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POLE NEGLI STATI UNITI PER BOTTAS DAVANTI A VETTEL

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Valtteri Bottas conquista la pole position del Gran Premio degli Stati Uniti. A sorpresa è il pilota finlandese della Mercedes a centrare la pole nella qualifica di Austin con il giro veloce in 1’32″029. Bottas condividerà la prima fila con Sebastian Vettel che piazza la sua Ferrari in seconda posizione a soli 12 millesimi. Terzo tempo per Max Verstappen davanti a Charles Leclerc mentre Lewis Hamilton scatterà solamente dalla quinta casella della griglia di partenza. In top-10 anche Albon (Red Bull), Sainz e Norris (McLaren), Ricciardo (Renault) e Gasly (Toro Rosso).

Dall’undicesima posizione scatterà la Renault di Hulkenberg, dietro di lui Magnussen (Haas), Kvyat (al quale è stato cancellato l’ultimo tentativo con cui aveva centrato l’undicesimo posto), Stroll (Racing Point) e Grosjean (Haas). Più indietro nella griglia, invece, le due Alfa Romeo di Giovinazzi (16°) e Raikkonen (17°) e le due Williams di Russell e Kubica. Partenza dalla pit-lane, invece, per Perez (Racing Point) dopo aver commesso un’infrazione durante il corso delle libere del venerdì.
(ITALPRESS).

LUKAKU RIBALTA IL BOLOGNA, L’INTER VINCE 2-1 AL DALL’ARA

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L’Inter vince in rimonta 2-1 contro il Bologna al Dall’Ara. I rossoblù erano andati in vantaggio con Soriano al 59′, ma Lukaku ribalta la gara trovando il pareggio al 75′ e la doppietta su calcio di rigore al 91′. Primo tempo equilibrato, il Bologna gioca a buoni ritmi e con aggressività, l’Inter invece va più concretamente vicino al gol. Da annotare, nel primo tempo, le occasioni da rete di Martinez e Lukaku, murate dalle parate miracolose di Skorupski. La punta belga fa registrare un’altra chance importante, salvata in corner da Bani. I nerazzurri potrebbero festeggiare in due occasioni, ma le reti di Martinez al 33′ e dello stesso Lukaku al 38′ non vengono convalidate, una per fuorigioco e l’altra perché il pallone aveva superato la linea di fondo sul cross. I rossoblù riescono a sbloccare il tirato match al 59′ della ripresa, Svanberg serve Soriano che va al tiro e, complice una deviazione di De Vrij, piega le mani ad Handanovic firmando l’1-0. L’Inter prova a reagire con Lukaku, che non spinge in rete il pareggio ma ci riuscirà poco dopo. Al 75′ Skriniar si gira in area, miracolo di Skorupski che nulla può sulla ribattuta del belga per l’1-1. La squadra di Conte vuole la vittoria, la trova al fotofinish con il calcio di rigore realizzato al 91′ da Lukaku dopo il fallo di Orsolini su Lautaro Martinez.
(ITALPRESS).

GOL DI ZANIOLO E VERETOUT, ROMA-NAPOLI 2-1

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La Roma batte il Napoli per 2-1 e si porta momentaneamente al terzo posto in classifica. Decidono le reti di Zaniolo e Veretout (su rigore) mentre per la squadra partenopea è inutile il sigillo di Milik.
Dopo i tre gol nelle ultime tre partite, la Roma si affida a Nicolò Zaniolo a cui bastano diciannove minuti per sbloccare il risultato: Spinazzola scarica per il classe 1999 che lascia partire un sinistro che sblocca il risultato. La Roma è padrona del campo e al 25’ ha la chance per raddoppiare: Callejon la tocca col braccio in area e per Rocchi e il Var è rigore ma dagli undici metri Kolarov si fa ipnotizzare da Meret. L’episodio scuote il Napoli che alla mezz’ora prende il pallino del gioco e sfiora il pareggio in svariate occasioni: al 29’ Smalling salva sulla linea sul colpo di testa di Di Lorenzo a botta sicura mentre al 41’ Pau Lopez deve ringraziare due legni: Milik di testa colpisce la traversa e sulla respinta è Zielinski ad impattare il palo con un tiro dal limite dell’area. Nella ripresa è un’altra Roma rispetto a quella vista nel finale di primo tempo e al 55’ c’è il raddoppio: Mario Rui respinge un cross col braccio, Rocchi concede il rigore e Veretout non sbaglia. Al 68’ la partita viene sospesa per alcuni minuti a causa di cori di discriminazione territoriale e quando il gioco riprende il Napoli torna in partita: Lozano crossa, Cetin buca l’intervento e Milik mette in rete. Nel finale è sempre Milik a provarci con una punizione dal limite ma la palla sbatte sulla barriera e termina fuori prima del triplice fischio.
(ITALPRESS).

