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LE YAMAHA DETTANO IL PASSO NEI TEST DI VALENCIA

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Le Yamaha lanciano già il guanto di sfida. Seconda e ultima giornata di test a Valencia e tre M1 ai primi tre posti nella classifica dei tempi. Il più veloce di questa due giorni è Maverick Vinales, che ferma il cronometro a 1’29″849, abbassando di oltre tre decimi il miglior tempo firmato ieri da Fabio Quartararo. Il francese del team Petronas SRT è comunque il primo rivale dello spagnolo, staccato di 164 millesimi, e alle sue spalle c’è il compagno di squadra Franco Morbidelli, che da Vinales accusa invece 0″265. “Stiamo lavorando sul motore nuovo, dobbiamo ancora migliorare ma sembra la strada giusta – l’analisi a fine giornata del 24enne di Figueres – Manca ancora potenza, manca ancora un altro step ma sono abbastanza contento del telaio”. Quarto tempo per la LCR Honda di Cal Crutchlow che precede le Suzuki di Joan Mir e Alex Rins: interessante il passo di entrambi. Marc Marquez, al comando a metà giornata, deve accontentarsi alla fine del settimo tempo, a oltre sette decimi da Vinales, subito dietro c’è Pol Espargarò con una Ktm che ha impressionato per la crescita. Nono crono, a 0″932 dal compagno di squadra, per Valentino Rossi che però si dice soddisfatto nonostante qualche problema che gli ha impedito di girare con la moto nuova. “Ma dovevamo migliorare il setting e la moto standard andava bene – assicura – Siamo più veloci di come avevamo iniziato, sono nono perchè nel time-attack non ho guidato benissimo ma come passo sono migliorato, anche oggi abbiamo fatto un altro step”. A chiudere la Top Ten c’è Jack Miller, primo delle Ducati, che ha fatto segnare anche la top speed assoluta (328,9 km/h) oltre a migliorarsi anche sul giro secco avendo a disposizione anche la versione aggiornata con parti 2020 della Desmosedici GP. Alle sue spalle la Rossa ufficiale di Borgo Panigale affidata ad Andrea Dovizioso che però si tiene stretto le risposte avute nella giornata di ieri: “Quello che è venuto fuori, se vero, è interessante perchè ci apre altri mondi. Oggi non è stata una giornata molto interessante, avevamo dei pezzi da provare, non siamo stati straveloci ma non era importante. A Jerez – il riferimento alla prossima tornata di test, in programma da lunedì prossimo – sarà più interessante avere dei feedback più previsi, questa non è una gran pista per decidere certi tipi di materiale”. Mattinata complicata per le due Aprilia: Aleix Espargaro cade all’ultima curva senza riportare conseguenze fisiche, Andrea Iannone invece è costretto a fermarsi alla curva 1 perché la sua RS-GP va in fiamme.
(ITALPRESS).

GHIRELLI “SVOLTA GIOVANI, ORA STADI E CENTRI SPORTIVI”

