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IMMOBILE E CORREA, LA LAZIO VINCE A SAN SIRO

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Il sigillo finale di Correa e la rete numero 100 di Immobile in biancoceleste permettono alla Lazio di tornare a vincere a San Siro, contro il Milan, per 2-1, dopo un periodo di trenta anni senza successi. Inutile l’autorete di Bastos, che aveva momentaneamente ristabilito la parità, dopo lo 0-1 siglato dal numero 17 dei capitolini. Lo show del capocannoniere della serie A era iniziato qualche minuto prima: al 23′ Luis Alberto trova in area Immobile, che colpisce la traversa da posizione defilata. Ma il vantaggio biancoceleste è solo rimandato: Lazzari crossa in area dalla destra, Immobile anticipa Duarte e di testa batte Donnarumma. La reazione rossonera è immediata: Hernandez disegna un traversone in area, Piatek tocca e la palla carambola sul corpo di Bastos, prima di terminare la sua corsa in rete. Si abbassano i ritmi nella ripresa con Pioli e Inzaghi che decidono di cambiare: dentro Leao per Paquetà in casa Milan mentre il tecnico biancoceleste richiama Immobile e Milinkovic-Savic e si gioca le carte Caicedo (poi sostituito) e Parolo. Al 77′ il centrocampista biancoceleste va vicino al vantaggio: Lazzari rientra sul sinistro e premia l’inserimento di Parolo il cui tiro trova la respinta in calcio d’angolo di Donnarumma, chiamato a ripetersi subito dopo su di una conclusione a botta sicura di Acerbi. All’83’ la Lazio torna in vantaggio: Luis Alberto lancia Correa, che scatta in posizione regolare e firma il definitivo 1-2 con un destro alle spalle di Donnarumma.

(ITALPRESS).

HAMILTON CAMPIONE DEL MONDO, BOTTAS VINCE GP USA

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Sesto titolo iridato per un pilota leggendario. Lewis Hamilton scrive un’altra straordinaria pagina di storia al Gran Premio degli Stati Uniti e si assicura matematicamente il sesto mondiale in carriera. Grazie al secondo posto in una gara lottata corpo a corpo con Valtteri Bottas e Max Verstappen, il britannico chiude la corsa al titolo iridato e supera Juan Manuel Fangio in questa speciale classifica all-time, ora a un solo passo dai sette Mondiali vinti da Michael Schumacher. Una gara esaltante, vissuta tra team radio e strategie al limite dove Bottas difende la pole e Verstappen sale sul terzo gradino del podio. La Ferrari, invece, crolla in un pericoloso ko tecnico con Charles Leclerc distante un minuto in quarta posizione e Sebastian Vettel out dopo 8 giri a causa di un’anomala rottura alla sospensione della sua SF90. Al via Bottas tiene agevolmente la prima posizione in curva-1 in virtù di una partenza completamente da dimenticare per Vettel che lamenta immediatamente importanti problemi di sottosterzo. Infatti il tedesco perde ben presto la posizione su Verstappen, Hamilton e Leclerc e nel secondo giro viene scavalcato addirittura da Norris e Ricciardo.
Problemi che si manifestano evidentemente nell’ottava tornata con un’improvvisa rottura della sospensione posteriore che forza il tedesco al ritiro: “Non so cosa sia successo – ha commentato Vettel dopo il problema alla sua SF90 – Ho faticato all’inizio e poi c’è stato un cedimento strutturale, esamineremo e valuteremo più tardi”. Davanti, invece, Bottas e Verstappen si marcano ed entrano al box tra il 14° e il 15° giro per il cambio mescola mentre Leclerc allunga lo stint e torna ai box al 21° giro. Risposta tardiva anche da parte di Hamilton che si gode quasi 10 giri da leader prima di rientrare al box al 25° giro con un grosso gap da recuperare sul duo di testa. Verstappen e Bottas, dunque, tornano su gomma media dando vita a un lungo inseguimento al britannico conclusosi solamente negli ultimi giri. Bottas supera Hamilton al 52° giro e Verstappen, complice una bandiera gialla esposta a due tornate dalla fine, non riesce a beffare Lewis che giunge al traguardo e festeggia il meritatissimo sesto titolo iridato: “È una sensazione travolgente, sono davvero onorato di aver conquistato questo titolo. E ora non mi fermo, non mollo mai e penso alla prossima gara”.
Per Leclerc arriva un amaro quarto posto con la piccola soddisfazione di aver centrato il giro veloce passando su gomma soft, nuovo record della pista in 1’36″169: “Non so cosa sia successo, non abbiamo spiegazioni sul primo stint. Rispetto al ritardo in Ungheria, oggi è stato molto più strano. Dovremo analizzare le gomme utilizzate all’inizio”. Un epilogo decisamente scuro per il Cavallino che incassa un ko pesante nel weekend a strisce d’argento. La Mercedes chiude con una doppietta e regala un sorriso a entrambi i piloti con Bottas sul gradino più alto del podio e Hamilton a un passo dal leggendario Schumacher. La Rossa, invece, saluta il Texas con tante perplessità e con poche certezze.
(ITALPRESS).