INGHILTERRA KO, SUDAFRICA CAMPIONE DEL MONDO

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Per la terza volta nella sua storia, il Sudafrica è campione del Mondo. Nella finalissima di Yokohama, gli Springboks battono l’Inghilterra per 32-12 e si riprendono il titolo iridato dopo i successi del 1995 e del 2007. Sfida equilibrata per oltre un’ora, poi nel finale gli uomini di Eddie Jones crollano e con due mete il Sudafrica chiude i conti, con Siya Kolisi che diventa il primo capitano di colore a sollevare la Coppa del Mondo.
In avvio Pollard manca i pali in quella che è la prima chance della gara, subito dopo il XV della Rosa perde Kyle Sinckler, che si scontra col compagno di squadra Maro Itoje nel tentativo di fermare Makazole Mapimpi: qualche momento di apprensione, poi l’inglese riprende conoscenza e cede il posto a Dan Cole. Le due difese concedono poco e in un primo tempo senza mete sono i piazzati a fare la differenza: quattro ne infila Pollard, due Farrell e al riposo gli Springboks sono avanti 12-6. L’inerzia del match non cambia nemmeno nella ripresa, nonostante l’ingresso di George Kruis per Courtney Lawes fra gli inglesi. La difesa sudafricana è di una solidità impressionante, gli uomini di Eddie Jones continuano a essere rimbalzati indietro e da una nuova mischia nasce l’ennesimo piazzato che Pollard trasforma con la solita precisione (15-6). Si va avanti così, a forza di punizioni, e superata l’ora di gioco il punteggio è di 18-12 per gli Springboks, con un errore a testa per Pollard e Farrell. Ma al 66′ ecco finalmente la prima meta: splendida combinazione fra Am e Mapimpi e Sudafrica a segno, con la benedizione anche del TMO. Per gli inglesi è un colpo durissimo e qualche minuto dopo è Cheslin Kolbe a farsi largo fino alla meta, sentenziando la partita. Come nel 2007, il sogno inglese si infrange contro la corazzata sudafricana.
(ITALPRESS).

POLE QUARTARARO A SEPANG, MORBIDELLI IN PRIMA FILA

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Pole position all’ultimo respiro per Fabio Quartararo al Gran Premio della Malesia. È ancora una volta il “rookie of the year” a colpire nella qualifica di Sepang con il giro veloce in 1’58″303: ottava pole della carriera, la quinta stagionale nella classe regina. Sulla pista di Sepang dominano le Yamaha visto che al fianco del francese del team Petronas ci saranno altre due M1 in prima fila: quella ufficiale di Maverick Vinales, staccato di 103 millesimi, e quella del compagno di squadra Franco Morbidelli (+0″129). Seconda fila composta da Jack Miller, Cal Crutchlow e Valentino Rossi che piazza la sua Yamaha in sesta posizione a 697 millesimi. Seguono Alex Rins, Danilo Petrucci e Johan Zarco mentre in quarta scatteranno Andrea Dovizioso, Marc Marquez e Francesco Bagnaia. Da annotare una caduta per il Cabroncito durante il suo ultimo tentativo all’inseguimento di Quartararo: per lo spagnolo, nel contatto con l’asfalto, tanto dolore al ginocchio e al braccio destro. Nella Q1, invece, si erano fermati Johan Mir, Aleix e Pol Espargaro, Karel Abraham, Andrea Iannone, Jorge Lorenzo, Mika Kallio e Hafizh Syahrin.
(ITALPRESS).