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Di Antonio Ricotta

Giovani, infrastrutture, formazione sia per i tecnici che nell’ambito del calcio femminile. Tanti obiettivi, molti risultati raggiunti, ma anche qualche segnale d’allarme. Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, se potesse cancellerebbe il “caso Rieti”, ma nel fastidio per una vicenda non bella, resta la soddisfazione di aver dimostrato che il sistema forse ha trovato gli anticorpi giusti per tenere lontane certe minacce. “Quella di domenica scorsa non è stata una bella pagina per il calcio, ma è anche vero che abbiamo mandato un segnale netto, è la prima volta che dimostriamo in maniera concreta che le regole ci sono e funzionano”, le sue parole nel corso di un forum all’Agenzia ITALPRESS, su quanto accaduto domenica con la mancata disputa di Rieti-Reggina, gara valida per il girone C del campionato di Serie C. Prima squadra in sciopero e tentativo da parte del club laziale di mandare in campo la Berretti fallito. “Ognuno ha il suo ruolo, io il mio, l’arbitro il suo, l’allenatore deve fare il tecnico, ma qui di mezzo ci sono anche i genitori, nel Pro Piacenza erano 7 i ragazzini – dice Ghirelli riferendosi al 20-0 incassato 7 contro 11 in casa del Cuneo nel campionato dello scorso anno -, nel caso di Rieti c’era un’intera formazione e qui c’è anche un aspetto educativo da valutare. Mi chiedo il perchè? Per fare una foto e far vedere agli amici che il figlio ha giocato in C, non pensando al danno che si fa ai ragazzini?”.
C’è un altro dato che Ghirelli vuole sottolineare. “L’altro elemento negativo riguarda il comportamento dei due allenatori che non si sono presentati. Non è vero che avremmo rinviato la partita per il certificato medico, è stato l’ultimo atto subdolo per far sì che qualcuno si sbagliasse e consentisse la sostituzione dell’allenatore in panchina – sottolinea Ghirelli -, ma le regole hanno funzionato”. Spazio alle cose positive. “Abbiamo raddoppiato il numero degli abbonati e non per l’arrivo delle nuove piazze, anche se il Bari è sicuramente un valore aggiunto – spiega Ghirelli -. Ci sono iniziative valide, mi viene in mente la Ternana che ha proposto prezzi bassissimi per gli abbonamenti, doveva recuperare il rapporto con la città, c’è riuscita e così ha investito sul futuro. Per quanto riguarda la Lega Pro abbiamo anche triplicato gli abbonati del canale tv, dimostrando che non toglie spettatori, anzi li porta”. Numeri importanti, ma quel che più soddisfa Ghirelli è un “dato tecnico, credo il più significativo. Mi riferisco al numero dei giovani di proprietà che giocano, questo è il vero cambio che abbiamo operato, abbiamo ridotto i prestiti, prima lavoravamo per terzi e non permettevamo alle nostre società di patrimonializzare, senza contare che non davamo una mano alle Nazionali e alla formazione dei giovani calciatori”.
Capitolo infrastrutture, altro fronte che vede impegnata la Lega Pro. “Abbiamo lavorato su una casa migliore per i nostri club – spiega Ghirelli -, abbiamo sistemato 40 stadi, portando avanti un buon lavoro con il Credito Sportivo. E’ importante puntare sulle infrastrutture, quindi stadi e centri sportivi. Per far crescere i giovani servono centri sportivi e maestri. Il fatto che il settore tecnico di Albertini, anche su spinta nostra, abbia promosso un corso per la formazione dei responsabili dei settori giovanili, è un elemento di cambio. C’è anche un progetto che stiamo discutendo con la Figc e le Leghe per far sì che anche nel campionato Primavera ci siano promozioni e retrocessioni. La formazione è importante. Noi per esempio abbiamo Arrigoni, un allenatore bravissimo che ha fatto bene anche alle Universiadi. Stiamo lavorando sulle Under 17, 15 e forse andremo anche sulla 14”. Non solo a livello maschile, la Lega Pro punta anche sul movimento femminile. “Abbiamo più chance rispetto alla formazione dei ragazzi dove ogni anno 400 giocatori della Primavera vanno sul mercato. Ci sono 20mila tesserate donne, ma se dobbiamo far sì che il Mondiale non resti uno spot, c’è bisogno di un reticolo e in questo noi possiamo dare una mano. Ci stiamo lavorando e siamo decisi a insistere ad andare avanti”. I giovani, ma senza dimenticare il passato. “A Firenze abbiamo il museo dedicato ad Artemio Franchi, abbiamo le sue pagelle scolastiche, c’è una lettera d’amore alla fidanzata che è veramente fantastica, stiamo cercando di acquisire altro materiale”, conclude Ghirelli.

(ITALPRESS).

