern Conference, battendo 135-127 Atlanta Hawks, con il solito Giannis Antetokounmpo a fare la differenza e a mettere a referto 33 punti e 11 rimbalzi. Come detto ko per i Celtics che cedono all’overtime sul parquet dei Clippers. La franchigia di Los Angeles si impone 107-104 con i 27 punti di Williams, i 25 di George e la doppia doppia di Beverley (14 punti e 16 rimbalzi).
Vincono anche Philadelphia (109-104 sui Knicks), Toronto (113-97 su Orlando), Miami (124-100 sui Cavaliers), Brooklyn (101-91 sugli Hornets), Dallas (142-94 su Golden State con uno straripante Luka Doncic da 35 punti, 11 assist e 10 rimbalzi), Chicago (109-89 sui Pistons), Utah (103-95 contro i Timberwolves) e Denver che batte 105-95 Houston con Nikola Jokic da un lato e James Harden, per i Rockets, che mettono a referto 27 punti a testa, ma con il 15 dei Nuggets che porta a casa la doppia doppia aggiungendo 12 rimbalzi al suo score personale.
(ITALPRESS).
VELISTI DA LUNA ROSSA CON KINDER JOY OF MOVING
Visita alla base di Luna Rossa Prada Pirelli a Cagliari per i vincitori dei Campionati Italiani Giovanili in Singolo e Coppa Primavela 2019 FIV. Per i giovani velisti è stata una giornata di intense emozioni, una giornata per alimentare il loro sogno di sportivi ed atleti. I ragazzi ed i loro allenatori hanno potuto vivere il clima che si respira all’interno del Centro guidati da Max Sirena – veterano della Coppa America e Team Director di Luna Rossa – che ha illustrato i principali momenti di avvicinamento alla più famosa regata del mondo, arricchendo il suo racconto di tanti dettagli tecnici e sulla preparazione atletica seguito con curiosità e attenzione dai piccoli ospiti. Per i giovani campioni di oggi un assaggio di quello che per molti è già un sogno.
La base di Luna Rossa Prada Pirelli, sul molo Ichnusa, è situata nella stessa area che ospita il nuovo Centro di Preparazione Olimpica della Federazione Italiana Vela. Per la Federazione una sinergia volta alla maturazione di alcuni atleti di punta nell’ottica di valorizzazione del proprio comparto di Alto Livello. L’iniziativa è stata organizzata e sostenuta con la collaborazione di Kinder Joy of Moving partner Fiv che si affianca a tutte le attività della promozione della vela giovanile a partire dalla classe Optimist ai progetti di Vela a Scuola e Scuole Vela Fiv Vela dei e Trofei giovanili.
(ITALPRESS).
ITALIA FUORI DALLA DAVIS, STATI UNITI VINCONO 2-1
Si chiude dopo una lunga maratona notturna la Coppa Davis dell’Italia. Gli azzurri salutano la prima edizione con il nuovo format, perdendo 2-1 contro gli Stati Uniti. Con il match ancora in corso, da registrare l’abbandono dell’Australia sul 2-0 dopo un solo game del doppio che consente così al Belgio di incassare un 6-0 6-0 che condanna gli azzurri. In ogni caso alla fine, intorno alle 4 del mattino, l’ItalTennis va ko contro gli Stati Uniti che si aggiudicano per 2-1 la sfida del Gruppo F. Nel primo singolare Fabio Fognini si è imposto per 6-4, 6-7(4), 6-3, in un’ora e 52 minuti di gioco, Reilly Opelka. Nella sfida tra i numeri uno dei rispettivi team, invece, Matteo Berrettini ha ceduto per 5-7, 7-6(5), 6-2 a Taylor Fritz dopo due ore e 18 minuti. In chiusura, in piena notte, il doppio tra la coppia azzurra Simone Bolelli/Fabio Fognini e quella americana Sam Querrey/Jack Sock ha visto gli statunitensi imporsi in tre set: 6-7(4), 7-6(2), 6-4 il punteggio. Lunedì nella prima uscita l’Italia aveva ceduto per 2-1 al Canada (con Fognini sconfitto da Pospisil, Berrettini che ha ceduto sul filo di lana a Shapovalov e il doppio a dimezzare il passivo) che martedì ha staccato il pass per i quarti superando per 2-1 gli americani.
(ITALPRESS).
MANCINI “VOGLIAMO ESSERE RICORDATI PER UNA VITTORIA”
“Abbiamo messo le basi della nazionale, in un tempo cosi’ breve e’ una cosa ottima. Ma non abbiamo ancora vinto alcun trofeo: ci piacerebbe essere ricordati per qualche vittoria”. Questo l’auspicio del commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, Roberto Mancini, presente a Roma per il Social Football Summit. “Queste dieci vittorie ottenute nelle qualificazioni a Euro2020 ci fanno piacere, perche’ i tifosi si sono riavvicinati alla nazionale. Potevamo riuscirci solo giocando bene, noi abbiamo sempre vinto e questa e’ una cosa bella – ha sottolineato il ct degli azzurri – Le prossime due amichevoli saranno importanti perche’ non c’e’ molto tempo da qui agli Europei. Saranno senza dubbio test di alto livello: l’importante e’ continuare ad avere questo tipo di gioco e di mentalita’, oltre all’atmosfera che si e’ creata attorno all’Italia”. Infine una battuta sulla nazionale: “Ho sempre sperato di allenarla prima dei 60 anni, ci sono riuscito a 54. Mi sono detto: alleni la nazionale e vinci un Europeo o un Mondiale”. ha detto il ct con un sorriso. “Balotelli all’Europeo? Mancano ancora sei mesi. Il gruppo e’ quello odierno, possono cambiare uno o due elementi: ne posso portare solo 23, dispiace perche’ almeno altri dieci lo meriterebbero, ma qualcuno purtroppo non sara’ convocato alla fase finale”.
(ITALPRESS).