GP USA, HAMILTON DAVANTI DOPO LE SECONDE LIBERE

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Lewis Hamilton davanti a tutti nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti, terzultima prova del Mondiale di Formula 1 che si disputerà domenica sul circuito di Austin, in Texas. Il cinque volte campione del mondo ha chiuso con il tempo di 1’33”232 grazie ad un super giro sulle gomme soft. Al secondo posto si piazza la Ferrari di Charles Leclerc che paga tre decimi esatti dal britannico, terza la Red Bull di Max Verstappen (+0”317). Un po’ più attardato Sebastian Vettel, il tedesco chiude quarto (+0”658) ma nel suo giro non ha tirato fuori il massimo. Sottotono Valtteri Bottas, quinto (+0”813), dietro di lui l’altra Red Bull, quella di Alexander Albon che è sesto (+1”202) mentre da sottolineare l’ottimo decimo posto di Antonio Giovinazzi sull’Alfa Romeo. La sessione è stata interrotta per qualche minuto per via dell’incidente accaduto a Romain Grosjean, il pilota della Haas ha perso il controllo ed è andato a sbattere a muro chiudendo così in maniera anticipata la sua sessione. Domani caccia alla pole position: alle 19, orario italiano, le prove libere 3 e poi alle 22 sarà il momento delle qualifiche.
(ITALPRESS).

BERRETTINI ALLE ATP FINALS 41 ANNI DOPO BARAZZUTTI

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Quarantuno anni dopo Corrado Barazzutti, un tennista italiano ha conquistato un posto nel “Master” di fine stagione, adesso chiamato “Atp Finals”. Si tratta di Matteo Berrettini, che e’ il terzo azzurro nella storia del tennis a centrare questo risultato dopo Adriano Panatta, che arrivo’ al “Master” nel 1975, e Barazzutti, che gioco’ in realta’ le “Finals”, al Madison Square Garden di New York, nel gennaio del 1979. La matematica qualificazione del giocatore romano alle finali internazionali della stagione Atp, in programma a Londra dal 10 al 18 novembre, e’ arrivata a seguito della sconfitta di Gael Monfils nei quarti di finale del torneo di Parigi-Bercy. L’azzurro, che da lunedi’ sara’ numero 8 del ranking mondiale, sara’ nella kermesse di fine anno, dunque, al fianco di Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer, Daniil Medvedev, Dominic Thiem, Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas. Un traguardo storico e una vera sorpresa per Matteo Berrettini, 23enne, allenato da Vincenzo Santopadre, con la consulenza di Umberto Rianna, che ha iniziato la annata al gradino numero 54 del ranking mondiale. Una stagione da incorniciare per il romano, impreziosita dalla semifinale raggiunta agli Us Open.
(ITALPRESS).

SARRI “MI ASPETTO NEL DERBY UN TORINO DA BATTAGLIA”