GALLINARI NON BASTA A OKLAHOMA, OK MELLI

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Non basta un super Danilo Gallinari a evitare la sconfitta di Oklahoma City nella regular-season dell’Nba. Nella notte italiana, la 31enne ala piccola di Sant’Angelo Lodigiano mette a segno 25 punti (con 6 rimbalzi e 1 assist) in 31 minuti di impiego ma i Thunder si arrendono per 112-107 ai Los Angeles Lakers, trascinati dai 34 punti di Anthony Davis, top-scorer dell’incontro. Un altro record per LeBron James: 25 punti, 11 rimbalzi e 10 assist, primo nella storia dell’Nba a infilare una tripla doppia contro tutte e trenta le franchigie. Buona performance di Nicolò Melli, autore di 14 punti (più 6 rimbalzi e 4 assist) in 28 minuti nel successo dei New Orleans Pelicans per 115-104 sui Portland Trail Blazers del debuttante Carmelo Anthony (10 punti). Affermazione esterna dei Golden State Warriors, che espugnano per 114-95 il parquet dei Memphis Grizzlies, mentre i Sacramento Kings mettono al tappeto i Phoenix Suns per 120-116.
(ITALPRESS).

MOURINHO E’ IL NUOVO ALLENATORE DEL TOTTENHAM

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Il Tottenham ha ufficializzato il nome del successore di Mauricio Pochettino, esonerato ieri sera dopo cinque anni per scarso rendimento della squadra in Premier League (è 14esima). Si tratta di José Mourinho: il 56enne tecnico portoghese, licenziato dal Manchester United nel dicembre 2018, si è impegnato con gli Spurs fino al 2023. “Con José, abbiamo uno degli allenatori di calcio di maggior successo – ha dichiarato Daniel Levy, presidente della società londinese – Ha una vasta esperienza, è in grado di ispirare le squadre ed è un eccellente tattico. Ha vinto titoli in tutti i club che ha allenato. Crediamo che porterà energia e convinzione nello spogliatoio”. Dopo il Chelsea (2004-2007 e poi il 2013-2015) e il Manchester United (2016-2019), il Tottenham è la terza squadra della Premier League di José Mourinho, che ha anche guidato dalla panchina il Porto (2002-2004), l’Inter (2008-2010) e il Real Madrid (2010-2013). “Sono lieto di entrare a far parte di un club così prestigioso e con tifosi così appassionati – ha detto lo ‘Special One’ nel comunicato del club – La qualità della squadra mi rende entusiasta e sarò felice di lavorare con questi giocatori”.
(ITALPRESS).

GOLEADA ANCHE PER U.21, 6-0 ALL’ARMENIA

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Da Palermo a Catania, l’Italia batte ancora l’Armenia in terra siciliana. Dopo l’esaltante serata del Barbera con il 9-1 a firma della Nazionale di Roberto Mancini, anche l’Under 21 di Paolo Nicolato sconfigge la selezione armena di pari età per 6-0 regalando bel calcio. Giornata tutt’altro che banale a Catania dove il fischio d’inizio, programmato per le ore 18:30, è stato posticipato di due ore e 30 minuti per via delle condizioni del manto erboso al limite della praticabilità a causa della forte pioggia abbattutasi nel pomeriggio. Ma il freddo e la tanta attesa non intimoriscono i 2700 del Massimino che attendono il calcio d’inizio fino alle 21:00 per poi essere ripagati da una bella prestazione degli azzurrini. Tre le reti nel primo tempo con il match che viene sbloccato al 15′ grazie a Kean su assist di Pinamonti. Poi, dieci minuti più tardi, arriva il primo gol in U21 proprio di Pinamonti che sfrutta un tiro impreciso di Sala e batte Aslanyan con un preciso mancino a incrociare. Ma chi più di tutti cerca il gol è Cutrone che ingaggia una vera e propria sfida personale contro il portiere avversario. Al 41′ Aslanyan gli mura un tiro da distanza ravvicinata e sulla respinta Kean deposita in rete il pallone del 3-0.
E nella ripresa, precisamente al 53′, Cutrone si ripresenta davanti al portiere ma il suo tiro viene respinto dal portiere con la palla che termina sui piedi di Zanellato che firma il 4-0. La sagra del gol viene arricchita anche dalle reti di Scamacca e Del Prato per il 6-0 finale che conferma l’ottimo stato di forma dei ragazzi di Nicolato. L’Italia guadagna così la quarta vittoria in cinque gare salendo a quota 13 punti e proseguendo la rincorsa all’Irlanda capolista con due gare da recuperare.
(ITALPRESS).