GERVINHO ILLUDE IL PARMA, 1-1 CON LA FIORENTINA

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Un pari giusto, che premia la maggiore intraprendenza del Parma nel primo tempo e la voglia di non perdere della Fiorentina nella ripresa. Al Franchi le firme sono di Gervinho (gran tocco sotto dopo fuga solitaria) e Castrovilli (splendido colpo di testa su assist di Dalbert), entrambi al terzo gol stagionale. Alle formazioni allenate da Montella e D’Aversa è mancato il colpo del ko, per stanchezza (tre gare in una settimana si fanno sentire) e per rose che appaiono non adeguate per lottare oltre la zona di centro classifica, dove entrambe si trovano. Prima offensiva del Parma, con Hernani che non concretizza il cross di Karamoh. I viola faticano a ingranare, ed è Chiesa a perdere la sanguinosa palla da cui nasce l’1-0 gialloblu’: Kucka lancia Gervinho, che scatta sul filo del fuorigioco, brucia Milenkovic e batte in uscita Dragowski (40’).

Montella nella ripresa affianca Vlahovic a Boateng, ma è Dragowski a dover dire no a Gervinho e Kulusevski. Il Parma arretra a quel punto pericolosamente il baricentro e la Fiorentina pareggia grazie al terzo gol in serie A di Castrovilli, che raccoglie un perfetto assist da sinistra di Dalbert. Vlahovic su cross dell’ex Inter sbaglia due volte sotto porta il possibile sorpasso, ma il pareggio è la più logica conclusione.

VINCONO VERONA E UDINESE, LECCE-SASSUOLO 2-2

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Verona e Udinese fanno un bel balzo in avanti in zona salvezza, mentre tra Lecce e Sassuolo finisce 2-2. Dopo il successo ‘Champions’ del Cagliari a Bergamo, non sono mancate le emozioni nelle tre sfide pomeridiane dell’11^ di A. A partire dal Bentegodi, dove una zuccata di Salcedo (in ‘comproprietà’ con Martella) e il blitz di Pessina consentono a Juric di battere 2-1 il Brescia (Balotelli), inguaiando Corini. Al 10′ della ripresa l’arbitro Mariani ha sospeso il match per circa 5′ per cori razzisti rivolti da parte dei tifosi di casa all’indirizzo di Balotelli, che ha reagito scagliando il pallone verso la curva e minacciando di lasciare il campo, fermato nel suo intento da compagni e avversari. Pesantissimo successo esterno, in rimonta, dell’Udinese di Gotti: va benissimo la prima del dopo Tudor ai friulani, che si impongono 3-1 contro un Genoa partito bene (bel gol di Pandev) ma poi via via smarritosi. Splendido il pari di De Paul, nella ripresa il sorpasso di Sema e il contropiede di Lasagna in pieno recupero condannano Thiago Motta al secondo ko consecutivo. Non sfrutta il fattore casalingo il Lecce: 2-2 contro un Sassuolo troppo alterno ma capace di rimontare due volte, con Toljan e Berardi, le reti dei giallorossi con Lapadula e Falco.