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“Un Derby non è mai una partita completamente normale. Vale più per il Torino che per la Juventus, ma anche per noi non è una partita come le altre. Questa ha un significato per i punti in palio, ma il derby è sempre speciale e spero questo ci aiuti a non subire cali mentali”. Le parole sono quelle di Maurizio Sarri, tecnico della Juventus, alla vigilia della stracittadina piemontese. Il tecnico bianconero ha parlato di una partita che “fa storia a sé a prescindere dai momenti. Mi aspetto un Torino con grandi motivazioni. Sia per l’ultimo risultato negativo, sia perché il derby a loro può dare una carica emotiva importante. Mi aspetto un Torino da battaglia”. Sarri si è poi schierato dalla parte del collega Mazzarri, preso invece di mira dalla tifoseria granata: “E’ un allenatore cui portare grande rispetto – ha aggiunto -. A Napoli ha fatto benissimo, a Torino sta facendo benissimo, perché non ci si può far condizionare dalle ultime due partite, il ciclo che sta facendo a Torino è importante. Io ho una grande considerazione di questo allenatore e penso ce l’abbia anche la maggior parte dei tifosi del Torino”. In passato, quando veniva a Torino con le sue squadre, Sarri non perdeva occasione per visitare Superga e ricordare il Grande Torino. “Siamo venuti a Torino per due-tre anni consecutivi a maggio, pressapoco nei giorni dell’anniversario della tragedia di Superga e mi sembrava doveroso rendere omaggio a un mito dello sport. Lo ritenevo obbligatorio, la leggenda del Grande Torino è uno dei miti dello sport italiano”. Sarri però a Superga non ci è ancora salito da quando è alla guida della Juventus: “Al momento no, ma a maggio lo farò perché mi sembra doveroso. È uno dei miti dello sport che vanno al di là dei colori e dell’appartenenza”. Anche per l’ex tecnico di Empoli e Napoli sarà la prima volta in una stracittadina, ben diversa da quelle inglesi vissute sulla panchina del Chelsea: “I derby a Londra sono un po’ meno sentiti perché ce ne sono tanti. Cerco di viverlo nella maniera più normale ma domani sera prima della partita dovrò cercare di rimanere il più tranquillo possibile”. L’obiettivo per Sarri è quello di “mantenere la partita con caratteristiche che possono essere le migliori per noi” e le difficoltà con Lecce e Genoa per l’allenatore non sono legate alla tenuta fisica: “A Lecce abbiamo fatto 4 km in più degli avversari, con il Genoa 6. Mi sto facendo delle domande e se avessi delle risposte avrei già risolto il problema”. A proposito di domande, resta senza risposta quella sull’utilizzo di Pjanic. “Non lo so, ieri si è allenato a parte ed è in corso la riunione tra i medici e i preparatori atletici”. Ci potrebbe invece essere Higuain, sul quale Sarri fa grande affidamento: “Gonzalo è un grandissimo giocatore e quest’estate l’ho visto con un livello di motivazione non comune. Certi discorsi sentiti da lui a Londra che mi erano piaciuti poco erano completamente ribaltati. Quando ha forti motivazioni, è un giocatore importantissimo”. Con Ronaldo e Dybala possibili titolari, però, Sarri sarebbe orientato a scegliere il terquartista: “Cristiano è un attaccante che privilegia partire da centro sinistra, ma non proprio da attaccante esterno, Dybala da centro destra, ma non da attaccante esterno, quindi abbiamo sempre in campo almeno un attaccante non adatto al tridente puro e quando ci sono loro due la soluzione ideale mi sembra l’1-2”. Nel ruolo di trequartista potrebbe trovare spazio Ramsey: “Se considero il tempo che ha speso allenandosi con noi negli ultimi 20 giorni, l’ho visto bene. Quanto possa durare in partita al momento non lo so, ma per come si era allenato ho visto una prestazione di buon livello”, ha risposto Sarri che in caso di riposo di Alex Sandro potrebbe scegliere De Sciglio a sinistra. “In allenamento stiamo provando più De Sciglio però poi dipende da che partita ci aspettiamo”. L’allenatore originario della Toscana non si è sottratto alle polemiche che stanno accompagnando la Var: “A me piace di più quando gli arbitri in campo arbitrano. Questa però è un’opinione strettamente personale. In questo momento le regole sono queste, anche se non tutte condivisibili a mio modo di vedere come per esempio il nuovo regolamento sui falli di mano su cui, nonostante legga e mi informi, non ci capisco niente. Anche nella vita di tutti i giorni ci sono regole per me assurde, ma non è che posso farmi arrestare. Se mi chiedete se a me piace, vi dico di no, anche perché la Var era nata per ovviare errori macroscopici e se viene chiamato tre o quattro volte a partita mi sembra impossibile ci siano tanti errori grossolani e vedo che nel resto d’Europa se ne fa un uso più limitato”. E per concludere sull’argomento, Sarri non sarebbe favorevole a richiedere un paio di chiamate dalla panchina: “A me un paio non basterebbero, sarei a rischio espulsione perché ne chiamerei 7-8 a partita. Come ho detto, a me piace quando l’arbitro arbitra, non quando parla all’auricolare”.
(ITALPRESS).