RIZZOLI “MIGLIORIAMO TUTTI ASSIEME”

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Un incontro chiarificatore per un futuro con meno polemiche. Questo quanto emerso dal forum voluto dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, e dal presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, nel quale il designatore degli arbitri di Serie A, Nicola Rizzoli, ha spiegato l’uso del Var a giocatori e allenatori. A Roma presenti tutti i rappresentanti delle venti società del massimo campionato italiano con diversi allenatori al seguito: da Carlo Ancelotti a Stefano Pioli passando per Simone Inzaghi, Paulo Fonseca, Vincenzo Montella, Claudio Ranieri, Roberto D’Aversa e Leonardo Semplici. Oltre due ore di video, dialogo e spiegazione del regolamento per evitare di ricadere in situazioni spiacevoli. “Il Var non nasce per eliminare tutti gli errori, non li può risolvere tutti: se la pensassimo così non finiremmo più – ha dichiarato Rizzoli -. L’obiettivo è di essere il più chiari possibili a fronte delle situazioni giuste e sbagliate che possono capitare. Tutte le persone devono restituire credibilità ad uno sport che è indubbiamente il più seguito e il più bello in Italia, e non solo. Dobbiamo cercare tutti insieme di riuscire a capire cosa fare, ma dobbiamo farlo tutti insieme”.
Tante le tematiche analizzate: dai falli di mano, ai fuorigioco, ai calci di rigore e soprattutto anche al comportamento da tenere in campo per i giocatori cercando di evitare proteste inutili che non favoriscono il dialogo tra gli arbitri e i calciatori. Il momento più teso dell’incontro è stato quando Carlo Ancelotti ha preso il microfono rompendo gli indugi: “Senza tanti giri di parole – ha detto il tecnico partenopeo – in Napoli-Atalanta avete sbagliato o no?” “Sì, a non interrompere l’azione” ha risposto Rizzoli. “Con questo dovrei prendere e andarmene”, ma invece Ancelotti è rimasto sollevando dubbi “perché a volte l’ impressione mia è che determinate partite le decide il Var, non l’arbitro”. Un incontro schietto, sincero, nel quale Rizzoli ha ammesso che quest’anno gli arbitri stiano sbagliando più del dovuto ma in molte occasioni sono stati alzati dei polveroni mediatici per mancanza di conoscenza del regolamento. Per questo presto i direttori di gara spiegheranno le decisioni prese, probabilmente con cadenza settimanale. “Spero sia una giornata importante e risolutiva – ha commentato il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina – speriamo di aver dato un contributo sotto il profilo della chiarezza su alcune norme: è un momento difficile e speriamo di dare delle risposte concrete”.
Nel corso della lunga riunione sono stati sviscerati diversi episodi singoli sentendo anche i dialoghi tra l’arbitro in campo e il Var per far comprendere meglio certe dinamiche agli addetti ai lavori come per esempio la regola sui calci di rigore: “Il penalty ‘one shot (senza possibilità di ripetizione) è una possibilità”. Un regolamento che, come ammette Rizzoli, poteva essere spiegato meglio: “La mia sensazione è che non tutti abbiano visto quello che abbiamo detto a Coverciano ad inizio stagione, faccio me culpa perché noi avremmo dovuto andare da ogni società per spiegare il regolamento”. Se i buoni auspici si trasformeranno concretamente in azioni basterà aspettare la ripresa del campionato.
(ITALPRESS).