IL CAGLIARI BATTE E AGGANCIA L’ATALANTA AL 4° POSTO

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Il Cagliari sbanca Bergamo e aggancia l’Atalanta al quarto posto a 21 punti nel lunch match dell’11^ giornata. 2-0 per i sardi grazie all’autorete di Pasalic (32′) e al guizzo di Oliva (59′). Espulso Ilicic al 39′ per un fallo di reazione su Lykogiannis.
Avvio prepotente degli ospiti, il cui primo squillo risponde al nome di Simeone: al 3′ volata dell’attaccante e tiro intercettato da Gollini. Poco soddisfatto dei suoi Gasperini, in balia dell’avversario per quasi tutto il corso del primo tempo. Due chance nitide per Rog e Joao Pedro, fermati rispettivamente dagli interventi di Djimsiti e Castagne nella prima mezz’ora. Il meritato gol del vantaggio dei sardi arriva poco dopo: cross insidioso di Lykogiannis al 32′ e autorete piuttosto sfortunata di Pasalic a beffare il proprio portiere. Ilicic decide di peggiorare la situazione al 39′ scalciando lo stesso Lykogiannis con un fallo di reazione: nessun dubbio per l’arbitro Abisso, rosso diretto ed Atalanta in 10. Nella ripresa Gasperini sorprende inserendo Malinovskyi al posto di Gomez, uno dei migliori nella prima frazione. Il Cagliari è cinico oltre che bello. Al 58′ Simeone scatta sulla linea del fuorigioco e serve Oliva: tiro centrale, ma efficace che vale il raddoppio sardo. Forcing finale nell’ultima mezz’ora da parte dell’Atalanta, tuttavia troppo nervosa e frettolosa nell’ultima scelta. Finisce 0-2 a Bergamo.

VINALES DOMINA A SEPANG, DOVIZIOSO SUL PODIO

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Lo voleva e se l’è preso. Il regolamento di conti, tanto atteso e annunciato, è finalmente arrivato a Sepang, senza possibilità di risposta. Maverick Vinales è il re del Gran Premio della Malesia e conquista la seconda vittoria stagionale prendendosi, finalmente, la rivincita sul campione del mondo Marc Marquez. Un vero e proprio dominio per il pilota spagnolo della Yamaha che dal primo fino all’ultimo giro guida il Gp senza alcuna apprensione, martellando e demolendo la prestazione di un buon Marquez in rimonta dalla undicesima posizione. Spettacolo e fuochi d’artificio soprattutto per la terza posizione con Andrea Dovizioso che vince un intenso testa a testa con un Valentino Rossi tornato nuovamente competitivo e sprintante, ma ancora una volta giù dal podio. La vera delusione di giornata, però, è Quartararo che dalla pole rimane completamente bloccato nel traffico di curva 1 e scivola al sesto posto. Davanti, invece, si accende la battaglia con Miller che stacca tardivamente e prende la posizione su Vinales con Morbidelli e Dovizioso all’inseguimento. Vinales conquista ben presto la leadership seguito a ruota da un super Marquez che dalla undicesima posizione si piazza secondo con Dovizioso alle sue spalle.

E nel gruppo di testa spicca anche Rossi che nel settimo giro scavalca Miller e guadagna il quarto posto mettendosi dietro gli scarichi del ducatista. Sono proprio i due piloti italiani ad animare la gara con il Dottore che tenta il primo attacco durante il 13° giro e ci riprova al 17° non riuscendo, però, a concludere il sorpasso efficacemente con Dovizioso supportato dalla potenza del motore Ducati in rettilineo. Il duo di testa, invece, non si dà fastidio grazie a una guida brillante da parte di Vinales che imposta un gap di due secondi netti e tiene a distanza di sicurezza Marquez, regalandosi una vittoria da urlo senza possibilità di risposta da parte del suo rivale: “È stata una gara incredibile, preparata benissimo dal team. Sapevo di avere un bel potenziale e sono riuscito a prendere la leadership fin dal primo giro”. Ma Marquez, tutto sommato, può sorridere considerando la partenza dalla undicesima casella della griglia: “È stato incredibile quel che ho fatto nel primo giro. Ma ho usurato ben presto le gomme e Vinales era troppo veloce davanti”. Torna a sorridere anche Dovizioso dopo la deludente tappa australiana: “È importante tornare sul podio, la Malesia è sempre stata una tappa complicata per noi. Ma sapevo di avere buone chance con una bella partenza. Con Vale è sempre bello lottare: aggressivo e sempre pulito”.