LUIS ENRIQUE TORNA ALLA GUIDA DELLA SPAGNA

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Cambio di guida tecnica sulla panchina della Spagna. Robert Moreno lascia il posto a Luis Enrique, ma le circostanze non sono chiare. La notizia era gia’ trapelata ieri, prima del match di qualificazione a Euro 2020 che la Spagna ha giocato e vinto 5-0 contro la Romania. La notizia ha colto tutti di sorpresa, secondo la stampa spagnola anche lo stesso Moreno che, come riportato dai media, non avrebbe gradito tempi e modi. Luis Enrique si era dimesso da ct della nazionale il 19 giugno scorso per i problemi di salute della figlia, poi deceduta il 29 agosto. Moreno, suo vice, ne aveva preso il posto, dicendosi pronto in qualsiasi momento a ridare la panchina all’ex tecnico di Roma e Barcellona. “Oggi possiamo confermare che Luis
Enrique torna al suo posto di lavoro” l’annuncio del presidente della Federcalcio spagnola, Luis Rubiales, che dà la sua versione: “Con Moreno avevamo chiarito che Luis Enrique avrebbe avuto sempre le porte aperte e proprio Moreno ci ha detto che Luis Enrique era pronto a tornare, comunicandoci allo stesso tempo la propria volontà di lasciare. Lo abbiamo riferito a Luis Enrique chiedendogli di tornare e lui ha accettato con piacere, ringraziandomi per aver mantenuto la parola data. Oggi Moreno aveva una riunione alle 10 con il direttore Molinas, ma non si è presentato e ha mandato due avvocati al suo posto. E’ stato lui a dirci di voler andare via, conosceva tutti i passaggi, ma è successo qualcosa di imprevisto”. Secondo Radio Cadena Ser, Robert Moreno darà la sua versione dei fatti dopo la risoluzione del contratto.
(ITALPRESS).

SIBILIA “SOSTENIBILITÀ, GIOVANI E TERRITORIO”

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Di Antonio Ricotta

Tre anni di lavoro. Risultati nel cassetto e progetti in cantiere. Non solo da numero 1 della Lega Nazionale Dilettanti, ma anche da vicepresidente vicario della Figc. In un forum all’agenzia Italpress, Cosimo Sibilia parla del suo mondo in una piazza, quella di Palermo, che si è ritrovata tra i Dilettanti dopo un’estate infernale che, dopo il passaggio di proprietà, ha chiuso nel peggiore dei modi l’era Zamparini. L’ambiente rosanero, paradossalmente, con la nuova proprietà, targata Mirri, proprio dalla Serie D ha ritrovato l’entusiasmo smarrito. “Abbiamo esempi illuminanti in questo senso – dice il presidente Sibilia -, il Parma è ripartito da noi ed è arrivato in A in tre anni e ora si difende con ottimi risultati nel massimo campionato, questo vuol dire che ripulendo dal punto di vista economico i bilanci, si riparte con maggiore attenzione, si mettono da parte gli insegnamenti. Non dimentichiamo che il titolo sportivo viene attribuito al sindaco, quindi la responsabilità è dell’istituzione oltre che dell’imprenditore scelto per ripartire dalla D, ovvero dal quarto campionato d’Italia. Palermo ha 11mila abbonati, ne porta 20mila allo stadio, ma la Lnd parte dai rioni, dai borghi e dai quartieri e raggiunge le metropoli, c’è la giusta miscela, il mix che ci fa raggiungere tutti i territori, dal Trentino alla Sicilia”. In queste parole tutto l’orgoglio del dirigente irpino.
“Da circa tre anni sono presidente, ringrazio i presidenti regionali, perchè anche con il loro lavoro abbiamo ricucito il rapporto con i territori che negli anni, anche fisiologicamente, si era allentato. Abbiamo compiuto 60 anni, la Lnd è fatta soprattutto da volontari e sono loro che ci consentono di raggiungere gli obiettivi – ha spiegato il presidente Sibilia -. Avevamo perso società iscritte, abbiamo tolto la tassa di iscrizione per i club di Terza Categoria, questo è stato possibile perché il nostro mondo ha capito che c’era un rapporto diretto con il centro, la Lnd ha fatto comprendere che c’è un rapporto di interlocuzione diretta”. Numero 1 della Lnd ma come detto anche vicepresidente vicario della Figc. Secondo Sibilia in Italia abbiamo “ancora troppe squadre professionistiche e una piccola società che fa la Lega Pro, ha le stesse incombenze economiche-finanziarie dei grandi club. In Serie D abbiamo realtà solide, basti pensare a chi è ripartito da noi, il Parma rispetta i parametri, il Bari è partito dalla Lnd ed è protagonista in Lega Pro, auguro a loro e anche al Palermo di tornare presto nel calcio che conta. Abbiamo la necessità di rivedere il numero dei club professionistici, ce ne sono, 20 in A, 20 in B e 60 in C, non riusciamo a mantenerli tutti. Per questo propongo che le squadre si abituino al professionismo, al passaggio dalla Lnd alla Lega Pro, significa che bisogna trovare un numero di squadre che formino un campionato d’elite della Lnd che li prepari al professionismo, altrimenti si rischia di correre dietro agli investimenti. Serve un campionato di filtro, anche per evitare tutti i fallimenti degli ultimi anni”.
Investire sui giovani, un’altra missione per la Lnd di Sibilia. “Due anni fa non ci siamo qualificati per i Mondiali, dopo la partita contro la Svezia ci siamo detti che bisognava ripartire dai giovani e dalla base, ora, grazie anche al coraggio di Mancini, abbiamo giocatori che sono in Nazionale (vedi Cistana, ndr)”. Dai settori giovanili al calcio femminile. “In A Milan e Juventus hanno acquisito il titolo sportivo da società che c’erano già, ma dobbiamo convincerci che bisogna aumentare la base per costruire il vertice e la Lnd è protagonista anche in questo processo, altrimenti restano gli investimenti dei grandi club, ma tutto questo può reggere e crescere solo se si investe sul territorio. Con il presidente Gravina ne abbiamo parlato, fa parte del nostro programma. Va bene l’organizzazione dei campionati di A e B, ma se non c’è una base solida non si raggiungerà l’obiettivo che vogliamo. Il calcio femminile diventa qualcosa di culturale, non è solo materia sportiva. Bisogna far comprendere che la bambina di 12 anni deve partire dai nostri campionati, provinciali e regionali e poi diventare protagonista in campo nazionale con le grandi società. Ho qualche dubbio sul calcio professionistico, magari le calciatrici di Serie A mi rimprovereranno, ma se diciamo che sono tante le squadre maschili e cambiamo lo status alle calciatrici, facendo diventare di conseguenza più costosi i campionati, non sono convinto che tutte le società di A e B siano in grado di andare avanti”.
“Noi abbiamo la certezza della qualità economica della Lega Dilettanti, abbiamo 12-13 mila società, oltre 60mila squadra, centinaia di migliaia di tesserati – aggiunge Sibilia -. Sento parlare di fondi importanti che la Fifa intende investire, ma al di là dei finanziamenti noi abbiamo la nostra solidità che ci consente di iscrivere le squadre ai campionati femminili senza tasse di iscrizione. Noi svolgiamo un ruolo che non è solo calcistico, ma anche sociale e culturale”. Secondo il vicepresidente della Lnd area Sud, nonchè delegato per il dipartimento calcio femminile, Sandro Morgana: “Il tempo dimostrerà che avere portato la Serie A e la Serie B fuori dalla Lega Dilettanti è stato un errore storico, perchè li mette in una dimensione che non è la loro, per arrivarci ci vuole tanto tempo, sacrifici e soprattutto un’opera di consolidamento”.