Rossi, invece, chiude in quarta posizione con la consapevolezza di aver dato tutto per lottare fino all’ultimo giro per il podio: “È stato bello lottare con Dovizioso, io ero veloce nel misto e lui in rettilineo. Ho sperato che andasse un po’ in difficoltà sulle gomme ma in realtà, alla fine, i problemi li ho avuti io”. In Moto2 è trionfo Alex Marquez con lo spagnolo, fratello di Marc, che conquista matematicamente il titolo iridato grazie al secondo posto alle spalle del rivale Brad Binder. Lorenzo Dalla Porta, invece, conquista il terzo successo di fila in Moto3 chiudendo la gara davanti a Sergio Garcia e Jaume Masia.
(ITALPRESS).

DERBY AZZURRO IN NBA, GALLINARI BATTE MELLI

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Derby italiano nella notte Nba e a spuntarla è Danilo Gallinari su Nicolò Melli. Successo di Oklahoma City su New Orleans per 115-104 con 23 punti di Gilgeous-Alexander e 17 a testa per Schroeder e Bazley. Per il Gallo, invece, 16 punti in 29′ con 5/9 dal campo (4/6 dall’arco) e 2/2 dalla lunetta, oltre a 4 rimbalzi e una palla recuperata. Sul fronte Pelicans, altra chance nel quintetto titolare per Melli che chiude con 4 punti (1/2 da due, 0/1 da tre, 2/2 ai liberi), due rimbalzi e una palla persa in dieci minuti sul parquet. Il migliore dei suoi è Redick con 17 punti, doppia doppia per Okafor (15 punti e 12 rimbalzi).
Nelle altre gare, Milwaukee ritrova Toronto per la prima volta dalla finale della Eastern Conference e si prende una piccola rivincita (115-105) con un Antetokounmpo da 36 punti, 15 rimbalzi e 8 assist. Per i Raptors, invece, 36 punti di Lowry. Unica formazione ancora imbattuta di tutta la lega resta Philadelphia, che con la tripla di Korkmaz a 0″4 dalla sirena beffa Portland 129-128. E pensare che i Blazers si erano portati avanti un attimo prima, a 2″2 dalla fine, con la bomba di Simons.
Terza gara di fila da almeno 20-20 per Drummond (25 punti e 20 rimbalzi nel successo di Detroit su Brooklyn per 113-109, oltre a sei assist e cinque stoppate) mentre Murray (22 punti) e Jokic (20 punti e 7 rimbalzi) trascinano Denver contro Orlando (91-87). Sempre più a fondo Golden State che, priva pure di Green e Russell, cede 93-87 a Charlotte, incassando la quinta sconfitta in sei gare.
(ITALPRESS).

JUVE VINCE DERBY DELLA MOLE, DE LIGT STENDE TORO

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La Juventus batte il Torino nell’undicesima giornata di Serie A. Ronaldo e compagni si aggiudicano di misura il derby della Mole, confermando il proprio primato in classifica. De Ligt segna un gol pesantissimo e permette l’ennesimo controsorpasso sull’Inter che nel pomeriggio ha vinto 2-1 a Bologna. Non basta la lotta ai padroni di casa: la panchina di Mazzarri ora trema. Inizio frenetico di gara con entrambe le squadre che si affrontano a viso aperto, lasciando qualche spazio ai contropiedi. Dybala al 10′ è autore del primo tiro bianconero, deviato in corner prima dell’intervento di Sirigu. Gli addetti in sala Var non si intromettono al 12′ su un presunto fallo di mano di De Ligt, non sanzionato dall’arbitro Doveri nonostante le proteste granata. Da quel momento la partita si accende, con fiammate da una parte e dall’altra: al 19′ Cristiano Ronaldo risponde di testa (traiettoria appena alta) al tiro centrale di Rincon. Una delle migliori chance della prima frazione nasce però su iniziativa di Belotti, che col terzo occhio vede Meité dopo il dribbling su De Sciglio: il centrocampista vanifica sparando alto dal limite. Il primo tempo si chiude con un miracolo di Sirigu su De Ligt da pochi passi. La ripresa si trasforma in una partita a scacchi, almeno fino all’ingresso in campo di Higuain: il “Pipita” stravolge la gara, andando prima vicino al gol e poi servendo l’assist a De Ligt per la rete del vantaggio al 70′. Reazione immediata del Torino con un forcing di rilievo nei secondi successivi al gol. Poco cinici sotto porta gli attaccanti granata; chiude ogni spazio la Juventus nei minuti conclusivi anche se c’è il tempo per un gol annullato a Bremer per offside. Vince la Juve che porta a casa il derby e tre punti di rilievo.
(ITALPRESS).